Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Chad Wackerman meets Frank Zappa (The Black Page The Black Page #2 Mo ‘N Herb’s Vacation): interview

    Chad Wackerman meets Frank Zappa (The Black Page The Black Page #2 Mo ‘N Herb’s Vacation): interview

    The Black Page #2 (Live at Palladium, New York 1981)
    Peter Rundel Conducts Zappa – Mo ‘N Herb’s Vacation Pt I (2005, Teatro La Fenice, Venezia) con Chad Wackerman alle percussioni
    Terry Bozzio e Chad Wackerman (The Black Page, Drum Solo)

    Dichiarazioni di Chad Wackerman estratte da Percussioni, gennaio 1994
    “Quando suoni con Zappa, molta gente dà per scontato che tu sia un batterista ‘fusoide’ che sa solo suonare molto velocemente. Io non voglio essere identificato come un batterista fusion perché la maggior parte della musica chiamata ‘fusion’ non mi interessa”. (da Modern Drummer, dicembre 1988)
    “Con lui bisogna sempre tenere gli occhi aperti perché ci sono moltissimi segnali visivi. Se Frank tiene la mano sopra la testa con le dita in basso e poi agita le dita avanti e indietro, come una nuvola carica di pioggia, vuol dire: ‘suona come i Weather Report’. Se si tira una ciocca di capelli alla sinistra della testa, come un dreadlock, vuol dire reggae; se lo fa da tutti e due i lati significa ska”. (da Musician n. 70, agosto 1984)

    Nell’autunno del 1981, in occasione di un nuovo tour, entrò nel gruppo l’ultimo batterista zappiano, Chad Wackerman: una specie di computer umano, all’epoca appena ventunenne, capace di produrre al fianco di Zappa suddivisioni ardite, poliritmi intricati e metri additivi d’ogni sorta, esibendo un magistero tecnico ritenuto da alcuni ineguagliabile, una gelida efficienza secondo altri. Wackerman era figlio di un batterista jazz e si era formato fin da piccolo ai seminari di Stan Kenton, per poi dedicarsi al rock durante il college, ma finendo col suonare nella big band di Bill Watrous. L’esperienza con Zappa ne ha fatto comunque un batterista richiestissimo dai chitarristi più impegnativi: lo vedremo, infatti, in seguito al fianco di guitar heroes come Albert Lee, Andy Summers e soprattutto Allan Holdsworth oltre che in una remunerativa esperienza commerciale, quella dei Men at Work, consumata però in soli quattro mesi.
    Il provino a cui partecipò Wackerman durò tre giorni e vi si sottoposero ben 40 strumentisti. Il batterista non lesse a vista The Black Page perché, a suo dire, era in grado di suonare quintine e sestine ma non aveva esperienza delle più complesse poliritmie zappiane, ma Zappa ebbe modo comunque di intuire il suo valore, cogliendone il “favoloso talento batteristico” e lo assunse dandogli la solita lista di suoi album da studiarsi e raccomandandogli di non diventare mai un clone di Bozzio o Colaiuta: “non voglio la replica di qualcuno che ho già avuto”. Ciò fu di grande aiuto a Wackerman nella ricerca di uno stile personale e forse suggerì anche l’adozione della Simmons SDS-7: un’evoluzione abbastanza naturale del modo in cui Zappa aveva missato Joe’s Garage aggiungendo effetti elettronici alla batteria di Colaiuta. Il batterista sostiene che, nella preparazione del primo tour, il brano ritmicamente più complesso era Mo ’n Herb’s Vacation. “Cominciai a sezionarlo battuta per battuta, cercando prima di individuare le suddivisioni, suonandone le note col ritmo e la velocità giusti. Il passo successivo fu di organizzare lo sticking perché le note erano tante e certe alternanze delle bacchette l’avrebbero reso più facile e più fluido. Alla fine vennero le dinamiche, gli accenti, gli ultimi dettagli”.
    A partire dal tour del 1984, Zappa cercò di trovare un diverso equilibrio tra suoni acustici ed elettronici nella sezione ritmica: eliminata la Simmons, Wackerman adottò un set formato da piatti, cassa e rullante normali con l’aggiunta di 10 pads per i suoni elettronici e campionati. La capacità del batterista di usare percussivamente questi effetti impressionò notevolmente Zappa che in un’intervista lo definì “il mio batterista più sperimentale, in grado di sviluppare uno stile basato sui campionamenti”.
    Wackerman si dimostra meno fantasioso di Colaiuta, meno elastico di Bozzio, meno funky di Thompson, ma con un drumming più ‘razionale’ di quello di tutti i suoi predecessori. Ma si farebbe un torto a Wackerman se non gli si riconoscesse una notevole qualità melodica, che lui stesso ha tecnicamente illustrato:
    “Tengo i tom-tom molto aperti: sono la cosa più vicina a note melodiche e dunque penso melodicamente le loro voci, mentre altre cose come i rullanti le penso in maniera percussiva. Altri pezzi ancora come i piatti possono essere pensati come sonorità di ottoni e la cassa come la voce inferiore, quasi un coro sovrapposto alla sezione degli ottoni con alcune cose che dialogano a botta e risposta”.
    (dal libro Frank Zappa Domani di Gianfranco Salvatore)

    “Frank ha condiviso il mio punto di vista secondo cui è il batterista il motore del gruppo che lo fa andare avanti. È raro trovare un chitarrista che abbia una tale opinione! Un altro membro della band di Frank all’epoca era un sostenitore di questa idea: Steve Vai”. (Chad Wackerman, Music Box n.1 – 2015)

  • Frank Zappa, Sofa (7 versions): review, meaning

    Frank Zappa, Sofa (7 versions): review, meaning

    Sofa No. 1 (album One Size Fits All, versione strumentale, 1975)
    Sofa No. 2 (album One Size Fits All, versione vocale, 1975)
    Sofa (1977 Mix), Zappa Original Motion Picture Soundtrack (2020, UMG)
    Sofa (album Zappa In New York, 1978)
    Sofa No. 2 (live in Munich, 1978)
    Sofa #1 (album The Best Band You Never Heard In Your Life, 1991)
    Sofa No. 1 (album Zappatite, 1991)

    In copertina: artwork di Salvador Luna (Lunatico)

    Inizialmente, Sofa veniva eseguita soltanto live. Faceva parte di una composizione più lunga nel periodo di Flo e Eddie, quando Mark Volman fingeva di essere un divano.
    Nel 1975, Sofa fece la sua prima apparizione nell’album One Size Fits All (1975) come versione strumentale e vocale (“Sofa No. 1” e “Sofa No. 2”). Al centro della copertina dell’album c’è un enorme divano con le iniziali OSFA, anagramma di SOFA.
    Nello stesso anno, “Sofa No. 2″ fu pubblicato come singolo in Germania col titolo di “Du bist mein Sofa”. La traccia di “Sofa No. 1” è apparsa nell’album live Zappa in New York (1976) con il titolo di Sofa.
    Nell’album You Can’t Do That on Stage Anymore vol. 1, Sofa #1 è la versione vocale e “Sofa #2” è la versione strumentale. Sia in One Size Fits All che in You Can’t Do That on Stage Anymore, vol. 1, “Sofa No./#1” è la traccia 3, mentre “Sofa No./#2” conclude ciascun album.
    Nell’album Playground Psychotics, il brano è rinominato “Divan”.
    Sofa è una delle canzoni di Zappa più citate in tutta la sua discografia. E’ una miscela unica di rock, jazz e musica sperimentale.

    Nel 1993, Steve Vai fece una cover di Sofa per l’album tributo a Zappa (Zappa’s Universe). La cover vinse un Grammy Award nel 1994 per la migliore performance strumentale rock: fu il primo dei 3 Grammy vinti da Steve Vai.

    Sofa era la canzone preferita di Gail Zappa, moglie di Frank.
    Matt Groening, ideatore dei Simpsons, era un patito fan di Zappa. Il famoso divano della serie animata prende spunto da Sofa.

    La versione vocale di Sofa contiene testi in inglese e in tedesco. I testi in inglese citano vari elementi della natura (cielo, acqua, nuvole), mentre quelli in tedesco descrivono la ‘dinette cromata del divano’, ‘ tutti i giorni e tutte le notti’.
    Ya Hozna (incluso nell’album Them or us, 1984) include parti vocali di Sofa No. 2 suonate al contrario, parti di Lonely Little Girl (dell’album We’re Only in It for the Money) e materiale inutilizzato di Valley Girl (album Ship Arriving Too Late a Save a Drowing Witch) riprodotto in reverse.

    Significato di Sofa No. 1
    Il significato della canzone, aperto all’interpretazione, esplora vari temi: desiderio, conforto, introspezione.
    Il divano simboleggia una piccola oasi, un luogo di riparo lontano dal caos, una ricerca di conforto in tempi difficili, tra vulnerabilità e introspezione. Evoca una serie di emozioni, dalla tranquillità alla malinconia e alla nostalgia. Spinge l’ascoltatore a riflettere sulle proprie esperienze ed emozioni.

    Sofa (Swiss Cheese/Fire!) di Zappa è un brano complesso e surreale che approfondisce i temi dell’identità, desiderio e ruolo del potere nelle relazioni. Nei dialoghi in inglese e tedesco, Frank Zappa si lancia in una narrazione tanto umoristica quanto introspettiva.
    Mark Maroon sostiene di essere un grasso divano maroon: cerca di spiegare la sua identità al pubblico che, però, all’inizio sembra confuso e non riesce a indovinare chi sia veramente Mark Maroon.
    Questa confusione è lo spunto di una storia fantastica in cui il Signore in persona, accompagnato dal suo fedele San Bernardo (Wendell), esprime il desiderio di possedere un bel divano. Per esaudire questo desiderio, il Signore si consulta con gli ingegneri celesti chiedendo di pavimentare il divano galleggiante. In tedesco chiede un pavimento in legno e subito appaiono tavole di quercia.
    La canzone prende una piega surreale quando il Signore inizia a cantare una serie di frasi in tedesco e in inglese che evidenziano il suo potere e la sua presenza divina. Si proclama il cielo, l’acqua, lo sporco e la sporcizia segreta. Trasmette un senso di onnipresenza e di controllo: il Signore afferma di essere l’autore di tutte le ruote e del tavolo da pranzo cromato, la sua autorità su tutte le forme di vita, incluse le uova. Ripete la frase “Ich bin hier und du bist mein Sofa” rafforzando il suo senso di proprietà e dominio sul divano, che potrebbe significare il senso del Sé e dell’identità dell’individuo.
    In seguito, il Signore canta in tedesco di comete e gas oscuri. Ad un certo punto, richiede la presenza di una ragazza bassa e di un maiale magico di nome Squat. Il testo diventa esplicito, sessualmente carico con frasi come “fuck me, you ugly son of a bitch” e “stick out yer hot curly weenie”.
    Il testo può essere visto come un commento sulle dinamiche di potere e sull’uso del linguaggio per affermare il controllo. Il Signore chiederà alla ragazza bassa di compiere gesti misteriosi.

  • Frank Zappa, Clownz On Velvet (3 versions), Al Di Meola Ritz NYC, Thing-Fish, Sporthalle: review

    Frank Zappa, Clownz On Velvet (3 versions), Al Di Meola Ritz NYC, Thing-Fish, Sporthalle: review

    Clownz On Velvet (The Ritz, NYC, 17 novembre 1981, dall’album Zappa in New York 1981) con Al Di Meola

    Clowns On Velvet (dall’album Thing-Fish, 1984)

    Clownz On Velvet (Live a Sporthalle, Linz, Austria, 29 giugno 1982)

    Zappa & Di Meola – Clownz On Velvet
    Al Di Meola si esibì con Frank Zappa in un concerto al Ritz di New York il 17/11/1981.
    Frank voleva pubblicare ufficialmente questa performance, ma Al Di Meola rifiutò perché non pensava che il suo assolo fosse abbastanza buono. Beh, aveva torto. Guitar Play Magazine ha condotto un sondaggio per creare un elenco di concerti memorabili e questo particolare spettacolo al Ritz è stato nominato “il miglior concerto di sempre da chiunque”.
    Clownz On Velvet fa parte dell’album Zappa in New York (1981).

    Il brano Clowns on Velvet è incluso anche nell’album Thing-Fish (1984).
    L’album The Thing Fish narra di una sostanza (Galoot Cologne) potenzialmente letale per omosessuali e persone di colore, sviluppata da Evil Prince. Quest’ultimo ordina di sperimentarla nella prigione di San Quentin: le ‘cavie’ che assumono questa sostanza si trasformano: si ritrovano con una testa a forma di patata, labbra a becco d’anatra e vestite da suora. Alcuni sopravvissuti a questo test organizzano un musical, un’opera rock.
    Thing-Fish (triplo album in vinile) racconta le avventure di Harry e Rhonda, coinvolti nello spettacolo.
    Per illustrare la storia, Zappa riutilizzerà ampie sezioni delle sue composizioni passate: “Zoot Allures”, “Tinseltown Rebellion”, “You Are What You Is”, “Ship Arriving too Late to Save a Drowning Witch”.
    Nel secondo disco, entra in scena Quentin Robert dei Nameland, in cerca di una donna dalle curve generose. In “Clowns On Velvet” appare Harry-as-a-Boy, una vecchia versione di Harry. E’ diventato omosessuale dopo aver notato che i gay arrivano più rapidamente alle alte cariche dello Stato rispetto agli eterosessuali. Non nasconde di essere uno strumento dello Stato impegnato a convertire la popolazione in omosessuali per impedire la crescita demografica.
    Nel brano Clowns On Velvet, Thing-Fish parla del paradiso degli ipocriti rompicazzo cristiani chiamato Las Vegas (Nevada). Quentin, che lavora nel settore della video-religione, fissa un incontro clandestino con una donna di facili costumi parzialmente sgonfiabile. Quando la vede, si sente miracolato: quella brutta cameriera di gomma gli sembra un sogno che si avvera. Intanto, la moglie ‘televisiva’ di Quentin (Opal) si trova nella stanza accanto a bere Jack Daniel’s, impegnata a mettere le mani addosso al fattorino ignorante di turno. Si scopre che il fattorino è il figlio illegittimo del tele-evangelista.
    Sempre nel secondo disco (al lato B), tutti vanno in cerca di un partner. Rhonda diventa una dominatrice e cerca di sottomettere Harry che, nel frattempo, sposta le sue attenzioni su una bambola gonfiabile. Descrive la sua ragazza di plastica in “Artificial Rhonda” che diventa madre: il suo bambino si chiama “Crab-Grass Baby” e ha una voce elettronica. Harry pensa di essere suo padre ma il vero padre è Quentin. La voce del bambino è sintetizzata su un Mockingbird (un computer).

    https://www.youtube.com/watch?v=ek7mv1MvqD4

  • Frank Zappa, Mr. Green Genes + Son of Mr. Green Genes (total 8 versions): review, meaning

    Frank Zappa, Mr. Green Genes + Son of Mr. Green Genes (total 8 versions): review, meaning

    Son of Mr. Green Genes (album Hot Rats, 1970)
    Son Of Mr Green Genes (Live a Parigi, 1969)
    Mr. Green Genes (Live a Hordern Pavilion, Sydney, Australia, 23 giugno 1973)
    Mr. Green Genes (album Uncle Meat, 1969)
    Mr. Green Genes (Live Armadillo World Headquarters – Austin, TX, 26 ottobre 1973)
    Mr. Green Genes, MOI (Live a Centerville?)
    Mr. Green Genes (album The Best Band You Never Heard In Your Life, 1991)
    Mr. Green Genes, Petit Wazoo (Live Cowtown Ballroom, Kansas City, 2 dicembre 1972)

    Immagine di copertina (Hot Rats) di Salvador Luna (Lunatico)

    “Mr. Green Genes” è un brano che fa parte dell’LP Uncle Meat (1969) dei Mothers of Invention. Lento e pesante, conteneva strani testi sulle verdure e consigli culinari: “Mangia le tue scarpe”, “Puoi mangiare il camion / ciò che ha portato’ il camion della spazzatura”. Il ritmo lento e l’atmosfera lugubre della canzone evocano l’immagine di un gigante: il gigante verde sulle confezioni di verdure surgelate!
    Nel 1970 Frank Zappa pubblicò una versione strumentale della canzone intitolata “Son of Mr. Green Genes” (il processo di nominare una canzone “son of…” è ricorrente in tutta la carriera di Zappa, a partire da “The Return of the Son of Monster Magnet del 1966, risultato della sua passione per i film horror economici). Questa versione, inclusa in Hot Rats, manteneva la melodia originale su uno sfondo musicale più jazz e solare e vedeva la partecipazione del batterista Paul Humphrey per la prima volta in una registrazione di Zappa. E’ un riarrangiamento strumentale di Mr. Green Genes e l’unico brano che contiene intrigati grafici di fiati ed estese sezioni di assolo di chitarra.
    “Mr. Green Genes”, che combina elementi di jazz, rock e suoni sperimentali, fu eseguito occasionalmente dal vivo dal 1968 al 1973. Scomparve per 15 anni per poi ricomparire nel tour del 1988 (è presente in The Best Band You Never Heard in Your Life).
    “Son of Mr. Green Genes” ha fatto parte della scaletta di Zappa dal 1970 al 1973, principalmente sotto forma di Medley con “King Kong” e “Chunga’s Revenge”. Una performance di Mr. Green Genes è inclusa in Roxy & Proxy.

    “Poiché ho registrato una canzone intitolata Son of Mr. Green Genes per l’album Hot Rats nel 1969, la gente ha creduto per anni che il personaggio con quel nome nello show televisivo Captain Kangaroo Mr. Green Jeans interpretato da Lumpy Brannum) fosse il mio “vero” papà. Non lo era”. (Frank Zappa, snopes.com, 17 maggio 2007)

    Il significato di questo brano è legato ai temi del consumismo e conformismo a tutto ciò che la società spaccia per ‘salutare’ e ‘giusto’. Comicamente, Zappa suggerisce cibi non convenzionali tra cui scarpe e immondizia.
    Ad un certo punto, consiglia di portare sempre con sé una carta d’identità falsa: è un atteggiamento ribelle, la carta d’identità falsa è una sfida sociale, l’identità che non si conforma alle norme e che potrebbe non essere accettata dalla società. Anche l’invito a mangiare rifiuti da un camion è un atteggiamento sovversivo e assurdo per ribellarsi agli standard sociali e, allo stesso tempo, è una critica al consumismo, che spinge le persone a mangiare qualsiasi cosa. Critica anche la tendenza a valorizzare i beni materiali a scapito delle relazioni umane.
    Nel finale, la frase “Un vestito in più per il mondo adesso! Non è fantastico?” potrebbe enfatizzare il ciclo infinito del consumismo, il bisogno costante di nuovi prodotti, la pressione culturale per stare al passo con le tendenze. Una ricerca infinita di beni materiali futile e priva di vero significato.
    (songtell)

    Alcuni sostengono che il titolo Mr. Green Genes sia legato al potere dell’ingegneria genetica ed alle conseguenze che può causare. Potrebbe essere visto come un commento sui potenziali pericoli derivanti dalla manomissione della natura (OGM?). Altri suggeriscono che il personaggio rappresenti un individuo misterioso che possiede una profonda comprensione del mondo. Un mondo complesso e imprevedibile, dove nulla è come sembra.

  • Happy New Year… TIMELESS – xenocronia Frank Zappa, Conlon Nancarrow, Edgar Varèse – xenochrony

    Happy New Year… TIMELESS – xenocronia Frank Zappa, Conlon Nancarrow, Edgar Varèse – xenochrony

    Xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa, Conlon Nancarrow, Edgar Varèse

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    Il concetto del tempo di Frank Zappa è profondo, da indagare.
    E’ un tema che ho già trattato in questo video e più volte nel gruppo What’s Zappa.

    https://www.youtube.com/watch?v=G4YpApp5Mjc

    “Tutto accade continuamente”.
    Il nostro futuro sta accadendo adesso?
    “Ed è già successo prima. Succede tutto in continuazione. Il tempo dipende dal punto da cui lo guardi. Sembra solo che le cose stiano accadendo perché siamo qui. Se fossimo da qualche altra parte, non sarebbero ancora emersi. Se potessi spostare il tuo punto di riferimento sull’evento in atto, potresti cambiare il modo in cui percepisci l’evento. Quindi, se potessi cambiare costantemente la tua posizione, potresti vivere l’idea che tutto accada continuamente”.
    “… Quando un evento ha luogo, ha molto a che fare con la posizione dell’osservatore. La percezione dell’evento è un sottoprodotto della posizione da cui l’evento è stato osservato, della posizione nel tempo e nello spazio. Se potessi modificare la tua posizione nel tempo e nello spazio, allora l’evento diventerebbe qualcos’altro, un evento futuro o un evento passato, a seconda di dove ti trovi… se potessimo uscire da queste stronzate per un minuto e immaginare di trovarci da qualche altra parte mentre osserviamo l’evento, la procedura mistica di predire il futuro e il resto di quella roba sembrerebbe un po’ più semplice solo perché si è in grado di riposizionare la propria coscienza e percepirla da una prospettiva diversa”.
    (Frank Zappa, dall’intervista di Bob Marshall durata 7 ore del 21-22 ottobre 1988, celebrata come la più grande intervista di Zappa dell’epoca. Le domande sono state preparate da Bob Dobbs, uno studioso di McLuhan e ricercatore di Frank Zappa).

    “Penso che tutto succeda continuamente: noi pensiamo al tempo in modo lineare perché siamo condizionati a farlo. Questo perché l’idea umana delle cose è che hanno un inizio e una fine. Non credo sia necessariamente vero. Penso al tempo come a una costante, una costante sferica in cui tutto sta accadendo tutto il tempo: è sempre successo e sempre accadrà”.

    Quindi questa tazza di caffè…
    “… è sempre stata piena e vuota. Tutto è sempre”.

    Le nostre percezioni?
    “Abbiamo a che fare con il tempo in modo quasi pratico. Abbiamo ideato il nostro universo personale e il nostro stile di vita che è governato dal tempo suddiviso in questo modo, progrediamo da una tacca all’altra, giorno dopo giorno, e tu impari a rispettare le tue scadenze in questo modo. Funziona così solo per comodità umana. Questa, per me, non è una buona spiegazione di come funzionano davvero le cose. Questa è solo la versione della percezione umana su come funziona. Mi sembra altrettanto fattibile che tutto accada continuamente e se credi che la tua tazza di caffè sia piena o meno è irrilevante. Non puoi definire qualcosa con precisione finché non capisci ‘quando’ lo è”. Lo stato della tazza viene determinato da quando lo percepisci”.

    Il che significa che il futuro è già accaduto…
    “Sì. Il motivo per cui credo fortemente in questo è che può spiegare perché le persone possono avere premonizioni, perché invece di guardare avanti si guardano solo intorno. Non devi guardare avanti per vedere il futuro. Puoi guardare laggiù”.

    Cosa limita le nostre percezioni di altre cose o di altri tempi o del futuro?
    “Penso che escogiti i tuoi limiti per tua comodità personale. Ci sono alcune persone che desiderano avere dei limiti e si inventeranno tutte le scatole che vogliono. Come gli uomini che hanno inventato l’armatura. Volevano proteggersi dalle fionde e dalle frecce del destino. Le persone fanno la stessa cosa psichicamente e psicologicamente: costruiscono la propria armatura e scelgono la loro esistenza. Che lo facciano consapevolmente o a causa di un governo o di un sistema educativo non importa: qualcuno sta aiutando a plasmare questa scatola immaginaria in cui vivi, ma non deve esserci per forza… La forma dell’universo è un vortice di Moebius, credo. Il tempo è una costante sferica. Ora immagina un vortice di Moebius all’interno di una costante sferica e avrai la mia cosmologia. Ma il ‘quando’ è molto importante”.
    (Best of Guitar Player, 1994)

    “La musica non dura, non ha nulla a che fare con il tempo” scriveva Sergiu Celibidache.
    Frank Zappa era convinto che il tempo fosse ‘un concetto sferico’, una costante sferica, in modo che, per così dire, tutto avvenga in una volta. Gnostici, buddisti e William Blake sono d’accordo, credendo che si possano varcare le porte dell’eternità in un istante e che il tempo sia una delle illusioni del mondo. William Burroughs e Sun Ra pensavano che, per sopravvivere, dobbiamo evolverci “fuori dal tempo, nello spazio”.
    (Frank Zappa)

  • Ricky Lancelotti meets Frank Zappa (4 songs): the story of the ‘crazy lion’

    Ricky Lancelotti meets Frank Zappa (4 songs): the story of the ‘crazy lion’

    Wonderful Wino (The Lost episodes,1996)
    Fifty-Fifty (album Over-Nite Sensations, 1973)
    Zomby Woof (album Over-Nite Sensations, 1973)
    For the young sophisticated (album Lather, 1996)

    Ricky Lancelotti (noto anche come Rick Lancelot e soprannominato il ‘leone pazzo’) deve la sua fama soprattutto alla sua collaborazione con Frank Zappa nel 1973. Le 4 canzoni di Frank Zappa interpretate dalla voce fuori dal comune di Lancelotti, che presento in questo video, fanno parte di tre album: Over-Nite Sensations, Lost Episodes e Lather.
    Con il nome d’arte Rick Lancelot, pubblicò diversi singoli per la RCA Records nel 1965-1966 senza successo. Occasionalmente, apparve nella serie musicale Shindig della ABC-TV come cantante dello show (interpretava canzoni R&B famose). Ritroviamo le sue performance vocali anche nel programma The Banana Splits di Hanna-Barbera (l’omonimo album è stato pubblicato da Decca Records nel 1968).
    Il cantante di origini italiane ha lavorato nel gruppo Sky Oats, Peppermint Sticks e nella band Wolfgang.
    Morì di overdose il 7 aprile 1980 all’età di 35 anni: sua cugina Donna Loguidice Barker ha voluto chiarire che è morto in un incidente d’auto.

    La versione di Wonderful Wino dell’album Lost Episodes è particolarmente degna di nota per la presenza di uno dei cantanti più potenti e distintivi che si siano mai esibiti con qualsiasi band di Zappa: Ricky Lancelotti.
    Di lui Frank ha detto:
    “Ha fatto il provino per la band, l’ha superato, è tornato a casa, si è rotto un braccio. Gli ho detto ‘Rick, non farai il tour’. Portava con sé una 45 (ndr: gli piacevano le pistole), aveva una cassetta in cui imitava 100 voci di cartoni animati in 60 secondi. Pensavo che avesse davvero talento. Voleva lavorare come doppiatore di cartoni animati ma non l’ha mai fatto. Strano. Un vecchio duro del New Jersey”.
    In un concerto particolarmente memorabile dei MOI all’Hollywood Palladium (1972) – di cui Zappa conservava affettuosi ricordi di Lancelotti che cantava Smog Sucker – il cantante dalla criniera di leone favoriva il pubblico con feroci scat: ogni volta che FZ lo voleva sul palco, lo chiamavano da dietro le quinte. Zappa apriva e chiudeva la mano in un gesto che simboleggiava una bocca parlante e, a quel punto, Lancelotti appariva magicamente sul palco iniziando a urlare”. (United Mutations)

    Ricky ha iniziato la sua carriera di cantante nel Greenwich Village di New York, dove ha studiato musica (canto). Aveva lo stesso istruttore di canto di Bob Zimmerman. Quando Ricky si presentava alla sua lezione di canto, Dylan se ne andava. Era solito uscire con Lenny Bruce, lo andava a trovare nel backstage prima della performance di Lenny. Ha raccontato che Lenny portava con sé due valigette, una piena di riviste oscene e l’altra piena di narcotici (prescritti dai medici). Lenny si ‘sparava’ Methedrine in un braccio e Morphine nell’altro prima di salire sul palco. Lenny disse a Ricky che se mai fosse stato arrestato (per droga) avrebbe portato con sé l’AMA.
    Ricky, in seguito, si trasferì a Los Angeles e come cantante professionista sarebbe stato il cantante di supporto per Dean Martin e Sammy Davis Jr. a Las Vegas (li sostituiva quando erano malati).
    In seguito, divenne amico di Frank Zappa, usciva con lui durante le sue sessioni di registrazione. Dopo il mastering finale del “Grand Wazoo” (1972), Frank fece ascoltare la registrazione a tutti i membri della band e poi chiese a ciascuno cosa ne pensassero. Ogni musicista ha pensato che la registrazione fosse eccellente. Quando Frank ha chiesto a Ricky la sua opinione, ha detto “Non aveva un ritmo inverso” (Frank rimase scioccato).
    Più tardi Ricky cantò per Frank in “Overnight Sensation”. Ricky ha chiesto a Frank come voleva che cantasse (50-50, Zomby Woof) e Frank ha detto: “Comportati come un matto”.
    La foto di Ricky non è stata stampata sulla copertina dell’album insieme agli altri membri della band perché Ricky non voleva che la sua foto comparisse. Durante questo periodo, Ricky portava Frank in giro con la sua macchina (a Frank non piaceva guidare). Le prove della band si svolgevano principalmente a tarda notte o dopo la mezzanotte. Una notte Ricky si presentò alle prove ubriaco e Frank gli disse di “andare a casa e dormire” (Frank pagava Rick $ 80 l’ora per cantare e non tollerava droghe o alcol al lavoro).
    Ricky abbandonò la band (doveva andare in tour con Frank perché quella era la sua principale fonte di reddito all’epoca). L’amicizia di Ricky con Frank finì male perché Ricky accusò Frank di usarlo per poter imparare a cantare. (United Mutations)

    “Ricky indossava sempre un medaglione di San Giuda, ha frequentato la Scuola di canto Mel Blanc. Aveva un piccolo lupo, gli piaceva il deserto (andare lì e sparare), andare a caccia e pescare. Una volta catturò uno squalo di 7 piedi pescando in acque profonde”. (testimonianza della cugina di Lancelotti, Donna Loguidice Barker, United Mutations)

  • Frank Zappa, Alien Orifice (4 versions): Steve Vai’s nightmare

    Frank Zappa, Alien Orifice (4 versions): Steve Vai’s nightmare

    Versione Frank Zappa Meets the Mothers of Prevention (1985)
    Versione You Can’t Do That On Stage Anymore vol. 6 (1992)
    Versione Halloween 81 (Palladium, New York, 31 ottobre 1981)
    Versione Make A Jazz Noise Here (1991)

    Alien Orifice è un brano strumentale complesso che fa parte dell’album Frank Zappa Meets The Mothers Of Prevention (1985). In precedenza, fu suonata a New York il 31 ottobre 1981 in occasione di Halloween 81. Una versione live del 1988 (data precisa e location sconosciute) è inclusa nell’album You Can’t Do That On Stage Anymore vol. 6 (1992). Ritroviamo Alien Orifice nell’album Make A Jazz Noise Here (1991).

    L’album Frank Zappa Meets The Mothers Of Prevention è stato pubblicato rapidamente per portare all’attenzione del pubblico la controversia sui testi dei dischi rock e l’udienza al Senato durante cui Zappa ha testimoniato nel 1985 contro la censura. L’opera di dodici minuti intitolata “Porn Wars” sul lato due è il riassunto dell’udienza, vista attraverso il computer musicale sincronizzato di Zappa, un vero e proprio collage sonoro di estratti dalle udienze del PMRC.
    Frank Zappa Meets the Mothers of Prevention è un album di transizione: Zappa si allontana dal rock per dedicare più tempo alle sue composizioni per Synclavier.

    Alien Orifice: un incubo ricorrente per Steve Vai
    In un’intervista con Chanan Hanspal, Steve Vai ha ricordato le origini dell’intrigante brano Alien Orifice e come sia diventata per lui un incubo ricorrente.
    “Alien Orifice è nato come un pezzo di spartito… Frank componeva tutto il tempo. Portava con sé una valigetta, la apriva e tirava fuori un piccolo registratore a cassette, carta per manoscritti, penne, matite e sigarette”.
    Vai ha ricordato l’emozione provata dopo aver visto la composizione di Alien Orifice la prima volta durante un volo in aereo con Zappa: “Era un pezzo bello e anche un po’ brutto. Frank amava scrivere cose brutte a volte. Quando Frank consegnava uno spartito non era specifico per chitarra, era solo una melodia. Alla fine, il pezzo è diventato ancora più complesso. Durante le prove, Zappa l’ha orchestrato manualmente. Ascoltando la registrazione, si può sentire che, pur essendoci solo una melodia, a volte la suono io, a volte qualcun altro, a volte la suonano due persone… altre volte può subentrare una voce. E’ stato un approccio compositivo diverso perché Frank l’ha costruito manualmente da uno spartito anziché consegnare una partitura. Il brano è diventato parte della scaletta, poteva richiamarlo in qualsiasi momento. Potevano passare giorni o una settimana prima di inserirlo di nuovo nella scaletta, ma io dovevo suonarla ogni giorno”.
    Alien Orifice è rimasto talmente impresso nel subconscio di Steve Vai che lui stesso ammette di avere incubi. “In realtà, è un incubo ricorrente che ho da decenni. E’ una di quelle situazioni divertenti in cui mi ritrovo a camminare sul palco di Frank e c’è Alien Orifice, The Black Page, Moggio. Dico a Frank ‘è successo 45 anni fa, non me lo ricordo’ e lui risponde ‘beh, devi suonarla’, poi inizia e io mi sveglio. Dovevo tenere tutte queste cose sotto le mie dita. Una volta che veniva pubblicato e stavamo eseguendo una canzone del genere, Frank di tanto in tanto la modificava ma, di solito, la dirigeva”.

  • Tom Waits meets Frank Zappa: the story, Live in San Diego 8/11/1974, full Live in Boston 11/9/1974

    Tom Waits meets Frank Zappa: the story, Live in San Diego 8/11/1974, full Live in Boston 11/9/1974

    Live al Golden Hall, San Diego, California – 11 agosto 1974 (Tom Waits aprì il concerto di Zappa e dei Mothers. In seguito, Zappa fece entrare in scena di nuovo Tom Waits per raccontare la sua barzelletta sull’uomo da 12 pollici mentre la band si esibiva in Ol’ 55, una canzone di Waits)

    Full SBD boot (Orpheum di Boston – 9 novembre 1974) Cosmik Debris, Montana, Booger Man, Ol’ 55, Dupree’s Paradise, Oh No, Son Of Orange County, More Trouble Every Day

    “Frank Zappa governa la musica con Elmore James e Stravinskij alla sua destra. Non chiamatelo fricchettone: verrà a tirarvi i piedi mentre dormite”. (Tom Waits)

    L’album di Frank Zappa preferito da Tom Waits è “The Yellow Shark”.

    Nel 1993, Frank Zappa pubblicò “The Yellow Shark”, un album orchestrale che Tom Waits ha salutato come “un ricco spettacolo di texture a colori” e “la chiarezza della perfetta follia”. Poche settimane dopo aver rilasciato The Yellow Shark, Zappa morì. Aveva 52 anni.

    Tom Waits, 1973: “Il pubblico pensava che io fossi uno degli scherzi di Frank. Facevo da termometro rettale e gli davo la temperatura della stanza. È così che ho iniziato: come un perdente, il tipo a cui si lanciano teste di pollo… Non sono riuscito ad agganciare nessuno di quei fan del cazzo. Così ho detto loro: “Mi amerete tra trent’anni! E sarete in ginocchio a implorare il mio perdono!” (commento a Seth Colter Walls, 2006)

    Tom Waits ha aperto per i Mothers in varie occasioni partecipando ai loro spettacoli almeno due volte: l’11 agosto 1974 e il 9 novembre 1974.
    E’ stato menzionato e ringraziato nelle note di copertina dell’album The MOFO Project / Object (2006).

    “Non manco di rispetto a Tom Waits, ma non direi che è un idolo o altro. Di solito, non penso alle persone nel mondo della musica”. (Frank Zappa)

    Due punti in comune tra Tom Waits e Frank Zappa: entrambi hanno avuto come manager Herb Cohen e Cal Schenkel come artista che ha realizzato diversi progetti di copertine di album per loro.

    L’11 agosto 1974 FZ annunciò al pubblico Tom Waits, che all’epoca era piuttosto sconosciuto, anche a San Diego. Suonava da solo al piano elettrico. Il pubblico era incredibilmente ostile. Gli spettatori hanno fischiato durante tutta la performance di Waits. Un ragazzo ha urlato “Qualcuno può sparare a quello stronzo?!”.
    Quando concluse la sua esibizione, ricomparvero i Mothers. FZ chiese se potesse tornare anche Waits e i Mothers suonarono “Ol’ 55” come sottofondo per la storia di Waits dell’uomo da 12 pollici.

    Il pubblico di Zappa odiava Tom Waits. Fu questo uno dei motivi per cui Frank smise di andare in tournée con artisti che aprissero i suoi concerti.

  • Frank Zappa – What’s the ugliest part of your body? (7 versions): review, meaning

    Frank Zappa – What’s the ugliest part of your body? (7 versions): review, meaning

    Version We’Re Only In It For The Money (gennaio 1968)
    Demo version (We’Re Only In It For The Money)
    Mono Acetate (We’Re Only In It For The Money)
    Live Vancouver 1975
    Version Joe’s Menage (2008)
    Live Hordern Pavilion, Sydney (1976) (FZ:OZ, 2002)
    Live Ljubljana, 22 novembre 1975), album ZAPPA ’75: Zagreb/Ljubljana 2022

    “Qual è la parte più sgradevole del vostro corpo? Qualcuno dice il vostro naso, qualcuno dice le vostre dita dei piedi, ma io penso che sia la vostra mente. Tutti i vostri bambini sono delle povere sfortunate vittime di sistemi che vanno al di là del loro controllo, una piaga nella vostra ignoranza e nella grigia disperazione della vostra sgradevole vita. Tutti i vostri bambini sono delle povere sfortunate vittime delle menzogne in cui credete, una piaga della vostra ignoranza che allontana i giovani dalla verità di cui hanno bisogno”.
    (Frank Zappa)

    What’s the ugliest part of your body? fa parte dell’album We’Re Only In It For The Money (gennaio 1968). In seguito, è stata rieditata nell’album FZ:OZ.

    In ” What’s the ugliest part of your body? Zappa affronta la superficialità dell’apparenza suggerendo che la parte più brutta del proprio corpo potrebbe non essere una caratteristica fisica, ma piuttosto la propria mentalità o percezione del mondo. Incoraggia a considerare i nostri pregiudizi e le nostre nozioni preconcette di bellezza, crede che la mente sia la vera fonte di bruttezza, i nostri pensieri, credenze e atteggiamenti che influenzano la percezione del bello e del brutto. Secondo Zappa la mente può modellare le nostre interazioni e relazioni più di qualsiasi caratteristica fisica.
    Zappa sfida la mancanza di consapevolezza della società chiedendo dove si trovi Annie, un personaggio che apparentemente scompare quando entra in città. Poi chiede chi sono i “mostri” che lei porta in giro. E’ una metafora delle figure manipolatrici e sfruttatrici presenti nella società che approfittano degli individui vulnerabili. Zappa usa Annie come simbolo di innocenza, evidenziando il modo in cui la società può divorarla e consumarla.
    I bambini sono vittime delle menzogne che la società perpetua. Critica l’ignoranza sociale (la “grigia disperazione” della vita delle persone) che impedisce ai giovani di accedere alla verità che meritano.
    E’ un appello a liberarsi delle convenzioni cercando l’illuminazione oltre la superficialità e l’apparenza.

    Frank Zappa fa musica per la parte più brutta del tuo corpo. Vuole abbellirla ma bisogna spalare molto letame per arricchire un giardino arido come la coscienza dell’America contemporanea.
    “Ti dirò com’è e non sarò gentile o accomodante. Il tuo intero atteggiamento fa schifo e la vita che conduci è completamente vuota. Ti dipingi la testa, la tua mente è morta. Non lo sai nemmeno quello che ho appena detto….” (Frank Zappa).
    Ho detto ad un amico che Frank Zappa è diventato il nuovo Lenny Bruce, ereditando il ruolo di Bruce come anarchico-critico sociale. “Ti sbagli” disse lui “Lenny amava le persone. Zappa odia tutti”.
    Nietzsche: “Sappiate che l’uomo nobile ostacola tutti. L’uomo nobile ostacola anche il bene, vuole creare qualcosa di nuovo e una nuova virtù. I buoni vogliono il vecchio e che il vecchio sia preservato. L’uomo nobile non rischia di diventare uno dei buoni, ma un rozzo, un beffardo, un distruttore”.
    Zappa dice: “Noi siamo le altre persone. Anche tu sei le altre persone. Ho trovato un modo per arrivare a te. Pensi che io ti ami stupido e cieco? Pensi che io sogni tutta la notte di tenerti vicino a me?”.
    Nietzsche scrive: “In un amico si dovrebbe avere il proprio miglior nemico. Dovresti stargli vicino con il cuore quando gli resisti. Hai mai visto il tuo amico addormentato? Non sei rimasto scioccato dal fatto che il tuo amico abbia quell’aspetto? Oh amico mio, l’uomo è qualcosa che deve essere superato”.
    Zappa: “Libera la tua mente. Non c’è tempo per leccare i tuoi francobolli e incollarli. Sarai assolutamente libero solo se vorrai esserlo”.
    Nietzsche: “Sappi che invidiamo la verità”.
    Le persone “buone” invidiano e odiano Frank Zappa perché sanno che lui e tutti gli altri “mostri” liberati hanno avuto la forza di vivere la verità, la libertà assoluta.
    Ma Frank crede che “verrà un tempo in cui tutti coloro che sono soli saranno liberi. Verrà un tempo in cui ogni male che conosciamo sarà un male che possiamo superare…”.
    Sono queste le parole di un uomo che odia tutti?
    Tematicamente, quindi, Zappa porta avanti la tradizione di Lenny Bruce, scioccando e scandalizzando una società irraggiungibile con qualsiasi altro mezzo, avvicinando uno specchio al ventre nudo di un brutto rospo flaccido di Wall Street per mostrargli il suo cancro.
    “Perché non usi la parte più brutta del tuo corpo e ci pensi un po’?” (Frank Zappa).
    (Los Angeles Free Press, 21 giugno 1968 by Gene Youngblood)

  • Frank Zappa, Piano Music 1963-1993 (8 songs): from Opus 5 to Piano Synclavier, review

    Frank Zappa, Piano Music 1963-1993 (8 songs): from Opus 5 to Piano Synclavier, review

    Piano Pieces from Opus 5 – Mount St Mary’s College (Chalon Campus), LA (1963) Non è Zappa a suonare il piano: lui dirigeva, suonava la cetra e introduceva i brani
    Piano (Dance Me This album) Synclavier (1993)
    Piano Music Section 1 & Section 3 (The Hot Rats Sessions) Piano: Ian Underwood
    The Black Page (rara versione al Synclavier) primi anni ‘80
    The Black Page #1 (Piano Version) dall’album Zappa In New York (1977) Arrangiamenti: Ruth Underwood
    Envelopes & Little House I Used To Live In (versione solo piano, 1978) suonati da Peter Wolf o Tommy Mars
    Video filmato da uno sconosciuto a casa di Zappa (Los Angeles – 1984, 1986), editato da Marcello Di Lorenzo

    Verso la fine del brano Little House I used to live in (nell’album Burnt Weenie Sandwich) Frank Zappa suona un assolo con un organo elettrico. Zappa usava il pianoforte come un altro strumento ritmico. Non deve aver pensato molto alle sue abilità pianistiche perché non ha mai mostrato cosa poteva fare dal vivo.

    Frank Zappa suona la chitarra, il piano, il vibrafono e la batteria, compone, arrangia e snocciola commenti sociali.

    “A volte usava la chitarra come strumento per comporre, per mostrare ai musicisti quali note o accordi suonare sui loro strumenti. La usava anche come strumento di arrangiamento ma, quando componeva la sua musica orchestrale, di solito, si sedeva al pianoforte e suonava. Disse che avrei dovuto imparare a suonare il piano se volevo diventare un compositore. Al piano Frank era più un compositore che un esecutore, come lo sono praticamente tutti i compositori. L’ho visto comporre brani orchestrali mentre era seduto in un aeroporto o mentre volava su un aereo. Si sedeva con carta da musica bianca e scriveva musica tutto il tempo. Nel 1981, durante il tour americano, ogni minuto dietro le quinte in cui vedevi Frank, scriveva musica su carta. Era davvero molto riservato riguardo alle sue composizioni. Non che stesse cercando di nascondere qualcosa, ma per qualcuno chiedere di guardare qualcosa era come chiedere: “Posso leggere il tuo diario?”. Una volta sono venuto da lui e gli ho chiesto cosa stesse facendo e lui ha detto: “Niente”. Mi sono seduto e sono rimasto zitto, poi mi ha detto: “Vieni qui. Queste sono ‘densità’ ” e mi ha mostrato queste enormi e strane strutture di accordi, accordi di otto e dieci note senza note ripetute. Non aveva mai parlato prima di come creasse musica o delle tecniche che usava. Iniziò a spiegarmi cosa stava facendo. Per quanto riguarda la dissonanza e la scala temperata, se inizi ad impilare grandi gruppi di note non correlate, puoi ottenere alcuni accordi dal suono orribile o alcune perversioni di accordi esotiche e dissonanti. Mi ha mostrato alcune delle diverse scale che stava utilizzando e le melodie: disse che, una volta tornato a casa, avrebbe digitato questi accordi nel Synclavier. Per un secondo, mi ha permesso di sbirciare nel suo mondo. Frank sapeva esattamente come sarebbe stata suonata la sua musica mentre la scriveva. Le sue capacità compositive erano estremamente evolute”. (Steve Vai, Guitar World, febbraio 1999)

    Per provare una canzone di cui puoi semplicemente canticchiare le parole, ti siedi al piano e arrangi?
    “Utilizzo molto raramente un pianoforte a meno che non debba scrivere per un’orchestra: ne ho bisogno solo in quel caso. Posso semplicemente sedermi in un aeroporto e scrivere un brano su carta”.

    Una volta che hai composto un pezzo, specialmente qualcosa su larga scala come un’opera orchestrale, fai un demo tape per verificare se ti piace la composizione finale?
    “No. Di solito, quello che faccio è tornare da un tour con una valigetta piena di schizzi e provare le parti dell’armonia e le linee sul pianoforte”.
    (Guitar Player, febbraio 1983)

    “Decisi di stipare un paio di U-87 nel pianoforte, coprirlo con un drappo pesante, piazzarci un sacchetto di sabbia sul pedale e invitare chiunque a metterci dentro la testa e divagare incoerentemente su argomenti che avrei suggerito loro tramite il sistema di talk-back dello studio”.
    I vaneggiamenti furono trasformati in una trama riguardante maiali, pony e altri personaggi che vivono all’interno di un pianoforte. Nel 1991 aggiunse dialoghi addizionali. Le partiture musicali furono composte e registrate soltanto per mezzo del Synclavier.
    “Civilization Phase III” è un doppio album, l’ultimo album completato da Frank Zappa prima della sua morte, nel 1993. Frank la definisce “opera-pantomina”. Il progetto nacque nel 1967 come esperimento di registrazione vocale.