Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • Frank Zappa sui Grandmothers

    Frank Zappa sui Grandmothers

    Nello spettacolo che ho visto dei Grandmothers, non erano particolarmente gentili con il loro ex leader, a giudicare dai pochi commenti che hanno fatto su di te.

    “Beh, penso che ritengano sia probabilmente la cosa migliore da fare. Se vogliono fare appello al grande pubblico degli scrittori, è più facile ottenere più copertura se mi chiami ‘stronzo’ piuttosto che definirmi un bravo ragazzo. Il punto è questo: ciò che stanno facendo non è particolarmente difendibile a livello artistico perché è una fregatura. Non mi pagano per l’uso delle mie composizioni che eseguono sul palco, usano il mio nome e il lavoro che ho fatto per guadagnarsi da vivere e, in più, dimostrano una totale ingratitudine trattandomi come uno stronzo nelle loro performance. Se tu li avessi visti quando facevano parte dei Mothers of Invention e provassi a confrontarli con ciò che sono oggi, diresti: “Questa è una frode”. Quando un ragazzo ha la sicurezza che il leader di una band paga il suo stipendio, ha la licenza per essere il più strano possibile sul palco perché sa di avere il culo coperto e sono io che mi prendo tutte le responsabilità. Questo gli dà la possibilità di essere qualcosa di diverso da ciò che è nella vita di tutti i giorni. Quando lascia la band, perde quella licenza. Deve prendersi la responsabilità del suo comportamento. Gran parte dell’immagine trasmessa da quei ragazzi in quel momento era solo un’immagine. Non erano poi così divertenti, così strani. Sono stati collocati in un ambiente in cui potevano essere quel tipo di personaggi, mentre ora devono assumersi la responsabilità di ciò che sono realmente. Chi e cosa sono oggi, in realtà, non corrisponde a ciò che erano. Chi va ad un concerto di quel gruppo e si aspetta di rivivere i giorni d’oro del passato, resterà deluso”.

    Cosa pensi delle persone che vogliono rivivere quell’epoca?

    “Prima di tutto, non possono farlo. Quell’epoca è finita. La ragione per cui i Mothers erano ciò che erano derivava dalla combinazione di due ingredienti: il periodo in cui sono apparsi e la personalità dei singoli membri in quel particolare anno della loro crescita come persone. Le persone cambiano. Il Motorhead del 1967 non è il Motorhead di oggi, il Don Preston del 1967 non è il Don Preston di oggi. Don Preston è stato in viaggio con Leo Sayer per diversi anni. Cambia un ragazzo, sai? Quei ragazzi nel ’67 erano persone diverse, l’anno ’67 era un anno diverso e si lavorava in un mondo differente. Sono stati al Garrick Theatre in un piccolo ambiente a sperimentare per sei mesi, due spettacoli a notte, sei sere a settimana, perfezionando un certo tipo di stranezza che non accadrà mai più. Ce l’ho su pellicola, ce l’ho su nastro, è roba passata, non c’è più. Se non l’hai visto nel ’67, non lo vedrai mai più sul palco. Non importa cosa suonino o quanto strani fingano di essere: quel momento non verrà ricreato, è un falso.

    (Musician, aprile 1982)

    Vogliamo parlare delle Grandmothers, il gruppo che vede ricostituito quasi per intero il nucleo delle prime Mothers of Invention?

    “Ho sentito il loro disco e mi pare patetico. Musicalmente, non significa un cazzo ed è un vano tentativo da parte loro di sfruttare il mio nome ed il mio lavoro per guadagnare qualche dollaro, il che mi pare un’impresa disperata. Non credo che siano tecnicamente o artisticamente qualificati a fornire esecuzioni accurate della musica che scrivo e, purtroppo, è questo l’elemento portante del loro show. Non eseguono neppure delle versioni dignitose delle cose che ho fatto, perciò non mi rendono nessun favore e certo non perpetuano la mia musica. Oltretutto, non mi pagano neppure per avere scritto in primis quel materiale e in scena dicono e fanno cose che ritengo un segno di ingratitudine nei confronti di chi li fa guadagnare. Perciò, vaffanculo, fuck them!”.

    (Rockstar, luglio 1982)

  • FZ: “la gente mi chiama quando è in cerca di musicisti, io so dove cercare…

    Frank Zappa talent scout

    Hai scoperto diversi grandi musicisti. Un caso? Riescono a crescere di livello con te oppure è l’ambiente che promuovi che stimola quel tipo di creatività?

    “Vado in giro, esco per strada e la maggior parte delle persone rock ‘n’ roll famose non lo fa. Non vado nei bar solo per comprare dei musicisti: so cosa mi piace e posso individuare un talento. Se lo incontro, prendo il nome del ragazzo perché se non lo scelgo per la mia band posso sempre consigliarlo a qualcun altro. La gente mi chiama quando è in cerca di musicisti. Molti gruppi non escono, vanno in giro con persone normali, in piccoli bar di merda e cose del genere. Io vado nei posti giusti, è lì che si trovano, là fuori mentre lavorano o si azzuffano. Se entrano a far parte della mia band hanno la possibilità di lavorare con attrezzature migliori, ottengono un po’ di disciplina, hanno la possibilità di essere visti da centinaia di migliaia di persone per un certo periodo di tempo, vengono menzionati nelle interviste e cose del genere. Non credo che alcune delle persone scoperte da me sarebbero mai state scoperte da nessuna delle persone per cui alla fine sono andate a lavorare perché quelle persone non sanno dove cercare”.

    (Musician, aprile 1982)

  • FZ: i costi degli album, qualche cifra

    i costi degli album di Frank Zappa

    Quanto è costato produrre l’album You Are What You Is?

    “Circa 175.000 dollari”.

    Dove vanno a finire tutti quei soldi?

    “Musicisti, ingegneri, noleggio attrezzature”.

    Almeno non devi pagare il tempo in studio adesso.

    “Il mio studio ha i suoi costi.La bolletta per l’energia elettrica dello studio costa circa 2.000 dollari al mese. L’ingegnere ha ricevuto uno stipendio consistente per aver lavorato lunghe ore mettendo insieme un progetto del genere. Aggiungiamo il costo dell’artista che realizza la copertina, il fotografo, la composizione, il costo del mastering: spendiamo circa 30.000 dollari per il mastering. Per i dischi spendo somme che posso permettermi di spendere. Se è necessario fare qualcosa, cerco di farlo nel modo giusto ma non è stato sempre possibile.

    Il doppio album Freak Out aveva un budget di 20.000 dollari, Absolutely Free di 11.000 dollari e Lumpy Gravy (con orchestra) è costato circa 30.000 dollari. We’re Only In It For The Money è costato circa 25.000 dollari. 

    Gli album Bizarre avevano un budget fisso di 27.500 dollari, mentre tutti gli album Discreet avevano un budget fisso di 60.000 dollari”.

    (Musician, aprile 1982)

  • FZ: “carriere di artisti usa e getta…

    Frank Zappa sugli artisti usa e getta nel mondo musicale

    Cosa sta succedendo nel mondo musicale in questo momento?

    “Il rigore è uno dei maggiori pericoli che la società odierna deve affrontare. Si punta a soluzioni a breve termine che, in definitiva, erodono la qualità della vita. Le case discografiche oggi non si occupano di costruire carriere di artisti perché tutto è considerato usa e getta. Stanno cercando l’alto rendimento a breve termine su qualsiasi gruppo perché ci sono buone probabilità che, se un gruppo ha un successo e va in tour, alla fine del tour si sciolga formando altri gruppi. Nessuno resta unito, nessuno ha intenzione di rimanere nel business per decenni. Usciamo e facciamo un colpo, prendiamo più droga che possiamo, facciamo sesso ogni quindici minuti e basta. Questo gioca a favore delle case discografiche perché sanno che le persone così stupide sono facili da imbrogliare sulle loro dichiarazioni di royalty”.

    (Musician, aprile 1982)

  • FZ: “ho bisogno delle interviste? No, mi fermo…

    Frank Zappa stanco delle interviste

    “Prima di smettere di fare interviste (stampate un anno fa), andavo in tour e facevo in media cinque interviste al giorno per telefono o di persona. Nei giorni liberi, vuoi solo rilassarti perché vuoi risparmiare energia per fare un buon lavoro nei concerti. Quando devi sederti e rispondere alle domande, dopo un po’ ti incazzi. Quindi, dopo quel tour in particolare, in cui mi hanno appena fatto parlare a pezzi, patetico… ho detto basta. Non riuscivo a credere a come sono stato citato erroneamente, a tutte le stronzate pubblicate sui giornali. Ho pensato: “Ho bisogno di questo? Assolutamente no”. Mi sono fermato, ho fatto un altro tour senza interviste… padrone del mio tempo. Mi sono chiesto: “Perché sono sedici anni che mi rompo il culo facendo tutta questa roba per guadagnare due libbre di carta alla fine del tour?”.

    (Musician, aprile 1982)

  • Frank Zappa: “tra un tour e l’altro, non mi alleno mai…

    “La cosa divertente del modo in cui suono è che non mi alleno mai. Ogni volta che un tour finisce e metto via la mia chitarra, di solito non la tocco fino alle prove della prossima stagione. Ogni volta che la prendo in mano è come imparare a suonare di nuovo, non ho calli, mi fa male, non riesco a piegare la corda, la chitarra sembra troppo pesante quando la indosso. È come se qualcuno mi porgesse un pezzo di legno e dovessi esibirmi di nuovo dopo essere stato fermo per nove mesi prima del nuovo tour. Non ho suonato quasi per niente, un paio di volte in studio e basta. Mi sembra di aver perso tutta la mia tecnica, devo adattarmi ad un nuovo batterista. Ma, all’improvviso, scopro che non ho alcun problema a suonare: mi ritrovo sul palco ed esplodo. Suono bene fin dall’inizio del tour e certe sere sono in grado di suonare in modo straordinario anche per i miei standard o per la mia estetica”.

    (Guitar World, marzo 1982)

  • FZ: “sono americano al 100% con principi capitalisti”

    Frank Zappa americano con principi capitalisti

    Come funziona il tuo processo creativo? Da dove viene? Come attingi alla tua Musa?

    “Mi alzo e vado al lavoro nello studio di casa mia. Posso scrivere negli aeroporti, nei ristoranti, negli hotel… preferisco scrivere a casa ma, se sono in viaggio, non è comunque un problema perché porto carta da spartito nella valigetta. Molti testi li ho scritti in hotel. Ad esempio, “Joe’s Garage” è stato scritto all’Hotel Romershakizer [Römischer Kaiser] a Dortmund, in Germania, e la parte di chitarra è stata scritta durante un sound check in Francia. Metti insieme le cose, pezzo per pezzo, durante un periodo di tempo, poi il lavoro finale si svolge tutto in studio”.

    Ti consideri un vero americano in tutto e per tutto?

    “Assolutamente sì, sono americano al 100% con principi capitalisti, totalmente contro il comunismo e il socialismo. Odio quella roba. Sono orgoglioso di questo Paese. Vorrei solo che funzionasse meglio. Sono sempre stato preoccupato per questo Paese e lo sono ancora. Mi aspetto di continuare a vivere qui. Spero che rimanga un posto in cui mi piacerebbe vivere, vedo molte persone stupide che vengono elette e le vedo fare molte cose stupide con i nostri soldi e la nostra vita”.

    È stato detto che per il primo album dei Mothers sono stati spesi 21mila dollari, che a quel tempo erano molti soldi.

    “C’è da considerare che era un doppio album, il che era insolito. Penso sia stato il primo vero doppio album rock and roll e non è stato neanche completato. L’hanno pubblicato prima che tutte le tracce fossero terminate su “Monster Magnet”. E’ solo la traccia base di “Monster Magnet”, non mi hanno permesso di finirlo. Dissero che nessuno poteva spendere più soldi e basta”.

    Che musica ascolti?

    Non ho molto tempo per dedicarmi all’ascolto ricreativo, ma se ascolto qualcosa, di solito, è musica classica”.

    Classico d’avanguardia come Edgar Varèse?

    “Molto raramente ascolto qualcosa dei vecchi tempi. Mi piace la musica medievale. Non mi piace Mozart, Beethoven o Brahms. Mi annoiano”.

    (WLIR Free Flight, estate 1981)

  • Bobby Beausoleil, una delle voci di Freak Out!, condannato all’ergastolo

    Bobby Beausoleil, una delle voci di Freak Out!

    Bobby Beausoleil, ragazzo di bell’aspetto, ribelle e con un particolare talento nella musica e nella recitazione, nel 1966 era molto attivo nella scena musicale losangelina. Tanto che quella famosa sera in cui Zappa invitò Terry Gilliam in studio per dare le voci a Freak Out!, in quel gruppo di matti c’era anche Beausoleil.

    L’anno seguente, Bobby partecipò al film Lucifer Rising di Kenneth Anger, ricoprendo un ruolo di rilievo, prima di finire nei casini.

    Immischiato nella Family, nel 1969 Bobby Beausoleil ricevette da Charles Manson l’ordine di uccidere Gary Hinman, un insegnante di musica che aveva venduto per conto della Family una partita di mescalina scadente a un gruppo di biker. Alterati per il pacco ricevuto, i motociclisti avevano preteso un rimborso, ma Hinman si era rifiutato.

    Condannato alla pena capitale nel 1970, Beausoleil venne in un secondo tempo condannato all’ergastolo.

    (Rolling Stone)

  • FZ tentò un approccio con la Disney

    Frank Zappa e la Disney

    Per dimostrare la serietà con cui Zappa intendeva approcciarsi alla TV, si è perfino avvicinato alla Disney.

    In che modo Frank avrebbe potuto relazionarsi con i magnati dalla mentalità magica della Disney?

    Frank risponde impassibile: “Perché no? Penso di essere l’anello mancante tra Dumbo e Pippo, con un piccolo Scrooge McDuck gettato di lato”.

    Finora, la Disney ha risposto picche.

    (Music, 2-15 luglio 1987)

  • Frank Zappa: la stoffa dell’intrattenitore

    Frank Zappa intrattenitore

    Quando hai iniziato a considerarti un intrattenitore?

    “Ho sempre sentito di essere un intrattenitore, dai tempi del liceo”.

    Cosa facevi al liceo?

    “Ho capito di avere la stoffa dell’intrattenitore, per la prima volta, quando sono stato costretto a tenere una lezione in un corso di scienze sulle felci. Tutto ciò che dovevo fare era parlare di felci e raccontare i fatti a modo mio. La gente rideva e mi sono fatto un sacco di risate anch’io. E’ stata una bella esperienza, tutto è nato da lì…”.

    (WLIR Free Flight, estate 1981)