
“Nessuno è universale. Le persone hanno capacità diverse, e se stai lavorando con un idioma speciale, vuoi persone che si sentano a loro agio con quell’idioma”.
(Frank Zappa, New Musical Express, 22 luglio 1978)

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“Nessuno è universale. Le persone hanno capacità diverse, e se stai lavorando con un idioma speciale, vuoi persone che si sentano a loro agio con quell’idioma”.
(Frank Zappa, New Musical Express, 22 luglio 1978)

“Non c’è un’ala destra o un’ala sinistra… c’è solo un’ala alta e un’ala bassa”. Così dice Bob Dylan e questo è ciò che Zappa diceva a modo suo: “Non risolverai tutti i problemi in 15 minuti o dieci anni” ha detto Frank. ‘Pensi che se ‘vinciamo tutto andrà benissimo’ ma chi te lo dice quando sei lì? L’unico modo per apportare modifiche durature è farlo lentamente”.
“Chi fa manifestazioni in piazza è alla mercé dell’establishment quando si comporta così. Guardano questi ragazzi e vedono che non faranno nulla, ma se un ragazzo entra in ufficio e lavora sodo sulla sua scelta di cambiarlo, avranno difficoltà a fermarlo.
Penso che le dimostrazioni siano preziose come cortina fumogena mentre il vero lavoro procede in silenzio. Alcune manifestazioni sono meglio di una cortina fumogena – quando 10.000 persone di TUTTE LE ETÀ – non solo i ragazzi – marciano sul Pentagono, allora fa davvero qualcosa”.
Frank Zappa non è un politico. Ha detto: ‘Sono un compositore. Si dà il caso che mi importi abbastanza della politica da parlarne con la gente.’ Siccome Zappa è un compositore il suo contributo alla società sarà principalmente musicale. Frank lavora attraverso la sua musica e se smettesse di lavorare con questo mezzo e nei film, sarebbe una persona in meno a lavorare per cambiare le cose.
Il pensiero di una sinistra dalla mentalità ristretta che controlla la vita artistica di questo paese è spaventoso nell’immagine sterile della rivoluzione che genera. Una tale rivoluzione sarebbe davvero così rivoluzionaria o l’abbiamo già vista accadere?
“Un sognatore è pericoloso se ha un sogno rabbioso nella manica perché diventa contagioso.”
(IT, 13-28 giugno 1969)

“Gli psichiatri… Quei marci censurati. Quegli idioti! Quei codardi! Amico, quelli sono tua madre e tuo padre con un’uniforme diversa! Quei poveracci che si illudono. “Vado da questo analista.” (Ed è molto alla moda qui nel villaggio.) “Mi sono procurato questo analista, non si fa pagare molto, ascolta, può davvero aiutarti”. Nel frattempo questo stesso psichiatra è così aberrato che non lo sopporta. Hai mai provato ad ascoltare i problemi di tutti per così tante ore al giorno e cercare di uscirne indenne? È come lavorare in un reparto tubercolosi senza mascherina, amico. Quei ragazzi devono essere le persone più malate del mondo. Non c’è modo che possano evitarlo se ascoltano tutti quei casi ogni giorno”.
(IT, 13-26 marzo 1967)

“Ogni tanto penso che i grandi artisti non muoiano a caso ma se ne vadano dalla Terra quando i tempi li respingono, quando la loro bellezza è spregiata o considerata inutile. Zappa se ne andò alla fine del 1993, poche settimane dopo Sun Ra (e Fellini), un anno dopo John Cage. Erano giganti che non rientravano più in un mondo diventato piccolo che si avviava alla dittatura di Internet e alla progressiva orwellizzazione, e avevano troppa dignità per sopravvivere come fossili. Facile dire che ci mancano, che il dio della musica non ce ne ha mandati altri di simili. Nel frattempo il futuro pare scomparso, quelli che “rimangono indietro” sono sempre più numerosi e non riesco a immaginare un quindicenne nato nel nuovo millennio che ai genitori osi chiedere come regalo di compleanno la telefonata a un musicista “che pareva uno scienziato pazzo. Era meraviglioso, pensai: finalmente uno scienziato pazzo aveva fatto un disco!”.
(tratto dal libro “Frank Zappa, Il Grande Uccello” di Riccardo Bertoncelli)

Darran Charles, il frontman del trio heavy rock gallese Godsticks, seleziona i dischi che hanno plasmato il suo stile.
Tra questi ci sono due dischi di Frank Zappa:
– Broadway The Hard Way
“Piena di voci incredibili e una straordinaria sezione di fiati, la band di Zappa dell’88 era la mia formazione FZ preferita e forse una delle più grandi band dal vivo di sempre. Rhymin’ Man è una masterclass di band virtuosistiche. FZ ha una grande influenza come compositore, il suo assolo pulito in Any Kind Of Pain è uno dei miei preferiti.”
– You Are What You Is
“Per chi non lo sapesse, questo album era folle, i testi erano esilaranti e le composizioni altrettanto bizzarre/intriganti. Scoprire Zappa mi ha cambiato la vita dal punto di vista musicale e questo album mi ha fatto capire che non ci sono regole musicali che non possono essere infrante. L’interruzione vocale borderline-ridicola di Ike Willis in Beauty Knows No Pain vivrà con me per sempre!
(Guitar & Bass, settembre 2015)

Con oltre nove ore di materiale registrato, Zappa ha creato un puzzle che eguaglia quello di Burroughs (nella scrittura) e Warhol (nel film).
Nel tentativo di guardare al suo lavoro, è un errore prendere ogni album solo come qualcosa di individuale. Ogni pezzo di lavoro registrato si adatta (non sempre perfettamente) ai pezzi precedenti così come a quelli che non sono ancora stati scritti, figuriamoci registrati.
Ci sono canzoni in un album che riappaiono circa un anno dopo in uno nuovo in una forma diversa.
Le cose si incastrano l’una nell’altra per un certo numero di anni. Ci sono anche ri-riferimenti. Burroughs li chiama “ritagli”; Zappa, per quanto ne so, non ha un nome particolare per questo.
Qualche anno fa, Barry Miles scrisse su IT riferendosi a Zappa come a un vecchio alchimista perché si concentrava su un solo problema e tentava di risolverlo esaminandolo in ogni modo possibile.
Zappa è una di quelle persone uniche in grado di osservare oggettivamente il proprio ambiente, essendo consapevole della maggior parte delle forze musicali che lavorano su di lui e intorno a lui, filtrando tutto e ricostruendo la sua personale visione del mondo.
(Muther Grumble, 2 febbraio 1972)

Messaggio scritto a mano di Frank Zappa dall’ospedale ai lettori dopo l’aggressione al Rainbow Theatre.

(Disc and Music Echo, 25 dicembre 1971)

Freak Out!, il primissimo album dei Mothers uscito nel 1966, negli ultimi anni risultava praticamente introvabile nel Regno Unito.
La Polydor ha ripubblicato il doppio album, che rappresenta un elemento essenziale per tutti i fan dei Mothers, la prima ‘pietra’ della musica di Zappa. È datato ma in nessun modo invalidato per questo.
(Disc and Music Echo, 18 dicembre 1971)

Nel settembre del 1967, i Mothers fecero il loro primo tour in Europa dove Zappa contrasse una gastroenterite a Roma. Per il resto del tour, Frank dovette letteralmente appoggiarsi sul palco tremando in soprabito.
(Disc and Music Echo, 29 agosto 1970)