
Zappa amava sopra ogni cosa le composizioni orchestrali; la sua attività nel mondo del rock era finalizzata a finanziare, senza guadagnarci nulla, i concerti e le registrazioni con le orchestre che selezionava o che gli commissionavano brani.
Sempre in lotta con i sindacati dei musicisti che non concedevano abbastanza tempo per le prove (e, quindi, nel tentativo costante di far quadrare i bilanci per portare a termine i progetti), ha costellato la sua vita artistica di proposte.
Poco prima della sua morte riceve l’ennesima commissione. Sta per rinunciare quando scopre che l’ensemble è quello che ha sempre cercato: si tratta del giovane Ensemble Modern di Francoforte, una formazione di ottimi musicisti che si autofinanzia coi concerti e che è pienamente nello spirito della musica di Zappa. Con loro realizzerà il suo ultimo album. “The Yellow Shark”. La televisione tedesca registra uno dei concerti, che dimostra soprattutto come Zappa sia stato compositore di “tessuti sonori” dalle trame complesse, sovrapposte, assolutamente affascinanti.
(Agoravox.it, 21 giugno 2012)
