Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • FZ: “non mi piace il modo in cui la vita ha abusato di me…

    Frank Zappa in carcere

    “Non so dove andare, per me non c’è amore da dare perché dovrei pretendere di piacere per vagare da porta a porta. Probabilmente mi ucciderò, non me ne frega più niente perché non sono soddisfatto di tutto quello che ho provato, non mi piace il modo in cui la vita ha abusato di me. Chi si preoccuperebbe se io sparissi? Chi ha bisogno di me per il proprio piacere? Perché dovrei stare seduto a guardare mentre gli altri sorridono? Volevo solo che qualcuno si preoccupasse di rendermi felice per un attimo perché non sono soddisfatto di tutto quello che ho provato, non mi piace il modo in cui la vita ha abusato di me”.

    (dal brano “I’m not satisfied”, Freak Out!)

    Ripenso sempre a questa frase tratta dal testo di I’m not satisfied…

    (Il modo in cui la vita ha abusato di me...)

    Frank Zappa è stato arrestato e portato in carcere due volte.

    La prima volta a 15 anni, nel periodo in cui suonava nel suo gruppo rhythm and blues. Voleva mettere in scena un ballo con la band, quindi ha assunto il Lancaster Women’s Club per un sabato. La sera prima del ballo, Zappa è stato arrestato per “vagabondaggio” mentre stava tornando a casa da solo e messo in prigione. Si sono inventati la storia del vagabondaggio perché non era ben visto, frequentava persone di colore e faceva musica con loro.

    La seconda volta è finito in carcere nel 1962 perché l’hanno incastrato (dava fastidio e, oltretutto, volevano demolire il suo studio). Cineasta in erba e proprietario di uno studio di registrazione (Studio Z), è stato incastrato dalla vice squadra del San Bernardino: uno degli agenti sotto copertura gli commissionò un sex tape solo audio, che Zappa e la sua ragazza realizzarono per scherzo (hanno tagliato le risate). Tuttavia, sono stati condannati con l’accusa di “cospirazione per pornografia” e Zappa trascorse 10 giorni in carcere e 3 anni in libertà vigilata.

    Ho un sospetto: che sia stato abusato in carcere. E’ solo un sospetto e tale rimane…

  • La leggendaria sala d’ascolto di casa Zappa descritta da Rip Rense

    La sala d'ascolto di Frank Zappa

    Rip Rense descrive così la leggendaria sala d’ascolto di casa Zappa, nel cuore della “Utility Muffin Research Kitchen & Baby Milk Factory:

    “Sedersi sul grande, morbido divano di cuoio che troneggia in mezzo alla stanza è come entrare in una copertina di un album zappiano. Vi si accede da una porta che un tempo era di un ospedale, con la scritta ‘chirurgia’, e dentro ci sono piante e acque scure, muri di legno grezzo intagliati in modo bizzarro per ragioni acustiche e una pletora di oggetti che si capisce subito, o proprio per niente, perché sono lì: targhe automobilistiche personalizzate inviate dai fans (un RDNZL, Vermont, uno Zappa, Massachussetts, un Hotzitz, Sud Carolina); pile di ‘master tapes’ dal pavimento al soffitto; un armadillo impagliato; una lettera in cornice di Edgar Varèse datata 15 agosto 1957; una serie di ‘matrioske’ russe a immagine zappiana; bottiglie di acqua calda marchiate The Yellow Shark, un’idea promozionale poi abortita per i concerti di Francoforte; la scultura di rottami usata per la copertina di Burnt Weeny Sandwich e tanto altro ancora”.

    In quell’ambiente, Zappa ascoltava i dischi preferiti (Johnny Guitar Watson, Stravinskij, vecchi canti marinari) e decideva le sue complesse, monumentali antologie, pescando con l’amo magnetico della memoria da quel favoloso archivio prima descritto, “dal pavimento al soffitto”: più di 10.000 ore di registrazioni audio/video, 2 milioni di dollari in ‘puro valore commerciale dei nastri’, senza contare cioè quel che vi è inciso.

    (Rockerilla, febbraio 1996)

  • Ralph Humphrey meets Frank Zappa

    Ralph Humphrey su Frank Zappa

    Ricordi qualche aneddoto in particolare?

    Tutto il periodo con Zappa è stato un aneddoto.

    Perché lasciasti il gruppo? Ragioni personali?

    Ho sempre rispettato Frank. Mi rendevo conto che è il tipo di persona che merita molto rispetto per le cose che cerca di fare, che rappresentano autentiche sfide, e sa ispirare i musicisti, fare grande musica: la musica che scrive è magnifica e vuole che sia suonata in un certo modo. Non posso dire di averlo conosciuto profondamente a livello personale, ma professionalmente lui è quello che tiene tutto assieme, merita molta stima per questo. Però, su un piano non personale ma ‘filosofico’ non ero d’accordo su certe cose anche se non sentii mai l’urgenza di discutere con lui questo tipo di filosofia. Parlo dei testi che scriveva: forti affermazioni politiche, forti affermazioni maschili, non concordavo con molte di queste. Penso anche che lui preferisca gruppi che abbiano anche un impatto visivo, probabilmente io ero un po’ meno spettacolare di quello che lui normalmente richiede. Penso che Zappa rimarrà nella storia della musica del ventesimo secolo come una delle figure più importanti per il modo in cui ha saputo sintetizzare musiche diverse.

    Puoi dirmi, nella tua esperienza con lui, come trattava certe ritmiche particolari, ad esempio i tempi dispari?

    Non direi che Frank utilizzava molto i metri ‘eccentrici’. Gli piaceva manipolare i tempi, producendo costantemente degli slittamenti del tempo, usando gruppi diversi di note su tempi diversi. Per esempio, in una battuta di 4/4, il primo beat poteva essere diviso in quattro semicrome, il secondo in terzine di semiminime, il terzo in quintine ed il quarto in un gruppo di undici note. Le melodie scritte su questi ritmi erano moderne melodie angolari ispirate a compositori del ventesimo secolo come Stravinskij e Varése. Comunque a Frank piacevano il 4/4 e il 3/4. La band di cui ho fatto parte suonava e improvvisava su metri eccentrici, ma penso che gli unici che suonassimo fossero in 5 e in 7. The Black Page era in 4/4 con degli slittamenti di valore delle note, e Frank doveva digerirla. Ha sempre avuto un approccio orchestrale alla strumentazione di tutta la band, inclusa la batteria”.

    (Ralph Humphrey, Percussioni, gennaio 1994)

  • Massimo Bassoli: “essere amico di FZ era facile e difficile al tempo stesso…

    Essere amico di Frank Zappa

    “Essere amico di Frank era facile e difficile al tempo stesso… era troppo fuori dalle regole umane”.

    “Sento la sua mancanza ogni volta che guardo il telegiornale o leggo un quotidiano; l’umanità non saprà mai quante battute ironiche ha perso dalla scomparsa di Frank Zappa. Ma per quelli che credono nel karma, come me, c’è la certezza che ci ritroveremo nella prossima esistenza”.

    “Una delle cose fantastiche della sua opera musicale è la Conceptual Continuity. Una volta entrato nella musica di Frank, la dimensione temporale svanisce. I decenni tra un album e l’altro si percepiscono solo comparando le tecniche di registrazione. Tutta la musica di Frank è come il suono della sua chitarra: Bionic Funk”.

    (Massimo Bassoli, Prog Italia luglio 2017)

  • Terry Bozzio: “dopo 4 anni ancora non ho capito se FZ è sincero oppure…

    Terry Bozzio su Frank Zappa

    Il batterista del gruppo Terry Bozzio ha dichiarato:

    Sono quattro anni che suono con Zappa e ancora non ho capito se ciò che fa è sincero oppure solo un’esigenza di soddisfare il proprio mercato, o ancora, qualcosa di casuale. È impossibile capirlo dalla personalità di Frank, che tra l’altro è capace di stare settimane in tour con te senza neanche guardarti in faccia, completamente isolato dal mondo. Ma non è importante, la sua musica è incredibile, tutto sprizza intelligenza e divertimento, mi basta”.

    Frank è stato molto chiaro riguardo alla sua idea di cinismo: “Mi accusano di essere cinico, ovviamente lo sono. Non potrei essere altrimenti in questo tipo di società, odio i luoghi comuni, la gente che mi fa perdere tempo, il falso perbenismo. Con i musicisti, che devono suonare la mia musica, ho un rapporto preciso: li pago e loro devono lavorare, esattamente come chiedo di fare”.

    Quello che più mi interessa è il mio lavoro e lo voglio fare senza ostacoli, nel migliore dei modi. Sempre. Ogni cosa nella mia vita è musica perché ogni cosa nella vita è spettacolo. Ora che sto parlando con te sto facendo uno spettacolo per te. Quando uno ascolta un mio disco, sto facendo uno spettacolo per lui, a casa sua. Il concerto che facciamo ora è strutturato diversamente da quello che facevo con il vecchio nucleo delle Mothers ma è solo perché cerco nuove forme di comunicazione nello spettacolo”.

    (Popster, aprile 1978)

  • FZ: “potrebbe essere lo scemo del villaggio a fare il primo passo…

    Frank Zappa e Michael Pergolani

    La tua musica è ascoltata da una minoranza …

    Giusto (mi guarda come Peter Cushing in La moglie di Dracula).

    Che tipo di minoranza è?

    Gente che non ha nulla di meglio da fare.

    I tuoi album non vendono molto. Non hai mai avuto una vera hit. Come sopravvivi?

    Vendo matite. È diverso dai miei antenati che erano soliti vendere banane… E una questione di inquinamento: le banane sono pericolose, le matite molto meno.

    C’è una differenza tra il vero Zappa e quello che ci propinano i giornali?

    Oh certo, quello che vedi in televisione è un mio impiegato. Ne ho un altro che vende matite.

    Dai giornali viene fuori che ami particolarmente i pazzi, la follia. Cosa pensi che sia la pazzia? Fa parte del genio o è solo qualcosa di anomalo?

    Quello che hanno riferito i giornali è il solito errore di interpretazione. Quello che ho detto è che senza deviazione non è possibile il progresso e quindi chiunque devia dalla norma viene considerato pazzo. Sono favorevole alla gente che tenta strade diverse … naturalmente per il progresso e non per fare violenza agli altri.

    Sarebbero le persone che in un modo o nell’altro poi fanno storia …

    Si, alla fine fanno storia. È possibile che non verrai mai a conoscere i loro nomi, i nomi di quelli che fanno il primo gradino … potrebbe benissimo essere lo «scemo del paese», potrebbe benissimo essere lui quello che fa il primo passo. La società ha bisogno di gente di questo tipo.

    E sempre di più …

    Sì, ogni anno che passa ne hanno più bisogno… il fatto è che poi continuano ad isolarli sempre di più.

    Ma tu fai soldi o no?

    Se faccio soldi? Così così. Tu capisci .. qualche matita qui, un concerto lì … qualche mezza giornata a lavare piatti …

    Sei uno che ha sempre scioccato la gente. Ti piace sconvolgerli perché alla gente piace essere sconvolta o perché ti diverti?

    No, io faccio quello che faccio … poi essendo la gente una manica di ritardati il risultato è che li sconvolgo. Non lo faccio apposta, non è premeditato. Io faccio certe cose solo perché mi vengono naturali.

    Tu sei stato in Italia qualche anno fa. Cosa ti è rimasto più impresso del mio paese?

    La cucina. È TUTTO.

    (Intervista di Michael Pergolani, Popster, aprile 1978)

  • La title track di Apostrophe nata da una jam session

    La title track di Apostrophe fu il risultato di una jam session durata tutta la notte presso gli Electric Lady Studios, New York City, l’8 novembre 1972. La canzone fu accreditata a tre solisti: l’ex bassista dei Cream Jack Bruce, Zappa e il batterista Jim Gordon. All’epoca, Bruce era in tournée con West, Bruce e Laing: il suo stile virtuoso e aggressivo creava un ascolto elettrizzante e collocava chiaramente Zappa fuori dalla sua zona di comfort, come ha detto a Guitar Player nel 1977. Bruce partecipò alla jam perché era un amico di Jim Gordon.

    “Ho trovato molto difficile suonare con lui; è troppo impegnato. Non vuole davvero suonare il basso in termini di funzioni fondamentali; penso che abbia altro per la testa. Ma è così che vanno le jam session” disse Frank.

    Bruce in seguito ricordò che Zappa inizialmente voleva che suonasse il violoncello nel brano, ma lo strumento che era stato assunto per la sessione era così scadente che non poteva essere suonato.

  • I musicisti di FZ come strumenti di un’orchestra…

    I musicisti di Frank Zappa

    Zappa ha cambiato i suoi interpreti usandoli come strumenti di un’orchestra legata a triplo filo ai suoi umori, ma rendendoli immortali. E ricchi se è vero che chi ha saputo gestire il proprio talento, dopo di lui, ha fatto fortuna.

    Zappa ha avuto i più grandi strumentisti al mondo, prima che al mondo fosse noto il loro talento. Non ha mai suonato due volte lo stesso assolo e altrettanto, quasi sempre, hanno fatto i suoi musicisti. Anche questa è una leggenda che vale per tanti altri, uno dei famosi “si dice”, ma che per Zappa è verità assoluta.

    (Outsider, settembre 2013)

  • FZ: “la gente deve divertirsi soprattutto con chi è sul palco…

    Frank Zappa e il pubblico

    “Non ho problemi di rinnovamento, creatività o cose del genere. La mia concezione di concerto, di rapporto con il pubblico mi fa avere ben pochi problemi. La gente paga per venire a vedere i suoi beniamini, ma quasi mai torna a casa soddisfatta. In genere ‘subisce’ la solita routine: presentazione, sette o otto pezzi di repertorio e stop. Questo non è giusto. La gente ha diritto di divertirsi, nel vero senso della parola; deve sentirsi a suo agio, in un’atmosfera adatta. Deve ridere, scherzare, soprattutto con chi è sul palco. lo ho sempre cercato di far scorrere gli spettacoli in questo modo, ed adesso posso dire di esserci riuscito”.

    (Frank Zappa, Hammersmith Odeon, Londra).

    (Nuovo Sound, aprile 1977)

  • Frank Zappa fa salire sul palco Sting

    Frank Zappa e Sting

    https://www.youtube.com/watch?v=XGKGUBvbaV8

    Frank ha raccontato che Sting aveva una certa trepidazione nel suonare considerando che era tutto così improvvisato. Gli disse di non preoccuparsi perché “questa band ti farà sempre fare bella figura”. La band comprendeva i chitarristi Ike Willis e Mike Keneally , il tastierista Bobby Martin , il bassista Scott Thunes , il batterista Chad Wackerman , il percussionista Ed Mann , il trombettista Walt Fowler , il trombonista Bruce Fowler , il sassofonista contralto Paul Carman , il sassofonista tenore Albert Wing e il sassofonista baritono Kurt McGettrick .

    Forse spinto dalla rassicurazione di Frank sulla sua band sempre stellare e dopo aver ascoltato una serie di canzoni sul “quasi collasso delle emittenti televisive evangeliche degli anni ’80 (si pensi a Jim e Tammy Bakker, Pat Robertson e Jimmy Swaggart)”, secondo TheAaronChannel, Sting lo fa davvero salire sul palco.

    Nello stile di un evangelista televisivo con la band che segue abilmente la sua punteggiatura, Sting continua a raccontare la sua esperienza con Jimmy Swaggart. Secondo Swaggart, “Murder By Numbers” è stato “scritto da Satana” ed eseguito dai “figli di Satana”. “Ho scritto quella canzone” ha detto Sting “prima che la band si lanciasse in un’eccezionale interpretazione jazz di Synchronicity più vicina a Sting che offriva un’esibizione vocale potente completa di un assolo di chitarra FZ.

    Frank è rimasto indubbiamente impressionato dalla storia di Swaggart. Anche Sting si è divertito molto e ha scritto a Frank per ringraziarlo e chiedere lo spartito di “The Idiot Bastard Son”, che avrebbe poi eseguito nel suo tour del 1988.

    Ma tutto è iniziato con “Murder By Numbers”…