Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa e l’aggressione al Rainbow Theatre – seconda parte

    “Shove It Right In” (Rainbow Theatre di Londra,10 dicembre 1971)

    Il 10 dicembre 1971, durante un’esibizione al Rainbow Theatre di Londra, Frank Zappa fu colpito da uno spettatore che si lanciò sul palco facendolo cadere.

    Il compagno di band Mark Volman ha ricordato di aver visto la gamba di Zappa “piegata sotto di lui come una bambola Barbie” e “il sangue che gli scorreva dalla testa alle ginocchia”. Ossa rotte e ferite alla testa, un braccio temporaneamente paralizzato e una laringe schiacciata. L’incidente ha abbassato permanentemente la sua voce: da quel momento, la voce di Zappa rimase sottotono di un terzo per sempre.

    Per il resto della sua vita avrebbe zoppicato e sofferto di mal di schiena.

    Quanto tempo sei rimasto fermo dopo la vicenda del Rainbow?

    Sono stato un mese alla clinica di Harley Street, poi altri tre mesi a Los Angeles praticamente incapace. In seguito, ho iniziato gradualmente a migliorare da lì. Ho questo tutore sulla gamba da circa due mesi, prima avevo il gesso, seduto su una sedia a rotelle. La gamba non sta guarendo molto in fretta, ma sta guarendo finalmente. Ho avuto un intero assortimento di infortuni, mi ha infastidito un po’ vedere il modo in cui è stato gestito dalla stampa. Una sorta di trattamento semi-umoristico, a Londra e anche negli Stati Uniti, sì. Yo ho ho, è caduto nella fossa dell’orchestra.

    Beh, sono sicuro che non era previsto.

    Forse, mi sentivo un po’ pazzo e ipersensibile in quell’ospedale. Avevo una costola rotta, una tibia rotta, avevo un enorme buco nella parte posteriore della testa, un lato della mia faccia era schiacciato e per le prime due settimane e mezzo o tre nell’ospedale non riuscivo a muovere le mani e non sapevo se avevo danni cerebrali o cosa. Non riuscivo nemmeno a reggere una chitarra quando ho lasciato il posto, era troppo pesante per me. (Sounds, 23 settembre 1972)

    “Il ragazzo che mi ha spinto giù durante l’esibizione al Rainbow ha fatto un anno di carcere. Io sono rimasto con le stampelle per 9 mesi, fuori servizio per un totale di 18 mesi”. (Frank Zappa, New Times, 18 aprile 1973)

    Un anno dopo l’incidente al Rainbow del 1971, quando Frank tornò a Londra all’Oval Cricket Ground, salì sul palco con il suo nuovo assistente personale John Smothers, nero e completamente calvo. Smothers è stato presentato alla folla da Zappa come l’uomo ingaggiato per uccidere chiunque tra il pubblico volesse provare a ripetere l’incidente del Rainbow. Dieci anni dopo, Smothers rimase al fianco di Zappa, ovunque camminasse, dormisse o mangiasse. (Kerrang! 4-17 ottobre 1984)

    Dopo l’incidente al Rainbow, volevi tenere insieme i Mothers o pensavi comunque di sciogliere la band?

    “Non avevo molta scelta. Non potevo lavorare, quindi non potevo assumerli. Cosa potevo offrire loro se non potevamo andare in tour?”.

    Hanno parlato male di te nelle loro interviste…

    “Mentre ero a Los Angeles ho cercato di trovare un modo per dare loro da vivere e mi è capitato di avere una cassetta di un concerto che abbiamo fatto appena prima del tour europeo, quindi ho deciso di pubblicarlo come album e sono riuscito a concludere un accordo: un anticipo di 2.000 dollari per ciascun membro del gruppo, che è molto più di quello che avrebbero ottenuto se l’avessi fatto in circostanze normali. Non ne trovo alcuna menzione nei loro comunicati stampa. Un’altra cosa di cui hanno discusso su alcuni giornali di Los Angeles è che non li ho chiamati né sono andato a vederli. Io? Merda. Sono seduto a casa mia su una sedia a rotelle con la gamba per aria e non si sono presi la briga di venire a trovarmi. Penso che l’atteggiamento che hanno mostrato finora sia stato strettamente commerciale. Dimenticano tutto quello che il nostro ufficio ha fatto per rendere le cose più facili per loro, per aiutarli ad iniziare”.

    “Il comportamento di Beefheart è stato doloroso per me. In genere, è irregolare: un giorno dice una cosa, il giorno dopo un’altra. Stavolta, non è successo: ha parlato male di me ed ha continuato a farlo. Probabilmente, ha scoperto che più faceva così, maggiore sarebbe stata la copertura della stampa”. (Rivista Rock, 20 novembre 1972)

    Solo il fine settimana precedente strumenti e attrezzature del gruppo, assicurati per $ 24.000, sono stati distrutti in un incendio che ha demolito il casinò svizzero di Montreux.

    Cohen ha detto: “Frank è in uno stato di shock. Solo oggi (lunedì) ha cominciato a rendersi conto di quello che è successo. Era soprattutto infastidito perché non poteva prendere il caffè e le sigarette. Niente del genere è successo in sei anni di tournée, nemmeno a Los Angeles o New York. Londra è l’ultimo posto in cui ci aspettavamo che accadesse”. (Disc and Music Echo, 18 dicembre 1971)

  • Frank Zappa e l’aggressione al Rainbow Theatre – prima parte

    “I Want To Hold Your Hand” (Live al Rainbow Theatre, 10 dicembre 1971), la canzone che precede l’aggressione. Quel rumore sordo verso la fine è sempre così inquietante da sentire. Frank si stava esibendo in una cover dei Beatles.

    Il 10 dicembre 1971, al Rainbow di Londra, qualcuno tra il pubblico, il 24enne Trevor Howell (geloso della sua ragazza) emerse dalla folla e corse sul palco spingendo Frank nella fossa dell’orchestra (una caduta di 12 piedi sotto il palco). Era stato un tour sfortunato fin dall’inizio, quando i Mothers erano dovuti fuggire dal Casinò di Montreux in fiamme perdendo gran parte delle attrezzature. E’ stato un vero e proprio attentato alla sua vita al Rainbow: Frank ha perso i sensi, si è rotto una gamba, aveva una costola rotta, uno stinco e una tibia rotta, un buco enorme nella parte posteriore della testa. Il lato della sua faccia era schiacciato e, per le prime tre settimane, in ospedale non riusciva a muovere le mani. Non sapeva se aveva danni cerebrali o cosa. Non riusciva nemmeno a reggere una chitarra e questo limite gli pesava enormemente.

    Dopo la pessima vicenda al Rainbow, Frank passò un mese alla London Clinic con la gamba ingessata su una sedia a rotelle. Per diversi mesi ha dovuto sottoporsi a cure mediche. Passò molto tempo a zoppicare reggendosi sulle stampelle prima che sostituissero il gesso con un tutore per la gamba. Durante la convalescenza ha scritto circa 3 ore di musica. Ha realizzato “Waka/Jawaka”, una sceneggiatura per un film (“Billy the Mountain”), ha organizzato la nuova band ed ha imparato a dirigere correttamente. Non avrebbe mai potuto restare inattivo.

    In quel periodo, Frank è rimasto molto deluso dal comportamento dei Mothers: un tempo pensava fossero suoi amici… (Rock Magazine, 20 novembre 1972)

    “La band pensava fossi morto. La mia testa era sopra la mia spalla e il mio collo era piegato come se fosse rotto. Avevo un buco nella parte posteriore della testa, una gamba fratturata e un braccio paralizzato. Mi sono ritrovato su una sedia a rotelle. Scrivevo musica anche quando ero in ospedale”. (L.A. Records, Fall 2015)

    Zappa è volato giù dal palco a seguito dell’attacco ed è atterrato sulla fossa dell’orchestra dal pavimento di cemento. Nel frattempo, un Howell in fuga è stato catturato da un gruppo di fan di Zappa nel backstage ed è stato trattenuto lì fino all’arrivo della polizia. Mentre Zappa giaceva privo di sensi, le voci sulla sua morte si diffusero a macchia d’olio: “Una scena caotica è seguita fuori dal The Rainbow dove il pubblico del secondo concerto è stato raggiunto per strada dal pubblico del primo spettacolo. Voci selvagge secondo cui Frank era stato ucciso si diffusero tra la folla enorme e per almeno un’ora nessuno seppe cosa stesse succedendo”, ha ricordato un testimone dell’epoca.

    “Mi sono infortunato al collo quando ho avuto quell’incidente a Londra qualche anno fa ed è successo qualcosa alla mia voce. Non l’ha resa migliore ma ora non mi infastidisce così tanto cantare. Ero sempre imbarazzato per i miei piccoli gracidii pietosi nella cabina di registrazione, ma ho pensato che per ottenere le giuste inflessioni sul testo dovessi cantare io stesso oppure dimostrare per ore e ore a qualcun altro come esprimere le parole”. (Circular, 10 dicembre 1973)

    La caduta di 12 piedi ha schiacciato la laringe di Zappa alterando la sua estensione vocale, rendendo la sua voce bassa e roca.

    10 dicembre 1971 (6 giorni dopo l’incendio di Montreux)

    Il 10 dicembre – dopo tre concerti cancellati – i Mothers tornarono in azione al Rainbow Theatre di Londra. Ma i presentimenti di Zappa non erano fuorvianti. Mentre lo spettacolo giungeva alla sua conclusione, uno dei membri del pubblico saltò sul palco e spinse Zappa per 12 piedi nella buca dell’orchestra, facendogli perdere i sensi e provocandogli ferite tra cui una gamba e una caviglia rotte, una laringe schiacciata, un cranio fratturato e danni alla colonna vertebrale. Sarebbe stato su una sedia a rotelle per i successivi nove mesi, ma le conseguenze dell’attacco sarebbero rimaste con lui molto più a lungo.

    Volman è convinto che “Quel tour europeo ha riportato Frank molto indietro dal punto di vista emotivo. Lo ha segnato molto spiritualmente. All’improvviso ha guardato cosa stavamo facendo sul palco – cose come ‘The Fat Floating Sofa’ (Dio ha fatto il film porno con la suora e i cani…): c’era del materiale abbastanza ridicolo e moralmente basso. Spiritualmente, era il punto più basso in cui fosse mai sprofondato. Il Rainbow l’ha spinto a rivalutare ciò che stava facendo, a pensare che potesse esserci stata una sorta di vendetta karmica in corso, uno schiaffo in faccia: uno dopo l’altro, questi due concerti lo hanno spazzato via per quasi un anno”. (Goldmine, 29 novembre 2002)

  • Frank Zappa – The Legend Of The Illinois Enema Bandit

    The Illinois Enema Bandit – Frank Zappa – You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 6 – 1992

    I testi di Zappa sono una testimonianza di tutto ciò che è psicotico e contorto nella personalità umana. Brani come “Imaginary Diseases”, “Dirty Love” e “The Illinois Enema Bandit” raccontano la follia umana. (Argus, novembre 1975)

    Frank Zappa ha immortalato la storia del bandito dell’Illinois Michael Huber Kenyon nel brano “Illinois Enema Bandit”. Fu registrata dal vivo nel dicembre 1976 e pubblicata nell’album Zappa in New York (1978).

    Kenyon è, probabilmente, uno dei ladri più stravaganti di sempre per quel suo vizio bizzarro di rapinare e fare clisteri di acqua calda alle sue vittime contro la loro volontà.

    Noto anche come Champagne Enema Bandit e Ski Masked Bandit, fu responsabile di almeno 10 attacchi tra il maggio 1965 e il maggio 1975.

    Una delle sue prime rapine si verificò a marzo del 1966 a Champaign, Illinois. Con il volto coperto da un passamontagna rosso e armato di pistola, si arrampicò fino a raggiungere la finestra di un edificio penetrando all’interno di un appartamento. Rubò 70 dollari dai portafogli di due sorelle adolescenti (di 16 e 18 anni): le legò usando lenzuola strappate, poi praticò ad entrambe il clistere.

    Il 3 maggio 1975, fu autore dell’ennesima rapina armata: legò 4 donne presso l’Università dell’Illinois a Champaign-Urbana. Fece 2 clisteri a una delle donne rubandole 120 dollari. Poco dopo, la polizia arrestò Kenyon nel Palatine, Chicago, per un reato minore. All’epoca lavorava come contabile per il Dipartimento delle Entrate dell’Illinois.

    Kenyon confessò di essere il bandito dell’Illinois. Durante l’interrogatorio della polizia di Champaign, mostrò il passamontagna che indossava per eseguire gli attacchi, i suoi due fucili e una pistola. A seguito di una perizia psichiatrica, fu giudicato legalmente sano di mente e processato il 10 dicembre 1975. Il giorno seguente, Robert Steigmann (assistente procuratore di Stato di Champaign) disse: “Se non avesse voluto essere preso, oggi non sarebbe in tribunale”.

    Kenyon si è dichiarato colpevole di 6 capi d’accusa per rapina a mano armata. Il suo avvocato Ray Massucci dichiarò che Kenyon non era sessualmente maturo e che il suo comportamento era il risultato di una “nevrosi profonda”. Del resto, nessuna legge vietava la pratica del clistere. Fu imprigionato per 6 mandati e, in seguito, rilasciato. Morì a Chicago nel 2004.

  • Frank Zappa – Who Are the Brain Police scritto in una sorta di trance

    Frank Zappa – Who Are the Brain Police 1966

    “Who Are the Brain Police?” è un brano contenuto nell’album di debutto dei Mothers “Freak Out!”. Denuncia una sorta di controllo delle coscienze: influenza le persone seppure credano di essere formalmente libere. A detta di Zappa questo brano è stato composto in una specie di stato paranormale di trance, quasi sotto dettatura.

    Sulle note di copertina di Freak Out! Zappa, riferendosi a questa canzone, ha scritto: “Alle cinque del mattino qualcuno continuava a cantarlo nella mia mente e me lo ha fatto scrivere. Devo ammettere di essermi spaventato quando finalmente l’ho suonato ad alta voce e ho cantato le parole”.

    In un’intervista del 1988, Zappa ha aggiunto:

    “Molte persone controllano il proprio cervello. Sono come cittadini soldati, per così dire. Ho visto persone che arrestano volentieri e cercano di punire il proprio cervello. E’ davvero triste. Non è nemmeno ufficiale, è come autoimposto. … È difficile attribuirlo ad un’agenzia centrale, quando ti rendi conto che così tante persone sono disposte a farlo da sole. Voglio dire, il numero di persone che vogliono diventare poliziotti del cervello dilettanti cresce ogni giorno – persone che dicono a se stesse: “Non potrei prenderlo in considerazione”, e poi si sculacciano anche solo per essere arrivate così lontano. Quindi, non c’è nemmeno bisogno di dare la colpa a un’agenzia di polizia cerebrale centrale. Ci sono un sacco di persone che si sottopongono volontariamente a questa automutilazione” (Intervista di Bob Marshall, 22 ottobre 1988).

    “Who Are the Brain Police?” è stata definita “una sfida diretta alle prime 40 radio” (The Words and Music of Frank Zappa di Kelly Fisher Lowe).

    La canzone è stata anche citata dalla rivista Mojo (The Mojo Collection 4° edizione, 1° novembre 2007) come “una delle canzoni più spaventose mai emerse dalla psiche rock”. Confrontandola con Kafka, Mojo ha descritto la canzone come “una visione dell’America contemporanea in cui l’identità personale e l’individualità vengono cancellate”.

    “Quando ci hanno sentito per la prima volta, stavamo lavorando in un club di Hollywood chiamato Whisky a Go-Go e l’uomo di A&R, il produttore Tom Wilson, è entrato, ci ha sentito suonare una canzone, era Watts Riot Song, una sorta di R&B, quindi immagina, gruppo R&B di attualità, proprio quello di cui abbiamo bisogno, (ride). Quindi telefona alla società… Prima abbiamo fatto Any Way The Wind Blows, quella è stata la prima cosa che abbiamo registrato e la seconda cosa che abbiamo fatto è stata Who Are The Brain Police? Quando abbiamo finito Brain Police la sua testa girava. Ha richiamato New York e ha detto: “Sta succedendo qualcosa di strano nel progetto, si è appena espanso incredibilmente” e tutti si sono davvero entusiasmati all’improvviso, hanno pensato di avere un oggetto davvero interessante tra le mani. Hanno continuato a cercare di mantenere basso il budget per Freak Out! ma è aumentato fino a ventimila dollari, non volevano spendere di più. Quando finalmente è stato messo sugli spalti, il nostro budget per la promozione dell’album era… dovremmo chiamarlo ‘noccioline’. Absolutely Free aveva un budget per la promozione di venticinquemila dollari e, di conseguenza, raggiunse il numero venti delle classifiche. Freak Out! non è mai arrivato al numero venti delle classifiche, ma continua a vendere dopo circa un anno e mezzo. Vende regolarmente tra le quattro e le ottomila copie a settimana e non si fermerà”. (Frank Zappa, Wikijawaka)

  • Frank Zappa e Lou Reed

    Lou Reed Inducts Frank Zappa at the 1995 Rock & Roll Hall of Fame Induction Ceremony

    Lou Reed ha definito Zappa “la noia più priva di talento che sia mai vissuta”. La frase per esteso di Lou Reed su Zappa è questa: “È la persona meno dotata di talento che abbia mai sentito. È un accademico pretenzioso e non sa suonare il rock’n’roll, perché è un perdente. E perciò si veste in modo buffo. Non è contento di se stesso e penso che abbia ragione.”

    La risposta di Frank a Lou Reed, qualche mese dopo, fu questa: “A molte persone non piacciono i Velvet Underground, e mi riservo di esprimere la mia opinione su quello che fanno sul palco; ma mi piace il loro album, è esattamente la musica folk della New York della perversione” (Rock & Folk, 1967)

    Lou Reed ha anche detto di Frank: “Mi sono piaciuti molto gli ultimi concerti che ho visto al Rainbow, ma non potevo smettere di pensare che Frank Zappa era caduto dietro il palco di quella orchestra. Odio Frank Zappa, e il pensare a quel suo incidente mi rende molto contento…” (Gong, 1978).

    La frase risale ai tempi dei Velvet Underground. Un periodo in cui, oltre ad essere cattivo e intransigente più che mai, probabilmente Lou Reed era anche un po’ incazzato perché la fama tardava ad arrivare.

    A distanza di anni (1995), Lou Reed ha introdotto Frank Zappa nel Rock and Roll Hall of Fame. “Frank Zappa è stato la mente più acuta e il critico sociale più sottile del rock” (Motivazione ufficiale della sua ammissione alla Rock’n’Roll Hall of Fame)

  • Frank Zappa, Andy Warhol, Velvet Underground

    Frank Zappa – Andy Warhol’s TV, Intervista 1983

    Andy Warhol e Frank Zappa: due personaggi diametralmente opposti che si sono disprezzati in silenzio per anni. Ironia della sorte, Zappa è stato ospite nel programma televisivo notturno di Warhol: lo testimonia un’apparizione dolorosamente imbarazzante.

    Nel 1967, Frank ha accompagnato The Velvet Underground e Nico per un paio di date a Los Angeles e San Francisco. Durante gli spettacoli, Zappa ha fatto del suo meglio per ridicolizzare tutte le volte che poteva i Velvet Underground e, indirettamente, il loro manager e leader Andy Warhol.

    Nel suo libro “Diari” del 1989, Warhol ha raccontato di entrambi gli spettacoli e del loro incontro negli studios alcuni anni dopo: “Frank Zappa è venuto per un’intervista per il nostro programma televisivo: dopo l’intervista l’ho odiato ancora di più. Sembrava così infantile quando i Mothers of Invention hanno suonato con i Velvet Underground: penso al viaggio a Los Angeles e al Fillmore di San Francisco…”.

    Il primo ‘incidente’ di Zappa e Warhol è stato documentato da Chris Darrow di Kaleidoscope, che era allo spettacolo di San Francisco ed ha preso le parti di Frank descrivendo un suo momento:

    “La consegna di Nico del suo materiale è stata molto piatta, impassibile e inespressiva. Suonava come se tutte le sue canzoni fossero nenie. Sembrava stesse cercando di far rinascere la noia e la decadenza di Weimar, la Germania pre-hitleriana. La sua immagine gelida e nordica si è aggiunta anche al distacco della sua consegna”.

    “Tra un set e l’altro, Frank Zappa si è alzato dal suo posto, è salito sul palco e si è seduto dietro la tastiera dell’organo B-3 di Nico”.

    “Ha messo le mani sulla tastiera in modo atonale e ha urlato a squarciagola, facendo una caricatura del set di Nico, quello che aveva appena visto. Le parole della sua canzone improvvisata erano nomi di verdure come broccoli, cavoli, asparagi…”.

    Fu un chiaro e diretto insulto sia alla band che al loro manager.

    “Questa ‘canzone’ è andata avanti per circa un minuto, poi si è interrotta all’improvviso. Frank è sceso dal palco e lo spettacolo è andato avanti. È stato uno dei più grandi pezzi di teatro rock ‘n roll che abbia mai visto”. (faroutmagazine.co.uk, 3 ottobre 2020)

  • Frank Zappa e le rivolte di Watts

    Frank Zappa – More Trouble Every Day, Harrisburg, USA 1974

    La tua canzone Trouble Coming Every Day sulle rivolte di Watts potrebbe essere stata scritta sul più recente sconvolgimento di Los Angeles.

    “L’unica parte non corretta è stata quella dell’autista donna colpita a metà da una mitragliatrice perché ha attraversato un segnale di stop”.

    Cosa stavi facendo durante i disordini?

    “Li ho registrati dall’alto verso il basso mentre scorrevo i canali. L’ho capito da ogni angolazione possibile, cose straordinarie, cose che non sono state riportate a livello nazionale”.

    Per esempio?

    “Inquadrature di un gruppo di soldati in una caserma di Orange County che indossavano indumenti con gas nervino Desert Storm. Sia i Crips che i Bloods avevano gas nervino, faceva parte dei piani per trattare severamente con i rivoltosi”.

    Cosa hai fatto con le registrazioni?

    “Quando mi sono esibito in Germania, avevamo dei televisori al bar durante l’intervallo che trasmettevano il meglio dell’intrattenimento culturale americano. Su un set, c’era la rivolta senza sosta. In un altro set, tele-evangelisti senza sosta. Su un altro, C-SPAN. In un altro, Desert Storm. Devi bere la tua birra leggera e guardare i media americani al meglio”.

    (Frank Zappa, Playboy aprile 1993)

    I disordini che devastarono il quartiere afroamericano di Watts, a Los Angeles, nell’agosto del 1965, provocarono la morte di trentaquattro persone, di cui trentuno uccise dalla polizia. Zappa menziona nel suo “Trouble Everyday” i “poliziotti che lanciano pietre”, che gli valsero un regolare controllo da parte dell’FBI. Il brano fu pubblicato nel giugno 1966 nel doppio album Freak Out. (Revue du crieur, febbraio 2017)

  • Frank Zappa e l’incendio del Casinò di Montreux Svizzera

    Frank Zappa – King Kong, 4 dicembre 1971 (l’ultimo brano in scaletta). Si sente chiaramente quello che succede alla fine del brano.

    Si dice “non tutto il male viene per nuocere”. Se non fosse stato per un incidente che coinvolse Frank Zappa e molte altre persone, uno dei brani più iconici della storia del rock, “Smoke on the water”, non sarebbe mai stato scritto.

    Il 4 dicembre 1971, l’incendio che devastò il teatro del Casinò di Montreux (Svizzera) ispirò uno dei brani più famosi dei Deep Purple.

    Quella sera al Casinò si esibiva Zappa con i suoi Mothers of Invention: il caso volle che i Deep Purple si trovassero proprio a Montreux per registrare l’album “Machine Head” all’interno del noto studio di registrazione mobile appartenente ai Rolling Stones, chiamato “Rolling Stones Mobile Studio”.

    Al concerto di Zappa il pubblico era infuocato: ad un certo punto, durante l’assolo di King Kong del tastierista Don Preston, uno spettatore sparò contro il soffitto rivestito di rattan con una pistola lanciarazzi. L’esplosione raggiunse i tendaggi e le fiamme divamparono rapidamente: il concerto fu interrotto per la sicurezza del pubblico e della band. A sparare il colpo fu un certo Zdenek Spicka, un ceco di 21 anni che viveva in Svizzera, fan del gruppo.

    All’interno del locale si scatenò il panico, alcune porte erano chiuse: alcuni ragazzi restarono intrappolati dalle fiamme, fu il direttore del Montreaux Jazz Festival Claude Nobs a metterli in salvo. Erano presenti 3.000 spettatori quella notte.

    La costosa attrezzatura di Frank Zappa venne completamente distrutta: usò la sua Gibson per rompere dei vetri e permettere ad altre persone di uscire.

    Il Casinò di Montreux andò completamente distrutto: tornò agibile nel 1975. Nessun ferito grave, fortunatamente: è stata sfiorata una tragedia.

    I Deep Purple assistettero inorriditi alla scena dell’incendio affacciati alle finestre dell’hotel dove alloggiavano, poco distante dal Casinò.

    Le fiamme raggiungevano il cielo, il fumo che avvolgeva il Lago Lemano sarebbe di lì a poco diventato ‘fumo sull’acqua’: fu del bassista della band, Roger Golver, l’idea del titolo “Smoke on the water” al risveglio da un incubo in cui aveva rivissuto la scena dell’incendio.

    Il brano storico dei Deep Purple non prese forma subito: l’inserimento di alcuni brani nel nuovo album da registrare era la priorità assoluta e così “Smoke on the water” restò una bozza per un po’ di tempo.

    Non avendo più un luogo dove registrare, i Deep Purple trasformarono un teatro abbandonato (Le Pavillon) in uno studio improvvisato dove prese forma e venne registrato “Machine Head” (1972), l’album più venduto della rock band.

    Mancava un brano per completare l’album e, a quel punto, iniziarono a lavorare sulla bozza del brano ispirato all’incendio del Casinò di Montreux. “Smoke on the water” fu inserito nell’album: all’inizio non fu presentato come singolo.

    L’anno seguente (1973), il brano pubblicato negli USA raggiunse il 4° posto in classifica diventando una delle canzoni più apprezzate della band per la sua struttura semplice ed efficace, basata su 4 accordi.

    Il 4 dicembre è una data triste per noi zappiani: Frank Zappa morì il 4 dicembre 1993, esattamente 22 anni dopo quell’incendio a Montreux.

    Alcuni estratti audio di quella fatidica notte si possono sentire all’interno del bootleg Swiss Cheese/Fire di Frank Zappa. A un certo punto dal palco gridano “Fire” e si sente la confusione tra il pubblico.

    È stato emesso un mandato per l’arresto di Zdenek Spicka, ma è fuggito dalla Svizzera e non è mai stato trovato. (Mojo, febbraio 2022)

    “Oh, un piccolo incidente: qualcuno ha avuto la folle idea di sparare un razzo di fuochi d’artificio al soffitto, mentre Don Preston stava attaccando il suo assolo moog di “King Kong”. Ho detto ‘Fuoco, signore e signori, di Arthur Brown’. Hanno pensato che fosse uno scherzo, ma pochi minuti dopo non c’era più il soffitto e presto non c’era più il Casino di Montreux… Abbiamo perso tre moog, due organi Hammond, tre chitarre, un basso, una batteria e tutti i nostri amplificatori. Eravamo assicurati, ma il problema è che la maggior parte di questa attrezzatura è stata costruita appositamente per noi e ci vorranno mesi per ricostruirla”. (Frank Zappa, Rock & Folk, gennaio 1972)

    Un mio amico, che all’epoca non conoscevo, mi ha detto questo:

    “Alain, c’ero anch’io! Ricordo bene Zappa che diceva con molta calma al pubblico di uscire senza farsi prendere dal panico, penso che la sua calma abbia permesso un’evacuazione rapida e sicura”. Un ragazzo è riuscito a raggiungere e afferrare il pedale wah-wah di Frank. A parte un campanaccio citato da FZ in un’intervista, potrebbe essere l’unico strumento sopravvissuto all’incendio. (testimonianza del 4 dicembre 2021, testimonianza e foto del concerto sono di Alain Rieder, timemanipulation.com)

  • Frank Zappa, 200 Motels – Original Motion Picture Soundtrack (1971): review

    colonna sonora originale del film 200 Motels di Frank Zappa

    Album pubblicato dalla United Artists Records il 4 ottobre 1971

    L’album 200 Motels è la colonna sonora dell’omonimo film musicale surrealista scritto e prodotto da Frank Zappa, da lui diretto in tandem con Tony Palmer.

    Le Mothers of Invention impazziscono nella piccola città di Centerville e il loro bassista, Jeff (parodia del vero bassista delle Mothers, Jeff Simmons) impazzisce a causa della marijuana e abbandona la band (Jeff Simmons lo fece davvero, poco prima che iniziassero le riprese). Simmons fu sostituito dall’attore Martin Lickert per le scene del film.
    La versione originale in vinile dell’album consisteva in un set di 2 dischi, contenente in gran parte tracce alternate di musica rock eseguita dalle Mothers of Invention e musica sinfonica eseguita dalla Royal Philharmonic Orchestra diretta da Elgar Howarth, tutte composte ed orchestrate da Zappa.

    Il recensore Richie Unterberger ha individuato come punti salienti dell’album le canzoni rock e comiche Mystery Roach, Lonesome Cowboy Burt, Daddy, Daddy, Daddy, What Will This Evening Bring Me This Morning e Magic Fingers, più il finale Strictly Genteel (un mix di elementi rock e orchestrali).
    Dance of the Rock & Roll Interviewers è un brano orchestrale originariamente pensato per essere abbinato a Touring Can Make You Crazy come parte di una delle prime scene in cui la band arriva a Centerville e viene accolta dai giornalisti musicali, ma soltanto una parte della sequenza (che raffigura un manichino di Zappa fatto a pezzi dai giornalisti) è apparsa nel film finale per limiti di budget e di tempo. La sequenza di Touring Can Make You Crazy non è stata girata, quindi non appare nel film.

    L’album contiene cinque segmenti che costituiscono la suite This Town Is A Sealed Tuna Sandwich: un prologo, la Tuna Fish Promenade, Dance of the Just Plain Folks, una ripresa della melodia principale e la conclusione The Sealed Tuna Bolero. Nel film, è stato usato soltanto il bolero finale.
    Nella sceneggiatura, la suite Tuna Sandwich è preceduta dalla sequenza e composizione Centerville.
    Would You Like A Snack? è una versione vocale della composizione di Zappa Holiday in Berlin, che riappare in tutto l’album e nel film in diversi arrangiamenti, tra cui Semi-Fraudulent/Direct-From-Hollywood Overture. Il testo di Would You Like A Snack? è simile al pezzo teatrale dell’album live di Zappa Ahead of Their Time. In precedenza, Zappa aveva registrato una canzone omonima non correlata, che vede la partecipazione di membri delle Mothers of Invention e della cantante Grace Slick dei Jefferson Airplane.

    Nella seconda metà dell’album, la parte principale della suite, Dental Hygiene Dilemma, è apparsa nel film come cartone animato di Charles Swenson, che in seguito ha diretto il film Down and Dirty Duck con i membri della band Mothers of Invention e le star di 200 Motels Mark Volman e Howard Kaylan.
    Dental Hygiene Dilemma incorpora elementi di rock band, orchestra e dialogo: raffigura Jeff che fuma una sigaretta di marijuana immersa nei liquidi schiumosi di Don Preston. Jeff è alle prese con la sua buona e cattiva coscienza. Alla fine, la sua cattiva coscienza lo convince a lasciare i Mothers of Invention, per fondare la sua band hard rock suonando musica come quella dei Black Sabbath o dei Grand Funk Railroad.
    L’album 200 Motels, classificato al n. 59 della Billboard 200, fu pubblicato per la prima volta su CD nel 1997: conteneva ampie note di copertina e artwork, un poster del film e tracce bonus costituite da promo radiofoniche per il film e il singolo montaggio del brano Magic Fingers. Nel 2021, fu ripubblicato in due edizioni: l’album originale su 2 CD e una versione estesa su 6 CD.

    Tracklist

    Semi-Fraudulent/Direct-from-Hollywood Overture
    Mystery Roach
    Dance of the Rock & Roll Interviewers
    This Town is a Sealed Tuna Sandwich (Prologue)
    Tuna Fish Promenade
    Dance of the Just Plain Folks
    This Town is a Sealed Tuna Sandwich (Reprise)
    The Sealed Tuna Bolero
    Lonesome Cowboy Burt
    Touring Can Make You Crazy
    Would You Like a Snack?
    Redneck Eats
    Centerville
    She Painted Up Her Face
    Janet’s Big Dance Number
    Half a Dozen Provocative Squats
    Mysterioso
    Shove It Right In
    Lucy’s Seduction of a Bored Violinist and Postlude
    I’m Stealing the Towels
    Dental Hygiene Dilemma
    Does This Kind of Life Look Interesting to You?
    Daddy, Daddy, Daddy
    Penis Dimension
    What Will This Evening Bring Me This Morning
    A Nun Suit Painted on Some Old Boxes
    Magic Fingers
    Motorhead’s Midnight Ranch
    Dew on the Newts We Got
    The Lad Searches the Night for His Newts
    The Girl Wants to Fix Him Some Broth
    The Girl’s Dream
    Little Green Scratchy Sweaters & Courduroy Ponce
    Strictly Genteel (The Finale)

    Frank Zappa (basso, chitarra, orchestrazione)
    Mark Volman (voce)
    Howard Kaylan (voce)
    Jimmy Carl Black (voce)
    Jim Pons (voce)
    George Duke (trombone, tastiere)
    Ian Underwood (tastiere, fiati)
    Ruth Underwood (percussioni)
    Aynsley Dunbar (batteria)
    Royal Philharmonic Orchestra

  • Frank Zappa: l’umorismo appartiene alla musica?

    The Pier 1984 – Full Concert

    Does humour belong in music?”. Può l’umorismo appartenere alla musica? – si chiedeva Frank Zappa.

    Le risposte zappiane al quesito sono molteplici. Teniamo presente che la risata si genera spesso al cospetto dell’interruzione della prevedibilità di un’azione o di uno schema verbale, che crea una situazione inaspettata. In musica può essere ottenuto un risultato simile con un’improvvisa e inaspettata divergenza ritmica, melodica o armonica rispetto alla regolarità di gran parte dei generi musicali.

    Lo stesso Zappa affermava: “Qualsiasi composizione (o improvvisazione) che suoni consonante e regolare sempre e comunque mi pare l’equivalente di un film dove ci siano solo i buoni o di una cena a base di ricotta”.

    Anche l’accostamento di elementi tra loro normalmente estranei può indurre al riso: ha un effetto assolutamente dirompente ascoltare Stairway to Heaven in versione reggae con tanto di sezione fiati che all’unisono esegue il celeberrimo assolo di chitarra di Page.

    Zappa parlava anche di strumenti dal timbro buffo citando alcuni utilizzi della tromba con la sordina, del sassofono basso suonato nel suo registro più grave nonché del trombone a coulisse, che scatenano reazioni di ilarità negli ascoltatori “cresciuti a cliché subliminali che hanno determinato la loro realtà auditiva fin dalla culla”. Per lo stesso motivo utilizzava effetti sonori di stampo rumoristico come nel finale di Peaches En Regalia (Hot Rats, 1969).

    La risposta più semplice e superficiale è riscontrabile nell’analisi dei testi dei brani cantati che portano alla risata per via delle tematiche particolarmente pungenti oppure originali o anche per la sfrontatezza con cui l’autore ha saputo discutere nei propri testi di tematiche sessuali di cui tutti parlano o fantasticano nella sfera privata ma che difficilmente si ha il coraggio di portare alla superficie dell’ambito pubblico.

    Non bisogna fare l’errore di considerare ‘demenziale’ la musica di Frank Zappa, demenziale nel senso di ‘lontano dalla mente’, ‘fuori di testa’. Questo termine non si addice affatto a una via comica che invece era frutto di un’acutissima ricerca intellettuale.

    Sembrerà paradossale ma far ridere non era affatto l’obiettivo primario di Zappa. In realtà, il suo vero scopo era il riconoscimento della sua dignità di compositore ‘serio’ alla stessa stregua dei suoi idoli Varèse e Stravinskij. Realizzava dischi e tour di musica un po’ più vicina alla popular music seppure con un approccio rivoluzionario e unico allo scopo di racimolare denaro per i lavori più impegnati. Come recita un altro titolo di un suo disco: “We’re Only In It For The Money” (1968).

    (Frank Zappa by Marcello Zappatore, Coolclub.it febbraio 2009)

    “Nella mia mente non c’è differenza tra far ridere qualcuno e far pensare qualcuno. L’uno non è migliore o peggiore dell’altro. Mi piacciono tutti i diversi tipi di musica e penso che siano tutti divertenti da fare e farò quello che mi va di fare. Tutti coloro che pensano di fare rock ‘serio’ possono baciarmi il culo. ‘Serio’ è qualcosa che non fa ridere?”. (BAM, gennaio 1978)

    L’umorismo appartiene alla musica (anche quella seria). Per Zappa vale anche il contrario: “Alcune persone non riescono a capire che puoi voler fare seriamente qualcosa che non è serio”. (LA Star, 119-1969)

    Il senso dell’umorismo deve essere una delle basi per essere una ‘Madre’: “È importante almeno quanto essere in grado di suonare. Se non hai senso dell’umorismo non puoi suonare la musica correttamente. Non è solo una questione di note giuste…”. (FZ, Melody Maker, 20 luglio 1974)

    Per Zappa l’umorismo è uno strumento fondamentale per affrontare i fanatismi politici e religiosi, per criticare stereotipi reazionari nella società americana. Zappa capisce che il cinema, come la musica, è un modo per esprimere idee, un mezzo di cui bisogna tenere conto nell’intero processo di comunicazione, in cui il pubblico è una parte fondamentale. (Author/Recipient Relationships in FZ’S Movies – Manuel de la Fuente)

    “I testi di Frank erano solo proposte, ti incoraggiava a pensare… Dietro questo umorismo devastante c’era un discorso molto serio. Con l’umorismo evocava argomenti seri. Frank ha lavorato in questo modo… “. (Gail Zappa, Rolling Stone, ottobre 2012)

    “Si dice: ‘Solo chi prende totalmente se stesso e la sua causa seriamente è un vero artista’. Onestamente, non me ne frega niente. La maggior parte delle cose che accadono nella mia vita sono divertenti, quando scrivo di cose che mi sembrano rilevanti, lo faccio nello stesso modo in cui mi sento al riguardo: in modo umoristico, divertente”.

    (FZ, Music Express Sounds, novembre 1984)

    “Sono una persona concreta con un senso dell’umorismo molto creativo”. (FZ)

    “La mia più grande forza è il mio senso dell’umorismo.

    (FZ, Tuttifrutti, febbraio 1994)