Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa, The Yellow Shark (part 1): the Story

    Frank Zappa, The Yellow Shark (part 1): the Story

    Welcome To The United States, Uncle Meat, Get Whitey

    L’album dal vivo di “Yellow Shark” fu registrato dalla Ensemble Modern nel settembre del 1991 alla Alte Oper di Francoforte, al Philharmonie di Berlino e alla Wiener Konzerthaus di Vienna, con la direzione di Peter Rundel, oltre allo stesso Frank Zappa. Per quanto debilitato dalla malattia e vicino alla fine, Frank partecipò con entusiasmo all’operazione, in cui condensò il meglio della sua poetica, senza rinunciare alle sue frequenti e consuete invenzioni umoristiche. Il risultato musicale – avanguardia contemporanea con reminiscenze di Edgar Varèse – è uno dei più alti raggiunti dal musicista, ormai libero da preoccupazioni commerciali e dalle lusinghe del mercato. Il successo di critica e di pubblico fu enorme.

    Los Angeles, Natale del 1988. Alla sede centrale della Intercontinental Absurdities, quartier generale di Frank Zappa, arriva un pacchetto anonimo. Il musicista lo scarta. Dentro c’è un manufatto in legno, di colore giallo. Un pesce. Le fauci della bestia sono colorate con schizzi di rosso, come se l’animale avesse appena divorato una preda. C’è anche un biglietto che dice: “completate quest’opera d’arte inserendo qualcosa di vostro gradimento nella bocca del pesce”. Zappa butta via il biglietto, poi guarda meglio l’animale di legno. Capisce che è stato scolpito in una tavola da surf. Lo porta a casa e lo appende sopra il caminetto della sua sala d’ascolto… Non è uno squalo. È un pesce mutante. (filidaquilone.it)

    Dopo “The Yellow Shark”, speri di essere finalmente rispettato come compositore di musica seria?
    Non lo faccio per essere rispettato. Sono sicuro che ci sono persone che odieranno la musica. È come quando faccio musica rock ‘n’ roll. Lavoro con la musica classica così come con la musica rock. Finché mi piace, lo farò.

    Una volta hai descritto la musica come l’organizzazione del suono, simile a una struttura molecolare. Dov’è lo stomaco, il cuore del musicista rock?
    Se vuoi fare una composizione hai bisogno di un qualche tipo di design, un pezzo di architettura. Non importa se è una canzone rock, una canzone da cowboy o una marcia. C’è sempre una struttura che consente alle persone di ascoltare dal punto A al punto B, qualunque cosa accada nel mezzo.

    E l’improvvisazione? I musicisti di formazione classica generalmente trovano più difficile improvvisare rispetto ai musicisti jazz, per esempio.
    C’è un malinteso su cosa significhi improvvisare. Un musicista jazz che improvvisa prende il flusso delle armonie e inventa una linea melodica per accompagnarlo. Nel nostro caso abbiamo a che fare con i suoni stessi, come materia prima per così dire. Di conseguenza, alcune improvvisazioni non riguardano le note, ma le variazioni dei suoni che possono essere prodotte sui singoli strumenti.

    Perché le persone possono ascoltare i tuoi assoli e la maggior parte degli altri no?
    Perché si evolvono, la linea melodica si sviluppa. Non si tratta mai di suonare le scale il più velocemente possibile una dopo l’altra.

    Un’altra frase di Zappa: capire una melodia è come capire un linguaggio umano.
    Esatto. Supponiamo che una melodia sia una sequenza di toni di diversa altezza in momenti diversi. La domanda più importante è quando succede qualcosa. Questo vale per tutto ciò che accade in questo universo, tra l’altro. Le cose sono diverse in momenti diversi. A seconda di quando arriva, una sequenza di toni all’interno di una melodia può avere un effetto completamente diverso. Una melodia è come un discorso: puoi dire una frase con una pausa qui, un’enfasi qui e assume un significato diverso. Una melodia è come una frase. Un particolare gruppo di note non è solo una parola, è un intero concetto. Confrontalo con i caratteri cinesi.

    Hai un esempio?
    Un esempio negativo, le note alla fine di una canzone Dixieland. Funziona così: là là, là là, là daaaa. Che cosa significa in realtà? Niente.

    Da quando sei venuto a conoscenza del tuo cancro, molti dei tuoi sostenitori hanno chiesto informazioni sulla tua salute. Come stai davvero?
    Alcuni giorni buoni, poi di nuovo cattivi.

    È vero che sei in cura da un naturopata?
    Sì, è vero. Sono in cura da un naturopata americano, senza farmaci. È l’antico metodo dell’imposizione delle mani e si basa sulla trasmissione dell’energia e dell’elettricità.

    Questo ti aiuta?
    Ci credo, quindi mi aiuta. Se i dottori avessero voluto, sarei già morto, mi hanno dato sei mesi. E‘ stato due anni fa.

    (da un’intervista pubblicata su Journal Frankfurt n. 19, settembre 1992)

    continua nella seconda parte

    https://www.youtube.com/watch?v=R0wjmt5Lh0M

  • Frank Zappa & gonorrhea, Why Does It Hurt When I Pee? (2 versions): meaning, review

    Frank Zappa & gonorrhea, Why Does It Hurt When I Pee? (2 versions): meaning, review

    Why Does It Hurt When I Pee? (dall’album Joe’s Garage, 1979)
    Why Does It Hurt When I Pee? Live (dall’album You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 3, 1989)

    Caricatura di Andrè Carrilho

    Why Does It Hurt When I Pee? è la settima traccia di Joe’s Garage, triplo concept album di Frank Zappa uscito nel 1979, ambientato in un’America dove la musica è stata resa totalmente illegale.
    Il motivo per cui fa male quando fa pipì? Beh, Joe (il protagonista della storia) ha preso la gonorrea, gliel’ha trasmessa una cameriera di nome Lucille, che compare nella canzone successiva. Ike Willis dà la voce a Joe. Ike è stato un membro di lunga data dell’entourage di Zappa, con cui condivideva il senso dell’umorismo.
    Fa male perché ha preso la gonorrea, “le sue palle sembrano un paio di maracas”. La gonorrea provoca un forte bruciore e prurito durante la minzione.
    Questo tema è supportato da un pomposo pastiche rock, con sfumature sinfoniche in stile prog rock. La strumentazione (compresi i timpani) e gli arrangiamenti (con una sezione strumentale simile a un’opera) sono grandiosi.

    Il pezzo è stato scritto nell’estate del 1978, ispirato dalla domanda non richiesta del tour manager Phil Kaufman. In un’intervista, Kaufman ha attestato che Frank Zappa ha scritto la canzone mentre era sull’autobus, subito dopo aver pronunciato scherzosamente la frase, e l’ha fatta suonare dai musicisti la stessa notte. E’ un brano anteriore alla maggior parte del materiale di Joe’s Garage. Per inserirlo nel concept album, Zappa ha dovuto cambiare completamente la trama.
    La canzone divenne rapidamente una delle preferite dal vivo e fu inclusa in tutti i successivi tour di Zappa. A partire dal 1980, sarebbe stata sempre eseguita dopo “Joe’s Garage”. Una delle interpretazioni migliori (e più scandalose) è documentata in You Can’t Do That on Stage Anymore, vol. 3.

    Sotto la superficie di questa narrazione apparentemente cruda e umoristica si nasconde un’esplorazione più profonda della vulnerabilità, dell’ansia medica e dell’impatto degli incontri quotidiani sul proprio benessere. “Perché mi fa male quando faccio pipì?”. Il ripetersi di questa domanda indica una genuina ricerca di risposte, un desiderio di dare un senso al proprio dolore. È fondamentale riconoscere che il “male” a cui si fa riferimento va oltre il disagio fisico: simboleggia anche il dolore emotivo e la sensazione di aver perso il controllo. Questo dimostra la capacità di Zappa di usare l’umorismo per affrontare argomenti seri.
    Il verso “Non voglio che un dottore mi infili un ago” rivela la paura o l’avversione per l’intervento medico. La resistenza del protagonista a cercare un aiuto professionale evidenzia un tema più ampio di fiducia in se stessi e il desiderio di mantenere l’autonomia sul proprio corpo. L’accenno alla possibilità di contrarre la malattia dalla tavoletta del water introduce un ulteriore livello di complessità.

    La canzone divenne rapidamente popolare tra i fan di Zappa e raggiunse il numero 41 nelle classifiche del Regno Unito. Il titolo curioso, i testi umoristici combinati con la musica funky hanno catturato l’attenzione di un vasto pubblico.
    Lo stesso Zappa soffriva di numerosi problemi di salute. Il testo della canzone si basa sulla sua esperienza personale con un’infezione del tratto urinario e calcoli renali.
    Lo stesso Zappa ha ammesso quanto gli piacesse fare sesso. “Insomma, bisogna essere realisti: parti in tour, vai a letto con un po’ di ragazze, torni a casa e scopri di avere la gonorrea. Che fai? Mantieni il segreto con tua moglie? Io tornavo e le dicevo: ho la gonorrea, vai a farmi fare la ricetta. Lei usciva e tornava con la penicillina, la prendevamo entrambi e finiva tutto lì. Ogni tanto si lamenta, ma sai, è mia moglie”.
    Nel descrivere le differenze tra le groupies in base alle città, Zappa una volta disse:
    “Le groupies di New York sono fondamentalmente snob e tese, pensano di essere grandi. Le groupies di San Francisco sono ok ma pensano che non accada nulla al di fuori di San Francisco. Le groupies di Los Angeles sono senza dubbio le migliori, le più aggressive: l’unico inconveniente è il tasso incredibilmente alto di malattie veneree”. (Rolling Stone del 15 febbraio 1969)

    Dai risultati di diversi studi epidemiologici emerge che la gonorrea è l’evento infiammatorio di origine sessuale in grado di favorire lo sviluppo del tumore della prostata.

  • Frank Zappa & Mothers of Invention, Help I’m A Rock (8 versions): review, meaning

    Frank Zappa & Mothers of Invention, Help I’m A Rock (8 versions): review, meaning

    Tracklist
    Help, I’m A Rock, 1966 (Verve) + It Can’t Happen Here
    Help I’m a Rock original aborted stereo mix, 1966
    Help I’m A Rock + Transylvania Boogie, Amsterdam, 20 ottobre 1968
    Help I’m A Rock, Londra 1968
    Help I’m a Rock, Lawrence University Chapel, Appleton, WI, 23 maggio 1969
    Help I’m a Rock, 200 Motels, Pavillon, Hollywood, Live 1969
    Help, I’m A Rock, FZ Remix 1970, (The MOFO Project/Object)
    Help I’m a Rock, Ahead Of Their Time, 1993 (Zappa Family Trust)

    Frank Zappa non prendeva droghe, ma il suo capolavoro Help, I’m a Rock lanciò milioni di viaggi con l’LSD nel 1966. Questo è “Rock” nel senso di acid rock.
    Zappa spiegò questi nove minuti di follia come il risultato di un gruppo di persone che scherzavano in studio. “Era semplicemente una cosa che veniva fuori” disse Zappa un decennio dopo. “Ciò che stava accadendo era nell’aria quella notte.”
    Quei pazzi erano musicisti fuoriclasse, che hanno tirato fuori un brano jazz in forma libera e psichedelico.
    In questo brano, il giovane Zappa sovrappone urla, richiami di papere, segnali acustici e chiacchiere aliene, canti tribali, un orgasmo femminile – il tutto al servizio del mantra “Aiuto, sono rock”.
    Sono stati inseriti testi incomprensibili in cui il produttore rock Kim Fowley parla in strane lingue…

    Ay-yo ee-ow-ee-ow-ee
    Veni-ma-no too mah
    Veni veni ka toree tor (see’dra votra nee!)
    Vedi-vedi ki-ta-la tom-bay
    Vel-lay ka-la tay -la-tor
    Vel-lay kay-la ta-la-sor
    Vel-lay kay-lay ka-la-tor

    Che lingua è? Può sembrare finto giapponese cantato da un messicano, un ‘gramelot’ improvvisato, un mix di inglese con varie lingue inventate, un mix di suoni e parole in latino, gudjouri…
    Uno scherzo con cui, forse, Zappa ha voluto mostrare che si divertiva ad usare parole al servizio del suono, senza senso.

    Poi sentiamo da Zappa:
    Wow, amico, è una seccatura essere rock
    Vorrei essere tutt’altro che rock
    Diamine, mi piacerebbe anche essere un poliziotto
    Sai, forse se faccio pratica, sai,
    forse se supero l’esame di guida
    potrei ottenere un lavoro alla guida di quell’autobus
    che raccoglie gli squilibrati davanti a Ben Frank, giusto?

    Arriva poi la domanda spettrale: “Chi può immaginare che andrebbero fuori di testa in Kansas?” con altri spot improbabili, una serie di sciocchezze vocali che precedono una deviazione ispirata a Cecil Taylor/Sun Ra nello space jazz, con assolo di piano di Zappa.
    “Help, I’m a Rock” nasce come una “suite in tre movimenti”: “Okay to Tap Dance”, “In Memoriam Edgar Varèse” e “It Can’t Happen Here”. Il retro della copertina dell’album e i master tapes originali di Freak Out! mostrano il titolo semplicemente come “Aiuto, sono rock”. Nell’era dei CD, It Can’t Happen Here cominciò ad apparire come traccia separata e fu inclusa a parte in alcune compilation.
    In concerto, i Mothers mescolavano Help, I’m a Rock con altri primi brani di Frank Zappa, come Hungry Freaks Daddy.
    Nelle note di copertina, Zappa scrive del suo collage sonoro: “’Help, I’m A Rock è dedicata a Elvis Presley. Notate l’interessante struttura formale e la straordinaria armonia del negozio di barbiere in quattro parti verso la fine. Da notare l’evidente mancanza di potenziale commerciale. Uhm.»
    Sul lungo termine, l’allenamento psichedelico ebbe un grande appeal commerciale: le band di Zappa lo suonarono per tutta la carriera del maestro. “Help I’m a Rock” divenne uno dei tanti slogan affibbiati a Zappa nel corso della sua carriera.
    Un abbreviato “Help, I’m a Rock” fu pubblicato come lato B del singolo per soli DJ del 1966 “How Could I Be Such a Fool”.
    I musicisti della registrazione in studio erano Frank Zappa, Ray Collins, Jimmy Carl Black, Roy Estrada (“ragazzo soprano”) ed Elliot Ingber.

    “Help, I’m a Rock” è una canzone scritta da Frank Zappa. Fu registrata da Zappa insieme al gruppo Mothers of Invention nell’album di debutto Freak Out!, pubblicato su Verve Records il 27 giugno 1966.

    Help I’m A Rock è il primo incubo psicanalitico di Zappa. Si apre con una nenia orientale, un’invocazione di muezzin, versi nonsense, come una moltitudine di lamenti in tutte le lingue del mondo che dialogano senza capirsi, sostenute da una pulsazione monotona ossessiva e vagamente caraibica, in una Babela metà manicomio metà jungla. D’improvviso si viene catapultati in una sorta di Virgin Forest, con versi di animali e un orgasmo femminile in primo piano. Dopo un breve intermezzo di cool jazz pianistico si giunge al finale, un pezzo da camera per quartetto vocale al limite dei più audaci esperimenti con lo strumento voce (voci alte e voci basse, loop di nastri, swinganti schiocchi di dita, rumori a bocca aperta, controcanti deformi e nevrastenici).
    (Piero Scaruffi)

  • Frank Zappa & the groupies (part 2), review: Groupie Suite – Live Santa Monica 21 august 1970

    Frank Zappa & the groupies (part 2), review: Groupie Suite – Live Santa Monica 21 august 1970

    “Le donne intorno a Frank tendevano a ricoprire ruoli ben definiti: la moglie manteneva la sua scena domestica correndo come una macchina ben oliata, tutte le groupie assortite e i seguaci del campo che giravano intorno alla band servivano a rendere divertente la vita sulla strada. Io, invece, insistevo per essere il suo pari intellettuale, e questo lo confondeva. Evidentemente non c’era nulla nel suo background che gli permettesse di capire una mina vagante come me. Il fatto che la nostra amicizia fosse sopravvissuta a qualche disaccordo era una testimonianza della sua tenacia e della mia testardaggine”.
    (Nigey Lennon, City Paper, 19 gennaio 1994)

    “In ogni sala da concerto si incontrano ragazze che vengono a scoparsi i musicisti e a cui non interessa cosa suoni. Fanno parte dell’arredamento. Sono contento che esistano perché si occupano dei musicisti e del personale di scena. Allenta la tensione in tournée. Personalmente, non sono interessato a ragazze del genere, ma sono contento che altre persone lo siano. Preferisco le ragazze che hanno qualcosa in testa e sanno come usarla. Ricordo una groupie su cui ho scritto una canzone. Non avrebbe fatto sesso con un musicista finché non le avesse cantato il suo più grande successo”. (Frank Zappa, Playboy, 1982)

    Gail – che aveva vissuto i suoi anni formativi a Londra, nello stesso ambiente dei Beatles e dei Rolling Stones – era stata per qualche tempo una groupie.
    “Una groupie eccellente – disse Frank in un’intervista – Non me ne fregava niente se era andata a letto con altri musicisti”.
    In realtà, secondo Pauline Butcher, lui aveva idee assai più tradizionali sul matrimonio: “Se Gail avesse avuto anche altri uomini, la loro unione non sarebbe durata. Lui ebbe diverse storie, ma non ci fu mai nessuna possibilità che lasciasse Gail e la sua famiglia”. (Classic Rock, luglio 2015)

    Quando Zappa lasciava che una groupie si trasferisse nel seminterrato, tutti in casa dovevano accettarlo.

    Ci sono meno groupie oggi rispetto al passato?
    “Non è una professione così glamour o alla moda come negli anni Sessanta”.
    Perché? Liberazione delle donne?
    “No. Nei primi giorni della rivoluzione sessuale negli Stati Uniti, se annunciavi al mondo che eri una groupie, lasciavi intendere che avevi la licenza per uscire con chiunque. Ora, tutti escono e si uniscono agli altri e non c’è bisogno di specificare che sei una groupie. Puoi semplicemente uscire e farlo, non è più una sorta di vocazione necessaria”.
    Quindi, vuoi dire che le groupie non sono scomparse, ma è diventata la norma di comportamento?
    “Non proprio, perché una groupie è un tipo di attività specializzata: insegue il componente di un gruppo oppure viene chiamata “troia dell’equipaggio”. Ci sono diverse qualifiche, ragazze che seguono i giocatori di baseball o di football, ed hanno tutte un nome. Alla gente piace pensare alle groupie che vanno in giro con la lingua di fuori per seguire il leader di una band ma anche l’autista di un camion, un dottore, qualsiasi professione”.
    (RAM, 4 aprile 1980)

    Live al Civic Auditorium in Santa Monica del 21 agosto 1970. Le canzoni elencate di seguito furono presentate in anteprima sul palco. In seguito, furono incluse negli album Chunga’s Revenge, 200 Motels e Fillmore East giugno 1971

    La band:
    FZ, Mark Volman, Howard Kaylan, Jeff Simmons, Ian Underwood, George Duke, Aynsley Dunbar

    Tracklist
    Intro to Groupie Suite
    Road Ladies
    More intro
    What Will This Morning Bring Me This Evening
    What Kind Of Girl Do You Think We Are
    Bwana Dik
    Latex Solar Beef
    Daddy Daddy Daddy
    Do You Like My New Car (include Happy Together)
    What Will This Evening Bring Me This Morning

  • Frank Zappa & the groupies (part 1), review: Crew Slut, The Groupie Routine, Groupie Bang Bang

    Frank Zappa & the groupies (part 1), review: Crew Slut, The Groupie Routine, Groupie Bang Bang

    “Se non hai groupies intorno vuol dire che non stai facendo sul serio”. (Frank Zappa)

    Avvocato: Chi è una groupie?
    Frank Zappa: Una groupie è una ragazza a cui piace la gente che fa parte dei gruppi rock. Le piacciono molto.
    Giudice: Che cos’è che le piace molto?
    Frank Zappa: Le piacciono I MEMBRI del gruppo, molto.
    Avvocato: Una specie di tifosa, come i tifosi della squadra di calcio?
    Frank Zappa: Solo dei membri.
    Giudice: Non ho capito bene. Credevo che lei avesse detto che la cosa ha a che fare con una ragazza che in realtà è un membro di un gruppo rock.
    Frank Zappa: Mi scusi, le ragazze che seguono I MEMBRI.
    (parte del dialogo in tribunale per la causa intentata da Frank Zappa contro la società che gestiva l’Albert Hall di Londra, che nel febbraio 1971 cancellò l’esibizione della prima di 200 Motels con la Royal Philharmonic Orchestra. La cancellò nonostante la volontà di Bizarre Productions di modificare qualsiasi cosa nel programma per adattarsi all’Albert Hall).

    Nel febbraio 1969 Rolling Stone pubblicò un numero speciale dedicato alle groupie. In seguito, Baron Wolman produrrà il libro intitolato “Groupies and the other girls” di John Burks e Jerry Hopkins (1970, prima e unica stampa). All’epoca, quasi nessuno conosceva il concetto di groupie, si trattava di un fenomeno emergente. Affascinava l’idea di donne che circondavano musicisti famosi dietro le quinte, la loro libera sessualità in un ambiente largamente sessista.
    Questa iniziativa editoriale ha segnato la nascita della ‘groupie’, tra cui muse dal look vintage stravagante e le GTO (Girls Together Outrageously) che formarono la prima e unica groupie/girl band femminile di Frank Zappa con un album intitolato “Permanent Damage”. Questa band includeva Pamela Des Barres, una delle groupie più iconiche.
    Il libro contiene molti riferimenti ai Mothers di Frank Zappa, come pure a Hendrix, Jimmy Page, Marty Balin e molti altri, che provengono da Trixie, Sunshine, Pamela, Gloria Stavers, Harlow e i Plaster Castors.

    Esistono differenze tra le groupies a seconda della città in cui ti trovi.
    “Le groupies di New York sono fondamentalmente snob e tese – pensano di essere grandi. Le groupies di San Francisco sono ok ma pensano che non accada nulla al di fuori di San Francisco. Le groupies di Los Angeles sono senza dubbio le migliori, le più aggressive: l’unico inconveniente è il tasso incredibilmente alto di malattie veneree”.
    “Penso che le ragazze più giovani abbiano paura di me. Colgo l’occasione per annunciare alle groupies di questo paese che sono un tipo molto simpatico, quindi non abbiate paura”.
    Zappa viveva in una comune del Topanga Canyon con sei groupies. “Mi sono trasferito con loro invece di pagare l’affitto da qualche altra parte. È stata una situazione felice per tutti”.
    Ora è un uomo sposato e vive da solo con la moglie e la figlia, Moon Unit. Tuttavia, c’è una guest house sul retro della casa dove risiede Pamela Zarubica, alias Suzy Creamcheese.
    Durante il loro soggiorno di cinque mesi a New York, le Madri furono perseguitate giorno e notte dalle groupies, ragazze molto giovani. “Ci hanno davvero sorpreso. Avevano un’immaginazione incredibile ma, a volte, erano morbose…”
    Zappa potrebbe diventare l’ultimo storico delle groupies: le considera combattenti per la libertà all’avanguardia della rivoluzione sessuale che sta travolgendo la civiltà occidentale. Ha ore di interviste e conversazioni con le groupies su nastro, oltre a tutti i diari delle GTO, centinaia di lettere e foto. Ha già messo tutto insieme in un libro che si intitolerà The Groupie Papers. Il manoscritto è nelle mani della casa editrice Stein & Day anche se Zappa non ha ancora ricevuto alcuna risposta da parte loro.
    “Mi hanno chiesto di scrivere un libro politico, ma avevo una scadenza per il 1° gennaio. Così ho fatto il libro delle groupies. Mi chiedo quale sia stata la loro prima impressione”.
    I suoi nastri contengono varie informazioni delle groupies: commenti su varie rockstar’ (“cockstars”, li chiama Zappa) lunghezza e diametro del pene, pelosità, odore corporeo, durata del rapporto sessuale, numero di orgasmi da parte di lui, numero di orgasmi da parte di lei, tipo di droga preferita, ecc.
    “L’incidenza del lesbismo tra le groupies è molto alta e loro non ci pensano. Preferiscono i ragazzi omosessuali o bisessuali, ragazzi morbidi ed effeminati. È positivo che possano essere bisessuali: dimostra che si stanno adattando ai loro bisogni. Se ti fa sentire bene, fallo!”.
    “È incredibile quello che incontri per strada. Queste ragazze sono pronte a tutto sessualmente”.
    “Le groupies sono molto influenti sul mercato discografico perché conoscono così tante persone. Se hai successo con le groupies, venderai 15.000 dischi solo a Los Angeles”.
    (Rolling Stone, 15 febbraio 1969)

    Tracklist
    Crew Slut, Saratoga Performing Arts Centre, NY, 14 settembre 1984
    The Groupie Routine – Pauley Pavilion, UCLA, CA, 1971
    Groupie Bang Bang. 1966 (traccia inedita delle sessioni di Freak Out!).

  • Frank Zappa – The Nordic Stories (Denmark), Live KB Hallen, Copenaghen, 20 settembre 1974

    Frank Zappa – The Nordic Stories (Denmark), Live KB Hallen, Copenaghen, 20 settembre 1974

    THE NORDIC STORIES
    Zappa nei Paesi nordici 1967-1988
    Libro di Erland Bekkelund, Cege Berglund, Matti Laipio, Ole Lysgaard e Søren Gaden
    (4° edizione, 21 gennaio 2022, in lingua inglese, 256 pagine, Absolutt Forlag)

    Questo libro è stato scritto da uno dei più grandi ammiratori di Zappa in Norvegia, l’autore/editore Erland Bekkelund che ha preso l’iniziativa per il progetto coinvolgendo collaboratori dalla Finlandia, Svezia e Danimarca (Matti Laipio, Cege Berglund, Ole Lysgaard e Søren Gaden), grandi estimatori di Zappa anche loro.
    Il libro documenta i concerti di Zappa nei Paesi nordici dal 1967 alla fine degli anni ’80. In nessun’altra zona europea ha tenuto più concerti come nel Nord Europa. Ha suonato in circa 80 concerti tra Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca.
    Il libro presenta un capitolo per ognuno dei 4 Paesi nordeuropei con storie, interviste e aneddoti, 250-300 foto (in gran parte mai viste) che sono anche documenti storici.
    Contiene una recensione di ogni tour nordico con formazioni, date dei concerti, scalette e recensioni, è illustrato anche con locandine, poster e biglietti.

    Il capitolo di Zappa in Svezia, scritto da Cege Berglund, contiene interviste, storie di persone che lo hanno incontrato, informazioni su esperienze concertistiche e molto altro ancora. Gli Spotnicks furono la primissima band che aprì il primissimo concerto di Zappa e dei Mothers of Invention a Göteborg nel 1967. I musicisti Morgan Ågren e Mats Öberg raccontano la loro storia di quando hanno avuto la possibilità di suonare con Zappa e la band durante il concerto a Stoccolma nel 1988.

    Il capitolo molto speciale su Zappa in Finlandia è stato scritto da Matti Laipio, una delle persone principali che portarono Zappa in questo Paese del Nord Europa. Racconta della loro amicizia: visse con lui a Los Angeles per un periodo a metà degli anni ’70, mentre Zappa lavorava agli album Zoot Allures e Studio Tan. Matti racconta perché e come ha fornito ai Mothers gli spartiti per il tango finlandese Satumaa. Il risultato può essere ascoltato al concerto di Helsinki, che fa parte della serie You Can’t Do That On Stage Anymore. Abbiamo la storia di “Uncle Eric” che ha ispirato Zappa a scrivere la canzone Mrs. Pinky. Il capitolo è illustrato con alcune fantastiche foto scattate da Henrik Schütt.

    Il capitolo sulla visita di Zappa in Norvegia è scritto da Erland Bekkelund.
    Quando i giornalisti norvegesi hanno chiesto a Zappa cosa fosse una società, lui ha risposto:
    “Non abbiamo alcuna società, solo un gruppo di persone che si rincorrono come animali”.
    Il primo concerto che Zappa tenne in Norvegia fu nel 1973 al leggendario festival Kalvøya (isola di Calf) dove Zappa fu l’attrazione principale e il biglietto costava 20 NOK. Zappa stesso decise quando lui e la band avrebbero suonato: cioè quando il sole splendeva meglio sul palco (e su se stesso, presumibilmente). Zappa otteneva ciò che voleva.

    L’ultimo capitolo di Zappa in Danimarca, scritto da Søren Gaden, racconta del suo più grande fan danese, Ole Lysgaard, che alla fine divenne suo amico quasi “perseguitandolo” durante i tour. Una delle storie danesi riguarda John Smothers, la guardia del corpo di Zappa, che diede a Ole l’accesso alla “cerchia ristretta”. Questo capitolo contiene anche la storia dei riferimenti usati nella canzone Dong Work for Yuda. Il capitolo è riccamente illustrato con foto uniche del backstage, poster, biglietti e molto altro. Il capitolo e il libro si concludono con un’intervista inedita di 18 pagine realizzata a Copenaghen nel 1979.

    Absolutt Forlag ha in progetto una riedizione di questo straordinario libro con l’aggiunta di nuovo materiale inedito. Sta raccogliendo fondi per un possibile rilascio.

    Live KB Hallen, Copenaghen (Denmark), 20 settembre 1974 con Frank Zappa, Napoleon Murphy Brock, Tom Fowler, George Duke, Ruth Underwood, Chester Thompson

    Tracklist
    Room Service
    Tush Tush Tush
    Camarillo Brillo
    Oh no
    Son of Orange Country
    More Trouble Every Day

  • Frank Zappa – The Nordic Stories (Finland), Satumaa Finnish tango (1974), Live Helsinki, 1973

    Frank Zappa – The Nordic Stories (Finland), Satumaa Finnish tango (1974), Live Helsinki, 1973

    THE NORDIC STORIES
    Zappa nei Paesi nordici 1967-1988
    Libro di Erland Bekkelund, Cege Berglund, Matti Laipio, Ole Lysgaard e Søren Gaden
    (4° edizione, 21 gennaio 2022, in lingua inglese, 256 pagine, Absolutt Forlag)

    Questo libro è stato scritto da uno dei più grandi ammiratori di Zappa in Norvegia, l’autore/editore Erland Bekkelund che ha preso l’iniziativa per il progetto coinvolgendo collaboratori dalla Finlandia, Svezia e Danimarca (Matti Laipio, Cege Berglund, Ole Lysgaard e Søren Gaden), grandi estimatori di Zappa anche loro.
    Il libro documenta i concerti di Zappa nei Paesi nordici dal 1967 alla fine degli anni ’80. In nessun’altra zona europea ha tenuto più concerti come nel Nord Europa. Ha suonato in circa 80 concerti tra Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca.
    Il libro presenta un capitolo per ognuno dei 4 Paesi nordeuropei con storie, interviste e aneddoti, 250-300 foto (in gran parte mai viste) che sono anche documenti storici.
    Contiene una recensione di ogni tour nordico con formazioni, date dei concerti, scalette e recensioni, è illustrato anche con locandine, poster e biglietti.

    Il capitolo di Zappa in Svezia, scritto da Cege Berglund, contiene interviste, storie di persone che lo hanno incontrato, informazioni su esperienze concertistiche e molto altro ancora. Gli Spotnicks furono la primissima band che aprì il primissimo concerto di Zappa e dei Mothers of Invention a Göteborg nel 1967. I musicisti Morgan Ågren e Mats Öberg raccontano la loro storia di quando hanno avuto la possibilità di suonare con Zappa e la band durante il concerto a Stoccolma nel 1988.

    Il capitolo molto speciale su Zappa in Finlandia è stato scritto da Matti Laipio, una delle persone principali che portarono Zappa in questo Paese del Nord Europa. Racconta della loro amicizia: visse con lui a Los Angeles per un periodo a metà degli anni ’70, mentre Zappa lavorava agli album Zoot Allures e Studio Tan. Matti racconta perché e come ha fornito ai Mothers gli spartiti per il tango finlandese Satumaa. Il risultato può essere ascoltato al concerto di Helsinki, che fa parte della serie You Can’t Do That On Stage Anymore. Abbiamo la storia di “Uncle Eric” che ha ispirato Zappa a scrivere la canzone Mrs. Pinky. Il capitolo è illustrato con alcune fantastiche foto scattate da Henrik Schütt.

    Il capitolo sulla visita di Zappa in Norvegia è scritto da Erland Bekkelund.
    Quando i giornalisti norvegesi hanno chiesto a Zappa cosa fosse una società, lui ha risposto:
    “Non abbiamo alcuna società, solo un gruppo di persone che si rincorrono come animali”.
    Il primo concerto che Zappa tenne in Norvegia fu nel 1973 al leggendario festival Kalvøya (isola di Calf) dove Zappa fu l’attrazione principale e il biglietto costava 20 NOK. Zappa stesso decise quando lui e la band avrebbero suonato: cioè quando il sole splendeva meglio sul palco (e su se stesso, presumibilmente). Zappa otteneva ciò che voleva.

    L’ultimo capitolo di Zappa in Danimarca, scritto da Søren Gaden, racconta del suo più grande fan danese, Ole Lysgaard, che alla fine divenne suo amico quasi “perseguitandolo” durante i tour. Una delle storie danesi riguarda John Smothers, la guardia del corpo di Zappa, che diede a Ole l’accesso alla “cerchia ristretta”. Questo capitolo contiene anche la storia dei riferimenti usati nella canzone Dong Work for Yuda. Il capitolo è riccamente illustrato con foto uniche del backstage, poster, biglietti e molto altro. Il capitolo e il libro si concludono con un’intervista inedita di 18 pagine realizzata a Copenaghen nel 1979.

    Absolutt Forlag ha in progetto una riedizione di questo straordinario libro con l’aggiunta di nuovo materiale inedito. Sta raccogliendo fondi per un possibile rilascio.

    Satumaa Finnish tango, Live Helsinki 1974, vocalist Napoleon Murphy Brock

    Live at the Finlandia Hall Helsinki, 24 agosto 1973 (Road Tapes, Venue 2)
    Frank Zappa – guitar vocals
    Ruth Underwood – percussion
    Ralph Humphrey – drums, cowbells
    George Duke – keyboards, vocals
    Tom Fowler – electric bass
    Jean-Luc Ponty – electric violin
    Bruce Fowler – trombone
    Ian Underwood – bass clarinet, synthesizer

  • Frank Zappa – The Nordic Stories (Norway), Live Drammenshallen, Drammen, 8 may 1982

    Frank Zappa – The Nordic Stories (Norway), Live Drammenshallen, Drammen, 8 may 1982

    THE NORDIC STORIES
    Zappa nei Paesi nordici 1967-1988
    Libro di Erland Bekkelund, Cege Berglund, Matti Laipio, Ole Lysgaard e Søren Gaden
    (4° edizione, 21 gennaio 2022, in lingua inglese, 256 pagine, Absolutt Forlag)

    Questo libro è stato scritto da uno dei più grandi ammiratori di Zappa in Norvegia, l’autore/editore Erland Bekkelund che ha preso l’iniziativa per il progetto coinvolgendo collaboratori dalla Finlandia, Svezia e Danimarca (Matti Laipio, Cege Berglund, Ole Lysgaard e Søren Gaden), grandi estimatori di Zappa anche loro.
    Il libro documenta i concerti di Zappa nei Paesi nordici dal 1967 alla fine degli anni ’80. In nessun’altra zona europea ha tenuto più concerti come nel Nord Europa. Ha suonato in circa 80 concerti tra Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca.
    Il libro presenta un capitolo per ognuno dei 4 Paesi nordeuropei con storie, interviste e aneddoti, 250-300 foto (in gran parte mai viste) che sono anche documenti storici.
    Contiene una recensione di ogni tour nordico con formazioni, date dei concerti, scalette e recensioni, è illustrato anche con locandine, poster e biglietti.

    Il capitolo di Zappa in Svezia, scritto da Cege Berglund, contiene interviste, storie di persone che lo hanno incontrato, informazioni su esperienze concertistiche e molto altro ancora. Gli Spotnicks furono la primissima band che aprì il primissimo concerto di Zappa e dei Mothers of Invention a Göteborg nel 1967. I musicisti Morgan Ågren e Mats Öberg raccontano la loro storia di quando hanno avuto la possibilità di suonare con Zappa e la band durante il concerto a Stoccolma nel 1988.

    Il capitolo molto speciale su Zappa in Finlandia è stato scritto da Matti Laipio, una delle persone principali che portarono Zappa in questo Paese del Nord Europa. Racconta della loro amicizia: visse con lui a Los Angeles per un periodo a metà degli anni ’70, mentre Zappa lavorava agli album Zoot Allures e Studio Tan. Matti racconta perché e come ha fornito ai Mothers gli spartiti per il tango finlandese Satumaa. Il risultato può essere ascoltato al concerto di Helsinki, che fa parte della serie You Can’t Do That On Stage Anymore. Abbiamo la storia di “Uncle Eric” che ha ispirato Zappa a scrivere la canzone Mrs. Pinky. Il capitolo è illustrato con alcune fantastiche foto scattate da Henrik Schütt.

    Il capitolo sulla visita di Zappa in Norvegia è scritto da Erland Bekkelund.
    Quando i giornalisti norvegesi hanno chiesto a Zappa cosa fosse una società, lui ha risposto:
    “Non abbiamo alcuna società, solo un gruppo di persone che si rincorrono come animali”.
    Il primo concerto che Zappa tenne in Norvegia fu nel 1973 al leggendario festival Kalvøya (isola di Calf) dove Zappa fu l’attrazione principale e il biglietto costava 20 NOK. Zappa stesso decise quando lui e la band avrebbero suonato: cioè quando il sole splendeva meglio sul palco (e su se stesso, presumibilmente). Zappa otteneva ciò che voleva.

    L’ultimo capitolo di Zappa in Danimarca, scritto da Søren Gaden, racconta del suo più grande fan danese, Ole Lysgaard, che alla fine divenne suo amico quasi “perseguitandolo” durante i tour. Una delle storie danesi riguarda John Smothers, la guardia del corpo di Zappa, che diede a Ole l’accesso alla “cerchia ristretta”. Questo capitolo contiene anche la storia dei riferimenti usati nella canzone Dong Work for Yuda. Il capitolo è riccamente illustrato con foto uniche del backstage, poster, biglietti e molto altro. Il capitolo e il libro si concludono con un’intervista inedita di 18 pagine realizzata a Copenaghen nel 1979.

    Absolutt Forlag ha in progetto una riedizione di questo straordinario libro con l’aggiunta di nuovo materiale inedito. Sta raccogliendo fondi per un possibile rilascio.

    Live Drammenshallen, Drammen, Norway, 8 maggio 1982
    con Frank Zappa, Steve Vai, Ray White, Scott Thunes, Chad Wackerman, Ed Mann, Tommy Mars, Bobby Martin

    Tracklist
    Treacherous Cretins
    Society Pages
    I’m A Beautiful Guy
    Beauty Knows No Pain
    Charlie’s Enormous Mouth
    Fine Girl
    City of Tiny Lights
    Harder Than Your Husband
    Bamboozled By Love
    Let’s Move to Cleveland
    Tinseltown Rebellion
    Sinister Footwear
    Stevie’s Spanking
    Cocain Decisions
    Nig Biz
    Disco Boy
    Teenage Wind
    Truck Driver Divorce
    Tell Me You Love Me
    Strictly Genteel
    Crowd noise
    No no Cherry
    The Man From Utopia Meets Mary Lou
    Crowd noise
    Bobby Brown
    Zomby Woof

  • Frank Zappa – The Nordic Stories (Sweden), Live in Stockholm, 30 september 1967

    Frank Zappa – The Nordic Stories (Sweden), Live in Stockholm, 30 september 1967

    THE NORDIC STORIES
    Zappa nei Paesi nordici 1967-1988
    Libro di Erland Bekkelund, Cege Berglund, Matti Laipio, Ole Lysgaard e Søren Gaden
    (4° edizione, 21 gennaio 2022, in lingua inglese, 256 pagine, Absolutt Forlag)

    Questo libro è stato scritto da uno dei più grandi ammiratori di Zappa in Norvegia, l’autore/editore Erland Bekkelund che ha preso l’iniziativa per il progetto coinvolgendo collaboratori dalla Finlandia, Svezia e Danimarca (Matti Laipio, Cege Berglund, Ole Lysgaard e Søren Gaden), grandi estimatori di Zappa anche loro.
    Il libro documenta i concerti di Zappa nei Paesi nordici dal 1967 alla fine degli anni ’80. In nessun’altra zona europea ha tenuto più concerti come nel Nord Europa. Ha suonato in circa 80 concerti tra Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca.
    Il libro presenta un capitolo per ognuno dei 4 Paesi nordeuropei con storie, interviste e aneddoti, 250-300 foto (in gran parte mai viste) che sono anche documenti storici.
    Contiene una recensione di ogni tour nordico con formazioni, date dei concerti, scalette e recensioni, è illustrato anche con locandine, poster e biglietti.

    Il capitolo di Zappa in Svezia, scritto da Cege Berglund, contiene interviste, storie di persone che lo hanno incontrato, informazioni su esperienze concertistiche e molto altro ancora. Gli Spotnicks furono la primissima band che aprì il primissimo concerto di Zappa e dei Mothers of Invention a Göteborg nel 1967. I musicisti Morgan Ågren e Mats Öberg raccontano la loro storia di quando hanno avuto la possibilità di suonare con Zappa e la band durante il concerto a Stoccolma nel 1988.

    Il capitolo molto speciale su Zappa in Finlandia è stato scritto da Matti Laipio, una delle persone principali che portarono Zappa in questo Paese del Nord Europa. Racconta della loro amicizia: visse con lui a Los Angeles per un periodo a metà degli anni ’70, mentre Zappa lavorava agli album Zoot Allures e Studio Tan. Matti racconta perché e come ha fornito ai Mothers gli spartiti per il tango finlandese Satumaa. Il risultato può essere ascoltato al concerto di Helsinki, che fa parte della serie You Can’t Do That On Stage Anymore. Abbiamo la storia di “Uncle Eric” che ha ispirato Zappa a scrivere la canzone Mrs. Pinky. Il capitolo è illustrato con alcune fantastiche foto scattate da Henrik Schütt.

    Il capitolo sulla visita di Zappa in Norvegia è scritto da Erland Bekkelund.
    Quando i giornalisti norvegesi hanno chiesto a Zappa cosa fosse una società, lui ha risposto:
    “Non abbiamo alcuna società, solo un gruppo di persone che si rincorrono come animali”.
    Il primo concerto che Zappa tenne in Norvegia fu nel 1973 al leggendario festival Kalvøya (isola di Calf) dove Zappa fu l’attrazione principale e il biglietto costava 20 NOK. Zappa stesso decise quando lui e la band avrebbero suonato: cioè quando il sole splendeva meglio sul palco (e su se stesso, presumibilmente). Zappa otteneva ciò che voleva.

    L’ultimo capitolo di Zappa in Danimarca, scritto da Søren Gaden, racconta del suo più grande fan danese, Ole Lysgaard, che alla fine divenne suo amico quasi “perseguitandolo” durante i tour. Una delle storie danesi riguarda John Smothers, la guardia del corpo di Zappa, che diede a Ole l’accesso alla “cerchia ristretta”. Questo capitolo contiene anche la storia dei riferimenti usati nella canzone Dong Work for Yuda. Il capitolo è riccamente illustrato con foto uniche del backstage, poster, biglietti e molto altro. Il capitolo e il libro si concludono con un’intervista inedita di 18 pagine realizzata a Copenaghen nel 1979.

    Absolutt Forlag ha in progetto una riedizione di questo straordinario libro con l’aggiunta di nuovo materiale inedito. Sta raccogliendo fondi per un possibile rilascio.

    Live in Stockholm, 30 settembre 1967
    Frank Zappa, Ray Collins, Roy Estrada, Jimmy Carl Black, Billy Mundi, Ian Underwood, Don Preston, Bunk Gardner, Motorhead Sherwood

    Tracklist
    Introduction
    You didn’t try to call me
    Petrouska
    Bristol Stomp
    Baby Love
    Big Leg Emma
    No matter what you do
    Blue Suede Shoes
    Hound Dog
    Gee
    King Kong
    It can’t happen here

  • Frank Zappa pioniere del wah-wah: Freak Chouflee con Del Casher (1966)

    Frank Zappa pioniere del wah-wah: Freak Chouflee con Del Casher (1966)

    Il brano “Freak Chouflee” è stato registrato nel mese di settembre 1966 al Fillmore Auditorium di San Francisco o nella sala espositiva del Whisky a go go a Los Angeles.
    L’assolo di chitarra centrale è suonato da Del Casher (il creatore dell’effetto wah-wah).

    Band composta da:
    Frank Zappa – guitar
    Del Casher – guitar
    Don Preston – keyboards
    Roy Estrada – bass
    Billy Mundi – drums
    Jimmy Carl Black – drums
    Ray Collins – tambourine

    Del Casher ha inventato nel ’66 il pedale per chitarra elettrica Wah-Wah (chiamato anche cry baby perché emette un suono simile al pianto di un bambino).
    Frank Zappa è stato il primo ad utilizzarlo. Durante un concerto a New York fu visto da Hendrix che ne rimase talmente affascinato da volerlo utilizzare a tutti i costi nei suoi brani.
    Il wah-wah è entrato in scena dopo il fuzztone, nel 1967.
    Frank Zappa possedeva una chitarra a pedali wah Vox.

    I Mothers furono la prima grande formazione elettrica. Hanno sviluppato l’uso di legni amplificati e/o modificati elettronicamente… tutto, dall’ottavino al fagotto. Sono stati i primi a utilizzare il pedale wah-wah su chitarra, fiati e strumenti elettrici a tastiera. Hanno posto alcune basi teoriche che hanno influenzato il tipo di espedienti elettro-musicali trattati commercialmente. (Jazz, novembre/dicembre 1974)

    “Avevo visto Zappa al The Experience, un club di Los Angeles – ricorda Alice Cooper – Una sera ci fu una jam con Eric Clapton, Mike Bloomfield e Jimi Hendrix, tutti assieme. Alla fine, Frank salì sul palco e fece un’imitazione di ciascuno di loro. Poi la piantò e si mise a suonare i suoi riff e quelli stavano lì a guardarlo a bocca aperta perché questo tipo stava suonando roba che non avevano mai ascoltato prima. Neppure Hendrix. Frank diede a Jimi il suo primo pedale wah-wah e gli spiegò come funzionava”. (Classic Rock, luglio 2015)

    Hai la reputazione di essere il migliore al wah-wah. Cosa ne pensi?
    “Completamente d’accordo. Sono il migliore con la chitarra wah-wah, almeno per quanto ne so. Vedi, quando inizi a suonare la chitarra, la prima cosa è essere sicuro che ti piaccia; al punto che hai l’impressione che si crei un legame tra lei e te. La chitarra diventa qualcosa di più di uno strumento. Quando la suoni, devi avere la sensazione di stringerle la mano. Poi ci aggrappiamo, chiudiamo gli occhi e il gioco è fatto. Ovviamente la chitarra deve essere adatta a ciò che vuoi farne. Come una donna, né più né meno. Ne ho avute diverse e ora penso di aver trovato quella giusta… Uno stereo semiacustico Gibson. Per il wah-wah è lo stesso; quando l’ho visto uscire nei negozi, mi sono subito detto: “questo è per me”. E’ successo nel ‘67 e, per quanto ne so, sono stato il primo a usarlo. Non solo alla chitarra, ma anche al clavicembalo elettrico e al sax soprano. (Best, febbraio 1971)

    Era stato lui, nel 1967, a mostrare a Jimi Hendrix l’uso del pedale wah-wah, ma personalmente ne fece uso soprattutto a mo’ di controllo di tono, per enfatizzare certi armonici. Nel 1976, aveva un Mu-tron e usava anche il VCF (filtro di controllo voltaggio) della Oberheim: entrambi si possono ascoltare sull’album Zoot Allures. In seguito, passò ad un wah-wah Cry Baby. Apparentemente, Zappa era più interessato ai compressori e ai phasing. Fin dall’inizio degli anni Settanta, con la sua prima Gibson SG, usava un aggeggio costruito per lui da un suo amico, che produceva compressione, phase shifting e altri effetti (è quello usato nell’assolo in Montana).
    (Frank Zappa: trent’anni di strumenti, articolo di Gianfranco Salvatore – Chitarre, luglio-agosto 1994)

    4 dicembre 1971 incendio a Montreux (testimonianza)
    Un mio amico, che all’epoca non conoscevo, mi ha detto questo:
    “Alain, c’ero anch’io! Io ed altre persone abbiamo afferrato un sistema audio per casse WEM che era sul palco per rompere le finestre. Ci ha permesso di scappare saltando nell’erba sottostante… Ricordo molto bene Zappa che diceva con molta calma al pubblico di uscire senza farsi prendere dal panico, penso che la sua calma abbia permesso un’evacuazione rapida e sicura.
    Ho avuto l’impressione che il “moog” di Don Preston stesse ancora emettendo suoni strani sul palco deserto… Così ho preso la mia roba e sono uscito velocemente attraverso le finestre rotte. Mi è sembrato che pochi istanti dopo il soffitto fosse crollato”.
    Il palco era molto basso, al massimo un metro, ed è per questo che è stato facile per un altro mio amico salirci sopra e finire per scendere le scale del backstage con Zappa.
    Un altro ragazzo è riuscito a raggiungere e afferrare il pedale wah-wah di Frank. Essendo un chitarrista, lo usa ancora oggi. A parte un campanaccio citato da FZ in un’intervista, potrebbe essere l’unico strumento sopravvissuto all’incendio.
    (timemanipulation.com, 4 dicembre 2021 Alain Rieder)

    “Sono passato al Boomerang (pedale wah-wah)… ha aggiunto una certa quantità di distorsione e mi è piaciuto” (FZ)

    Mi piace la gamma media del pedale [wah-wah]. Non inclinarlo completamente avanti o indietro; lavora solo sulla parte centrale (FZ)

    “In realtà, a volte è un wah-wah, mentre in altri casi è una cosa chiamata Systech Harmonic Energize” (FZ)