Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • Frank Zappa’s Style 12: solo for orchestra, rhythm guitar, arrangements, composition, more

    Frank Zappa’s Style 12: solo for orchestra, rhythm guitar, arrangements, composition, more

    Sinister Footwear 2nd Movement – Live, 1988 (Make A Jazz Noise Here, 1991)
    Sinister Footwear World Premiere Complete Version (15 giugno 1984), Zellerbach Auditorium, Berkeley, Concerto ‘A Zappa Affair’

    In copertina un disegno di Jim Mahfood

    Un’intera orchestra suona il tuo assolo di chitarra improvvisato?
    “Sì, ma armonizzato e orchestrato. Non penseresti mai che sia uscito da una chitarra. Il motivo per cui l’ho scelto è che suonava così composto. Il terzo movimento di “Sinister Footwear” è una trascrizione esatta di un assolo (trascritta da Steve Vai). È diabolicamente difficile, probabilmente la cosa più difficile su carta che ho”.
    Una cosa che manca nella maggior parte degli artisti rock è pensare in modo astratto.
    “Il mio segreto è che so quello che sto facendo. Ero in grado di proiettare le cose in modo astratto già da adolescente”.
    Questo ha causato qualche stranezza nei primi gruppi rock in cui hai suonato?
    “Beh, è un po’ difficile convincere la gente che una marimba può avere un posto in una band rhythm and blues. Nella mia band al liceo, suonavo la marimba. Ho sempre pensato che quel tipo di suono sarebbe stato buono per le chitarre boogie e così via. Un approccio non tradizionale”.
    (Mix, giugno 1983)

    “Ci deve essere abbastanza spazio quando suoni. Questo fa funzionare la musica. Non funziona su carta e nel vuoto ma nell’aria. Lo senti perché le molecole d’aria stanno facendo accadere qualcosa nei tuoi timpani. È così che lo senti, a prescindere che provenga da un giradischi, un impianto audio o una sala da concerto. Quindi, senza quelle piccole molecole non hai niente. Ciò di cui parliamo, quando si esegue la musica, è di aria scolpita. I modelli si formano nelle onde radio; tutte le diverse frequenze di tutti gli strumenti che suonano creano schemi e il tuo orecchio li sta rilevando. A livello puramente scientifico, queste frequenze provocano reazioni psicologiche e fisiologiche nell’ascoltatore. Una certa frequenza fermerà il tuo cuore, qualcos’altro ti farà cagare, altro ancora ti farà venire il mal di testa o ti farà sanguinare il naso, qualcos’altro stimolerà emozioni. La mia teoria è che non si percepisce la musica o il suono soltanto attraverso le orecchie, ma attraverso tutto il corpo (nella gola, nello stomaco, nelle braccia, nei piedi). Quando usi un certo tipo di amplificazione in una grande sala da concerto, stai facendo qualcosa alle persone oltre ad intrattenerle. Stai influenzando i loro corpi e dovresti esserne consapevole mentre suoni ad alto volume”.
    (Down Beat, febbraio 1983)

    Ti consideri un chitarrista solista o un chitarrista ritmico?
    “Più un chitarrista ritmico”.
    Definisci te stesso musicalmente…
    “Sono il “Mister Loyal” di un piccolo circo elettronico e musicale”.
    Ti consideri un leader?
    “No, sono solo un musicista”.
    (Extra, febbraio 1971)

    “Mi piacciono gli arrangiamenti in cui tutto è specificato. Pianifico le linee di basso e il tipo di figure che verranno suonate”.
    (Musicians Only, 26 gennaio 1980)

    “La composizione è un processo in cui gli elementi sono organizzati in una certa struttura dal compositore. Questo è lo schema più ampio e generale che posso dare. Anche fare un film è una composizione; si tratta di organizzare elementi visivi, comportamentali, materici e spazio-temporali, allo stesso modo in cui organizzerei gli appunti su un foglio di carta. Penso alla struttura generale allo stesso modo. Se mi esibisco con una band, lo spettacolo stesso è una composizione: coinvolge sezioni che sono composizioni più piccole. Anche un’intervista è una composizione”.
    Che tipo di struttura cerchi quando componi?
    “Non la cerco: penso che ogni compositore abbia un’idea delle proporzioni ideali che si adattano al gusto personale. Prendi la tua materia prima, le tue note, i tuoi elementi visivi o altro e trovi equilibri tra forte e morbido, veloce e lento, tanto e poco, spesso e sottile. È come cucinare o costruire un cellulare. I contrasti aiutano a definire la struttura e, allo stesso tempo, fanno parte degli elementi che si stanno strutturando”.
    (Trouser Press, febbraio 1980)

    “Quando ho formato i Mothers” racconta Zappa “mi piaceva la musica blues ed avevo quella in mente. Sperimentando in giro, ho notato che le scale blues assumevano un carattere completamente diverso se collocate in un altro clima armonico. Avevo scritto molta musica per orchestra e musica da camera, ma non riuscivo a farla suonare. Mi interessavano certe cose ritmiche che non erano comuni né alla musica popolare né a quella orchestrale e volevo lavorare su quelle. La band era l’unica cosa che mi avrebbe permesso di farlo”.
    (Berkeley Barb, 27 marzo – 2 aprile 1980)

  • Frank Zappa Live: 1973 08 21, Stockholm In Bondage – Opopoppa, Stockholm, full concert (audio)

    Frank Zappa Live: 1973 08 21, Stockholm In Bondage – Opopoppa, Stockholm, full concert (audio)

    1973 08 21, Stockholm In Bondage – Opopoppa Concert, Soliden, Skansen, Stockholm, Sweden

    Summer European Tour – show #3

    FAIR USE

    con Frank Zappa, Tom Fowler, Bruce Fowler, Jean-Luc Ponty, Ian Underwood, George Duke, Ruth Underwood, Ralph Humphrey

    Frak Zappa e la sua band si esibirono a Soliden, Skansen (Stoccolma), in Svezia, il 21 agosto 1973, durante il tour “Grand Wazoo”.
    Originariamente, questo concerto è stato suddiviso in 2 trasmissioni televisive svedesi da cui fu tratto il primo bootleg, Piquantique, non autorizzato.
    L’orchestra di otto elementi (incluso Jean-Luc Ponty) crea un enorme muro di jazz rock fusion caotico, rapido e divertente. Ogni minuto del concerto contiene decine di dettagli da ascoltare e molti assoli estesi di ciascun membro della band. RDNZL è, probabilmente, la migliore versione mai ascoltata.

    Il concerto denominato Opopoppa ‘73, incluso nella collezione della biblioteca musicale di Tikkurila in Finlandia, vide la band di Frank Zappa in una fase di transizione, tra il vaudeville sovversivo dei primi Mothers e le oscenità giovanili degli album successivi. Qui non si nota alcuna teatralità, nessun commento sociale tagliente, ma solo tanti brani strumentali.
    Si distingue dagli altri per diverse caratteristiche uniche a cominciare dall’ensemble completo con musicisti virtuosi e di spicco come Jean-Luc Ponty e George Duke, che hanno contribuito notevolmente a creare un suono ricco e dinamico. L’esibizione a Stoccolma ha offerto assoli estesi e dialoghi musicali spontanei tra i membri della band. A questo aggiungiamo pure la grande energia del pubblico di Stoccolma che ha esaltato il concerto: Zappa ha spesso interagito con i fan. Un concerto memorabile.
    Il DVD non ufficiale del concerto di Stoccolma ha sorpreso per la buona qualità del suono.

    Father O’Blivion somiglia poco alla versione in studio di Apostrophe del 1974. E’, in realtà, una jam orchestrata di venti minuti con sorprendenti assoli di Ponty, Bruce Fowler al trombone, Ian Underwood al clarinetto, la sbalorditiva Ruth Underwood alle percussioni. In sostanza, il brano indicato come Father O’Blivion è un mix dell’arrangiamento di Big Swifty utilizzato in The Adventures of Greggery Peccary e The Be-Pop Tango.
    Dupree’s Paradise è a dir poco grandiosa.
    La registrazione dell’intero concerto è stata diffusa da zappateers il 6 novembre 2009 durante la celebrazione ufficiale di Zappadan (4-21 dicembre).

    Frank Zappa: guitar, vocals
    Jean-Luc Ponty: violin
    Ian Underwood: clarinet, flute, saxophone, synth
    Bruce Fowler: trombone
    Ruth Underwood: percussion, marimba, vibraphone
    George Duke: synthesizer, keyboards
    Tom Fowler: bass
    Ralph Humphrey: drums

    Tracklist

    01 Intro (Claes “Clabbe” af Geijerstam) [1.49]
    02 Cosmik Debris [8.01]
    03 Eric Dolphy Memorial BBQ* [0.56]
    04 Kung Fu [1.08]
    05 Penguin In Bondage [4.06]
    06 RDNZL [4.31]
    07 Montana [8.38]
    08 Dupree’s Paradise [23.44]
    09 Preamble to Farther O’Blivion [0.55]
    10 Farther O’Blivion (incl. Join The March And Eat My Starch) [21.41]

  • FZ Connection 8 (CC – Inca Roads) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    FZ Connection 8 (CC – Inca Roads) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/watch?v=XoFRL0ot64A

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    Seguendo la strada della Continuità Concettuale teorizzata ed applicata da Frank Zappa, Cameron Piko ha tracciato una mappa interattiva analizzando 63 album del singolare compositore di Baltimora.
    Seguendo la strada della CC (Conceptual Continuity), mi ritrovo a percorrere le Inca Roads e scopro, grazie alla mappa interattiva di Piko, le connections di questo amatissimo brano di Zappa che fa parte dell’album One Size Fits All (pubblicato nel giugno del 1975).

    Le connessioni o elaborazioni di continuità si ripetono svariate volte in altri brani esclusivamente in termini di assolo.
    Ecco quali sono:
    On The Bus (Joe’s Garage): assolo tratto da una performance di Inca Roads con un nuovo supporto;
    Rubber Shirt (Sheik Yerbouti): una xenocronia. Originariamente, il basso era inteso come sovraincisione su un assolo di chitarra di Inca Roads, prima di essere collocato in questo brano;
    Pick Me, I’m Clean (Tinseltown Rebellion): l’assolo di chitarra deriva da Inca Roads. Si può notare la progressione di accordi ovunque;
    Shut Up ‘N Play Yer Guitar (Shut Up ‘N Play Yer Guitar): assolo da Inca Roads;
    Gee, I Like Your Pants (Shut Up ‘N Play Yer Guitar Some More): assolo da Inca Roads;
    Return of the Son of Shut Up ‘N Play Yer Guitar (Return of the Son of Shut Up ‘N Play Yer Guitar): assolo da Inca Roads;
    Shut Up ‘N Play Yer Guitar Some More (Shut Up ‘N Play Yer Guitar Some More): assolo da Inca Roads;
    Inca Roads (You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 2): l’assolo di questa versione è lo stesso di Inca Roads incluso nell’album One Size Fits All;
    System of Edges (Guitar): assolo da Inca Roads.
    Tra le ‘connections’, c’è anche Approximate.

    Inca Roads racconta di un veicolo di origine aliena atterrato sulla Cordigliera delle Ande. Conduce l’ascoltatore in un viaggio nel mondo mistico ed enigmatico dell’antica civiltà Inca. Attraverso un testo che fa riflettere e un arrangiamento musicale complesso, questa canzone ci invita ad esplorare le possibilità di incontri extraterrestri, i misteri delle montagne andine.
    La menzione di un veicolo proveniente “da qualche parte là fuori” ci spinge a considerare la possibilità di una visita aliena in un luogo remoto come le Ande. Gli extraterrestri incontrano la civiltà Inca che costruì strade e strutture complesse sulle Ande: il testo accenna ad una figura misteriosa chiamata “regina del guacamole”.
    Man mano che la canzone procede, i testi diventano più sciocchi e sembrano deridere l’inizio della canzone.
    “Inca Roads” ironizza sulle sconcertanti teorie di Von Däniken, uno scrittore pseudo-scienziato, noto per i suoi libri di archeologia misteriosa e uno dei principali sostenitori della cosiddetta “teoria degli antichi astronauti”.
    Zappa ironizzava anche sulla moda musicale del momento: un progressive rock direttamente influenzato dalla fantascienza. Testi e musica sembrano prendere in giro certi gruppi rock progressivi e la loro profondità divina probabilmente forzata.
    Il cantante e tastierista George Duke ha detto in un’intervista che Zappa gli ha fatto pressioni per cantare in “Inca Roads”. Duke non aveva intenzione di cantare, era lì soltanto per suonare le tastiere.

    Ma siamo sicuri che Zappa si è limitato ad ironizzare sugli ‘antichi astronauti’ alieni? Cosa pensava seriamente Frank su UFO, alieni, extraterrestri?
    Il figlio, Ahmet Zappa, ha condiviso il mistero irrisolto dell’UFO riferito a suo padre. Ha rivelato che Frank ha avuto potenzialmente una sinestesi, ovvero una percezione visiva dovuta ad uno stimolo sensoriale.
    Durante un’intervista su YouTube, Frank Zappa ha detto che una volta ha visto un UFO. Per qualche dannata ragione, l’intervistatore non si è agganciato a questo e non ha chiesto dettagli.

    https://www.youtube.com/watch?v=INxIwPudBXQ

    Cosa pensi riguardo ai casi UFO del governo?
    “Sento che c’è molto di più e, visto tutto quello che copre il governo, non c’è motivo per loro di non coprire le informazioni sugli UFO…”.
    (The Rock Report, luglio 1989)

    Frank Zappa, oltretutto, aveva un amore viscerale per i film di fantascienza.

    Vi segnalo questo video sull’evoluzione degli arrangiamenti di “Inca Roads”.
    Mostra come il brano sia passato da un breve strumentale ad una ballata e ad un’epopea in più parti completamente formata in un anno e mezzo.

    https://www.youtube.com/watch?v=eEUCb4QPzAE

  • Frank Zappa & Edgar Varèse: Ottava parte

    Frank Zappa & Edgar Varèse: Ottava parte

    FZ dirige Edgar Varèse: Ionisation & Intégrales (9 febbraio 1983)

    Zappa si prepara a dirigere, il 9 febbraio 1983, San Francisco Contemporary Music Players (ndr: uno degli ensemble più attivi negli USA dedicati alla musica contemporanea) alla War Memorial Opera House in due opere di Edgar Varèse (“Ionisation” e “Intégrales”), il suo idolo adolescenziale.
    Il programma, una celebrazione del centenario della nascita di Varèse e del compositore viennese Anton Webern, vedrà anche il cofondatore di Contemporary Music Players, Jean-Louis LeRoux, dirigere le selezioni Webern e brani aggiuntivi di Varèse.
    Questa non è la prima volta che Zappa dirige un ensemble da camera classica, ma sarà la prima volta che dirige musica di qualcun altro.
    Frank Zappa aveva 15 anni quando scoprì Varèse, prima in un riferimento denigratorio sulla rivista Look e poi in un album graffiante e usato, The Complete Works of Edgard Varèse, Volume One.
    “Per quattro anni quello è stato l’unico LP che ho posseduto” ha detto Zappa “Lo ascoltavo tutti i giorni e mi sembrava molto normale e naturale”.
    A chi pensa che bisogna avere un orecchio allenato ed una comprensione raffinata per apprezzare Varèse Zappa risponde: “Quando l’ho ricevuto ero un ragazzo di 15 anni senza alcuna educazione musicale. L’ho sentito e ho detto ‘Sì, è del tutto corretto’. Lo amavo. … Sono passato direttamente da Howlin’ Wolf a Edgard Varèse senza alcun problema, a livello animale, credo”.
    “La questione di scrivere un brano musicale” ha spiegato Frank “consiste in questo: hai un pezzo di carta bianco e devi decidere quali punti mettere prima di trasformarli in onde sonore. Le soluzioni di Varèse mi sembrano molto più razionali di altre soluzioni offerte da altre persone nel corso degli anni”.
    “Tutte le norme musicali che insegnano agli studenti a scuola sono, in realtà, raccolte delle varie abitudini di tutti i compositori del passato. I libri di armonia e di contrappunto non contengono regole scolpite in una tavoletta di pietra su una montagna da qualche parte. Sono raccolte di modelli e stili abituali di varie persone. E sembra che Varèse abbia guardato tutto questo e abbia detto ‘Questo non fa per me’: così, ha escogitato un altro modo di fare le cose e mi piace quell’atteggiamento. Molti dei cosiddetti compositori classici non mi trasmettono emozioni perché non c’è mistero in quello che fanno. È musica da formula. Solo perché la roba classica è stata scritta da persone morte non necessariamente la rende musica di qualità”.
    “E’ così fottutamente difficile convincere qualcuno a suonare un’opera innovativa. I ragazzi della London Symphony Orchestra non l’avrebbero suonata se non avessi finanziato io stesso il progetto”.
    “Allora come faranno queste persone a suonare qualcosa di nuovo? O perché dovrebbero quando possono continuare con questa fottuta truffa per secoli perché il pubblico americano non conoscerà mai la differenza? Gli americani si considerano molto moderni, desiderosi di proiettarsi verso il futuro ma non lo sono, ne sono terrorizzati. Artisticamente, questa è forse la nazione più schifosa della Terra. Le persone non proveranno mai nulla perché tutto il loro gusto è già deciso da persone più stupide di loro, con una visione ristretta”.
    “Il problema di base è un problema di salute mentale. Ciò che tiene isolato l’artista è la cattiva salute mentale delle persone che consumano l’arte. Una persona che non fa arte non può concepire come si possa fare arte. È spaventoso per loro e per tutto ciò che è rafforzato dalla TV e dai film. Ogni volta che viene mostrato un artista, è sempre dipinto come una specie di pazzo squilibrato, come se fosse affetto da malattia creativa”.
    “Questo concerto non farà cambiare idea a nessuno e rassicuro i miei fans: non abbandonerò il rock and roll perverso ed esotico prodotto finora perché devo guadagnarmi da vivere e, di certo, non posso farlo dirigendo o registrando un’orchestra con la London Symphony Orchestra. Non c’è modo. Questa è l’America…”.
    (Bay Guardian, 2 febbraio 1983)

    In occasione di un concerto di beneficenza per la celebrazione del doppio centenario Varèse-Webern, il 9 febbraio 1983 Frank Zappa ha diretto Edgar Varèse scegliendo, tra le varie opere del grande compositore francese naturalizzato statunitense, Ionisation e Integrales. Il concerto si è svolto a San Francisco (Contemporary Music Players, al War Memorial Opera House) con Grace Slick come maestra di cerimonia. E’ stato organizzato da Jean-Louis LeRoux il quale ha proposto a Zappa di condividere la direzione (“tu dirigi Varèse, io mi occupo di Webern”).
    FZ ha aperto il concerto dirigendo Ionisation (scritta per 13 percussionisti e 37 strumenti) e l’ha concluso con Intégrales (opera composta per fiati, ottoni e percussioni).
    “Quei musicisti di San Francisco erano molto bravi – ha ricordato Zappa – E’ un peccato che il concerto non sia stato registrato, il tono era buono, il ritmo era buono. E’ stato un piacere dirigerli”.
    (Mother People 33-1986)

  • Frank Zappa, 18 June 1970, Uddel, Netherlands – Live at the “Piknik” show + interview, VPRO TV

    Frank Zappa, 18 June 1970, Uddel, Netherlands – Live at the “Piknik” show + interview, VPRO TV

    con Frank Zappa, Aynsley Dunbar, George Duke, Ian Underwood, Jeff Simmons, Howard Kaylan e Mark Volman

    Questo bootleg presenta Franz Zappa e la sua band in diretta dal programma televisivo ‘Piknik’, Uddel (Paesi Bassi) del 18 giugno 1970 trasmesso su VPRO TV (Vrijzinnig Protestantse Radio Omroep).
    Dopo il moderato successo di Burnt Weeny Sandwich e Weasels Ripped My Flesh – entrambi registrati alla fine degli anni ’60 e pubblicati nel 1970 – i Mothers of Invention originali si erano sciolti. Zappa trasformò la band in The Mothers che durò solo sette mesi. La nuova band era composta da Aynsley Dunbar, George Duke, Ian Underwood, Jeff Simmons, Flo & Eddie (alias Howard Kaylan e Mark Volman).

    Attraverso la VPRO TV alcuni giovani underground creavano programmi televisivi. Realizzarono anche un programma musicale chiamato “Hoepla” con ragazze nude, che provocò uno scandalo.
    Uno degli ideatori del programma era Rudolf Kiers, che realizzò anche dei documentari su Zappa, uno dei quali è uscito con il titolo True Story of 200 Motels.
    I programmi “Piknik” venivano filmati in diretta, all’aperto: contenevano informazioni, interviste e musica.

    Il programma venne trasmesso da un sito segreto. Le persone invitate vennero trasportate in autobus come in una sorta di “Magical Mystery Tour” con destinazione sconosciuta. Gli autobus partivano da Amsterdam (dall’indirizzo di redazione della rivista Aloha, Alexander Boersstraat 20 e Fantasio II, Haarlemmerhouttuinen). Erano tutti prenotati e gli ospiti venivano selezionati da organizzazioni come Provadya. Le persone interessate venivano portate in loco quasi bendate: salivano su un autobus che non sapevano dove li avrebbe portati, da qualche parte in Olanda.

    Il viso di Zappa era decisamente piccolo, in qualche modo accentuato dai capelli ricci legati a coda di cavallo sul collo. Occhi scuri, che quel pomeriggio variavano dall’espressione amichevole a quella umoristica, ironica e assente. Baffi scuri e folti con strisce laterali verticali sotto un leggero naso a uncino. Sotto il labbro inferiore una piccola barba che sembrava essere un po’ fuori centro. Intorno al collo una sottile catena con due maglie metalliche. Con un maglione viola sedeva lì, dietro il bancone che formava una solida barriera tra lui e la stampa olandese, pronto a rispondere alla montagna di domande.
    In quel live, Zappa avrebbe eseguito due canzoni non note in Olanda: Giraffe e Sharleena.
    Circa 100 fan hanno atteso quel pomeriggio Zappa e le sue Mothers che si sono esibiti in un’ora e mezza di concerto a Fantasio II, in un edificio usato principalmente come dormitorio.

    Tracklist

    01 FZ Interview & Band Intro
    02 Wonderful Wino
    03 Concentration Moon
    04 Mom & Dad
    05 The Air
    06 Dog Breath
    07 Mother People
    08 You Didn’t Try To Call Me
    09 Envelopes
    10 Call Any Vegetable
    11 King Kong part 1
    12 Igor’s Boogie
    13 King Kong Part 2

  • Frank Zappa, Memorial Auditorium, Buffalo NY, November 15, 1974 – Disc 1

    Frank Zappa, Memorial Auditorium, Buffalo NY, November 15, 1974 – Disc 1

    Frank Zappa – chitarra, voce
    Napoleon Murphy Brock – sassofono, flauto, voce
    Tom Fowler – basso
    George Duke – tastiere, voce
    Ruth Underwood – percussioni
    Chester Thompson – batteria

    A dispetto dei brani più popolari tratti da album ufficiali noti ai più, le esibizioni live non ufficiali offrono performance stellari di Frank Zappa e della sua band, seppure tutt’altro che popolari.
    Uno di questi tesori è il concerto proposto in questo video, che ha avuto luogo al Memorial Auditorium, Buffalo NY, il 15 novembre 1974 ed è stato originariamente trasmesso da WNEW-FM.

    La registrazione stereo risulta incontaminata, ovvero senza fruscio del nastro.
    Nel 1974 Frank Zappa si esibì con la sua band in 122 concerti, in 105 città e 16 Paesi. Fu un anno particolarmente intenso per Zappa ed una delle sue migliori band, l’amatissima band Roxy con Napoleon Murphy Brock, Ruth Underwood, George Duke, Tom Fowler e Chester Thompson. Mancava, per un motivo sconosciuto, il secondo batterista, Ralph Humphrey.
    La musica presentata nel tour è tratta principalmente dalle due uscite contemporanee di Zappa, Over-nite Sensation (1973) e Apostrophe (1974).
    Il modo migliore per far conoscere la musica di Zappa, ancor prima dei suoi album ufficiali, è immergersi in spettacoli come questo.

    Tracklist Disco 1

    1. Tush Tush (A Token Of My Extreme)
    2. Stinkfoot
    3. RDNZL
    4. Village Of The Sun
    5. Echidna’s Arf
    6. Don’t You Ever Wash
    7. Penguin In Bondage
    8. T’Mershi Duween
    9. Dog Breath Variations
    10. Uncle Meat
    11. Building A Girl

    Il presente bootleg è composto da due dischi. In questo video pubblico soltanto il Disco 1, manca il Disco 2 che comprende Don’t Eat The Yellow Snow, Nanook Rubs It, St. Alphonzo’s Pancake Breakfast, Father O’Blivion, Tush Tush Outro, Camarillo Brillo e More Trouble Every Day.

  • Frank Zappa, For Sharleena – Olympic Auditorium, Los Angeles, CA 1970 03 07

    Frank Zappa, For Sharleena – Olympic Auditorium, Los Angeles, CA 1970 03 07

    con Frank Zappa, Ian Underwood, Aynsley Dunbar, Don “Sugar Cane” Harris e Max Bennett

    Il bootleg originale For Sharleena di Frank Zappa & Hot Rats contiene il Live svoltosi all’Olympic Auditorium di Los Angeles il 7 marzo 1970. Rilasciato tra il 1970 e il 1974 in formato LP/CD da Flashback Records con l’etichetta Quality Records, è stato uno dei primi bootleg in circolazione con musica di Zappa.
    In seguito, è stato ristampato su CD come Twinkle Tits e come 200 Motels Live with Zubin Mehta & the LA Philharmonic (2 LP, vinile nero/colorato). Quest’ultimo doppio LP è stato copiato su POD Records (con una copertina diversa) e ristampato in vinile (verde e arancione) dalle tavole TMOQ di K&S Records in 150 copie. Successivamente, è stato ristampato come Provocative Squats con copertina bianca e inserto rosso.

    Le tracce 2-3 compaiono anche su Apocrypha (stessa registrazione). In particolare, la traccia 3 è una cover zappiana del brano di Little Richard.
    Zappa annuncia TwinkleTits come “un valzer” e una “prima mondiale” (il pezzo è simile a Little House I Used to Live in).
    La traccia 4 è elencata come “The Clap” soltanto nell’originale, non nelle riedizioni. Alcuni riferiscono che fu stampato per la prima volta su vinile nero inserito in una copertina bianca stampata a mano, e che le edizioni successive presentano diverse copertine con stampe in vinile rosso e blu. Tuttavia, alcuni rapporti confermati riferiscono di una stampa in vinile arancione di TMOQ 71059 con copertina di cartone arancione, timbrata a mano.
    La copertina del CD prodotto e pubblicato da Flashback di For Sharleena (presentato in questo video) è di un giallo intenso con la scritta ZAPPA in grandi lettere fluenti.
    L’immagine di copertina è un disegno di Brigitte Kowalczyk

    Tracklist

    Sharleena
    Twinkle Tits
    Directly From My Heart to You
    Chunga’s Revenge

  • Frank Zappa Live: Sportpaleis Ahoy Rotterdam, The Netherlands 1979 02 27

    Frank Zappa Live: Sportpaleis Ahoy Rotterdam, The Netherlands 1979 02 27

    con FZ, Ike Willis, Denny Walley, Warren Cuccurullo, Arthur Barrow, Vinnie Colaiuta, Ed Mann, Tommy Mars, Peter Wolf

    Questo bootleg contiene la migliore registrazione del concerto di FZ allo Sportpaleis Ahoy di Rotterdam datato 27 febbraio 1979.
    Rientra nel tipico spettacolo del tour europeo del 1979 che, in genere, vantava assoli di chitarra notevoli. Per questa ragione, Frank Zappa decise di selezionare tutti gli assoli registrati live di questo tour da inserire su Joe’s Garage I, II & III.
    Sono tratti dal tour anche Shut Up ‘n Play Yer Guitar, Shut Up’n Play Yer Guitar Some More e Return of The Son of Shut Up ‘n Play Yer Guitar.
    Circolano alcuni ‘boots’ contenenti le registrazioni della tavola armonica del tour. “Any Way the Wind Blows” della serie “Beat the Boots” deriva dallo spettacolo tenutosi a Parigi il 24 febbraio.
    La qualità del suono di questa registrazione live è piuttosto buona anche se presenta alcuni tagli.
    L’ultima traccia del CD è una buona versione di Watermelon in Easter Hay.

    Tracklist:

    01 Intro [1:15]
    02 Treacherous Cretins [6:04]
    03 Band intros [0:50]
    04 Dead Girls Of London [2:37]
    05 I Ain’t Got No Heart [2:08]
    06 Brown Shoes Don’t Make It [7:12] °°° tf/Drew51 source patch {0:09 – 0:18}
    07 Cosmik Debris [4:13]
    08 Tryin’ To Grow A Chin [3:33]
    09 City Of Tiny Lights [8:34]
    10 Dancin’ Fool [3:30]
    11 Easy Meat [6:35]
    12 Jumbo Go Away [4:38] °°°cut 0:04 music missing
    13 Andy [5:27]
    14 Inca Roads [11:20]
    15 Florentine Pogen [5:22]
    16 Honey Don’t You Want A Man Like Me? [4:28]
    17 Keep It Greasey [3:40]
    18 The Meek Shall Inherit Nothing [3:20]
    19 For The Young Sophisticate [2:44]
    20 Wet T-shirt Nite [2:28]
    21 Why Does It Hurt When I Pee? [2:41]
    22 Peaches En Regalia [2:37] °°°cut 0:27 music missing
    23 Yellow Snow Suite [15:09]
    24 Audience and encore intro [0:23] °°°cut 0:02 applause
    25 Montana [5:06]
    26 Watermelon In Easter Hay [7:04]

  • Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 2 (review)

    Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 2 (review)

    con Frank Zappa, Adrian Belew, Patrick O’Hearn, Tommy Mars, Peter Wolf, Ed Mann e Terri Bozzio

    https://www.youtube.com/watch?v=LAVqnX1TSdo

    Uno dei bootleg migliori in circolazione è quello del concerto del 15 febbraio 1978 alla Deutschlandhalle di Berlino. Non importa se l’ordine del materiale dei due CD (bootleg) non segue il formato dello spettacolo.
    Il concerto si è svolto poco più di un anno prima dell’uscita di Sheik Yerbouti (1979): ascoltandolo è facile rendersi conto che lo spettacolo è quasi un’anteprima canzone per canzone di quell’album. Questo bootleg potrebbe in effetti essere quello di cui parla Zappa all’inizio di As An Am (serie Beat The Boots), quando si lamenta di un bootlegger che ha sostanzialmente registrato un intero album prima di poterlo pubblicare.

    Anche le “canzoni” che erano in realtà assoli di chitarra all’interno di brani suonati al concerto di Berlino si presentano come entità musicali separate con nuovi nomi nell’album Sheik Yerbouti. Ad esempio, l’assolo di chitarra di Berlino in The Torture Never Stops può suonare molto familiare e dovrebbe esserlo. Quell’assolo apparve più tardi nell’uscita ufficiale di Sheik Yerbouti con il titolo Rat Tomago. Un altro assolo di chitarra fantastico appare in Sheik Yerbouti: è tratto dalla lunga interpretazione berlinese d’avanguardia di Little House I Used to Live In. Questo assolo appare come The Sheik Yerbouti Tango.
    In sostanza, 11 delle 18 canzoni elencate in Sheik Yerbouti sono state suonate e bootlegate a Berlino un anno prima e, se si includono gli assoli di chitarra menzionati, 13 delle 18 composizioni di “Sheik Yerbouti” sono state registrate e bootlegate dallo show di Berlino.
    Nonostante il suono mediocre (trattandosi di un’uscita non ufficiale) si tratta della registrazione di un concerto superbo. Se questo bootleg fosse stato rimasterizzato e pubblicato ufficialmente, avrebbe potuto guadagnare 5 stelle.

    Circa due ore e mezza complessive di musica suonata con precisione, che include alcuni dei migliori assoli di chitarra dal vivo di Zappa. Ci sono anche delle tastiere davvero eccezionali, senza contare il basso funky e bizzarro di Patrick O’Hearn. Lo spettacolo passa facilmente dall’hard rock al jazz funk stiloso, con passaggi all’avanguardia, per poi tornare al rock da arena. Frank presenta la band mentre suonano un motivo di One Size Fits All, quindi si lanciano in Dancin’ Fool, la prima delle 11 tracce che questo concerto ha ripreso da Sheik Yerbouti.
    Si passa poi ad una versione molto cool di Peaches En Regalia. Il pubblico è ormai ‘caldo’, il momento giusto per passare a The Torture Never Stops in cui prevale la chitarra di Frank. Il suo assolo di chitarra killer dura circa 6 minuti: è stato ridotto a 5:15 per Rat Tomago incluso in Sheik Yerbouti. Un momento speciale per il pubblico; questo assolo di chitarra si distingue come una delle composizioni musicali per chitarra di Zappa più autonome.
    Lo spettacolo prosegue con tre canzoni di Sheik Yerbouti suonate in modo impeccabile. La voce di Bozzio in Tryin’ to Grow a Chin visceralmente ridicola si sposa alla perfezione con l’isteria stridente del brano.
    La voce di Adrian Belew lancia City of Tiny Lights, che presenta un altro assolo di chitarra di Frank. Il lavoro di percussioni di Ed Mann si fa notare non poco.
    Dopo “Baby Snakes”, la band passa al brano jazz-funk “Pound for a Brown”.

    Il tempo di King Kong risulta molto più veloce rispetto ad altre versioni, che normalmente vedevano Ian Underwood al sassofono. In questo concerto, il protagonista è Ed Mann con un’eccezionale esecuzione di vibrafono.
    Per la prima volta, in questo spettacolo berlinese, viene suonata Yo Mama.
    L’assolo di chitarra di Wild Love è di Adrian Belew.
    Il secondo CD include brani (come Titties ‘n Beer e Black Page #2) ufficialmente pubblicati un mese dopo il concerto nell’album Zappa in New York.
    Dong Work for Yuda fu pubblicata in seguito su Joe’s Garage.
    Envelopes, brano eseguito in questo concerto, fu pubblicato su vinile due anni dopo con A Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch (1980) ed eseguito anche nella versione della London Symphony Orchestra.
    Lo spettacolo si conclude con materiale tratto da Zoot Allures e Over-Nite Sensation.

    (estratto da un articolo di Richard Harrold)

    Seconda parte (tracklist)

    1. Wild Love
    2. [“Wild Love” solo by Adrian Belew]
    3. Yo Mama
    4. Titties & Beer
    5. The Black Page #2
    6. Jones Crusher
    7. Little House I Used to Live In [intro]
    8. The Sheik Yerbouti Tango [!]
    9. Little House I Used to Live In [finale]
    10. Dong Work for Yuda
    11. Bobby Brown
    12. Envelopes
    13. Drum Solo
    14. Disco Boy
    15. Dinah-Moe Humm
    16. Camarillo Brillo
    17. Muffin Man

  • Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 1 (review)

    Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 1 (review)

    con Frank Zappa, Adrian Belew, Patrick O’Hearn, Tommy Mars, Peter Wolf, Ed Mann e Terri Bozzio

    https://www.youtube.com/watch?v=72ollbNIRHI

    Uno dei bootleg migliori in circolazione è quello del concerto del 15 febbraio 1978 alla Deutschlandhalle di Berlino. Non importa se l’ordine del materiale dei due CD (bootleg) non segue il formato dello spettacolo.
    Il concerto si è svolto poco più di un anno prima dell’uscita di Sheik Yerbouti (1979): ascoltandolo è facile rendersi conto che lo spettacolo è quasi un’anteprima canzone per canzone di quell’album. Questo bootleg potrebbe in effetti essere quello di cui parla Zappa all’inizio di As An Am (serie Beat The Boots), quando si lamenta di un bootlegger che ha sostanzialmente registrato un intero album prima di poterlo pubblicare.

    Anche le “canzoni” che erano in realtà assoli di chitarra all’interno di brani suonati al concerto di Berlino si presentano come entità musicali separate con nuovi nomi nell’album Sheik Yerbouti. Ad esempio, l’assolo di chitarra di Berlino in The Torture Never Stops può suonare molto familiare e dovrebbe esserlo. Quell’assolo apparve più tardi nell’uscita ufficiale di Sheik Yerbouti con il titolo Rat Tomago. Un altro assolo di chitarra fantastico appare in Sheik Yerbouti: è tratto dalla lunga interpretazione berlinese d’avanguardia di Little House I Used to Live In. Questo assolo appare come The Sheik Yerbouti Tango.
    In sostanza, 11 delle 18 canzoni elencate in Sheik Yerbouti sono state suonate e bootlegate a Berlino un anno prima e, se si includono gli assoli di chitarra menzionati, 13 delle 18 composizioni di “Sheik Yerbouti” sono state registrate e bootlegate dallo show di Berlino.
    Nonostante il suono mediocre (trattandosi di un’uscita non ufficiale) si tratta della registrazione di un concerto superbo. Se questo bootleg fosse stato rimasterizzato e pubblicato ufficialmente, avrebbe potuto guadagnare 5 stelle.

    Circa due ore e mezza complessive di musica suonata con precisione, che include alcuni dei migliori assoli di chitarra dal vivo di Zappa. Ci sono anche delle tastiere davvero eccezionali, senza contare il basso funky e bizzarro di Patrick O’Hearn. Lo spettacolo passa facilmente dall’hard rock al jazz funk stiloso, con passaggi all’avanguardia, per poi tornare al rock da arena. Frank presenta la band mentre suonano un motivo di One Size Fits All, quindi si lanciano in Dancin’ Fool, la prima delle 11 tracce che questo concerto ha ripreso da Sheik Yerbouti.
    Si passa poi ad una versione molto cool di Peaches En Regalia. Il pubblico è ormai ‘caldo’, il momento giusto per passare a The Torture Never Stops in cui prevale la chitarra di Frank. Il suo assolo di chitarra killer dura circa 6 minuti: è stato ridotto a 5:15 per Rat Tomago incluso in Sheik Yerbouti. Un momento speciale per il pubblico; questo assolo di chitarra si distingue come una delle composizioni musicali per chitarra di Zappa più autonome.
    Lo spettacolo prosegue con tre canzoni di Sheik Yerbouti suonate in modo impeccabile. La voce di Bozzio in Tryin’ to Grow a Chin visceralmente ridicola si sposa alla perfezione con l’isteria stridente del brano.
    La voce di Adrian Belew lancia City of Tiny Lights, che presenta un altro assolo di chitarra di Frank. Il lavoro di percussioni di Ed Mann si fa notare non poco.
    Dopo “Baby Snakes”, la band passa al brano jazz-funk “Pound for a Brown”.

    Il tempo di King Kong risulta molto più veloce rispetto ad altre versioni, che normalmente vedevano Ian Underwood al sassofono. In questo concerto, il protagonista è Ed Mann con un’eccezionale esecuzione di vibrafono.
    Per la prima volta, in questo spettacolo berlinese, viene suonata Yo Mama.
    L’assolo di chitarra di Wild Love è di Adrian Belew.
    Il secondo CD include brani (come Titties ‘n Beer e Black Page #2) ufficialmente pubblicati un mese dopo il concerto nell’album Zappa in New York.
    Dong Work for Yuda fu pubblicata in seguito su Joe’s Garage.
    Envelopes, brano eseguito in questo concerto, fu pubblicato su vinile due anni dopo con A Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch (1980) ed eseguito anche nella versione della London Symphony Orchestra.
    Lo spettacolo si conclude con materiale tratto da Zoot Allures e Over-Nite Sensation.

    (estratto da un articolo di Richard Harrold)

    Prima parte (tracklist)

    1. Intro [“The Purple Lagoon”] (01:21)
    2. Dancin’ Fool (03:33)
    3. Peaches en Regalia (02:27)
    4. The Torture Never Stops (13.50)
    5. Tryin’ to Grow a Chin (03:27)
    6. City of Tiny Lites (07:13)
    7. Baby Snakes (01:49)
    8. A Pound for a Brown on the Bus (05:50)
    9. Boutique Girl [“Is This Guy Kidding or What?”] (04:46)
    10. I Have Been in You (05:08)
    11. Flakes (07:23)
    12. Broken Hearts Are for Assholes (03:46)
    13. Instrumental [“King Kong”] (08:46)