Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Zappa: testi di canzoni diffusi attraverso libri segreti nei Paesi Bassi

    Libri segreti nei Paesi Bassi con testi di canzoni di Frank Zappa

    Negli anni ’70 e ’80, all’interno dei negozi di dischi dei Paesi Bassi, si potevano trovare libri di canzoni realizzati privatamente, digitati con la macchina da scrivere, fogli duplicati e pinzati.

    A metà degli anni Settanta nei Paesi Bassi fu pubblicata una rara serie di libri di testi di gruppi rock. Le copie sono state vendute in librerie alternative, negozi di dischi indipendenti e negozi di moda. I libri contengono i testi originali di tutti i dischi di alcuni artisti. Non viene menzionata nessuna casa editrice. Chi c’era dietro questa serie? Resta un segreto…

    Tra i vari artisti, non poteva mancare Frank Zappa. Ecco alcune copertine di libri a lui dedicati.

  • FZ: “Sono malvagio? Sono strano?”

    Frank Zappa citazione

    “Penso che in termini di aspetto fisico sia facile scegliermi per il ruolo di malvagio. In generale, agli scrittori rock piace fare categorizzazioni di diversi stili musicali e amano inserire varie cose in quelle categorie. Hai il soft rock, l’hard rock, il rock d’avanguardia e poi hai i ragazzi sporchi e cattivi, i freak e la sorpresa! Lascia che ti faccia una domanda: sono strano?”

    (Melody Maker, 23 ottobre 1971)

  • Zappa: ti chiedi sempre cosa succede nella sua testa…

    Frank Zappa impenetrabile
    foto di Greg Cristman

    L’aria di enorme autorità di Zappa, di non sbagliare mai, l’effetto quasi ipnotico che ha sulle persone intorno a lui (musicisti o giornalisti) contribuiscono al sentimento di infallibilità che circonda Frank.

    I musicisti hanno un enorme rispetto per Zappa, ma è difficile dire se questo si estenda all’affetto. Zappa non è il tipo di uomo con cui puoi essere troppo amico. Ti chiedi sempre cosa sta succedendo nella sua testa.

    (Melody Maker, 23 ottobre 1971)

  • Ognuno di noi inventa il proprio Frank Zappa

    Frank Zappa è il nostro specchio

    Ognuno di noi inventa il proprio Frank Zappa personale.

    Ciascuno dei nostri ‘kit fai-da-te Zappa’ rivela ciò in cui vogliamo credere.

    È lo specchio deformante con cui guardiamo il nostro io contorto e la società stravagante e ingiusta che abbiamo costruito.

    (pensieri… mentre ascolto Filthy Habits…)

  • Zappawood: “tela bianca ideale per una tenuta senza precedenti di Hollywood Hills”

    Zappawood di Frank Zappa venduto

    Da agosto 2020 il leggendario sito Zappawood di Frank Zappa è stato messo in vendita per 999.000 dollari.

    Situato nelle colline di Hollywood nel sud della California, il terreno di 2,4 acri può essere suddiviso in 10 appezzamenti separati. L’elenco ufficiale rileva che la proprietà è “ricca di storia e potenziale di sviluppo”, descrivendo Zappawood come “la tela bianca ideale per una tenuta senza precedenti di Hollywood Hills”.

    Anche se la proprietà è attualmente non edificata, rimangono alcuni resti di precedenti edificazioni. Questi includono finte grotte rocciose, tre ingressi di proprietà separati, “percorsi e gradini in pietra impreziositi da piastrelle colorate che conducono ad angoli con posti a sedere costruiti sul fianco della collina”.

    (Ultimate Classic Rock)

  • Frank Zappa su John Cage

    John Cage e Frank Zappa

    “Ogni volta che hai a che fare con l’improvvisazione, devi chinare la testa davanti a John Cage. E’ il maestro del non prendere nulla e farne qualcosa. Se hai intenzione di improvvisare, ti ritroverai nel suo territorio. C’è sempre quell’elemento speciale del caso con cui Cage ha sempre avuto a che fare”.

    (FZ, citazione tratta dalla conferenza stampa di Francoforte del 21 luglio 1992, intervista pubblicata su T’Mershi Duween n. 26, settembre 1992)

    “Senza Cage gran parte di ciò che accade nella musica e nell’arte moderna non sarebbe possibile”.

    (FZ, Los Angeles Times, 1° ottobre 1992)

  • Zappa riesce ad ottenere l’impossibile dai suoi musicisti

    I musicisti di Frank Zappa

    Uno dei ricordi più vivi che ho delle esibizioni zappiane è quello dell’atteggiamento che hanno i musicisti nei suoi confronti. L’impegno che spendono è pari alla paura che si legge negli occhi di chi suona con Dylan (con lui anche Petty e McGuinn si comportano come scolaretti ad un esame). Maledettamente serio, Zappa vuole e riesce ad ottenere l’impossibile dai suoi assistenti e tra il lavoro in studio e quello sul palco non c’è molta differenza.

    (Il Mucchio Selvaggio, ottobre 1992)

  • L’abilità di Zappa di passare da una scala all’altra nello stesso assolo

    Alcuni analisti affermano che Frank Zappa è in grado, su ciascuna delle sue tante chitarre, di passare indifferentemente da una scala temperata a una blues a una modale e di percorrerle in sequenza nel corso delle stesso assolo.

    (Il Mucchio Selvaggio novembre 1984)

  • Zappa: il maggior creatore di metalinguaggi in campo rock

    Zappa è tra i personaggi che più hanno fatto per superare l’elemento fondamentale del rock: l’immediatezza.

    Assieme a Wyatt, Fripp, Beefheart, Eno, Residents, ha costruito un rock strettamente gerarchico, cerebrale, che mentre insegue vette espressive tratte dalla tradizione classica occidentale non viene meno agli imperativi irrinunciabili del rock: piacere, fruibilità estesa, movimento.

    Le sue opere si sono via via ramificate con arrangiamenti sempre più ricchi e complessi. Al primitivo rock chitarristico si sono aggiunti dapprima i fiati, fino alle dimensioni di una big band, poi l’elettronica, infine le orchestre: quella, di 40 elementi, di Orchestral Favourites e quella, di ben 102, della London Symphony Orchestra.

    Zappa è, insomma, il maggior creatore di metalinguaggi in campo rock and roll; vale a dire, è il maggiore tra quanti si servono di linguaggi e stili accreditati del rock per condurre un discorso critico. Un discorso di secondo grado, che combatte la banalità con i suoi stessi strumenti.

    (Il Mucchio Selvaggio novembre 1984)

  • FZ: “America Drinks And Goes Home è una parodia sulla sindrome jazz II-VI…

    America Drinks And Goes Home di Frank Zappa

    “America Drinks And Goes Home” (Absolutely Free) ha un vero sapore jazz standard. L’hai scritto per rendere omaggio a quello stile musicale o è una parodia di quel genere?

    “È una parodia molto scientifica di quel genere. È così sottile che quasi non lo vedresti come una parodia. Non è una brutta melodia. L’intera essenza di quel tipo di musica è quella sindrome da idiota II-VI. È un esercizio di stupidità II-VI.

    Penso che il jazz giusto – e per i miei gusti non ce n’è molto – non sia basato sull’erudizione ma sulle palle”.

    (Pop & Rock, febbraio 1980)