Frank Zappa – More Trouble Every Day, Harrisburg, USA 1974
La tua canzone Trouble Coming Every Day sulle rivolte di Watts potrebbe essere stata scritta sul più recente sconvolgimento di Los Angeles.
“L’unica parte non corretta è stata quella dell’autista donna colpita a metà da una mitragliatrice perché ha attraversato un segnale di stop”.
Cosa stavi facendo durante i disordini?
“Li ho registrati dall’alto verso il basso mentre scorrevo i canali. L’ho capito da ogni angolazione possibile, cose straordinarie, cose che non sono state riportate a livello nazionale”.
Per esempio?
“Inquadrature di un gruppo di soldati in una caserma di Orange County che indossavano indumenti con gas nervino Desert Storm. Sia i Crips che i Bloods avevano gas nervino, faceva parte dei piani per trattare severamente con i rivoltosi”.
Cosa hai fatto con le registrazioni?
“Quando mi sono esibito in Germania, avevamo dei televisori al bar durante l’intervallo che trasmettevano il meglio dell’intrattenimento culturale americano. Su un set, c’era la rivolta senza sosta. In un altro set, tele-evangelisti senza sosta. Su un altro, C-SPAN. In un altro, Desert Storm. Devi bere la tua birra leggera e guardare i media americani al meglio”.
(Frank Zappa, Playboy aprile 1993)
I disordini che devastarono il quartiere afroamericano di Watts, a Los Angeles, nell’agosto del 1965, provocarono la morte di trentaquattro persone, di cui trentuno uccise dalla polizia. Zappa menziona nel suo “Trouble Everyday” i “poliziotti che lanciano pietre”, che gli valsero un regolare controllo da parte dell’FBI. Il brano fu pubblicato nel giugno 1966 nel doppio album Freak Out. (Revue du crieur, febbraio 2017)
Frank Zappa – King Kong, 4 dicembre 1971 (l’ultimo brano in scaletta). Si sente chiaramente quello che succede alla fine del brano.
Si dice “non tutto il male viene per nuocere”. Se non fosse stato per un incidente che coinvolse Frank Zappa e molte altre persone, uno dei brani più iconici della storia del rock, “Smoke on the water”, non sarebbe mai stato scritto.
Il 4 dicembre 1971, l’incendio che devastò il teatro del Casinò di Montreux (Svizzera) ispirò uno dei brani più famosi dei Deep Purple.
Quella sera al Casinò si esibiva Zappa con i suoi Mothers of Invention: il caso volle che i Deep Purple si trovassero proprio a Montreux per registrare l’album “Machine Head” all’interno del noto studio di registrazione mobile appartenente ai Rolling Stones, chiamato “Rolling Stones Mobile Studio”.
Al concerto di Zappa il pubblico era infuocato: ad un certo punto, durante l’assolo di King Kong del tastierista Don Preston, uno spettatore sparò contro il soffitto rivestito di rattan con una pistola lanciarazzi. L’esplosione raggiunse i tendaggi e le fiamme divamparono rapidamente: il concerto fu interrotto per la sicurezza del pubblico e della band. A sparare il colpo fu un certo Zdenek Spicka, un ceco di 21 anni che viveva in Svizzera, fan del gruppo.
All’interno del locale si scatenò il panico, alcune porte erano chiuse: alcuni ragazzi restarono intrappolati dalle fiamme, fu il direttore del Montreaux Jazz Festival Claude Nobs a metterli in salvo. Erano presenti 3.000 spettatori quella notte.
La costosa attrezzatura di Frank Zappa venne completamente distrutta: usò la sua Gibson per rompere dei vetri e permettere ad altre persone di uscire.
Il Casinò di Montreux andò completamente distrutto: tornò agibile nel 1975. Nessun ferito grave, fortunatamente: è stata sfiorata una tragedia.
I Deep Purple assistettero inorriditi alla scena dell’incendio affacciati alle finestre dell’hotel dove alloggiavano, poco distante dal Casinò.
Le fiamme raggiungevano il cielo, il fumo che avvolgeva il Lago Lemano sarebbe di lì a poco diventato ‘fumo sull’acqua’: fu del bassista della band, Roger Golver, l’idea del titolo “Smoke on the water” al risveglio da un incubo in cui aveva rivissuto la scena dell’incendio.
Il brano storico dei Deep Purple non prese forma subito: l’inserimento di alcuni brani nel nuovo album da registrare era la priorità assoluta e così “Smoke on the water” restò una bozza per un po’ di tempo.
Non avendo più un luogo dove registrare, i Deep Purple trasformarono un teatro abbandonato (Le Pavillon) in uno studio improvvisato dove prese forma e venne registrato “Machine Head” (1972), l’album più venduto della rock band.
Mancava un brano per completare l’album e, a quel punto, iniziarono a lavorare sulla bozza del brano ispirato all’incendio del Casinò di Montreux. “Smoke on the water” fu inserito nell’album: all’inizio non fu presentato come singolo.
L’anno seguente (1973), il brano pubblicato negli USA raggiunse il 4° posto in classifica diventando una delle canzoni più apprezzate della band per la sua struttura semplice ed efficace, basata su 4 accordi.
Il 4 dicembre è una data triste per noi zappiani: Frank Zappa morì il 4 dicembre 1993, esattamente 22 anni dopo quell’incendio a Montreux.
Alcuni estratti audio di quella fatidica notte si possono sentire all’interno del bootleg Swiss Cheese/Fire di Frank Zappa. A un certo punto dal palco gridano “Fire” e si sente la confusione tra il pubblico.
È stato emesso un mandato per l’arresto di Zdenek Spicka, ma è fuggito dalla Svizzera e non è mai stato trovato. (Mojo, febbraio 2022)
“Oh, un piccolo incidente: qualcuno ha avuto la folle idea di sparare un razzo di fuochi d’artificio al soffitto, mentre Don Preston stava attaccando il suo assolo moog di “King Kong”. Ho detto ‘Fuoco, signore e signori, di Arthur Brown’. Hanno pensato che fosse uno scherzo, ma pochi minuti dopo non c’era più il soffitto e presto non c’era più il Casino di Montreux… Abbiamo perso tre moog, due organi Hammond, tre chitarre, un basso, una batteria e tutti i nostri amplificatori. Eravamo assicurati, ma il problema è che la maggior parte di questa attrezzatura è stata costruita appositamente per noi e ci vorranno mesi per ricostruirla”. (Frank Zappa, Rock & Folk, gennaio 1972)
Un mio amico, che all’epoca non conoscevo, mi ha detto questo:
“Alain, c’ero anch’io! Ricordo bene Zappa che diceva con molta calma al pubblico di uscire senza farsi prendere dal panico, penso che la sua calma abbia permesso un’evacuazione rapida e sicura”. Un ragazzo è riuscito a raggiungere e afferrare il pedale wah-wah di Frank. A parte un campanaccio citato da FZ in un’intervista, potrebbe essere l’unico strumento sopravvissuto all’incendio. (testimonianza del 4 dicembre 2021, testimonianza e foto del concerto sono di Alain Rieder, timemanipulation.com)
Album pubblicato dalla United Artists Records il 4 ottobre 1971
L’album 200 Motels è la colonna sonora dell’omonimo film musicale surrealista scritto e prodotto da Frank Zappa, da lui diretto in tandem con Tony Palmer.
Le Mothers of Invention impazziscono nella piccola città di Centerville e il loro bassista, Jeff (parodia del vero bassista delle Mothers, Jeff Simmons) impazzisce a causa della marijuana e abbandona la band (Jeff Simmons lo fece davvero, poco prima che iniziassero le riprese). Simmons fu sostituito dall’attore Martin Lickert per le scene del film. La versione originale in vinile dell’album consisteva in un set di 2 dischi, contenente in gran parte tracce alternate di musica rock eseguita dalle Mothers of Invention e musica sinfonica eseguita dalla Royal Philharmonic Orchestra diretta da Elgar Howarth, tutte composte ed orchestrate da Zappa.
Il recensore Richie Unterberger ha individuato come punti salienti dell’album le canzoni rock e comiche Mystery Roach, Lonesome Cowboy Burt, Daddy, Daddy, Daddy, What Will This Evening Bring Me This Morning e Magic Fingers, più il finale Strictly Genteel (un mix di elementi rock e orchestrali). Dance of the Rock & Roll Interviewers è un brano orchestrale originariamente pensato per essere abbinato a Touring Can Make You Crazy come parte di una delle prime scene in cui la band arriva a Centerville e viene accolta dai giornalisti musicali, ma soltanto una parte della sequenza (che raffigura un manichino di Zappa fatto a pezzi dai giornalisti) è apparsa nel film finale per limiti di budget e di tempo. La sequenza di Touring Can Make You Crazy non è stata girata, quindi non appare nel film.
L’album contiene cinque segmenti che costituiscono la suite This Town Is A Sealed Tuna Sandwich: un prologo, la Tuna Fish Promenade, Dance of the Just Plain Folks, una ripresa della melodia principale e la conclusione The Sealed Tuna Bolero. Nel film, è stato usato soltanto il bolero finale. Nella sceneggiatura, la suite Tuna Sandwich è preceduta dalla sequenza e composizione Centerville. Would You Like A Snack? è una versione vocale della composizione di Zappa Holiday in Berlin, che riappare in tutto l’album e nel film in diversi arrangiamenti, tra cui Semi-Fraudulent/Direct-From-Hollywood Overture. Il testo di Would You Like A Snack? è simile al pezzo teatrale dell’album live di Zappa Ahead of Their Time. In precedenza, Zappa aveva registrato una canzone omonima non correlata, che vede la partecipazione di membri delle Mothers of Invention e della cantante Grace Slick dei Jefferson Airplane.
Nella seconda metà dell’album, la parte principale della suite, Dental Hygiene Dilemma, è apparsa nel film come cartone animato di Charles Swenson, che in seguito ha diretto il film Down and Dirty Duck con i membri della band Mothers of Invention e le star di 200 Motels Mark Volman e Howard Kaylan. Dental Hygiene Dilemma incorpora elementi di rock band, orchestra e dialogo: raffigura Jeff che fuma una sigaretta di marijuana immersa nei liquidi schiumosi di Don Preston. Jeff è alle prese con la sua buona e cattiva coscienza. Alla fine, la sua cattiva coscienza lo convince a lasciare i Mothers of Invention, per fondare la sua band hard rock suonando musica come quella dei Black Sabbath o dei Grand Funk Railroad. L’album 200 Motels, classificato al n. 59 della Billboard 200, fu pubblicato per la prima volta su CD nel 1997: conteneva ampie note di copertina e artwork, un poster del film e tracce bonus costituite da promo radiofoniche per il film e il singolo montaggio del brano Magic Fingers. Nel 2021, fu ripubblicato in due edizioni: l’album originale su 2 CD e una versione estesa su 6 CD.
Tracklist
Semi-Fraudulent/Direct-from-Hollywood Overture Mystery Roach Dance of the Rock & Roll Interviewers This Town is a Sealed Tuna Sandwich (Prologue) Tuna Fish Promenade Dance of the Just Plain Folks This Town is a Sealed Tuna Sandwich (Reprise) The Sealed Tuna Bolero Lonesome Cowboy Burt Touring Can Make You Crazy Would You Like a Snack? Redneck Eats Centerville She Painted Up Her Face Janet’s Big Dance Number Half a Dozen Provocative Squats Mysterioso Shove It Right In Lucy’s Seduction of a Bored Violinist and Postlude I’m Stealing the Towels Dental Hygiene Dilemma Does This Kind of Life Look Interesting to You? Daddy, Daddy, Daddy Penis Dimension What Will This Evening Bring Me This Morning A Nun Suit Painted on Some Old Boxes Magic Fingers Motorhead’s Midnight Ranch Dew on the Newts We Got The Lad Searches the Night for His Newts The Girl Wants to Fix Him Some Broth The Girl’s Dream Little Green Scratchy Sweaters & Courduroy Ponce Strictly Genteel (The Finale)
Frank Zappa (basso, chitarra, orchestrazione) Mark Volman (voce) Howard Kaylan (voce) Jimmy Carl Black (voce) Jim Pons (voce) George Duke (trombone, tastiere) Ian Underwood (tastiere, fiati) Ruth Underwood (percussioni) Aynsley Dunbar (batteria) Royal Philharmonic Orchestra
“Does humour belong in music?”. Può l’umorismo appartenere alla musica? – si chiedeva Frank Zappa.
Le risposte zappiane al quesito sono molteplici. Teniamo presente che la risata si genera spesso al cospetto dell’interruzione della prevedibilità di un’azione o di uno schema verbale, che crea una situazione inaspettata. In musica può essere ottenuto un risultato simile con un’improvvisa e inaspettata divergenza ritmica, melodica o armonica rispetto alla regolarità di gran parte dei generi musicali.
Lo stesso Zappa affermava: “Qualsiasi composizione (o improvvisazione) che suoni consonante e regolare sempre e comunque mi pare l’equivalente di un film dove ci siano solo i buoni o di una cena a base di ricotta”.
Anche l’accostamento di elementi tra loro normalmente estranei può indurre al riso: ha un effetto assolutamente dirompente ascoltare Stairway to Heaven in versione reggae con tanto di sezione fiati che all’unisono esegue il celeberrimo assolo di chitarra di Page.
Zappa parlava anche di strumenti dal timbro buffo citando alcuni utilizzi della tromba con la sordina, del sassofono basso suonato nel suo registro più grave nonché del trombone a coulisse, che scatenano reazioni di ilarità negli ascoltatori “cresciuti a cliché subliminali che hanno determinato la loro realtà auditiva fin dalla culla”. Per lo stesso motivo utilizzava effetti sonori di stampo rumoristico come nel finale di Peaches En Regalia (Hot Rats, 1969).
La risposta più semplice e superficiale è riscontrabile nell’analisi dei testi dei brani cantati che portano alla risata per via delle tematiche particolarmente pungenti oppure originali o anche per la sfrontatezza con cui l’autore ha saputo discutere nei propri testi di tematiche sessuali di cui tutti parlano o fantasticano nella sfera privata ma che difficilmente si ha il coraggio di portare alla superficie dell’ambito pubblico.
Non bisogna fare l’errore di considerare ‘demenziale’ la musica di Frank Zappa, demenziale nel senso di ‘lontano dalla mente’, ‘fuori di testa’. Questo termine non si addice affatto a una via comica che invece era frutto di un’acutissima ricerca intellettuale.
Sembrerà paradossale ma far ridere non era affatto l’obiettivo primario di Zappa. In realtà, il suo vero scopo era il riconoscimento della sua dignità di compositore ‘serio’ alla stessa stregua dei suoi idoli Varèse e Stravinskij. Realizzava dischi e tour di musica un po’ più vicina alla popular music seppure con un approccio rivoluzionario e unico allo scopo di racimolare denaro per i lavori più impegnati. Come recita un altro titolo di un suo disco: “We’re Only In It For The Money” (1968).
(Frank Zappa by Marcello Zappatore, Coolclub.it febbraio 2009)
“Nella mia mente non c’è differenza tra far ridere qualcuno e far pensare qualcuno. L’uno non è migliore o peggiore dell’altro. Mi piacciono tutti i diversi tipi di musica e penso che siano tutti divertenti da fare e farò quello che mi va di fare. Tutti coloro che pensano di fare rock ‘serio’ possono baciarmi il culo. ‘Serio’ è qualcosa che non fa ridere?”. (BAM, gennaio 1978)
L’umorismo appartiene alla musica (anche quella seria). Per Zappa vale anche il contrario: “Alcune persone non riescono a capire che puoi voler fare seriamente qualcosa che non è serio”. (LA Star, 119-1969)
Il senso dell’umorismo deve essere una delle basi per essere una ‘Madre’: “È importante almeno quanto essere in grado di suonare. Se non hai senso dell’umorismo non puoi suonare la musica correttamente. Non è solo una questione di note giuste…”. (FZ, Melody Maker, 20 luglio 1974)
Per Zappa l’umorismo è uno strumento fondamentale per affrontare i fanatismi politici e religiosi, per criticare stereotipi reazionari nella società americana. Zappa capisce che il cinema, come la musica, è un modo per esprimere idee, un mezzo di cui bisogna tenere conto nell’intero processo di comunicazione, in cui il pubblico è una parte fondamentale. (Author/Recipient Relationships in FZ’S Movies – Manuel de la Fuente)
“I testi di Frank erano solo proposte, ti incoraggiava a pensare… Dietro questo umorismo devastante c’era un discorso molto serio. Con l’umorismo evocava argomenti seri. Frank ha lavorato in questo modo… “. (Gail Zappa, Rolling Stone, ottobre 2012)
“Si dice: ‘Solo chi prende totalmente se stesso e la sua causa seriamente è un vero artista’. Onestamente, non me ne frega niente. La maggior parte delle cose che accadono nella mia vita sono divertenti, quando scrivo di cose che mi sembrano rilevanti, lo faccio nello stesso modo in cui mi sento al riguardo: in modo umoristico, divertente”.
(FZ, Music Express Sounds, novembre 1984)
“Sono una persona concreta con un senso dell’umorismo molto creativo”. (FZ)
“La mia più grande forza è il mio senso dell’umorismo.
È probabile che derivi dalla tecnica del cut up e del fold in impiegata da William Burroughs, romanziere apprezzato da Zappa, l’inserimento nei testi delle canzoni di dialoghi registrati in precedenza, come in Bit of Nostalgia, Very Distraughtening, White Ugliness e Just One More Time (Lumpy Gravy, MGM,1968) o Willie the Pimp (Hot Rats, Bizarre, 1969 e Mystery Disc, Rycodisc, 1998).
(dalla rivista Parole rubate. Fascicolo 24, dicembre 2021)
“Gli album sono tutti collegati. Ad esempio, la continuità tra Ruben And The Jets e Uncle Meat sarebbe il brano The Air Escaping From Your Mouth, che ha un accompagnamento musicale in stile anni ’50 ma con parole astratte. La continuità tra Ruben And The Jets e We’re Only In It For The Money sarebbe una canzone come What’s The Ugliest Part Of Your Body? con musica tipo anni ’50 e testi di tipo satirico.
Chunga’s Revenge era stato originariamente progettato per essere il seguito dell’album Hot Rats. È successo che, nel bel mezzo della produzione dell’album, ho messo insieme i nuovi Mothers…”.
L’ossessione per l’orchestra perfetta seguì Zappa, con singolare successo, per tutta la vita. The Best Band You Never Heard In Your Life, registrato nel 1988, non è solo uno dei più importanti album live di Frank Zappa, ma anche la conclusione di un vecchio sogno: far suonare una band come un’orchestra.
Zappa dirigeva in maglietta e con una sigaretta in bocca, una sorta di beffardo monito alla rigidità e alla divisione dei grandi direttori d’orchestra che ammirava.
Frank Zappa conservava tutto della propria produzione in modo ossessivo: live, prove, tentativi, video, interviste, materiali promozionali.
I vaults zappiani sono un percorso da terra al soffitto di bobine, casette, vinili, videocassette, tutto scrupolosamente catalogato e conservato. Dalla fine degli anni ’50 agli ultimi mesi di vita, nel 1993. Joe Travers, archivista zappiano a tempo pieno, è l’uomo che, in mancanza del Bibliotecario di se stesso supremo, Zappa stesso, porta alla luce periodicamente tasselli mancanti nella sua discografia, con sistematiche operazioni di carotaggio sonico nel labirinto di registrazioni. Mancanti, perché della sua opera Zappa aveva in mente il curioso programma project / object: il fatto che qualsiasi suo materiale di un qualsiasi anno facesse parte di un tutt’uno unitario.
Travers ha portato alla luce un vero disco inedito di studio di Zappa, un anello mancante nella vertigine discografica zappiana, e sono gioie per le orecchie. Un disco mai uscito e accantonato, insomma, con Don «Sugarcane» Harris al violino, Ian Underwood a tastiere, sax e chitarra, Max Bennett ai bassi.
Si intitola Funky Nothingness (Zappa Records) e va a incastrarsi in un interstizio temporale da batticuore, per fan, il periodo del 1970, quindi il percorso compreso tra Hot Rats e Chunga’s Revenge. Uno dei momenti fondanti per la nascita di quel jazz rock che contemporaneamente stavano inventando Miles Davis, e, dall’altra parte dell’Oceano, i Soft Machine, i Nucleus.
Ma c’è di più, in queste registrazioni ritrovate ci sono degli inediti di studio. Perché oltre al jazz rock palpitante, e a brucianti jam session registrate nel suo studio personale (incredibili i duetti chitarra batteria con Dunbar) ci trovate ad esempio una dissacrante e mielosa Love Will Make You Mind Go Wild, una classica I’m A Rolling Stone da dodici minuti che si rivela essere l’ossatura ritmico-melodica blues di Stink Foot, di quattro anni dopo. Poi cover di Work With Me Annie, un rock ’n’roll slabbrato che diventa Annie Had A Baby, e due altre meraviglie completamente inedite, Khaki Sack, un boogie rock deragliato e pimpante, e gli oltre undici minuti di Twinkle Tits, un brano sul quale Zappa lavorò ossessivamente in 9 versioni, mai uscito.
Si tratta di un jazz rock «progressivo» stipato di idee e cambi di tempo nella parte iniziale su un tema festoso molto zappiano che poi diventa solida base modale. Non finisce qui: al primo cd se ne sommano altri due di ritrovamenti coevi, e tra esperimenti bizzarri, tentativi e prove defatiganti la strada verso il futuro era tracciata.
C’è quella piccola foto sulla copertina di Hot Rats che dice “Vergognati, non ti fidavi dei Mothers”. Cos’era quella storia?
Si riferiva ad un annuncio. Non c’era scritto LE Madri. Diceva: ‘Vergognati. Non ti fidavi di Mothers’, ed era una pubblicità per Mothers’ Gefilte Fish basata sul fatto che alcune persone erano morte di botulismo a causa di questo particolare prodotto e stavano pubblicizzando che avevano ripulito il loro materiale.
Hot Rats era per molti versi un disco differente dai precedenti: essenzialmente strumentale, caratterizzato da una rigorosissima scelta dei musicisti. Ampio spazio veniva lasciato a Ian Underwood, unico superstite della vecchia band, attivo al piano, alle tastiere ed a tutti i fiati. Alla sezione ritmica apparivano addirittura tre batteristi in alternanza, più il basso di Max Bennett e l’aggiunta curiosa del ‘percussionista’ Zappa, tornato dopo molto tempo al suo primo strumento di gioventù. La sonorità complessiva venne poi caratterizzata dai violini di Sugarcane Harris e del 28enne francese Jean-Luc Ponty.
(Mangiare Musica giugno 1994)
[Sull’album Hot Rats]
“Ne fummo profondamente impressionati perché era il primo lavoro di Zappa che poteva essere comparato ad altra musica rock. Quello che aveva fatto prima era stato così radicale e in anticipo su tutto il resto che spesso i suoi meriti non vennero riconosciuti come tali neanche nell’ambiente strettamente musicale” (Fred Frith).