“Il linguaggio può comunicare molte cose ma, al confronto con quello che puoi dire con una sequenza di note buone, la parola diventa abbastanza limitata. Ci sono un mucchio di buone note che si possono suonare sulla chitarra e che non potresti mai descrivere a parole. La ragione per cui ho scelto la chitarra come esempio è che questo strumento possiede un feeling particolare per chi ascolta rock. Il timbro della chitarra, l’idea stessa di chitarra significa qualcosa. Molte note della chitarra richiamano immediatamente una sequenza di significati, tutta una serie di informazioni che non puoi proprio scrivere o recitare: bastano alcune note di chitarra e vedi i ragazzi del pubblico che iniziano a comunicare con te”.
Foto dell’annuario del 1955 di Frank Zappa alla batteria nella Blue and Gold Band sul palco dell’Old Gym del 1937.
Spulciando un programma per il “The Concert Band and the Red Robe Choir in Combined Concert” del 30 marzo 1955 nella vetrina di musica vocale, questo sito/museo ha trovato dell’altro. In “Band Personnel”, Frank Zappa è elencato come uno dei 5 membri delle “Percussion”.
edizione ceca del libro di Frank Zappa “The Real Frank Zappa Book” creata dai fan competenti cecoslovacchi di Frank Zappa e solo per i fan hardcore di Frank Zappa nelle repubbliche ceca/slovacca, senza alcuno scopo commerciale.
La massima devozione a Frank Zappa è l’unico senso di questa edizione.
Sono state realizzate solo 150 copie del libro. La traduzione e la stampa di questo titolo sono state pagate da fonti private.
Traduzione ceca di Milan Jakobec e Kateřina Jakobcová.
Copertina di Richard Švandrlík.
Squadra guidata da Bohumil Bohouš Jůza. La squadra: Pravoslav Tomek, ing. Václav Pěnkava, Evžen Cyrner, Martin Kostaš, Jolana Kozáková.
Universalmente la tua opera è stata giudicata come una satira corrosiva nei confronti dell’America…
“Mi sembra un po’ riduttivo pensarla in questo modo. Credo infatti che essa contenga informazioni codificate riguardanti non soltanto il modo di vivere americano, ma soprattutto processi psicologici che sono comuni a tutti gli uomini”.
Che natura hanno questi processi?
“Derivano soprattutto dal tipo di vita che si conduce oggi, dalle relative frustrazioni che si accumulano, dalle nevrosi dell’uomo medio”.
Ci stiamo rendendo conto di una cosa: quando si intervista Frank Zappa, si finisce quasi sempre per porre la musica in secondo piano.
“Questo non per colpa mia. Da più parti vengo dipinto come una mezza specie di oracolo, che deve necessariamente avere un parere su tutto: dal significato della vita al rubinetto della cucina. E tutto sommato a me questo ruolo fa piacere. Nessun giornalista durante un’intervista si sogna di dirmi: il tuo concerto è stato povero musicalmente, oppure il tuo album non vale veramente niente. Il fatto strano è che a me piace suonare, piace comporre musica. La cosa più bella per Frank Zappa è ascoltare quello che ha scritto. Ma la gente di solito non ci crede”.
Hai notato dei cambiamenti tra il pubblico di ieri e quello di oggi?
“Si, soprattutto per quanto riguarda la differenza di reazioni chimiche”.
In che senso?
“I comportamenti di ogni platea vengono determinati da reazioni chimiche; un tempo esisteva l’LSD e tutta la vasta gamma di allucinogeni, oggi invece la gente preferisce l’alcool. Negli anni Sessanta il pubblico era più intellettuale, attualmente preferisce avere con la musica un rapporto più istintivo”.
A proposito di reazioni chimiche, cosa ci dici del punk-rock, miscela senza dubbio molto corrosiva.
“Corrosiva … non direi proprio. Al giorno d’oggi, dopo anni di dischi d’oro e di platino, non credo che esista più una band che suoni soltanto per puro amore dell’arte. Quello che conta è avere un album ben piazzato nelle classifiche mensili di Billboard. Ricordati: “We’re only in it for money”.
Per la tournée europea di primavera Frank Zappa non ha ancora incluso l’Inghilterra e l’Italia.
Per il primo Paese, Zappa è ancora scottato per il fattaccio della Royal Albert Hall.
“L’Inghilterra si vanta di godere di grande libertà individuale, ma in effetti sono bloccati da una massa di idioti tradizionalisti” ha commentato Frank.
Per l’Italia ha aggiunto: “Non avete nessun promoter professionista e non mi voglio trovare nel bel mezzo di litigi e disordini come è successo per altri colleghi. Ho saputo poi che le organizzazioni per i concerti vengono ora affidate ad organizzazioni politiche. Un’organizzazione collegata al partito comunista mi ha invitato garantendomi che tutto verrà programmato senza incidenti, ma sono contrario ad esibirmi con dei partiti politici di mezzo”.
Frank Zappa ha annotato la partitura di 200 Motel. “Il tour ti fa impazzire” ha detto Frank Zappa riguardo all’ispirazione per il film del 1971 200 Motels. Un budget di $ 600.000, sette giorni di riprese e un periodo di post-produzione di undici giorni hanno contribuito a catturare il tipo di caos che Zappa e le Mothers of Invention volevano rappresentare.
Gran parte della colonna sonora di questo film è stata registrata dal vivo: come il film, l’LP della colonna sonora del doppio album è stato completato in circa una settimana.
Questo lotto è costituito da una grande partitura orchestrale rilegata a pettine con copertina morbida di circa 66 pagine (377 battute), pesantemente annotata. Questa è la suite per la sequenza “I Have Seen the Pleated Gazelle” nel film, una suite di cinque brani orchestrali/coro che è considerata uno dei momenti salienti della carriera di Zappa. E’ stata venduta all’asta il 10 agosto 2013.
Frank racconta a Roy di aver rivisto un tizio che nel ’65 appariva come supporto dei Mothers of lnventions al Whisky A Go Go.
“Poveraccio, va ancora in giro con il registratore – racconta Frank – Diceva di essere più bravo di Elvis Presley, di sapersi muovere meglio sul palco. Una sera gli abbiamo chiesto di aprire il nostro concerto al Whisky’s. Si portava sempre dietro un registratore con almeno una mezza dozzina di canzoni di Elvis incise. Il suo spettacolo consisteva nel mimare la voce. Quella sera chiesi ad alcune ragazze tra il pubblico di trattarlo come una star, di toccargli i pantaloni o qualcosa del genere, di fare un po’ di isteria. La sera, il tizio sistema registratore e microfono e inizia a mimare Jailhouse Rock. Tutta la prima fila si alza, lo assale e gli strappa i pantaloni, la giacca, la camicia … E questo che continua ancora a cantare perché non riesce a far smettere il registratore …”.
“Ma era matto?” chiede Napoleon.
“Non lo so – risponde Frank – Ma prima che andassimo su a suonare si avvicina e mi fa: “Ehi Frank, stai attento al pubblico stasera, è molto caldo ed entusiasta!”. Povero diavolo…”.
“Ho dei bei ricordi in Italia, ma Herb (Cohen, manager di Zappa) mi ha detto che accettare un contratto italiano non è una garanzia. Non possiamo quindi rischiare traslochi di 10 tonnellate di strumentazione, luci e una ventina di tecnici. Non è questione di soldi perché potremmo avere tutti i soldi d’ingaggio in anticipo e poi se il concerto non si può fare non ci rimettiamo nulla. Il fatto principale di una tournée è l’assoluta libertà di comunicazione. Se ho il minimo dubbio che un concerto può venir disturbato da un gruppetto di estremisti, come succede in Italia a quanto pare, preferisco non suonare”.