Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • L’album migliore e peggiore secondo Frank Zappa

    L'album migliore e peggiore secondo Frank Zappa

    Ci sono state voci nelle riviste musicali inglesi e svedesi secondo cui Michael Des Barres dei Silverhead sarebbe diventato un cantante con te. E’ vero?

    Non c’è assolutamente niente di vero in questo. Non lo conosco affatto.

    Ci sono sempre cambiamenti nel tuo gruppo. Come mai?

    L’anno scorso, per esempio, c’erano Ruth e Ian Underwood. Ma Ruth ha iniziato a dormire con il mixer audio e poi Ian si è fermato. Ruth ha lasciato perché non riusciva a tenere in ordine la sua vita privata.

    Qual è il migliore e il peggior LP che hai realizzato?

    “Lumpy Gravy” è il migliore, “Chunga’s Revenge” il peggiore. Molte persone pensano che le classifiche dicano qualcosa su come viene venduto un disco. Non è così. Le classifiche indicano soltanto quanto velocemente viene venduto un disco. “Freak Out” del 1967 sta ancora vendendo bene nel 1974.

    (GO, marzo 1975)

  • La curiosa pubblicità di Jan Akkerman che cita FZ

    Jan Akkerman cita Frank Zappa in una pubblicità

    A pagina 19 della rivista svedese GO (numero di agosto 1974) c’è una divertente pubblicità di Jan Akkerman che riporta la frase: “Ci sono due chitarristi al mondo, l’altro è Frank Zappa”.

  • Frank Zappa drummer & percussionist: passion for rhythm from 1955

    In copertina e come prima foto del video compare l’immagine dell’annuario 1955 di Frank Zappa alla batteria nella Blue and Gold Band sul palco dell’Old Gym del 1937.

    Spulciando un programma per il “The Concert Band and the Red Robe Choir in Combined Concert” del 30 marzo 1955 nella vetrina di musica vocale, il sito/museo SD News ha trovato dell’altro. In “Band Personnel”, Frank Zappa è elencato come uno dei 5 membri delle “Percussion”.

    Nello stesso anno (1955), Frank Zappa formò una band multirazziale nella sua high school molto “bianca”, dimostrandosi controculturale anche nella controcultura. Non amava gli hippy, che considerava in maggioranza conformisti e non andò a Woodstock.

    Frank Zappa iniziò suonando la batteria, ancora prima della chitarra. Esordì come batterista con una band scolastica di R&B nel 1956, i Ramblers.

    All’età di 18 anni Zappa passò dalla batteria alla chitarra perché – come ammise lui stesso – non aveva sufficiente coordinazione tra mani e piedi. Del resto, non era in grado di suonare la chitarra e cantare contemporaneamente.

    Zappa ha suonato in diverse band al liceo come batterista prima di passare alla chitarra. Fu espulso dalla sua prima band perché, come disse lui stesso, “non riuscivo a tenere un buon ritmo e suonavo troppo i piatti” (The Event, dicembre 1981).

    L’album “The Lost Episodes” include una registrazione del 1963 di “Any way the wind Blows”, apparsa in seguito su “Freak out” e ” Cruising with Rubin and the Jets”. È una normale canzone pop a due temi con progressioni di accordi. Il tema di apertura è costruito su un’alternanza I e VI in sol. Il secondo tema è accompagnato da armonie cantate “doo-wop”. In questa registrazione Zappa è un polistrumentista: suona basso, batteria e chitarra.

    Frank Zappa suona chitarra, basso e percussioni in “The Gumbo Variations” (versione CD Rykodisc 1987), mentre in Dog Breath Variations (1973) suona le percussioni come potete vedere nel video finale.

    Nel complesso, Frank Zappa suonava chitarra, piano, basso, vibrafono e batteria.

    Zappa considerava il ritmo e la batteria come la sostanza della musica. Qualsiasi genere si suonasse, secondo lui doveva avere un metro. Coniò il concetto di dissonanza ritmica.

    (Giordano Montecchi, storico e critico musicale)

    I Mothers furono uno dei primissimi gruppi a suonare con due batterie.

    Non tutti sanno che Zappa iniziò come batterista ma – come rispose il genio di Baltimora in un’intervista pubblicata su Rhythm, luglio 1989 – “Penso che alla maggior parte delle persone non importi un cazzo”.

    “The Black Page” di Frank Zappa è considerata la composizione più difficile per batteria e percussioni.

    Presenta ritmi più che complessi ed è rigida: segna esattamente quali pelli o piatti colpire non lasciando alcuna scelta al batterista.

    The Black Page include gruppi irregolari da brividi, spesso l’uno dopo l’altro (addirittura troviamo “undicimine” ovvero 11 note nella durata di un battito). Molti di questi gruppi irregolari si trovano all’interno di altri gruppi irregolari.

    Il termine inglese per definire questi gruppi è “nested tuplets”.

    La composizione prevede di dividere una battuta da quattro quarti in tre parti uguali, poi di prendere un terzo di battuta e di suddividerlo in cinque parti uguali.

    All’interno di questa composizione si trovano tutti i ritmi più difficili della musica occidentale: chi riesce a suonarla è un vero e proprio maestro del ritmo.

    Due maestri? Vinnie Colaiuta e Terry Bozzio.

    The Black Page” è stato scritto prima come un assolo di batteria, poi Frank ha usato quei ritmi per scrivere una melodia. Diresti che la natura ritmicamente complessa di molte delle sue melodie era una funzione della sua esperienza come batterista?

    “Deriva dal fatto che la batteria era il suo primo strumento e dal suo amore per la musica di Edgar Varése. Ci sono alcuni intervalli melodici e tecniche di orchestrazione che Frank ha assorbito dall’ascolto di Varése, e questo è decisamente evidente in termini di uso delle percussioni. Il lavoro orchestrale di Frank è fortemente percussivo”.

    (Mike Keneally, Guitar World, febbraio 1999)

    Mi ronza un pensiero nella testa in forma di domanda, probabilmente stupido, ma voglio condividerlo ugualmente: “Quella bacchetta con cui Zappa dirigeva è la stessa con cui avrebbe voluto suonare la batteria?”.

  • FZ: “la mia creatività non si ferma mai…

    Frank Zappa citazione

    “La mia creatività non si ferma mai. Forse è una malattia, ma è perfettamente normale per me registrare diciotto parti in tre mesi, non mi pesa farlo. Per me è del tutto naturale”.

    (Music Express, luglio 1982)

  • Frank Zappa: “niente nella vita o nella politica gli era estraneo”

    Frank Zappa un uomo libero

    Zappa, el hombre libre‘ con Zappa in copertina, supplemento culturale.

    “Zappa libero. Era uno dei più grandi musicisti, niente nella vita o nella politica gli era estraneo. Dovremmo ricordarlo.”

    (La Vanguardia, 2 aprile 2008)

  • FZ & MOI: foto delle prove alla Royal Albert Hall (1969)

    Frank Zappa alla Royal Albert Hall 1969

    L’articolo “The Mothers of Invention. Il gruppo più discusso del momento” include foto delle prove alla Royal Albert Hall nell’agosto 1969.

    (tratto dalla rivista Rompeolas Musical, 20 agosto 1969)

    Frank Zappa e MOI alla Royal Albert Hall 1969
    Frank Zappa e MOI alla Royal Albert Hall 1969
  • Barcellona: “FZ si ostinava a viaggiare nel bagagliaio dell’auto”

    Frank Zappa Barcellona 1974

    Moncho Alpuente ricorda la prima volta che FZ venne a Barcellona nel 1974.

    Moncho diresse “Mundo Pop” – un programma televisivo musicale – e andò all’aeroporto all’arrivo di Zappa. Ci sono filmati del suo arrivo, quando Zappa iniziò il suo comportamento esilarante “baciando ragazze con gli occhiali che dovevano essere salvate dai loro genitori, firmando autografi a persone che non se lo meritavano”. Si ostinava a viaggiare nel bagagliaio dell’auto.

    (Rock de Lux, febbraio 1987)

    All’inizio di questo video si può vedere la scena del bagagliaio.

  • ZPZ: curiosità sulla celebrazione dell’opera di Frank Zappa

    ZPZ celebra Frank Zappa

    Lo scopo di Dweezil nel creare Zappa Plays Zappa era quello di celebrare l’opera di suo padre, Frank Zappa.


    “È curioso che all’interno della copertina appaia un poster dello show ZPZ di Barcellona 2005 con Flo & Eddie. La stessa cosa accadde nel 1987 per il tour con FZ nel 1988 ma, alla fine, non si verificò mai” (J. Marcote)

    (Popular 1, luglio 2005)

    Zappa Plays Zappa
  • Frank Zappa e la storia curiosa di Apostrophe

    Apostrophe di Frank Zappa

    Freak Out e Hot Rats hanno avuto più successo, ma Apostrophe è salito più velocemente nelle classifiche di vendita. La sua storia è molto curiosa. Le stazioni FM negli Stati Uniti programmano i miei LP, le stazioni AM no. Un giorno un regista di una stazione AM sente una canzone di “Apostrophe” in FM e gli piace, ma dato che dura 10 minuti non rientra nel suo programma. Lui stesso fa un taglio, lo arrangia e fa un tema abbreviato di 3 minuti. Lo programma e gli piace, continua a programmarlo e diventa un successo, arriva addirittura ai vertici dei dischi più radiofonici d’America. Questa è la storia del mio successo, ma la verità è che questo non è il mio album, è la modifica di un’altra persona. Non l’ho nemmeno ascoltato.

    (Popular 1, novembre 1974)

  • Frank Zappa dietro le quinte del Saturday Night Live

    Frank Zappa al Saturday Night Live

    Al Saturday Night Live, ci furono importanti revisioni tra la prova generale finale e la performance dal vivo. In totale, due sketch in cui Frank compariva furono eliminati, e il numero di canzoni che lui e la band avrebbero eseguito fu ridotto da quattro a tre. Spariva una canzone che aveva scritto sui Coneheads, che Frank avrebbe dovuto cantare mentre Laraine Newman, nei panni del cono figlia, lo guardava masticando fibra di vetro. Furono eliminate anche una scena in cui Frank interpretava un buttafuori di nome Bob che seduce Jackie Onassis in una lavanderia, e una parodia di un talk show in cui Frank intervista Dan Aykroyd, che interpreta l’autore malconcio di un libro sugli orsi intitolato Mauled. Nello sketch, Aykroyd vuole mettere in guardia tutti sui pericoli di cavalcare gli orsi.

    Durante lo sketch dei Coneheads, Zappa, interpretando se stesso, va a prendere la figlia di Conehead Sr. per portarla ad un concerto che terrà quella sera. Ma Zappa rompe per un attimo il suo personaggio, esitando su una battuta e fissando con troppa timidezza i cartellini di accompagnamento davanti a sé. Afferma che la confusione era dovuta al taglio dell’ultimo minuto che ha eliminato la sua canzone dei Conehead dopo lo sketch.

    “Chiunque conduca quello show è estremamente svantaggiato, perché tutte le regie e i blocchi sono rivolti ai soliti. A meno che tu non sia un artista televisivo abituato a leggere i cartellini e a recitare con la prima e la seconda telecamera, finirai per sembrare un babbuino perché non c’è tempo per nessuno di darti un indizio preciso su cosa sta succedendo… Non è perché vogliono farti fare brutta figura, ma perché continuano a scrivere la cosa fino al momento in cui va in onda. È in continua riscrittura, quindi se sei un artista abituale e hai convissuto con quel tipo di sindrome per tre anni, non c’è problema. Ma se è la prima volta che ti cimenti e devi esibirti all’altezza dei loro standard, è un po’ dura”. (Frank Zappa)

    Zappa racconta di essersi presentato allo show con un sacco di idee, molte delle quali furono scartate. “Quando mi hanno chiesto di partecipare allo show, mi hanno detto che potevo essere coinvolto nella scrittura quanto volevo, ma non appena ho iniziato a proporre idee, le hanno rifiutate tutte.”

    Tipo? “Beh, c’era uno sketch intitolato ‘Gli alberi assassini’. Questi alberi di Natale impazzivano e trafiggevano il torace delle persone. Volevo che uno di questi alberi sopravvivesse e spuntassero decorazioni che sembravano piccole zucche che volavano via e ti mordevano in faccia.”

    “C’è un certo tipo di professionalità nella produzione…”. Zappa pronuncia la parola ‘professionalità’, ci pensa su per un po’, scopre che ha un sapore amaro e la sputa. Aggiunge: “Ho sempre apprezzato lo show come spettatore. Mi ha fatto ridere un sacco e sono sempre stato un fan dei Conehead. Ma lavorarci è tutta un’altra storia”.

    (Good Times, 30 novembre 1978)