
“Tutto può essere musica ma non diventa musica finché qualcuno non la dichiara tale e il pubblico che l’ascolta non decide di percepirla come musica”



“Tutto può essere musica ma non diventa musica finché qualcuno non la dichiara tale e il pubblico che l’ascolta non decide di percepirla come musica”


“La maggior parte di ciò che ho realizzato tra il 1965 e il 1969 era diretto ad un pubblico abituato ad accettare ciò che gli veniva offerto. Completamente. Qualcuno gli forniva della musica e loro non si ponevano alcuna domanda. Era mia abitudine, a quei tempi, fare cose che li scuotessero da questa condiscendenza, da questa ignoranza, che li spronassero a farsi delle domande”


“Quello che ferma il progresso negli Stati Uniti è che ci sono troppi avvocati e troppi contabili. Le decisioni estetiche nella musica e nelle altre arti sono state tutte messe nelle mani di queste persone, quindi ora siamo alla mercé dei loro gusti. Proprio come succede nel mondo del cinema”
(Digital Audio, ottobre/novembre 1984)


“Non devo la mia esistenza a nessuna ‘forza esterna’ a parte il pubblico che compra dischi e biglietti per i concerti”
(Meadow Brook Music Festival, agosto 1984)


“Non è importante essere ricordati. Le persone che si preoccupano di essere ricordate sono tipi come Reagan, Bush: queste persone vogliono essere ricordate, spenderanno un sacco di soldi e faranno un sacco di lavoro per assicurarsi che il ricordo sia semplicemente fantastico. A me non interessa”.
(Ultimate Classic Rock, 4 dicembre 2015)
“Non è importante essere ricordato” disse Frank durante un’intervista alla puntata del maggio 1993 del Today Show. Sarebbe stata una delle sue ultime interviste; non sarebbe sopravvissuto all’anno. Zappa sembrava saperlo mentre parlava con Jamie Gangel della NBC, parlava con un tono calmo e riservato.
Quando si è parlato della sua eredità artistica, ha respinto ogni idea che avrebbe dovuto essere considerato una leggenda del rock. “Patetico” rispose, quando Gangel ha tirato fuori il termine. Genio eccentrico? “Eccentrico, sì. Genio? Forse.”
(Guardando indietro a una carriera che molti avrebbero visto con invidia, Zappa era fermamente convinto che il lavoro stesso fosse stato la ricompensa, non la valutazione di qualcun altro della sua eredità.)


“Non credo ci sia uno spettro di comportamento di massa su cui potrei apporre il mio marchio di approvazione”
(Trouser Press #47 febbraio 1980)


“E’ importante commemorare un pezzo di folclore. Penso che i gruppi che ignorano il folklore non preservano la storia. Immagino che la storia contemporanea sarà conservata nei registri in modo più accurato di quanto non lo sarà nei libri di storia”
(intervista a Frank Zappa di Martin Perlich, 1972)


“Penso che il contenuto satirico in musica non debba necessariamente basarsi sull’aspetto verbale. Ci sono molte cose satiriche che puoi fare con una semplice nota o una semplice inflessione e non dire mai una parola”
(intervista a Frank Zappa di Martin Perlich, 1972)


“Negli Stati Uniti c’è sempre stato un sentimento anti-intellettuale. Penso sia voluto dal governo perché è un modo comodo per mantenere un certo tipo di controllo su porzioni della struttura sociale. Chiunque pensi che abbia una mente è necessariamente uno sfigato, noioso, sgradevole, asessuato. I cervelli non ce la fanno. Il culto della virilità è in ripresa ora rispetto ai capelli lunghi e alla bruttezza”
(Melody Maker, 23 ottobre 1971)


“L’arte è ciò che ti piace. Hai due pittori che lavorano entrambi a olio, entrambi dipingono lo stesso soggetto. Uno ti piace, l’altro no. Cos’è l’arte? Se mi piace qualcosa, per me è artistico, anche se è un fottuto cartellone pubblicitario. Ci sono cartelloni pubblicitari che amo, proprio come la Gioconda o qualcosa del genere, perché so quanto sia difficile farlo. Ma tutti i critici d’arte del mondo non mi convinceranno sulle scatole di zuppa Campbell”
(Melody Maker, 23 ottobre 1971)