Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • Frank Zappa: 1977-03-22 Tomorrow TV Show interview by Tom Snyder

    Frank Zappa: 1977-03-22 Tomorrow TV Show interview by Tom Snyder

    Intro / conducting / concert loud volume
    Musicians / touring
    Operating a band as a business / cover design / tour support
    FZ pushed off stage story / group name

    FAIR USE
    From GSW Project

  • Frank Zappa: 1977-01-28 Belgian Radio interview by Zjakie Willems and Nadine Milo

    Frank Zappa: 1977-01-28 Belgian Radio interview by Zjakie Willems and Nadine Milo

    Intro / Herb Cohen / touring energy / producing
    Politics / Conceptual Continuity / new film
    10 record set / new songs played live / Captain Beefheart / Bianca
    Eddie Jobson / audience / lyric sheet

    FAIR USE
    From GSW Project

  • Frank Zappa: 1976 radio “Inner View” interview by Jim Ladd

    Frank Zappa: 1976 radio “Inner View” interview by Jim Ladd

    Intro
    How many albums so far? / TV special / SNL
    Government
    As long as you pay / drugs / sex
    Women / Zoot Allures / outro

    FAIR USE
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  • Frank Zappa: 1976 Australia (Journalist) Interview

    Frank Zappa: 1976 Australia (Journalist) Interview

    How FZ discovered Varese / LA influence
    Jazz / recurring themes / running a tight ship
    Musicianship in the band / FZ influenced by band
    Controling the audience / radio play of FZ music
    FZ’s favorite albums / 10 record set / favorite groups

    FAIR USE
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  • Frank Zappa: 1976-11-17 CHUM-FM Toronto Canada interview by Rick Moranis

    Frank Zappa: 1976-11-17 CHUM-FM Toronto Canada interview by Rick Moranis

    White paper pasted over cuts on FZ album
    The sticker man explains / the Zappa band
    Radio station in Baltimore story / future plans

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  • Frank Zappa: 1976 Backstage Special interview by Jimmy Roach

    Frank Zappa: 1976 Backstage Special interview by Jimmy Roach

    Intro
    Starting out / packaging / creative streak / love song and the march
    Decorating time / Mark and Howard / FZ crazy – boring
    Anybody who doesn’t commit sucide is an optimist
    50’s music / identifying with FZ / outro

    FAIR USE
    From GSW Project

  • FZ Connection 4 (CC – The Chrome) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    FZ Connection 4 (CC – The Chrome) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/watch?v=XoFRL0ot64A

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    In copertina (immagine centrale) un’opera di Lewi Krautman

    L’esplorazione della mappa interattiva tracciata da Cameron Piko continua. A volte, i collegamenti dei vari brani analizzati secondo la teoria costantemente applicata da Zappa di Conceptual Continuity (Continuità Concettuale o Progetto/Oggetto) possono risultare sorprendenti.
    Stavolta, mi concentro sul ‘cromo’ partendo dal brano The Chrome Plated Megaphone of Destiny (dall’album We’re Only In It For The Money).

    Ecco i collegamenti a questo brano con relative frasi legate al cromo:

    Who Are The Brain Police? (Freak Out!): “…and so is the chrome”
    https://www.youtube.com/watch?v=zA72_Q5Hpoo

    The Uncle Meat Variations (Uncle Meat): “Chromium plated”

    Magic Fingers (200 Motels): “a chrome with heavy duty leather thong Peace Medallion”

    Muffin Man (Bongo Fury): “oversized chrome spoon”
    https://www.youtube.com/watch?v=Lyb6vcj_rS8

    Sofa No. 2 (One Size Fits All): “Ich bin der Chrome Dinette”
    https://www.youtube.com/watch?v=WZQ_EY_kHOw&t=64s

    A Token of My Extreme (Joe’s Garage): “…and a chrome piggy bank”

    Stick It Out (Joe’s Garage): “See the Chrome/Feel the Chrome…”

    Sy Borg (Joe’s Garage): “Gimme dat chromium leg”
    https://www.youtube.com/watch?v=8xlREZ9CPwo

    “Questo è “Il megafono cromato del destino”: ciò che non sai può farti del male…” (Frank Zappa).

    Cos’è il megafono cromato del destino? Il “megafono” è una protesi della voce, un’estensione del corpo che delimita l’esterno della voce, la sua natura intersoggettiva, l’amplificazione di una voce ‘megafonica’ rivolta ad un gruppo, ad un pubblico, un modulo di trasmissione. Può essere il microfono di Frank che denuncia ciò che non va nella società. Può essere anche la trasmissione di leggi e regole decise per tutti dalla società.
    Perché Zappa, spesso e volentieri, ha scelto il cromo per i testi delle sue canzoni? Diversi oggetti nei suoi brani sono realizzati in cromo. Il “medaglione della pace cromato con infradito in pelle resistente” di Magic Fingers, il “cucchiaio cromato sovradimensionato” di Muffin Man, la “dinette cromata” di Sofa 2 e Ya Hozna, la “piccola macchina cromata” di Sy Borg, il “salvadanaio cromato” in A Token of my Extreme, “la plastica tutta fusa e anche il cromo…” in Who Are the Brain Police”, gli “ornamenti in stoffa corta e flaccida per il collo con i loro attacchi a scatto cromati nascosti” in Packard Goose. E poi “guarda il cromo, senti il cromo…” canta in Stick It Out.
    Oltre ad avere proprietà magnetiche uniche, il cromo è altamente resistente all’ossidazione, è noto per la sua elevata resistenza alla corrosione e per la sua durezza. Unito all’acciaio il cromo forma l’acciaio inossidabile. Tutti noi dobbiamo resistere come il cromo? Siamo limitati e condizionati da circostanze e forze esterne ma, allo stesso tempo, dobbiamo vivere con gioia, dando un significato ad ogni cosa anche in mezzo al caos. Forse… Di sicuro, Frank Zappa la pensava come gli esponenti della Patafisica: la vita è assurda ed è grottesco prenderla sul serio. Il Patafisico accetta l’assurdità della vita considerandola come una questione naturale. “Per me l’assurdità è l’unica realtà” (Frank Zappa).

    https://www.youtube.com/watch?v=GCYKXknGlLU

    Cosa farai quando l’etichetta si staccherà e la plastica sarà tutta fusa e il cromo sarà troppo morbido?
    CHI E’ LA POLIZIA DEL CERVELLO?

    “Who Are the Brain Police?” (“Freak Out!”) denuncia una sorta di controllo delle coscienze: influenza le persone seppure credano di essere formalmente libere. A detta di Zappa questo brano è stato composto in una specie di stato paranormale di trance, quasi sotto dettatura. Sulle note di copertina di Freak Out! Zappa, riferendosi a questa canzone, ha scritto: “Alle cinque del mattino qualcuno continuava a cantarlo nella mia mente e me lo ha fatto scrivere. Devo ammettere di essermi spaventato quando finalmente l’ho suonato ad alta voce e ho cantato le parole”. In un’intervista del 1988, Zappa ha aggiunto: “Molte persone controllano il proprio cervello. Sono come cittadini soldati, per così dire. Ho visto persone che arrestano volentieri e cercano di punire il proprio cervello. E’ davvero triste. Non è nemmeno ufficiale, è come autoimposto. … È difficile attribuirlo ad un’agenzia centrale, quando ti rendi conto che così tante persone sono disposte a farlo da sole. Voglio dire, il numero di persone che vogliono diventare poliziotti del cervello dilettanti cresce ogni giorno – persone che dicono a se stesse: “Non potrei prenderlo in considerazione” e poi si sculacciano anche solo per essere arrivate così lontano. Quindi, non c’è nemmeno bisogno di dare la colpa a un’agenzia di polizia cerebrale centrale. Ci sono un sacco di persone che si sottopongono volontariamente a questa automutilazione”.
    (Intervista di Bob Marshall, 22 ottobre 1988)

  • Frank Zappa’s voice: characteristics, how much did he like to sing?

    Frank Zappa’s voice: characteristics, how much did he like to sing?

    Bamboozled by love live con Frank Zappa alla voce solista (Halloween, Palladium NY 28 ottobre 1978). In questa occasione, Ike Willis lasciò la band del tour un paio di settimane prima degli spettacoli di Halloween al Palladium

    In copertina: foto di Simon Lindgren (Stoccolma, 19 febbraio 1978)

    Frank Zappa era la voce perfetta del cinismo, innanzitutto.
    Era in grado di cantare come un uccello (piuttosto burbero), ma preferiva ascoltare altre voci nei suoi dischi.
    Stretto tra i suoi iconici baffi e il pizzetto imperiale, le cose che uscivano dalla bocca di Frank Zappa erano comiche, incendiarie, perspicaci e melodiose. Era a suo agio nel dire quello che pensava e nel cantarlo. Tuttavia, come Jimi Hendrix, Zappa non amava particolarmente la sua voce, come può confermare Ike Willis. “Frank mi aveva detto che era stanco di essere il cantante principale. Non gli è mai piaciuto molto il suono della propria voce e desiderava avere un cantante solista indipendente” ha dichiarato Ike.
    Zappa ha affermato più di una volta che, valutando soltanto le sue capacità vocali, non avrebbe superato l’audizione per unirsi alla sua band. Limitando la sua estensione al “talk-singing” e alla sua tecnica di “meltdown” semi-improvvisata (come si sente in The Dangerous Kitchen dall’album The Man From Utopia del 1982), Zappa mise da parte con autoironia il resto della sua opera vocale con le parole. “Per un po’ non sono riuscito a trovare nessuno che ricoprisse la posizione di cantante principale, quindi ho dovuto farlo da solo” disse.
    I cantanti arruolati per aiutare ad elevare la musica di Zappa al di sopra dei suoi difetti percepiti non solo lo ispirarono a comporre melodie vocali più complesse, ma arrivarono anche a definire fasi specifiche della sua produzione registrata in virtù delle loro personalità e attitudini uniche.
    “Ciò che determina il carattere di ogni album è chi c’è dentro” dichiarò Zappa in un’intervista del 1985 con Cerphe Colwell.
    La frase “mettere le sopracciglia” è stata usata nelle band di Zappa per descrivere un mezzo per realizzare pienamente il potenziale di performance di una canzone. Questo, di solito (anche se non esclusivamente), si riferiva alla performance vocale.
    Per Frank, mettere le sopracciglia significava “sentire e vivere la musica mentre la eseguivamo con tutte le parti memorizzate, facendo uso di mosse di danza aggiuntive organizzate, innescate da segni con le mani o il corpo di Zappa legati a quegli avvenimenti speciali” (Napoleon Murphy Brock).
    I cantanti più carismatici che hanno contribuito a ‘mettere le sopracciglia’ sulla musica di FZ nel corso degli anni sono Napoleon Murphy Brock, Ray White, Ike Willis, George Duke, Flo & Eddie.
    (Record Collector, Natale 2016)

    Ti piace la tua voce?
    “È stato davvero difficile per me iniziare a cantare. Ho avuto un grande complesso per molto tempo. Se provo a far cantare qualcun altro, anche se ha una voce migliore della mia, suona stupido con quelle parole perché non sa cosa intendo esprimere”. (The Hot Flash, maggio 1974)

    “Odiavo davvero cantare… Dopo l’infortunio al collo subito al Rainbow di Londra qualche anno fa, è successo qualcosa alla mia voce. Non l’ha resa migliore ma ora non mi infastidisce così tanto cantare. Ero sempre imbarazzato per i miei piccoli gracidii pietosi nella cabina di registrazione, ma ho pensato che per ottenere le giuste inflessioni sul testo dovessi cantare io stesso oppure dimostrare per ore e ore a qualcun altro come esprimere le parole”. L’inflessione, per Zappa, è molto importante quando si considera il prodotto totale.
    “Le parole stesse, su carta, hanno un certo peso ma quando le esprimi nel modo giusto puoi moltiplicarne il significato fino a farle diventare qualcosa di più grandioso di quanto non siano in realtà”.
    (Circular, 10 dicembre 1973)
    La caduta di 12 piedi dal palco del Rainbow, il 10 dicembre 1971, ha schiacciato la laringe di Zappa alterando la sua estensione vocale, rendendo la sua voce bassa e roca. L’incidente ha abbassato permanentemente la sua voce: da quel momento, la voce di Zappa rimase sottotono di un terzo per sempre.

    “Ho sempre avuto un debole per le voci nasali alte. Molti dei gruppi heavy metal funzionerebbero di più se avessero voci nasali alte”.
    (International Times, marzo 1977)

    “Non sono in grado di suonare e cantare allo stesso tempo. Mi muovo molto sul palco tenendo il microfono per intrattenere il pubblico, alla gente piace. Con 4 chitarristi non ho nulla di cui preoccuparmi se non trasmettere le parole della canzone e comunicare con il pubblico, coinvolgerlo. Come unico chitarrista del gruppo non potrei”. (Record Review, aprile 1979)

    “Sono un basso-baritono, ho un’estensione di ottava, non ho un’intonazione perfetta (con una precisione del 75-80%). E’ difficile per me imparare a cantare. Posso parlare in tono, Sprechstimme. Lo faccio da anni e l’ho imparato da John Lee Hooker, non da Arnold Schoenberg”. (American Eye, 23 ottobre 1974)

  • Frank Zappa: Understanding the Underground

    Frank Zappa: Understanding the Underground

    Underground Freak-Out Music (You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 5, 1992)

    In copertina un capolavoro di Tanino Liberatore (pubblicato nel gruppo il 3 settembre 2022)

    “Il mainstream viene da te, ma tu devi andare nell’underground” (Frank Zappa)

    Frank Zappa è il padre del rock underground ‘no commercial potential’. I Mothers of Invention, band che Zappa formò nel 1965, erano più o meno l’unica forma di musica underground in America.
    Zappa guidava i Mothers in esibizioni dal vivo anarchiche che attiravano il pubblico, vendicandosi del consumismo delle case discografiche, prendendo in giro i meccanismi per creare star dell’epoca e reclutando i suoi fan con la promozione dei suoi album nelle ultime pagine dei fumetti.
    I critici avrebbero potuto definire la sua musica inascoltabile ma l’importanza di Zappa come anticonformista musicale e autore di satire sociali non è mai stata messa in discussione. L’uscita del primo album dei Mothers nel 1966, Freak Out, ha segnato la nascita del rock alternativo. All’epoca, quando qualsiasi rocker degno di questo nome si scagliava contro “l’establishment”, Zappa stava facendo l’impensabile: prendeva regolarmente e spietatamente in giro la controcultura. “Flower Power fa schifo!” proclamava una voce nell’album dei Mothers del 1967 We’re Only in It for the Money, registrato all’apice del movimento hippie e confezionato in una custodia apribile che parodiava senza pietà la copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.
    L’inclinazione per l’umorismo volgare, a volte infantile, sessuale, e gli arrangiamenti eccessivamente elaborati facevano parte del suo spirito underground.
    Zappa fu anche il primo magnate dell’indie rock, ha fondato e gestito tre case discografiche indipendenti.
    La sua musica che fondeva i più disparati generi musicali non divenne mai mainstream, ma l’arguzia acida di Zappa e la sua capacità di suscitare polemiche lo hanno tenuto al centro dell’attenzione. Ha sfidato costantemente le convenzioni denunciando le varie forme di ipocrisia nella società.

    Underground è traducibile con ‘quasi universalmente censurato’, rifiutato anche dalle radio che si proclamano paladine del ‘suono giovane’.
    Zappa l’irriducibile si è sempre rifiutato di cambiare i suoi testi e il suo atteggiamento.
    Nel 1968 stava succedendo qualcosa nella scena musicale ma nessuno sembrava esattamente cosa. Forse perché nessuno ancora sapeva bene cosa fosse l’Underground. Anche il ‘portavoce non ufficiale’ dell’Underground, Frank Zappa, faticava a descrivere questo termine nebuloso.
    “Beh, non lo so. Durante la guerra ‘underground’ si riferiva a qualcuno coinvolto nella resistenza. Ora immagino significhi qualcuno che risulta ripugnante” dichiarò Zappa all’epoca.
    Attraverso parole, azioni e apparenze, Frank Zappa e i Mothers of Invention esprimevano la corrente sotterranea di protesta della loro generazione. La satira del gruppo ridicolizzava l’ipocrisia e le debolezze della società e forse, per molte persone anziane, tutto questo risultava ripugnante. L’immagine anti-establishment non è mai stata particolarmente apprezzata dal segmento più anziano della popolazione.

    “Molti gruppi underground non si preoccupano di fare un disco di successo. Sono interessati solo all’espressione artistica. I suoni underground sono grezzi. Ma il settore musicale non dovrebbe dimenticarsi che quella musica suona così a causa dell’ambiente in cui vivono i ragazzi, che sono persone differenti. Alcuni hanno corpi alterati chimicamente e si dedicano a passatempi che risulterebbero decisamente estranei ai dirigenti discografici. Concepiscono la musica come una forma d’arte. La maggioranza degli addetti ai lavori non sa nulla di musica, cerca solo la potenzialità commerciale. Il valore artistico dovrebbe interessarvi. Definite rumore la nostra musica, però non vi prendete la briga di guardare oltre, di capire gli accordi o i fraseggi. Non capite la musica underground – c’è sicuramente un gap generazionale musicale. Questo gap è, da parte degli adulti, una manifestazione di paura. Hanno la sensazione che i giovani ce l’abbiano con loro e questo influenza il modo in cui le case discografiche trattano i gruppi underground. Non ci apprezzano o non ci capiscono. Non esistono corsi di musica underground. In realtà i gruppi utilizzano tecniche che nei conservatori sono proibite nelle composizioni perché non suonano bene. Le quinte parallele e le ottave parallele sono un’esperienza sonora commovente. Nonostante i conservatori, molti gruppi pop ne fa abbondante uso.
    Le case discografiche devono imparare a capire la nuova musica. Fino ad oggi, ancora non apprezzano i gruppi o non li capiscono. Esiste però una via d’uscita. I loro dirigenti potrebbero scendere nei sotterranei psichedelici e sudare insieme ai ragazzi”.
    (FZ, Record Mirror, gennaio 1970)

    Frank Zappa, una delle figure di spicco della musica underground, è stato un pioniere nell’uso di strumenti amplificati e modificati elettronicamente. E’ accreditato per aver avviato gran parte del lavoro teorico di base che ha influenzato la progettazione di molti dispositivi elettro-musicali fabbricati commercialmente.

    Frank voleva qualcosa che il suo pubblico non poteva dargli. Voleva essere compreso come compositore e musicista, non come “esecutore pop”. 

    Le persone andavano a vedere i Mothers più per la loro immagine che per la loro musica. Volevano uno spettacolo, non essere esposti a una forma musicale che era molto in anticipo sui tempi. Ridere dei Mothers era la cosa alla moda da fare. I Mothers sono passati dall’arena degli spettacoli perché il pubblico di Zappa si aspettava che recitasse la parte dell’iconoclasta piuttosto che esserlo.

    (The Echo, aprile 1970)

  • Frank Zappa plays Tango: Be-Bop Tango Contest, Sheik Yerbouti Tango, Satumaa Finnish Tango

    Frank Zappa plays Tango: Be-Bop Tango Contest, Sheik Yerbouti Tango, Satumaa Finnish Tango

    Be-Bop Tango (Of The Old Jazzmen’s Church) (Live At The Roxy, Hollywood/1973, Roxy & Elsewhere – 1974)
    Zappa’s Introduction – Aka Tango Chat (Wayne, NJ, 11 novembre 1973, Live) Bebop Tango Contest Live! (Wlir-Fm Garden City, NY, 31 dicembre 1974)
    Be-Bop Tango Contest (Remastered) · The ‘Unconcert’ Broadcast, Garden City, NYC, 31 dicembre 1974, WLIR-FM Broadcast
    Satumaa Finnish tango (Live Helsinki 1974) vocalist Napoleon Murphy Brock
    Live al Finlandia Hall di Helsinki (24 agosto 1973, Road Tapes, Venue 2)
    Sheik Yerbouti Tango (dall’album Sheik Yerbouti, 1979)

    “Signore e signori, questa è una gara di ballo! Un ballo antico di passione e amore… Sapete che il tango è molto impopolare, anche nel New Jersey! Gli americani preferiscono che non si tratti di passione. Forse lo ballano solo i comunisti sessisti di oggi?”. (Frank Zappa)

    Il libro “The Nordic Stories” (di Erland Bekkelund, Cege Berglund, Matti Laipio, Ole Lysgaard e Søren Gaden) documenta i concerti di Zappa nei Paesi nordici dal 1967 al 1988. In nessun’altra zona europea Frank Zappa ha tenuto più concerti come nel Nord Europa. Ha suonato in circa 80 concerti tra Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca. Nel capitolo speciale su Zappa in Finlandia, Matti Laipio racconta perché e come ha fornito ai Mothers gli spartiti per il tango finlandese Satumaa. Il risultato può essere ascoltato al concerto di Helsinki, che fa parte della serie You Can’t Do That On Stage Anymore.

    1973 – Al Roxy, ogni sera, l’happening di tango è un invito a ballare. E’ una grande festa sfrenata tanto per l’orchestra quanto per le iniziative degli anonimi partecipanti. Le coppie si sfidano tra loro sui blocchi sonori dell’orchestra. Piuttosto che un tango in senso stretto, sembra essere all’ordine del giorno l’epilessia.

    Il tango (genere musicale e ballo originario della regione Rio de la Plata) è nato in Argentina e Uruguay come ibrido di altre musiche e danze popolari (milonga e tango andaluz).
    Avendo origini popolari e, soprattutto, essendo considerato lascivo per diverso tempo venne rifiutato dalle classi medio-alte che erano solite danzare i balli da sala, tra cui il valzer di Vienna.
    Inizialmente, il tango veniva eseguito da un trio formato da violino, chitarra e flauto. Alcune composizioni di tango erano scritte per pianoforte solo o pianoforte e voce.
    Nel Novecento il trio comprendeva, invece, pianoforte, violino e fisarmonica. In seguito, iniziarono a formarsi vere e proprie orchestre di tango.
    Perché Frank Zappa si divertiva a suonare il tango? Per più di un motivo.
    Il tango argentino è un ballo basato sull’improvvisazione, caratterizzato dalla passionalità.
    In gran parte, è in tempo binario. E’ caratterizzato da tre ritmi musicali diversi a cui corrispondono altrettante distinte tipologie di ballo: tango, milonga e tango vals (vals criollo).
    Musicalmente, il tango ha un tempo di 4/4 (fu introdotto parallelamente alla comparsa del bandoneon e serviva a rallentare il ritmo) o 2/4 (ritmo iniziale del tango derivante dalla milonga) ma anche di 3/4 (è il caso del tango che deriva dal valzer).
    Improvvisazione, passionalità, linguaggio del corpo libero da specifiche regole. A tutto questo aggiungiamo il fatto che il tango era considerato un ballo peccaminoso dalla religione cristiana, soprattutto dal fronte cattolico che ne auspicava l’abolizione. I motivi per cui Zappa amava il tango ci sono tutti.

    “Sheik Yerbouti Tango” è un brano prezioso che trasforma il tango in frenesia dissonante. Nel video, pubblico le tre pagine di spartito (pubblicato su Guitar maggio-giugno 1979) con la trascrizione dell’assolo di Zappa.