
“Ascolta bene, anche il silenzio, per paura di perderti qualcosa di importante”
(Jazz Magazine, luglio-agosto 1970)

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“Ascolta bene, anche il silenzio, per paura di perderti qualcosa di importante”
(Jazz Magazine, luglio-agosto 1970)


“Nessuno può capire la mia musica se non ha mai ascoltato Anton Webern o Stravinsky”
(tratto dal libro “Freak Out!: My Life with Frank Zappa” di Pauline Butcher)


“Il progetto Mothers è stato pianificato attentamente diciotto mesi prima del decollo. Ho composto un mix, un prodotto per colmare il divario tra la musica ‘seria’ e popolare”


“Per gli amministratori di destra, artisti e creativi rappresentano una minaccia per il loro stile di vita. E per quelli di sinistra, artisti e sognatori sono strumenti di propaganda. Un gruppo vorrebbe schiacciarti e l’altro cooptare e controllarti affinché tu sia coinvolto nella promozione dei loro ideali. Quindi, chiunque abbia un’immaginazione dovrebbe diffidare di entrambi i gruppi”
(Zappa e Marshall, 1988)


“Una delle migliori frasi che ho letto nella biografia di Varése (The World Seen Quotation) è questa: ‘Esistono due incidenti: Dio e la stupidità’. Credo che il pubblico l’abbia scritto su una bandiera”
(Intervista a FZ di Studs Terkel, agosto 1968 WFMT Radio Chicago)


“Mi è sempre piaciuto il suono della batteria. Mi è sempre piaciuta l’intera struttura delle percussioni in ogni sua forma ma definirmi un batterista sarebbe un’affermazione assolutamente falsa. Posso usare le bacchette e suonare i ritmi con le mie mani, ma ho poca o nessuna coordinazione tra mano e piede, che è il vero scopo del suonare la batteria”
(Rhythm, luglio 1989)


“La cosa più importante da fare nella propria vita è non interferire in quella degli altri”


“Non capisco chi pensa all’arte come antidoto all’entertainment, come qualcosa che non ci deve dare nessuna esperienza piacevole. Cosa c’è di sbagliato in questo? Penso si tratti di una concezione punitiva dell’arte… Scrivo perché personalmente ciò che faccio mi diverte”
“L’idea dell’arte ‘punitiva’ – sembra qualcosa che viene dall’East Village”.
(FZ, Menn)


“La nostra musica esiste in virtù del fatto che mescoliamo cose che non hanno niente a che fare l’una con l’altra. Cerchiamo, in altri termini, di realizzare l’impossibile e di dimostrare che può essere realizzato”
(dal libro “Il teatro musicale dei Mothers of Invention” di Gianfranco Salvatore)