“Tante volte ho visto Frank fare una smorfia mentre suonava la chitarra e non capivo con chi ce l’avesse. Poi alla fine diceva: “Tu in quel brano hai sbagliato questo…!”. E tutto questo era avvenuto mentre Frank faceva per esempio un assolo. Con un orecchio sentiva il suo assolo e con l’altro ascoltava il batterista e il bassista se sbagliavano i tempi. Il percussionista Ed Mann, che aveva una serie gigantesca di tamburi e percussioni che sembrava una cattedrale, suonava sempre guardando Frank, aveva il terrore di sbagliare”.
(tratto dall’intervista a Massimo Bassoli di Salvo Cuccia, Ciao 2001 marzo/aprile 2025)
“Quando lo incontrai a Capri per la presentazione del tour del 1982, mi raccontò che sull’elicottero che da Napoli lo portò a Capri ebbe come uno strano svenimento. Ridemmo del fatto che il dottore chiamato all’hotel Quisisana lo visitò e poi gli disse: “Take an Aspirine and go to bed”. Divenne il nostro tormentone per commentare ogni cosa che non ci sembrava giusta. Purtroppo era il primo segnale della malattia. Successe la stessa cosa anche a mio padre, che persi nel 1985. L’anno dopo persi anche mia madre e quando Frank mi chiamò per consolarmi accennò che anche lui aveva iniziato ad avere dei “fastidi”, ma non ci feci molto caso. Un po’ di tempo dopo mi disse che un dottore gli propose di “cut your dick” o almeno provare una terapia sperimentale meno invasiva. Lui ovviamente scelse quella… sbagliando. Alla fine della cura sperimentale decise per l’operazione alla prostata, ma ormai era troppo tardi, perché il tumore aveva attaccato la spina dorsale. Lo andai a trovare nel 1991: era a casa che scriveva musica, mixava brani e fumava, imperterrito, le sue 60 Winston al giorno. Ricordo che buttando un pacchetto vuoto chiese a Gail di portargliene uno nuovo e lei glielo tirò addosso con rabbia dal corridoio. Gail piangeva tutto il giorno in cucina, dove c’erano cassette piene di arance da tutte le parti: era la disperata dieta che le aveva suggerito il dottore. Frank non era allegro ma rideva, commentava la tv e con i suoi silenzi mi faceva capire che era consapevole di essere agli sgoccioli. Una pena terribile”.
(estratto dall’intervista a Massimo Bassoli di Salvo Cuccia, Ciao 2001 marzo/aprile 2025)
“Il genio di Frank non è solo nella composizione, nel sarcasmo, nell’orecchio perfetto. Il genio di Frank stava anche nella sua incredibile capacità di coinvolgere profondamente chi aveva intorno. Sto ancora aspettando qualcuno che riesca a suonare bene la musica di Frank anche senza Frank. Persino i suoi musicisti di sempre, quelli che hanno suonato per vent’anni con lui, quando, dopo la sua morte, sono andati in tour a suonare brani che avevano suonato per decenni NON SI POTEVANO SENTIRE. Come mai? Perché, come ti ho già detto, Frank era un artista puro, un tutt’uno con la sua musica”.
(estratto dall’intervista a Massimo Bassoli di Salvo Cuccia, Ciao 2001 marzo/aprile 2025)
“Frank prima rinchiudersi tre giorni nel Twickenham Film Studio di proprietà degli Who, per registrare quello che sarebbe diventato LSO Zappa Vol. 1, dovette affittare anche la Barbican Hall, metterci tutta l’orchestra per fare il concerto. Io assistetti a tutte le prove, dove Zappa ogni 5 minuti interrompeva Kent Nagano, il direttore, per fargli notare gli errori che ogni singolo elemento dell’orchestra faceva. Poi, nell’intervallo, tutta la sezione fiati decise di fare un salto al pub che sta di fronte al teatro…Tornarono tutti alticci, un disastro. Frank era sconvolto, io cercavo di sdrammatizzare facendolo ridere con le mie battute sull’alcolismo inglese. Comunque la sera del concerto, quando Nagano invitò Frank a dirigere l’orchestra per il bis, Strictly Genteel, io mi nascosi ai piedi degli orchestrali e riuscii a fotografare Frank con le lacrime agli occhi quando dirigeva l’apertura armonica di quella splendida melodia. In quel momento ho visto la realizzazione di un musicista che, nonostante gli errori e i problemi, sentiva la sua composizione eseguita da un’orchestra sinfonica. È stato un momento molto, molto emozionante”.
(estratto dall’intervista a Massimo Bassoli di Salvo Cuccia, Ciao 2001 marzo/aprile 2025)
Nel 1983, quando il Barbican ha reso omaggio per l’ultima volta alla sua musica orchestrale, Frank Zappa la dichiarò un disastro.
Odiava l’acustica del locale, chiedeva che l’orchestra fosse rigorosamente divisa per assistere il processo di missaggio, criticò il direttore Kent Nagano, accusò i membri della London Symphony Orchestra di essere ubriachi e affermò di aver commesso centinaia di errori.
Ragazzi, stiamo parlando di una performance che ha ricevuto una standing ovation di 20 minuti, il che suggerisce che il noto perfezionista Zappa potrebbe essere stato il suo peggior critico.
Allo spettacolo serale della Barbican Hall, in genere, partecipavano 90 membri della BBC Symphony Orchestra: questo ensemble delle dimensioni di Mahler richiedeva un palco più grande che comprendesse le prime sei file di sedili dell’auditorium, e le sue dimensioni gli consentivano di oscillare dal pianissimo all’assordante al fortissimo ricco di percussioni.
In un concerto pomeridiano al più piccolo Milton Court, giovani studenti della Guildhall dell’Ubu Ensemble hanno lavorato su estratti dell’ultima opera orchestrale di Zappa, The Yellow Shark, del 1993.
Accanto ad alcune intriganti oscurità dei suoi idoli Stravinsky, Webern e Varèse, le composizioni argute, impressionistiche e macchiate di jazz di Zappa sono entrate nella storia della musica.
Nel Live al Tivoli Gardens (Copenhagen, Danimarca) del 3 ottobre 1968, Frank Zappa e i Mothers of Invention hanno improvvisato con il trombettista statunitense Don Cherry.
Potete ascoltare la jam nell’ultima traccia (n. 19) di questo video.
Cherry era influenzato dal bepop e dal Middle East jazz, la musica tradizionale africana e indiana.
In basso, una foto con Frank Zappa e Don Cherry al Festival di Amougies (24-28 ottobre 1969)
Una delle caratteristiche più belle e originali di Frank Zappa consisteva nel cambiare spesso gli arrangiamenti dei brani.
I concerti sono sempre l’occasione per nuovi arrangiamenti: difatti, Zappa non suona mai due volte la stessa canzone.
Prendiamo “Black Page”: su Zappa in New York troviamo una prima versione con assolo di batteria, aggiunte di percussioni, poi orchestra ridotta; nello stesso album troviamo la seconda versione, che ha un ritmo disco-funk e arrangiamenti molto più roboanti; su Make a Jazz Noise Here, possiamo ascoltare la versione new age, molto lenta.
L’altra pazzesca caratteristica di Zappa era questa: aveva sviluppato un intero linguaggio dei segni che gli permetteva di indicare in qualsiasi momento ogni cambiamento di interpretazione: quindi, un gesto specifico significava che era necessario suonare in stile reggae o hard rock, ecc.
Ad esempio, se girava un dito a destra e dietro la testa come se stesse giocherellando con un tappetino rasta, il gruppo suonava reggae, mentre se faceva lo stesso con entrambe le mani il gruppo suonava ska.
Se portava entrambe le mani all’inguine mimando un grosso paio di testicoli, i musicisti sapevano che dovevano suonare heavy metal.
Frank ha potuto modificare la sua composizione nel momento stesso in cui la band l’ha suonata sul palco.
“Video from Hell” è stato pubblicato nel 1987 da Frank Zappa.
Si tratta di una raccolta di brani musicali e video: fanno parte di una serie di progetti che Zappa presumibilmente aveva pensato di terminare e pubblicare per l’home video, incluso un video di accompagnamento per la serie di album “You Can’t Do That On Stage Anymore”.
Quei progetti, però, non sono mai stati completati.
Frank Zappa Dbl Sided No-D Glasses Insert 1987 Video from Hell
Insieme alla cassetta di “Video From Hell” viene fornito un regalo; un paio di occhiali “No-D” di cartone che si assemblano spingendo le linguette attraverso piccole fessure. Le istruzioni (anche per attaccare un grosso naso di cartone modellato su quello di Zappa) sono riportate in dettagli elaborati. In una nota in fondo al foglio delle istruzioni si legge: “Registrati per votare e leggi la Costituzione prima che sia nulla laddove proibito dalla legge”. Frank invita ad usare i suoi occhiali opachi No-D per guardare l’attuale campagna elettorale No-D.