Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • FZ: “ci sono tattiche migliori della rivoluzione nelle strade…

    Frank Zappa citazione

    “Sai, la rivoluzione nelle strade non è il modo più efficace per ottenere risultati. Penso che ci siano tattiche a livello psicologico molto più vantaggiose”.

    (Intervista a FZ di Studs Terkel, agosto 1968 WFMT Radio Chicago)

  • FZ sui campi di concentramento e sugli hippy

    Frank Zappa sui campi di concentramento

    Potresti descrivere Il significato di Concentration Moon e Mom & Dad?

    Concentration Moon è una storia di fantasia su alcuni campi di concentramento molto reali, che il governo degli Stati Uniti costruì per ospitare i giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Queste persone furono strappate dalle loro case…”.

    Campi di ricollocazione.

    “Sì, il governo americano è così gentile da dare loro un posto dove stare durante la guerra. Hanno preso queste persone dalla strada e le hanno rinchiuse in questi campi e immagino che le abbiano liberate più tardi, ma i campi sono ancora lì. Secondo un mito popolare tra gli hippy sulla costa occidentale – speriamo sia un mito – molto presto qualsiasi persona insoddisfatta, potenzialmente non conforme negli Stati Uniti, potrebbe essere radunata dal governo e nascosta in questi campi. Ciò non significa solo hippy, ma probabilmente neri militanti e latini militanti, qualsiasi militante. Chiunque non sia d’accordo con la corrente principale delle sciocchezze che il governo trasmette a gran velocità verrà messo da parte”.

    Frank Zappa sugli hippy

    Tutto comincia con il campo di concentramento…

    “Inizia con questo, poi continua con la storia di Mom & Dad, una coppia della classe media informata da uno dei loro figli che la loro figlia è stata uccisa al parco dalla polizia perché si trovava lì, sdraiata sull’erba con un hippie. I genitori dicono, beh, se l’è cercata visto che si è associata a quella spazzatura.
    Bow Tie Daddy è un’altra canzone su quelle persone, che non si sono preoccupate quando la loro figlia è stata uccisa dalla polizia, perché erano imbarazzate che la loro figlia avesse qualcosa a che fare con un hippie, mentre What’s the ugliest part of your body? è una canzone sull’intelligenza dei genitori.

    (Intervista a FZ di Studs Terkel, agosto 1968 WFMT Radio Chicago)

  • Jordi Sierra i Fabra fotografa Frank Zappa nel bagagliaio di un’auto

    Frank Zappa con Jordi Sierra i Fabra

    “Quando ero direttore di riviste come Disco Exprés o Popular 1, il rapporto con le grandi star del rock era costante. Sono andato a cercare Frank Zappa, uno dei padri dell’underground e della rivoluzione culturale degli anni ’60 negli Stati Uniti, all’aeroporto e lì abbiamo scattato una foto famosissima in cui appare nel bagagliaio della nostra macchina. Gli ho regalato il mio primo libro e lui ha voluto posare con il libro in un hotel sulle Ramblas. L’immagine è del 1975”.

    (Jordi Sierra i Fabra)

    Frank Zappa nel bagagliaio di un'auto
  • Frank Zappa a Montreux: “Fire, Arthur Brown in persona!”

    Frank Zappa a Montreux

    Uno dei concerti disastrosi più famosi della storia del rock è quello di Frank Zappa and the Mothers a Montreux nel 1971. Durante l’esibizione, un fan forse troppo entusiasta sparò un bengala contro il soffitto, in una sala stracolma di tendaggi. L’edificio prese fuoco e venne rapidamente evacuato prima che fosse raso al suolo dall’incendio. Curioso è il fatto che lo stesso edificio era stato affittato dai Deep Purple, che dal giorno dopo avrebbero dovuto usarlo per la registrazione del loro album Machine HeadIan Gillan e compagni assistettero all’incendio dalla finestra della loro stanza d’albergo dall’altra parte del lago e immortalarono la storia nel testo di Smoke on the Water. Esiste anche una registrazione di quella serata, in cui si sente la band di Zappa interrompersi durante un assolo di tastiera, e il cantante/chitarrista Mark Volman dire al microfono: “Fire, Arthur Brown in persona”. Poi lo stesso Zappa: “Signore e signore dirigetevi con calma verso le uscite”. I resoconti di alcuni presenti dicono che proprio la calma serafica di Zappa contribuì a fare in modo che l’evacuazione avvenisse in maniera ordinata, senza ulteriori drammi. Al momento dell’incendio, Zappa aveva appena annunciato l’esecuzione di King Kong, brano del 1968 contenuto nell’album Lumpy Gravy, che nel video è proposto dal vivo in una esecuzione del 1968 alla BBC.

    Arthur Brown

    Arthur Brown, Palermo 1970

    Mark Volman lo ha nominato, ed eccolo qui: Arthur Brown in persona! Nel 1970 era già famoso per la sua hit Fire e anche per la grande teatralità nei suoi spettacoli con la sua band The Crazy World of Arthur Brown. Già all’epoca, infatti, era solito pitturarsi la faccia, indossare costumi sfarzosi e uno speciale elmetto su cui accendeva un fuoco durante l’esecuzione di Fire: tutte cose che fa ancora oggi, alla tenera età di 82 anni! All’epoca però, in una sorta di rituale sciamanico, si lanciava spesso anche in uno spogliarello. Non è ben chiaro quindi se ciò che accadde sia stato motivato dallo spogliarello o dal fuoco sull’elmetto… Sta di fatto che il festival Palermo Pop 70, alla sua prima edizione, era enormemente popolato di poliziotti, anche in borghese, che non aspettavano altro che un “momento di gloria”. E il momento arrivò, proprio durante l’esecuzione di Fire di Arthur Brown: i carabinieri salirono sul palco, interruppero il concerto e arrestarono Arthur Brown, trattenendolo in isolamento per quattro giorni.

    Frank Zappa e Arthur Brown

    Frank Zappa incontrò Arthur Brown a Londra nel 1967.
    Brown descrisse Zappa come “un visionario che ha lavorato più duramente di chiunque altro conoscessi, in termini di musica registrata e di come presentarla”.

  • FZ: “se decidi di diventare un compositore…

    Frank Zappa direttore d'orchestra

    “Se decidi di diventare un compositore, corri seriamente il rischio di diventare meno di un essere umano”

  • Frank Zappa fine anni ’70: “porto con me 4-5 chitarre”

    Frank Zappa e la Stratocaster di Hendrix

    “Porto con me quattro o cinque chitarre: la Stratocaster di Hendrix, che ha il primo pickup triplo humbucker al mondo, un’altra Stratocaster, la mia solita SG, una nuova Les Paul Custom con preamplificatore incorporato, una 12 corde e una Ovation.

    (Guitar, maggio-giugno 1979)

  • Ralph Humphrey su FZ: un grande compositore amante delle sfide

    Ralph Humphrey su Frank Zappa

    Ricordi qualche aneddoto in particolare?

    Tutto il periodo con Zappa è stato un aneddoto.

    Perché lasciasti il gruppo? Ragioni personali?

    Ho sempre rispettato Frank. Mi rendevo conto che è il tipo di persona che merita molto rispetto per le cose che cerca di fare, che rappresentano autentiche sfide, e sa ispirare i musicisti, fare grande musica: la musica che scrive è magnifica e vuole che sia suonata in un certo modo. Non posso dire di averlo conosciuto profondamente a livello personale, ma professionalmente lui è quello che tiene tutto assieme, merita molta stima per questo. Però, su un piano non personale ma ‘filosofico’ non ero d’accordo su certe cose anche se non sentii mai l’urgenza di discutere con lui questo tipo di filosofia. Parlo dei testi che scriveva: forti affermazioni politiche, forti affermazioni maschili, non concordavo con molte di queste. Penso anche che lui preferisca gruppi che abbiano anche un impatto visivo, probabilmente io ero un po’ meno spettacolare di quello che lui normalmente richiede. Penso che Zappa rimarrà nella storia della musica del ventesimo secolo come una delle figure più importanti per il modo in cui ha saputo sintetizzare musiche diverse.

    Puoi dirmi, nella tua esperienza con lui, come trattava certe ritmiche particolari, ad esempio i tempi dispari?

    Non direi che Frank utilizzava molto i metri ‘eccentrici’. Gli piaceva manipolare i tempi, producendo costantemente degli slittamenti del tempo, usando gruppi diversi di note su tempi diversi. Per esempio, in una battuta di 4/4, il primo beat poteva essere diviso in quattro semicrome, il secondo in terzine di semiminime, il terzo in quintine ed il quarto in un gruppo di undici note. Le melodie scritte su questi ritmi erano moderne melodie angolari ispirate a compositori del ventesimo secolo come Stravinskij e Varése. Comunque a Frank piacevano il 4/4 e il 3/4. La band di cui ho fatto parte suonava e improvvisava su metri eccentrici, ma penso che gli unici che suonassimo fossero in 5 e in 7. The Black Page era in 4/4 con degli slittamenti di valore delle note, e Frank doveva digerirla. Ha sempre avuto un approccio orchestrale alla strumentazione di tutta la band, inclusa la batteria”.

    (tratto da un’intervista a Ralph Humphrey, Percussioni gennaio 1994)

  • L’indiscrezione su Frank Zappa che circola online

    Frank Zappa autismo

    Circola un’indiscrezione (discutibile) su Frank Zappa. Ipotizza che Frank fosse affetto da sindrome di Asperger (diagnosticata oggi come disturbo dello spettro autistico di livello 1 ASD, lieve autismo).

    Molti personaggi famosi avevano, a quanto si dice, questa sindrome tra cui Mozart, Michelangelo, Isac Newton. Più di recente, sono stati citati Bob Dylan, Steve Jobs e Greta Thunberg.

    Quali sono le caratteristiche del bambino/adulto con sindrome di Asperger secondo il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali)?

    Eccole:

    – non ha nessun rilevante ritardo del linguaggio;

    – non aggancia lo sguardo durante una conversazione e non risponde ai sorrisi;

    – ha difficoltà nello stabilire amicizie e relazioni, nel condividere giochi, stati emotivi ed interessi con altri;

    – ha strane e ripetitive abitudini e gestualità, interessi maniacali;

    – presenta un’attenzione eccessiva verso certi oggetti ed argomenti. Memorizza dati di scarso valore;

    – si muove in maniera goffa e cammina in modo poco coordinato;

    – ha un tono di voce monotono ma potrebbe usare anche un linguaggio offensivo o assumere atteggiamenti violenti senza rendersene conto;

    – ha un quoziente intellettivo normale ma alcuni possiedono doti (matematiche, informatiche e musicali) fuori dalla norma.

    Giudicate voi…

    Io dico che:

    – non ho mai visto nessuno come Frank fissare negli occhi in modo così profondo;

    – non solo rispondeva ai sorrisi me regalava sorrisi di continuo;

    – amava condividere la sua più grande passione (la musica) e l’ha fatto con tantissimi musicisti facendo partecipare il pubblico;

    – amava relazionarsi con gli altri ed era molto comunicativo;

    – memorizzava dati di grande valore;

    – sul quoziente intellettivo fuori dalla norma nessun dubbio;

    – camminava in modo strano… mi pare il minimo, dopo il volo che ha fatto a causa dell’aggressione al Rainbow nel 1971.

  • Il disprezzo di Frank Zappa

    Il disprezzo di Frank Zappa

    In una biografia pubblicata di recente, il veterano senatore americano Slade Gordon si vanta di come abbia ‘affrontato’ Frank Zappa all’udienza del Congresso del 1985 sul “porno rock”, dicendo a Zappa che avrebbe potuto essere disprezzato dal Congresso per il suo atteggiamento provocatorio.

    “Vai avanti: ti disprezzo già” è stata la risposta provocatoria di Zappa.

    E’ questo il fuoco nello stomaco che anima la musica di Zappa. Il ringhio feroce, sempre in agguato nel tono stesso della sua chitarra, aspetta solo di avventarsi sul minimo sospetto di ipocrisia, verbale o sonora, offrendo una forte tensione che infonde ogni momento della sua musica.

    Il disprezzo potrebbe non essere la qualità distintiva del lavoro di Zappa, ma è un ingrediente essenziale.

    E’ una delle menti più brillanti della sua generazione; la sua bruciante intelligenza è eguagliata solo da una capacità di compassione che trasuda da tutti i pori – se hai le orecchie per ascoltarlo. Ascolta, ad esempio, “St Etienne” o “Ancient Armaments”. È questa combinazione di intelligenza e compassione la fonte del disprezzo.

    (estratto dall’articolo “Hats off to Dweezil? di Jim Beugh, The Rondo Hatton Report vol IX, 21 dicembre 2011)

  • Frank Zappa & Edgar Varèse – Decima parte (l’album inedito “The Rage and the Fury”)

    Hyperprism, Octandre, Intégrales, Density 21.5, Ionisation, Désert e Poème électronique (samples di 30 secondi ciascuno)

    Ionisation diretto da Frank Zappa (tratto dall’album mai pubblicato “The Rage and the Fury”)

    Prima di ‘partire per il suo ultimo tour’, Frank Zappa realizzò il suo ultimo progetto: “Varèse: The Rage and the Fury”. Nel luglio 1993, presso il Warner Bros Soundstage di Burbank (California), in 10 giorni registrò diversi brani di Edgar Varèse con l’Ensemble Modern sotto la direzione di Peter Eotvos: Hyperprism, Octandre, Intégrales, Density 21.5, Ionisation, Désert e una versione rimasterizzata di Poème électronique.

    I brani furono registrati sul multitraccia digitale Sony 3324 utilizzando cavi audio personalizzati e preamplificatori microfonici interamente valvolari. Un mix insolito.

    Durante la registrazione di Ionisation Zappa e Eotvos ricevettero la visita di Nicolas Slonimsky che diresse la prima del brano alla Carnegie Hall il 6 marzo 1933. Come ha raccontato Peter Eotvos, “Slonimsky, che all’epoca aveva 99 anni, diresse il brano, seguito subito dopo da Frank Zappa. Una scena d’addio profondamente toccante. Nell’autunno 1993, Zappa riuscì a mixare magistralmente i nastri. Una registrazione unica, inestimabile”.

    “The Rage and the Fury”, prodotto da Zappa, ad oggi rimane un album inedito e non è stata ancora fissata una data di uscita nonostante sia stata annunciata nel corso degli anni, a partire dal 1997, dalla Zappa Family Trust.

    Perché non è ancora stato pubblicato? Forse problemi legali con gli eredi di Varèse o con persone che detenevano i diritti sulla sua musica? Assolutamente no.

    “L’album di Varèse è in sospeso per un motivo ben preciso – dichiarò Gail Zappa nel dicembre 2006 – Abbiamo documentato tre sessioni di registrazione con una troupe cinematografica, che è poi scappata con la pellicola e le cassette”.

    Le sessioni furono filmate da Dolezal. In un’intervista, Gail Zappa affermò di aver intentato un’azione legale contro chi aveva effettuato le riprese per impossessarsi dei nastri originali. Quella persona si rifiutò di consegnare i nastri a Gail. Lei non fece mai il nome, ma questa persona non poteva che essere Dolezal, il quale aveva intenzione di pubblicare un film FZ-Varèse di cui, però, si persero le tracce.

    “Il più delle volte, Frank non aveva la partitura davanti a sé, ma conosceva ogni nota dei brani, era incredibile. Dimostrava una conoscenza estremamente approfondita della musica senza – questa è stata la mia impressione – aver davvero studiato le partiture” (Andreas Molich Zebhauser intervistato da Ben Watson, The Wire, febbraio 1996).

    “La musica di Edgar Varèse – in una versione d’impatto sorprendente suonata dall’Ensemble Modern diretto da Frank Zappa – proveniva da sei altoparlanti a parete, con un suono di una bellezza delirante” (Ben Watson, The Wire, febbraio 1994).

    Frank Zappa voleva un’esecuzione e una registrazione che suonassero come aveva sempre sognato. Riuscì a catturare la vera potenza e profondità delle opere di Edgar Varèse.

    “La musica di Varèse non ha mai ricevuto il riconoscimento che merita; credo sia perché non c’era la tecnologia necessaria per registrare le composizioni in modo adeguato” (FZ).

    “A Frank non importava se l’album fosse pubblicato o meno. Gli bastava ascoltarlo. Nessuna somma di denaro avrebbe potuto eguagliarlo” (Gail Zappa).

    L’album doveva essere l’omaggio più diretto di FZ al suo idolo, realizzato mentre era alle prese con le dolorose fasi successive della sua malattia terminale.

    Rip Rense, giornalista e amico di Zappa presente alla sessione che ha prodotto “Ionisation” e alcune improvvisazioni inedite di Zappa con l’Ensemble Modern, ha raccontato che Frank “aveva difficoltà a superare le sessioni. Il cancro si era diffuso alle sue ossa” ma l’idea di realizzare il progetto per Varese lo sosteneva. “Evitava gli antidolorifici perché voleva avere la mente libera. Ha fatto solo un’eccezione”.

    Il risultato è un album destinato a suscitare polemiche, perché Zappa ed Eotvos danno a Varese un’interpretazione diversa da quella di ogni altra registrazione varesina. L’umorismo ha sempre fatto parte del lessico musicale di Zappa, anche nei suoi pezzi più seri e sorprendentemente complessi, e lui lascia che la sua irriverenza si riversi su Varese. Si può sentire il tocco slapstick di Zappa nel modo in cui i tromboni oscillano comicamente all’inizio di “Hyperprism”, la repentinità di alcuni attacchi e rilasci in “Octandre” ed altri pezzi, le percussioni folli e il clarinetto e l’oboe impertinenti in “Integrales”. Zappa fonde la sua personalità unica con quella di Varese.

    Zappa voleva incidere il Varese completo? No – ha confermato Gail: “I suoi giorni erano contati e non riusciva a gestire i pezzi più complessi. Le restanti opere richiedono orchestre enormi e costose (“Ameriques”, “Arcana”), voci (“Offrandes”, “Ecuatorial”, l’incompiuto “Nocturnal”) o qualche strumento difficile da trovare come l’obsoleto elettronico ondes martenot.