Frank Zappa's mustache - Music is the Best

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  • Frank Zappa & The Big Note: Quantum Wave, The Secrets of FZ’s Cosmology

    Frank Zappa & The Big Note: Quantum Wave, The Secrets of FZ’s Cosmology

    Frank Zappa – Guitar Solo – Live At Palais Des Sports “St Etienne” France May 1982 (estratto dal Video From Hell 1986 – filmato con una telecamera Hitachi da Thomas Nordegg durante il concerto)

    FAIR USE

    Il 15 giugno 2022, pubblicando un post nel gruppo What’s Zappa, mi sono chiesta:
    “L’interesse di Frank per Stephen Hawking… la quantistica… La Grande Nota si riferisce a ciò che oggi chiamiamo quantistica?”.
    Beh, ho appena letto questo articolo e ne ho avuto la conferma.
    Riporto un estratto dall’articolo “God Vibrations: The Secrets of FZ’s Cosmology di Homer Shiroy (The Rondo Hatton Report vol II, 21 marzo 2010)

    Hai mai sentito parlare dei piatti Chladni? Di Cimatica? Neanche io. Almeno finché un amico non me ne ha parlato di recente. La cosa straordinaria è che confermano gran parte di ciò in cui Frank Zappa credeva riguardo alla natura dell’universo, al modo in cui funzionano le cose.
    “Tutto – ha detto – inizia da una Grande Nota. È una vibrazione. Qualunque cosa, inclusa la luce, è una vibrazione, e una vibrazione è una nota”. Potremmo non essere in grado di ascoltarla, ma in qualunque diversa ottava o altra suddivisione della Grande Nota, alla fine siamo tutti vibrazioni. Potremmo non essere semplici come le onde sinusoidali (le stesse utilizzate per generare i Modelli di Chladni) ma, da quando Schrodinger ha risolto l’equazione delle onde quantistiche, risulta chiaro che tutta la materia è costituita da onde, compresi noi. Le nostre onde sono tutte diverse. I modelli Chladni ne offrono una dimostrazione pratica. Non si tratta di una forma migliore di un’altra o di complessità che aumenta con la frequenza. È semplicemente l’osservazione, tratta da un’altra famosa frase di FZ, secondo cui è il “quando” a determinare il “cosa”; “quando” in questo caso è la frequenza.
    La materia appare sotto forma di schemi particolari, è nella sua natura e nella misura in cui è guidata dalle vibrazioni, la natura è essenzialmente matematica, ritmica e, in definitiva, musicale. Le forme frattali dei modelli in natura che noi riconosciamo come belli sono di origine algoritmica.
    La caratteristica sorprendente delle migliori improvvisazioni di Zappa è che non c’è ripetizione, niente che potresti leggere in anticipo. Emergono semplicemente dalle linee di faglia del fondo armonico in modi che sono incredibilmente imprevedibili ma che hanno perfettamente senso una volta ascoltate, evidenziando brillantemente le tensioni e i contrasti della musica.
    Nella cosmologia di FZ l’idea di emergenza è essa stessa un’illusione. Nella sua visione del tempo – come disse a Bob Marshall – succede di tutto in continuazione. È un concetto difficile da comprendere. La sua idea del tempo è strutturata come una costante sferica sotto forma di vortice di Moebius: esprime il segreto della Grande Nota (come Dio?) cioè l’origine di tutte le cose. Gli antichi (chiunque fossero) parlavano della Musica delle Sfere. Si scopre che avrebbero potuto avere ragione, anche se avrebbero potuto avere torto riguardo al numero.

  • Frank Zappa & The Art of the Ballet: How did FZ dance?

    Frank Zappa & The Art of the Ballet: How did FZ dance?

    Some Ballet Music – The Ark, Boston (1969)
    Mothers of Invention ‘tis the season to be Jelly (1967)
    Bolero (Tour 1988)
    “The Mothers of Invention ” – film clip 1966
    Frank Zappa – Dance Fever – CBS – 24 maggio 1980

    La prima grande opera della musica del XX secolo, “Le Sacre du printemps” (La Sagra della primavera) di Igor Stravinskij, è stata presentata per la prima volta nel 2015. Ho avuto la sensazione che i ripetuti riferimenti di Zappa all’arte del balletto non fossero solo uno scherzo sull’idolo della sua giovinezza, ma anche un appassionato impegno per quella che potrebbe considerare la forma definitiva di musica seria e poco seria.
    Ho completato una strana tabella. Nessun commento, tranne il fatto che un titolo alternativo per questo pezzo avrebbe potuto essere: “Le Sacre du Printemps”.

    BALLET IS THE BEST

    FASE 1 (1966-1967)
    La prima composizione seria di Zappa viene presentata come un balletto, segretamente dedicata a Stravinskij
    La Sagra della Primavera – “The Return of the Son of Monster Magnet”
    Balletto incompiuto in due parti:
    I – Ritual Dance of the Child-Killer
    II: Nullus Pretii (NO commercial potential)
    registrato nella primavera del ’66, “Freak-Out”

    Citazione musicale de Le Sacre du printemps – “Amnesia Vivace”

    Nuova dedica a “”Dance of the Young Girls”, una scena inclusa nella Sacre du printemps
    “Invocation and Ritual Dance of the Young Pumpkin”
    registrato a novembre del ‘66, “Absolutely Free”

    Un piccolo omaggio ad un altro balletto di Stravinsky
    “Petrushka” live settembre ‘67 settembre, Stoccolma
    “’Tis the Season to Be Jelly” (BTB)

    FASE 2 (1968-1969)
    “Progress” live ottobre ‘68, Londra “Ahead of their time”
    membri del gruppo Mothers of Invention finta danza seria sul palco

    “Mozart Ballet” live giugno ’69, Londra “YCDTSOSA Vol.5”
    FZ introduce il pezzo come “una grottesca parodia dell’arte del balletto”

    Il primo segmento conosciuto di Greggery Peccary (“New Brown Clouds”) è presentato come musica da balletto: Some Ballet Music live luglio ‘69 luglio, Boston “The Ark” (BTB)

    FASE 3 (1972)
    Include “New Brown Clouds”
    For Calvin and his next two hitch-hikers registrato nell’aprile-maggio ’72 “The Grand Wazoo”

    Grandi citazioni di Bolero (M. Ravel)
    “The Adventures of Greggery Peccary” prima versione live settembre ’72, Boston “Wazoo” (ZFT)

    Prima apparizione del segmento GP “Steno Pool”
    “Farther O’Blivion” live tra ottobre e dicembre ’72 “Imaginary Diseases” (ZFT)

    L’originale musica da balletto si trasforma in musica da cartone animato:
    “The Adventures of Greggery Peccary” registrato nel gennaio 1975 “Studio Tan”

    FASE 4 (1979-1984)
    Il musical visto come l’equivalente americano pervertito del balletto
    “Joe’s Garage” registrato nell’aprile-giugno 1979
    “Thing-Fish” registrato nell’82-84

    FASE 5 (1988-1993)
    Eseguito su basi regolari per tutto il Tour ‘88
    Le Boléro (Maurice Ravel) live maggio ‘88, Rotterdam “The Best Band You Never Heard…”

    Coreografia live seria
    G-Spot Tornado live settembre ‘92, Germania “The Yellow Shark”

    Mix finale di “Civilization Phaze III” (1993)
    ultima opera seria presentata come “opera-pantomima con attività fisica coreografata”.
    (concepita come danza o altre forme di comunicazione sociofisica inspiegabile)”

    (estratto dall’articolo “The Art of the Ballet” di Didier Mervelet)

    “Una volta a New York (nel 1977) Frank comprò biglietti a tutto il gruppo per un concerto al Lincoln Center della suite dell’Uccello di fuoco di Stravinskij. Fu addirittura minaccioso: ci disse che, se quella settimana volevamo essere pagati, dovevamo andare a vedere quel concerto. Fummo obbligati. Era la prima volta che vedevo un balletto classico e mi piacque molto. Fu un’esperienza nuova, una grande esperienza per tutta la band. In seguito, cominciammo a fare le nostre versioni di quel tipo di roba sul palco, ma erano versioni trasformate, divertenti”.
    “Ho visto Frank danzare nei locali. Era un buffo ballerino, non sapeva ballare molto bene. Era talmente buffo che sembrava uno scherzo, infatti ballava solo per scherzare”.
    (Intervista a Jimmy Carl Black di Gianfranco Salvatore – Percussioni, gennaio 1994)

    Frank Zappa ha incontrato il sindaco di Madrid Juan Barranco per discutere della possibilità di creare quella che chiama “Orchestra Mondiale”, un equivalente della Bauhaus, una scuola laboratorio di tipo multidisciplinare attiva nella Repubblica di Weimar durante il periodo tra le due guerre. Sarebbe fondamentale, secondo Zappa, avere una serie di risorse, che comprenda lo studio di musica elettronica, centro di ricerca assistito al computer, studio di montaggio video, teatro sperimentale, centro di danza d’avanguardia e laboratorio di design industriale al computer.
    (La Prensa de Ibiza, 1° aprile 1989)

    “Ho una gamba più corta dell’altra e i miei piedi sono troppo lunghi. Come ballerino non ho un ritmo naturale. Sono un ballerino pazzo…” (Frank Zappa)
    Naturalmente ora, insieme a loro, non ho un ritmo naturale

  • Frank Zappa, Call any vegetable: meaning, review

    Frank Zappa, Call any vegetable: meaning, review

    Live at The Fillmore West 1970

    “Le persone inattive nella società, le persone che non sono all’altezza delle proprie responsabilità, sono verdure. Sento che queste persone, anche se inattive, apatiche o indifferenti, possono essere motivate verso un tipo di esistenza più utile. Credo che se chiami un vegetale questo ti risponderà”.
    (Frank Zappa, International Times, 1967)

    Nel 1967, i Mothers suonarono per sei mesi al Garrick Theatre di New York. Hanno realizzato una sorta di teatro di guerriglia: verdure marce calpestate sul palco, bambole smembrate, giraffe impagliate e fatte a pezzi con bombe di ciliegie. (The Sun Magazine, 3 maggio 1970)

    Il palcoscenico del Teatro Garrick è disseminato di verdure in decomposizione. L’effetto è apprezzato. Ma l’aria condizionata è rotta.
    Frank Zappa: “Il palco era coperto da un tappeto verdastro. Quando abbiamo girato ‘Mr Green Genes’ (uno dei tanti progetti in cantiere è un lungometraggio sulla vita della band), gli attori hanno calpestato un grosso mucchio di verdure e vi hanno versato sopra della panna montata. Non è mai stato ripulito nulla”. (l’autobiografia)

    La copertina dell’album “We’re Only In It For The Money” (pubblicato a marzo 1968) fa una parodia di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles sostituendo i fiori con le verdure.

    “Il tabacco è il mio vegetale preferito” (Frank Zappa).

    “Mi piace pensare che siamo stati i pionieri nel lancio di verdure non commestibili al nostro pubblico – ha detto la ‘madre capo’ Frank Zappa – Ci risulta sgradito quando il pubblico le respinge”.
    (Fabulous 208, 9 settembre 1967)

    Call any vegetable (dall’album Absolutely Free, 1967) affronta i temi del conformismo sociale, del consumismo, dell’ossessione per i beni materiali. Critica la superficialità della vita moderna e sottolinea l’importanza di connessioni ed esperienze autentiche. Zappa esorta gli ascoltatori a mettere in discussione il valore e lo scopo delle loro azioni, a liberarsi dal conformismo, a scegliere di essere diversi, ad abbracciare l’individualità e unicità con la stessa facilità con cui si raccoglie una verdura dallo scaffale di un supermercato, a pensare con la propria testa scegliendo in base ai propri desideri e valori. Le persone hanno il potere di comunicare e connettersi con qualsiasi cosa, anche con oggetti inanimati come le verdure. In un mondo pieno di possibilità di comunicazione, dovremmo sforzarci per stabilire un contatto con gli altri e con la natura.

    Gli ho chiesto se leggesse e lui ha scosso la testa, poi ha risposto: “L’ultimo libro che ho letto è stato La vita segreta delle piante “.
    Il libro mi ha fatto pensare che Frank Zappa fosse appassionato di giardinaggio o che trovasse intrigante l’idea dell’ESP (percezione extrasensoriale, telepatia).
    Gli ho chiesto se pensava di avere capacità psichiche. Ha risposto a bassa voce: “Nessun commento”.
    Sentivo che, forse, questa era la vita segreta di Frank Zappa. (BLAST, dicembre 1976)

    Le verdure rappresentano un tema ricorrente nel lavoro di Zappa. Vengono citate nei seguenti brani:
    Call any vegetable
    Champagne Lecture
    Church Chat (chiacchierata in chiesa con una zucchina)
    Invocation & Ritual Dance of the young pumpkin (zucca)
    Mr. Green Genes (“mangia le verdure, non dimenticare i fagioli e il sedano”)
    Panty Rap (“Bob Harris alle tastiere, voce, tromba e verdure”)
    Plastic People (“una prugna è un ortaggio… no, una prugna non è un ortaggio. Il cavolo è un ortaggio, fa bene…”)
    Soft-sell conclusion
    When the lie’s so big (“il ketchup è una verdura”: un riferimento ad una citazione sbagliata di Ronald Reagan)
    The Story of Uncle Meat (“certi suoni a determinate intensità hanno effetti sorprendenti su piante e verdure”)
    One Size Fits All: una delle costellazioni si chiama ‘Borscht’, che è una zuppa di verdure, un’altra costellazione si chiama ‘asparagi’ e un’altra ancora ‘legume’ (termine francese che corrisponde a vegetale).

  • Frank Zappa, Billy the Mountain: the story, review

    Frank Zappa, Billy the Mountain: the story, review

    The Story Of Billy The Mountain (Live Harrisburg, PA, 3 giugno 1971)
    Billy The Mountain (Live Harrisburg, PA, 3 giugno 1971 e Scranton, PA 1° giugno 1971)

    Billy the Mountain è un brano appartenente a un repertorio che Frank Zappa ha scritto appositamente per la formazione dei Mothers che includeva il duo Flo & Eddie, alias Mark Volman e Howard Kaylan, ex dei Turtles). Fonde frammenti di dialogo, commedia improvvisata, riff rock e sezioni musicali complesse in una trama di 25 minuti.
    Billy è una “pittoresca montagna da cartolina” parlante situata a Sud della California: la moglie Ethel è un albero che cresce sulle sue spalle. La montagna ha due caverne al posto degli occhi e un grande dirupo al posto della bocca.
    Un giorno, Billy riceve un assegno di royalty per la sua posa da cartolina e decide di portare la moglie in vacanza a New York, con tappa a Las Vegas. Sulla strada per New York, Billy distrugge gran parte dell’America (anche con un tornado) e alla fine incontra Studebaker Hoch (un eroe moderno vestito da dirigente che tenta di salvare ciò che resta della democrazia). Hoch cerca di convincere Billy a sottoporsi ad una visita per passare all’addestramento militare, ma la montagna ride di lui. Nel momento in cui Billy ride, l’eroe trovandosi all’angolo della sua bocca precipita da un’altezza di 200 piedi. Attraverso Hoch, Zappa fa satira sull’idolatria degli eroi e sulla tendenza a mitizzare gli individui.

    La canzone contiene una quantità impressionante di battute sulla storia locale della California meridionale (conduttori di notiziari televisivi, negozi locali, ristoranti, funzionari comunali, ecc.) e risulta non facile da seguire. I testi sono una miriade satirica di immagini monoculturali, la città di Los Angeles, la fine dell’America urbana, assurde giustapposizioni di situazioni, scandali politici, clientelismo, corruzione, degrado ambientale, questioni sociali. Il finale non è chiaro: la scena si dissolveva in un lungo pezzo strumentale. Il messaggio era aperto ad un’ampia interpretazione (fascismo contro comunismo? ecologia contro capitalismo?), ma questo non lo rendeva meno divertente.
    L’interazione tra Volman, Kaylan, il bassista Jim Pons e il resto della band è sbalorditiva. Ogni sera, nei concerti, circa la metà delle parole nel testo della canzone erano improvvisate come si può notare confrontando le due registrazioni pubblicate su Just Another Band From LA e Playground Psychotics (quest’ultima dura cinque minuti più a lungo). Qualche anno dopo, Zappa otterrà un risultato migliore, più completo e impressionante con “Le avventure di Greggary Peccary”.
    Billy the Mountain fu pubblicato per la prima volta nell’album Just Another Band from LA (1972): la registrazione originale proveniva da un live del 7 agosto 1971 a Los Angeles. Una versione alternativa è stata inclusa nell’album Playground Psychotics (1992) e una terza versione è stata pubblicata postuma nel 2011 nell’album Carnegie Hall (Zappa Family Trust).
    La canzone combina elementi di rock, jazz e persino teatro musicale.
    Billy ed Ethell incarnano la natura: Billy la montagna rappresenta la forza e la resilienza, mentre la moglie Ethell il nutrimento ed il sostegno della Terra.

  • Frank Zappa, Them or Us: the pagan response to censorship

    Frank Zappa, Them or Us: the pagan response to censorship

    Them or Us (versione remixata tratta dal CD Rykodisc del 1995)

    “Il nome di questo album è Them or Us e, in America, per quanto mi riguarda, significa NOI, i pagani, contro LORO, quegli orribili cristiani. E se vogliono avere una legge al Congresso che dice che non si può mettere nulla al contrario su un disco, beh, che ne dici di un disco che abbia tutto al contrario?”
    (Frank Zappa parla di “Ya Hozna”, intervistato da Andy Batten-Foster, BBC Radio 1, Regno Unito, settembre 1984.

    Them or Us è il brano omonimo dell’album di Frank Zappa pubblicato nell’ottobre 1984 dalla Barking Pumpkin Records. Questo album provocatorio contiene 14 brani, tra cui “Ya Hozna” che include voci in reverse tratte da “Sofa No. 2” (dall’album One Size Fits All, 1975), “Lonely Little Girl” (dall’album We’re Only in It for the Money, 1968) e outtakes inediti di “Valley Girl” (voce di Moon Zappa).
    “Planet of My Dreams” (con Bob Harris alla voce) è una registrazione in studio del 1981 tratta dalla partitura del musical teatrale non realizzato di Zappa del 1972 Hunchentoot. “Be In My Video” ironizza sui cliché dei video musicali di MTV (in particolare, Let’s Dance di David Bowie). Molte tracce provengono da registrazioni live: in seguito, sono state applicate sovraincisioni in studio.
    L’album contiene due cover in apertura e chiusura: The Closer You Are (brano R&B degli anni Cinquanta) e Whipping Post degli Allman Brothers. Include anche In France, Stevie’s Spanking, e Sinister Footwear II.
    La MCA Records si rifiutò di distribuire l’album Thing-Fish e, così, Zappa stipulò un accordo con la EMI Records che avrebbe permesso la distribuzione di Them Or Us e Thing-Fish tramite la Capitol Records negli USA.
    Zappa scrisse un “avvertimento” sulla copertina interna di questi album, sottolineando che gli album presentavano contenuti “che una società veramente libera non temerebbe né sopprimerebbe”, e una “garanzia” in cui affermava che il testo non avrebbe “causato tormento eterno nel luogo in cui il ragazzo con le corna e il bastone appuntito conduce i suoi affari”.

    La sceneggiatura di Hunchentoot, spettacolo teatrale mai prodotto da Zappa, è stata pubblicata nel libro Them or Us pubblicato lo stesso anno (1984). Frank Zappa autopubblicò questo libro di 352 pagine, un libretto preparato per il divertimento di chi apprezza la sua musica. E’ stato pensato per rispondere a una delle domande più preoccupanti legate alla continuità concettuale: “Come fanno tutte queste cose che non hanno nulla a che fare l’una con l’altra a combaciare, formando un’assurdità più ampia?”.
    Non si tratta di una biografia rock & roll, è un libro di storie. Quando pubblicò Them or Us, scrisse che si trattava dell’unico libro reale e ufficiale di Frank Zappa. “Tutti gli altri libri che tentano di commerciare con il mio nome non sono autorizzati e sono pieni di disinformazione. Questo libro è dedicato a tutti i fan che hanno reso possibili gli ultimi 20 anni di assurdità su larga scala. Questo libro si chiamava Christmas in New Jersey”. Il libro è scritto come una sceneggiatura, “è come una Teoria del Campo Unificato che lega insieme “Billy The Mountain”, “Greggery Peccary”, “Joe’s Garage” “Them Or Us”, “Thing-Fish”… tutte queste storie diverse. Ti mostra come lavorano insieme per creare una storia lunga e davvero complicata” (Frank Zappa).

    “Un giorno il concetto di ateismo sparirà. Ci saranno, invece, le persone normali e qualche buffo credente” (Frank Zappa).

    È sempre il libero flusso di informazioni la principale minaccia allo stile di vita americano. Per le persone di destra, non c’è niente di più pericoloso del libero accesso alle informazioni. Deriva dall’inizio della teologia cristiana, quando Adamo ed Eva erano nel giardino. Come ci siamo messi nei guai? Per la mela, il frutto dell’albero della conoscenza: quindi, l’essenza del cristianesimo si basa sul fatto che nessuno può essere più intelligente di Dio e l’accesso alla conoscenza e il possesso della conoscenza ti dannano. La conoscenza stessa è opera del diavolo. Non dobbiamo avere conoscenza e cosa porta alla conoscenza? Porta all’informazione, da stroncare sul nascere”.
    (Spin, luglio 1991)

    Nella tua musica hai fatto riferimento alla credenza comune in una divinità e che Dio è stupido.
    “Beh, qui abbiamo a che fare solo con la logica perché le religioni dicono che l’uomo è fatto a immagine di Dio. Se questo è esattamente vero, allora Dio è in pessime condizioni. Sono un devoto pagano. È l’unica religione che funziona”,
    Perché pensi che funzioni?
    “Ti restituisce quello che ci hai messo. Nessuna delle altre religioni lo fa”.
    (Ecolibrium Interviews n. 19 – 1984)

  • Frank Zappa & The Big Note: feeling the Whole – A different octave, Lumpy Gravy part 2

    Frank Zappa & The Big Note: feeling the Whole – A different octave, Lumpy Gravy part 2

    A different octave (dall’album Civilization Phaze III, 1994)
    Lumpy Gravy part two (Frank Zappa – Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra And Chorus, 1995)

    Immagine di copertina: Salvador Luna (Lunatico)

    La Grande Nota e la Continuità Concettuale
    Alla base del lavoro di Zappa ci sono due concetti essenziali: la Grande Nota e la Continuità Concettuale.
    La musica è una sola grande nota; ogni cosa è unita da una continuità che abbraccia tutto.
    Non si può parlare di Zappa senza conoscere il concetto di continuità.
    L’Uno e il Tutto. E’ una ‘visione olistica musicale’, quella di Frank Zappa.

    Un’ottava diversa
    Mentre nelle vicinanze Gesù si gratta la testa perplesso, Spider Barbour fornisce la sua versione sull’origine dell’universo.
    Spider Barbour: “Noi siamo la stessa nota ma…”
    John Kilgore: “Ma su un’ottava diversa”
    Spider: “Giusto. Siamo 4928 ottave sotto la Grande Nota”.
    Monica: “Stai cercando di dirmi che… tutto questo universo ruota intorno a un’unica nota?”
    Spider: “No, non ci ruota intorno, lo è. E’ un’unica nota. Tutti sanno che le luci sono delle note. La luce è anch’essa solo una vibrazione della nota. Ogni cosa lo è”
    Monica: “Quell’unica nota rende proprio insignificante tutto il resto”
    John: “E che dire della luce negativa?”
    Spider: “I maiali la usano come tamburello ed è uno dei motivi per cui la loro musica è così incomprensibile…”

    “Nell’album Lumpy Gravy c’è una sezione sul lato 2 in cui diversi personaggi non meglio identificati discutono delle origini dell’universo. Uno dei personaggi spiega il concetto di Big Note (Grande Nota): tutto nell’universo è composto fondamentalmente da vibrazioni – la luce è una vibrazione, il suono è una vibrazione – e tutte queste vibrazioni potrebbero semplicemente essere armoniche di qualche incomprensibile tono cosmico fondamentale”.
    “Quanto è importante il suono? Cosa è più importante: il timbro (trama-colore) di un suono, la successione degli intervalli che compongono la melodia, il supporto armonico (accordi) che dicono al tuo orecchio ‘cosa significa la melodia’, il volume del suono, la distanza tra la sorgente e l’orecchio, la densità del suono, il numero di suoni al secondo o frazione di esso… e così via? Guarda i bambini a scuola mentre battono i piedi o battono le mani. Le persone cercano, inconsciamente, di entrare in sintonia con l’ambiente. In vari modi, anche le persone più indifferenti tentano di “sintonizzarsi” con il loro Dio”.
    (Frank Zappa, Gig, febbraio 1977)

    “La Grande Nota è l’elemento più vicino alla mia idea di Dio.
    Tutto, a quanto pare, è costruito dalle vibrazioni.
    La luce è una vibrazione, il suono è una vibrazione
    e forse, quando li scomponi, gli atomi stessi
    non sono altro che la vibrazione di questa Grande Nota.
    Avendo a che fare con le vibrazioni,
    potresti entrare in sintonia con una specie di Forza Universale,
    a dirla in modo banale e sdolcinato. E’ così che la vedo”.
    (Frank Zappa)
    Vibrazioni… Frank ha forse intuito un aspetto essenziale di quella che oggi viene definita Musica Quantistica? Non dimentichiamo che seguiva il lavoro del cosmologo Stephen Hawking.

    Sentire il tutto era uno dei doni che rendevano unico Frank Zappa
    Quando ha fatto suonare la London Symphony Orchestra, FZ ha messo un microfono sotto la sedia di ogni strumentista e, con tecnologia digitale, li ha registrati praticamente uno per uno. Poi, li ha messi assieme in modo che si sentisse una sola nota. Una mega nota, costituita dalla somma delle note che ogni strumento stava suonando. Il tutto è più della somma delle parti. Da quella integrazione, viene fuori la bellezza. Andatela a cercare. Se riuscite a ‘vedere’ e a ‘sentire’ questo, allora la musica di FZ è la colonna sonora della vostra vita. Se non lo è… mi spiace per voi”.
    (Ferdinando Boero, Rolling Stone dicembre 2013)

    Air Sculpture
    Lo stile chitarristico di Zappa era completamente originale nel mondo del rock. A differenza della maggior parte dei chitarristi che usavano modelli in scala o forme collaudate sulla chitarra, Zappa creò quella che fu chiamata “Air Sculpture”. Non aveva bisogno di fare affidamento su dispositivi e trucchi musicali collaudati perché aveva la capacità di suonare qualsiasi nota (tutti i dodici toni / scala cromatica) sulla chitarra, su qualsiasi tasto. Questo stile di improvvisazione era usato anche dai chitarristi jazz (senza dubbio, cervelloni dall’udito immacolato, barbe e banjo…). Il trucco sta nel sapere in quale ordine suonare le note.
    (Sun Zoom Spark, gennaio 1994)

    “Mi piace lavorare di notte perché il suono è diverso rispetto al giorno. Per me, suona meglio. Di giorno, l’aria è agitata da tutta la luce del sole ed ogni cosa è in uno stato generale di agitazione”.
    (Frank Zappa, M.I., novembre 1979)

  • Frank Zappa, The Chrome-Plated Megaphone of Destiny: the absurdity of life, review

    Frank Zappa, The Chrome-Plated Megaphone of Destiny: the absurdity of life, review

    The Chrome-Plated Megaphone of Destiny (1984, UMRK Remix)

    Con i suoi collage sonori astratti e le vocalizzazioni insolite, The Chrome-Plated Megaphone of Destiny può essere visto come un commento sulla natura arbitraria della vita: scoppi di risate nascono dal senso dell’assurdità. Risate non di gioia: è un mix di umorismo, derisione e sottotono maniacale. L’uso intenzionale di colpi di tosse e suoni vocali non convenzionali evidenzia gli elementi incontrollabili e inaspettati della vita. La ripetizione di frasi come “Arbitrario!” e “AH HA HA HA HA” crea un senso di caos e imprevedibilità. Amplifica la sensazione di assurdità; gli eventi casuali della vita sono irrazionali e spesso fuori dal nostro controllo.
    Il ‘megafono’, che amplifica e proietta la voce, potrebbe rappresentare il tentativo di Zappa di trasmettere una verità attraverso il suo strano messaggio. La qualità ‘cromata’ potrebbe evidenziare la superficialità del messaggio stesso o la facilità con cui può essere distorto o frainteso. Forse…

    Nelle note di copertina dell’album “We’re Only In It for the Money” Zappa ordina ai suoi fan di leggere “Nella colonia penale” di Franz Kafka (titolo originale del libro: In der Strafkolonie ) prima di ascoltare questo brano.
    Il titolo stesso prende il nome dal piccolo foro circolare per il vento trovato al posto dei genitali sulle comuni bambole giocattolo. Decideva se la tua bambola era femmina o maschio: quindi, secondo Zappa, era il “megafono cromato del destino”. Verso la fine di un’intervista mai pubblicata rilasciata a Baltimora nel 1985, Zappa spiega la stessa storia e poi aggiunge il messaggio del brano: “Cosa pensi che accada all’immaginazione di un bambino quando scopre finalmente che su un essere umano quel piccolo cromo non c’è? Sapete, è una grande svolta il fatto che ora stiano mettendo dei piccoli pezzi di plastica su alcuni di loro. Questo è “Il megafono cromato del destino”: ciò che non sai può farti del male…”.

    Cos’è il megafono cromato del destino? Il “megafono” è una protesi della voce, un’estensione del corpo che delimita l’esterno della voce, la sua natura intersoggettiva, l’amplificazione di una voce ‘megafonica’ rivolta ad un gruppo, ad un pubblico, un modulo di trasmissione. Può essere il microfono di Frank che denuncia ciò che non va nella società. Può essere anche la trasmissione di leggi e regole decise per tutti dalla società.
    Perché Zappa, spesso e volentieri, ha scelto il cromo per i testi delle sue canzoni?
    Diversi oggetti nei suoi brani sono realizzati in cromo. Il “medaglione della pace cromato con infradito in pelle resistente” di Magic Fingers, il “cucchiaio cromato sovradimensionato” di Muffin Man, la “dinette cromata” di Sofa 2 e Ya Hozna, la “piccola macchina cromata” di Sy Borg, il “salvadanaio cromato” in A Token of my Extreme, “la plastica tutta fusa e anche il cromo…” in Who Are the Brain Police”, gli “ornamenti in stoffa corta e flaccida per il collo con i loro attacchi a scatto cromati nascosti” in Packard Goose. E poi “guarda il cromo, senti il cromo…” canta in Stick It Out.
    Oltre ad avere proprietà magnetiche uniche, il cromo è altamente resistente all’ossidazione, è noto per la sua elevata resistenza alla corrosione e per la sua durezza. Unito all’acciaio il cromo forma l’acciaio inossidabile.
    Tutti noi dobbiamo resistere come il cromo? Siamo limitati e condizionati da circostanze e forze esterne ma, allo stesso tempo, dobbiamo vivere con gioia, dando un significato ad ogni cosa anche in mezzo al caos. Forse…

    Di sicuro, Frank Zappa la pensava come gli esponenti della Patafisica: la vita è assurda ed è grottesco prenderla sul serio. Il Patafisico accetta l’assurdità della vita considerandola come una questione naturale.
    “Per me l’assurdità è l’unica realtà” (Frank Zappa).
    La musica di Zappa è volutamente dissonante, i suoni sconvolgenti, talvolta insopportabili, i ritmi esasperanti. E’ il teatro dell’assurdo. Zappa vuole far uscire dal torpore l’ascoltatore, renderlo consapevole dell’assurdità del mondo. Il suo teatro dell’assurdo ha un significato sociologico.
    Zappa è stato definito un neo-dadaista ma è molto più vicino ad Alfred Jarry e al College of Pataphysicians: c’è un filo diretto con “Ubu Roi” di Jarry ed il teatro assurdo francese anni Cinquanta.

    The Chrome Plated Megaphone Of Destiny è un pezzo d’avanguardia cacofonica che fonde Varese, Cage e Zappa e che culmina in un esercizio di trattamento in studio della risata, è un’orrenda premonizione sulla società tecnologica del futuro.
    (Piero Scaruffi)

  • Frank Zappa & Music Piracy: Bootleg Challenge – Beat The Boots, review

    Frank Zappa & Music Piracy: Bootleg Challenge – Beat The Boots, review

    Full album As An Am + video intervista

    Il catalogo di Zappa – come da lui stesso dichiarato a Pulse! in un’intervista del 1988 – è stato uno dei più piratati e contrabbandati che siano mai stati immessi sul mercato.
    Dopo Dylan, Zappa è stato l’artista più danneggiato dal fenomeno dei bootleg. Nel 1991, con un’iniziativa senza precedenti, decise di sferrare un attacco letale ai pirati scendendo sul loro stesso terreno: in collaborazione con la Rhino venne creato un marchio ad hoc – Foo EEE – per riversare su CD e “condonare” 15 celebri album selezionati dall’esecrabile catalogo parallelo.
    Con la pubblicazione di Beat the Boots, Zappa si riappropriò della musica registrata e pubblicata nei bootleg in modo che future pubblicazioni illegali dei titoli contenuti in questo boxset potessero essere perseguibili legalmente con maggiore facilità. Il cofanetto, pubblicato dalla Rhino Entertainment nel 1991, contiene 7 LP e un doppio LP, registrazioni provenienti da concerti tenuti tra il 1967 e il 1982 in precedenza pubblicate illegalmente come bootleg da contrabbandieri. Nel 1992 fu pubblicato Beat the Boots II.
    Con questa operazione Zappa ha voluto combattere la pirateria musicale tentando di recuperare le royalties editoriali che gli spettavano di diritto.
    “In 25 anni ho pubblicato 52 album. In quel periodo sono usciti 400 bootleg (otto volte di più), materiale spazzatura con il mio nome sopra. Mi sono guadagnato da vivere abbastanza bene con quei 52 LP, ma avrei potuto guadagnare otto volte di più ed avrei potuto investire otto volte di più in progetti” ha dichiarato Zappa.
    Chiunque abbia un forte interesse per la carriera di Zappa troverà più di qualche gemma nelle circa 90 canzoni assemblate in questo cofanetto. C’è di tutto, da un concerto dei Mothers Of Invention del 1967 in Svezia a uno spettacolo dell’era Barking Pumpkin al New York Palladium nel 1981.
    Ci sono molte “hit” (“Concentration Moon”, “Camarillo Brillo”, “Dancin’ Fool”, “Bobby Brown”, “Cosmik Debris”) oltre ad oscure tracce cariche di chitarra i cui titoli precisi probabilmente restano dubbi anche a Zappa. Frank ha registrato le canzoni direttamente da vinili bootleg e le ha ‘rielaborate in fabbrica’: la qualità non è il massimo ma decisamente ascoltabile. È per i collezionisti di Zappa, che amano possedere ampi cataloghi.
    (Music Express, gennaio 1992)

    Il cofanetto Beat the Boots contiene:
    1) As An Am (1991)
    2) The Ark (Boston,8 luglio 1969)
    3) Freaks & Mother*#@%! (Fillmore East di New York, 13 novembre 1970)
    4) Unmitigated Audacity (University of Notre Dame, Indiana, 12 maggio 1974)
    5) Anyway the Wind Blows (Nouvel Hippodrome di Parigi, 24 febbraio 1979)
    6) Tis the Season to Be Jelly (Konserthuset di Stoccolma, 30 settembre 1967)
    7) Saarbrücken 1978 (Ludwigsparlstadion di Saarbrucken, 13 settembre 1978)
    8) Piquantique (Skansen di Stoccolma, 21 agosto 1973)

    “Il mercato dei miei vecchi dischi è immenso, tanto che a Milano c’è un tizio – probabilmente collegato alla mafia – che ha preso copie dei primi album, fotografato di nuovo le copertine piratando completamente i dischi, per poi venderli dal retro di un’auto o nei negozi. Mi sono procurato alcuni di questi bootleg. C’è un mercato per queste cose ed un collezionismo per le copie originali di quei dischi: Freak Out veniva venduto a 75 dollari. Quindi, ho deciso che avrei riconfezionato gli album facendoli suonare al meglio, visto che le persone vogliono comprarli”. (Frank Zappa, Musician, ottobre 1986)

    “C’è un bootleg di 200 Motels ma non è l’album della colonna sonora del film, è un’esibizione che abbiamo fatto dal vivo con la Los Angeles Philharmonic. Abbiamo fatto alcuni tentativi per fermarlo, ma è molto difficile a causa del modo in cui la legge è strutturata negli Stati Uniti. L’album è stato pubblicizzato su Los Angeles Free Press tramite un numero di box. Abbiamo assunto un detective per andare a vedere cosa si potesse trovare sul box e per cercare di accertare chi avesse effettivamente prodotto il disco. Abbiamo alcune informazioni ma cosa puoi fare? Le leggi negli Stati Uniti non fanno molto per proteggere l’artista sotto ogni aspetto”.
    (Frank Zappa, Cream, gennaio 1972)

    “Nessun artista ha fatto quello che ho fatto io. Nessuno ha preso per la gola i contrabbandieri. Nessuno ha usato la registrazione contrabbandata, con la custodia del contrabbandiere e con il prezzo più basso. È solo un altro disco ufficiale fatto da opportunisti”.
    (“Talking with Frank” by Fabio Massari, Los Angeles/Sao Paulo, 1991)

  • MANIPULATION – xenocronia Frank Zappa e Lennie Tristano – xenochrony

    MANIPULATION – xenocronia Frank Zappa e Lennie Tristano – xenochrony

    Xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa e Lennie Tristano

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    (Leggendo questa parte dell’articolo di Luca Conti ho scoperto due cose. 1) Frank Zappa non è stato il primo ad usare la tecnica della ‘xenocronia’ – nonostante abbia coniato il termine. 2) Zappa ha usato questa tecnica non per capriccio creativo ma per necessità, per ottenere risultati che con il solo ausilio dei suoi musicisti non avrebbe potuto ottenere)

    Fin dal 1941, con The Sheik of Araby, Sidney Becket non aveva esitato a sovraincidere clarinetto, sassofono soprano e tenore, pianoforte, contrabbasso e batteria, così come sono ben note le manipolazioni sui nastri effettuate da Lennie Tristano per larga parte della sua carriera…
    Rubbert Shirt, brano pubblicato nel 1979 su Sheik Yerbouti, è un’esecuzione prettamente jazzistica: un dialogo di tre minuti scarsi tra basso (Patrick O’Hearn) e batteria (Terry Bozzio) definito dallo stesso Zappa un esempio di “sensitive, interesting interplay”. Questo duetto non ha mai avuto luogo, malgrado O’Hearn e Bozzio abbiano fatto parte per diverso tempo della touring band di Zappa. Secondo la descrizione riportata sull’album, il brano fu costruito partendo da un assolo di chitarra in 4/4 eseguito dal vivo nel 1974, sul quale O’Hearn ha sovrainciso una nuova parte di basso (“non completamente improvvisata” ha specificato Zappa). Dopodiché la nuova linea di basso è stata applicata alla parte di batteria di un brano totalmente diverso, un pezzo in 11/4 che non aveva niente a che fare con il precedente. L’assolo di chitarra è quindi sparito e possiamo ascoltare O’Hearn e Bozzio che improvvisano simultaneamente su brani (e in momenti) diversi.
    In sostanza, si tratta della stessa operazione effettuata da Lennie Tristano sul suo primo album per l’Atlantic, dove la ritmica di Peter Ind e Jeff Morton proveniva da esecuzioni diverse da quelle poi rifinite con l’aggiunta del pianoforte (lo racconta lo stesso Ind nel suo volume Jazz Visions: Lennie Tristano And His Legacy, Equinox Books 2005).
    Possiamo chiederci quale fosse l’intendimento di Zappa nel realizzare un’operazione del genere. Forse O’Hearn e Bozzio, musicisti dalla forte preparazione jazzistica, sarebbero stati in grado di improvvisare simultaneamente l’uno su un tempo diverso dall’altro, ma Zappa era convinto di no. “Puoi provare a chiederlo ai tuoi musicisti ma non succederà mai” dichiarò nel 1998 a Bob Marshall. “Come compositore, se voglio ottenere un risultato simile non ho altra possibilità che agire in questo modo”. E’ la stessa filosofia di Tristano.
    (estratto dall’articolo “Frank Zappa: lo strano odore del jazz” di Luca Conti)

    In Joe’s Garage (1979) gli assoli sono tutti xenocroni tranne quelli di Watermelon in Easter Hay e Crew Slut. Per questa xenocronia ho scelto Keep it Greasey che si ‘sposa’ molto bene con Line Up di Lennie Tristano.

    “Con un ascolto attento, ci sono due modi di percepire la musica. Innanzitutto, quello che si esprime in termini di acustica fisica, cioè la forma d’onda che governa il suono, la sua ampiezza; questo è il modo scientifico. Ma possiamo anche dire a noi stessi: che sensazioni provoca questa musica? Qual è il suo odore? Il suo significato? Il timbro dell’insieme è quello che prevale, sia esso rock n’ roll o musica da camera. È il timbro che più spesso indica come interpretare il resto dei dati. È qui che il Synclavier mi dà una grande flessibilità nel mio lavoro poiché posso applicare, in una frazione di secondo, vari timbri a una composizione. Cos’è la musica se non un po’ di spazio-tempo decorato, illuminato?”.

    Come componi al Synclavier?
    “L’idea generale parte spesso da varie teorie musicali. Mi chiedo allora cosa succederebbe se facessi questa o quella manipolazione, quali sono i limiti fisici di ciò che un ascoltatore può comprendere in termini di ritmi, di “dati universali”, pur percependo il tutto come una composizione musicale”.
    (Guitare & Claviers n. 73, aprile 1987)

  • Frank ‘Zappa in New York’: review

    Frank ‘Zappa in New York’: review

    Immagine di copertina di Salvador Luna (Lunatico e Unico)

    “Zappa in New York” è un doppio album dal vivo: fu pubblicato con l’etichetta DiscReet Records nel marzo 1978. In realtà, l’album vide un’uscita limitata nel Regno Unito all’inizio del 1977, ma fu presto ritirato dai negozi di dischi. La Warner Bros. Records, con cui Frank Zappa aveva firmato un accordo di distribuzione, insistette per rimuovere e censurare il brano “Punky’s Whips”: rimosse anche i riferimenti fatti a “Punky’s Whips” nel brano “Titties & Beer”. Scoppiò una piccola guerra tra la Warner Bros. Records e Zappa, che nel contratto con la casa di distribuzione si era assicurato di avere completa libertà artistica. La versione censurata di “Zappa in New York” (marzo 1978) fu pubblicata dalla Warner Bros. Records senza il consenso di Zappa. La versione completa non censurata dell’album è stata ripubblicata nel 1991 da Zappa.
    Inizialmente, Frank Zappa voleva includere alcune registrazioni dal vivo nel suo cofanetto di 4 dischi “Lather” pubblicato alla fine del 1977, che doveva rappresentare il suo lavoro in studio, sul palco e nell’orchestrazione, ma l’uscita del cofanetto fu accantonata a seguito della causa con la Warner Bros. Records. I contenuti di questo disco “perduto” (fino al 1996, anno in cui la sua famiglia l’ha immesso sul mercato in forma di cofanetto CD a 3 anni dalla sua morte) sono stati inclusi in 4 diversi album: Zappa in New York, Studio Tan, Sleep Dirt e Orchestral Favorites.
    Il materiale contenuto in “Zappa in New York” fu registrato durante una serie di live (quattro concerti tenuti al Palladium di New York tra il 26 e il 29 dicembre 1976).
    Le registrazioni presentano parecchi musicisti oltre a Zappa, Terry Bozzio, Ray White, Eddie Jobson, Patrick O’Hearn, Bianca Thornton, Ed Mann. Tra i musicisti impegnati nelle registrazioni di questo album figurano i fratelli jazzisti Randy e Mike Brecker, Tom Malone e Lou Marini (destinati a diventare membri dei Blues Brothers), Ruth Underwood. Degna di nota anche la partecipazione di Don Pardo (celebre speaker radiotelevisivo statunitense) nelle vesti di narratore.
    Gran parte della tracklist è composta da brani che non hanno mai visto una registrazione in studio e sotto questo aspetto “Zappa in New York” è una pubblicazione dal vivo più interessante di molte altre. In particolare, Punky’s Whips, con un Terry Bozzio attratto da Punky Meadows degli Angel, si è rivelato un po’ eccessivo per i censori della Warner Bros. Records. “Titties & Beer” è un ottimo esempio di quanto fossero bravi Zappa e la sua band a improvvisare.
    Zappa ha eseguito The Black Page per la prima volta il 28 dicembre 1976 a New York City e questa versione è presente nell’album Zappa in New York. In questo album, Zappa discute di “statistical density” (densità statistica) del brano. Con il suo linguaggio originale Zappa intendeva descrivere la complessità ritmica del brano, con uso estensivo di gruppi irregolari molto elaborati, il tutto però incluso in una cornice “regolare” di un metro in 4/4.
    La produzione del suono è cruda, organica e, cosa forse più importante, sembra una “vera” registrazione dal vivo, anche se Zappa ha fatto molte sovraincisioni sulle registrazioni all’inizio del 1977. Il materiale è stato registrato in diversi spettacoli ma nel complesso “Zappa in New York” è una versione live di buona qualità.

    Tracklist (edizione CD)

    Disco 1
    Titties & Beer
    Cruisin’ for Burgers
    I Promise Not to Come in Your Mouth
    Punky’s Whips
    Honey, Don’t You Want a Man Like Me?
    The Illinois Enema Bandit

    Disco 2
    I’m the slime
    Pound for a brown
    Manx Need Women
    The Black Page Drum Solo/Black page#1
    Big Leg Emma
    Sofa
    Black page#2
    The Torture Never Stops
    The Purple Lagoon/Approximate

    Frank Zappa Guitar Solos In New York (40th Anniversary)

    https://www.youtube.com/watch?v=foxHz_4GO6E&t=616s