Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • I concerti di “Run of Rust Belt” raccolti nel cofanetto “Zappa/Erie”

    Zappa/Erie

    “Zappa/Erie” è un set composto da 6 CD contenente 3 concerti completi dal 1974 al 1976 e 7 ore di musica inedita.

    E’ un pezzo di storia: una serie di spettacoli in cui Zappa e la sua band (3 diverse formazioni) si sono esibiti al confine tra Pennsylvania e Ohio.

    Un periodo d’oro di 3 anni che ha prodotto tre LP classici: Over-Nite SensationApostrophe (‘) e One Size Fits All.

    Sono complessivamente 71 i brani presenti su Zappa/Erie oltre ad inediti estrapolati dal caveau di Zappa.

    I 6 CD sono arricchiti da momenti salienti di altri concerti di Zappa dell’epoca. 

    Zappa/Erie include anche poster dei concerti, foto degli spettacoli ed altro ancora.

    Zappa/Erie Tracklist

    CD 1: LIVE FROM EDINBORO, PA – MAY 8, 1974
    1. “Someone Has Just Asked Me…”
    2. Cosmik Debris
    3. Pygmy Twylyte
    4. The Idiot Bastard Son
    5. Cheepnis
    6. Inca Roads
    7. Montana
    8. Dupree’s Paradise (Intro)

    CD 2: LIVE FROM EDINBORO, PA – MAY 8, 1974 (Cont’d)
    1. Dupree’s Paradise
    2. It Can’t Happen Here
    3. Hungry Freaks, Daddy
    4. You’re Probably Wondering Why I’m Here
    5. How Could I Be Such A Fool
    6. I Ain’t Got No Heart
    7. I’m Not Satisfied
    8. Wowie Zowie
    9. Let’s Make The Water Turn Black
    10. Harry, You’re A Beast
    11. The Orange County Lumber Truck
    12. Oh No
    13. Son Of Orange County
    14. More Trouble Every Day 1
    5. Camarillo Brillo

    CD 3: BONUS TRACKS: LIVE FROM SOUTH BEND, IN – MAY 12, 1974 (1-2)LIVE FROM ERIE, PA – NOVEMBER 12, 1974 (3-14)
    1. Montana
    2. Get Down
    3. Tush Tush Tush (A Token Of My Extreme)
    4. Stink-Foot
    5. RDZNL
    6. Village Of The Sun
    7. Echindna’s Arf (Of You)
    8. Don’t You Ever Wash That Thing?
    9. Penguin In Bondage
    10. T’Mershi Duween
    11. The Dog Breath Variations
    12. Uncle Meat
    13. Building A Girl
    14. Dinah-Moe Humm

    CD 4: LIVE FROM ERIE, PA – NOVEMBER 12, 1974 (cont’d)
    1. I’m Not Satisfied
    2. Montana
    3. Dupree’s Paradise (Intro)
    4. Dupree’s Paradise
    5. Don’t Eat The Yellow Snow
    6. Tush Tush Tush (End Vamp)
    7. Oh No
    8. Son Of Orange County
    9. More Trouble Every Day

    CD 5: LIVE FROM ERIE, PA – NOVEMBER 12, 1976 (1-7) LIVE FROM TOLEDO, OH – NOVEMBER 13, 1976 (8) LIVE FROM ERIE, PA – NOVEMBER 12, 1976 (9-12)
    1. The Purple Lagoon
    2. Stink-Foot
    3. The Poodle Lecture
    4. Dirty Love
    5. Wind Up Workin’ In A Gas Station
    6. Tryin’ To Grow A Chin
    7. The Torture Never Stops
    8. City Of Tiny Lites
    9. Pound For A Brown
    10. You Didn’t Try To Call Me
    11. Rudy Wants To Buy Yez A Drink
    12. Would You Go All The Way?

    CD 6: LIVE FROM ERIE, PA – NOVEMBER 12, 1976 (cont’d) (1-11)
    BONUS TRACKS: LIVE FROM MONTREAL, QC, CANADA – NOVEMBER 10, 1976 (12) LIVE FROM TOLEDO, OH – NOVEMBER 13, 1976 (13-14)
    1. Black Napkins
    2. Terry’s Erie ’76 Solo
    3. Patrick’s Erie ’76 Solo
    4. Wonderful Wino
    5. The Purple Lagoon (Outro)
    6. Stranded In The Jungle
    7. Dinah-Moe Humm
    8. The Purple Lagoon (Outro)
    9. Camarillo Brillo
    10. Muffin Man
    11. The Purple Lagoon (Outro)
    12. You Didn’t Try To Call Me
    13. Black Napkins
    14. The Purple Lagoon (Outro)

  • FZ più riservato sotto lo sguardo vigile di John Smothers

    Frank Zappa e la sua guardia del corpo John Smothers

    Nel suo hotel londinese, il Dorchester, Zappa ha fatto da ospite, circondato da nastri e dispensando scotch sotto lo sguardo vigile della sua guardia del corpo calva e muscolosa, John Smothers.

    Prima della triste vicenda in cui è stato spinto da un palco londinese subendo gravi ferite, Frank Zappa era un allegro narratore che avrebbe regalato storie difficilmente credibili di Wild Man Fischer, di pervertiti di Los Angeles e di idiosincrasie dei suoi colleghi musicisti. Da allora, è diventato molto più riservato, almeno durante le sue rare visite a Londra.

    (Melody Maker, 19 febbraio 1977)

    Frank Zappa e John Smothers
  • Dichiarazioni di Alex Winter su Frank Zappa

    Alex Winter su Frank Zappa

    “Non era un artista frainteso, ha avuto così tanto successo durante la sua vita. Se c’era qualche confusione su chi fosse, se l’è procurata lui stesso. A Zappa piaceva essere contraddittorio e difficile da definire. È stata una decisione molto consapevole da parte sua quella di fuorviare il suo pubblico”.

    (Alex Winter)

    “Ho letteralmente passato anni in quell’archivio. Mi sono imbattuto nelle cose più pazze. Ad esempio, sapevi che ha registrato una colonna sonora per il film horror The Fly che non è mai stata utilizzata? Molto dissonante, ma fantastico”.

    “Zappa non faceva parte di un movimento. Ha preso in giro gli hippy o la scena artistica di New York, non perché li disprezzasse, ma perché non voleva classificare le persone. Era interessato a chi erano veramente le persone, non all’etichetta artificiale sotto la quale erano collocate. Ecco perché ci sono così tanti fraintendimenti su di lui: si diceva che fosse un musicista classico frustrato, oppure che disprezzava il rock. Tutte sciocchezze. Zappa era completamente libero dai confini dei generi. Si è tuffato in tutto e lo ha fatto con grande abilità”.

    “Puoi attribuire tutte le sue oscenità e gli insulti di Frank ad un’allergia alla stupidità. La vedeva intorno a sé: nella politica, nel mondo della musica e nella società americana”.

    (Alex Winter, Revu, 16 giugno 2021)

    “Frank Zappa ha registrato una colonna sonora per il film horror The Fly che non è mai stata utilizzata. Molto dissonante, ma fantastica”. (Alex Winter)

    (Revu, 16 giugno 2021)

  • FZ: il rifiuto della cultura della droga

    Frank Zappa rifiuta la cultura della droga

    Zappa era molto antidroga. Odiava gli hippy. Non voleva andare a San Francisco e far parte del movimento Haight. Si ribellò alla Warhol Factory e ai Velvet Underground. Il suo era un rifiuto della cultura della droga.

    “Senti, se hai intenzione di essere uno di questi idioti drogati e hippie, non ti voglio nella mia band” diceva.

    Frank semplicemente non voleva far parte della ‘banda’ di nessun altro. Se avesse capitolato in qualche modo ai movimenti o alla commercializzazione, ciò avrebbe diluito l’autenticità del suo lavoro e della sua persona. 

    Frank Zappa si è distinto come acceso promotore di campagne antidroga aiutate anche da un suo celebre pezzo, “Drafted Again”, accompagnato dalla frase “Lascia stare il mio naso!”.

    La frase si riferisce alla collusione dello Stato con il narcotraffico e alla cocaina passata dal Governo ai soldati in Vietnam.

  • FZ: il suo primo amore è stato il cinema

    Frank Zappa e la passione per il cinema

    Frank non ha mai ascoltato musica seriamente fino all’età di 13 anni eppure, in qualche modo, è diventato Frank Zappa.

    Il suo primo interesse artistico è stato il cinema.

    Ha iniziato a girare e tagliare film molto giovane e l’ha fatto in modo molto artistico, poi si è avvicinato rapidamente alla musica. Aveva ciò che si definisce il genio artistico ma ha anche lavorato molto duramente. Era autodidatta ma non solo: andava in biblioteca, ascoltava gli insegnanti… Aveva un insegnante di musica classica al liceo, poi ha scoperto il rock, il doo-wop, ecc.

  • FZ: “possiamo dare ai giovani un mucchio di informazioni nuove…

    Frank Zappa e i giovani

    Negli Stati Uniti, ma anche nelle altre parti del mondo, la maggior parte dei giovani che ascoltano musica pop non hanno mai visto un’orchestra. A malapena sanno cos’è. E se mai ne hanno vista una è stato in televisione, in formato 45×35 cm. Non conoscono le orchestre, non conoscono il jazz né la musica sinfonica. Conoscono solo il rock ‘n roll. Ora visto che combiniamo musica sinfonica, jazz e brani parlati del teatro dell’assurdo, trasportando il tutto su una base rock ‘n roll, possiamo dare a questi giovani un mucchio di informazioni nuove”.

    L’humor i contrasti fra le parole, le frasi che si incastrano, il linguaggio sempre manipolato, reinventato, i pensieri mordaci fanno parte di una riserva a lungo premeditata per captare l’attenzione, non lasciare che si addormenti, mantenerla sempre viva, pronta, lontana da ogni sistema di riferimento.

    I vestiti colorati, i capelli scarmigliati, le smorfie sono state anch’esse premeditate, studiate per un certo fine: presentare un insieme che tenga, che conservi una certa unità di tono e traduca la volontà del compositore di sorprendere, di provocare uno stato di coscienza che liberi per un momento da ogni abitudine di visione, di ascolto, di sensibilità.

    La confezione dei dischi è curata per attirare l’attenzione di un certo tipo di clientela, puro richiamo dato dalle leggi della comunicazione visiva, ma anche per rappresentare graficamente quello che si trova all’interno.

    Zappa all’inizio se ne preoccupava in prima persona facendo del collage e dell’anti messaggio come sul retro della copertina dell’album Freak Out: «Questi Mothers sono pazzi, non piacciono a nessuno nella mia scuola, soprattutto da quando il prof. ci ha spiegato il significato delle parole delle loro canzoni. Firmato Suzy Crealcheese».

    Insomma, ieri come oggi per Zappa il potere è nell’immaginazione; la musica non fa che scorrere per quell’ipotetico itinerario, poi chi ha gli strumenti per capire l’operazione tira le somme, altrimenti è la stessa cosa.

    (Popster, aprile 1978)

  • Il progetto sfumato tra PFM e Frank Zappa

    L'incontro tra Frank Zappa e la PFM

    Tra il 1977 e il 1978 avrebbe potuto concretizzarsi una collaborazione rock storica tra Frank Zappa e la PFM guidata all’epoca da Franz Di Cioccio e Franco Mussida con Bernardo Lanzetti alla voce.

    Le session di “Jet Lag”, registrato a Bel Air, fecero entrare in contatto la band con il leader dei Mothers of Invention.

    “L’idea scattò quando venimmo a sapere che Frank Zappa era a Londra… A Frank piaceva molto la nostra band e avevamo stretto un rapporto di reciproca stima. Ci aveva perfino invitato alle sue prove e, quando Zappa ti invita alle prove, significa che ti stima come musicista” raccontò Di Cioccio.

    Di Cioccio raggiunse Frank sulle sponde del Tamigi: “Mi ricevette nel suo hotel, in una suite grandissima. Gli mostro i testi di ‘Passpartù’, molto ironici, raccontavano storie abbastanza surreali (‘I Cavalieri del tavolo cubico’, ‘Sulla mosca e sui dolci’, ‘Tramo le trame blu’, ‘Svita la vita’). Spiego a Frank che vorrei coinvolgerlo per dare una sterzata al disco. Lui voleva capire bene i nostri lavori. Inizio a tradurre ‘I Cavalieri del tavolo cubico’. A un certo punto lui mi guarda con aria strana: ‘Cubico? Ma non era la tavola rotonda?’. ‘Sì, ma questa è una trasposizione ironica di quella storia.’. Lui mi guarda un po’ stupito e poi gravemente mi dice: ‘Sì, lo vedo.’”.

    Di Cioccio iniziò a temere che Frank lo considerasse un matto: “E che lo pensasse Frank Zappa era un tutto dire”.

    Passa a tradurre un testo blues ermetico. “Diceva pressappoco: ‘Questa sera il grande spirito del blues aleggia intorno a noi. Halifax non è morto!’. E quando noi avevamo chiesto a Manfredi: ‘Ma chi cazzo è questo Halifax?’, lui aveva risposto che si trattava di un tizio della Louisiana considerato l’inventore del blues”.

    Quando Frank chiede di cosa parla il testo, Di Cioccio fa: “E’ la storia di Halifax, conosci? ‘La storia di cosa? Chiede Frank. Rispondo io ‘Il blues vive perché Halifax rinasce tutte le sere nei club!’ e lui risponde ‘Sei sicuro che non è morto?”.

    Frank lo guardava sempre più stranito, il suo sguardo era torbido, era chiaro che non capiva.

    Di Cioccio taglia la testa al toro e chiarisce: “Halifax, il padre del blues!”.

    Frank sgrana gli occhi: Hali… chi? Nessuno ha inventato il blues, sai? Il blues è nato per cazzi suoi, nasce come una cosa qualsiasi. Non conosco proprio nessuno che dice: hey, io ho inventato questa cosa, questa cosa è mia”.

    Tutto finì in una risata ma il progetto non andò in porto. Frank aveva troppi impegni e le sue date non coincidevano con quelle della PFM.

    Fonte: rockol.it

    La vicenda è stata raccontata nel libro “PFM – Due volte nella vita” (Aerostella Edizioni, 1998).

  • FZ: “forse saranno gli uomini d’affari a salvare il mondo…

    Frank Zappa citazione

    “Riguardo ad un miglioramento del mondo vuoi sapere chi renderà possibile tutto questo? Non i governi ma gli uomini di affari e sai perché? Perché qualsiasi accordo verrà fatto tra l’Est e l’Ovest sarà basato sugli scambi commerciali. Quindi, bisogna pensare ai governi coinvolti come a dei semplici osservatori che stanno a guardare mentre gli uomini d’affari si accordano…

    L’Unione Sovietica non sarebbe così compiacente oggi se non avesse bisogno di investimenti esteri per costruire la propria base economica. Diciamo la verità: questo è ciò che vuole il mondo: le persone vogliono commerciare tra loro non uccidersi a vicenda. Le sole persone che vogliono la guerra sono i fanatici religiosi e i pazzi che si trovano al potere. Le persone normali vogliono fare affari… con un pizzico d’ironia, negli anni ’60, gli uomini d’affari erano alla base di ogni male, mentre adesso saranno forse loro a salvare il mondo per puro caso…”.

  • ODIN: tributo a Frank Zappa di 6 brani da una band prog rock anni ’70

    La band prog rock britannica ODIN, fondata in Inghilterra nel 1971, ha registrato un tributo a Frank Zappa nel suo primo ed unico album omonimo (etichetta Vertigo), ripubblicato su CD nel 2000. L’album ‘Odin’ contiene 6 brani (Life is only, Turnpike lane, Be the man you are, Gemini, Eucalyptus, Clown) + Tribute to Frank.

    Nonostante la scarsa reperibilità del CD, questo gruppo semi-sconosciuto merita più di un ascolto in quanto rappresenta ciò che era la musica prog dell’epoca.

    Lo stile è decisamente canterburiano, i brani presentano un’alternanza tra suite più articolate (mai sopra gli 8-10 minuti) e brani più leggeri. La voce è pulita e non ingombrante, le parti strumentali sono spesso accompagnate da chitarra acustica.

    Durante le sessioni SWF del 1973 in Germania, la band ha registrato “King Kong” e “Oh No” di Zappa: entrambi i brani sono stati pubblicati su “SWF Session 1973” nel 2007.

    Il loro album “Live At The Maxim” (2007) è legato ad un concerto del 1971: include varie composizioni di Frank Zappa.

    Il gruppo ODIN era composto da:

    • Rob Terstall: chitarra, voce
    • Jeff Beer: tastiere, percussioni, voce
    • Ray Brown: basso, voce
    • Stuart Fordham: batteria, percussioni

    In questo video potete ascoltare i seguenti brani di Frank Zappa registrati tra il 1971 e il 1973:

    • Oh No
    • King Kong Studio
    • Tribute To Frank
    • My Guitar Wants To Kill Your Mama
    • Little House
    • Peaches En Regalia

  • FZ: in quali Paesi si è esibito e in quali non ha mai suonato

    Paesi dove ha suonato Frank Zappa

    Frank Zappa continua ad andare ai margini e non solo negli Stati Uniti, dove viene comunque sfacciatamente boicottato dalle istituzioni musicali (catene di negozi, stazioni radio, canali televisivi, ecc.) che hanno sempre visto nel suo repertorio la forza di un potenziale nemico. La cosa più ironica è che la legislazione che rende possibile il boicottaggio di artisti non collegati a grandi corporazioni, garantisce completa libertà di espressione a coloro che si auto-istituzionalizzano nel settore indipendente.

    In altre parole, possono boicottare Zappa in certe aree, ma qualcuno che vuole incontrarlo lo farà.

    Paesi dove non ha suonato Frank Zappa

    Anche in Brasile è sempre stata una faccenda complicata. Ascoltare Zappa quaggiù è, ancora oggi, un po’ avventuroso: l’informazione va scavata come l’oro e, nei negozi, la discografia nazionale è zero, niente.

    Mi recai a casa di Zappa a Los Angeles per una breve conversazione avvenuta ad agosto 1991.

    Era la prima volta che un giornalista brasiliano metteva piede sul suolo sacro della casa di Zappa, questo privilegio era speciale. L’attesa in giardino non è stata delle peggiori: è bastato un quarto d’ora per concludere che la casa di Zappa non ha una forma netta. È una serie di passaggi, scale a chiocciola, svolte e incroci uno dopo l’altro ambientati in un giardino botanico.

    Sei sempre stato molto interessato alla politica e uno dei tuoi obiettivi principali era il presidente Ronald Reagan.

    “Tutto quello che c’è brutto oggi negli Stati Uniti è colpa di Reagan. Politica economica disastrosa, tutti i tipi di scandali che coinvolgono l’amministrazione, è tutta colpa sua. Era un idiota ma sapeva raccontare una bella barzelletta. Le persone intorno a lui erano diavoli, arricchirono i loro amici e lasciarono il cittadino americano medio senza speranza per il futuro. Reagan era un presidente imperialista con la televisione e il resto dei media in tasca”.

    Hai dichiarato che lascerai definitivamente il palco. Non c’è speranza di vederti in Brasile, quindi?

    “I musicisti americani sono molto attaccati al denaro, la musica non è così importante per loro, è solo un altro lavoro. Ho già avuto offerte che potresti considerare a livello più che milionario, il che significa milioni di dollari, ma non me la sento di mettere insieme una band e affrontare più certe cose. Per quanto riguarda il Brasile, è un peccato che non sia mai stato invitato ad andare da nessuna parte in Sud America. Nemmeno in Messico, dove ho un seguito molto grande”.

    (“Talking with Frank” by Fabio Massari, Los Angeles/Sao Paulo, 1991)

    Ecco una panoramica dei Paesi in cui FZ ha suonato e in cui non ha mai suonato .

    Stati americani visitati (43 + DC)

    Alabama, Arizona, Arkansas, California, Colorado, Connecticut, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Idaho, Iowa, Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts, Maryland, Michigan, Minnesota, Missouri, Nebraska, Nevada, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, Tennessee, Texas, Utah, Virginia, Vermont, Washington, Wisconsin, West Virginia

    Stati americani non visitati (7)

    Alaska, Delaware, Mississippi, Montana, North Dakota, South Dakota, Wyoming

    Province canadesi visitate (6)

    Alberta (Calgary, Edmonton), British Columbia (Vancouver), Manitoba (Winnipeg), Nova Scotia (Halifax), Ontario (Hamilton, London, Ottawa, Toronto, Waterloo, Windsor), Québec (Montréal, Québec)

    Province e territori canadesi non visitati (6)

    New Brunswick, Newfoundland, Northwest Territories, Prince Edward Island, Saskatchewan, Yukon

    Paesi europei visitati (17)

    Austria, Belgio, Cecoslovacchia (FZ soltanto), Danimarca, Finlandia, Francia, Germania Ovest, Ungheria (FZ soltanto), Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Jugoslavia

    Paesi europei non visitati (10)

    Albania, Bulgaria, Germania Est, Grecia, Islanda, Irlanda, Polonia, Portogallo, Romania, Unione Sovietica (FZ ci andò nel 1992, ma non per suonare)

    Altri Paesi visitati (3)

    Australia, Giappone, Nuova Zelanda

    Regioni non visitate

    Africa, Antartide, Asia continentale, America Centrale, Messico, Sud America e gran parte delle isole sparse nel mondo