Diedi la colpa al libro di Aleister Crowley che avevano comprato da poco. Gail aveva cominciato ad usare parole come occulto, misticismo e alchemico. “La tensione tra maschio e femmina – affermava Crowley – è fondamentale per l’esistenza e per la magia sessuale”. Considerava la donna sottomessa all’uomo, un ruolo che Gail accettava con gioia, con il pieno consenso di Frank. Potevo vagamente capire l’interesse di Gail in Crowley, ma non quello di Frank, un uomo che trasudava razionalità. Eppure Frank conservò sempre una grande curiosità per l’occulto. Molti anni dopo, mi spiegò la sua posizione. Mi raccontò della più giovane delle sue figlie, Diva. “E’ molto particolare, penso che abbia poteri psichici…”.
(tratto dal libro “Freak out! La mia vita con Frank Zappa” di Pauline Butcher)
Francesco, il padre di Frank Zappa, lavorò presso l’impianto di guerra chimica dell’Arsenale di Edgewood. Edgewood Arsenal è un centro di ricerca dell’esercito USA nel Maryland specializzato in armi chimiche fin dalla Prima Guerra Mondiale. Qui, negli anni ’50 e ’60, la CIA condusse il progetto MK-ULTRA, programma illegale e clandestino di esperimenti di controllo mentale sugli esseri umani. Oltre 7.000 soldati sono stati sottoposti ad ogni tipo di test, inclusi quelli per gli effetti dell’LSD. Lo scopo del progetto MK-ULTRA era individuare droghe e procedure che, insieme ad altre tecniche di tortura, spingevano le persone ‘trattate’ a confessare. Il programma mise in atto molte attività illegali: vennero usati come ‘cavie’ inconsapevoli anche cittadini statunitensi e canadesi.
“C’è questo tizio della CIA e si aggira furtivamente per Laurel Canyon… Sento il rumore dei piedi che marciano… lungo Sunset Boulevard fino a Crescent Heights e là…al vaso di Pandora…” (dal brano “Plastic People”)
Il film horror messicano “Brainiac” (1961) diretto da “Chano” Urueta ha ispirato la prima canzone di Frank Zappa. Racconta la storia di un barone accusato di stregoneria e condannato a morte dall’Inquisizione. Il barone risorge come mostro che divora il cervello delle sue vittime. Zappa aveva visto il film in adolescenza a Lancaster con il suo grande amico Capitan Beefheart (lo pseudonimo di Don Van Vliet). I due amici hanno vissuto uno strano incidente quando Beefheart ha subito una reazione allergica alla pelle ad alcuni cosmetici venduti dalla madre. “La sua faccia sembrava un alligatore”, ha ricordato Zappa, che, insieme a Beefheart, ha composto la sua prima canzone, “Debra Kadabra”, in cui la trasformazione del suo amico in mostro si fonde con espliciti riferimenti a Brainiac. La musica include accordi di tromba presi dalla colonna sonora del film. Debra Kadabra è la traccia che apre Bongo Fury, album registrato da Zappa e Captain Beefheart nel maggio ’75 e uscito qualche mese dopo. La scena epica del film Brainiac è quella in cui compare il mostro, una maschera di gomma attraverso cui si può vedere il colletto della giacca di chi lo interpreta, e guanti di gomma che non si adattano alle maniche della sua giacchetta. Per sottolineare la presenza del mostro, sentiamo una frase di tromba “TA-TA-RA-TA-TA-TA” che non è stonata, ma semplicemente la cosa sbagliata al momento sbagliato.
Bob Marshall: “Uno degli istituti coinvolti nel programma di controllo mentale MKULTRA della CIA, nel ’55, si chiamava Human Ecology Society. Usavano il termine “ecologia”, ma era ecologia “umana”, intesa in senso gestionale, non come inquinamento”.
Frank Zappa: “Ingegneria umana”. (Intervista di Bob Marshall, 1988)
“Feeding the Monkies at Ma Maison” è un album di Frank Zappa pubblicato postumo nel 2011 da The Zappa Family Trust su Zappa Records. Frank l’ha realizzato con il suo Synclavier presso l’Utility Muffin Research Kitchen intorno al 1986: la figlia Moon ha contribuito con la sua voce. Le tracce complete sono 5: 1. Feeding The Monkies at Ma Maison 2. Buffalo Voice 3. Secular Humanism 4. Worms From Hell 5. Samba Funk Nel vinile Orange mancano i 2 bonus track, Worms From Hell e Samba Funk. Sembra essere l’anello mancante tra Jazz from Hell (1986) e Civilization, Phaze III (1994). Della traccia “Worms from Hell” 28 secondi sono apparsi per la prima volta come musica del titolo di apertura per l’uscita di “Video from Hell” VHS del 1987. Note oscure e frettolose, minacciose, musica che si perde in lontananza, colpisce, precipita, attraversa tutti gli stati gassosi e solidi. Lascia dietro di sé un velo di oscurità.
“Who are the brain police?” denuncia una sorta di controllo delle coscienze: influenza le persone seppure si credano formalmente libere. A detta di Zappa questo brano è stato composto in una specie di stato paranormale di trance, quasi sotto dettatura.
” Who Are the Brain Police? ” è un brano contenuto nell’album di debutto dei Mothers “Freak Out!”, Zappa ha dichiarato che la canzone aveva un tema religioso, secondo una fonte (“Academy Zappa: Proceedings of the First International Conference of Esemplastic Zappology di Ben Watson). Sulle note di copertina di Freak Out! Zappa, riferendosi a questa canzone, ha scritto: “Alle cinque del mattino qualcuno continuava a cantarlo nella mia mente e me lo ha fatto scrivere. Devo ammettere di essermi spaventato quando finalmente l’ho suonato ad alta voce e ho cantato le parole”. In un’intervista del 1988, Zappa aggiunse: “Molte persone controllano il proprio cervello. Sono come cittadini soldati, per così dire. Ho visto persone che arrestano volentieri e cercano di punire il proprio cervello. E’ davvero triste. Questo è il policismo cerebrale del vigilante. Non è nemmeno ufficiale, è come autoimposto. … È difficile attribuirlo ad un’agenzia centrale, quando ti rendi conto che così tante persone sono disposte a farlo da sole. Voglio dire, le persone che vogliono diventare poliziotti del cervello dilettanti, il loro numero cresce ogni giorno – persone che dicono a se stesse: “Non potrei prenderlo in considerazione”, e poi si sculacciano anche solo per essere arrivate così lontano. Quindi, non c’è nemmeno bisogno di dare la colpa a un’agenzia di polizia cerebrale centrale. Ci sono un sacco di persone che si sottopongono volontariamente a questa automutilazione” (Interview by Bon Marshall, 22 ottobre 1988).
“Who Are the Brain Police?” è stata definita “una sfida diretta alle prime 40 radio” (The Words and Music of Frank Zappa di Kelly Fisher Lowe). La canzone è stata anche citata dalla rivista Mojo (The Mojo Collection 4° edizione, 1° novembre 2007) come “una delle canzoni più spaventose mai emerse dalla psiche rock”. Confrontandola con Kafka, Mojo ha descritto la canzone come “una visione dell’America contemporanea in cui l’identità personale e l’individualità vengono cancellate”.
Una teoria del complotto suggerisce che Frank Zappa fosse un massone. Sua figlia Moon ha pubblicato una foto su Twitter in cui mostra i suoi libri sulla massoneria. Possedeva una spilla da massone. Questa teoria è legata alla scena di Laurel Canyon degli anni ’60: secondo il ricercatore della cospirazione David McGowan, gli hippy dell’epoca venivano usati a titolo di distrazione dal movimento contro la guerra. È stato affermato che, provenendo da un background militare con suo padre, come tutti gli altri musicisti di Laurel Canyon (vedi Jim Morrison), avesse informazioni privilegiate e stesse lavorando con la CIA o con il complesso industriale militare per minare lo sforzo contro la guerra (scaturito da campus universitari e non proprio dagli hippy come molti credono). Nel corso di un’asta di Juliens, è stata venduta una giacca di Frank Zappa con una spilla da massone (4 diamanti). Si tratta di una giacca Kenzo in tweed di lana dai toni autunnali: Zappa l’ha indossata all’11° edizione degli American Music Awards 1984 ed a New York in compagnia di sua moglie Gail.
Nel tweet della figlia Moon si possono notare i libri sulla massoneria di Frank Zappa in alto a sinistra https://twitter.com/MoonZappa/status/658355679103610880 Forse Frank era un massone e Moon ha ereditato quei libri? Chissà. Moon non ha mai risposto a nessuna domanda sul tweet che ha postato.
Ripenso alla versione con il testo di “The Grand Wazoo” “Potresti pensare che il mio cappello sia divertente, ma io non lo sono, io sono il Gran Wazoo custode della pergamena mistica e del rotolo di pergamena della loggia. Sono un veterano Ogni giorno, durante la pausa caffè al negozio di ferramenta, dico a Fred cosa aspettarsi perché facciamo scherzi durante… l’iniziazione Sono il Grand Wazoo, dal negozio di ferramenta Fottiti se non ti piace il mio cappello…”.
David Ocker, copista e collaboratore di Frank Zappa, si stupì nel sentirgli pronunciare il nome dell’alchimista Fulcanelli alla domanda su quale personaggio storico avrebbe voluto incontrare (intervista online pubblicata sul newsgroup alt.fran.frank-zappa nel 1994). Segno che l’universo zappiano comprendeva anche una particolare attrazione per l’esoterismo. “But who was Fulcanelli?” (Ma chi era Fulcanelli?) è un brano completamente strumentale con un complesso ed imprevedibile assolo di chitarra nel tipico stile Zappiano. Fulcanelli era lo pseudonimo di un famoso e misterioso alchimista, mai identificato con certezza, autore di importanti testi di riferimento per l’ermetismo che trattano del simbolismo presente nelle antiche costruzioni gotiche. Resta un mistero come dalle corde metalliche di una chitarra attraversata dall’elettricità possano venir fuori melodie così cariche di oro musicale. Puoi comprare la stessa chitarra con le stesse corde e la stessa corrente, ma il segreto dell’Oro, la Pietra Filosofale, resta sempre e soltanto nell’essenza dell’Artista. Il segreto di Fulcanelli può essere rivelato soltanto passando attraverso le quattro fasi alchemiche. Zappa, alchimista del rumore elettrico, trasmuta in oro l’assolo di St. Etienne. Nelle “Dimore Filosofali” Fulcanelli scrive che “Il mercurio comune è il risultato della Natura e Dio ha impedito all’uomo di penetrarne il mistero, mentre il Mercurio dei saggi è prodotto da un artista che, seguendo le leggi naturali, sa ciò che vuole ottenere”. Frank è cresciuto con il mercurio e una maschera antigas… Il lato esoterico di Frank Zappa è sicuramente da approfondire…
Gli ho chiesto se leggeva e lui ha scosso la testa, poi ha risposto: “L’ultimo libro che ho letto è stato La vita segreta delle piante “. Il libro mi ha fatto pensare che Frank Zappa fosse appassionato di giardinaggio o trovasse intrigante l’idea dell’ESP (percezione extrasensoriale, telepatia). Gli ho chiesto se pensava di avere capacità psichiche. Ha risposto a bassa voce: “Nessun commento”. Sentivo che, forse, questa era la vita segreta di Frank Zappa. Ho cercato di scoprire se si considerava filosofico. “Sì. La filosofia non è solo un corso che si fa a scuola. Chi ha una visione filosofica raccoglie informazioni e fa valutazioni del proprio universo personale. Cerco di tenere traccia di quello che sta succedendo in relazione a me. Tutto si basa su un sistema estetico ed etico di ciò che sarà la tua morale personale”. (BLAST, dicembre 1976)
Ho notato in varie interviste che veniva fuori la frase “no comment”. E in una di queste, nel ’76, in una rivista rock, ti veniva chiesto dei fenomeni psichici, dell’essere sensitivo. Hai risposto: “Nessun commento”. C’è un motivo per cui diresti “no comment”? Sì, perché di solito dipende dalla persona con cui sto parlando.
Vuoi dire che non pensi che ci siano informazioni da fornire in risposta a quella domanda? A volte ci sono alcune persone che non riescono a capire quello che dici.
Quindi, “no comment” significa che è una riflessione sulla persona con cui hai a che fare. Sì.
(Frank Zappa, dall’intervista di Bob Marshall durata 7 ore del 21-22 ottobre 1988, celebrata come la più grande intervista di Zappa dell’epoca. Le domande sono state preparate da Bob Dobbs. Potete leggerla per intero qui https://ionandbob.blogspot.com/2015/11/bob-marshall-frank-zappa-interview.html?fbclid=IwAR3_GpS8btXBwNVSKktLDC9f19_8jfW1dofWs5VDVJAXwy__tPPm_2xhALE
“Frankie and Bobby: Growing Up Zappa” è un libro di memorie scritto da Charles Robert Zappa, fratello minore di Frank, che descrive nei dettagli la sua vita dalla fine degli anni ’40 al 1967. Fornisce ai lettori storie mai raccontate su eventi che hanno contribuito a plasmare lo sviluppo politico, sociale, intellettuale e creativo di Frank Zappa. Il libro, pubblicato ad agosto 2015, inizia con il periodo trascorso dal fratello nel Maryland dalla fine degli anni ’40 fino all’estate del 1967 a New York City, prima che Frank and the Mothers facessero il primo di molti tour europei. Bobby racconta una serie di eventi vissuti e gestiti dai due fratelli, divertenti ma anche pericolosi e strani.
Alle pagine 193/194 Bobby racconta: “Una volta Frank è entrato nella mia stanza gridando: Ho appena visto un Ufo! Ero convinto che lo sviluppo di Frank fosse entrato in un’altra orbita, che fosse finito in una zona crepuscolare… Si interessò anche a questioni strane come l’occulto e la magia. Disegnava mostri e creature aliene a matita e carboncino ed ha perfino scritto alcune storie su queste creature. Per anni, né io né lui abbiamo frequentato la chiesa. Mi chiedevo dove fossero diretti questi bizzarri interessi di Frank. Un giorno, mi disse che avrebbe cercato di trovare una copia di un libro chiamato “Il manuale del negromante”, un libro su ‘come fare’ magia nera ed incantesimi risalente al Medioevo. Riportava casi giudiziari di persone accusate di aver praticato la magia e conteneva anche istruzioni su come ideare ed utilizzare incantesimi. Frank diceva che la negromanzia era la forma più estrema di pratica magica e prevedeva l’evocazione di demoni. Voleva sperimentare se era davvero possibile evocare un demone ed impartirgli ordini. Per quanto Frank abbia cercato di spaventare me e gli altri, penso fosse solo curioso e volesse divertirsi. Non ha mai trovato una copia di quel manuale, ma non so quanto sia andato oltre negli anni seguenti. Una volta, in tono criptico, ha detto “Ho fatto un patto con il diavolo”. Forse è per questo che ha avuto tanta sfortuna a Londra e a Montreux e a livello di salute”.