Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • FZ: il brano profetico di “Mom and dad”

    Il profetico Frank Zappa

    Nelle profezie di Zappa sugli orrori a venire, “Mom and dad” (con la sua storia di una giovane ragazza ricca che muore accanto a un hippy abbattuto dalla polizia) in realtà è antecedente al massacro della Kent State University.

    P.S. La sparatoria della Kent State fu un fatto di sangue avvenuto nel 1970 alla Ken State University, in Ohio negli USA. Il 4 maggio 1970, la Guardia Nazionale degli Stati Uniti d’America aprì il fuoco sugli studenti che protestavano da quattro giorni contro l’invasione statunitense della Cambogia, un’azione che il Presidente Richard Nixon aveva lanciato il 1º maggio.

    (Let It Rock, giugno 1975)

  • Con il termine di ‘pubblico socialmente ritardato’ FZ si riferiva a…

    Frank Zappa e il pubblico socialmente ritardato

    “Un pubblico socialmente ritardato” è il termine usato dall’etichetta discografica Bizarre per riferirsi al tipo di folla che troverebbe discutibili i testi dei Mothers of Invention.

    (New Musical Express, 26 aprile 1975)

  • Zappa si sarebbe presentato come indipendente per le presidenziali

    Frank Zappa candidato indipendente nelle presidenziali

    La capacità di Zappa di sezionare in modo eloquente e astuto il circo politico gli ha fatto guadagnare un’offerta di presentarsi come candidato alla presidenza per il Libertarian Party – un piccolo partito di estrema destra – nelle elezioni del 1988: Zappa ha cortesemente declinato l’invito. Avrebbe invece deciso di presentarsi provocatoriamente come indipendente per le prossime presidenziali.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • Il progetto di Zappa simile al movimento Bauhaus

    Il progetto di Frank Zappa simile al Bauhaus

    Zappa spiega che il movimento Bauhaus, che produsse un’intera gamma di arte e di prodotti di qualità superiore prima di venir distrutto dalla Germania nazista, potrebbe essere riesumato in Australia, con lui come principale architetto creativo.

    “Non c’è stato più niente come il Bauhaus da allora. In altre parole, un edificio che fungesse da calamita affinché artisti di tutte le diverse discipline lavorassero insieme e condividessero le loro idee per creare uno stile con cui creare, a sua volta, dei prodotti. Ho cominciato a parlare al console australiano per chiedergli se fosse possibile o meno fare qualcosa del genere in Australia. Dopo che lui mi ha spiegato le unions australiane, gli ho detto: ‘Grazie tante’ e sono uscito in un batter d’occhio. Mi ha detto: ‘Lei dovrebbe ottenere il permesso dalle unions australiane per ogni persona che lei vorrebbe portare nel nostro paese, quindi il dipartimento del lavoro dovrebbe vedere se ci sia o meno in Australia qualcuno che potrebbe fare il lavoro richiesto’. Una cosa totalmente deprimente”.

    Ora Zappa ha intenzione di andare ancora più lontano a realizzare il suo progetto. In Nuova Zelanda, per esempio. “Se la cosa andasse bene, potrebbe anche attirare turisti e aiutare lo sviluppo del paese. La mia mi sembra una proposta d’affari vantaggiosa per qualsiasi nazione”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • FZ: “acqua bianco latte nel fossato, non sapevamo cosa fosse…

    Frank Zappa

    (Il padre di Zappa lavorava all’Arsenale di Edgewood, una base statunitense per i gas tossici e la guerra batteriologica).

    Ogni componente della famiglia aveva una maschera antigas in caso di incidente. Avendogli chiesto se ci fosse stato qualcosa di quei giorni che potrebbe aver influenzato il ragazzo la cui testa venne irrevocabilmente indirizzata verso strani suoni quando ascoltò per la prima volta “Ionization” di Edgar Varèse, Zappa mi risponde: “C’era questo fossato nel cortile, non c’era mai acqua normale lì dentro. Era sempre una strana merda bianco latte che non sapevamo cosa fosse. Chissà, forse è stato questo!”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • FZ: “la musica si è trasformata nell’espressione di interessi aziendali…

    Frank Zappa su musica e interessi aziendali

    “Chi affida la storia del rock’n’roll alle grazie del direttore di ‘Rolling Stone’ non mi interessa. Io ho sempre rifiutato di partecipare alle enciclopedie e ai dizionari del rock’n’roll. Non avrò mai alcuna parte in queste cose perché, innanzitutto, i libri di questo tipo sono libri che sfruttano materiale preesistente, non libri che sono frutto di ricerche; essi inoltre, tendono ad istituzionalizzare tutto. E’ tutto così stupido. Non ho mai visto né sentito nulla che spiegasse realmente come il rhythm’n’blues si sia sviluppato nel rock’n’roll e cosa sia accaduto realmente e come mai i musicisti si siano rincoglioniti. E come l’intera cosa si sia trasformata in un’industria studiata apposta per lanciare determinati tipi di prodotti. Certi gruppi sono stati fatti per promuovere un certo tipo di prodotti. Certi gruppi sono stati fatti soltanto ad uso e consumo delle fabbriche di soft-drinks, di birra e di scarpe da tennis. Tutto si è trasformato nell’espressione di interessi aziendali”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • La musica di FZ: “una forma di intrattenimento molto particolare…

    l'intrattenimento particolare della musica di Frank Zappa

    “La mia musica è una forma d’intrattenimento molto particolare perché presenta molti strati a seconda di quanto tempo hai per scavare profondamente in essa. Puoi divertirti con la mia musica su tutti i piani. Ma cosa cerca l’attuale ascoltatore medio di musica? Ritmi dance, testi maledettamente facili da capire e magari tre note da canticchiare. Poi, naturalmente, una bella pettinatura, alcuni bei vestiti, da guardare e forse anche un passo di danza facile da imparare. Io sono da bocciare in ognuna di queste categorie”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • FZ: “è difficile capire come io abbia potuto fare tutto ciò che ho fatto…

    Frank Zappa padrone della sua arte

    Zappa è probabilmente l’unico artista in America ad avere il totale controllo di ciò che, nel suo caso, è una fiorente industria che dà lavoro a domicilio: la International Absurdities è la società madre, mentre i dischi vengono realizzati attraverso la Barking Pumpkin. C’è anche la sua compagnia Why Not?, una corporazione “che prevede nel suo statuto la concessione di licenze e un servizio di consulenza e di ingegneria sociale”.

    Tutto questo perché, quando Zappa andato nell’Europa orientale e in Russia, ha “incontrato persone molto interessanti che volevano fare una gran varietà d’affari con gli occidentali, ma non esisteva un modo per mettersi in contatto”.

    “E’ una cosa difficile da comprendere che qualcuno abbia potuto fare tutto quello che ho fatto io e possa continuare a farlo, senza dover dare delle bustarelle a qualcuno. Sarebbe un miracolo se qualcuno riuscisse a comprendermi e a seguirmi, perché allora dovrebbe aver fatto molte ricerche per scoprire il significato dei miei testi, e avrebbe dovuto ascoltare tutti i generi musicali che ho ascoltato io in tutta la mia vita per poter capire come io possa aver sviluppato un simile stile da tutte queste influenze”.

    Il suo modo di suonare la chitarra sembra spesso l’unica componente scopertamente emozionale della sua musica. “Forse tu nella tua mente pensi che l’emozionalità sia un valore, che sia la principale caratteristica di una composizione di successo. Io penso che vi siano altre cose che si possono ottenere in una composizione che non ha nulla a che fare con il contenuto emozionale. Puoi sempre convincere la gente che sei più emotivo usando più vibrato sulla tua chitarra. Il vibrato si ottiene semplicemente muovendo avanti e indietro la tua mano sulla chitarra, e se lo fai senza che qualcuno te lo chieda, ciò vuol dire che sei un musicista emotivo? No, potrebbe piuttosto voler dire che hai una paralisi”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • FZ sui musicisti funky

    Frank Zappa sui musicisti funky

    La tua musica sembra più funky ultimamente…

    “Molto dipende da chi la suona. Posso immaginarla funky quanto voglio, ma se non riesco a trovare un musicista funky con il giusto senso dell’umorismo, che vuole lavorare sodo e che abbia tutti gli altri requisiti, allora non posso suonare funky”.

    È una combinazione particolarmente difficile da trovare?

    “I ragazzi esperti nel genere funk di solito non hanno molta autodisciplina ed è quello di cui ha bisogno la mia band. È un’organizzazione molto disciplinata ma preferisco che siano gli stessi musicisti ad autodisciplinarsi e ad assumersi la responsabilità di essere puntuali, di imparare le loro parti e di studiare. I componenti della band si esercitano nelle loro stanze, ripassano la musica e continuano a rivederla anche mentre sono in viaggio. Lavorano sodo. Ma la maggior parte dei musicisti che suonano blues sono pieni di droga e sbagliano tutto: non ho bisogno di quel tipo di musicisti. Ora nel gruppo ci sono dei musicisti funky che soddisfano tutti i requisiti”.

    (Zoo World, 2 gennaio 1975)

  • Frank Zappa è la sua Musica

    Frank Zappa è la sua musica

    Il lavoro è l’essenza di Frank Zappa; vive per questo. Alcune persone lavorano alla loro musica, Frank Zappa è la sua musica. Tra la composizione pomeridiana, i soundcheck che durano fino all’ora di cena ed i suoi concerti di 2-3 ore la sera, trova ancora il tempo per suonare la chitarra. Dopo aver cenato nella sala in cui suonano, di solito “mi siedo nella stanza e suono la chitarra fino al momento di andare avanti… per tutto il tempo che posso. È rilassante”.

    Riguardo alla sua composizione, ha aggiunto: “Ho un paio d’ore per farlo prima del sound check e poi, dopo lo spettacolo, torno e lo faccio di nuovo”. 

    Dalle sue risposte, Zappa rivela un aspetto completamente opposto al bizzarro ritratto psicologico che si tenderebbe a dipingere giudicando la sua musica. E’ calmo e riservato, articolato nell’espressione ed incrollabile nel tono di voce. Sembra avere il controllo totale della situazione: sicuramente ha a che fare con i suoi occhi.

    Questa divisione di personalità sul palco e fuori dal palco è un altro aspetto di Frank Zappa e lo ammette prontamente.

    “Certo” spiega “Il ragazzo che vedi sul palco è Frank Zappa.”

    E con chi sto parlando adesso?

    “Stai parlando con Frank Zappa.”

    Schizofrenico, eh?

    “Assolutamente schizofrenico. Ma è schizofrenia autoinflitta, non è quel tipo di schizofrenia stupida”.

    Ha mai perso il controllo? Ha mai dimenticato chi fosse portando ‘questo’ Frank Zappa sul palco al posto dell’altro?

    “Solo quando sono davvero stanco. A volte ‘questo’ Frank esce là fuori: sa che non è il posto per lui e lo sa anche il pubblico. Poi l’altro salta su da dietro l’amplificatore …”.

    Il contrario non sarebbe poi così male, però.

    “Oh, sono stato pazzo fuori dal palco molte volte…”

    Non ci volle molto per capire cosa fosse quel ‘qualcosa’ in Frank Zappa: i suoi occhi erano sempre fissi nei tuoi. Non interrompeva mai il contatto visivo per un secondo! Se dall’ascolto della sua musica avevi qualche dubbio sulla sua sincerità, svaniva con uno sguardo, nei suoi occhi. Era confortante e snervante allo stesso tempo: l’impulso di ricambiare il suo sguardo era una lotta consapevole.

    (Zoo World, 2 gennaio 1975)