
“Per me, la guerra è un altro nome che si dà agli scambi internazionali”.
(Popster, giugno 1979)



“Per me, la guerra è un altro nome che si dà agli scambi internazionali”.
(Popster, giugno 1979)


“Sono troppo evoluto per sentirmi punk. Sfortunatamente, un sacco di gente che scrive oggi di critica rock, e più specificatamente di punk, non c’era durante gli anni ’60 perché altrimenti saprebbe che il punk c’è già stato. Ed era anche meglio”
(Popster, marzo 1978)



“Ogni cosa nella mia vita è musica perché ogni cosa nella vita è spettacolo. Ora che sto parlando con te sto facendo uno spettacolo per te. Quando uno ascolta un mio disco, sto facendo uno spettacolo per lui, a casa sua”
(Popster, aprile 1978)


“Sono completamente devoto al mio ideale estetico. Il concetto americano di gioventù presume che tutti i ribelli tornino prima o poi all’ovile, rientrino nel gregge. Ma noi, non ci possono ignorare. Anche se le idee che stanno dietro alla nostra musica non piacciono, la si deve ascoltare perché è dappertutto”
(Popster, aprile 1978)


“Non puoi amare l’America, non puoi conoscerla, non puoi parlare di lei, non puoi esaltarla o giudicarla male perché non la vivi. Tu non sai cosa sono un paio di jeans anche se li porti, non sai cosa è la televisione e nemmeno cos’è un hamburger”


“Alcuni potranno considerare la nostra musica ripugnante, ad altri potrà venir voglia di vomitare… ma gli americani sono brutti e questa musica è stata pensata per loro”.
Zappa è un funambolo da palcoscenico, un perfetto intrattenitore, beffardo e provocatorio quanto volete (sono celebri le sue esibizioni con le spalle voltate al pubblico oppure il suo ‘Hello, pigs’ rivolto alla platea), ma sempre pieno di trovate e di passaggi studiati nei dettagli in ore di prove.
Sesso, kitsch, politica, irriverenza si susseguono senza soluzione di continuità in happenings pungenti, in pieces esilaranti, in sketch travolgenti davanti ad un muro di suono privo della pur minima crepa.
(Nuovo Sound, gennaio 1979)


“Sono solo goccioline d’inchiostro su dei pezzetti di carta, concepite per essere vendute. Volano nel vento. Qualcuno di una compagnia discografica gli dà un nichelino e lui, tanto per cambiare, scrive qualcosa di positivo. Questo business è così falso. Se credi che il mondo discografico sia brutto, tutto il sistema che lo sostiene è molto peggio”.
(FZ sulla stampa – New Rock Magazine, maggio 1990)


“A me piace una musica complessa e ritmicamente sostenuta”
(Muzak, novembre 1973)


“Tutti li consideravano Dio ma io non lo condividevo. Per me, i Beatles erano solo un buon gruppo commerciale” disse Zappa facendo sapere di preferire i Monkees.
(Classic Rock, luglio 2015)


“Molecole d’aria agitate, danzante scultura d’aria. Le cose che creano suono sono in grado di creare delle perturbazioni. Se voi di proposito generate perturbazioni atmosferiche, forme d’aria, ecco che state componendo”