
“Non credo ci sia uno spettro di comportamento di massa su cui potrei apporre il mio marchio di approvazione”
(Trouser Press #47 febbraio 1980)



“Non credo ci sia uno spettro di comportamento di massa su cui potrei apporre il mio marchio di approvazione”
(Trouser Press #47 febbraio 1980)


“E’ importante commemorare un pezzo di folclore. Penso che i gruppi che ignorano il folklore non preservano la storia. Immagino che la storia contemporanea sarà conservata nei registri in modo più accurato di quanto non lo sarà nei libri di storia”
(intervista a Frank Zappa di Martin Perlich, 1972)


“Penso che il contenuto satirico in musica non debba necessariamente basarsi sull’aspetto verbale. Ci sono molte cose satiriche che puoi fare con una semplice nota o una semplice inflessione e non dire mai una parola”
(intervista a Frank Zappa di Martin Perlich, 1972)


“Negli Stati Uniti c’è sempre stato un sentimento anti-intellettuale. Penso sia voluto dal governo perché è un modo comodo per mantenere un certo tipo di controllo su porzioni della struttura sociale. Chiunque pensi che abbia una mente è necessariamente uno sfigato, noioso, sgradevole, asessuato. I cervelli non ce la fanno. Il culto della virilità è in ripresa ora rispetto ai capelli lunghi e alla bruttezza”
(Melody Maker, 23 ottobre 1971)


“L’arte è ciò che ti piace. Hai due pittori che lavorano entrambi a olio, entrambi dipingono lo stesso soggetto. Uno ti piace, l’altro no. Cos’è l’arte? Se mi piace qualcosa, per me è artistico, anche se è un fottuto cartellone pubblicitario. Ci sono cartelloni pubblicitari che amo, proprio come la Gioconda o qualcosa del genere, perché so quanto sia difficile farlo. Ma tutti i critici d’arte del mondo non mi convinceranno sulle scatole di zuppa Campbell”
(Melody Maker, 23 ottobre 1971)


“Sono d’accordo con John Cage riguardo al fatto che c’è una musicalità in ogni cosa. Ma non sono d’accordo con Cage quando dice di permettere che tutto accada. Mi sento ancora un compositore se manipolo il mio ambiente sonoro per creare qualcosa che rifletta il mio punto di vista su quell’ambiente. Non penso che sia sufficiente solo liberare tutto e lasciare che accada”
(da un’intervista a Frank Zappa di Studs Terkel, agosto 1968 WFMT Radio Chicago)


“Una volta c’era il parlato e poi la musica. Ora nel rap, al parlato segue sempre il “parlato”
(Il Mucchio Selvaggio, settembre 1988)


“Sono capace di suonare quello che penso, ma non quello che scrivo, per questo assumo qualcun altro che lo sappia fare”
(Intervista con Frank Zappa Hollywood, 11 agosto 1989 di Veniero Rizzardi, Mucchio Extra autunno 2004)


“È un errore comune del pubblico ascoltare vecchi dischi di Rhythm & Blues e dimenticare che si tratta di musica folk. Anche se questi dischi sono stati prodotti commercialmente, sono davvero pezzi di arte popolare”
(Mojo, dicembre 1998)


“Se non avessi mai fatto rock and roll, non avrei potuto permettermi un Synclavier. Ma non ho deciso di fare rock and roll solo per poter passare i miei anni al tramonto a friggere nella mia stanza con una sorgente di radiazioni”
(Best of Guitar Player, 1994)