Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • FZ Connection 9 (CC – Mo ‘N Herb’s Vacation) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    FZ Connection 9 (CC – Mo ‘N Herb’s Vacation) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/watch?v=XoFRL0ot64A

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    “Le cose che sembrano non avere alcuna possibile relazione sono realmente correlate” (Frank Zappa).
    Seguendo la strada della Continuità Concettuale teorizzata ed applicata da Frank Zappa, continuo ad esplorare la mappa interattiva di Cameron Piko scegliendo Mo ‘N Herb’s Vacation, una delle composizioni più difficili firmate da Zappa.

    Mo ‘N Herb’s Vacation (London Symphony Orchestra vol. 1) viene citata in Cruisin’ for burgers (versione inclusa nell’album ZINY – Zappa in New York).
    La composizione è stata scritta per un’orchestra delle dimensioni di Mahler: 60 archi, 4 flauti, ottavino, tutti gli altri fiati a quattro note, 8 corni francesi, 4 trombe, 3 tromboni, basso, tuba, 6 percussionisti.
    Herb si riferisce a Herb Cohen, l’allora manager di Frank Zappa e dei Mothers of Invention.
    La versione di agosto 1978 per banda completa del pezzo orchestrale noto come “Mo and Herb’s Vacation” dura circa 4 minuti. Sembra un mix di “Black Page #1” e la versione per banda completa di “Little House I used To Live In”. Queste esibizioni, tuttavia, sono solo per basso e batteria, una vera e propria vetrina dei talenti di Artie e Vinnie.

    “Esistono tre versioni con altrettanti titoli: “Moe’s Vacation”, “Herb’s Vacation” e “Moe AND Herb’s Vacation”. Il brano è nato quando David Ocker, il copista di Frank che avrebbe dovuto ottenere un aumento, gli propose: “preferirei piuttosto che mi scrivessi una canzone”. Così Frank gli scrisse la melodia intitolata “Moe And Herb’s Vacation”. La melodia è costante in tutte e tre le versioni. “Moe’s Vacation” è composta da melodia suonata, una parte di batteria scritta e una parte di basso scritta, che varia un po’ tra tutti e tre i brani. “Herb’s Vacation” è solo il basso e la batteria, mentre “Moe And Herb’s Vacation” è la partitura orchestrale vera e propria, l’introduzione di una canzone chiamata “Wøöl”. In seguito, il titolo “Wøöl” è stato eliminato e l’intero pezzo è stato intitolato ” Moe And Herb’s Vacation”.
    (Steve Vai intervistato da Michael Brenna, Society Pages #10, maggio 1982)

    David Ocker ha confermato di aver chiesto a FZ di scrivere un pezzo per clarinetto solista. Frank voleva intitolarlo Blow Job ma, quando gli ha parlato del brano Blow Job di John Bergamo, l’ha cambiato in Mo’s Vacation. In seguito, ha aggiunto parti di basso e batteria trasformandolo in Mo’n Herb’s Vacation.
    “Mo ‘n Herb divenne il primo movimento della versione per orchestra. – ha aggiunto Ocker – Quando decise di realizzare una versione per orchestra, aggiunse molta armonia alla linea principale usando 4 clarinetti e 4 fagotti per ottenere i suoi accordi di 8 note. Imparai tutte e 4 le parti per clarinetto e le registrai all’UMRK. Ricordo che le linee interne, create dalle armonie, divennero meravigliose e bizzarre. Al di là di queste parti per fiati, il resto del movimento era leggermente spartito, ‘soltanto’ per 6 percussioni e archi bassi.
    Raddoppiare le linee con strumenti a percussione era una delle mosse chiave di Frank nell’orchestrazione. Ma in quel movimento, invece di dare l’intera linea solista a un suonatore di marimbe, la divise tra i vari percussionisti nell’intera orchestra. Questa distribuzione è stata utilizzata in tutti i pezzi della LSO per evitare che ogni singolo percussionista avesse bisogno di tutti e 6 gli strumenti perché nessun palco sarebbe stato abbastanza grande”.

    Il brano Mo ‘N Herb’s Vacation è ‘connesso’ ai seguenti album:
    Joe’s Garage Act 1 (1979), citato in Wet T-Shirt Nite;
    London Symphony Orchestra Vol. I (1983) col titolo di Mo ‘N Herb’s Vacation. La stessa versione compare su The Amazing Mr. Bickford (1989);
    Zappa in New York (1991, CD), citato in Cruisin’ For Burgers. E’ la stessa versione (1977 mix) che compare nell’album Zappa in New York 40th Anniversary Deluxe Edition (2019), brano eseguito a New York il 29 dicembre 1976;
    Beat The Boots III: Disc One (2009): compare come Mo’s Vacation, eseguito a Poughkeepsie, New York, il 21 settembre 1978;
    Zappa in New York 40th Anniversary Deluxe Edition (2019): citato in The Purple Lagoon/Any Kind of Pain, eseguito a New York il 26 dicembre 1976;
    Zappa-Original Motion Picture Soundtrack (2020), eseguito come Mo’s Vacation a Monaco di Baviera, Germania, il 31 agosto 1978. La stessa versione compare su The Zappa Movie Official Soundtrack Album! – edizione esclusiva Backer Reward (2020).

    Si può sentire Zappa pronunciare il titolo Mo ‘N Herb’s Vacation più volte nella performance di Titties & Beer (live a Boston del 20/10/1977).

  • Frank Zappa, Dancing Fool (2 versions, audio & video): humour, self-irony, FZ caricatures

    Frank Zappa, Dancing Fool (2 versions, audio & video): humour, self-irony, FZ caricatures

    Dancing Fool maxi single remix 1979 rec MK-83, 12 inch (special version)
    Dancing Fool (Promo Single Edit Rebroadcast 192 TV HQ Audio)

    A partire dal 19 marzo 2022, ho raccolto 132 caricature di Frank Zappa. Per questo video, ne ho selezionate 37, le migliori in termini di originalità secondo me.
    L’humour è una costante della personalità di Frank Zappa che ha inciso profondamente nella sua carriera di compositore, musicista, sceneggiatore, film maker ed intrattenitore. La sua vena satirica non risparmiava neanche se stesso. Dancing Fool è un esempio di autoironia: prende in giro la sua incapacità di ballare.

    “Trovo che il senso dell’umorismo manchi nella musica pop in generale. Tutte queste persone si prendono così sul serio. Dovrebbero essere in grado di ridere di se stesse”. (Frank Zappa)

    “La mia più grande forza è il senso dell’umorismo”.
    (FZ, Tuttifrutti, febbraio 1994)

    Ti consideri un satirico musicale?
    “No, perché per come la vedo io la musica è un’estensione diretta della mia personalità. Non posso farne a meno se ho il senso dell’umorismo. Non parto con l’idea di fare satira. Comincio a scrivere ed è quello che viene fuori. Non sono specificamente una persona satirica. Sono un compositore con un senso dell’umorismo”.
    (FZ, Musician, agosto 1979)

    “Sono una persona concreta con un senso dell’umorismo molto creativo”.
    (FZ, Berkeley Barb, 27 marzo – 2 aprile 1980)

    “L’umorismo appartiene alla musica?” chiese un giornalista a Frank Zappa.
    “Appartiene alla vita di tutti i giorni” rispose Frank “a meno che i repubblicani non vogliano portarglielo via”. Per Zappa l’umorismo è uno strumento fondamentale per affrontare i fanatismi politici e religiosi, per criticare stereotipi reazionari nella società americana.
    (Author/Recipient Relationships in FZ’S Movies – Manuel de la Fuente)

    “I testi di Frank erano solo proposte, ti incoraggiava a pensare… Dietro questo umorismo devastante c’era un discorso molto serio. Con l’umorismo evocava argomenti seri. Frank ha lavorato in questo modo… “.
    (Gail Zappa, Rolling Stone, ottobre 2012)

    “Non c’è niente di illegittimo nell’avere il senso dell’umorismo. Odio l’idea comune secondo cui le cose divertenti non sono reali e buone e le cose totalmente serie sono meravigliose. Questo è ciò che odio”.
    (FZ, Musician, agosto 1979)

    Eclettico e incredibilmente prolifico, Zappa associò sempre la sua musica complessa ad un umorismo trasversale e inesauribile. Il suo senso dell’humour dissacrava tutto.
    Nella fase ‘acuta’ del suo pazzo umorismo (il 4 luglio 1967), allestì sul palco una grossa giraffa di peluche che veniva titillata da un estintore collegato ad una macchina per la panna montata e ad un grosso petardo destinato a scoppiare.
    “Per qualche strano motivo – disse Frank – la gente si divertì moltissimo”. (FZ)

    Il senso dell’umorismo deve essere una delle basi per essere una ‘Madre’:
    “È importante almeno quanto essere in grado di suonare. Se non hai senso dell’umorismo non puoi suonare la musica correttamente. Non è solo una questione di note giuste…”.
    (FZ, Melody Maker, 20 luglio 1974)

    “Ai tempi in cui era la forma d’arte popolare, il rhythm and blues conteneva un senso dell’umorismo che è totalmente carente nella musica pop di oggi. Se ascolti dischi rhythm and blues della metà degli anni ’50, puoi notare che molti erano una sorta di auto-parodia: alcuni avevano trame molto umoristiche”.
    (FZ, Songwriter, giugno 1980)

    “Tante persone mi hanno fatto ridere molto, ma non è da lì che viene il mio senso dell’umorismo. Da dove viene? Non ne ho idea. Non lo so. Probabilmente un giorno mi sono alzato troppo presto e ho iniziato a ridere di tutto”. (FZ, The Hot Flash, maggio 1974)

    “Does humour belong in music?”. Può l’umorismo appartenere alla musica? – si chiedeva Frank Zappa.
    Le risposte zappiane al quesito sono molteplici. Teniamo presente che la risata si genera spesso al cospetto dell’interruzione della prevedibilità di un’azione o di uno schema verbale, che crea una situazione inaspettata. In musica può essere ottenuto un risultato simile con un’improvvisa e inaspettata divergenza ritmica, melodica o armonica rispetto alla regolarità di gran parte dei generi musicali.
    Anche l’accostamento di elementi tra loro normalmente estranei può indurre alla risata: ha un effetto assolutamente dirompente ascoltare Stairway to Heaven in versione reggae con tanto di sezione fiati che all’unisono esegue il celeberrimo assolo di chitarra di Page.
    Zappa parlava anche di strumenti dal timbro buffo citando alcuni utilizzi della tromba con la sordina, del sassofono basso suonato nel suo registro più grave nonché del trombone a coulisse, che scatenano reazioni di ilarità negli ascoltatori “cresciuti a cliché subliminali che hanno determinato la loro realtà auditiva fin dalla culla”. (Coolclub.it febbraio 2009)

  • Frank Zappa Live: Special Halloween 1977-10-31 The Palladium, New York CD

    Frank Zappa Live: Special Halloween 1977-10-31 The Palladium, New York CD

    Frank Zappa Special Halloween 1977-10-31 The Palladium, New York CD

    Buon Halloween 2024 ricordando il mitico Halloween 1977 di Frank Zappa al Palladium di New York

    “Donna U Wanna” (CD), Zurkon Music
    Halloween, 31-Oct-1977, The Palladium, New York

    con Frank Zappa, Adrian Belew, Patrick O’Hearn, Tommy Mars, Peter Wolf, Ed Mann e Terry Bozzio

    Questo bootleg del label Zurkon Music contenente lo Special Halloween 1977-10-31 al Palladium di New York è stato intitolato Donna U Wanna, che è un’approssimazione del nome di un personaggio presente nel film Baby Snakes.
    Si tratta, in effetti, del concerto che fa parte di Baby Snakes: le tracce 2 e 4 e l’intero lato 2 compaiono nel suddetto video, mentre le tracce 8 e 9 sono state incluse anche nell’album Baby Snakes.

    Tracklist:

    1. Intro [from “Flakes”]
    2. San Ber’dino [BABY SNAKES video version]
    3. Tryin’ to Grow a Chin [Stage #6 version]
    4. City of Tiny Lites [BABY SNAKES video version]
    5. The Squirm [guitar solo]
    6. Big Leg Emma

    7. Audience Participation [BABY SNAKES video version]
    8. The Black Page #2 [BABY SNAKES video & Baby Snakes album version]
    9. Jones Crusher [BABY SNAKES video & Baby Snakes album version]
    10. Camarillo Brillo [BABY SNAKES video version]
    11. Black Napkins [BABY SNAKES video version]

  • Frank Zappa & The Mothers of Invention: Transparency (Verve/Polydor), UK 1975 – collection (Side 2)

    Frank Zappa & The Mothers of Invention: Transparency (Verve/Polydor), UK 1975 – collection (Side 2)

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/watch?v=LXZNsnoXyAI&t=12s

    Transparency fu pubblicato nel Regno Unito come sampler dalla Polydor nel 1975, quando rilevarono la distribuzione del catalogo Verve dalla EMI e ristamparono gli album Verve.
    Contiene modifiche da “We’re Only In It For The Money” (da A2 a A8, B1, da B3 a B6), due tracce singole (A1, B11) e tracce da Freak Out (A11), Absolutely Free (da B7 a B10), Cruising with Ruben & The Jets (A9, B2) e Lumpy Gravy (A10).
    E’ il primo LP che include Big Leg Emma e Why Don’t You Do Me Right?.
    Who Needs The Peace Corps?, Concentration Moon, Absolutely Free e Let’s Make The Water Turn Black sono le versioni “pesantemente modificate”.
    Excerpt From Lumpy Gravy è una modifica unica.
    Le tracce A1 e B11 sono mono, mentre tutte le altre tracce sono stereo.

    Il retro della copertina di questo vinile riporta il seguente testo in inglese:
    “Originally formed in 1965 the Mothers of Invention were probably the first important satirical rock band in America. The brainchild of 33-year-old Francis Vincent Zappa, who earlier claimed to have been the first independent studio owner on the West Coast, the Mothers have been responsible in one form or another for nearly 20 albums. The early LP’s, from which this collection is drawn, were the most directly satirical and also considered the most musical and most American. Musicians in the band at that time were Ray Collins (vocals), Jim Black (drums), Roy Estrada (bass) and Elliot Ingber (guitars) with help from anyone who happened to be passing. This line-up lasted virtually intact until 1970 when a complete shake-up brought in ex Turtles Mark Volman and Howard Kaylan and former John Mayall drummer Aynsley Dunbar among others. In 1971 Zappa fell from the stage at London’s Rainbow Theatre and resulting injuries kept him out of action for over a year, after which he broke up the band again. The Mothers continue to live, however, as a variable vehicle for Zappa’s music”.

    Tracklist

    Side 2
    1. Flower Punk
    2. Later That Night
    3. Let’s Make The Water Turn Black
    4. Lonely Little Girl
    5. Take Your Clothes Off When You Dance
    6. What’s The Ugliest Part Of Your Body (reprise)
    7. America Drinks
    8. Status Back Baby
    9. Uncle Bernie’s Farm
    10. Son Of Suzy Creamcheese
    11. Big Leg Emma

  • Frank Zappa & The Mothers of Invention: Transparency (Verve/Polydor), UK 1975 – collection (Side 1)

    Frank Zappa & The Mothers of Invention: Transparency (Verve/Polydor), UK 1975 – collection (Side 1)

    FAIR USE

    Transparency fu pubblicato nel Regno Unito come sampler dalla Polydor nel 1975, quando rilevarono la distribuzione del catalogo Verve dalla EMI e ristamparono gli album Verve.
    Contiene modifiche da “We’re Only In It For The Money” (da A2 a A8, B1, da B3 a B6), due tracce singole (A1, B11) e tracce da Freak Out (A11), Absolutely Free (da B7 a B10), Cruising with Ruben & The Jets (A9, B2) e Lumpy Gravy (A10).
    E’ il primo LP che include Big Leg Emma e Why Don’t You Do Me Right?.
    Who Needs The Peace Corps?, Concentration Moon, Absolutely Free e Let’s Make The Water Turn Black sono le versioni “pesantemente modificate”.
    Excerpt From Lumpy Gravy è una modifica unica.
    Le tracce A1 e B11 sono mono, mentre tutte le altre tracce sono stereo.

    Il retro della copertina di questo vinile riporta il seguente testo in inglese:
    “Originally formed in 1965 the Mothers of Invention were probably the first important satirical rock band in America. The brainchild of 33-year-old Francis Vincent Zappa, who earlier claimed to have been the first independent studio owner on the West Coast, the Mothers have been responsible in one form or another for nearly 20 albums. The early LP’s, from which this collection is drawn, were the most directly satirical and also considered the most musical and most American. Musicians in the band at that time were Ray Collins (vocals), Jim Black (drums), Roy Estrada (bass) and Elliot Ingber (guitars) with help from anyone who happened to be passing. This line-up lasted virtually intact until 1970 when a complete shake-up brought in ex Turtles Mark Volman and Howard Kaylan and former John Mayall drummer Aynsley Dunbar among others. In 1971 Zappa fell from the stage at London’s Rainbow Theatre and resulting injuries kept him out of action for over a year, after which he broke up the band again. The Mothers continue to live, however, as a variable vehicle for Zappa’s music”.

    Tracklist

    Side 1
    1. Why Don’t You Do Me right
    2. Who Needs The Peace Corps
    3. Concentration Moon
    4. Mom And Dad
    5. Bow Tie Daddy
    6. Harry You’re A Beast
    7. What’s The Ugliest Part Of Your Body
    8. Absolutely Free
    9. Cheap Thrills
    10. Excerpt From Lumpy Gravy
    11. Wowie Zowie

    https://www.youtube.com/watch?v=G9DSR-VKWjA&t=10s

  • Frank Zappa’s Style 14: talent scout, what is genius, experimental music, more

    Frank Zappa’s Style 14: talent scout, what is genius, experimental music, more

    That Ol’ G Minor Thing (dall’album Guitar, 1988)

    In copertina un disegno di Jim Mahfood

    Hai scoperto diversi grandi musicisti. Un caso? Riescono a crescere di livello con te oppure è l’ambiente che promuovi che stimola quel tipo di creatività?
    “Vado in giro, esco per strada, la maggior parte delle persone rock ‘n’ roll famose non lo fa. Non vado nei bar solo per comprare dei musicisti: so cosa mi piace e posso individuare un talento. Se lo incontro, prendo il nome del ragazzo perché se non lo scelgo per la mia band posso sempre consigliarlo a qualcun altro. La gente mi chiama quando è in cerca di musicisti. Molti gruppi non escono, vanno in giro con persone normali, in piccoli bar di merda e cose del genere. Io vado nei posti giusti, è lì che si trovano, là fuori mentre lavorano o si azzuffano. Se entrano a far parte della mia band hanno la possibilità di lavorare con attrezzature migliori, ottengono un po’ di disciplina, hanno la possibilità di essere visti da centinaia di migliaia di persone per un certo periodo di tempo, vengono menzionati nelle interviste e cose del genere. Non credo che alcune delle persone scoperte da me sarebbero mai state scoperte da nessuna delle persone per cui alla fine sono andate a lavorare perché quelle persone non sanno dove cercare”. (FZ, Musician, aprile 1982)

    L’approccio chitarristico di Zappa è assolutamente inusuale: rifiuta totalmente l’idea dei licks e delle frasi preconfezionate per non parlare dell’idea di suonare sempre lo stesso assolo, uguale alla versione nel disco, nei concerti. Era uno sperimentatore che azzardava e rischiava molto per verificare dove avrebbero portato certe idee. A volte, erano esperimenti coronati da successo, si poteva quasi sentire il pubblico che tratteneva il fiato dall’emozione. Altre volte portavano a vicoli ciechi, con Zappa che interrompeva bruscamente l’assolo o che svoltava improvvisamente imboccando una nuova direzione musicale (e lì si poteva sentire la band trattenere il fiato).
    “Frank scriveva musica per me da suonare che non aveva niente a che fare con la chitarra” ha detto Steve Vai riferendosi ai suoi anni come “chitarrista stunt” di Zappa.
    Saltando da collage sonori di ispirazione classica ad estese improvvisazioni jazz-fusion, questa era una band che viveva senza regole, guidata da un compositore e musicista che suonava senza limiti.
    (Total Guitar, winter 2013)

    “Le mie conclusioni sulla genialità di Frank le ho tratte dall’osservazione delle sue attività. Non ho mai visto una persona così dedita all’esecuzione delle sue idee. L’autodisciplina non è uno sforzo consapevole per Frank. C’è solo lavoro e per lui non è difficile, è divertente. Ha preteso molto dai membri della sua band, ma solo un quinto di quello che chiedeva a se stesso. Per me è sempre stata evidente una forte integrità in tutto ciò che faceva ed è anche molto divertente. Sono le caratteristiche che mi hanno ispirato ma non sono queste le caratteristiche legate necessariamente alla genialità.
    Innovatività e originalità sono il risultato di una concentrazione incrollabile. Questo tipo di concentrazione è un dono, ma può anche essere sviluppato.
    Guardare Zappa mentre lavora è stimolante. La sua mente è completamente concentrata su ciò che sta facendo, senza distrazioni (dalle conversazioni alla lettura di un giornale o alla creazione di un fantastico pezzo orchestrale). Ogni evento per lui è come una meditazione. Ho imparato che il potere della concentrazione altamente sviluppato è ciò che costituisce il genio”.
    (Steve Vai, Guitar For The Practicing Musician, maggio 1986)

    “Fra un tour e la pubblicazione di un album, pianifico campagne pubblicitarie, dirigo personalmente l’opera d’arte. Mi occupo di tutta la produzione effettiva di un disco fino al punto in cui viene consegnata. Passo attraverso il processo di mastering, faccio tutto il lavoro perché mi piace farlo. Mi piace essere il più possibile responsabile del progetto perché so che le case discografiche non si preoccupano tanto della musica quanto me. Nessuno sa quanto tempo dedico a scrivere o registrare, a produrre e portare a termine un progetto. Non hanno idea di che tipo di lavoro faccio e le uniche impressioni che rimangono nella loro mente sono le cose che leggono degli anni ’60. Quindi nella loro immaginazione, forse, sono una persona congelata alla fine della guerra del Vietnam o qualcosa del genere”. (FZ, High Times, marzo 1980)

    “Il tipo di musicisti di cui ho bisogno non esiste. Ho bisogno di qualcuno che capisca i poliritmi, che suoni qualsiasi stile musicale, capisca la messa in scena, il rhythm and blues e come funzionano molte diverse tecniche di composizione. Quando assegno una parte ad un musicista, dovrebbe sapere come funziona nel mix con tutte le altre parti”. (FZ, Down Beat, 18 maggio 1978)

  • Frank Zappa’s Style 13: how to record an electric guitar, role of the bass, whammy bar, more

    Frank Zappa’s Style 13: how to record an electric guitar, role of the bass, whammy bar, more

    Drowning Witch (Ship Arriving Too Late To Save A Drowning Witch, 1982)

    In copertina un disegno di Jim Mahfood

    Come chitarrista e leader cosa ti aspetti da un bassista?
    “Dal bassista mi aspetto che mi indichi sempre in che tonalità mi trovo. Non cerco note più veloci di quelle che sto suonando o implicazioni di situazioni armoniche diverse da quelle che abbiamo iniziato a fare. Mi piace avere un bassista con un buon orecchio e un buon senso del tempo, ma la funzione principale è assicurarsi che io sappia e che il pubblico sappia in quale chiave ci troviamo, che non sono andato troppo ‘lontano’. Se inizio ad improvvisare ed entro in una specie di trance ed anche il bassista va ‘fuori’ è finita: il pubblico perde completamente il contatto con quello che sto facendo. Ci deve essere un punto di riferimento in modo tale che le estrapolazioni possano essere comprese. Questo punto di riferimento è il bassista”.
    Le parti di basso sono fondamentali per te come le linee di batteria?
    “Sono molto importanti. In effetti, mi piace una parte di basso con cui puoi cantare. Se è una canzone scritta, mi piace avere una parte di basso totalmente canticchiabile anche se questo non è applicabile sempre a tutti i diversi brani. Qualche tempo fa abbiamo fatto una canzone che aveva una delle parti di basso più umilianti del 1982: s’intitola “No Not Now” (da Ship Arriving Too Late To Save A Drowning Witch).
    (Guitar Player, marzo 1983)

    “Vedo l’intero studio di registrazione come uno strumento musicale, come un organo a canne con molti colori tonali e molta potenza. La persona che si occupa del missaggio è più o meno l’equivalente di un direttore d’orchestra davanti a un’orchestra sinfonica”.
    Un caratteristico marchio di fabbrica di Zappa praticamente su tutte le sue registrazioni è un colossale suono di grancassa/tom, che di solito è la presenza dominante nel mix.
    Zappa è anche noto per il suo lavoro di chitarra solista fluido e dinamico. Nel corso degli anni, ha sviluppato alcune teorie abbastanza concrete su come registrare una chitarra elettrica.
    “Ci sono un paio di cose da ricordare sulla registrazione di una chitarra. Se stai solo cercando delle note, allora un Pignose andrà bene. Ma se stai cercando una sorta di sensazione audio, il modo migliore per farlo è con uno spazio più ampio e un po’ d’aria per muoversi. La cosa davvero impressionante del suono di una chitarra rock ‘n’ roll è come ti colpisce la pressione. Un microfono non determina solo le oscillazioni che ti dicono qual è il tono ma anche il livello di pressione sonora. Quello che ottieni alzando il volume dell’amplificatore in una stanza grande è tutta quella spinta di fascia bassa che ovviamente non ottieni con un Pignose. Se vuoi suonare come se stessi davvero prendendo a calci in culo qualcuno, devi effettivamente alzare il volume e fare in modo che il microfono senta un suono forte. Il modo migliore per ottenere quel rombo di stanza con tutto il “frazz” e il suono stridulo di fascia alta è registrare la chitarra in un teatro vuoto”.
    (International Musician And Recording World, febbraio 1979)

    C’è qualcosa che vorresti avere su una chitarra non ancora disponibile?
    “Sì. Voglio una chitarra che abbia un manico davvero comodo, lungo 24 tasti, con accesso totale ai tasti superiori, che abbia un circuito sonoro completamente pulito in una posizione e completamente sporco nell’altra con una barra fantastica”.
    Usi principalmente il vibrato con le dita o con la whammy bar?
    “Entrambi, ma uso soprattutto le dita. Se vuoi un sustain (in grado di mantenere il suono in modo uniforme) è più affidabile una barra whammy che non stoni”.
    Come fai a non farla stonare?
    “Ci sono due cose che puoi fare:
    – mettere un po’ di grafite sul capotasto in modo che la corda che scivola avanti e indietro viaggi effettivamente per l’intera distanza e non si riattacchi e rimanga affilata dopo che la barra whammy è tornata;
    – mettere una molla in più all’interno dell’unità della barra whammy che la controbilancia”.
    (M.I., novembre 1979)

    La tecnica di xenocronia utilizzata da Zappa in vari album consiste nell’estrarre un assolo di chitarra (o un’altra parte musicale) dal contesto originale ed inserirla in una canzone del tutto diversa per creare un effetto sorprendente.
    Zappa ha dichiarato che la xenocronia era l’unico modo per ottenere determinati ritmi…

    https://www.youtube.com/watch?v=poU4p_sodzs

  • Frank Zappa Vs Critics & Journalists – Part 3

    Frank Zappa Vs Critics & Journalists – Part 3

    The Purple Lagoon ⁄ Approximate (Zappa In New York, 1978)

    In copertina un dipinto di Allan Buch (grazie Robert Bramsonowicz!)

    “Il problema con i critici è che tendono ad usare la loro immaginazione piuttosto che il loro intelletto. Il mio spettacolo è indigesto per loro. Beh, almeno eviteranno di passare il loro tempo ad inventare storie sul mio calpestare scatole di galline o defecare sul palco. Storie non vere”.
    (Frank Zappa, Triad, gennaio 1977)

    “Gran parte delle persone che scrivono di musica non sanno cosa sia la musica. Ascoltano musica pop ma non hanno un ampio background musicale con cui poter giudicare una canzone rock and roll. Quando recensiscono una canzone, sanno davvero cosa stanno cercando?”
    (Frank Zappa)

    Zappa concorda sul fatto che a nessuno importa dei compositori in America. Alcuni critici intellettuali in Europa, pur lodando la sua inventiva, hanno detto “è troppo dissonante”.
    La sua musica può disdegnare la melodia ma è una sfida. Frank Zappa è sempre stato un artista sperimentale.
    (The Guardian Weekend, 15 maggio 1993)

    Nel clima di ‘guerra’ trai i giornalisti rock contro Zappa (che è proseguito per tutta la sua carriera), Pete Thomas, scrivendo sul Los Angeles Times nel 1966, ha affermato:
    “Immagino che potresti chiamarla pittura surreale messa in musica. Non contenti di registrare solo due lati di incomprensioni musicali, i Mothers of Invention dedicano quattro lati completi al loro tipo di “arte”. Se qualcuno possiede questo album, forse può dirmi cosa diavolo sta succedendo”.
    Si riferiva all’album “”We’re Only In It For The Money”.
    In seguito, lo stesso Zappa avrebbe risposto in modo piuttosto accurato, anche se con condiscendenza, ai critici rock, in particolare a coloro che cercano di ridurre il significato della musica a ciò che le parole di una canzone hanno da dire.
    (Hot Press, 7 aprile 1993)

    “I giornalisti fanno supposizioni sulla mia musica che sono lontane dalla realtà. Sulla copertina del nostro primo album ho messo un elenco di nomi di persone (importanti per me) che potrebbero aver influenzato la mia evoluzione musicale… Stravinsky, Varèse, ecc. Bene, nei successivi 5 anni, quei nomi continuarono a spuntare nelle “analisi” dei miei album ma furono sempre applicati in modo errato, tanto che un critico affermava che un certo passaggio era ovviamente influenzato da Varèse, ma era completamente falso”.
    (Frank Zappa, Melody Maker, 5 dicembre 1970)

    Frank era irrispettoso con giornalisti irrispettosi e incompetenti, che scrivevano recensioni senza neanche ascoltare i suoi dischi.
    Con i giornalisti degni di questo nome era adorabile.
    Ho letto che abbracciava forte i giornalisti onesti e appassionati (anche sconosciuti), spesso li abbracciava esageratamente forte.

    “Ogni spettacolo è diverso dall’altro, Zappa si diverte a suonare anche per quattro ore di seguito. Non è il solito tirchio musicale. I suoi momenti più straordinari restano comunque le conferenze stampa, come quando a Milano ha esordito distribuendo un mazzo di fotografie porno ai giornalisti presenti”.
    (Europeo n. 37, 12 settembre 1987)

    “I Mothers sono stati creati per colmare la maggior parte del divario che esiste tra la cosiddetta musica seria e il pubblico di massa. La musica veramente buona (classica e popolare) con tendenze avanzate è stata nascosta al grande pubblico. Un sistema di filtraggio di vecchiette seleziona la musica suonata dalle orchestre sinfoniche e dalle stazioni radio. Una volta che alcune persone arrivano al punto di possedere una discoteca o di controllare gli eventi in una sala da concerto, diventano critici e creatori di gusto. Di solito odiano la musica, amano gli affari e vogliono solo fare soldi. Ogni volta che ho a che fare con questo tipo di persone, dico sempre loro che odio la musica e lo faccio solo per i soldi e andiamo d’accordo. Dico loro che vorrei invece guidare un taxi, ma non riesco a prendere la patente”. (Frank Zappa, da un’intervista pubblicata a giugno del 1967)

  • Frank Zappa Vs Critics & Journalists – Part 2

    Frank Zappa Vs Critics & Journalists – Part 2

    200 Motels – Special Radio Spot commercial
    200 Motels – Mystery Roach ⁄ Magic Fingers

    “Non volevo un ricevimento per la stampa. Non volevo nessuno sul set di ‘200 Motels’. Era un obbligo contrattuale che avevamo con la United Artists”.
    “Il livello del giornalismo pop nel Regno Unito sembra essere superiore a quello degli Stati Uniti, sebbene possa essere un’illusione, tuttavia, nessuno dei due va bene. Ci sono, ovviamente, eccezioni e sono sicuro che ci siano nel mondo alcuni bravi scrittori di rock and roll e, a voi pochi coraggiosi, vi saluto. Per il resto di voi ragazzi, spero che vi guadagniate da vivere!” disse Frank.
    “I critici rock aiutano a vendere i dischi della qualità più bassa! Non passo ogni minuto di veglia a battermi il petto e dire ‘Sono stato frainteso’. Non mi importa”.
    (Record Mirror, 10 aprile 1971)

    “Ho smesso di leggere le recensioni circa due o tre anni fa perché è diventato disgustoso per me. Non ho alcun riguardo per la stampa pop americana e per alcuni aspetti della stampa pop britannica.
    La cosa orribile è che vai a fare interviste con queste persone che sono tutte molto carine, poi leggi quello che scrivono e pensi: “Non l’ho mai detto, non l’ho mai pensato”. Non solo: quella persona mi dipinge come un mostro”.
    Ho tirato fuori il vecchio Playboy, con l’articolo di Zubin Mehta…
    “Sì, gliene ho parlato l’altro giorno. È un ottimo esempio di giornalismo pop. L’ultima parte di quell’articolo parlava di un assolo in quel concerto e lo scrittore, in un articolo che avrebbe dovuto avere una certa autorità, non riusciva neanche a distinguere tra un violoncello e un fagotto. Ed è tutto lì su Playboy, con milioni di lettori… Scioccante”.
    (FZ, Sydney, 25 luglio 1973, da un’intervista pubblicata su On Dit)

    Zappa non sopportava i critici perché pensavano di sapere di cosa trattasse la sua musica quando ovviamente (per lui) non lo sapevano.
    “Devi conoscere quattro cose per capire la mia musica. Devi sapere molto sul rhythm ‘n’ blues. Devi avere una conoscenza pratica di tutta la musica d’arte occidentale negli ultimi 100 anni. Devi avere una conoscenza pratica completa di tutti i miei LP dal 1964. E devi aver visto uno dei miei spettacoli almeno una volta all’anno”.
    (Toronto Observer, dicembre 1993)

    I critici hanno problemi con Zappa, difficoltà a decidere se etichettarlo come il principe pagliaccio del rock, un musicista serio o un simulacro demoniaco.
    Un giornalista di Rolling Stone ha dichiarato non molto tempo fa che Zappa non ha il talento per scrivere una melodia rock elementare come “Louie Louie”.
    (Milwaukee Journal, 5 dicembre 1971)

    Nessun aggettivo è stato tralasciato da scrittori e critici che hanno tentato di scoprire e venire a patti con il ruolo di Zappa nella cultura contemporanea.
    È stato definito in mille modi, dall’anarchico all’art rocker, dal guru al genio, dall’idolo e ironico al brutto e strano.
    La musica di Zappa, come lui, non è facilmente descrivibile.
    Un giornalista della rivista Time alcuni anni fa, dopo aver assistito a un concerto dei Mothers, ha paragonato una delle canzoni di Zappa ad un “rumore come uno zoo che brucia”.
    (The Event, dicembre 1981)

    Ti piacciono le interviste?
    “Beh, ne traggo il meglio: supponiamo che tu debba passare un pomeriggio a Londra, lo passeresti seduto a rispondere alle domande? È come andare al dipartimento di Polizia. Un sacco di persone vengono qui e iniziano a fare supposizioni su chi sei, cosa fai, come vivi, cosa vuoi. Devi sederti e difenderti per mezz’ora. Che razza di vita è?
    (International Times, marzo 1977)

    “Essere intervistati è una delle cose più anormali che puoi fare a qualcun altro. E’ un passaggio rimosso dall’Inquisizione“ (Frank Zappa).

  • Frank Zappa Vs Critics & Journalists – Part 1

    Frank Zappa Vs Critics & Journalists – Part 1

    The Radio is Broken (The Man From Utopia, 1983)
    Jazz Discharge Party Hats (The Man From Utopia, 1983)

    Frank Zappa è un enigma. Le recensioni su di lui spesso si leggono come atti di accusa. Frank è probabilmente il compositore/arrangiatore/chitarrista più accusato della musica popolare.
    “Quando alle persone non piace quello che faccio, se la prendono con me personalmente. In realtà, mi odiano come persona perché quello che faccio sembra minacciare qualcosa sul modo in cui vivono”.
    “Man From Utopia è stato probabilmente uno dei dischi più disprezzati che io abbia mai fatto perché conteneva alcune canzoni che erano semplicemente troppo strane per le persone”.
    Quei critici, quegli ipocriti e ignoranti modelli di incomprensione. Sono per le strade, tra i cespugli, lanciano pietre d’ignoranza su Zappa. C’è un desiderio costante di definirlo, di spiegare, di etichettare per valutare Frank Zappa in senso “pop”. Canzoni come “Jazz Discharge Party Hats” e “Dangerous Kitchen” non sono mai state progettate per il pantheon dei goldies di Billboard.
    “Se vuoi etichettare la mia musica la cosa migliore da fare è dire che si tratta di intrattenimento specializzato per persone che possono vedere la differenza. Lo concepisco come un intrattenimento. Se non ti piace, non ascoltarlo. È progettato per quelle persone a cui piace già, che sanno già qual è l’umorismo o sanno perché questa roba è impossibile. Dato il clima dei tempi nell’America degli anni ’80, è statisticamente impossibile che esista”.
    “Non vivo o muoio sulle opinioni di critici e giornalisti, è irrilevante. La decisione finale è mia. Sono l’unico a sapere quale è l’idea iniziale e quanto la performance si avvicina all’idea originale”.
    Ad eccezione di canzoni come “Dancin’ Fool” e “Valley Girl”, gran parte del materiale di Zappa è rimasto inaccessibile alla radio.
    “Beh, tutto è inaccessibile alla radio a meno che tu non paghi per farlo ascoltare, capisci? Ma per cosa dovrei pagare? Non mi occupo di fare dischi di successo. Mi occupo di fare qualsiasi tipo di musica che voglio fare in quel momento”.
    “La stampa ha diritto alla sua opinione, ma faccio il mio lavoro per le persone che comprano dischi e comprano biglietti per concerti ed ascoltano la mia musica perché a loro piace. La stampa non è al passo con i desideri di quelle persone che hanno comprato letteralmente milioni di album da quando ho iniziato. Ora qualcuno si sbaglia ed è il ragazzo con la matita”.
    “Si sentono minacciati, sconvolti dal fatto che io possa continuare a farlo, che esisto. Si rendono conto che non lo capiscono e se non capisci qualcosa, per mantenere la tua autostima, devi dire che quello che non capisci è merda. Questo, in apparenza, ti rende una persona migliore e rende peggiore chi viene accusato”.
    Il fedele seguito di Zappa, nonostante tutto, è rimasto intatto. Mentre l’America è stata un mercato ragionevolmente stabile per lui, i suoi dischi sono andati sorprendentemente bene all’estero.
    Gran parte del lavoro di Zappa non raggiunge mai le stazioni radio. I programmatori radiofonici sono duri con gli enigmatici rinnegati musicali.
    “La visione musicale del Paese, in senso lato, è determinata da tutti i media. In radio si sente solo ciò che è formattato. Il business del rock ‘n’ roll è come qualsiasi altro business. Non spicca il volo da solo, è merchandising. Non sto a questo tipo di gioco. Chiunque oggi può avere un disco di successo se paga le giuste tangenti alle persone giuste. Ecco cos’è il business del rock ‘n’ roll. E’ un gioco che esisteva già negli anni ’50. Infilavi una banconota da 100 dollari nella copertina del tuo singolo 45, la inviavi al disc jockey e lui la mandava in onda alla stazione radiofonica”.
    “È un racket e non mi interessa essere nel racket. Voglio fare musica e la faccio in un modo che attiri le persone a cui non piacciono le cazzate”.
    (The Pitt News, 30 novembre 1984)

    “Buona parte del giornalismo rock è composto da gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere”.
    (Frank Zappa)

    “Voglio mettere sotto accusa il lato negativo del ruolo della stampa: ho vissuto da musicista in un’era del rock’n’roll in cui la stampa rock era portavoce dell’industria. Negli anni Settanta, quando il rock su scala industriale divenne veramente un grosso affare, le case discografiche iniziarono a rifornire i giornalisti musicali più famosi di cocaina, ragazze, soldi, party e altre cose, così che fossero ben ‘oliati’ e pronti a scrivere ininterrottamente stupendi articoli su gruppi che avevano bisogno di essere promossi. Era pura vaselina, no?”.
    (Chitarre n. 73, aprile 1992)

    In una celebre intervista degli anni ’80, alla domanda rivolta a Frank da un giornalista che, non conoscendolo bene, lo vedeva quale parte degli hippies: “Quali sono i suoi ricordi della Summer of Love?”, lui rispose: “Non ricordo alcuna Summer of Love, ma The Golden Age of Fucking!”.
    (Rockerilla, settembre 2016)