Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • FZ: “la musica si è trasformata nell’espressione di interessi aziendali…

    Frank Zappa su musica e interessi aziendali

    “Chi affida la storia del rock’n’roll alle grazie del direttore di ‘Rolling Stone’ non mi interessa. Io ho sempre rifiutato di partecipare alle enciclopedie e ai dizionari del rock’n’roll. Non avrò mai alcuna parte in queste cose perché, innanzitutto, i libri di questo tipo sono libri che sfruttano materiale preesistente, non libri che sono frutto di ricerche; essi inoltre, tendono ad istituzionalizzare tutto. E’ tutto così stupido. Non ho mai visto né sentito nulla che spiegasse realmente come il rhythm’n’blues si sia sviluppato nel rock’n’roll e cosa sia accaduto realmente e come mai i musicisti si siano rincoglioniti. E come l’intera cosa si sia trasformata in un’industria studiata apposta per lanciare determinati tipi di prodotti. Certi gruppi sono stati fatti per promuovere un certo tipo di prodotti. Certi gruppi sono stati fatti soltanto ad uso e consumo delle fabbriche di soft-drinks, di birra e di scarpe da tennis. Tutto si è trasformato nell’espressione di interessi aziendali”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • La musica di FZ: “una forma di intrattenimento molto particolare…

    l'intrattenimento particolare della musica di Frank Zappa

    “La mia musica è una forma d’intrattenimento molto particolare perché presenta molti strati a seconda di quanto tempo hai per scavare profondamente in essa. Puoi divertirti con la mia musica su tutti i piani. Ma cosa cerca l’attuale ascoltatore medio di musica? Ritmi dance, testi maledettamente facili da capire e magari tre note da canticchiare. Poi, naturalmente, una bella pettinatura, alcuni bei vestiti, da guardare e forse anche un passo di danza facile da imparare. Io sono da bocciare in ognuna di queste categorie”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • FZ: “è difficile capire come io abbia potuto fare tutto ciò che ho fatto…

    Frank Zappa padrone della sua arte

    Zappa è probabilmente l’unico artista in America ad avere il totale controllo di ciò che, nel suo caso, è una fiorente industria che dà lavoro a domicilio: la International Absurdities è la società madre, mentre i dischi vengono realizzati attraverso la Barking Pumpkin. C’è anche la sua compagnia Why Not?, una corporazione “che prevede nel suo statuto la concessione di licenze e un servizio di consulenza e di ingegneria sociale”.

    Tutto questo perché, quando Zappa andato nell’Europa orientale e in Russia, ha “incontrato persone molto interessanti che volevano fare una gran varietà d’affari con gli occidentali, ma non esisteva un modo per mettersi in contatto”.

    “E’ una cosa difficile da comprendere che qualcuno abbia potuto fare tutto quello che ho fatto io e possa continuare a farlo, senza dover dare delle bustarelle a qualcuno. Sarebbe un miracolo se qualcuno riuscisse a comprendermi e a seguirmi, perché allora dovrebbe aver fatto molte ricerche per scoprire il significato dei miei testi, e avrebbe dovuto ascoltare tutti i generi musicali che ho ascoltato io in tutta la mia vita per poter capire come io possa aver sviluppato un simile stile da tutte queste influenze”.

    Il suo modo di suonare la chitarra sembra spesso l’unica componente scopertamente emozionale della sua musica. “Forse tu nella tua mente pensi che l’emozionalità sia un valore, che sia la principale caratteristica di una composizione di successo. Io penso che vi siano altre cose che si possono ottenere in una composizione che non ha nulla a che fare con il contenuto emozionale. Puoi sempre convincere la gente che sei più emotivo usando più vibrato sulla tua chitarra. Il vibrato si ottiene semplicemente muovendo avanti e indietro la tua mano sulla chitarra, e se lo fai senza che qualcuno te lo chieda, ciò vuol dire che sei un musicista emotivo? No, potrebbe piuttosto voler dire che hai una paralisi”.

    (FZ, tratto dall’articolo Zappin! di Gary Steel, Ciao 2001 – 3 settembre 1991)

  • FZ sui musicisti funky

    Frank Zappa sui musicisti funky

    La tua musica sembra più funky ultimamente…

    “Molto dipende da chi la suona. Posso immaginarla funky quanto voglio, ma se non riesco a trovare un musicista funky con il giusto senso dell’umorismo, che vuole lavorare sodo e che abbia tutti gli altri requisiti, allora non posso suonare funky”.

    È una combinazione particolarmente difficile da trovare?

    “I ragazzi esperti nel genere funk di solito non hanno molta autodisciplina ed è quello di cui ha bisogno la mia band. È un’organizzazione molto disciplinata ma preferisco che siano gli stessi musicisti ad autodisciplinarsi e ad assumersi la responsabilità di essere puntuali, di imparare le loro parti e di studiare. I componenti della band si esercitano nelle loro stanze, ripassano la musica e continuano a rivederla anche mentre sono in viaggio. Lavorano sodo. Ma la maggior parte dei musicisti che suonano blues sono pieni di droga e sbagliano tutto: non ho bisogno di quel tipo di musicisti. Ora nel gruppo ci sono dei musicisti funky che soddisfano tutti i requisiti”.

    (Zoo World, 2 gennaio 1975)

  • Frank Zappa è la sua Musica

    Frank Zappa è la sua musica

    Il lavoro è l’essenza di Frank Zappa; vive per questo. Alcune persone lavorano alla loro musica, Frank Zappa è la sua musica. Tra la composizione pomeridiana, i soundcheck che durano fino all’ora di cena ed i suoi concerti di 2-3 ore la sera, trova ancora il tempo per suonare la chitarra. Dopo aver cenato nella sala in cui suonano, di solito “mi siedo nella stanza e suono la chitarra fino al momento di andare avanti… per tutto il tempo che posso. È rilassante”.

    Riguardo alla sua composizione, ha aggiunto: “Ho un paio d’ore per farlo prima del sound check e poi, dopo lo spettacolo, torno e lo faccio di nuovo”. 

    Dalle sue risposte, Zappa rivela un aspetto completamente opposto al bizzarro ritratto psicologico che si tenderebbe a dipingere giudicando la sua musica. E’ calmo e riservato, articolato nell’espressione ed incrollabile nel tono di voce. Sembra avere il controllo totale della situazione: sicuramente ha a che fare con i suoi occhi.

    Questa divisione di personalità sul palco e fuori dal palco è un altro aspetto di Frank Zappa e lo ammette prontamente.

    “Certo” spiega “Il ragazzo che vedi sul palco è Frank Zappa.”

    E con chi sto parlando adesso?

    “Stai parlando con Frank Zappa.”

    Schizofrenico, eh?

    “Assolutamente schizofrenico. Ma è schizofrenia autoinflitta, non è quel tipo di schizofrenia stupida”.

    Ha mai perso il controllo? Ha mai dimenticato chi fosse portando ‘questo’ Frank Zappa sul palco al posto dell’altro?

    “Solo quando sono davvero stanco. A volte ‘questo’ Frank esce là fuori: sa che non è il posto per lui e lo sa anche il pubblico. Poi l’altro salta su da dietro l’amplificatore …”.

    Il contrario non sarebbe poi così male, però.

    “Oh, sono stato pazzo fuori dal palco molte volte…”

    Non ci volle molto per capire cosa fosse quel ‘qualcosa’ in Frank Zappa: i suoi occhi erano sempre fissi nei tuoi. Non interrompeva mai il contatto visivo per un secondo! Se dall’ascolto della sua musica avevi qualche dubbio sulla sua sincerità, svaniva con uno sguardo, nei suoi occhi. Era confortante e snervante allo stesso tempo: l’impulso di ricambiare il suo sguardo era una lotta consapevole.

    (Zoo World, 2 gennaio 1975)

  • Frank Zappa e Ahmet Ertegun

    Frank Zappa e Ahmet Ertegun

    Frank Zappa e Ahmet Ertegun alle Hawaii.

    Ahmet Ertegun è stato un produttore discografico ed uno dei fondatori dell’etichetta discografica Atlantic Records.

  • FZ: “ai vecchi tempi, gli artisti venivano derubati…

    Frank Zappa sul cambiamento nel business della musica

    Vedi un cambiamento nel business della musica da quando hai iniziato?

    Sì, gli artisti stanno facendo più soldi ora di quanto non abbiano mai fatto. Ai vecchi tempi, gli artisti venivano derubati più di quanto non lo siano ora, credimi. Oggi la percentuale di artisti che sono ben gestiti e possono guadagnarsi da vivere dignitosamente con la loro musica è notevolmente aumentata rispetto a quando ho iniziato.

    Nel sostituire i membri della band, cerchi nuovi talenti o musicisti esperti?

    Cerco nuove persone, ce ne sono molte là fuori. Ho scoperto più di cinquanta persone nel corso degli anni.

    Hai influenzato molte persone?

    Ho influenzato soltanto chi è d’accordo con ciò che dico o faccio. Le persone vengono influenzate solo da ciò che piace a loro. Alla fine, rifletto semplicemente ciò che vogliono sentire….

    (Concert, dicembre 1974)

  • “No Commercial Potential” di David Walley: la critica di Zappa

    Frank Zappa critica "No Commercial Potential" di David Walley

    “No Commercial Potential: The Saga Of Frank Zappa” di David Walley è considerato il libro più pratico e penetrante mai scritto sul fenomeno musicale noto come Frank Zappa.

    Si tratta della prima biografia di Zappa, che venne pubblicata nel dicembre 1972. Zappa è stato gravemente critico, definendolo “un libro veloce, tascabile, sensazionale”. Ha detto che conteneva “grandi inesattezze”, ha descritto il testo una “lavorazione non di qualità” affermando che Walley aveva “messo insieme un sacco di citazioni”. Nonostante le lamentele di Zappa, il libro è stato pubblicato in edizione aggiornata nel 1980 e di nuovo nel 1996 dopo la morte di Zappa.

    David Walley, nella sua biografia su di te intitolata No Commercial Potential: The Saga of Frank Zappa and the Mothers of Invention, dice che trasformerai qualsiasi cosa in musica se pensi che funzionerà bene.

    “David Walley è un caso tragico. Ecco un ragazzo che voleva diventare uno scrittore ed è venuto da me con l’idea che gli sarebbe piaciuto fare una mia biografia. Ho detto: “Non voglio una biografia”. Lui dice. “Ho già fatto un accordo con un editore e lo farò indipendentemente dal fatto che accetterai le interviste o meno”. Dico. “Oh, merda, cosa farò. Non so se questo ragazzo sa scrivere”. Ma, a quel tempo, era un nostro fan e ci seguiva in giro. Quindi, ho dovuto decidere se fare o meno le interviste. Dovevo decidere se volevo o meno una cosiddetta biografia sul mercato, così ho accettato alcune interviste. Si è presentato a casa mia con una ragazza. Ho iniziato a rispondere e lui ha cominciato a parlare di suo padre alla scuola militare. Ho passato un paio di notti così. Gli ho fatto ascoltare un paio di nastri. Questo ragazzo era davvero un caso. Se n’è andato ed ha scritto il libro. Mi ha inviato alcune bozze quando erano già state stampate 10.000 copie del libro. Era semplicemente ridicolo, c’erano un sacco di imprecisioni. Ha venduto molte copie, ma come materiale di riferimento su di me come persona e come compositore e musicista, direi che è inaffidabile. La gente vuole anche che io autografi quel libro…”.

    (Oui, aprile 1979)

    Creem, settembre 1972 (indiscrezioni)

    Il noto scandalista rock David Walley ha appena scritto un libro sul signore dell’oscenità Frank Zappa. Ma è probabile che non lo leggerete mai. Outerbridge e Lazard e la rivista Fusion (gli editori del libro) lo stanno bloccando a causa del rifiuto da parte di Zappa e del manager Herb Cohen di concedere il permesso di citare i testi delle canzoni.

    Il permesso di stampare i testi era stato concesso in precedenza, ma una volta che Frank e Herb hanno letto le bozze, non ne erano sicuri. Quindi hanno restituito l’assegno. Si prevede che Fusion, Walley e O&D faranno tutti un bagno finanziario per l’accordo.

  • Zappa non ha tempo per la mediocrità

    Frank Zappa lontano dalla mediocrità

    Zappa è un uomo molto orgoglioso, uno che richiede un livello di competenza tremendamente alto da se stesso e da tutti coloro con cui ha a che fare. Non ha tempo per la mediocrità; lo lascia intendere in modo molto chiaro e forse è per questo che tante persone sono intimidite da lui. Il lavoro è la sua priorità, è di fondamentale importanza.

    (Los Angeles Free Press, 29 novembre 1974)

  • FZ sulla rivista Rolling Stone

    Frank Zappa sulla rivista Rolling Stone

    “Ho solo cose negative da dire sulla rivista Rolling Stone. Se quello che hanno fatto alla mia reputazione e al modo in cui trattano il mio lavoro fosse coerente in tutta la rivista anche nei confronti di altre persone, allora nessuno sta ottenendo giustizia da loro. È una pubblicazione estremamente parziale. Ha una coscienza molto campanilistica, tipica di San Francisco, Marin County, Bay Area secondo cui tutto ciò che non proviene da quella zona è scadente. Penso sia falso”.

    “Gran parte delle persone che scrivono in questo magazine non scrivono di musica ma per impressionare altri scrittori. È così che ottengono il loro status all’interno del loro gruppo. Di certo non stanno facendo alcun favore ai lettori e pochissimi di loro hanno il senso dell’umorismo. E sono sicuro che gli editori non hanno il senso dell’umorismo, fanno parte di un’élite pomposa. Fondono il rock’n’roll con un mucchio di divagazioni e brontolii pseudo-politici, il tutto molto prevedibile. E’ una rivista sciatta: la fascia di età media di coloro che credono a quella roba penso sia di circa 12 anni. Il lettore che supera i 12 anni, con un’istruzione e un po’ di buon senso, penserebbe che stiano scherzando”.

    (The Hot Flash, maggio 1974)