Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Categoria: Deep Inside FZ

  • Frank Zappa: il progetto “Dio Fa” alla Scala di Milano

    Frank Zappa: il progetto “Dio Fa” alla Scala di Milano

    Frank Zappa e il progetto Dio Fa

    Il progetto di Zappa presentato al comitato organizzatore dei mondiali di calcio – un’opera multimediale con mimi, ballerini, orchestra sinfonica, campionatori, nastri preregistrati – avrebbe dovuto chiamarsi Dio Fa (da pronunciarsi come lo spelling di D.O.F.A., sigla misteriosa…).
    L’opera, proposta nell’estate del 1990, avrebbe dovuto essere rappresentata alla Scala di Milano in mondovisione, in contemporanea con l’apertura dei mondiali di calcio. Sarebbe stata un’ulteriore feroce satira sui miti moderni, il Dio Pallone ad esempio, mischiando elementi sociali e culturali americani, italiani ed europei in genere con una sorta di Pinocchio calcistico, sbeffeggiamenti religiosi e di costume… cose da Zappa, insomma.
    (New Rock Magazine, maggio 1990)

    Volendo indagare, D.O.F.A. può essere l’acronimo di:
    – Department of Foreign Affairs
    – Defense Agency Offset Facilitation
    – Department of Finance and Administration
    – Director of Fine Art

    Per me, il significato di Dio Fa va oltre il mondo del calcio, da indagare…

    Dio Fa corrisponderebbe ad una bestemmia piemontese (Dio fauss) ma come spiegazione non mi basta. L’opera includeva personaggi come Galileo, Tesla, Newton, da Vinci, Mussolini, Hitler, Stalin ed Elvis Presley come IL DIAVOLO. Dietro le sue battute era molto più profondo di quello che voleva far credere.

  • Frank Zappa sull’eutanasia

    Frank Zappa sull’eutanasia

    Frank Zappa sull'eutanasia

    In tempi non sospetti (anni ’80), Zappa parlava di eutanasia ponendosi una semplice, implacabile domanda: “Un governo dovrebbe avere il diritto di imporre a un adulto di restare in vita se questo individuo sceglie la morte? In alcuni casi forse, ma generalmente la risposta è no”.
    Sono le parole di un cinico illuminista.
    (MusikBox gennaio-febbraio 2007)

  • La presenza di FZ dominava lo spazio fisico piuttosto che occuparlo

    La presenza di FZ dominava lo spazio fisico piuttosto che occuparlo

    Frank Zappa dominava lo spazio fisico anziché occuparlo

    “Frank mi strinse la mano. Al contatto fisico percepii qualcosa… Era la sua energia, le sue vibrazioni, la sua incredibile presenza. Anni dopo, lessi in un’intervista su Playboy di come Marlon Brando dominasse lo spazio fisico dove si trovava piuttosto che occuparlo come succede alle altre persone. Era così anche con Frank”.
    “Frank non era un uomo solo ma solitario. Nella nostra cultura occidentale, l’idea di essere soli fa ancora paura. Credo che, tra tutte le persone che conosco, Frank sia quella che meglio di tutte riusciva a godere della compagnia della propria immaginazione. In questo, era assolutamente un illuminato”.
    “Era terribilmente timido (lo so che nessuno ci crede), ma quando ti abbracciava recuperava tutte le occasioni perdute. Tutto lo interessava ma non rubava tempo alla sua musica per nient’altro. Tutti noi abbiamo nella nostra mente tutta la conoscenza dell’universo. Frank l’aveva chiaramente dischiusa. In questo senso, resterà un modello per l’umanità”.
    (Massimo Bassoli, Prog Italia luglio 2017) 

  • Lo stile di Frank Zappa descritto da Gianfranco Salvatore

    Lo stile di Frank Zappa descritto da Gianfranco Salvatore

    lo stile di Frank Zappa

    E’ possibile definire lo stile di Zappa?
    “Esiste uno Zappa realista e uno surrealista, che si esprimeva in due forme: verbale e grafica. Zappa aveva introiettato fin da piccolo un atteggiamento tra il dada e il surreale nei confronti dell’espressione verbale, manipolabile fino a livelli allucinatori. In ogni concerto decideva the secret word (la parola segreta della serata). Quella parola costituiva un tormentone negli intercalari e negli interventi parlati della band, finiva per modificare anche i testi delle canzoni. La sua attenzione per il potere della parola era nata quando da bambino aveva trovato, in un vecchio libro, la teoria egizia della trasmigrazione dell’anima e della vita ultraterrena. Il Faraone, fin da piccolo, doveva imparare le parole-chiave che designavano ognuno dei luoghi che l’anima avrebbe dovuto attraversare dopo il trapasso: guai a sbagliare il nome! Ciò suscitò in lui la convinzione che la realtà fosse condizionata dalle parole e che ogni paradosso fosse affidato alla manipolazione del linguaggio. Un’altra forma della sua creatività musicale era invece di carattere grafico e risaliva all’età di circa 14 anni, quando le sue conoscenze musicali andavano poco oltre la lettura di spartiti per percussioni non intonate. Si mise a comporre musica scritta perché era affascinato dalla resa grafica delle note sul pentagramma e si era convinto che conoscendo le regole combinatorie e il significato delle note sul pentagramma si fosse automaticamente compositori. Fin da ragazzino applicò metodi complessi come le tecniche seriali e microtonali. Cambiò radicalmente idea sulle sue opere giovanili quando ebbe modo di ascoltarle, e allora si rese conto che la verità musicale è una verità pratica, che il momento in cui un’opera è finita è quello in cui si giudica soddisfacente la sua resa sonora. A decidere, insomma, è l’orecchio. Fu, da questa prospettiva, un totale empirista, che però aveva un sesto senso per le relazioni formali di tutti i tipi. Uno strutturatore nato, un ‘compositore’ per tutti i media”.
    (Gianfranco Salvatore, musicologo, biografo di Frank Zappa – Mangiare Musica giugno 1994) 

  • Il mistero irrisolto dell’UFO avvistato da Frank Zappa

    Il mistero irrisolto dell’UFO avvistato da Frank Zappa

    Frank Zappa e gli UFO

    Ahmet Zappa condivide il mistero irrisolto dell’UFO di suo padre Frank Zappa.
    Il commento di Ahmet sul fatto che Frank abbia potenzialmente una sinestesi probabilmente cambierà il modo in cui ascolto la sua musica. Sculture d’aria.
    Durante un’intervista su YouTube, Frank Zappa ha detto che una volta ha visto un UFO. Per qualche dannata ragione, l’intervistatore non si è agganciato a questo e non ha chiesto dettagli.

  • FZ: “concetti contraddittori nella fisica legati al tempo”

    FZ: “concetti contraddittori nella fisica legati al tempo”

    concetti di Frank Zappa legati al tempo

    FZ: “Penso al tempo come a una costante sferica” ha detto Frank “il che significa che tutto accade continuamente. Fornisce una facile spiegazione per premonizioni, fantasmi, flashback perché l’intero concetto di tempo tradizionale riguarda qualcosa che non possono comprendere, perciò devono accontentarsi di una spiegazione mediocre di come funziona. Adottano un approccio lineare, lo tagliano in segmenti e poi saltano da un segmento all’altro finché non muoiono: per me questo rappresenta una base mediocre per la fisica. E’ uno dei motivi per cui penso che la fisica non funzioni. I concetti contraddittori nella fisica sono dovuti a formule legate a un concetto di tempo che non è il modello corretto. Nel mio modello, il tempo è una costante sferica e tutto accade continuamente. Semplicemente, non abbiamo accesso a quei segmenti della sfera a cui vorremmo accedere, tranne in rare occasioni in cui qualcosa va storto con la condizione umana o vengono modificati alcuni cablaggi. In alcune persone il cablaggio può essere geneticamente alterato: potrebbero essere in grado di non guardare al futuro, ma semplicemente guardare “di lato” e dare un’occhiata al modo in cui le cose “avverranno” lungo la strada nel tempo delle persone normali. Lo vedono ora, ma sta succedendo ora e succederà anche dopo”.
    Groening commenta: “È come le repliche!”.
    FZ:”Esattamente!”.

    (Music Fest News. Com 29 luglio 2022)

  • Frank Zappa parla del programma Cointelpro

    Frank Zappa parla del programma Cointelpro

    Frank Zappa sul programma Cointelpro

    Dagli anni Cinquanta del secolo scorso, all’interno dell’FBI, era stato messo in piedi il programma COINTELPRO.
    Creato dal famigerato J. Edgar Hoover**,** direttore del Federal Bureau per quasi 50 anni, il Cointelpro aveva lo scopo di distruggere i movimenti contro la guerra (Vietnam) e quelli con simpatie anarchiche, comuniste e socialiste, ma anche di perseguitare gli attivisti omossessuali, le femministe, le organizzazioni antirazziste dei neri e dei nativi americani.
    Secondo Wikipedia “in parte illegale, attivo formalmente tra il 1956 e il 1971, il programma COINTELPRO prevedeva azioni di sorveglianza, infiltrazione, discredito e smantellamento nei confronti di organizzazioni politiche attive negli Stati Uniti”.
    Un’indagine successiva condotta dalla Commissione Church del Senato stabilì che “il progetto COINTELPRO ebbe inizio nel 1956, in parte per la frustrazione nei confronti delle sentenze della Corte Suprema che limitavano i poteri governativi nel procedere apertamente contro i gruppi dissidenti”. Commissioni ufficiali del Congresso e diverse sentenze giudiziarie hanno concluso che le operazioni di COINTELPRO hanno superato i limiti statutari delle attività dell’FBI e violato le garanzie costituzionali di libertà di espressione e di libertà di associazione”.
    Per portare avanti la sua guerra, COINTELPRO diffamava, terrorizzava, provocava le personalità che, per carisma e fama, potevano creare simpatie e consenso per tali movimenti. Furono numerosi gli uomini e le donne di cultura e spettacolo schedati e inseriti nel Security Index **dell’FBI **negli anni Sessanta: tra questi Frank Zappa, Jimi Hendrix, John Lennon e Jim Morrison sono quelli più noti.
    Sarà la **Commissione Church **a rivelare, negli anni Settanta, buona parte dei dossier segreti di FBI e CIA.

  • Frank Zappa: armi biologiche specifiche per razza e bioterrore

    Frank Zappa: armi biologiche specifiche per razza e bioterrore

    Frank Zappa su armi biologiche e bioterrore

    Frank Zappa lo predisse in un’intervista a Music Box nel 1984: furono inviati campioni di sangue per la ricerca. Il sangue viene prelevato dai neonati per i test. In Texas, i campioni erano stati conservati senza consenso.
    Un avvocato di Austin ha minacciato di intentare una nuova causa federale dopo aver appreso che alcuni campioni di sangue di neonati in Texas sono andati alle forze armate statunitensi per un potenziale utilizzo in un database a fini delle forze dell’ordine.
    Frank Zappa ha registrato un video nel 1984 su Music Box in cui parlava di armi biologiche specifiche per razza e di bioterrore.

  • Frank Zappa e la prima volta con Gail: voci nella mente

    Frank Zappa e la prima volta con Gail: voci nella mente

    Primo incontro di Gail e Frank Zappa voci nella mente

    Gail Klein Sloatman, figlia di un ricercatore della Difesa (settore armi nucleari), incontrò Frank Zappa in una curiosa circostanza come lei stessa racconta.
    “Puzzava terribilmente. Aveva anche lo scolo ed era infestato da piattole anche sui capelli che non si pettinava da mesi”.
    Come in una fiaba i due comunque fecero sesso. Dopo quella notte galeotta, Gail raccontò al New Yorker cosa le successe al risveglio.
    “Mi sono rigirata nel letto e ho visto un occhio oltre il bordo del cuscino. In quel preciso istante, ho sentito una voce – ho sempre sentito voci tutta la vita – che mi diceva ‘Le cose stanno così: se non riesci a fartene una ragione non ti parleremo mai più”. Gail ricorda di aver pensato: “Oddio! Credo che questo tipo sia straordinario, è una sensazione talmente diversa! So che non si fa un bagno da quattro mesi e che i suoi baffi puzzano di burro di noccioline… Bene okay. Credo che così si possa descrivere un amore a prima vista”.
    Sentire le voci.
    Qualcuno ha pensato male considerando le sperimentazioni/programmazioni mentali che si facevano alla base militare a cittadini ignari vicini alle strutture di controllo.
    Pare che a Frank Zappa non successe. Una volta, un pediatra introdusse nella sua narice un batuffolo di cotone intriso di una sostanza radioattiva: non ci fu alcun effetto positivo primario.
    (Blow Up 247, dicembre 2018) 

  • Frank Zappa: le sue idee sul tempo

    Frank Zappa: le sue idee sul tempo

    Idee di Frank Zappa sul tempo

    Parliamo delle tue idee sul tempo.
    FZ: “Penso che tutto succeda continuamente: noi pensiamo al tempo in modo lineare perché siamo condizionati a farlo. Questo perché l’idea umana delle cose è che hanno un inizio e una fine. Non credo sia necessariamente vero. Penso al tempo come a una costante, una costante sferica in cui tutto sta accadendo tutto il tempo: è sempre successo e sempre accadrà”.
    Quindi questa tazza di caffè…
    FZ: “… è sempre stata piena e vuota. Tutto è sempre”.
    Perché questa tazza vuota ha senso per me?
    FZ: “Non lo so”.
    Capisci cosa intendo, però?
    FZ: “È una domanda Zen?”
    Nel senso che dico: “L’ho già fatto, la tazza che ho bevuto non sembra più piena”.
    FZ: “Beh, è perché non è piena in questa particolare versione”.
    Le nostre percezioni?
    FZ: “Abbiamo a che fare con il tempo in modo quasi pratico. Abbiamo ideato il nostro universo personale e il nostro stile di vita che è governato dal tempo suddiviso in questo modo, progrediamo da una tacca all’altra, giorno dopo giorno, e tu impari a rispettare le tue scadenze in questo modo. Funziona così solo per comodità umana. Questa, per me, non è una buona spiegazione di come funzionano davvero le cose. Questa è solo la versione della percezione umana su come funziona. Mi sembra altrettanto fattibile che tutto accada continuamente e se credi che la tua tazza di caffè sia piena o meno è irrilevante. Non puoi definire qualcosa con precisione finché non capisci ‘quando’ lo è”.
    Quando in termini di tempo.
    FZ: “Sì, quando è cosa. Senza la perfetta comprensione del quando non hai niente da affrontare, vedi? Perché analizzi quella tazza di caffè un po’ prima, ed è piena. In pochi minuti la berrai e non esisterà più. Lo stato della coppa viene determinato da quando lo percepisci”.
    Il che significa che il futuro è già accaduto.
    FZ: “Sì. Il motivo per cui credo fortemente in questo è che può spiegare perché le persone possono avere premonizioni, perché invece di guardare avanti si guardano solo intorno. Non devi guardare avanti per vedere il futuro. Puoi guardare laggiù”.
    Cosa limita le nostre percezioni di altre cose o di altri tempi o del futuro?
    FZ: “Penso che escogiti i tuoi limiti per tua comodità personale. Ci sono alcune persone che desiderano avere dei limiti e si inventeranno tutte le scatole che vogliono. Come gli uomini che hanno inventato l’armatura. Volevano proteggersi dalle fionde e dalle frecce del destino. Le persone fanno la stessa cosa psichicamente e psicologicamente: costruiscono la propria armatura e scelgono la loro esistenza. Che lo facciano consapevolmente o a causa di un governo o di un sistema educativo non importa: qualcuno sta aiutando a plasmare questa scatola immaginaria in cui vivi, ma non deve esserci per forza”.
    Allora quali sono i limiti al nostro riuscire a capire qual è lo scopo di ogni nostra vita?
    FZ: “Perché devi? L’importante è affrontare il quando, il quando aprirà un sacco di merda per te”.
    E’ l’idea che il tempo sia un vortice di Moebius…
    FZ: “No, la forma dell’universo è un vortice di Moebius, credo. Il tempo è una costante sferica. Ora immagina un vortice di Moebius all’interno di una costante sferica e avrai la mia cosmologia. Ma il ‘quando’ è molto importante”.
    (Best of Guitar Player, 1994)