Frank Zappa's mustache - Music is the Best

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  • Frank Zappa, I Ain’t Got No Heart – Broken Hearts Are for Assholes: il cinismo di un genio

    Frank Zappa, I Ain’t Got No Heart – Broken Hearts Are for Assholes: il cinismo di un genio

    I Ain’t Got No Heart (Freak Out, 1966) – Broken Hearts Are for Assholes (LÄTHER, 1996)

    “I Ain’t Got No Heart” di Frank Zappa esplora l’apatia e l’incredulità nei confronti dell’amore, il rifiuto delle aspettative della società nei confronti delle relazioni. Scritta ed eseguita nel caratteristico stile satirico e irriverente di Zappa, questa canzone sfida le nozioni convenzionali del romanticismo esponendo cinismo e freddezza che possono coesistere all’interno delle relazioni umane.
    Il verso iniziale, “Ain’t got no heart, I ain’t got no heart to give away”, stabilisce immediatamente il tema centrale del brano. Zappa dimostra di essere emotivamente distaccato, privo della capacità o della volontà di amare. La frase “I sit and laugh at fools in love” (mi siedo e rido degli sciocchi in amore), seguito da una risata beffarda, indica il disprezzo di Zappa nei confronti degli individui che credono nei sentimenti e che investono emotivamente nelle relazioni. La sua risata è indotta da un meccanismo di difesa, è un modo per prendere le distanze dalle esperienze legate all’amore che rendono vulnerabili e fanno soffrire. Affermando “There ain’t no such thing as love”, Zappa intende sfidare la nozione ampiamente accettata di amore come forza potente, trasformativa, universale. Continua ad esprimere la sua incredulità nell’autenticità dell’amore con il verso “No angels singing up above today” (Nessun angelo canta in alto oggi). Nessun essere celeste guida le emozioni umane.
    Zappa decostruisce gli ideali romantici cari alla società, invitandoci a mettere in discussione le nostre stesse percezioni. La sua risata suggerisce che lui sa vedere attraverso le finzioni e gli inganni legati alle relazioni romantiche. Dichiara coraggiosamente l’inesistenza del vero amore ed affronta il concetto di possessività in una relazione. Sfida l’idea che una persona possa rivendicare la proprietà esclusiva del cuore di un’altra, evidenzia il suo desiderio di mantenere la propria autonomia. L’amore, secondo Zappa, richiede una connessione emotiva autentica, non soltanto vuote dichiarazioni.

    Con la canzone “Broken Hearts Are For Assholes” (I cuori infranti sono per gli stronzi) Frank Zappa si rivolge alle persone che creano la propria infelicità. L’idea del ‘cuore spezzato’, per lui, è un sottoprodotto della vita. Le persone devono riconoscere i loro difetti, accettare la loro situazione e andare avanti smettendo di crogiolarsi nell’angoscia e nell’autocommiserazione, che portano soltanto ad altre sofferenze. Incoraggia a trovare mezzi più produttivi per affrontare gli alti e bassi della vita.
    (songtell)

    “Frank era la voce perfetta del cinismo. Scherzava con il pubblico, l’industria, i ragazzi in abito grigio, gli hippy, tutti. Fu scomunicato e anche noi. Tutti ci odiavano con grande amore. Ci ha detto: “Sto fondando un’etichetta discografica e voglio che siate coinvolti perché sarà un posto per tutti gli indecenti”.
    (Alice Cooper, Roll, settembre 2002, rivista turca)

    “Mi accusano di essere cinico, ovviamente lo sono. Non potrei essere altrimenti in questo tipo di società, odio i luoghi comuni, la gente che mi fa perdere tempo, il falso perbenismo. Con i musicisti, che devono suonare la mia musica, ho un rapporto preciso: li pago e loro devono lavorare, esattamente come chiedo di fare”.
    (Frank Zappa, Popster, aprile 1978)

    “Il cinismo è l’unico atteggiamento realistico che posso avere per vivere. C’è voluto un po’ per svilupparlo. Tutti partiamo pensando che la gente è carina. Dopo la mia dose di disavventure, solo una Pollyanna terminale poteva continuare a fidarsi, a meno che non ti piaccia metterti a 90 gradi”.
    (Frank Zappa, estratto del libro “Mister Fantasy” di Carlo Massarini)

    “Frank aveva la straordinaria capacità di dire cose che avevano il perfetto equilibrio tra franchezza, verità, cinismo e commedia, il tutto in una frase concisa”. (Steve Vai, Guitar World, febbraio 1999)

    Il compositore americano Frank Zappa (1940-1993) è una persona di raro cinismo che non va mai nella direzione sbagliata e rimane convinto che il problema ultimo dei suoi contemporanei sia la loro cattiva salute mentale. Si diverte molto a stanare ogni forma di ipocrisia per rivelarne tutta la bruttezza e il ridicolo nelle sue canzoni, nei suoi film o durante le interviste. Prende di mira tutti: uomini e donne in cerca di amore, eterosessuali e omosessuali, hippy e alcolizzati, cattolici e suicidi, adolescenti e genitori, cowboy e prostitute, politici e giornalisti, censori e femministe, ebrei e neri… Come ha detto di se stesso: “Non ho visto alcuna prova da un punto di vista logico che la razza umana sia altro che un grosso mucchio di merda. Se mai incontri qualcuno che è rispettabile, onesto e dotato di un certo modo di vivere, allora hai a che fare con un mutante”.

    “Tutti dovrebbero essere cinici, non puoi semplicemente credere in tutto ciò che ti dicono…”.
    (Frank Zappa, New Musical Express, 28 gennaio 1978)

  • Frank Zappa, Road Ladies & life on the road: review

    Frank Zappa, Road Ladies & life on the road: review

    Road Ladies (Live), The Mothers 1970 (2020, UMG)

    Pubblicata nel 1970 come parte dell’album “Chunga’s Revenge” di Zappa, “Road Ladies” racconta la complessità delle donne che vivono la loro vita on the road, spostandosi costantemente da un luogo all’altro.
    Le donne che viaggiano molto devono affrontare sfide, fare sacrifici, vivere relazioni transitorie, convivere con la solitudine.
    Le donne della strada non sono le ‘passeggiatrici’ ma le donne in perenne viaggio, forti e indipendenti, che hanno scelto la libertà, l’avventura, una vita da nomadi.
    “Road Ladies” è un brano ispirato dalle interazioni di Zappa con le donne che ha incontrato durante i tour con la sua band. Ammirava la loro forza, determinazione e resilienza, si sentiva obbligato a puntare i riflettori sulle loro esperienze uniche.
    Zappa una volta disse: “Le donne che vivono la loro vita on the road hanno storie da raccontare che meritano di essere ascoltate. “Road Ladies” è il mio tributo alla loro resilienza e alle esperienze uniche che attraversano”.

    VITA DA ROADIE CON ZAPPA
    Pochi roadie, almeno con Zappa, riescono a mantenere il ritmo frenetico per più di un anno o due. Alla fine soccombono a problemi fisici o di testa o entrambi.
    Un roadie che lavora da quattro anni ritiene che la solitudine e l’insicurezza siano un problema tanto grande quanto l’effettiva diminuzione della capacità di lavorare sodo.
    I ‘roadies’ non sono gli unici dietro le quinte. Ci sono anche camionisti, macchinisti, addetti alla promozione locale e un road manager.
    Paul Hoff, che viaggia da quattro anni con Zappa, è il capo ufficioso dei Mother Roadies.
    I roadie impiegano circa tre ore per scaricare e allestire le 11 tonnellate di equipaggiamento per Zappa e per le nove Madri.
    Essere un roadie con un gruppo è come essere nella band. Se la tua personalità si scontra con qualcuno nella band non durerai a lungo.
    Per le groupie, in genere, un roadie è un buon trampolino di lancio per arrivare alla star.
    “Se le ragazze vogliono vedere o incontrare qualcuno nella band” riferisce Coy “di solito prendono di mira prima i roadie. Prendiamo gli avanzi, ma va bene”.
    La band è stata arrestata un paio di volte per volgarità, ma non per droga. Un tour Zappa, secondo Paul, implica zero droghe. “Per quanto ne so, Zappa non ha mai usato nient’altro che il caffè che per me è una droga. Beve circa 30 tazze al giorno”.
    “Mi piace lavorare per Zappa” ha dichiarato Paul “A molte persone che hanno provato il lavoro non piace perché non è il solito gruppo rock and roll. Mi piace perché cambia di continuo, non devo fare lo stesso set-up. Il personale è in continua evoluzione, quindi conosco nuove persone e Frank è un bravo ragazzo. È davvero interessante e creativo”.
    Il triumvirato di promozione dei concerti di Milwaukee composto da Charley Fain, Randy McElrath e Allen Dulberger forma le produzioni Daydream, l’unica organizzazione promozionale coerente della città.
    “Ci sono due tipi di gruppi” ha detto Dulberger “C’è un gruppo che si comporta come una macchina. Vanno lassù e fanno esattamente la loro ora e cinque minuti stretti e forse fanno un bis che sarà esattamente di sette minuti. Poi ci sono gruppi come Zappa, che vorrebbero suonare tutta la notte”. La troupe di Zappa ha fatto un’energica esibizione di due ore, si è presa un’ora di pausa e poi ha fatto uno spettacolo alle 10:30 che probabilmente ha superato il primo in uscita. “Questa è una cosa fenomenale” ammette Dulberger “Dimostra che la band è davvero presa dalla sua musica”.
    “Dai roadie al manager fino allo stesso Frank Zappa, sono le persone più collaborative che puoi incontrare. Non sono drogati né alcolizzati. Sono felici, non sono rigidi o frustrati”.
    Il camionista dei Mothers, Bill Romero, sa che “i roadie si fanno il culo. Guadagnano davvero i loro soldi”.
    “Senza i roadie” conclude Paul Hoff “il rock and roll semplicemente non funzionerebbe”.
    (Bugle American, 2-8 maggio 1974)

    “200 Motels” è definito dallo stesso Zappa un “documentario surrealista”.
    Il documentario è surreale perché la vita in tournée è surreale. I musicisti “in tour” perdono rapidamente ogni normale nozione di tempo per lasciarsi guidare solo dal segnale del risveglio, la partenza dell’autobus, treno o aereo, l’ora della conferenza stampa, l’allestimento delle attrezzature, il concerto, il previsto relax dopo il concerto, e questo, giorno o notte indifferentemente, per non parlare di eventuali differenze di orario.
    (Best, gennaio 1972)

    “Se vuoi andare in tournée devi avere una mentalità tutta particolare. Non importa quanto possa essere bravo un musicista, se non ha la mentalità da topo di strada ci muore, in giro” raccontava Zappa nel 1988.
    “Ho imparato a mie spese che esistono persone che sanno suonare benissimo ma che non reggono di vivere on the road. Non riescono a sopportare la pressione e l’isolamento e, alla fine, scoppiano e devi rimandarli a casa”. (Frank Zappa)

  • Frank Zappa – Cucamonga Era: Cucamonga (full album) + Cucamonga (Bongo Fury) + Grunion Run

    Frank Zappa – Cucamonga Era: Cucamonga (full album) + Cucamonga (Bongo Fury) + Grunion Run

    Tracklist
    “Cucamonga” (full album pubblicato postumo nel 1998)
    – Everytime I See You
    – Letter From Jeepers
    – `Til September
    – Cathy My Angel
    – Jessie Lee
    – Mr Clean
    – The Cruncher
    – World`s Greatest Sinner
    Cucamonga, Bongo Fury (1975) with Captain Beefheart
    Grunion Run (album Cucamonga Years. The Early Works of Frank Zappa, 1962-1964)

    Nel 1960, Zappa si trasferì a Cucamonga. Iniziò a fare musica al Pal Recorders dell’amico Paul Buff, uno studio di registrazione a 8040 Archibald Ave.
    Zappa non è mai stato ufficialmente riconosciuto in questa località, neanche con una targa in sua memoria.

    Cucamonga consisteva in un garage, un magazzino, un negozio di liquori, una banca, un caffè, una scuola, una chiesa, un negozio di malto e lo studio di registrazione di Paul Buff all’8040 di Archibald Avenue. Paul si era costruito una consolle a cinque tracce, all’epoca rivoluzionaria, poi era rimasto senza un centesimo. Frank Zappa, che aveva appena ricevuto 1.500 dollari per aver scritto musica per un film, comprò lo studio.
    Frank aveva anche acquistato alcune telecamere da FK Rockette Studios su Sunset Boulevard, che era fallito: 5.000 dollari di attrezzatura per 50. Le telecamere erano alte più di tre metri ed erano così grandi che nessuno immaginava potessero essere spostate. Frank le ha trascinate a Cucamonga, i Motorhead le hanno smontate, riparate e rimontate in studio.
    “Per le persone che vivevano lì, deve essere stato più o meno come l’arrivo di un marziano – racconta Frank con una risatina sardonica – Abbiamo iniziato a lavorare sull’unico film che poteva logicamente essere girato con queste folli telecamere: “Captain Beefheart contro i Grunt People”.
    Aveva un sacco di tempo per registrare, grazie al suo studio, ma non un centesimo. Per nove mesi ha mangiato burro di arachidi, purè di patate, caffè e miele. Era in uno stato chimico totalmente alterato. Patate e caffè sono stati rubati da un camion della banca del sangue di passaggio. Con Don van Vliet, non ancora battezzato Captain Beefheart, Frank ha fatto alcuni flop per una band fasulla che ha chiamato “The Soots” usando la sua macchina a cinque tracce al massimo per ri-registrazioni e colonne sonore. Ha portato il flop a un direttore artistico della Dot Records a Los Angeles, che gli ha detto: “Nessuno ascolterà mai la distorsione”.
    (Rock & Folk, dicembre 1970)

    Pal è stato il campo di allenamento per il giovane Frank Zappa che ha lavorato in studio a partire dal 1961. Zappa ha imparato le tecniche di registrazione di base a Pal. Ha registrato il suo primo disco rock n’ roll, “Breaktime”, dei Masters, gruppo composto da Frank Zappa, Paul Buff e Ronnie Williams. Nel 1964 Zappa acquistò lo studio e lo ribattezzò Studio Z. Visse nell’edificio dello studio per alcuni mesi prima che venisse chiuso nel 1965. L’edificio dovette essere demolito per ampliare North Archibald Avenue.

    “Avevo i capelli corti, ma la gente del posto mi guardava come se li avessi lunghi. Il codice di abbigliamento non dichiarato per tutti i maschi adulti di Cucamonga era quello di indossare una camicia bianca a maniche corte e un papillon in tutte le occasioni. Indossare una maglietta era considerato all’avanguardia. La buoncostume aveva fatto un buco nel muro dello studio e mi spiava da diverse settimane”. (Frank Zappa, L’autobiografia)

    Estremo difensore della libertà di parola, Zappa rifiutava di chiamare ‘oscena’ qualsiasi cosa, con un‘eccezione: i poliziotti.
    A parte la sua scarsa simpatia per l’autorità, detestava assolutamente i poliziotti da quando fu arrestato nel 1965: è stata la peggiore esperienza della sua vita.
    Dopo il divorzio con la prima moglie, si era trasferito in uno studio di registrazione a Cucamonga, in California. Un quotidiano locale segnalò alle autorità che all’interno dello studio si giravano film porno.
    Un poliziotto si presentò allo studio chiedendo a Frank se gli interessava girare film omosessuali a San Bernardino dietro compenso. Frank acconsentì per dimostrare che gay e travestiti andavano trattati con rispetto. Aveva appena compromesso la sua fedina penale. Fu arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla produzione di materiale pornografico: in seguito, fu scagionato.
    Zappa dovette scontare 10 giorni di galera a San Bernardino.
    Su questa vicenda Michael Gray commentò: “Moltissime rockstar riescono a farsi arrestare con accuse infamanti e più sono famose, più l’avvenimento suscita scalpore. Frank Zappa riuscì a farsi arrestare, in modo tale da suscitare scalpore, molto prima di diventare qualcuno”.

  • Frank Zappa, Po-Jama People (3 versions): review, meaning

    Frank Zappa, Po-Jama People (3 versions): review, meaning

    – Versione originale dall’album One Size Fits All (1975)
    – Live 31 ottobre 1974 Felt Forum NYC, NY
    – Live 9 novembre 1974 Orpheum Theater, Boston, MA

    “Quelli in pigiama mi stanno annoiando a morte / Mi fanno sentire come se stessi sprecando il mio tempo”
    Il messaggio è chiaro: le persone poco vitali e noiose non sono ‘la tazza di tè’ di Frank Zappa.
    “Po-Jama People” fu, probabilmente, scritto durante il tour 1973-1974. Fu testato on the road solo poche volte nel 1974. Dopo quel tour, Zappa entrò in studio, registrò la canzone, la pubblicò nell’LP del 1975 One Size Fits All e se ne dimenticò rapidamente. Non se ne seppe mai più nulla.
    E’ una semplice canzone rock blues ma, mentre “Can’t Afford No Shoes” è semplicemente una sciocchezza, “Po-Jama People” ha più meriti, innanzitutto per la leggera satira sociale del testo, ma anche nella voce molto microfonata. di Zappa, tecnica che utilizzerà nuovamente per “The Torture Never Stops”. Poi, c’è il lavoro con la chitarra: questa canzone, a detta di alcuni, ha uno dei migliori assoli dell’album, secondo solo a quello di “Inca Roads”. (All Music)

    La satira di Po-Jama People si rivolge alle persone conformiste, non creative, prive di individualità.
    Il ritornello della canzone, “Po-jama people, people! /Mother Mary ‘n Jozuf, I wish they’d all go away!”, è una presa in giro di Zappa nei confronti delle norme religiose e sociali tradizionali.
    Il resto della canzone ritrae diversi tipi di persone, da quelle che sono “calde” e “fredde” a quelle che “ci vedono dentro” e indossano “i po-jamas, se solo lo sapessero”.
    Prendendo in giro le “persone in pigiama”, Zappa sottolinea il modo in cui queste persone conducono una vita robotica, noiosa, ripetitiva, senza alcuna creatività o voglia di ‘mordere la mela’. Sono gli apatici e gli ignoranti.
    La canzone si conclude con il ritornello, in cui Zappa esprime con enfasi il suo desiderio che la “po-jama people” scompaia.

    A quanto pare, Frank Zappa è stato ispirato a scrivere Po-Jama People dai compagni di band all’epoca, intorno al 1973-74 (inclusi Ruth e George, come menzionò in seguito). Sentiva che erano tutti così intellettuali da risultare un po’ noiosi. (Reddit)

    “Po-Jama People” non era una delle composizioni che Zappa teneva in grande considerazione, cosa che aiuta a spiegare perché il pezzo non veniva suonato durante i suoi concerti. Il brano è stato probabilmente scritto durante il tour 1973-1974 (con la cosiddetta “Roxy band”), provato dal vivo alcune volte (la prima volta a Goteborg, in Svezia, il 25 settembre 1974), poi registrato per “One Size Fits All” e presto dimenticato. Nel contesto di quell’LP, “Po-Jama People” può essere vista come una canzone la cui funzione è quella di creare un contrasto con canzoni più ambiziose come “Inca Roads” o “Andy”.
    Seppure “Po-Jama People” sia spesso considerata una delle canzoni di “One Size Fits All” non molto serie, presenta alcuni aspetti degni di nota. Ad esempio, oltre all’assolo di Zappa, c’è anche l’accompagnamento suonato dalla sua band, questa volta solo piano, basso e batteria. Al minuto 5:05, quando Zappa rallenta brevemente il ritmo del suo assolo, anche la band rallenta, in un ottimo esempio di improvvisazione. Degna di nota anche la voce profonda di Zappa e la sua famosa tecnica del cantare molto vicino al microfono. (wikipedia)

  • Frank Zappa: a 30 anni dalla morte è ancora l’avanguardia, intervista Today Show, 14 maggio 1993

    Frank Zappa: a 30 anni dalla morte è ancora l’avanguardia, intervista Today Show, 14 maggio 1993

    Intervista The Today Show del 14 maggio 1993 condotta da Jamie Gangel (NBC)

    30 anni dalla morte di Frank Zappa.
    Più vivo che mai.
    E’ ancora l’avanguardia.

    A FRANK ZAPPA
    Hai sputato tante verità in faccia alla politica, ai media, a chi ci governa e alla società cieca.
    Hai aperto la mente di molte persone, musicisti inclusi, come solo un Maestro può fare.
    Hai vissuto con coerenza e senza compromessi, hai difeso la libertà di pensiero e di espressione, mentre tu vivevi appieno questa libertà, senza paura.
    Sei un genio, se genio significa pensare con la propria testa, creare dal Nulla e dal Tutto con una mente inesauribile e originale, senza dar retta a dogmi né a lavaggi del cervello.
    Nessuno doveva dirti ciò che volevi pensare, fare e realizzare, a costo di rimetterci.
    Sei un genio in grado di superare limiti che, però, ha espresso un desiderio ‘assurdo’:

    “Non voglio essere ricordato”.

    Un desiderio che pesa. Chi ti ama non può accettarlo.
    In realtà, noi non ci limitiamo a ricordarti. Ti teniamo in vita, ti ‘viviamo’ ogni giorno.

    Tu, per me, sei
    “Qualsiasi cosa,
    in qualsiasi momento,
    in qualsiasi luogo,
    per un motivo qualsiasi”.

    Non mi interessano le date, il tempo non esiste, è un cerchio, tu lo sai, l’hai sempre saputo.
    Oggi, ricordo una data dolorosa ma continuo a viverti ogni giorno con allegria. Non possiamo fare altro che ridere dell’assurdità della vita (e della morte), tu lo sai.
    Quando penso al 4 dicembre, mi viene in mente lo spirito con cui Robert Martin ha cantato questo brano.
    Beh, sono con Robert Martin… ascoltate…

    https://www.youtube.com/watch?v=fzINHdbpDYY

    Ciao Frank, resto con te.

  • WITCHA – xenocronia Frank Zappa, John Cage – xenochrony

    WITCHA – xenocronia Frank Zappa, John Cage – xenochrony

    Xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa e John Cage

    FAIR USE

    Oltre ad alludere alla strega, Witcha, in tono colloquiale, significa ‘con te’.

    “Chi c’è nel tuo film, Frank luv?” disse una voce acuta dal fondo.
    “Non chiamarmi ‘amore’ ” sbottò Zappa come un avvoltoio infastidito “Non farmi incazzare witcha” disse con un sorriso ironico.
    (Record Mirror, 23 gennaio 1971)

    “Sono l’avvocato del diavolo. Noi abbiamo le nostre adoratrici che vengono chiamate groupies. Ragazze che offrono i loro corpi alle rockstar come si offrirebbe un sacrificio a un dio”. (Frank Zappa)

    “Ero convinto che lo sviluppo di Frank fosse entrato in un’altra orbita, che fosse finito in una zona crepuscolare… Si interessò anche a questioni strane come l’occulto e la magia. Disegnava mostri e creature aliene a matita e carboncino ed ha perfino scritto alcune storie su queste creature. Per anni, né io né lui abbiamo frequentato la chiesa. Mi chiedevo dove fossero diretti questi bizzarri interessi di Frank. Un giorno, mi disse che avrebbe cercato di trovare una copia di un libro chiamato “Il manuale del negromante”, un libro su ‘come fare’ magia nera ed incantesimi risalente al Medioevo. Riportava casi giudiziari di persone accusate di aver praticato la magia e conteneva anche istruzioni su come ideare ed utilizzare incantesimi. Frank diceva che la negromanzia era la forma più estrema di pratica magica e prevedeva l’evocazione di demoni. Voleva sperimentare se era davvero possibile evocare un demone ed impartirgli ordini. Non ha mai trovato una copia di quel manuale, ma non so quanto sia andato oltre negli anni seguenti. Una volta, in tono criptico, ha detto “Ho fatto un patto con il diavolo”. Forse, è per questo che ha avuto tanta sfortuna a Londra e a Montreux e a livello di salute”
    (“Frankie and Bobby: Growing Up Zappa” di Charles Robert Zappa, fratello minore di Frank).

    Diedi la colpa al libro di Aleister Crowley che avevano comprato da poco. Gail aveva cominciato ad usare parole come occulto, misticismo e alchemico. “La tensione tra maschio e femmina – affermava Crowley – è fondamentale per l’esistenza e per la magia sessuale”. Considerava la donna sottomessa all’uomo, un ruolo che Gail accettava con gioia, con il pieno consenso di Frank. Potevo vagamente capire l’interesse di Gail in Crowley, ma non quello di Frank, un uomo che trasudava razionalità. Eppure Frank conservò sempre una grande curiosità per l’occulto. Molti anni dopo, mi spiegò la sua posizione. Mi raccontò della più giovane delle sue figlie, Diva. “E’ molto particolare, penso che abbia poteri psichici…”.
    (“Freak out! La mia vita con Frank Zappa” di Pauline Butcher)

    “Frank era molto bravo a valutare le persone, incredibilmente bravo con la psicologia, mi ha semplicemente fissato con quel suo sguardo incrollabile… quello sguardo… una specie di spirale… era la prima volta che incrociavo l’occhio di un mago. Era decisamente in grado di manipolare i livelli della realtà. Era davvero bravo in questo… Era davvero mistico…” (Nigey Lennon nel dialogo con Bob Dobbs del 1995)

    “Frank mi strinse la mano. Al contatto fisico percepii qualcosa… Era la sua energia, le sue vibrazioni, la sua incredibile presenza. Anni dopo, lessi in un’intervista su Playboy di come Marlon Brando dominasse lo spazio fisico dove si trovava, piuttosto che occuparlo come succede alle altre persone. Era così anche con Frank”.
    (Massimo Bassoli, Prog Italia luglio 2017).

    Gli ho chiesto se leggeva e lui ha scosso la testa, poi ha risposto: “L’ultimo libro che ho letto è stato La vita segreta delle piante “.
    Il libro mi ha fatto pensare che Frank Zappa fosse appassionato di giardinaggio o trovasse intrigante l’idea dell’ESP (percezione extrasensoriale, telepatia).
    Gli ho chiesto se pensava di avere capacità psichiche. Ha risposto a bassa voce: “Nessun commento”.
    Sentivo che, forse, questa era la vita segreta di Frank Zappa.
    (BLAST, dicembre 1976)

    “Lancia il tuo incantesimo danzante sul mio cammino, prometto di soccombergli”. “Impara il ballo saltellante del pachuco…”. Debra Kadabra è una strega, come la ragazza di “Camarillo Brillo”.

    Lo stregone è un alchimista.
    Zappa aveva una particolare attrazione per l’alchimia, l’occultismo, l’esoterismo.
    Frank un giorno disse a David Ocker (il suo copista e collaboratore) che, se avesse avuto la possibilità di incontrare un personaggio storico, avrebbe desiderato incontrare Fulcanelli, pseudonimo di un famoso e misterioso alchimista, mai identificato con certezza.

    Sono 5 le principali città delle streghe: Benevento e Triora (Italia), Salem (USA), Wurzburg (Germania) e Vilnius (Lituania). Vilnius è l’unica città al mondo ad avere una statua di bronzo in memoria di Frank Zappa. Una copia di questa statua è stata donata alla città di Baltimora, dove Zappa è nato.

    “La musica è una bella strega che ride…” ho scritto in un post pubblicato nel gruppo What’s Zappa il 15 maggio….

    https://www.youtube.com/watch?v=D121RVNL0QY

  • Frank Zappa, Camarillo Brillo (3 live versions): review, meaning

    Frank Zappa, Camarillo Brillo (3 live versions): review, meaning

    Live Philly ’76, Live Capitol Theatre 13 ottobre 1978, Live 1979 Palladium NY

    Artwork di Leith O’Malley ispirata a Camarillo Brillo

    “Camarillo Brillo” è una delle tracce più importanti dell’album “Over-Nite Sensation” (1973), il primo album di Zappa che ha raggiunto lo status di disco d’oro. La canzone è un intrigante mix di rock, jazz e funk e presenta diversi arrangiamenti musicali complessi, linee di basso funky e testi satirici.
    La canzone è piena di immagini vivide e giochi di parole tipici dello stile di Zappa. Il testo parla essenzialmente di una donna con “Camarillo brillo”, termine coniato da Zappa per descrivere un’acconciatura afro particolarmente selvaggia e crespa. I capelli della donna sono tinti di rosso. Più precisamente, Brillo si riferisce alla somiglianza tra un cuscinetto Brillo e un’acconciatura afro.
    La canzone descrive le eccentricità di questa donna, come il suo legame con i rospi della foresta bassa e la sua capacità di leggere i tarocchi. Si presta a diverse interpretazioni.
    Secondo una prima interpretazione, la canzone è una satira della controcultura degli anni ’60. La ragazza con l’acconciatura ‘Camarillo brillo’ potrebbe essere una rappresentazione delle donne dallo spirito libero, spesso associate al movimento hippie e alla liberazione sessuale. Il testo della canzone descrive lo stile di vita non convenzionale di questa donna e suggerisce che abbia poteri mistici, come la capacità di leggere i tarocchi, secondo la tendenza New Age e la spiritualità alternativa dell’epoca. La donna viene presentata come una ‘magic mama’, in grado di governare una serie di creature in vari ambienti.
    Un’altra interpretazione è che si tratti di una canzone d’amore, dedicata ad una donna unica, misteriosa e affascinante. Potrebbe rappresentare un interesse amoroso o una musa ispiratrice che ha ispirato Zappa a scrivere la canzone. I testi suggeriscono che sia una persona unica e accattivante, con la quale Zappa sente un forte legame.
    In definitiva, è probabile che il significato dietro “Camarillo Brillo” sia una combinazione di entrambe queste interpretazioni. Zappa era noto per la sua capacità di scrivere canzoni che fossero allo stesso tempo provocatorie e divertenti e “Camarillo Brillo” non fa eccezione.
    E’ interessante notare che Camarillo è una città della California con un famoso ospedale psichiatrico, Camarillo State Mental Hospiital, un manicomio che è stato chiuso nel 1997. Camarillo Brillo è un termine associato ai capelli crespi delle donne dopo aver ricevuto l’elettroshock nel manicomio.
    Di fatto, dietro la satira, si cela una forma di compassione. La piccola maga, con il suo finto poncho e la pettinatura alla moda, testimonia il fallimento generazionale dell’identità hippie che Frank Zappa aveva intuito cinque anni prima (1967-68).
    Inizialmente “Camarillo Brillo” non era destinato a far parte dell’album “Over-Nite Sensation”. Zappa aveva originariamente scritto la canzone per includerla in un album precedente, ma non era soddisfatto della registrazione e decise di registrarla nuovamente per il nuovo album. Secondo quanto riferito, la canzone è stata registrata in una singola ripresa, il che è una testimonianza dell’abilità e della chimica dei musicisti.
    “Camarillo Brillo” non è stato un grande successo per Frank Zappa a livello commerciale, ma rimane un classico di culto tra i suoi fan.

  • Frank Zappa & Counterculture: We’re Turning Again + video You Are What You Eat 1968 hippie era

    Frank Zappa & Counterculture: We’re Turning Again + video You Are What You Eat 1968 hippie era

    We’re Turning Again (Frank Zappa Meets The Mothers Of Prevention, 1985)

    You Are What You Eat: film semi-documentario sulla controcultura americana del 1968 che tenta di catturare l’essenza dell’era hippie, del Flower Power anni ’60 e della scena di Haight e Ashbury.

    “We’re Turning Again” è l’ultimo ‘schiaffo’ di Zappa ai resti dell’era hippie, un commento satirico al movimento controculturale degli anni ’60 e al suo successivo declino.
    Frank Zappa prende in giro la superficialità e l’autoillusione di alcuni individui che hanno abbracciato gli ideali del movimento senza comprenderne appieno il senso o essere all’altezza dei suoi principi. Critica la dipendenza dalle droghe, il cieco conformismo ai media, la loro mancanza di umorismo o autoconsapevolezza.
    “Gira e gira, stiamo girando di nuovo”. Queste righe di apertura sembrano riferirsi alla natura circolare e ripetitiva del movimento controculturale: è rimasto bloccato in un ciclo senza raggiungere un reale progresso o un significativo cambiamento.
    I testi descrivono un gruppo di persone che hanno assunto molte droghe per ‘vedere a che punto sono’, ma si sono ritrovate con le loro vite vuote e un senso distorto della realtà. Credevano nella stampa che dava forma alle loro idee.
    Zappa deride anche il loro aspetto e comportamento, li definisce ‘dolci’, ‘gialli’, con indosso ‘coperte puzzolenti’. Li descrive come fan di Donovan: indossano fiori e resistono all’autorità, ma alla fine non ottengono nulla. La loro presunta ribellione era superficiale, inefficace di fronte alle sfide reali.
    Il testo fa riferimento a Jimi Hendrix, Janis Joplin e Keith Moon: icone diventate idoli e oggetti di nostalgia per il movimento della controcultura. Ma limitarsi a idolatrare e romanticizzare il passato non basta. Zappa sottolinea l’ironia dei musicisti contemporanei e dei media che sfruttano questo movimento a scopo di lucro, esortando gli ascoltatori a essere critici nei confronti di ciò che sentono alla radio. Ricorda che il movimento, in origine, riguardava un cambiamento autentico, una resistenza. (songtell)

    “Non c’è mai stata una cultura negli Stati Uniti, quindi non può esserci controcultura. Non sono controculturale, mi interessa la cultura che il mio Paese non ha”. (Frank Zappa, Popular 1, aprile 1979)

    “La controcultura, l’ho esaminata cercando di capire cosa ci fosse di vero e sono arrivato alla conclusione che la controcultura, in quel momento, era solo una truffa commerciale. Certamente è esistita nell’Europa dell’Est, in condizioni terribili, con una polizia segreta e cose del genere. Non sono contro la controcultura, sono contro tutto ciò che è falso”.
    (Barry Miles. Frank Zappa. La vita e la musica di un uomo Absolutely Free, 2011)

    “Tutti mi consideravano cinico e cattivo perché ero al di fuori di quello che stava succedendo. Ero cattivo perché osavo dire che il flower power faceva schifo. Molte persone pensavano davvero che avrebbero governato il mondo con un fiore in mano. Erano pazzi. Credevano in tutti questi leader hippie e in qualunque altra cosa stessero dicendo questi stronzi. Erano così pieni di droga che andavano ciecamente per la loro strada senza pensare che l’origine dell’LSD provenisse dalla CIA. A molti di loro probabilmente non piace pensarci ora. Prendendo LSD stavano aiutando la CIA in uno dei suoi esperimenti preferiti. Dopo aver finito di usare volontari dall’esercito, hanno effettivamente realizzato un profitto vendendolo alla gente per strada e vedendo cosa sarebbe successo ad una popolazione civile.
    Le droghe sono un fenomeno culturale, un’industria e uno strumento attraverso cui il governo tiene sotto controllo i ragazzi. Ogni volta che assumi droga e pensi di poter scappare dalla tua vita, stai solo facendo il gioco del governo e diventi una pedina.
    La società ha reso l’esistenza quasi impossibile a livello pratico ma non prenderanno la mia mente. Nel momento in cui inizi ad assumere quelle droghe, ti hanno preso. Il minimo che puoi fare è mantenere il rispetto di te stesso e sapere che ciò che pensi non sia indotto chimicamente da un’agenzia governativa”.
    (Frank Zappa, Circus Raves, dicembre 1975)

    L’album “We’re Only In It For The Money” (pubblicato a marzo 1968) attacca lo stile di vita hippy.

    “Odiavo gli hippy, la loro tendenza ad accettare un vangelo che li faceva sentire superiori agli altri. La mia gente erano i freaks, i mostri, i mutanti con uno stile individuale che li separava radicalmente dal resto della comunità. “Freaks” in senso fisico, sessuale o mentale, emarginati per necessità, non per seguire l’ideologia alla moda”. (Frank Zappa, El Europeo, maggio 1990)

    “Ho usato io stesso varie droghe durante la mia adolescenza e ho creato alcune cose sotto l’influenza di sostanze chimiche. Successivamente, ho esaminato queste ‘opere’ e ho capito che non avevano alcun valore. Mi vergognavo di quello che avevo fatto”. (Frank Zappa, Rock & Folk, novembre-dicembre 1967)

    https://www.youtube.com/watch?v=UDjBNS7O6AM

  • Frank Zappa & Bob Dylan: Flakes, review, meaning, quotes about Bob Dylan

    Frank Zappa & Bob Dylan: Flakes, review, meaning, quotes about Bob Dylan

    Flakes è un brano che punta il dito sull’incompetenza e si rivolge principalmente ai lavoratori manuali: meccanici, idraulici, ecc, i ‘fiocchi’ bugiardi e pigri. ‘Fiocco’ si può tradurre, in questo caso, in ‘tirapacchi’, persona che inganna e truffa, che non mantiene le promesse date.
    La canzone è strutturata in tre sezioni.
    Nella prima, Zappa spiega la situazione dei ‘fiocchi’ in California.
    Segue una parte più tranquilla in cui il chitarrista Adrian Belew canta imitando Bob Dylan, raccontando la propria esperienza. Questa parte è ricca di inserti di armonica.
    La terza ed ultima parte vede Zappa di nuovo alla voce: impersona un ‘deficiente’, un credulone californiano che assume i ‘tirapacchi’. Il riff diventa sempre più pesante mentre i ‘fiocchi’, che sono milioni e milioni, protetti dai sindacati, si preparano a conquistare il mondo.
    La canzone termina con la minaccia ripetuta “Stiamo venendo a prenderti”, prima di passare a “Broken Hearts Are for Assholes”.

    La canzone Flakes fu eseguita per la prima volta all’inizio di ottobre 1977. La sezione dedicata a Bob Dylan fu usata anche come vamp per l’alzata del sipario. Nell’album Sheik Yerbouti del 1979 è collocata tra I Have Been in You e Broken Hearts Are for Assholes. La versione dell’album utilizza tracce base dal vivo e molte sovraincisioni.

    Quando Frank Zappa sentì l’inno rock ‘n’ roll americano di “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan, pensò di lasciare il mondo della musica. Questo ha rivelato allo scrittore Clinton Heylin.
    Una bella affermazione considerando che, quando uscì il brano (luglio 1965), Zappa doveva ancora pubblicare un album ufficiale in studio e ne avrebbe rilasciati 62 suoi.
    Frank raccontò allo scrittore: “Ho sentito che se Dylan avesse vinto e fosse riuscito a fare ciò che doveva fare non avrei avuto bisogno di fare nient’altro”.
    Fortunatamente (per noi e per la scommessa di Frank), Dylan non vinse.
    Seppure il brano di Dylan sia venerato come un capolavoro e sia riconosciuto come una delle più grandi canzoni di tutti i tempi, ha raggiunto il 41° posto nelle classifiche di fine anno di Billboard negli Stati Uniti.
    Zappa commenta: “Non ha fatto nulla. Ha venduto ma nessuno ha risposto come avrebbe dovuto”.
    (faroutmagazine.co.uk)

    “Bob Dylan non ha il senso dell’umorismo. Non scelgo di scrivere canzoni che lasciano le persone morbose, dove hai un pubblico che contempla la sensibilità del grande dolore interiore dell’artista. Quando un cantautore lo fa, è solo un classico esempio di comportamento nevrotico”.
    (Berkeley Barb, 26 dicembre 1975)

    “La conversione di Bob Dylan è molto più antireligiosa di Joe’s Garage. Pensi che abbia mai mostrato integrità con le sue ‘canzoni di protesta’? Questa generazione aveva perso interesse per Dylan. Così Bob si converte al cristianesimo, aprendo un nuovo gigantesco mercato che conosce a malapena: il mercato reli. Perché non si è convertito al giudaismo? Forse un’area di vendita troppo piccola?”.
    (OOR, 13 febbraio 1980)

    “Tre o quattro anni fa, Bob Dylan voleva che producessi un album per lui. Chiamava l’ufficio da circa una settimana, ricevevo messaggi che dicevano che Bob Dylan stava cercando di contattarmi. Ho pensato fosse uno scherzo. Una notte, si è presentato al cancello. Non vedevo una foto di Bob Dylan da così tanto tempo che non potevo dire se questo ragazzo sullo schermo video fermo lì in piena notte (una notte fredda) con addosso solo una maglietta fosse davvero lui. Ho mandato l’ingegnere, più esperto di pop di me, giù al cancello per vedere chi fosse. Era Bob. Lo ha portato dentro, siamo andati nell’altra stanza e lui ha suonato alcuni dei suoi brani al piano. Ho esaminato il materiale e dato suggerimenti su come arrangiarlo e il da farsi per un’eventuale produzione”.
    “Abbiamo deciso di andare avanti. Stavo per produrre questo album. Ho dato suggerimenti a Bob sui musicisti che avrebbe potuto usare, mi sono organizzato per prenotare il tempo in studio. Avrei dovuto stravolgere il mio programma perché avevo un tour in arrivo. Un bel giorno, ho ricevuto una telefonata da Bob: mi avvisava che non poteva più farlo in quel momento perché doveva prendersi una vacanza. Stava andando alle Bahamas. Quella è stata l’ultima che l’ho sentito”.
    (Q, dicembre 1989)

    (Il progetto di cui Zappa parlava in questa intervista del 1989 era forse Infidels? Nelle bio di Dylan si parla di Zappa come probabile produttore. A quanto pare, l’idea di Frank Zappa era di affidarsi a Giorgio Moroder e far cantare e suonare l’armonica a Dylan. Zappa nell’intervista parla di un progetto di 3-4 anni prima ma, visto che Infidels è del 1983, avrebbe dovuto dire almeno 6-7 anni prima. Ha sbagliato i conti? Penso di no, nell’intervista avrebbe dovuto citare il titolo dell’album Infidels visto che è uscito nel 1983, invece è rimasto vago, ha parlato di ‘progetto’ senza specificare alcun titolo).

  • Frank Zappa & Michael Jackson: Be in my video (live 1984) quotes

    Frank Zappa & Michael Jackson: Be in my video (live 1984) quotes

    Be in my video, live NYC 1984, tratto dal DVD “Does Humour Belong in Music”

    I tuoi fan ti hanno spesso acclamato come un genio. Pensi che abbiano ragione?
    “Beh, penso che se una persona è un genio, questo è irrilevante per il resto della sua personalità. La parola genio è usata da alcune persone come giudizio di valore per descrivere la differenza tra ciò che fa un ragazzo e quello che fa un altro, ok? Per alcune persone… come si chiama il ragazzo con il guanto? Oh sì… Michael Jackson. Michael Jackson è un genio, ok? È un genio perché ha venduto 30 milioni di album. Se mi paragoni a Michael Jackson sono uno scemo. Lui è un genio e io sono un idiota, vedi? Allora che cazzo è un genio? Cosa significa? Fondamentalmente faccio le mie cose per divertirmi e se qualcun altro ha gusti simili si divertirà allo stesso modo: se non si divertono, allora rimarrò uno stronzo. Il valore innato di un brano musicale ha a che fare con ciò che è e quello di cui tratta. Scrivo un sacco di roba veramente assurda, ma è progettata apposta, con il linguaggio da usare per dire ciò che dovrebbe dire al pubblico che vuole ascoltarla.
    Questo è il tipo di snobismo che si riscontra nel mondo della musica classica. Pensano che tutto ciò che viene suonato su uno strumento amplificato sia una merda ed è musica semplice. E tutto ciò che appartiene al loro mondo è arte. Ho trascorso gli ultimi due anni nel loro mondo e, lascia che te lo dica, lasciami uscire da lì! Stiamo parlando di pura falsità in atto, soprattutto nella ‘musica seria’ americana. Tutto quello che viene fatto oggi viene fatto per ragioni patetiche e abissali quanto le più basse motivazioni che spingono a creare una canzone pop da mandare su MTV. Non c’è differenza tra le motivazioni degli hacker che operano nel mondo della ‘musica seria’ americana e le persone che cercano di creare successi. È la stessa patetica motivazione, che non c’entra nulla con il fare musica. Nel mondo della ‘musica seria’, la gente cerca di mantenere il proprio incarico, la propria sedia, la propria reputazione e di ottenere un altro finanziamento. Nel rock & roll, i ragazzi cercano di diventare delle star”.
    (Frank Zappa, Songwriter Connection, novembre 1984)

    Parlando di Michael Jackson “Passerà certamente alla storia, non tanto per la sua musica o il suo esibizionismo pacchiano, ma perché non sono biodegradabili i chili di plastica che si è fatto iniettare addosso”.
    (Frank Zappa)

    “Io scrivo la musica che mi piace. Se alle persone piace, bene, possono comprarsi i dischi. E se non piace, possono sempre ascoltare Michael Jackson”. (Frank Zappa)

    “Vogliamo davvero sapere come Michael Jackson crea la sua musica? No. Vogliamo capire perché ha bisogno delle ossa di Elephant Man e, finché non ce lo dice, non fa molta differenza se è davvero ‘cattivo’ o meno”.
    (Frank Zappa, Real Frank Zappa Book di Frank Zappa e Peter Occhiogrosso, 1990)

    https://www.youtube.com/watch?v=tQEMsDCZnz4