Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: William Burroughs

  • FZ filtrava tutto ricostruendo la sua personale visione del mondo

    Con oltre nove ore di materiale registrato, Zappa ha creato un puzzle che eguaglia quello di Burroughs (nella scrittura) e Warhol (nel film).

    Nel tentativo di guardare al suo lavoro, è un errore prendere ogni album solo come qualcosa di individuale. Ogni pezzo di lavoro registrato si adatta (non sempre perfettamente) ai pezzi precedenti così come a quelli che non sono ancora stati scritti, figuriamoci registrati.

    Ci sono canzoni in un album che riappaiono circa un anno dopo in uno nuovo in una forma diversa.

    Le cose si incastrano l’una nell’altra per un certo numero di anni. Ci sono anche ri-riferimenti. Burroughs li chiama “ritagli”; Zappa, per quanto ne so, non ha un nome particolare per questo.

    Qualche anno fa, Barry Miles scrisse su IT riferendosi a Zappa come a un vecchio alchimista perché si concentrava su un solo problema e tentava di risolverlo esaminandolo in ogni modo possibile.

    Zappa è una di quelle persone uniche in grado di osservare oggettivamente il proprio ambiente, essendo consapevole della maggior parte delle forze musicali che lavorano su di lui e intorno a lui, filtrando tutto e ricostruendo la sua personale visione del mondo.

    (Muther Grumble, 2 febbraio 1972)

  • Frank Zappa & William Burroughs: Literary Reading of ‘The Naked Lunch’, The Nova Convention, 1978

    Nel 1978, a New York City, sul palco di Nova Convention (all’Entermedia Theatre) Frank Zappa lesse un passaggio del libro “Naked Lunch” (1959) di William Burroughs, precisamente “The Talking Asshole”. Tre giorni e tre notti di letture, tavole rotonde, proiezioni di film e performance che cercarono di affrontare alcune implicazioni della scrittura di Burroughs. Oltre a Zappa, la Convention presentava nomi importanti della controcultura come Terry Southern, Patti Smith, Philip Glass, Brion Gysin, John Cage, Timothy Leary e Robert Anton Wilson. Una buona parte dell’evento (incluso l’audio sopra) è stato registrato per i posteri e pubblicato come doppio LP. Salendo sul palco, Zappa ha esordito così: “Hiya. Come va stasera? Ok, come sapete, non sono il tipo di persona che legge libri, l’ho già detto molte volte, non mi piace leggere. Ma, in passato ho fatto delle eccezioni: una di queste è stata la parte del libro Naked Lunch intitolata The Talking Asshole. Ho ottenuto il permesso di leggere questa parte…”.

    William Burroughs (come Charles Bukowski, Henry Miller e gran parte degli americani contemporanei) ha tradizionalmente fatto ricorso allo stesso tipo di mumbo-jumbo che Zappa ha usato per anni. Artisti radicali, non solo in lotta contro tutti i tentativi di rinnovare le libertà di espressione culturale, ma anche attivisti fondamentalmente inclini a verificare di persona tutte le repressioni latenti. Gli organizzatori di Nova Convention hanno invitato Frank Zappa per i suoi riferimenti all’universo di Burroughs. Frank, dopo la lettura, sparì prima di dover subire le mondanità di un buffet pieno di artisti plastici impegnati, vecchi estremisti che collezionano arte e vari esteti in cerca di promozione.

    Né Burroughs né Zappa si adattano alla sensibilità beat o alla fiorita cultura hippie californiana. Erano entrambi semplicemente troppo contrari, colti o, a volte, troppo strani e antisociali per questo. Nonostante le loro differenze – in termini di ambiente, età e background – entrambi condividono almeno due tratti significativi: un senso dell’umorismo ironico e blasfemo e la discendenza da famiglie che erano parte integrante della supremazia tecnocratica statunitense: Burroughs, nipote dell’inventore della macchina addizionatrice, e Zappa, figlio di un chimico e matematico che ha contribuito a costruire armi chimiche.

    William S. Burroughs è stato menzionato e ringraziato anche nelle note di copertina dell’album The MOFO Project/Object (2006).

    Con oltre nove ore di materiale registrato, Zappa ha creato un puzzle che eguaglia quello di Burroughs (nella scrittura) e Warhol (nel film). Ci sono canzoni in un album che riappaiono circa un anno dopo in un album nuovo in forma diversa. (Muther Grumble, 2 febbraio 1972)

    William Burroughs scappò dal Messico dopo aver accidentalmente ucciso sua moglie mentre giocava a fare il Guglielmo Tell con in mano una rivoltella con lei che, probabilmente, teneva in testa una mela.

    Passò settimane chiuso in stanza, a Tangeri, a trascrivere gli effetti e le manifestazioni della ‘malattia’ (tossicodipendenza). In Naked Lunch non c’è nessuna trama, è un viaggio all’inferno, bisogna navigare a vista tuffandosi in una narrazione di deliri dettati dalla tossicodipendenza dell’autore. I protagonisti, ridotti a ombre, sono semplici pezzi di carne che agiscono senza uno scopo. Non c’è nessuna coscienza né sentimento in nessuno dei personaggi sfiorati dalla penna di Burroughs. Pasto Nudo è l’allegoria dell’America degli anni ’50, soggiogata dal controllo feroce d’ogni sorta di stimolo da parte del potere. Potrebbe essere un’esperienza davvero illuminante ma bisogna prepararsi a ingoiare merda.

    È probabile che derivi dalla tecnica del ‘cut up’ e del ‘fold in’ impiegata da William Burroughs, romanziere apprezzato da Zappa, l’inserimento nei testi delle canzoni di dialoghi registrati in precedenza, come in Bit of Nostalgia, Very Distraughtening, White Ugliness e Just One More Time (Lumpy Gravy, MGM,1968) o Willie the Pimp (Hot Rats, Bizarre, 1969 e Mystery Disc, Rycodisc, 1998). (dalla rivista Parole rubate. Fascicolo 24, dicembre 2021)

    In Pasto Nudo, la tecnica del cut-up (il ‘montaggio’ di frasi con parole casuali che assumono significati inaspettati) tocca il suo apice.

    Frank Zappa si è esibito al Mudd Club il 6 maggio 1980.

    Da quando aveva incontrato William Burroughs nel seminterrato del Mudd Club nel 1979, Zappa era ansioso di dare seguito alla serata Burroughs con la sua esibizione. Nonostante il fatto che la sua attrezzatura da sola occupasse più spazio delle dimensioni dell’intero club, alcuni clienti sono riusciti a infilarsi e godersi il concerto, in particolare la nuova registrazione specificamente dedicata al Mudd Club.

    (Mudd Club Newsletter, giugno 1980)

  • FZ e la tecnica del ‘cut up e del fold in’ di William Burroughs

    William Burroughs e Frank Zappa

    È probabile che derivi dalla tecnica del cut up e del fold in impiegata da William Burroughs, romanziere apprezzato da Zappa, l’inserimento nei testi delle canzoni di dialoghi registrati in precedenza, come in Bit of Nostalgia, Very Distraughtening, White Ugliness e Just One More Time (Lumpy Gravy, MGM,1968) o Willie the Pimp (Hot Rats, Bizarre, 1969 e Mystery Disc, Rycodisc, 1998).

    (dalla rivista Parole rubate. Fascicolo 24, dicembre 2021)