Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Categoria: Deep Inside FZ

  • Frank Zappa, 1959: foto misteriosa

    Frank Zappa, 1959: foto misteriosa

    Frank Zappa 1959 foto misteriosa

    La famiglia Zappa era tornata a Claremont nel 1959. Frank stava visitando il suo vecchio mentore, George Denes, nella stanza dell’Orchestra il giorno in cui è stata scattata questa foto dell’annuario? Un “F. Zappa” è raffigurato per terzo da destra, in piedi nell’ultima fila, con lo sguardo basso sul pavimento, accanto a Terry Hodges e al futuro road manager di Frank, Dick Barber.

    Dal suo atteggiamento, Frank sembra non voler farsi notare distanziandosi dal gruppo. Tutti gli altri guardano in alto verso la telecamera, mentre lui guarda in basso. E’ noto che Frank visitasse il campus..
    ( El Spiritu 1959) Fonte: donlope.net

    1959. Lo stesso anno in cui Frank Zappa inviò una poesia ‘beat’ di 4 pagine dattiloscritta all’editore Grover Haynes (16 aprile 1959). Inviò all’editore alcune sue informazioni: “anticlericale, antinazionalista, anarchico, edonista, diversamente normale, penso che la vita sia una grande esplosione, approfondisco Pierre Boullez e Muddy Waters, la filosofia orientale, Modigliani, Ferlinghetti e il caffè denso”. Firmò la sua poesia con lo pseudonimo Vincent Beldon.

  • Steve Vai & FZ: “imparare canzoni nel sonno mi ha sconvolto…”

    Steve Vai & FZ: “imparare canzoni nel sonno mi ha sconvolto…”

    Steve Vai ha imparato canzoni di FZ nel sonno

    Steve Vai ha dovuto imparare canzoni nel sonno a causa del programma estenuante di Frank Zappa: “È stato un ottimo allenamento, ma mi ha sconvolto psicologicamente”
    Ha spiegato una tecnica che ha sviluppato per imparare nuove parti di chitarra nel sonno in modo da poterle avere pronte in qualsiasi momento.

    Fonte

    https://www.ultimate-guitar.com/news/general_music_news/steve_vai_had_to_learn_songs_in_his_sleep_because_of_frank_zappas_grueling_schedule_it_was_great_training_but_it_beat_me_up_psychologically.html?fbclid=IwY2xjawIhV1dleHRuA2FlbQIxMAABHVYQ_03q1LxmChaj32k5xLxHrid5TXz8_cC7878afT_YzM4FE-FaxBdD4w_aem_ea_Y7j3HH16wJtZEsD2wEg

  • Frank Zappa: “Ho visto un UFO, una volta…”

    Frank Zappa: “Ho visto un UFO, una volta…”

    Frank Zappa e gli UFO

    “Ho visto un UFO, una volta…

    Se mai riuscissimo a collegarci con un’intelligenza superiore da qualche parte, probabilmente farebbe un favore al resto dell’universo cancellando ogni forma di vita umana su questo pianeta il più velocemente possibile. Prima di diventare così abili da poter diffondere le cose cattive che facciamo in altri ambienti… Spenderemmo un sacco di soldi. Andremo là fuori. Prenderemo l’intelligenza superiore e penseremo che ci aiuterà. E lo farà semplicemente facendoci saltare in aria”,

    (Frank Zappa)

  • FZ: le parole al servizio dell’alchimia

    FZ: le parole al servizio dell’alchimia

    La parole di Frank Zappa al servizio dell'alchimia

    “Le parole sono interessanti” ha detto Zappa. “Sono come prodotti chimici. Li metti insieme con una certa composizione ad una certa temperatura e produrranno un certo composto. Variale anche leggermente e potresti ottenere un composto completamente diverso”.
    (The Dallas Times Herald, 19 ottobre 1975) 

  • FZ e musica: “come una tortura a base di privazione del sonno…”

    FZ e musica: “come una tortura a base di privazione del sonno…”

    La musica di FZ come una tortura a base di privazione del sonno

    “La mia musica è come una di quelle torture a base di privazione del sonno: quando non dormi per un lungo periodo di tempo, dopo un po’ cominci a vedere e a sentire cose che non esistono veramente, ma che sono comunque molto interessanti. Lo stesso può accadere nello spazio di una composizione, cercando di conoscere in anticipo le reazioni psicologiche a ciò che si scriverà ed incorporandole alla composizione stessa: tu sai quello che gli ascoltatori si aspettano di ascoltare e proprio negando ciò che si aspettano puoi riuscire a procurargli delle sensazioni che normalmente non avrebbero…”.
    (Frank Zappa)

  • Frank Zappa e la Musica Quantistica

    Frank Zappa e la Musica Quantistica

    Frank Zappa e la Musica Quantistica

    “La Grande Nota è l’elemento più vicino alla mia idea di Dio.
    Tutto, a quanto pare, è costruito dalle vibrazioni.
    La luce è una vibrazione, il suono è una vibrazione
    e forse, quando li scomponi, gli atomi stessi
    non sono altro che la vibrazione di questa Grande Nota.
    Avendo a che fare con le vibrazioni,
    potresti entrare in sintonia con una specie di Forza Universale,
    a dirla in modo banale e sdolcinato. E’ così che la vedo”.
    (Frank Zappa)

    “Nell’album Lumpy Gravy degli Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra c’è una sezione sul lato 2 in cui diversi personaggi non meglio identificati discutono delle origini dell’universo. Uno dei personaggi spiega il concetto di Big Note (Grande Nota): tutto nell’universo è composto fondamentalmente da vibrazioni – la luce è una vibrazione, il suono è una vibrazione – e tutte queste vibrazioni potrebbero semplicemente essere armoniche di qualche incomprensibile tono cosmico fondamentale”.
    (Gig, febbraio 1977)

    “La mia opera comprende ogni possibile mezzo di comunicazione visuale: la consapevolezza di chi vi partecipa (pubblico incluso), tutte le mancanze percettive, Dio la Grande Nota (materia prima dell’architettura universale) ed altro ancora. La nostra è un’arte speciale, in uno spazio negato ai sognatori”.
    (Frank Zappa, amante del sinfonismo caotico di Charles Ives)

    Vibrazioni… Frank ha anticipato o comunque ha sottolineato un aspetto essenziale di quella che oggi viene definita Musica Quantistica. Seguiva il cosmologo Stephen Hawking. Non dimentichiamolo.

    Date un’occhiata a questo articolo sulla Musica Quantistica

    https://www.lavocechestecca.com/la-musica-della-fisica-quantistica/?fbclid=IwY2xjawIhToxleHRuA2FlbQIxMAABHVkiYIPNS6YT2_D2utw05EjuB1jFyxDJE6oJfLM39QHDNoeN3RhdEB6M4Q_aem_BUrDjrZVuQ2Qb1pquJO_yA

  • Steve Vai sulla genialità di FZ

    Steve Vai sulla genialità di FZ

    Steve Vai sulla genialità di Frank Zappa

    “Le mie conclusioni sulla genialità di Frank le ho tratte dall’osservazione delle sue attività. Non ho mai visto una persona così dedita all’esecuzione delle sue idee. L’autodisciplina non è uno sforzo consapevole per Frank. C’è solo lavoro e per lui non è difficile, è divertente. Ha preteso molto dai membri della sua band, ma solo un quinto di quello che chiedeva a se stesso. Per me è sempre stata evidente una forte integrità in tutto ciò che faceva ed è anche molto divertente. Sono le caratteristiche che mi hanno ispirato ma non sono queste le caratteristiche legate necessariamente alla genialità.
    Innovatività e originalità sono il risultato di una concentrazione incrollabile. Questo tipo di concentrazione è un dono, ma può anche essere sviluppato.
    Guardare Zappa mentre lavora è stimolante. La sua mente è completamente concentrata su ciò che sta facendo, senza distrazioni (dalle conversazioni alla lettura di un giornale o alla creazione di un fantastico pezzo orchestrale). Ogni evento per lui è come una meditazione. Ho imparato che il potere della concentrazione altamente sviluppato è ciò che costituisce il genio”.
    (Steve Vai, Guitar For The Practicing Musician, maggio 1986) 

  • Frank Zappa: Chimica e Alchimia, c’è una bella differenza

    Frank Zappa: Chimica e Alchimia, c’è una bella differenza

    Frank Zappa tra chimica e alchimia

    Tutti cercano la Chimica, ma tutti vogliono l’Alchimia.
    Qual è la differenza?
    La Chimica è ciò che si accende in funzione di una “reazione” che avviene fra due componenti.
    L’Alchimia non è una “reazione”, è una “trasformazione”.
    La Chimica nel tempo muore, nel momento in cui sono terminati i reagenti.
    L’Alchimia cresce nel tempo.
    L’Alchimia unisce ciò che la Chimica separa, è Unione, Creazione, Completamento.
    Il Chimico è uno Scienziato.
    L’Alchimista è un Artista.
    (Denise Graziola) 

  • Frank Zappa con Genesis Breyer P-Orridge

    Frank Zappa con Genesis Breyer P-Orridge

    Frank Zappa con Genesis Breyer P-Orridge

    In questa immagine, vediamo Frank Zappa in compagnia di Genesis Breyer P-Orridge nel gennaio 1978, durante un’intervista condotta da Sandy Robertson.
    Genesis Breyer P-Orridge è stata una musicista e poetessa rock britannica, nota soprattutto per il suo lavoro con il gruppo Throbbing Gristle e Psychic TV. Ha guadagnato fama di culto per la sua performance art, occultismo, critica del cristianesimo, immagine androgina e musica sperimentale. 

  • Frank Zappa e il ‘rasoio pazzo’

    Frank Zappa e il ‘rasoio pazzo’

    Frank Zappa e la passione per il montaggio

    Frank Zappa è come gli alchimisti, che ripetevano lo stesso esperimento mese dopo mese, a volte per molti anni, finché i materiali con cui stavano lavorando diventavano così instabili da sviluppare nuove proprietà e, un giorno, gelificarsi nella Pietra Filosofale.
    Frank sta lavorando con una serie di temi, con quelli vecchi e sani che usa sempre ci sta ancora lavorando, avvicinandosi di soppiatto da nuove angolazioni, sorprendendoli con strane orchestrazioni, facendoli a pezzi – il rasoio pazzo – l’uomo sul blocco di montaggio, cullandoli in una falsa sicurezza con le produzioni rock della metà degli anni Cinquanta, corrodendoli con gli acidi più forti – lasciandoli alle loro nude ossa sbiancate.
    Sono diventate unità archetipiche a sé stanti, poche note e tutti le riconosciamo, nel suo tentativo di venire a patti con questi audio-simboli del personaggio adolescenziale, sia della sua giovinezza che della micro, teenibopper e groupie di oggi, ha sovraccaricato questi temi ricorrenti in modo che diventassero forti come il metal. Non importa cosa gli fai musicalmente perché la sua forza è su altri livelli. Non puoi davvero distruggerlo perché la forza che possiede gliela dai TU. Così i temi di Frank diventano conglomerati di Burger che gira nell’auto di tuo padre, pareti bianche, furto di coprimozzi, balli e appuntamenti del liceo … mai il progresso creativo di un artista musicale è stato mostrato in modo così accurato.
    In questi tentativi di venire a patti con il proprio background, la vita, l’ambiente passato e presente, la sua musica abbraccia un ampio fuso orario e molte forme musicali, passando dal rock degli anni Cinquanta a “Mingus Presents Mingus”, “Fantasia” di William Walton, la musica di Coltrane, Ayler e Russell, le composizioni di Stravinsky e Varèse – tutto questo è fuso in una forma musicale quasi plastica che utilizza la tecnica dell’esposizione come suo veicolo. Attaccando questi temi adolescenziali con un arsenale completo di forme e tecniche musicali moderne, si crea un rapporto in continua evoluzione tra loro e la forma musicale che è alla base del significato nella musica di Zappa.
    La sua attenzione ai dettagli è fantastica, le basi di chitarra minori si muovono dentro e fuori dall’eco e dal pan in una sequenza di stati d’animo completamente controllata. I livelli sonori sono sempre chiari e distinti come le auto che si attaccano alle loro corsie sulla Hollywood Freeway. La sua tecnica di editing è probabilmente la più accurata e sviluppata nel mondo della musica e non usando mai suoni elettronici, preferendo utilizzare nastri esistenti del suo gruppo e dell’ambiente, crea un collage non solo del tempo immediato (ritmico) all’interno dell’arco del disco, ma anche il lasso di tempo a partire dalla metà degli anni Cinquanta.
    (International Times, 9-22 maggio 1969)