“Ho due problemi che mi tengono totalmente fuori dalla realtà americana. Uno: non uso droghe, quindi non posso associarmi con la maggior parte delle persone che fanno affari. Non mi vogliono in giro; rovino la festa. L’altra cosa è che non mento, dico cose che molte persone non vogliono sentire” (San Francisco Chronicle, 10 giugno 1984)
“La varietà è la norma, il fatto che nulla è lo stesso e non sarà mai lo stesso e non sarà conforme ad uno standard, questa è l’unica cosa normale. Le persone sono diverse, ognuno ha desideri diversi. Nessuno nasce normale, nessuno nasce come 200 milioni di persone che proclamano con orgoglio di sapersi adattare. Non sei nato così ma come un organismo diverso, totalmente separato dagli altri. Se scegli di conformarti e di appartenere al mondo normale ok, fallo, ma le motivazioni che stanno dietro a quelle scelte sono le cose che causano problemi. Ciò che di brutto accade nel mondo è dovuto ai sacrifici che le persone fanno in termini di personalità, quando vogliono apparire normali anche se non lo sono” (Happening, marzo-aprile 1983)
“Le groupies sono molto influenti sul mercato discografico perché conoscono così tante persone. Se hai successo con le groupies, venderai 15.000 dischi solo a Los Angeles”
“Un musicista dovrebbe rendersi conto che, per come è il mondo in questo momento, ha poche o nessuna possibilità di fare qualcosa su scala di massa che promuova la bellezza. Non puoi farlo. Le persone che controllano la distribuzione non te lo permettono, loro non sono nel business per vendere bellezza ma per vendere mediocrità… Se vuoi fare soldi diventa mediocre, controlla le tue idee, non fare nulla di originale, vestiti come gli altri, suona, recita e canta allo stesso modo e forse ce la farai. Se sei là fuori per fare musica interessante ed ottieni una performance nella tua vita sei un ragazzo fortunato. Sii grato per questo, ma non aspettarti di diventare famoso come i Beatles” (Music Exchange, settembre-ottobre 1982)
“Sono stato il primo roadie della band perché ero l’unica persona abbastanza stupida da possedere una station wagon. Quindi, portavo l’attrezzatura. Sai, tutti gli altri avevano una macchina normale. Proprio io dovevo avere una fottuta station wagon!” (Music Exchange, settembre-ottobre 1982)