Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • I critici hanno problemi con Zappa

    Frank Zappa e i critici

    Zappa è pienamente consapevole della gioia, dell’ostilità e della catarsi emotiva scatenate da un concerto rock dal vivo. Sa bene come un’esplosione elettronica possa registrarsi nel sistema nervoso centrale dell’ascoltatore, inviando la sua corrente direttamente al cervello e prendendo il controllo dei muscoli volontari. L’ascoltatore abbandona le sue strutture critiche e si sottomette alla musica. Il rock può essere totalitario in misura esplosiva.

    I critici hanno problemi con Zappa, difficoltà a decidere se etichettarlo come il principe pagliaccio del rock, un musicista serio o un simulacro demoniaco.

    Un giornalista di Rolling Stone ha dichiarato non molto tempo fa che Zappa non ha il talento per scrivere una melodia rock elementare come “Louie Louie”.

    (Milwaukee Journal, 5 dicembre 1971)

  • Frank Zappa: “Chrysalis è un gruppo che deve ancora distruggere la tua mente!”

    I Chrysalis
    Frank Zappa

    Definition”, l’album psych rock dei Chrysalis del 1968 che è anche l’unico della band, contiene un brano in particolare, “Dr. Root’s Garden”, ampiamente influenzato da Zappa & Beefheart.

    Il suono dei Chrysalis rientra meglio nell’ambito della psicologia, ma le influenze provengono da tutte le direzioni. Ci sono elementi di jazz (soprattutto la batteria e spesso il canto), swing, big band, folk e altro, tutti uniti ad una versione pop davvero unica.

    Tamburi, pianoforte, clavicembalo, flauti, fischietti, archi, il tutto amalgamato per ottenere un suono unico.

    James Barbour (soprannominato Spider), cantante/chitarrista della band, quando non creava melodie, lavorava come biologo.

    I Chrysalis si sono formati quando i membri frequentavano la Cornell University. A supportare Barbour c’erano il bassista Paul Album, il tastierista Ralph Kotkov, la cantante Nancy Nairn, il chitarrista Jon Sabin e il batterista Dahaud Shaar.

    I sei membri abbandonarono rapidamente la loro carriera universitaria, trasferendosi a New York City dove trovarono un fan d’eccezione: Frank Zappa. Per uno scherzo del destino, la sala prove della band si trovava dall’altra parte della strada rispetto al Garrick Theatre, dove stavano suonando Frank Zappa e i Mothers of Invention.

    L’interesse di Zappa per il gruppo ha visto Barbour registrare con Zappa e The Mothers of Invention. È apparso nel debutto solista di Zappa nel 1967 “Lumpy Gravy” e in “We’re Only In It for the Money” dei Mothers of Invention. Quella connessione potrebbe aver aiutato la band a firmare un contratto con la MGM Records (l’etichetta di Zappa). Sotto contratto con la MGM, la band inizialmente era interessata a far produrre a Zappa il loro debutto. Nel bel mezzo di una lotta per sfuggire al proprio contratto con la MGM, Zappa rifiutò educatamente, lasciando agli ex produttori di Au Au Go-Gos (Jim Friedman e il talent manager Charlie Joffe) il compito di gestire le sessioni per “Definition” del 1968.

    James Barbour ha fornito vocalizzazioni e cori non solo per “Lumpy Gravy” e “We’re Only In It for the Money”, ma anche per “Frank Zappa Meets The Mothers of Prevention” e “Civilization Phase III”.

    I Chrysalis avrebbero dovuto fare un tour a sostegno dell’album, ma secondo quanto riferito il loro manager è fuggito con il budget del tour, facendolo saltare in aria per un viaggio a Las Vegas.

    La band ha resistito fino al 1970, registrando anche del materiale demo per un secondo album previsto che non vide mai la luce.

    I Chrysalis si sciolsero nel 1970 e quasi tutti i membri del gruppo si allontanarono dalla musica.

    Chrysalis è un gruppo che deve ancora distruggere la tua mente!” (Frank Zappa)

  • Il tentativo dei Bonzo Dog Band di emulare Frank Zappa

    Frank Zappa
    I Bonzo Dog Band

    Alcuni gruppi hanno tentato di prendere la direzione di Frank Zappa in alcune cose come i Bonzo Dog Band (o Bonzo Dog Dada Band) ma non sono mai andati tanto lontano e non sono riusciti a fare nulla al pari di Frank. La scuola britannica è diversa da quella americana.

    (Melody Maker, 5 dicembre 1970).

    Il gruppo rock britannico Bonzo Dog Band è noto per il brano “I’m the Urban Spaceman” (1968) (prodotto da Paul McCartney) e “Canyons Of Your Mind”. Attivo dal 1966 al 1970, il gruppo giocava sull’umorismo, costumi bizzarri, dialoghi e testi surreali, strane improvvisazioni dal vivo e altre folli (spesso sciocche) buffonate teatrali. Il cantante Vivian Stanshall era il cervello creativo della band. Lo stile musicale e comico era molto diverso dai Mothers of Invention. Il bassista dei Bonzo Joel Druckman ha affermato di aver suonato una volta con i Mothers Of Invention. 

    Frank Zappa ha fatto riferimento al loro brano “Canyons of Your Mind” nella sua canzone “We’re Turning Again”.

  • FZ definito neo-dadaista, ma molto più vicino ad Alfred Jarry e al College dei Patafisici

    Frank Zappa e i Patafisici

    La fertile immaginazione di Frank Zappa sembra prosperare nella bizzarra atmosfera della West Coast. Zappa porta un senso dell’umorismo grottesco, assurdo (e molto divertente) in quasi tutto ciò che fa, sfruttando la propria ossessione erotico-bizzarra per i limiti del comportamento umano. È stato definito un neo-dadaista, ma è molto più vicino ad Alfred Jarry e al College of Pataphysicians: c’è un filo diretto da “Ubu Roi” di Jarry al teatro assurdo francese degli anni Cinquanta fino alle assurdità di Zappa come “Prelude to the Afternoon” di una maschera antigas sessualmente eccitata, “Lumpy Gravy” e “Chunga’s Revenge”.

    Sul tavolino c’è una copia di “Bizarre”, la celebre compilation di grottesche perversioni, deformità, freaks ed erotismo degli AC/DC del satirico australiano Barry Humphries: emana un sottile odore di putrefazione fin de siècle.

    Sono attratto dal sogno, dalla realizzazione di fantasie più grandi e grottesche. Mi piace condividere queste cose con le persone. Non posso farne a meno. Qualsiasi persona o nazione che non abbia sogni semplicemente ne è priva. Cosa puoi aspettarti da chi non ha sogni o fantasie? Mi interessa tutto ciò che non interessa a nessun altro, gli avanzi. Sono una specie di raccoglitore di rifiuti. Sono sempre stato così“. Frank sorride.

    (Frank Zappa, The New York Times, 8 novembre 1970)

  • 200 Motels: un pastiche anarchico di rock d’avanguardia e composizioni per orchestra

    200 Motels di Frank Zappa

    La musica (e relativa colonna sonora) di “200 Motels” è un pastiche anarchico di rock d’avanguardia e composizioni per orchestra che vanno ad intervallarsi ai dialoghi del film.

    Il tutto nello stile di Zappa che, nelle note di copertina dell’album, ha scritto:

    Questa musica non è nello stesso ordine del film. Parte di questa musica è nel film. Parte di questa musica non è nel film. Parte della musica che è nel film non è nell’album. Parte della musica che è stata scritta per il film non è nel film o nell’album. Tutta questa musica è stata scritta in un periodo di 4 anni. La maggior parte (60%) è stata scritta nei motel durante i tour…”.

    Nella band ci sono Frank Zappa (chitarra/basso), Mark Volman e Howard Kaylan (voce), Ian Underwood (tastiere/fiati), Aynsley Dunbar (batteria), George Duke (tastiere/trombone), Martin Lickert (basso), Jimmy Carl Black (voce) e Ruth Underwood (percussioni).

    Per celebrare il 50° anniversario di quell’evento (1971), Zappa Records, Universal Music e MGM hanno creato il cofanetto di 6 dischi “200 Motels 50th Anniversary Edition”, uscito il 19 novembre 2021.

    Autorizzato da Zappa Trust e prodotto da Ahmet Zappa e dal “Zappa Vaultmeister” Joe Travers, il cofanetto riunisce la colonna sonora originale del film, rimasterizzata da Bernie Grundman, insieme a un’incredibile quantità di materiale inedito e raro dagli archivi zappiani, inclusi demo originali, outtakes di studio, work mix, interviste e dialoghi inediti del film.

    Tra le gemme scoperte ci sono nastri reel-to-reel realizzati ai Trident Studios nel febbraio del ’71, che contengono gran parte di ciò che è stato registrato su più tracce. Si tratta di performance grezze, fatte prima che Frank acquistasse i multitraccia e li portasse ai Whitney Studios di Glendale per le sovraincisioni.

    Quei nastri sono serviti per ricostruire brani come “The Pleated Gazelle” e “What’s The Name Of Your Group?” nelle loro sequenze complete.

    Negli anni lo stesso Frank aveva dimenticato l’enorme quantità di musica che era stata effettivamente registrata, ma l’esplorazione dell’archivio ha originato un’incredibile quantità di contenuti che altrimenti non avremmo mai conosciuto…”.

    (Guitar Club Magazine, 18 ottobre 2021)

  • Frank Zappa: maniaco dei media dell’età di McLuhan

    Frank Zappa maniaco dei media

    Frank Zappa ha scritto la colonna sonora di due film: “Mi interessava essere un compositore di film, ma è difficile entrare in quel mondo quando non vivi a Hollywood”.

    “Il mio grande divertimento è trovare elementi diversi tra loro e collegarli insieme in modo che funzionino, realizzare ciò che sembra impossibile. Tutta la mia vita è dedicata a questo: prendere i concetti più assurdi e trasformarli in realtà. Sai, perché una volta che succede, anche l’impossibile diventa reale. L’idea di poter plasmare la realtà è piuttosto nitida”.

    Zappa potrebbe rivelarsi il nostro primo autentico maestro del mixed media. Non solo è il primo compositore in piena regola ad emergere dal ribollente pop underground dai tempi di Gershwin, è anche un maniaco dei media dell’età di McLuhan che ha imparato le tecniche di fare musica, film, spettacoli di luci, opera e teatro (i suoi concerti con i Mothers sono sempre stati tanto teatrali quanto eventi musicali, con i membri del gruppo che recitano le bizzarre creazioni surrealiste di Zappa sul palco mentre suonano). Può manipolare quelle tecniche a piacimento. Sfortunatamente, è improbabile che venga mai visto sulla TV americana.

    (Frank Zappa, The New York Times, 8 novembre 1970)

  • Ferdinando Boero: Frank Zappa si rifiuta di morire…

    Ferdinando Boero su Frank Zappa

    La frase preferita di Zappa era del compositore Edgar Varèse:

    The present day composer refuse to die”.

    Ostinatamente, lui si rifiuta di morire.

    Quando muore un musicista? Quando diventa rassicurante. Quando lo ascolti, ti piace, ti dà emozioni, ma non ti sorprende più. Sai già cosa arriverà e sei gratificato dal soddisfacimento delle tue aspettative.

    I musicisti morti ti accarezzano, quelli vivi ti danno calci negli stinchi. Ti fanno saltare sulla sedia. Ogni volta trovi qualcosa di nuovo in quello che hai già ascoltato mille volte.

    In questo, FZ è ancora vivissimo (e tanti musicisti vivi sono già morti). E’ lo zombie che ti prende, ti porta sul tetto e, con un ghigno, ti fa un servizietto.

    Quando ho capito questo, mi sono detto: quest’uomo non è normale. Si prende tremendamente sul serio e non prende niente sul serio. Fa ridere, incazzare, pensare e in più… ti piace. Ogni pezzo è diverso dagli altri, eppure capisci subito che lo ha fatto lui.

    Lo volevo conoscere. Se fossi cristiano e sapessi che Gesù vive e lavora da qualche parte, vorrei conoscerlo. E così, nel 1983, feci un piano per conoscere FZ.

    Sono un biologo marino e studio le meduse. Ne ho trovate molte che ancora non erano conosciute.

    Quanto trovi una specie nuova, le devi dare un nome. Così scrissi a FZ dicendogli che avevo trovato nuove specie di meduse e che volevo dedicargliene una. Mi rispose dicendo che niente al mondo gli sarebbe piaciuto di più che avere una medusa col suo nome.

    Andai a trovarlo, diventammo amici. Tanto amici che mi dedicò il suo ultimo concerto a Genova nel 1988 e poi pubblicò Lomesome Cowboy Nando (Nando sono io).

    (Ferdinando Boero)

  • Il potere degli assoli di FZ

    Cosa c’è di così impressionante, di così affascinante negli assoli di Zappa? Che cosa lo rende così interessante tanto da poterlo ascoltare senza annoiarti mai?

    In parte, è la qualità del suo tono. Pochi altri chitarristi hanno impiegato tanto tempo, attenzione e denaro per ottenere esattamente il suono che volevano. Cercando il suono più sporco, oscuro e osceno che si possa immaginare, o il suono più gentile, morbido e toccante del pianeta, Zappa ha lavorato per il suo desiderio di creare il tono perfetto. Solo questo lo pone al top. E’ ciò che ha fatto con quel tono perfetto che conta davvero. Ha descritto i suoi assoli come ‘conversazioni’ che sfruttavano i ritmi del parlato; è come sentire un oratore sviluppare un argomento. Dipinge un’immagine sonora che ti porta in posti dove non avresti mai pensato di andare, sonda tutte le possibilità lungo il percorso, sgrossando e interrogando ogni ritmo, ogni armonia, senza mai ricorrere a cliché o virtuosismo fine a se stesso.

    Ciò che ti colpisce davvero è la qualità muscolare del tono, il modo in cui l’assolo acquisisce lentamente potenza senza mai fermarsi per riprendere fiato, la casuale spensieratezza del taglio grezzo del suono e la sorprendente miscela di minaccia e compassione che riesce a spremere da una breve pausa strumentale. L’insistenza ipnotica della sezione ritmica sembra ispirargli solo maggiore inventiva, emergono colpi di scena lamentosi da una nuova angolazione o da una nota inaspettata.

    Si potrebbe dire questo o cose simili della maggior parte degli assoli di Zappa. Una volta che iniziano a parlare a te parlano davvero, in modi che potresti cercare invano altrove. Non tutti lo capiscono. Per l’appassionato restano il cuore pulsante della musica di Zappa, il punto in cui composizione e compositore si incontrano, trasfusi in una zigosi sonica pullulante.

    (estratto dall’articolo “Shut up and listen some more?” di Sam Ayore, The Rondo Hatton Report vol. VIII – 21 settembre 2011)

  • FZ su Ray Collins, Lancelotti, Flo & Eddie

    Frank Zappa su Ray Collins, Lancelotti, Flo & Eddie
    foto di Yoshi

    Ray Collins è stato un cantante fantastico del tuo gruppo.

    Era bravo ma non gli piaceva cantare i miei testi, infatti uno dei motivi per cui ha lasciato il gruppo era che non gli piacevano le canzoni, le odiava. È difficile convincere la gente a cantare bene le mie parole.

    Sembra che ti piacciano i lamenti nasali alti.

    Ho sempre avuto un debole per i lamenti nasali alti, sì. Voglio dire, ammettiamolo, molti dei gruppi veramente heavy metal funzionerebbero meglio se avessero dei lamenti nasali alti.

    Per quanto tempo c’è stato Lancelotti?

    Lancelotti? Ha fatto l’audizione, l’ha superata, ha provato per 2 settimane ed è stato bocciato. Ha cantato un paio di volte in un album.

    Flo ed Eddie erano così pazzi prima che tu li incontrassi?

    Non penso che qualcuno sia davvero pazzo fino a quando non è stato nella band per un po’. Perché quando entrano in questa band scoprono che va bene essere pazzi e poi diventano davvero pazzi.

    (IT, marzo 1977)

  • FZ e una fan sul palco in una sfrenata scena sexy

    Frank Zappa e una fan sul palco

    Tanto dialogo col pubblico, che sale sul palco e balla nella migliore delle occasioni, oppure si lancia in una sfrenata e non mimata scena d’amore con Zappa come ha fatto la seconda sera di concerto tal Gloria Dimambro, ragazza inglese di origine italiana…

    (Popster, aprile 1978)