
“La maggior parte di ciò che ho realizzato tra il 1965 e il 1969 era diretto ad un pubblico abituato ad accettare ciò che gli veniva offerto. Completamente. Qualcuno gli forniva della musica e loro non si ponevano alcuna domanda. Era mia abitudine, a quei tempi, fare cose che li scuotessero da questa condiscendenza, da questa ignoranza, che li spronassero a farsi delle domande”
