Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • Did Frank Zappa use the click? Chad Wackerman replies

    Did Frank Zappa use the click? Chad Wackerman replies

    Packard Goose (Live in Barcellona 1988)

    Nel leggendario tour mondiale di Zappa “Broadway the Hard Way” del 1988, le canzoni erano sorprendentemente precise, iniziavano ai tempi giusti senza alcun ritardo. Il Maestro avviava le canzoni battendo le mani e la musica partiva come un treno.
    Si sospettava che la band usasse il click track.

    “Non abbiamo mai suonato con un click con Zappa, nemmeno una volta – ha confermato Chad Wackerman – È un trucco intelligente, uno strumento classico, modulazione metrica o poliritmica. Prendi un valore di nota e lo cambi in un altro valore di nota, che ti dà un nuovo tempo.
    Prima del tour, le canzoni venivano provate in blocchi di più canzoni. Zappa organizzava le canzoni all’interno di un blocco in modo che, ad esempio, le terzine di note della precedente canzone in 4/4 potessero corrispondere alle sedicesime note della canzone successiva.
    In questo modo, venivano messe insieme le relazioni interne tra i blocchi di canzoni. Il problema si è presentato solo perché c’erano circa un centinaio di canzoni provate per il tour e due o tre dozzine di blocchi. Ovviamente, poiché non potevano essere suonate tutte ogni sera, Zappa variava il repertorio a seconda del locale e dell’umore.
    Ogni dieci minuti prima di salire sul palco, Frank dava una lista di canzoni in cui aveva incluso le transizioni tra i blocchi di canzoni, in modo che potessero essere superate senza problemi. Ad esempio: ‘Chad, oggi, alla fine dell’ultima canzone di questo blocco, suona un rullo di tamburo di quattro battute che inizia normalmente ma le ultime due battute sono battute in quinte, che corrispondono alle sedicesime note della canzone successiva’. Ogni sera la mia lista di canzoni era piena di questi piccoli promemoria” Wackerman ride.

    Oltre allo scambio di canzoni, Zappa voleva portare un rinfrescante senso di casualità sul palco introducendo una “parola segreta del giorno” ad ogni concerto, uno scherzo che teneva il gruppo in allerta durante il lungo tour. Zappa, soprattutto con Ike Willis, faceva passare quella parola d’ordine qua e là, con l’obiettivo di improvvisare rime per la parola al volo.
    Il circo musicale del regista Zappa fu visto a Helsinki per l’ultima volta la sera prima del Primo Maggio 1988. La parola segreta sulla pista di pattinaggio era “renna”. Una settimana dopo, il concerto a Barcellona fu immortalato come un documentario per i posteri in una produzione multi-camera all’avanguardia e il tour europeo terminò in Italia, in estate. Il tour fu l’ultimo di Zappa.
    (Chad Wackerman, Riffi, febbraio 2014)

  • Frank Zappa, Award Ceremony Ballet (Chicago, May 16, 1973): ‘music to receive plaques by’, jam

    Frank Zappa, Award Ceremony Ballet (Chicago, May 16, 1973): ‘music to receive plaques by’, jam

    Dog Meat, DowBeat Award Ceremony Ballet extravaganza (Auditorium Theater di Chicago, 16 maggio 1973)

    Probabilmente, è stata una delle premiazioni più insolite e tristi nella storia recente di questo tipo di eventi.
    La “cerimonia” di premiazione prevedeva la consegna da parte del caporedattore James P. Schaffer del premio ‘Musicista pop dell’anno’ a Frank Zappa e del premio ‘Miglior violinista’ a Jean-Luc Ponty.
    Tuttavia, Zappa non aveva alcuna intenzione di partecipare ad una cerimonia ordinaria.
    Il 16 maggio 1973, quando Schaffer salì sul palco dell’Auditorium Theater di Chicago, Zappa e le Mothers of Invention (mentre si preparavano ad un concerto di 3 ore) improvvisarono ciò che si potrebbe definire “musica per ricevere targhe”.
    Invitando il caporedattore depresso a ballare un po’, Zappa e i Mothers crearono effetti sonori elettronici offrendo melodie banali per accompagnare la presentazione di Schaffer.
    Per inciso, Schaffer contribuì con uno ‘shuffle’ e qualche piegamento delle ginocchia.

    La band dei Mothers (pura dinamite) era composta da:
    Frank Zappa (chitarra, voce);
    Jean-Luc Ponty (violino);
    Ian Underwood (fiati, sintetizzatore);
    Ruth Underwood (percussioni – marimba e vibrafono);
    Ralph Humphrey (batteria);
    Sal Marquez (tromba, voce);
    George Duke (sintetizzatore e tastiere);
    Tom Fowler (basso);
    Bruce Fowler (trombone).

    Di seguito, la scaletta del concerto che ha avuto luogo il 16 maggio 1973:
    1. Exercise #4
    2. The Dog Breath Variations
    3. Uncle Meat
    4. Down Beat Award Ceremony Ballet Extravaganza
    5. RDNZL
    6. Don’t Eat the Yellow Snow
    7. Nanook Rubs It
    8. St. Alfonzo’s Pancake Breakfast
    9. Father O’Blivion
    10. Farther O’Blivion
    11. Montana
    12. Dupree’s Paradise
    13. The Demise of Catherine the Great Extravaganza
    14. Eat That Question
    15. Mr. Green Genes
    16. King Kong
    17. Chunga’s Revenge

    (DownBeat, 19 luglio 1973, Zappa Improvisation by Herb Nolan)

    Tra le varie foto ‘simboliche’ del 1973 utilizzate per questo video (non avendo foto del concerto in questione) ho scelto alcune immagini del concerto di Halloween 73 che ha avuto luogo proprio all’Auditorium Theater di Chicago.

    A proposito di Chicago…

    Orchestra preferita di Frank Zappa: Chicago Symphony (Capitol, 1° aprile 1984)
    “La Chicago Symphony è generalmente considerata la migliore al mondo. Suonano bene e suonano come se lo volessero davvero, mentre la maggior parte delle altre orchestre negli Stati Uniti non è seriamente intenzionata a farlo. Voglio dire, solo perché indossi uno smoking non significa che ti interessi qualcosa”. (Frank Zappa, Modern Recording & Music, agosto 1984)

  • LAST MESSAGE: xenochrony with music by Frank Zappa & voice by Stephen Hawking

    LAST MESSAGE: xenochrony with music by Frank Zappa & voice by Stephen Hawking

    Xenocronia di Roxa con musiche di Frank Zappa e ultimo messaggio di Stephen Hawking all’umanità
    Stephen Hawking comunicava attraverso un software predittivo con sensore a infrarossi.

    Sovraincisione di estratti da The Yellow Shark (Alter Oper, Francoforte, 19/09/1992) + Jam NYC, Palladium, 27-10-1978

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    Zappa ha dedicato l’autobiografia “The Real Frank Zappa Book” a sua moglie, ai suoi figli, a Ko-Ko e Stephen Hawking, il guru della cosmologia moderna.
    Stephen Hawking fa parte anche della lista di persone che hanno ricevuto ringraziamenti per i loro “contributi molto speciali ma non meno significativi” nelle note di copertina di “The Yellow Shark”.

    “Tutto – ha detto Zappa – inizia da una Grande Nota. È una vibrazione. Qualunque cosa, inclusa la luce, è una vibrazione; una vibrazione è una nota”.
    Potremmo non essere in grado di ascoltarla, ma in qualunque diversa ottava o altra suddivisione della Grande Nota, alla fine siamo tutti vibrazioni. Potremmo non essere semplici come le onde sinusoidali (le stesse utilizzate per generare i Modelli di Chladni) ma, da quando Schrodinger ha risolto l’equazione delle onde quantistiche, risulta chiaro che tutta la materia è costituita da onde, compresi noi.
    È l’osservazione tratta da un’altra famosa frase di FZ, secondo cui è il “quando” a determinare il “cosa”; “quando”, in questo caso, è la frequenza…

    https://www.youtube.com/watch?v=xZ4Fq9d2qU4

    Questa citazione di Stephen Hawking sembra descrivere la personalità di Frank Zappa:
    “Le persone tranquille hanno le menti più rumorose”.

    Altre citazioni di Hawking coincidono con citazioni di Zappa.

    SH: Se non c’è lotta non c’è progresso. Se puoi seguire piccole regole, puoi rompere grandi regole.
    FZ: Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile.

    SH: Se vuoi qualcosa fatto bene, fallo da solo.
    FZ: Se qualcosa va storto, devo risolverlo da solo. Le cose che mi confondono non possono essere risolte da una terza persona”. (Music Express Sounds, novembre 1984)

    SH: Se vuoi essere forte impara a goderti la solitudine. Il più grande dono che puoi fare a qualcuno è il tuo tempo perché, quando gli dai il tuo tempo, gli stai dando una parte della tua vita che non riavrai mai indietro.
    FZ: Dovete essere contenti del fatto di non avere attorno una torma di persone che vuole sprecare il vostro tempo. Perché, oltre all’amore e all’ammirazione della gente che non vi fa sentire soli, dovete anche sopportare il fardello emotivo di quelle persone che vogliono sprecare il vostro tempo, senza poterlo avere indietro. Quindi, indovinate cosa avete quando siete soli con voi stessi? Tutto il vostro tempo. È un affare dannatamente buono. Qualcosa che non potete comprare da nessun’altra parte. (The Progressive, novembre 1986)

    SH: Le persone non decidono i loro destini: decidono le loro abitudini e le loro abitudini decidono i loro destini.
    FZ: Nell’affrontare le ‘vibrazioni’ si potrebbe entrare più in sintonia con una sorta di Forza Universale. Questo consente qualsiasi latitudine. Hai sempre una scelta. Se sei perspicace puoi vedere molte scelte che ti porteranno dal punto A al punto B e puoi persino capire cosa accadrà con ciascuna delle scelte. (Big Ten, maggio 1968)

    SH: Non penso che la razza umana sopravvivrà i prossimi mille anni, a meno che non viaggi nello spazio.
    FZ: C’è un difetto di progettazione nell’organismo umano. Il problema del design è insito nella specie umana perché è nata per distruggere. Non credo che ci sia un modo in cui possiamo evolverci. Non sono affatto convinto che ci siamo evoluti. Penso che siamo sempre stati ciò che siamo ora, un tipo di vita animale davvero inferiore. Siamo l’unica specie animale che mostra il tipo di arroganza e il tipo speciale di incredibile ignoranza tipica degli esseri umani. Siamo destinati a distruggerci. Forse tra qualche centinaio di migliaia di anni o forse qualche milione di anni, saremo il petrolio di qualcun altro. (Ecolibrium Interviews n. 19 – 1984)

    SH: L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento.
    FZ: La ristrettezza mentale è sempre stata uno dei fattori principali nella società americana. La chiusura mentale, la meschinità e la resistenza al cambiamento costituiscono un grande punto cieco in America. Gli americani hanno una resistenza ad andare fino in fondo. (Stereo Review, giugno 1987)

    SH: Non importa quanto possa sembrare difficile la vita perché puoi perdere tutte le speranze se non riesci a ridere di te stesso e della vita in generale”.
    FZ: Penso sia davvero tragico quando le persone prendono tutto così sul serio. È così assurdo prendere davvero qualcosa sul serio… È così divertente vivere. (Jazz, novembre/dicembre 1974)

    SH: Nella teoria della relatività non esiste un unico tempo assoluto. Ogni singolo individuo ha una propria personale misura del tempo, che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo.
    FZ: https://www.youtube.com/watch?v=G4YpApp5Mjc

  • Frank Zappa & Mothers of Invention: International Essener Song Tage 1968 (Essen), video

    Frank Zappa & Mothers of Invention: International Essener Song Tage 1968 (Essen), video

    Oh, In The Sky, King Kong, intervista a FZ

    FAIR USE

    In copertina: le Madri in arrivo all’aeroporto per IEST (Essen, 1968)

    Probabilmente, “Zapzapzappa – Das Buch der Mothers Of Invention” (Zapzapzappa – Il libro delle Madri dell’invenzione) di Rolf Ulrich Kaiser, stampato a Colonia nel 1968, è il primo libro dedicato a Frank Zappa.
    La foto di copertina virata in rosa ritrae le ‘Madri’ in arrivo all’aeroporto per IEST 68 (International Essener Song Tage): è stata scattata da Jens Hagen.
    Il layout è di Reinhard Hippen che ha definito questo libro “un raro documento clandestino in tedesco, con molte citazioni originali in inglese”. Si tratta di un tascabile di 58 pagine in tedesco/inglese.
    Le citazioni di Zappa sono tratte da un’intervista che Kaiser fece a casa di Frank. Parti di questa intervista sono state pubblicate in Das Buch der Neue Pop-Musik e Konkret n. 11-1968.

    Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, esplose nella scena musicale tedesca un’incredibile creatività. Questo boom musicale fu denominato “Krautrock”, un vero e proprio movimento di stili psichedelici, etnici, elettronici, folk e rock che creò nuovi elementi musicali da cui i musicisti tirarono fuori nuovi mondi sonori. Le band pioniere di questo movimento hanno preso l’essenza selvaggia dei vecchi dei del rock and roll e l’hanno infusa con uno spirito progressista e rivoluzionario.
    Nel 1968 fu organizzato a Essen (Germania) un festival pionieristico di nuova musica, il festival IEST (International Essener Song Tage): si svolse dal 25 al 29 settembre 1968 in varie location, principalmente nella Grugahalle che, in seguito, è diventata famosa per i concerti al ROCKPALAST. Un mix di rock, pop, underground, folk, chanson, cabaret e poesia che sigillò la nascita della musica rock indipendente tedesca (Krautrock, per l’appunto) e che vide come protagonisti principali artisti tedeschi. Sono stati pochi gli artisti internazionali che hanno partecipato a questo primo grande festival folk e rock in Europa, tra cui i Mothers, Rolling Stones, Pink Floyd, Deep Purple, John McLaughlin, Alexis Korner e Julie Driscoll.
    Da un documentario trasmesso da Degenhardt TV ho estratto l’esibizione delle Mothers (un breve video di Oh, In The Sky) e un’intervista a Frank Zappa.

    FZ e i Mothers si esibirono il 27 e il 28 settembre 1968 al Grugahalle (Essen, Germania Ovest).
    Il 28 settembre, regalarono al pubblico grandi emozioni esibendosi in quella che molti considerano la migliore versione di King Kong. La struttura di questa versione è head-solo-head: Tema A (suonato due volte), Bridge (non incluso nelle versioni precedenti del brano), Assoli (inclusa una sezione di improvvisazione vocale simile a “Prelude To The Afternoon Of A Sexually Aroused Gas Mask”), Tema A (suonato due volte). La registrazione di King Kong è inclusa in Electric Aunt Jemim.
    Il gruppo era composto da FZ (chitarra, voce), Roy Estrada (basso, voce), Don Preston (tastiere, elettronica), Ian Underwood (tastiere, fiati), Bunk Gardner (fiati), Motorhead Sherwood (sassofono baritono, tamburello), Jimmy Carl Black (batteria), Arthur Dyer Tripp III (batteria, percussioni assortite).

    Riporto alcuni ricordi di FZ sulla Germania riferiti nel corso di un’intervista firmata da Michael Heinze del 30 luglio 1990:
    “La prima volta che mi sono recato in Germania per suonare a Essen (1968) avevo paura di andarci. Tutto ciò che sapevo della Germania riguardava film sui sottomarini, tutto quel genere di cose ed era tutto ‘Achtung—Achtung—Achtung!!’. Siamo scesi dall’aereo a Düsseldorf, c’erano uomini con le mitragliatrici all’aeroporto. Non avevamo mitragliatrici negli aeroporti degli Stati Uniti. I componenti della band dicevano: “Che cazzo sta succedendo qui?”… Abbiamo suonato a Essen, io avevo appena letto il libro “The Arms of Krupp” con tutti gli orrori di ciò che è successo. Guardando questa città ho ripensato a tutto quello che avevo letto in questo libro. Devo dire che ero totalmente prevenuto quando sono arrivato lì. Ho parlato con le persone che vivono lì e posso ammettere che le mie prime e seconde impressioni sono state le stesse, perché quando abbiamo suonato a Berlino ci sono state le rivolte del 1968 e non ho mai più voluto tornare in Germania”.

    “Electric Aunt Jemina” è uno dei più celebri bootleg dei Mothers. Non è mai stato datato dagli zappologi ma si può identificare in una ripresa radiofonica del concerto tenuto il 28 settembre 1968 alla Grugahalle di Essen nel corso del Festival internazionale della canzone Songtage.
    (tratto dal libro “Frank Zappa Domani” di Gianfranco Salvatore)

  • Frank Zappa & Neo-Baroque: ‘New Complexity’ of contemporary music, Synclavier

    Frank Zappa & Neo-Baroque: ‘New Complexity’ of contemporary music, Synclavier

    Mix di 4 brani: The Perfect Stranger, The Girl In The Magnesium Dress, Jonestown, Dupree’s Paradise (dall’album The Perfect Stranger diretto da Pierre Boulez ed eseguito dall’Ensemble InterContemporain, 1984)

    Il gusto di Zappa per l’estremo, la sua predilezione per la densità e l’astrazione e la sua necessità di maggiori performance allinea le sue opere con quelle di Brian Ferneyhough e Michael Finnissy, solo per citare due dei padrini dello stile noto come ‘nuova complessità’ della musica contemporanea. Credo che Zappa avesse qualche interesse specifico per le opere di questi compositori.
    Al contrario, la sua ammirazione per Pierre Boulez, che culminò nella collaborazione con il compositore francese in The Perfect Stranger, sottolinea le sue affinità con un’arte che sarebbe più giusto descrivere come neo-barocca piuttosto che semplicemente come promotrice di vari stili/forme di “densità” e “complessità”.
    E’ il carattere fluido e senza soluzione di continuità dei successivi esperimenti transgenerici di Zappa ad unirlo agli sforzi di altri artisti neobarocchi: riflette il desiderio del compositore di privilegiare il processo e la mobilità rispetto alla giustapposizione e alla rottura.
    Questa tendenza è più evidente nelle composizioni di Synclavier, il cui ingresso nel catalogo Zappa è segnato dalla pubblicazione di The Perfect Stranger, nel 1984. L’album contiene tre brani orchestrali diretti da Pierre Boulez e quattro brani elettronici tra cui “The Girl in the Magnesium Dress”… Attraverso questo brano Zappa si diverte a mettere in discussione i confini tra materia e suono, letterale e figurato, reale e virtuale con polifonie apparentemente infinite del pezzo, raggruppamenti ritmici irregolari e la generale assenza di simmetria, combinata con lo strano fraseggio della melodia principale…
    Nel 1984, Zappa si interessò alla musica del compositore tardobarocco Francesco Zappa, contemporaneo di Haydn e Mozart che, secondo il New Grove Dictionary of Music, “aveva la reputazione di virtuoso (del violoncello). “Francesco Zappa”, interamente eseguito sul Synclavier, è un album di tipo barocco digitale.
    Zappa usava il Synclavier come “macchina desiderante” massimalista, capace di moltiplicare i vettori concettuali della sua opera all’infinito combinando “vari elementi e forze di ogni tipo” (Deleuze e Guattari).
    Bisogna considerare l’ipotesi secondo cui l’investimento di Zappa nella tecnologia del Synclavier fosse una fase necessaria nelle traiettorie di piegamento e dispiegamento di un’arte transmorfica che ha confuso diverse generazioni di ascoltatori lasciandoli speculare sulle origini, le influenze e i limiti del suo lavoro. La fase logica successiva nella costruzione del Progetto/Oggetto fu la creazione di musica che unì l’infallibilità tecnica della macchina e le personalità dei musicisti dal vivo. A questo proposito, la coesistenza di brani di Synclavier e di opere scritte ed eseguite dall’Ensemble InterContemporain di Boulez su The Perfect Stranger anticipa i successivi esperimenti misti di Zappa che tipicamente esitano tra gestuale e meccanico, autenticità di esecuzione “organica” e necessità di esecuzione accurata.
    (dal libro “Frank Zappa, Captain Beefheart and the Secret History of Maximalism” di Michel Delville e Andrew Norris, 2005, Salt Publishing)

    Mi pongo una domanda che non troverà risposta: lo Sconosciuto Perfetto (che Zappa presenta come un venditore porta a porta accompagnato dal suo fedele aspirapolvere industriale gitano mutante) è legato, in qualche modo, anche al Synclavier? ‘Perfetto’ perché in grado di ottenere performance umanamente impossibili? ‘Sconosciuto’ perché Zappa doveva ancora conoscerlo a fondo?

    Il venditore con l’aspirapolvere…. Tutta l’opera di Zappa era concepita come hoover, un’aspirapolvere che risucchia i relitti e i detriti della “civiltà” prodotta in serie assemblando da tutto questo una gigantesca “scultura spazzatura” (come disse Zappa a Gary Steel nel 1990). Frank Zappa ha distrutto l’idea di ascolto della musica come ‘educazione’ sostituendola con ascolto di musica come ‘esperienza’…
    Il venditore con l’aspirapolvere potrebbe essere una figura simbolica e l’aspirapolvere in questo caso potrebbe essere legato al Synclavier come mezzo tecnologico per ‘risucchiare i relitti e detriti della civiltà prodotta in serie’ e passare ad una nuova fase musicale, quella tecnologica, elettronica.

  • Frank Zappa reveals his Plan in a presskit (1971)

    Frank Zappa reveals his Plan in a presskit (1971)

    Latex Solar Beef, Willie the Pimp pt 1 e 2 (Live al Fillmore East, giugno 1971)

    Il 1971, per Frank Zappa, è stato un anno di fuoco in bene e in male (l’incendio di Montreux e l’attentato al Rainbow di Londra).
    Voglio ricordare un momento positivo di quell’anno: il Live al Fillmore East. Di quel concerto ho scelto Latex Solar e le due parti di Willie the Pimp.
    Nel 1971, in un presskit completo, Zappa ha svelato il suo Piano descrivendolo nei minimi dettagli.
    Eccolo:
    “Forse l’aspetto più singolare del lavoro dei Mothers è il contesto previsto nella macrostruttura del lavoro del gruppo. C’è e c‘è sempre stato un controllo consapevole sugli elementi tematici e strutturali che si estende attraverso ogni album, concerto e intervista…
    I progetti di base sono stati eseguiti nel 1962-63. Sperimentazione preparatoria all’inizio e alla metà del 1964. La costruzione del Progetto/Oggetto iniziò alla fine del 1964. I lavori sono ancora in corso…
    E‘ facile capire che il controllo totale non è né possibile né desiderabile (toglie il divertimento).
    Il Progetto/Oggetto contiene piani e non piani, anche strutture di eventi calcolate con precisione, progettate per accogliere il meccanismo del destino e le improbabilità … Include qualsiasi mezzo visivo accessibile, consapevolezza di ciascun partecipante (pubblico incluso), eventuali carenze percettive, Dio (inteso come energia), la grande argilla (come materiale da costruzione di base universale) e altre cose.
    Facciamo un’arte speciale in un ambiente ostile ai sogni…
    Quello che sto cercando di descrivere è il tipo di attenzione che diamo ad ogni testo, ogni melodia, arrangiamento, improvvisazione, sequenza di quegli elementi in un album, l’arte da imprimere sulla copertina (che è un’estensione del materiale musicale), la selezione di ciò che viene registrato, pubblicato e/o eseguito durante un concerto, il contesto o il contrasto del materiale da album ad album, ecc.
    Tutti questi aspetti dettagliati fanno parte della struttura della fabbrica. I dettagli più piccoli non solo racchiudono i contenuti della struttura dell’opera, ma danno all’opera una ‘forma’, in senso astratto, a causa dell’esecuzione cronologica…
    Vorrei attirare la vostra attenzione su uno dei più importanti principi della filosofia del nostro gruppo al momento:

    NONOSTANTE TUTTE LE DICHIARAZIONI CONTRARIE, E‘ TEORICAMENTE POSSIBILE ESSERE “PESANTI” PUR AVENDO SENSO DELL’HUMOR.

    Un’altra regola che guida il nostro lavoro è:

    QUALCUNO LÀ FUORI TRA IL PUBBLICO SA COSA FACCIAMO, LO STA SEGUENDO ANDANDO BEN OLTRE LA SUA COMPRENSIONE PIÙ SELVAGGIA.

    Per poter fare tutto questo, Zappa ha preparato un arsenale di strumenti con cui compone/crea ed esegue meglio di quanto l’elettronica possa mai sognare:
    – penna (con cui scrive testi, note ecc.);
    – rasoio lama (per tagliare e rimontare registrazioni su nastro);
    – segnali manuali (con cui può dirigere l’orchestra, provocare ogni possibile cambiamento, designare parti o melodie, suggerire assoli e portare movimento coreografico all’insieme);
    – antenne istantanee (con cui può catturare carisma, esperienze e situazioni implementandole e incorporandole immediatamente);
    – strumento musicale (il che significa non solo ciò che suona lui stesso, ma anche i suoi rispettivi membri della band). In questo modo può costantemente controllare, cambiare, creare la sua opera d’arte totale. Non è limitato ad una sua forma scritta una volta: questo gli permette di comporre direttamente dal vivo!
    Naturalmente, ciò richiede una band che sia in grado di apprendere l’intero repertorio, di conoscere tutti i gesti manuali, di affrontare senza difficoltà i cambi di tempo e di metro più complicati, di leggere gli spartiti se possibile e anche di contribuire con abilità musicali personali – qualcosa che possa rendere i Mothers l’ensemble più versatile e capace di tutta la musica contemporanea.
    (Jazz, novembre/dicembre 1974, rivista svizzera)

  • Frank Zappa: The Big Note & The Cosmic Microwave Background (CMB)

    Frank Zappa: The Big Note & The Cosmic Microwave Background (CMB)

    Lumpy Gravy, Pt. 2 (1984 UMRK Remix, The Lumpy Money Project/Object)

    FAIR USE

    Come le “Nozze di Figaro” di Mozart, la musica di Zappa è stata spesso ritenuta troppo rumorosa e con troppe note. A causa della loro densità e complessità, le ‘sculture sonore’ di Zappa hanno alternativamente entusiasmato e alienato diverse generazioni di critici e ascoltatori…
    Zappa è uno degli artisti più prolifici del 20° secolo, un compositore la cui produzione potrebbe essere definita di eccesso massimalista. I suoi tentativi di abbracciare diversi generi e pratiche creative (rock, jazz, blues, musica orchestrale, film, opera, ecc.) sono stati interpretati come un desiderio bulimico di esplorare la totalità delle modalità e degli stili passati e presenti per creare collage musicali fortemente contrastanti ed affermare la sua reputazione di outsider sia nella comunità rock che in quella della musica artistica.
    “Zappa apprezzava chiaramente le immagini contrastanti che proiettava come musicista rock e osservatore esperto o praticante della musica colta. Questa posizione gli ha permesso di rimanere un outsider in entrambi i campi (musicista rock che ha utilizzato il linguaggio della musica colta e praticante di musica artistica che suonava rock) sfruttando al tempo stesso l’egemonia culturale della musica colta per creare una distanza ironica tra lui e gli altri musicisti rock ed affermare la superiorità della sua raffinatezza culturale e della sua musicalità”. (James Grier)
    Tuttavia, la poetica massimalista di Zappa – così come il suo disprezzo generale per i confini di genere – va ben oltre il livellamento alla moda delle dicotomie alto/basso associato all’arte postmoderna. Zappa ha più volte spiegato come tutti i diversi aspetti della sua produzione musicale dovessero essere percepiti come parte di un unico Progetto/Oggetto. Ogni progetto (in qualunque ambito) o intervista ad esso collegata fa parte di un oggetto più grande, per il quale non esiste un “nome tecnico”.
    La poetica olistica di Zappa indica anche il suo desiderio di sperimentare il mondo intero come estensione materiale di un’unica vibrazione primordiale che chiama la ‘Grande Nota’ (”Tutto nell’universo è fatto di un unico elemento, di una singola nota. Gli atomi sono in realtà vibrazioni, estensioni della Grande Nota, tutto è una nota”). Il suggerimento che l’universo abbia avuto inizio con un suono primordiale può essere correlato alle teorie degli astronomi e premi Nobel Arno Penzias e Robert Wilson che, nel 1965, scoprirono casualmente l’esistenza di Radiazione cosmica di fondo, vibrazione residua del Big Bang che ci arriva da tutte le direzioni con la stessa intensità e ad un tono leggermente più basso del SI, come definito dall’accordatura standard. Tradotto in termini estetici, il sibilo primordiale di Penzias e Wilson nato all’inizio dei tempi può essere visto come la giustificazione cosmologica di varie forme di “continuità concettuali” (intenzionali e non) che incorporano le opere di Zappa in una “struttura di eventi” in continua evoluzione, in bilico tra calcolo accurato e operazioni casuali:
    “Il progetto/oggetto contiene piani e non-piani, anch’essi calcolati con precisione, strutture-evento progettate per accogliere i meccanismi del destino e tutto il resto, improbabilità statistiche e bonus connessi. Il progetto incorpora qualsiasi mezzo visivo disponibile, la coscienza di tutti i partecipanti (pubblico incluso), tutte le carenze percettive, Dio (come energia), la nota importante (materiale da costruzione di base universale) e altre cose” (FZ).
    La concezione di Zappa del suo lavoro come una struttura-evento-organica-in espansione è indicativa della sua decisione di lasciare che sia il materiale stesso a suggerire modi di connettere oggetti musicali apparentemente non correlati e idiosincrasie vive che sono suscettibili di essere montate insieme e sincronizzate in ulteriori costruzioni di studi…
    Il processo di riciclaggio concettuale, che Zappa definì “xenocronia” (o “strana sincronizzazione”), evoca l’estetica di James Joyce, un altro artista massimalista, le cui “epifanie” furono riciclate nelle sue più lunghe ed ambiziose opere di narrativa.
    La “Big Note” di Zappa equivale a ciò che David Walley chiama “un dipinto del tempo nel tempo, il lavoro mirato con la coincidenza”, una struttura sulla quale il compositore a volte ha solo un controllo limitato.
    (dal libro “Frank Zappa, Captain Beefheart and the Secret History of Maximalism” di Michel Delville e Andrew Norris, 2005, Salt Publishing)

  • Frank Zappa, XMas 2024: Yellow Snow Suite (Garden City, NYC, 31/12/1974), The Rare Tape Broadcast

    Frank Zappa, XMas 2024: Yellow Snow Suite (Garden City, NYC, 31/12/1974), The Rare Tape Broadcast

    Yellow Snow Suite (Remastered) Garden City, NYC, 31 dicembre 1974, WLIR-FM Broadcast (2019, Arcturus)

    Data e luogo (Garden City, New York, 31 dicembre 1974) si riferiscono alla trasmissione di un nastro contenente vari concerti che Frank Zappa aveva compilato, da trasmettere alle stazioni radio (1973 o 1974 – “UN-Concert”). Questo nastro proviene da WLIR-FM: in precedenza, è stato presentato come WXRT, 8 novembre 1974.

    Il 22 marzo 1974, Frank Zappa pubblicò il suo sesto album solista, Apostrophe (‘). Come l’album precedente, Over-Nite Sensation, Apostrophe (‘) fu pubblicato sia in mix stereo che in mix quadrifonico (a 4 tracce).
    Con il singolo Don’t Eat The Yellow Snow – compilation delle prime 3 canzoni dell’album – Zappa guadagnò il primo ingresso nella classifica top 100 (raggiungendo la posizione n. 86). L’album ha raggiunto la decima posizione nelle classifiche americane e la sesta in Norvegia. Nessun altro album avrebbe avuto lo stesso successo di Apostrophe (‘), certificato disco d’oro negli Stati Uniti il 7 aprile 1976, primo disco d’oro di Frank Zappa. Questo album resta il suo lavoro di maggior successo commerciale.
    Come Over-Nite Sensation, Apostrophe (‘) è una compilation di registrazioni risalenti a diversi periodi della carriera di Zappa. I testi sono più bizzarri e meno sessuali, soprattutto le prime quattro canzoni che costituiscono la Yellow Snow Suite: Don’t Eat The Yellow Snow, Nanook Rubs It, St. Alfonzo’s Pancake Breakfast e Father O’Blivion. La suite, incentrata sulla lotta degli eschimesi contro i cacciatori di pellicce, racconta di un sogno: narra le gesta di un ragazzo (Nanook) che sogna di essere un eschimese. Sua madre lo mette in guardia: “attento a dove vanno gli husky, non mangiare la neve gialla” su cui gli husky urinano.
    Nanook sorprende un cacciatore di pellicce mentre prende a calci la sua foca preferita con una scarpa piena di piombo. Si vendica strofinando neve gialla negli occhi del cacciatore accecandolo temporaneamente. Per risolvere la questione, entrambi devono attraversare la tundra fino alla parrocchia di Sant’Alfonzo, patrono dei pescatori di smelt di origine portoghese, dove Padre O’Blivion prepara i pancake. Un suggerimento satirico, che prende in giro le sfumature religiose spesso associate alla risoluzione dei conflitti o alla ricerca della salvezza.
    La storia è ispirata al film documentario “Nanook of the North” diretto da Robert J. Flaherty (1922), che descriveva la vita degli Inuit nell’Artico canadese e le loro lotte con l’ambiente.
    Zappa si concentra sullo sfruttamento e sul commercio delle pellicce, sul maltrattamento storico delle culture indigene. Evidenzia l’impatto del colonialismo e dello sfruttamento economico delle popolazioni autoctone. La storia di Nanook Rubs può essere vista come un commento sull’appropriazione culturale e sulla mercificazione delle culture indigene. Molti hanno definito questa suite un profondo attacco alla società capitalista.

    Oltre alla suite Yellow Snow, l’album Apostrophe (‘) comprende Cosmik Debris, Excentrifugal Forz, Apostrophe’, Uncle Remus e Stink-Foot.

    La band è composta da:

    Frank Zappa – voce, chitarra, basso, bouzouki
    Sal Marquez – tromba
    Ian Underwood, Napoleon Murphy Brock – sassofono
    Bruce Fowler – trombone
    Tom Fowler, Harper May, Erroneous (Alex Dmochowski) – basso
    Don “Sugarcane” Harris, Jean-Luc Ponty – violino
    Ruth Underwood – percussioni, vibrafono
    George Duke – tastiere
    Ralph Humphrey – batteria
    Johnny Guerin – batteria su Excentrifugal Forz
    Tony Duran – chitarra su Apostrophe’
    Jack Bruce – basso su Apostrophe’
    Jim Gordon – batteria su Apostrophe’
    Aynsley Dunbar – batteria in Uncle Remus e Stink-Foot

  • Frank Zappa, Freedom & Anarchy quotes (part 2)

    Frank Zappa, Freedom & Anarchy quotes (part 2)

    Absolutely Free (1984 UMRK Remix, The Lumpy Money Project/Object)

    Copertina di Salvador Luna (Lunatico)

    https://www.youtube.com/watch?v=U-afN9ulVpA

    “Nella tua vita, ogni giorno, ti trovi di fronte a un dato. Non limitarti a ‘mangiarlo’. Pensaci solo per un minuto. Hai il diritto di elaborare le tue informazioni in base ai mezzi con cui sei nato. E’ un tuo diritto. Questa è la vera libertà. Hai il diritto di prendere una decisione. Ora, se scegli di intorpidirti e di essere ingannato, hai il diritto di essere ingannato. Ma nel tuo stato di confusione, non hai il diritto di essere un peso, a causa della tua ignoranza autoimposta, nei confronti di altre persone che potrebbero voler fare le cose nel modo giusto. Se scegli volontariamente di essere un idiota, qualunque sia il motivo per cui lo hai scelto, va bene. Hai il diritto di essere stupido, ma non hai il diritto di danneggiare altre persone a causa della tua stupidità. E non hai il diritto di imporre per legge la tua stupidità all’esistenza, di imporla ad altre persone che hanno una visione più chiara delle cose”.
    “La maggior parte dei mali della società può essere curata attraverso l’informazione. Abbiamo una società che è stata disinformata e sulla base della disinformazione ha fatto scelte irrazionali. Ed è questo che intendo per “ignoranza”. Le persone, che normalmente potrebbero essere intelligenti, sono private dei dati con cui prendere una decisione razionale, non hanno i dati per farlo. Nessuno ha più controllo o accesso ai media dell’ufficio stampa della Casa Bianca. L’abbiamo visto. Hanno letteralmente rimodellato la storia americana per i loro fini. È davvero il 1984: “Il nero è bianco, il bianco è nero, 2 e 2 fa undici”, qualunque cosa vogliano dirti. “George Bush è un sostenitore dell’ecologia. Ronald Reagan è un grande patriota”.
    “Devi essere sospettoso delle informazioni. Ecco perché dico: “L’informazione non è conoscenza e la conoscenza non è saggezza”.
    (Frank Zappa, dall’intervista di Bob Marshall durata 7 ore del 21-22 ottobre 1988, celebrata come la più grande intervista di Zappa dell’epoca. Le domande s

    La Freedom to Read Foundation nel giugno 1994 ha assegnato a Frank Zappa un certificato incorniciato.
    Recita in parte “Grazie, Frank Zappa, per la tua posizione di principio intransigente in nome dei diritti del Primo Emendamento” riferendosi al diritto di libertà di espressione.

    Logica alla base del pensiero libero di Frank Zappa
    “Il nostro sistema scolastico cresce ragazzi ignoranti e lo fa con stile: ignorantoni funzionali. Non forniscono loro gli elementi per studiare la logica e non danno alcun criterio per giudicare la differenza tra il bene e il male in qualsiasi prodotto o situazione. Vengono preparati per funzionare come macchine acquirenti senza testa, a favore dei prodotti e dei concetti di un complesso multinazionale che per sopravvivere ha bisogno di un mondo di fessi.”

    SULL’ANARCHIA
    “Vorrei una società senza governo. Penso che questo sarebbe il mio ideale, ma nei prossimi cinquecento anni non saremo maturi per questa esperienza”.
    “A casa, nei miei momenti liberi, nei miei pensieri segreti sono anarchico, ma sono anche pratico e so che questo non funzionerebbe. L’anarchia può funzionare solo se le persone sono perfettamente colte e civili. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto. La gente non è civilizzata, molte persone sono ancora affamate. Se non hanno fame di cibo, avranno fame di qualche aiuto emotivo che non stanno ricevendo. Per affrontare la società non basta dire ‘Qui hai tutta la tua libertà. Puoi fare quello che vuoi. Non c’è più il governo’. Questo atteggiamento è impossibile perché le persone non saprebbero cosa fare, si sbranerebbero e si mangerebbero a vicenda, proprio come le bestie, quindi le persone devono essere preparate”.
    (Vibraciones, ottobre 1975)

    Frank adottò la massima di Edgar Varèse all’International Composers Guild: “Morire è il privilegio di chi è esausto. I compositori di oggi si rifiutano di morire”. Si identificò con quella che il biografo di Varèse Harry Halbreich definì “opposizione a tutti i sistemi consolidati, a tutti i dogmi, una costante richiesta di libertà totale, di messa in discussione permanente, una garanzia di giovinezza, ma anche un rifiuto di ogni anarchia, di ogni rassegnazione come creatore, di ogni soluzione facile”.
    La più grande ‘missione’ di Varèse coincise con la sua ricerca di ‘liberazione del suono’ e della libertà artistica, distante da tradizioni e dogmatismo della musica classica.

  • Frank Zappa, Freedom & Anarchy: quotes (part 1)

    Frank Zappa, Freedom & Anarchy: quotes (part 1)

    Hungry Freaks, Daddy (Live At Whisky a Go Go/1968)

    Copertina di Salvador Luna (Lunatico)

    Frank Zappa incarna l’autodeterminazione, la libertà, la lotta alla censura e alla manipolazione, quanto basta per considerarlo ‘sempreverde’.
    Per Zappa, la musica è una creazione personale che si inserisce nel mondo; è uno spazio di libertà cristallizzata. Il compositore non ha altra scelta che diventare ribelle alle norme della società, inclusa l’idea stessa di arte come norma.

    “Le persone possono provare una sensazione di libertà quando si trovano in un grande spazio. Per quello che mi riguarda, la libertà è nella mia testa”. (FZ, Best, febbraio 1971)

    “Suoniamo la nuova musica libera; musica in totale libertà, non condizionata dalla repressione della cultura americana. Stiamo sistematicamente cercando di abbattere le barriere create dal sistema educativo americano obbligatorio, creato per assicurarsi che nulla di creativo si diffonda a un pubblico popolare”. (FZ)

    “L’illusione della libertà continuerà finché non sarà vantaggioso. Nel momento in cui la libertà diventerà troppo costosa, tireranno giù la scenografia e il sipario, toglieranno i tavolini e le sedie e potrai vedere il muro di mattoni in fondo al teatro”. (Frank Zappa)

    “Quando parliamo di libertà artistica in questo Paese, talvolta ci dimentichiamo del fatto che la libertà dipende spesso da finanziamenti adeguati”. (Frank Zappa)

    Il succo della libertà:
    “Qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, per un motivo qualsiasi”. (Frank Zappa)

    Una delle frasi ricorrenti di Zappa è “Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile”, intendendo per progresso un viaggio costante verso una maggiore libertà. E’ qui che Zappa supera se stesso: nel “genocidio delle norme”. (Frank Zappa: un intellectuel “spécifique” di Marc-André Gagnon)

    “Freak Out significa praticare la libertà di espressione su base individuale o collettiva”. (Frank Zappa)

    “La cosa più importante da fare nella propria vita è non interferire con quella degli altri”. (Frank Zappa)

    “Libera la tua mente. Non c’è tempo per leccare i tuoi francobolli e incollarli. Sarai assolutamente libero solo se vorrai esserlo”. (FZ)

    “Ricordi il vecchio proverbio? – chiede Zappa – Conosci la verità e la verità ti renderà libero? Alcune persone non credono che conoscere la verità ti renderà libero. Preferirebbero conoscere la paura e le insidie. Queste cose spaventano gli americani, sono i tabù della cultura americana”.
    Cosa ti rende libero?
    “Penso che le persone abbiano un potenziale infinito per il male. Penso che, da un momento all’altro, il tuo migliore amico possa deluderti. Se prendi coscienza di questo, puoi conviverci e superare la delusione, il dispiacere, l’odio. A quel punto, puoi metterti al lavoro e divertirti. La musica è la mia religione. Ho trovato qualcosa che mi piace davvero. Finché l’inquinamento dalle radiazioni e tutte le altre cose negative in questa società non mi costringeranno a smettere di lavorare, dedicherò tutto a ciò che considero positivo”.
    (Berkeley Barb, 27 marzo-2 aprile 1980)

    “Il vostro diritto di pensare con la vostra testa non è ancora stato cancellato. Potete continuare a farlo ed è un bene per voi. È un bene anche per l’America. La formula per il controllo di una forza lavoro totalmente remissiva, così come viene utilizzata oggi, è una soluzione miope a problemi antropomorfici complessi. L’uniformità non è né desiderabile, né applicabile, e non è un obiettivo a cui aspirare, soprattutto nel caso di una “società libera”.
    (Dichiarazione di Zappa, in favore delle libertà di espressione, che fece pubblicare sul numero di gennaio 1984 del periodico “Hustler”, fondato nel 1974 da Larry Flint, il quale subì varie denunce e processi per oscenità)

    “Ciò che rende bella la tua vita è il fatto che puoi esprimerti come individuo. Ci sono persone che rinunciano volentieri al loro diritto individuale e lo barattano per una sicurezza immaginaria. Se si fermassero a riflettere scoprirebbero che la cosa più preziosa che hai è la tua libertà personale. Censurare quello che dici è uno dei modi per sottrarre agli individui la propria libertà personale. Non dovresti essere disposto a rinunciare ad un solo briciolo di libertà. Hai una garanzia costituzionale su di essa. Per come la vedo io, è un contratto tra il popolo e un gruppo di persone stipendiate dalla gente attraverso le tasse. Dovremmo sfruttare appieno il fatto che abbiamo questo contratto con il nostro governo”. (High Times, dicembre 1989)

    “Penso che non ci dovrebbe essere una politica fissa finché il 100% della popolazione non sarà ben istruito. Non può esistere un’anarchia praticabile, una condizione in cui non c’è governo ma le cose continuano a girare perché le persone hanno senso di responsabilità. Sarebbe un bel traguardo…”. (Frank Zappa)

    https://www.youtube.com/watch?v=ZQZsksSD4hQ