Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa: maniaco dei media dell’età di McLuhan

    Frank Zappa maniaco dei media

    Frank Zappa ha scritto la colonna sonora di due film: “Mi interessava essere un compositore di film, ma è difficile entrare in quel mondo quando non vivi a Hollywood”.

    “Il mio grande divertimento è trovare elementi diversi tra loro e collegarli insieme in modo che funzionino, realizzare ciò che sembra impossibile. Tutta la mia vita è dedicata a questo: prendere i concetti più assurdi e trasformarli in realtà. Sai, perché una volta che succede, anche l’impossibile diventa reale. L’idea di poter plasmare la realtà è piuttosto nitida”.

    Zappa potrebbe rivelarsi il nostro primo autentico maestro del mixed media. Non solo è il primo compositore in piena regola ad emergere dal ribollente pop underground dai tempi di Gershwin, è anche un maniaco dei media dell’età di McLuhan che ha imparato le tecniche di fare musica, film, spettacoli di luci, opera e teatro (i suoi concerti con i Mothers sono sempre stati tanto teatrali quanto eventi musicali, con i membri del gruppo che recitano le bizzarre creazioni surrealiste di Zappa sul palco mentre suonano). Può manipolare quelle tecniche a piacimento. Sfortunatamente, è improbabile che venga mai visto sulla TV americana.

    (Frank Zappa, The New York Times, 8 novembre 1970)

  • Ferdinando Boero: Frank Zappa si rifiuta di morire…

    Ferdinando Boero su Frank Zappa

    La frase preferita di Zappa era del compositore Edgar Varèse:

    The present day composer refuse to die”.

    Ostinatamente, lui si rifiuta di morire.

    Quando muore un musicista? Quando diventa rassicurante. Quando lo ascolti, ti piace, ti dà emozioni, ma non ti sorprende più. Sai già cosa arriverà e sei gratificato dal soddisfacimento delle tue aspettative.

    I musicisti morti ti accarezzano, quelli vivi ti danno calci negli stinchi. Ti fanno saltare sulla sedia. Ogni volta trovi qualcosa di nuovo in quello che hai già ascoltato mille volte.

    In questo, FZ è ancora vivissimo (e tanti musicisti vivi sono già morti). E’ lo zombie che ti prende, ti porta sul tetto e, con un ghigno, ti fa un servizietto.

    Quando ho capito questo, mi sono detto: quest’uomo non è normale. Si prende tremendamente sul serio e non prende niente sul serio. Fa ridere, incazzare, pensare e in più… ti piace. Ogni pezzo è diverso dagli altri, eppure capisci subito che lo ha fatto lui.

    Lo volevo conoscere. Se fossi cristiano e sapessi che Gesù vive e lavora da qualche parte, vorrei conoscerlo. E così, nel 1983, feci un piano per conoscere FZ.

    Sono un biologo marino e studio le meduse. Ne ho trovate molte che ancora non erano conosciute.

    Quanto trovi una specie nuova, le devi dare un nome. Così scrissi a FZ dicendogli che avevo trovato nuove specie di meduse e che volevo dedicargliene una. Mi rispose dicendo che niente al mondo gli sarebbe piaciuto di più che avere una medusa col suo nome.

    Andai a trovarlo, diventammo amici. Tanto amici che mi dedicò il suo ultimo concerto a Genova nel 1988 e poi pubblicò Lomesome Cowboy Nando (Nando sono io).

    (Ferdinando Boero)

  • Il potere degli assoli di FZ

    Cosa c’è di così impressionante, di così affascinante negli assoli di Zappa? Che cosa lo rende così interessante tanto da poterlo ascoltare senza annoiarti mai?

    In parte, è la qualità del suo tono. Pochi altri chitarristi hanno impiegato tanto tempo, attenzione e denaro per ottenere esattamente il suono che volevano. Cercando il suono più sporco, oscuro e osceno che si possa immaginare, o il suono più gentile, morbido e toccante del pianeta, Zappa ha lavorato per il suo desiderio di creare il tono perfetto. Solo questo lo pone al top. E’ ciò che ha fatto con quel tono perfetto che conta davvero. Ha descritto i suoi assoli come ‘conversazioni’ che sfruttavano i ritmi del parlato; è come sentire un oratore sviluppare un argomento. Dipinge un’immagine sonora che ti porta in posti dove non avresti mai pensato di andare, sonda tutte le possibilità lungo il percorso, sgrossando e interrogando ogni ritmo, ogni armonia, senza mai ricorrere a cliché o virtuosismo fine a se stesso.

    Ciò che ti colpisce davvero è la qualità muscolare del tono, il modo in cui l’assolo acquisisce lentamente potenza senza mai fermarsi per riprendere fiato, la casuale spensieratezza del taglio grezzo del suono e la sorprendente miscela di minaccia e compassione che riesce a spremere da una breve pausa strumentale. L’insistenza ipnotica della sezione ritmica sembra ispirargli solo maggiore inventiva, emergono colpi di scena lamentosi da una nuova angolazione o da una nota inaspettata.

    Si potrebbe dire questo o cose simili della maggior parte degli assoli di Zappa. Una volta che iniziano a parlare a te parlano davvero, in modi che potresti cercare invano altrove. Non tutti lo capiscono. Per l’appassionato restano il cuore pulsante della musica di Zappa, il punto in cui composizione e compositore si incontrano, trasfusi in una zigosi sonica pullulante.

    (estratto dall’articolo “Shut up and listen some more?” di Sam Ayore, The Rondo Hatton Report vol. VIII – 21 settembre 2011)

  • FZ su Ray Collins, Lancelotti, Flo & Eddie

    Frank Zappa su Ray Collins, Lancelotti, Flo & Eddie
    foto di Yoshi

    Ray Collins è stato un cantante fantastico del tuo gruppo.

    Era bravo ma non gli piaceva cantare i miei testi, infatti uno dei motivi per cui ha lasciato il gruppo era che non gli piacevano le canzoni, le odiava. È difficile convincere la gente a cantare bene le mie parole.

    Sembra che ti piacciano i lamenti nasali alti.

    Ho sempre avuto un debole per i lamenti nasali alti, sì. Voglio dire, ammettiamolo, molti dei gruppi veramente heavy metal funzionerebbero meglio se avessero dei lamenti nasali alti.

    Per quanto tempo c’è stato Lancelotti?

    Lancelotti? Ha fatto l’audizione, l’ha superata, ha provato per 2 settimane ed è stato bocciato. Ha cantato un paio di volte in un album.

    Flo ed Eddie erano così pazzi prima che tu li incontrassi?

    Non penso che qualcuno sia davvero pazzo fino a quando non è stato nella band per un po’. Perché quando entrano in questa band scoprono che va bene essere pazzi e poi diventano davvero pazzi.

    (IT, marzo 1977)

  • FZ e una fan sul palco in una sfrenata scena sexy

    Frank Zappa e una fan sul palco

    Tanto dialogo col pubblico, che sale sul palco e balla nella migliore delle occasioni, oppure si lancia in una sfrenata e non mimata scena d’amore con Zappa come ha fatto la seconda sera di concerto tal Gloria Dimambro, ragazza inglese di origine italiana…

    (Popster, aprile 1978)

  • FZ: “investo per l’intrattenimento speciale…

    Frank Zappa e l'investimento nella  musica

    Sei uno dei pochi artisti che assorbe praticamente tutti i costi di produzione per tutti i tuoi progetti, invece di essere sovvenzionato da un’etichetta o da qualcuno.

    “Lo faccio per una giusta causa, per l’intrattenimento speciale. Nessun altro investirà in questo, sono tutti troppo stupidi e spaventati. Ora, se ho soldi da investire in qualcosa, pensi che mi divertirei ad investire in un dannato condominio da qualche parte, come fanno gli altri? Non voglio possedere un condominio né essere un partner in un centro commerciale. Se guadagno dei soldi, mi giro e li reinvesto nel lavoro che faccio. Non ho condomini né azioni: ho progetti incompiuti dappertutto, ecco quello che ho. Ho anche una moglie con un grande senso dell’umorismo”.

    (Mix, giugno 1983)

  • L’opinione di FZ sulla Gran Bretagna

    Frank Zappa sulla Gran Bretagna

    Zappa considera ancora la Gran Bretagna un Paese del Terzo Mondo: “Finché aderisci all’idea che la monarchia è una necessità e che tutto nascerà da una sorta di prospettiva regale, sarai suddito anziché cittadino. Finché da suddito non diventerai cittadino mangerai merda. Torna alle tue radici pagane. I Celti erano fantastici, un gruppo di culto, torna indietro”.

    (The Guardian Weekend, 15 maggio 1993)

  • FZ e il mito di Suzy Creamcheese

    Frank Zappa e Pamela Zarubica
    Suzy Creamcheese Pamela Zarubica

    “Suzy Creamcheese era una ragazza di nome Jeannie Vassoir, la sua voce è presente nell’album “Freak Out”. E’ un mito, frutto della mia immaginazione, non c’è mai stata una Suzy Creamcheese ma le persone hanno iniziato a identificarsi pesantemente con questo mito che ha raggiunto proporzioni strane in Europa. Così, nel 1967, quando abbiamo fatto il nostro primo tour in Europa, la gente ci ha chiesto se Suzy Creamcheese fosse con noi. Una ragazza di nome Pamela Zarubica è stata assunta per essere la Suzy Cream Cheese del tour europeo. Dopo il 1967, Pamela ha continuato ad essere Suzy Cream Cheese”.

    (Frank Zappa, Melody Maker, 5 gennaio 1974)

    Zarubica, residente a Kirkwood Drive a Laurel Canyon alla fine degli anni ’60, si associò a Frank Zappa assumendo il ruolo di ‘ Suzy Creamcheese ‘, precedentemente interpretato da Jeannie Vassoir in “Freak Out!”.

    Appare in “We’re Only In It For The Money” e “Uncle Meat” ed è menzionata nella registrazione di John Mayall “2401” sul suo album Laurel Canyon.

    Zarubica ha contribuito a far conoscere Zappa a Gail Sloatman.

    Chi sono le tue eroine preferite nella vita reale?

    Mia moglie Gail e Pam Zarubica, l’originale “Susie Creamcheese”.

    Il personaggio di Suzy Creamcheese fu interpretato da varie donne negli anni ’60: faceva capo a Frank Zappa e alla sua band Mothers Of Invention. Era un nome generico che Zappa diede a un gruppo di ragazze ebree fan dei Mothers of Invention: frequentavano il Ratner’s Dairy Restaurant a Fairfax, in Virginia. Le ragazze facevano pubblicità al gruppo e ballavano nei concerti dei Mothers per agitare la folla prestandosi ad altri servizi non specificati.

    In vari album, Suzy Creamcheese è stata interpretata da donne diverse:

    in Freak Out! da Jeannie Vassoir (è presente anche in The MOFO Project/Object);

    negli album Absolutely Free (traccia Brown Shoes Don’t Make It) e Mothermania da Lisa Cohen (la figlia di Herb Cohen, l’allora manager di Zappa);

    in We’re Only in It for the Money e Uncle Meat da Pamela Zarubica.

    Pamela Zarubica era un’amica di Frank Zappa: avrebbe inventato la frase Wowie Zowie, che Zappa ha trasformato in una canzone. È stata nominata nella lista delle influenze all’interno di Freak Out! (1966). La sua voce può essere ascoltata sulle tracce: The Voice Of Cheese, Our Bizzarre Relationship e Telephone Conversation.

    Un’altra Suzy Creamcheese le cui foto circolano sul web è Suzy Zeiger (potete ammirarla nelle foto seguenti)

    Che fine ha fatto Suzy Creamcheese?

    “Quale? Ce ne sono centinaia, migliaia…”.

    Pamela….?

    “Zarubica. Ha avuto una serie di ferite alla testa. È stata coinvolta in numerosi incidenti automobilistici per qualche motivo. Adesso è in Inghilterra e continua a finire in incidenti stradali e a farsi male alla testa”.

    (The Hot Flash, maggio 1974)

  • FZ: “ho la pressione alta, devo muovermi…

    Frank Zappa e la pressione alta

    Ti rendi conto che fai un mucchio di cose e che ogni giorno c’è una novità sul tuo conto?

    “E’ vero. Non so fare altro che lavorare. Il mio lavoro mi diverte, non potrei farne a meno. I miei amici dicono che sono un pazzo e probabilmente hanno ragione. Sono instancabile, dormo solo poche ore al giorno, bevo e mi stravolgo, fumo come un dannato e ho un’energia enorme. Non dipende da me, sono nato così e così funziono. Ricordo una volta che ho preso una vacanza di quindici giorni, al mare, isolato, senza un accidente da fare … volevo suicidarmi e mia moglie mi ha permesso di tornare a Los Angeles. Poi sono partito per una tournée di novanta giorni. Mi sentivo alla grande”.

    Il tuo studio di registrazione è pieno di nastri di concerti e di session realizzate tra amici. E’ tutto materiale valido, pubblicabile?

    “Oh, sì, in gran parte. Solitamente registro tutti i concerti possibili, mi piace ascoltare le cose che realizziamo dal vivo, sono tutte incredibilmente eccitanti e mostrano chiaramente come funzioniamo in gruppo e quali pezzi hanno una veste migliore da suonare in pubblico. Investo tutti i miei soldi in queste registrazioni, nei macchinari, nelle rifiniture delle parti tecniche, credo che sia il sistema migliore di spendere il denaro, non mi interessano abiti nuovi e macchine sportive”.

    Dai tutto alla musica, non dai anche troppo?

    “No, ho la pressione alta, devo muovermi. Mettetemi sul palco del Palladium, a New York, il più bel posto del mondo per fare concerti, e lasciatemi lì per quanto tempo volete voi… io non ho limiti … suono!”.

    (Ciao 2001, 22 luglio 1979)

    “Abbiamo speso 10.000 dollari sul nastro solo a New York. Preferisco spendere quei 10.000 dollari su nastro piuttosto che comprare una nuova auto sportiva. Registro così tanto a New York perché è il miglior pubblico del mondo, quello del Palladium, è il mio posto preferito per suonare. L’acustica è buona, c’è un grande palco dove puoi invitare il pubblico a partecipare e le persone che vengono agli spettacoli sono lì per divertirsi. È molto piacevole lavorare lì. Non è come Los Angeles o Londra, le due città dove non amo esibirmi”

    (Record Review, aprile 1979)

  • FZ e il ‘dannato’ poster

    Frank Zappa

    “Ho avuto problemi con la mia immagine la prima volta che sono andato in Inghilterra dove le leggi sul copyright sono diverse. La foto dove sono seduto su un gabinetto doveva essere utilizzata per un annuncio su International Times. Bene, si è trasformato in un poster perché a causa delle leggi lì il fotografo che possiede la mia immagine può farne quello che vuole, quindi ha realizzato un poster. Non ho mai posato per un poster, ho posato per una pubblicità per International Times. E così da quel momento il poster è stato contrabbandato e duplicato in milioni di copie, di cui non ho mai visto un nichelino”.

    (Digger,23 giugno 1973)

    Il poster di Frank Zappa sul wc

    Frank Zappa è il leader dei Mothers of Invention ed è anche il tipo sardonico su quel poster dove è ritratto nudo, seduto sul water. Frank è un po’ amareggiato perché “quella foto è in tutto il mondo, è probabilmente uno dei poster più venduti della storia, per cui non ho ricevuto assolutamente soldi. Mi conoscono per il ragazzo seduto sul water e molti non sanno nemmeno cosa faccio. Tutto viene filtrato attraverso quel dannato gabinetto!”.

    (Frank Zappa, The New York Times, 8 novembre 1970)

    Phi Zappa Krappa

    La cosa che ricordo di te è il poster dove sei seduto sul gabinetto, molto popolare nei bilocali di tutta Dublino.

    “La buona notizia è che posso ancora ‘farla’ “. (risate)

    (T’Mershi Duween 20, luglio 1991)