Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • FZ: “Jimmy Carl Black, un talento raro”

    Frank Zappa su Jimmy Carl Black

    “L’elemento che mi ha impressionato dei Soul Giants, essendo un appassionato di rhythm & blues, è stato Jimmy Carl Black, l’unico batterista che avessi mai visto in grado di suonare come il batterista di Jimmy Reed. Aveva il disprezzo assoluto per la tecnica, capisci cosa intendo? La totale dedizione a fare boom-bap, boom-bap. Un talento raro”.

    (Bat Chain Puller, 1990, da Frank Zappa di Kurt Loder, 1988)

  • FZ: “non mi sono esibito sul palco con i Pink Floyd”

    Frank Zappa e i Pink Floyd

    Ecco una controversia che puoi risolvere. Ci sono molte persone le quali pensano che, nel 1969, ti sei esibito sul palco con i Pink Floyd in un festival in Belgio chiamato “Amougies”. Vero o falso?

    “Non mi sono esibito sul palco con i Pink Floyd”.

    E’ quello che ho pensato. Hai presentato Beefheart al pubblico…

    “Sì e ho introdotto anche molti altri artisti. Vedi, è stata una cosa molto strana. Sono stato assunto per fare il maestro di cerimonie… E’ successo dopo che i Mothers si erano sciolti: avevo tempo a disposizione. Mi hanno contattato offrendomi 10.000 dollari per presentare a un festival con tutte le spese pagate. Ho accettato: arrivo lì e scopro che si sono dimenticati di dirmi che nessuno parlava inglese. Gran parte delle persone lì parlava francese: tutto ciò che potevo fare, a quel punto, era indicare e salutare. Inizialmente, quel festival doveva essere organizzato in Francia. Il governo francese l’ha fermato e così, all’ultimo minuto, è stato spostato oltre il confine con il Belgio, in mezzo al nulla, in una tenda sorretta da travi d’acciaio. Questa tenda conteneva quindicimila persone. Freddo gelido, tempo umido, nebbia costante. Il festival era aperto 24 ore su 24 e i ragazzi venivano lì, con i loro sacchi a pelo dove dormivano congelando, sdraiati a terra, mentre la musica continuava 24 ore su 24 con un gruppo dietro l’altro… Tutto veniva filmato.

    Quindi, chiariamo una volta per tutte: non ti sei esibito con i Pink Floyd, giusto?

    “No. Penso di essermi esibito con Aynsley Dunbar, poi c’è stata questa jam session con Archie Shepp, Philly Joe Jones ed altri ragazzi jazz che hanno suonato.

    (Society Pages 2, giugno 1990)

    (Forse Zappa intende dire che non considera la jam con i Pink Floyd una vera e propria esibizione?)

  • FZ racconta la storia di Moggio

    Frank Zappa e la storia di Moggio

    Raccontaci la storia di “Moggio”: da dove nasce questo nome?

    “Un giorno, quando Diva era molto piccola, è strisciata nel letto con noi. Stavo andando a letto verso le 7 del mattino, Diva aveva dormito a letto con Gail durante la notte. Mentre mi mettevo a letto, si è svegliata e mi ha raccontato di un sogno che aveva fatto. Nel sogno, lei aveva un piccolo padre di nome “Moggio” che viveva sotto il cuscino: mi ha descritto nei dettagli questo personaggio che le era familiare. E’ da lì che deriva il titolo del brano. Un paio di anni dopo, ho scoperto che il cognome dell’autista del tour dell’84 era proprio Moggio… Mojo o qualcosa del genere. Strano…”.

    (Society Pages 2, giugno 1990)

  • FZ: “i problemi di intonazione sono dovuti alla temperatura…

    Frank Zappa sui problemi di intonazione

    I problemi di intonazione, che ci crediate o no, sono dovuti più alla temperatura della stanza che all’amplificazione perché, quando la temperatura sale, gli strumenti e gli ottoni tendono a stonare e difficilmente possono tornare in sintonia perché le dimensioni e la forma effettive dello strumento cambiano. Il metallo si espande e si contrae, quindi cambia l’intonazione. Il rischio maggiore è quando suoni all’aperto e la temperatura oscilla” (Frank Zappa)

    (Society Pages 1, aprile 1990)

  • FZ sul copyright di Bolero (Ravel)

    Frank Zappa Bolero di Ravel

    Avresti potuto pubblicare Bolero (di Maurice Ravel) come singolo, suppongo solo in Europa a causa di alcune normative sul copyright qui negli Stati Uniti…

    “Sì, l’unico posto al mondo in cui il copyright è scaduto ed è di pubblico dominio è l’Inghilterra. Quindi, se venisse rilasciato e prodotto in Inghilterra, potrebbe essere realizzato. Ne ho un mix assemblato, sembra fantastico. Forse l’anno prossimo”.

    (Society Pages 1, aprile 1990)

  • FZ: i rutti del nipote Jade usati nel Synclavier

    Frank Zappa e il Synclavier

    Come hai utilizzato il Synclavier nel tour del 1988? Abbiamo sentito di qualcosa che stavi preparando chiamato “Goin’ To Hell”….

    “Goin’ To Hell era una sequenza utilizzata per dire in modi diversi “Stai andando all’inferno” o “Jee-zus” e contiene una serie di rutti, ringhi, adorazione del diavolo con rumori demoniaci in sottofondo e alcuni suoni strumentali bassi e grugniti. Ho messo insieme questa sequenza. Riguardo a ciò che avremmo fatto con il Synclavier in quel tour… beh, ogni sera ci sarebbe stata una sequenza, come una composizione completa, caricata nel Synclavier; durante la parte improvvisata dello spettacolo potevo attivare quella sequenza. Il Synclavier riproduceva una raccolta di suoni e la band suonava insieme a questa raccolta. Certe sere usavamo “You’re Goin’ To Hell”, altre sere le voci del Congresso.

    C’era un suono in particolare che mi ha fatto impazzire, era una combinazione tratta, credo, dall’album Mothers Of Prevention; pronunciavi la parola “bondage” combinata con un rutto.

    “Oh sì, quello non ero io. Era mio nipote Jade, che ha la capacità di ruttare molto forte e molto a lungo, può anche ruttare parole. Nell’87, abbiamo avuto una sessione di campionamento con Jade. L’ho messo davanti a un microfono e gli ho lasciato fare un assortimento di rutti, poi gli ho dato un elenco di parole e frasi da ruttare: alcune di queste sono state messe nel Synclavier ed è quello che hai sentito”.

    Cosa è stato usato per indurre i rutti? Qualcosa come la Pepsi o…

    “Beh, potrebbe farlo semplicemente ingoiando aria”.

    Sul serio?

    “Sì”.

    (Society Pages 1, aprile 1990)

  • FZ: “negli anni Sessanta eravamo ingenui ma è un periodo che mi manca…

    Frank Zappa e gli anni Sessanta

    Guardando indietro a 20 anni fa, hai nostalgia degli anni Sessanta?

    “Ci sono cose che non mi mancano. Penso che fossimo incredibilmente ingenui nella nostra convinzione di poter cambiare l’America. D’altra parte, ci sono cose che mi mancano. È stato un periodo emozionante. Ero giovane, agli inizi della mia carriera”.

    Molte persone pensano che la musica di allora fosse migliore. Sei d’accordo?

    “Beh, in parte lo era. Ma la ragione per fare musica ora è un’altra. Oggi, la musica è composta da band che si occupano di scenografie elaborate, acconciature stravaganti e musica in formula. Immagino che se questo è ciò che il mercato vuole, questo è ciò che otterrà. Negli anni Sessanta molte canzoni parlavano di qualcosa, dichiaravano qualcosa. Oggi non è così”.

    Se dovessi iniziare oggi come musicista, potresti comporre e suonare essenzialmente lo stesso tipo di musica e avere comunque successo?

    “No, assolutamente no. Penso che sarebbe quasi impossibile”.

    Ripensando alla tua carriera musicale, qual è il tuo più grande successo?

    “Riuscire a guadagnarmi da vivere suonando musica così a lungo”.

    È abbastanza sorprendente considerando l’aspettativa media di esecuzione di un musicista rock.

    “E considerando di farlo senza la radio. Immagino di essere stato fortunato”.

    Sei un bravo musicista che sembra essere anche un acuto uomo d’affari.

    “Non so essere un acuto uomo d’affari. Se fossi stato un uomo d’affari così acuto, avrei fatto qualcos’altro per assicurarmi molti più soldi e molta più sicurezza”.

    Ma non avresti potuto fare a modo tuo, quello che volevi.

    “Come ho detto sono stato fortunato”.

    (Overseas! febbraio 1990)

  • Frank Zappa: brani come documenti storici

    Broadway The Hard Way di Frank Zappa

    Nel recente lavoro di Zappa (l’album Broadway The Hard Way), le canzoni possono essere osé come sempre, ma i nomi questa volta sono reali: Ed Meese, Surgeon General Dr. Koop, Jesse Jackson, Oliver North, l’ammiraglio Poindexter, il capo della CIA Bill Casey, i tele-evangelisti Pat Robertson, Jim e Tammy Faye Bakker, Michael Jackson, Reagan e Bush.

    “Broadway The Hard Way è molto specifico” sottolinea Zappa “perché riguarda le elezioni del 1988 e tutte le cose dei telepredicatori. Quel tipo di cose specifiche a lungo termine potrebbe essere un documento storico interessante allo stesso modo di We’re Only In It For The Money. A quel tempo, nel ’67/’68 quando l’abbiamo registrato sembrava quasi ridondante cantare del flower power perché eravamo proprio nel mezzo, ma ascoltatelo oggi; è l’unico album del periodo che alza un sopracciglio sul flower power e su cosa fossero gli hippy.

    (Q, dicembre 1989)

  • FZ: “ecco a cosa servono i premi confezionati negli USA…

    Frank Zappa citazione

    “Con la diffusione di questo virus da laboratorio (l’Aids) hanno eliminato il sesso perché l’hanno reso un’impresa pericolosa per la vita. Ora puntano alla libertà di parola dicendo che certi termini non dovrebbero esserci per rendere tutto completamente sicuro e blando. Ecco a cosa servono le premiazioni. I premi televisivi per il rock and roll esaltano sostanzialmente due qualità: la capacità di scrivere una canzone senza contenuto e la capacità di promuovere con successo una bibita o una birra. Gli americani continuano a guardare questi premi, ma perché? C’è una tendenza in Europa in questo momento verso spettacoli di premi confezionati negli Stati Uniti che vengono rifiutati dalle reti nazionali. Ho appena sentito che in Spagna è stato proposto un grande spettacolo di premi musicali negli Stati Uniti. Hanno detto: “Non lo vogliamo”.

    (High Times, dicembre 1989)

  • FZ: “osserva con distacco i comportamenti altrui senza lasciarti condizionare…

    Frank Zappa con i genitori

    Tuo padre non è stato molto favorevole alla tua carriera, vero?

    “Avrebbe voluto che diventassi un chimico o un ingegnere, che mi dedicassi a qualcosa di reale, soprattutto ingegnere. In fondo, sono diventato una specie di ingegnere. Sono diventato un ingegnere sociale”.

    Hai risolto i tuoi problemi con lui prima che morisse?

    “No, non sentivo di doverli risolvere. Per come la vedo io, le persone sono persone. Puoi lasciare che il modo in cui si comportano influisca su di te o considerarti come uno spettatore innocente, che osserva con distacco quel comportamento. Penso sia un po’ più facile superare gli ostacoli nella vita se si adotta questo secondo approccio. Se il comportamento ti piace, parteciperai. Se non ti piace, lo eviterai. Se il comportamento ti minaccia, ti difenderai ma limitati ad osservare quel comportamento; fai un passo indietro e prendi una decisione, ma non lasciarti condizionare, non permettere che quel comportamento ti limiti”.

    (High Times, dicembre 1989)