In risposta al Festival di Woodstock, l’Europa organizzò dal 24 al 28 ottobre 1969 il Festival d’Amougies (Belgio) promosso dalla rivista francese Actuel. Tra i vari nomi chiamati a partecipare al Festival d’Amougies troviamo band prog, jazz, blues, psichedeliche e rock (Yes, Soft Machine, Ten Tears After, Archie Shepp, Nice, Art Ensemble of Chicago, Gong, Pierre Lattès, ecc.). Ci sono anche i Pink Floyd, che da poco avevano perso Syd Barrett.
In occasione del Festival d’Amougies, venne affidato a Frank Zappa il ruolo di maestro di cerimonie. Roger Waters e gli altri componenti della band salgono sul palco per esibirsi in 4 canzoni: “Set the controls of the heart of the sun”, “Green is the colour”, “Careful with that axe, Eugene” e “Interstellar overdrive”. Quando la band si prepara per intonare le note di “Interstellar overdrive”, sale sul palco Frank Zappa che si unisce ai Pink Floyd per una jam leggendaria. Nel 1973, il batterista dei Pink Floyd Nick Mason ricordando la jam dichiarò: “Frank Zappa è davvero uno di quei pochi musicisti che possono suonare con noi. Quel poco che ha fatto ad Amougies, l’ha fatto con il piglio giusto. Per la nostra musica e per il modo in cui ci comportiamo sul palco, è davvero difficile improvvisare con noi”. A novembre 2016, il video dell’esibizione dei Pink Floyd con Frank Zappa è stato incluso in un dvd contenuto all’interno del mastodontico box “The early years 1965-1972” della band di Waters e Gilmour.
3 versioni di Eat that question (Minimal Art, Eat That Question, Version 1, Take 2, Waka/Wazoo 1972 – Passaic, 1973 – Live 1988 incluso nell’album Make A Jazz Noise Here, 1991) +
From Eat That Question Theme by Frank Zappa (include filmato tratto da The Yellow Shark, prove e show a Barcelona 1988)
Prima del documentario “Zappa” (realizzato dal regista Alex Winter), il documentarista tedesco Thorsten Schütte ha realizzato, nel 2016, un’opera indipendente: “Eat That Question: Frank Zappa in his own words” (distribuito da Sony Pictures Classics). Schütte, a differenza di Winter, non ha avuto accesso al leggendario archivio di materiale audio e video della famiglia Zappa, ma è riuscito comunque a documentare con grande precisione le apparizioni pubbliche più significative di Frank. La musica viene usata come stacchetto solo per voltare pagina: nessuna intervista a vecchi compagni di band, nient’altro che Zappa in persona che parla di politica, cultura, filosofia, vita familiare e musica. Apparizioni in qualità di ospite a talk show, deposizioni davanti al Senato degli Stati Uniti, spezzoni di programmi musicali americani ed europei: tutte occasioni per ricevere il messaggio zappiano direttamente da Frank in persona senza alcuna intermediazione. Si tratta di un lungo montaggio di tante piccole performance verbali del genio della musica. In questo documentario, Zappa dimostra anche di essere uno strano tipo di conservatore. Racconta di quanto fossero politicamente confusi e violenti gli studenti tedeschi in rivolta nella Berlino Ovest del 1968. I leader studenteschi avevano invitato Zappa ad andare ad appiccare un incendio ad una base Nato lì vicino e Frank aveva risposto con una domanda: siete pazzi o cosa? Da lì erano cominciate le contestazioni e gli incidenti durante il concerto. Viene documentata anche l’avventura di Zappa in veste di Ambasciatore Culturale e Commerciale degli Stati Uniti nella Cecoslovacchia di Vaclav Havel. Un’avventura da sogno hippy che fu bruscamente interrotta dal Segretario di Stato americano James Baker, il quale disse più o meno ad Havel: “Puoi scegliere se intraprendere regolari rapporti con gli Usa oppure intraprenderli con Frank Zappa, decidi tu”. “Eat That Question” è il ritratto fedele di un uomo libero, scomodo, controcorrente, postmoderno, sempre un po’ a disagio con il resto dell’umanità, estremamente intelligente e fondamentalmente solipsista (individualista).
Questo film documentario è uno sguardo in profondità nella vita e nell’opera di avanguardia musicale di Frank Zappa. E’ un ritratto di Zappa fatto attraverso un montaggio serrato di interviste (anche rare) rilasciate in 30 anni di carriera sui temi più disparati, dal rapporto col pubblico alla lotta contro la censura. Frank ci parla di se stesso. Il fenomeno Zappa viene, dunque, ricostruito attraverso registrazioni sonore e filmati creduti persi, provenienti da Europa, America, Asia e Australia. Interviste e performance sono state scrupolosamente raccolte dal regista Thorsten Schutte dagli oscuri archivi delle stazioni televisive di tutto il mondo. E’ possibile seguire Zappa dalla giovinezza al periodo dell’intrepido ‘mostro’ fino ai suoi ultimi giorni in cui non ha mai smesso di creare e produrre. Zappa si mostra come un workaholic, un maniaco del lavoro, perfezionista, meticoloso, un compositore carismatico, intransigente, che non ha mai rinunciato a dire la sua e ad esprimere le sue idee e convinzioni, con tutta l’intenzione di liberare il pubblico da ogni conformismo. Schütte ha lavorato per diversi anni su questo film documentario ricevendo il supporto di Gail, la moglie di Frank Zappa, nel 2008, beneficiando anche del coinvolgimento di figli del musicista. I produttori esecutivi del documentario risultano essere, oltre a Thorsten Schütte, Gail e Ahmet Zappa.
Dweezil Zappa ha commentato così il film documentario: “Eat that question raccoglie percezioni e concetti disparati e li unifica in un film avvincente, espresso con le parole di mio padre. E’ una straordinaria lezione di storia e funge da porta d’accesso alla sua mente musicale”.
Eat that question: il brano tratto dall’album The Grand Wazoo
Eat that question è anche un brano strumentale tratto dall’album The Grand Wazoo, che si rifà all’ipercreatività di Uncle Meat. La traccia base era, inizialmente, una semplice improvvisazione di George Duke. L’orchestrazione è scritta intorno a questo interludio e gonfiata con una sequenza di percussioni che evoca lo scontro cerimoniale delle armature.
Estratto dal documentario realizzato da Jérôme Laperrousaz e Jean-Noël Roy (Actuel Amougies Festival 24-28 ottobre 1969, Belgio)
Il primo Actuel Paris Music Festival è stata una rivoluzione musicale, ha incluso tutti i generi musicali che coinvolgono nuovi musicisti e compositori di oggi. Il festival è stato un progetto audace fin dall’inizio, concepito con ottimismo ed eseguito con successo nonostante le notevoli difficoltà per gli sponsor, i partecipanti al festival, lo staff tecnico e il pubblico – a causa del brutto tempo di fine ottobre nei freddi e umidi boschi di Kluisberg in Belgio. Il fatto che sia stato un successo (oltre 75.000 presenze in 5 giorni) dimostra che il pubblico è pronto ad ascoltare questo tipo di musica e, come le masse di Woodstock, è disposto a fare sacrifici per entrare in un ambiente musicale veramente rappresentativo del loro gusto. Il pubblico era venuto principalmente per ascoltare i gruppi heavy rock, ma ha abbracciato i gruppi jazz e jazz rock con crescente entusiasmo.
L’Actuel Music Festival of Jazz, Rock e New Music era originariamente previsto a Les Halles di Parigi. Sarebbe stato il primo festival del genere a Parigi e tutti i contratti di pubblicità anticipata e di esecuzione erano stati stipulati con Parigi come sede del festival. Poi, la polizia di Parigi ha posto il veto alla capitale francese come sede del festival. La polizia non è stata certamente scoraggiata dall’adottare questa misura energica dai vari promotori locali affermati, case discografiche e corporazioni televisive che non erano particolarmente ansiosi di vedere “happening” competitivi né desideravano che nuova linfa entrasse nel tradizionale ambiente dello spettacolo piuttosto chiuso a Parigi.
Il primo Actuel Paris Music Festival si è svolto in esilio, in una tenda vicino alla cittadina di campagna belga di Amougies. Questa cittadina di confine franco-belga, solitamente tranquilla, ha conquistato un posto fisso negli annali della stampa europea e nella mente dei giovani giunti da tutto il continente per partecipare alla maratona musicale di cinque giorni. A causa di circostanze fuori controllo, il festival si è evoluto in una sorta di Woodstock continentale, con alcune modifiche molto importanti.
La gente proveniva da Inghilterra, Olanda, Belgio ed altri paesi assortiti. Provate ad immaginare automobili, autobus e veicoli d’ogni genere che trasportano gruppi rock e i loro cumuli di attrezzature che sobbalzano per tutta la campagna; automobilisti che chiedono, in molte lingue, la strada per Tournai, in Belgio, e poi scoprono, una volta arrivati, che il festival si trova ancora più lontano, ad Amougies.
Fin dall’inizio, il festival è stato uno sforzo enorme, quasi impossibile da produrre anche in condizioni ideali. Era prevista l’apparizione di oltre 50 gruppi, con spettacoli di luci, in cinque giorni, con un costo di ingresso di circa 10 franchi (meno di $ 2) per spettacolo. Una quasi cancellazione del festival è avvenuta appena cinque giorni prima dell’apertura, rendendo necessario il trasferimento all’ultimo minuto di tutto nella sede in Belgio.
Se si poteva dire che un singolo individuo rappresentasse lo spirito di coloro che partecipavano al Festival, questo era il suo co-conduttore, Frank Zappa. Trasudando intelligenza, arguzia e ironia, Zappa sfrecciava in giro affascinando chiunque lo vedesse e diventando amico di tutti. Era in macchina, accompagnava il sassofonista Roland Alexander a Bruxelles al suo arrivo in Europa. Zappa ascoltava il jazz d’avanguardia con lo stesso rapito interesse del rock e con innocenza infantile sedeva nel gruppo di Archie Shepp. Era seriamente interessato a chiunque lo avvicinasse con domande.
Nessuno capisce il ritmo” si lamentò Zappa in un rap con Burton Greene sul bus della band. “La maggior parte delle persone non sa cosa sta ascoltando e alcuni musicisti non sanno cosa stanno suonando”. Burton acconsentì, e poi aggiunse: “Quando suono, sono io quello che incasina i miei arrangiamenti”.
Frank fece amicizia con molti musicisti jazz. “Ragazzi, suonerete stasera?” interrogò Dave Burrell e Clifford Thornton, tremando nella tenda della musica non riscaldata una mattina. “Sì… qualche volta” risposero. Zappa ha restituito uno sguardo saggio e comprensivo. “Sì” disse dolcemente prima di andarsene.
La maggior parte delle persone che si sono prese la briga di arrivare a questo festival sono venute per un unico scopo: la musica. E c’era molta musica, ce n’era anche troppa (circa 12 ore a notte) – molta, fortunatamente ottima.
I gruppi rock più famosi sono stati probabilmente i Pink Floyd e sicuramente i Colosseum con il forte accompagnamento e l’assolo alla batteria di John Hiseman. Hanno dimostrato di essere uno dei gruppi più forti in circolazione e il loro debutto negli Stati Uniti programmato all’inizio di quest’anno è stato qualcosa di super atteso.
Il 25 luglio 1970 si tenne a Valbonne il Riviera Festival organizzato da Music Evolution. Per l’occasione, Frank Zappa si presentò da solo, senza i Mothers of Invention. Suonò in una jam session jazz-rock e groovy, in quartetto con Jean-Luc Ponty (violino), Aldo Romano (batteria) e Alby Cullaz (basso). che si rivelò eccezionale.
La traccia contiene una prima jam, King Kong ed altre due jam.
Di seguito, il programma di Riviera Festival:
Ame Son
Amon Duul II
Brigitte Fontaine
Daevid Allen
Frank Zappa
Gong
Ihre Kinder
Iron Butterfly
Jean-Luc Ponty
King Harvest
Moving Gelatine Plates
Red Noise
Swegas
The Mothers of Invention
Warm Dust
Circola un manifesto falso che mescola informazioni su due diversi festival (date un’occhiata all’ultima immagine, è un fake). Si tratta di una modifica che riprende parte del manifesto originale di Valbonne (Festival della Riviera) tenutosi nel luglio 1970.
Il Festival di Biot (noto come Popanalia) fu organizzato nell’agosto del 1970 da Actuel e RTL: in questa occasione, non era in programma nessun concerto di Frank Zappa. Gli organizzatori furono sopraffatti dalla folla: erano attese 3.000 persone, ne sono arrivate oltre 30.000. Per questo motivo, il festival fu interrotto prematuramente (poche ore dopo l’inizio) nella più totale confusione. Tutti gli artisti erano stati pagati ma non c’era alcuna tutela. Il festival era stato organizzato in un anfiteatro naturale, che fu invaso da gente non intenzionata a pagare il biglietto. La gente del paese e dintorni vide, con due giorni di anticipo, le tribù hippie intenzionate a partecipare al festival e a divertirsi senza spendere un soldo. Soltanto Joan Baez (arrivata prima), Country Joe e qualche assistente accettarono, alla fine, di suonare.
Ecco il programma del Festival di Biot (Popanalia):
Alan Jack Civilization
Alan Price
Ame Son
Archie Shepp
Art Ensemble of Chicago
Country Joe & The Fish
Daevid Allen
Don Cherry
Eric Clapton
Gong
Joan Baez
Kevin Avers and the Whole World
King Crimson
Pink Floyd
Soft Machine
Sonny Sharrock
Spencer Davis
The Moody Blues
The Plastic Ono Band
Traffic
Cosa significa per te l’esperienza con Jean-Luc Ponty?
“È il primo musicista francese con cui ho lavorato, il secondo violinista e il terzo jazzista. Immagino che tutto questo significhi qualcosa nella mia evoluzione musicale”. (Frank Zappa, Extra, febbraio 1971)
Jean-Luc Ponty è arrivato sul palco con il suo piccolo violino rosso e ha scatenato una sconcertante orgia sonora offrendo al pubblico, attraverso la brillantezza del suo modo di suonare, la ricchezza dei suoi suoni e lo stimolo che ha portato al gruppo, i migliori momenti del concerto. Tutti, in quei momenti, iniziarono a rimpiangere che questa riunione con i Mothers fosse solo effimera.
“Jean-Luc è un musicista meraviglioso, ma non credo che dovrebbe far parte di una band. Ha troppo da dire per limitarsi così, deve assolutamente fare di testa sua” ha commentato Frank Zappa.
Frank Zappa era allergico alle persone normali, non voleva bambini ordinari. Ai 4 figli, Zappa permise di imprecare e rivolgersi ai loro genitori come Frank e Gail.
Gli altri bambini invidiavano la loro libertà ma vivere sotto il tetto di Frank significava accettare le sue condizioni. Visto che era notturno, “la cena poteva essere a base di frittelle e la colazione a base di manzo alla Stroganoff”, ricorda Ahmet. “Era tutto fatto su misura per lui.”
Quando Zappa lasciava che una groupie si trasferisse nel seminterrato, tutti dovevano accettarlo.
Non gli piaceva guidare e Gail doveva andare a prenderlo alle prove in piena notte, costretta a svegliare i bambini per portarli con sé.
Tutto passava in secondo piano alla musica, anche i suoi figli. Sua figlia Moon Unit aveva talmente bisogno di vederlo che gli ha scritto un biglietto proponendogli di “stare insieme professionalmente”. Finirono per produrre l’unico successo nella Top 40 della carriera di Zappa, “Valley Girl”.
“Frank è uno dei nostri migliori compositori ma, di solito, è visto più come un musicista rock & roll. Ha della musica incredibile che molte persone non conoscono nemmeno”.
(George Duke, International Musician And Recording World, giugno 1985)
(estratto da un articolo scritto da Frank Zappa su Hit Parader, n. 48, aprile 1970)
“Ecco un breve riassunto dei 5 anni di sperimentazione e sviluppo musicale dei Mothers.
Nel 1965 si formò un gruppo chiamato The Mothers of Invention.
Nel 1966, i Mothers realizzarono un disco che diede inizio ad una rivoluzione musicale. Hanno inventato la musica underground, l’album rock double fold e il concept album. I Mothers hanno mostrato la strada a dozzine di altri gruppi (tra cui i Beatles e i Rolling Stones) con le loro sperimentazioni in un’ampia gamma di stili e mezzi musicali.
Le Madri, in termini di pura musicalità, presentazione teatrale, concetto formale e pura assurdità, hanno dimostrato all’industria musicale che era davvero possibile dare alla musica elettrica una valida espressione artistica.
Nel 1967 (da aprile ad agosto), il Garrick Theatre di Bleecker Street a New York fu devastato da bombe di ciliegie, verdure ammuffite, panna montata, giraffe ripiene e rane di plastica, il tutto ben organizzato in quello che oggi la gente chiamerebbe probabilmente un “musical tribale dai capelli lunghi Love Rock”. I Mothers lo chiamarono “Pigs & Repugnant: Absolutely Free” (un musical off-Broadway). Nel suo terzo mese uscì “Hair”.
I Mothers sono stati la prima big band elettrica. Hanno aperto la strada all’uso di strumenti a fiato amplificati e/o modificati elettronicamente… suonavano di tutto, dall’ottavino al fagotto. Sono stati i primi ad utilizzare il pedale wah wah sulla chitarra, i fiati e gli strumenti elettrici a tastiera. Hanno gettato alcune delle basi teoriche che hanno influenzato la progettazione di molti dispositivi elettro-musicali prodotti e commercializzati.
I Mothers sono riusciti ad esibirsi in tempi in chiave alieni e bizzarri climi armonici con una tale facilità che ha portato molti a credere che tutto stesse accadendo in 4/4. Attraverso l’uso di procedure normalmente associate alla “musica seria” contemporanea (tecniche di percussione insolite, musica elettronica, uso del suono in blocchi, fili, fogli e vapori), le Madri hanno saputo indirizzare l’attenzione di un gran numero di giovani al lavoro di molti compositori contemporanei.
Nel 1968, Ruben Sano alzò la sua immensa mano guantata di bianco, fece “snat!” le sue dita! e subito nacque Neo-Greaser Rock. E’ stato pubblicato un singolo dall’album del boss di Ruben (“Cruisin’ With Ruben & The Jets”) chiamato “Deseri”. È stato riprodotto su molte stazioni AM (salendo al numero 39 della Top Forty al KIOA di Des Moines, Iowa) fino a quando non è stato scoperto che Ruben & The Jets erano, in realtà, i Mothers sotto mentite spoglie.
Nel frattempo, le cosiddette stazioni FM underground potevano vantarsi di riprodurre gli album di The Mothers of Invention sulle loro stazioni lanciando alcuni tagli di “Freak Out” tra il flusso costante di importanti numeri blues.
E poi, naturalmente, c’era “Uncle Meat”, registrato back to back con “Ruben & The Jets” (una procedura di produzione alquanto insolita). Nonostante la qualità musicale dell’album, ciò che ha attirato l’attenzione è stato il fatto che erano incluse diverse parole di uso comune in sezioni di dialogo schietto.
E’ in attesa di pubblicazione una raccolta di 12 album completi della musica dei Mothers, una mostra retrospettiva del lavoro più interessante del gruppo, che copre un arco di tempo da due anni prima della formazione effettiva dell’ensemble fino all’agosto 1969. La raccolta include documentari dalle prime prove fino alle più recenti esibizioni dal vivo del gruppo negli Stati Uniti e in Europa, alcune delle quali diventate leggendarie. Per le persone che hanno a cuore le esplorazioni musicali dei Mothers (e anche per coloro a cui non importa e che desiderano essere semplicemente intrattenuti), questa raccolta si rivelerà di grande interesse”.
Lo stesso articolo compare nella rivista IT, 9-24 aprile 1970 con la seguente aggiunta:
Nella pubblicazione di cui sopra, Zappa ha mostrato la sua delusione per aver dovuto chiudere la band. Mostra la sua tristezza per il fatto che il suo vecchio slogan “nessun potenziale commerciale” si sia alla fine rivelato vero e la sua rabbia per la totale mancanza di sostegno pubblico alla sperimentazione musicale (il termine ‘musica underground’ ora è solo una campagna pubblicitaria per banalità prodotte da gruppi trash che possono fare un blues di 12 battute). Zappa ha ragione: nessun gruppo veramente underground è diventato grande né ha avuto il sostegno e l’incoraggiamento del pubblico ovunque su larga scala o ha avuto una casa discografica comprensiva.
Le Madri sono andate. È estremamente improbabile che si riformino e Frank lo sa. Anche se lo facessero, i rigori delle prove e la quantità di tempo necessaria per rimetterli in forma renderebbero impossibile raggiungere il vecchio standard. Ora sono separati, l’onere finanziario di un gruppo di 8 elementi più i gestori di attrezzature è troppo grande per il loro reddito (concerti e vendite di dischi). Tuttavia, i nastri esistono e sono nastri meravigliosi. Memorizzati nel suo studio nel seminterrato, Frank ha nastri di se stesso con Captain Beefheart registrati nel 1964 (cantando canzoni sporche e suonando numeri alla Rolling Stones, ma strani). Ha incredibili nastri dal vivo dei Whisky-A-Go-Go, incluso quello della notte in cui sono stati “scoperti” da Herb Cohen. Nastri di concerti in Florida dove una groupie è salita sul palco con loro e ha fatto una gara di ballo con i Motorhead per un premio di 20 dollari, nastri da tutta Europa, non solo in concerto ma dialoghi in camerini, registrazioni in viaggio, in pullman, sale d’attesa aeroportuali, prove, ecc. Alcune cose sono davvero fantastiche.
Gran parte di questo materiale Zappa non può effettivamente usarlo a meno che Warner Bros e MGM non abbiano fatto un accordo o un rilascio congiunto perché il contratto dei Mothers con MGM specificava l’esclusività del materiale, il che significa che Zappa non può pubblicare altre versioni di canzoni che sono sugli album MGM e sugli album della Warner Bros. Quindi è improbabile che alcune delle incredibili versioni live di “Brown Shoes Don’t Make It” raggiungano le tue orecchie (a meno che i fan non scrivano molte lettere alla Warner Bros.).
Alcuni dei nastri sono stati assemblati in un magnifico album incontaminato appena pubblicato chiamato “BURNT WEENIE SANDWICH”. L’album abbraccia l’intera gamma del genio musicale di Zappa ed è il collage di nastri più complesso mai pubblicato, Zappa ha passato centinaia di ore a montare insieme i pezzi del nastro (dissolvenze, sovraincisioni, backup di due diverse esecuzioni, ecc.) per creare due lavori molto lunghi e alcuni più brevi, letteralmente inseriti tra due successi degli anni ’50. La musica degli anni ’50 rappresenta ancora per Zappa il massimo della musica ghiandolare dinamite. Iniziamo con una versione di WPLJ e finiamo con un numero rock di combo per adolescenti suonato per la prima volta da Jackie & the Starlites, chiamato ‘Valerie’.
‘Theme from Burnt Weenie Sandwich’, ‘Igor’s Boogie, Phase 2’ fino ad ‘Aybe Sea’ rappresentano una visione caleidoscopica in continua evoluzione di colori, riferimenti temporali, stati d’animo, emozioni, sfumature. . . E’ una fusione quasi alchemica dei frammenti per rendere il tutto qualcosa di molto più grande dei pezzi originali tagliati.
Zappa suona deliberatamente stonato per ottenere il feeling anni Cinquanta. In tutto questo album, la pura brillantezza della musicalità dovrebbe accenderti anche se (per qualche strana ragione) non come la musica.
“Non ho intenzione di venire in Europa. Di certo non con una rock band.”
Beh, non puoi farci questo!!! Se non con una rock band, allora con chi?
“Forse con un’orchestra sinfonica. Mi sembra che l’Europa sia un po’ malata. La gente vuole solo vedere le teste blu sul palco e poche persone capiscono la musica vera di questi tempi. Che Europa! Ad esempio, ho incontrato un nuovo organizzazione in Germania. Il loro slogan è “Ausländer raus” /stranieri fuori. È incomprensibile per me, dopotutto, la cultura di ogni nazione è arricchita dall’afflusso di stranieri e naturalmente lo stato che resiste a questo afflusso degenera. Qui non lo so. In America siamo tutti stranieri.”
Quindi pensi che il Nuovo Mondo sia migliore e più ricco di possibilità dell’Europa?
Dopo The Turtles, hai fatto una svolta di 180 gradi. Tu e Mark vi siete uniti ai Mothers 0f Invention come Flo & Eddie. Ad alcuni può sembrare un abbinamento incongruo.
“Frank sapeva sempre qualcosa che nessun altro sapeva. Poteva vedere il futuro. Negli anni ’70 è stato il primo ragazzo a dirci: “Aspettate e vedrete, nessuno entrerà in una band. Ci saranno questi supergruppi in cui un ragazzo di questo gruppo, un ragazzo di questo gruppo e un ragazzo di questo gruppo si riuniranno e faranno vera musica. In ogni band c’è solo un vero musicista e quando quei musicisti si uniranno per fare musica sarà incredibile e questo è il futuro”. Questo è ciò che pensava. So perché voleva me e Mark nella band. Voleva aggiungere una sensibilità pop ai Morhers che erano sempre stati scartati come la band meno suonabile nella musica. Quindi, quando ha saputo che i Turtles si erano sciolti – eravamo suoi amici – ci ha chiesto di unirci. I musicisti della band di Frank erano scioccati. Quando siamo entrati in quella prima prova, Jeff Simmons ha guardato George Duke, Ian Underwood e Aynsley Dunbar, e ha detto: “Cosa diavolo sta facendo Frank?”. Sapevano che avrebbe fatto un’audizione per nuovi cantanti. Sapevano che ci sarebbe stato un nuovo gruppo di Mothers che avrebbe realizzato il film 200 Motels destinato all’Europa. Stavano aspettando chiunque entrasse dalla porta e pensavano che potesse essere qualcuno come Gregg Rolie [Santana] ma nei nostri confronti c’era tanto scetticismo. “Frank, che cazzo stai facendo? Quelli non sono i ragazzi giusti! Sono degli idioti del pop e faranno crollare la band”. Frank rispose: “Non credo, penso che sappiano cosa stanno facendo”. Aveva ragione.
Abbiamo persino messo in dubbio la sua sanità mentale in quel momento, così come il pubblico per i primi spettacoli in Arizona e in Europa. Poi hanno capito cosa intendeva. Non erano tanto i primi spettacoli in cui dovevamo fare quello che avevano fatto i musicisti degli altri Mothers Of Invention, ovvero cantare nuovi arrangiamenti del materiale di Frank.
Abbastanza rapidamente è diventato un gruppo affiatato che aveva superato un sacco di ostacoli insieme: l’incendio a Montreaux, in Svizzera, i tour europei, le orge di Berkeley. Tutte queste cose che Frank non aveva fatto con le altre sue band: adesso era diverso. Stavamo condividendo esperienze di fan e lui si stava sballando con noi. È stato molto diverso e sono entusiasta di aver fatto parte di quell’era: è finita in fretta e la sua sfiducia per l’umanità è tornata alla grande dopo quell’incidente in Inghilterra dove è rimasto gravemente ferito. Non è mai stato più lo stesso ed è tornato ad essere il cinico che era stato prima di questa intimità. Non credo che nessun membro della band sia riuscito a permearlo di nuovo. So che alla fine della sua vita ci ha chiesto di tornare. Abbiamo ricordato e parlato, ma era vicino a quel gruppo di Mothers Of Invention e dopo non sono mai più stati davvero i Mothers of Invention. Era diverso”.
Le band djent (genere metal moderno) sono state direttamente influenzate da Frank Zappa?
Band come Rush, Voivod, King Crimson, Dream Theater, Porcupine Tree, Tool, Mastodon, Persefone, Native Construct, Yes, Traffic, ecc.
Domanda più diretta: FRANK ZAPPA HA INVENTATO I RIFF DJENT?
Steve Vai, diventato famoso grazie a Zappa, ha potuto permettersi il lusso di chiedere a Ibanez di realizzare alcune idee di chitarra non convenzionali, tra cui la 7 corde che Korn, Messugah, LB e molto NuMetal hanno ripreso.
In un certo strano modo, dobbiamo ringraziare Frank Zappa per i riff Djent. Tutte le band Djent sono state influenzate da Zappa anche se non lo sanno.
Zappa è andato oltre.
Le parti ritmiche del metal moderno (djent) hanno la particolare caratteristica del ritmo incrociato o spostamento ritmico.
Il termine ‘poliritmo’ viene spesso associato al ritmo incrociato ma esistono delle differenze che hanno a che fare con la suddivisione del ritmo.
La musica di Frank Zappa è caratterizzata da una forte poliritmia: ha impiegato gruppi irregolari all’interno di un tempo usato come chiave comune (vedi Black Page 2).
La poliritmia non viene usata abitualmente dalle moderne band metal.