Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • FZ: il suo primo amore è stato il cinema

    Frank Zappa e la passione per il cinema

    Frank non ha mai ascoltato musica seriamente fino all’età di 13 anni eppure, in qualche modo, è diventato Frank Zappa.

    Il suo primo interesse artistico è stato il cinema.

    Ha iniziato a girare e tagliare film molto giovane e l’ha fatto in modo molto artistico, poi si è avvicinato rapidamente alla musica. Aveva ciò che si definisce il genio artistico ma ha anche lavorato molto duramente. Era autodidatta ma non solo: andava in biblioteca, ascoltava gli insegnanti… Aveva un insegnante di musica classica al liceo, poi ha scoperto il rock, il doo-wop, ecc.

  • FZ: “possiamo dare ai giovani un mucchio di informazioni nuove…

    Frank Zappa e i giovani

    Negli Stati Uniti, ma anche nelle altre parti del mondo, la maggior parte dei giovani che ascoltano musica pop non hanno mai visto un’orchestra. A malapena sanno cos’è. E se mai ne hanno vista una è stato in televisione, in formato 45×35 cm. Non conoscono le orchestre, non conoscono il jazz né la musica sinfonica. Conoscono solo il rock ‘n roll. Ora visto che combiniamo musica sinfonica, jazz e brani parlati del teatro dell’assurdo, trasportando il tutto su una base rock ‘n roll, possiamo dare a questi giovani un mucchio di informazioni nuove”.

    L’humor i contrasti fra le parole, le frasi che si incastrano, il linguaggio sempre manipolato, reinventato, i pensieri mordaci fanno parte di una riserva a lungo premeditata per captare l’attenzione, non lasciare che si addormenti, mantenerla sempre viva, pronta, lontana da ogni sistema di riferimento.

    I vestiti colorati, i capelli scarmigliati, le smorfie sono state anch’esse premeditate, studiate per un certo fine: presentare un insieme che tenga, che conservi una certa unità di tono e traduca la volontà del compositore di sorprendere, di provocare uno stato di coscienza che liberi per un momento da ogni abitudine di visione, di ascolto, di sensibilità.

    La confezione dei dischi è curata per attirare l’attenzione di un certo tipo di clientela, puro richiamo dato dalle leggi della comunicazione visiva, ma anche per rappresentare graficamente quello che si trova all’interno.

    Zappa all’inizio se ne preoccupava in prima persona facendo del collage e dell’anti messaggio come sul retro della copertina dell’album Freak Out: «Questi Mothers sono pazzi, non piacciono a nessuno nella mia scuola, soprattutto da quando il prof. ci ha spiegato il significato delle parole delle loro canzoni. Firmato Suzy Crealcheese».

    Insomma, ieri come oggi per Zappa il potere è nell’immaginazione; la musica non fa che scorrere per quell’ipotetico itinerario, poi chi ha gli strumenti per capire l’operazione tira le somme, altrimenti è la stessa cosa.

    (Popster, aprile 1978)

  • Il progetto sfumato tra PFM e Frank Zappa

    L'incontro tra Frank Zappa e la PFM

    Tra il 1977 e il 1978 avrebbe potuto concretizzarsi una collaborazione rock storica tra Frank Zappa e la PFM guidata all’epoca da Franz Di Cioccio e Franco Mussida con Bernardo Lanzetti alla voce.

    Le session di “Jet Lag”, registrato a Bel Air, fecero entrare in contatto la band con il leader dei Mothers of Invention.

    “L’idea scattò quando venimmo a sapere che Frank Zappa era a Londra… A Frank piaceva molto la nostra band e avevamo stretto un rapporto di reciproca stima. Ci aveva perfino invitato alle sue prove e, quando Zappa ti invita alle prove, significa che ti stima come musicista” raccontò Di Cioccio.

    Di Cioccio raggiunse Frank sulle sponde del Tamigi: “Mi ricevette nel suo hotel, in una suite grandissima. Gli mostro i testi di ‘Passpartù’, molto ironici, raccontavano storie abbastanza surreali (‘I Cavalieri del tavolo cubico’, ‘Sulla mosca e sui dolci’, ‘Tramo le trame blu’, ‘Svita la vita’). Spiego a Frank che vorrei coinvolgerlo per dare una sterzata al disco. Lui voleva capire bene i nostri lavori. Inizio a tradurre ‘I Cavalieri del tavolo cubico’. A un certo punto lui mi guarda con aria strana: ‘Cubico? Ma non era la tavola rotonda?’. ‘Sì, ma questa è una trasposizione ironica di quella storia.’. Lui mi guarda un po’ stupito e poi gravemente mi dice: ‘Sì, lo vedo.’”.

    Di Cioccio iniziò a temere che Frank lo considerasse un matto: “E che lo pensasse Frank Zappa era un tutto dire”.

    Passa a tradurre un testo blues ermetico. “Diceva pressappoco: ‘Questa sera il grande spirito del blues aleggia intorno a noi. Halifax non è morto!’. E quando noi avevamo chiesto a Manfredi: ‘Ma chi cazzo è questo Halifax?’, lui aveva risposto che si trattava di un tizio della Louisiana considerato l’inventore del blues”.

    Quando Frank chiede di cosa parla il testo, Di Cioccio fa: “E’ la storia di Halifax, conosci? ‘La storia di cosa? Chiede Frank. Rispondo io ‘Il blues vive perché Halifax rinasce tutte le sere nei club!’ e lui risponde ‘Sei sicuro che non è morto?”.

    Frank lo guardava sempre più stranito, il suo sguardo era torbido, era chiaro che non capiva.

    Di Cioccio taglia la testa al toro e chiarisce: “Halifax, il padre del blues!”.

    Frank sgrana gli occhi: Hali… chi? Nessuno ha inventato il blues, sai? Il blues è nato per cazzi suoi, nasce come una cosa qualsiasi. Non conosco proprio nessuno che dice: hey, io ho inventato questa cosa, questa cosa è mia”.

    Tutto finì in una risata ma il progetto non andò in porto. Frank aveva troppi impegni e le sue date non coincidevano con quelle della PFM.

    Fonte: rockol.it

    La vicenda è stata raccontata nel libro “PFM – Due volte nella vita” (Aerostella Edizioni, 1998).

  • FZ: “forse saranno gli uomini d’affari a salvare il mondo…

    Frank Zappa citazione

    “Riguardo ad un miglioramento del mondo vuoi sapere chi renderà possibile tutto questo? Non i governi ma gli uomini di affari e sai perché? Perché qualsiasi accordo verrà fatto tra l’Est e l’Ovest sarà basato sugli scambi commerciali. Quindi, bisogna pensare ai governi coinvolti come a dei semplici osservatori che stanno a guardare mentre gli uomini d’affari si accordano…

    L’Unione Sovietica non sarebbe così compiacente oggi se non avesse bisogno di investimenti esteri per costruire la propria base economica. Diciamo la verità: questo è ciò che vuole il mondo: le persone vogliono commerciare tra loro non uccidersi a vicenda. Le sole persone che vogliono la guerra sono i fanatici religiosi e i pazzi che si trovano al potere. Le persone normali vogliono fare affari… con un pizzico d’ironia, negli anni ’60, gli uomini d’affari erano alla base di ogni male, mentre adesso saranno forse loro a salvare il mondo per puro caso…”.

  • ODIN: tributo a Frank Zappa di 6 brani da una band prog rock anni ’70

    La band prog rock britannica ODIN, fondata in Inghilterra nel 1971, ha registrato un tributo a Frank Zappa nel suo primo ed unico album omonimo (etichetta Vertigo), ripubblicato su CD nel 2000. L’album ‘Odin’ contiene 6 brani (Life is only, Turnpike lane, Be the man you are, Gemini, Eucalyptus, Clown) + Tribute to Frank.

    Nonostante la scarsa reperibilità del CD, questo gruppo semi-sconosciuto merita più di un ascolto in quanto rappresenta ciò che era la musica prog dell’epoca.

    Lo stile è decisamente canterburiano, i brani presentano un’alternanza tra suite più articolate (mai sopra gli 8-10 minuti) e brani più leggeri. La voce è pulita e non ingombrante, le parti strumentali sono spesso accompagnate da chitarra acustica.

    Durante le sessioni SWF del 1973 in Germania, la band ha registrato “King Kong” e “Oh No” di Zappa: entrambi i brani sono stati pubblicati su “SWF Session 1973” nel 2007.

    Il loro album “Live At The Maxim” (2007) è legato ad un concerto del 1971: include varie composizioni di Frank Zappa.

    Il gruppo ODIN era composto da:

    • Rob Terstall: chitarra, voce
    • Jeff Beer: tastiere, percussioni, voce
    • Ray Brown: basso, voce
    • Stuart Fordham: batteria, percussioni

    In questo video potete ascoltare i seguenti brani di Frank Zappa registrati tra il 1971 e il 1973:

    • Oh No
    • King Kong Studio
    • Tribute To Frank
    • My Guitar Wants To Kill Your Mama
    • Little House
    • Peaches En Regalia

  • FZ: in quali Paesi si è esibito e in quali non ha mai suonato

    Paesi dove ha suonato Frank Zappa

    Frank Zappa continua ad andare ai margini e non solo negli Stati Uniti, dove viene comunque sfacciatamente boicottato dalle istituzioni musicali (catene di negozi, stazioni radio, canali televisivi, ecc.) che hanno sempre visto nel suo repertorio la forza di un potenziale nemico. La cosa più ironica è che la legislazione che rende possibile il boicottaggio di artisti non collegati a grandi corporazioni, garantisce completa libertà di espressione a coloro che si auto-istituzionalizzano nel settore indipendente.

    In altre parole, possono boicottare Zappa in certe aree, ma qualcuno che vuole incontrarlo lo farà.

    Paesi dove non ha suonato Frank Zappa

    Anche in Brasile è sempre stata una faccenda complicata. Ascoltare Zappa quaggiù è, ancora oggi, un po’ avventuroso: l’informazione va scavata come l’oro e, nei negozi, la discografia nazionale è zero, niente.

    Mi recai a casa di Zappa a Los Angeles per una breve conversazione avvenuta ad agosto 1991.

    Era la prima volta che un giornalista brasiliano metteva piede sul suolo sacro della casa di Zappa, questo privilegio era speciale. L’attesa in giardino non è stata delle peggiori: è bastato un quarto d’ora per concludere che la casa di Zappa non ha una forma netta. È una serie di passaggi, scale a chiocciola, svolte e incroci uno dopo l’altro ambientati in un giardino botanico.

    Sei sempre stato molto interessato alla politica e uno dei tuoi obiettivi principali era il presidente Ronald Reagan.

    “Tutto quello che c’è brutto oggi negli Stati Uniti è colpa di Reagan. Politica economica disastrosa, tutti i tipi di scandali che coinvolgono l’amministrazione, è tutta colpa sua. Era un idiota ma sapeva raccontare una bella barzelletta. Le persone intorno a lui erano diavoli, arricchirono i loro amici e lasciarono il cittadino americano medio senza speranza per il futuro. Reagan era un presidente imperialista con la televisione e il resto dei media in tasca”.

    Hai dichiarato che lascerai definitivamente il palco. Non c’è speranza di vederti in Brasile, quindi?

    “I musicisti americani sono molto attaccati al denaro, la musica non è così importante per loro, è solo un altro lavoro. Ho già avuto offerte che potresti considerare a livello più che milionario, il che significa milioni di dollari, ma non me la sento di mettere insieme una band e affrontare più certe cose. Per quanto riguarda il Brasile, è un peccato che non sia mai stato invitato ad andare da nessuna parte in Sud America. Nemmeno in Messico, dove ho un seguito molto grande”.

    (“Talking with Frank” by Fabio Massari, Los Angeles/Sao Paulo, 1991)

    Ecco una panoramica dei Paesi in cui FZ ha suonato e in cui non ha mai suonato .

    Stati americani visitati (43 + DC)

    Alabama, Arizona, Arkansas, California, Colorado, Connecticut, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Hawaii, Idaho, Iowa, Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts, Maryland, Michigan, Minnesota, Missouri, Nebraska, Nevada, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, Tennessee, Texas, Utah, Virginia, Vermont, Washington, Wisconsin, West Virginia

    Stati americani non visitati (7)

    Alaska, Delaware, Mississippi, Montana, North Dakota, South Dakota, Wyoming

    Province canadesi visitate (6)

    Alberta (Calgary, Edmonton), British Columbia (Vancouver), Manitoba (Winnipeg), Nova Scotia (Halifax), Ontario (Hamilton, London, Ottawa, Toronto, Waterloo, Windsor), Québec (Montréal, Québec)

    Province e territori canadesi non visitati (6)

    New Brunswick, Newfoundland, Northwest Territories, Prince Edward Island, Saskatchewan, Yukon

    Paesi europei visitati (17)

    Austria, Belgio, Cecoslovacchia (FZ soltanto), Danimarca, Finlandia, Francia, Germania Ovest, Ungheria (FZ soltanto), Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Jugoslavia

    Paesi europei non visitati (10)

    Albania, Bulgaria, Germania Est, Grecia, Islanda, Irlanda, Polonia, Portogallo, Romania, Unione Sovietica (FZ ci andò nel 1992, ma non per suonare)

    Altri Paesi visitati (3)

    Australia, Giappone, Nuova Zelanda

    Regioni non visitate

    Africa, Antartide, Asia continentale, America Centrale, Messico, Sud America e gran parte delle isole sparse nel mondo

  • Gail Zappa: “una pioniera scalza con gli occhi da cerbiatto…

    Gail Zappa

    Gail era l’amore della vita di Frank Zappa come lui era la sua. Dopo la morte di Frank, Gail continuò a gestire l’azienda di famiglia Zappa Family Trust. Un lavoro instancabile, logorante ma pieno d’amore. A partire dal 1994, Gail e The Zappa Family Trust hanno pubblicato 38 album postumi raggiungendo un totale di 100 album di Frank Zappa.

    Al momento della morte di Gail, la Zappa Family rilasciò questa unica dichiarazione:

    Gail Zappa

    1 gennaio 1945 – 7 ottobre 2015

    Gail Zappa, nata Adelaide Gail Sloatman, 70 anni, ha lasciato questa terra pacificamente a casa sua mercoledì 7 ottobre 2015, circondata dai suoi figli.

    Sposata con Frank Zappa all’età di 22 anni, Gail era una pioniera scalza con gli occhi da cerbiatto, che dava uguale valore alle sue responsabilità domestiche e professionali come matriarca della famiglia e sovrintendente di tutte le imprese Zappa. Ha collaborato con suo marito nel mondo della musica mentre cresceva i loro figli Moon Unit, Dweezil, Ahmet e Diva.

    Gail ha svolto con entusiasmo il suo ruolo di custode della vita creativa di suo marito. Dopo la morte di Frank Zappa, ha cercato di tutelare l’eredità di uno dei principali compositori e musicisti americani del XX° secolo. Mentre conduceva intricate trattative legali con le società come nonna dello Zappa Family Trust, non ha mai mancato di trasmettere il senso dell’umorismo che era parte integrante della sua personalità indomabile e formidabile.

    Gail si autodefiniva un’assurda pagana, era motivata dall’amore in tutti gli aspetti della sua vita, manteneva la sua autenticità intatta, indomita: si è dimostrata una donna forte e dura nel mondo della musica e della politica.

    Gail sarà per sempre identificata come una figura chiave nella rinascita creativa di Laurel Canyon. I ricordi che lascia dietro di sé sono la sua stessa forma d’arte. La sua intelligenza bruciante, il sorriso indimenticabile, la folta e lunga chioma ed i lunghi velluti neri lasciano dietro di sé una scia confusa.

  • “The Rage and The Fury” in onore al Maestro Edgar Varèse

    Nel 1993, Frank Zappa ha registrato le sue ultime opere con il gruppo Ensemble Modern.

    Sette opere di Edgard Varèse, una delle maggiori influenze di Frank, sono state eseguite e registrate professionalmente per dare al compositore francese il riconoscimento che merita.

    Queste registrazioni, provvisoriamente chiamate “The Rage and The Fury”, rimangono inedite.

    Numerosi comunicati stampa dello Zappa Family Trust ne hanno programmato la pubblicazione e le date di rilascio in numerose occasioni, ma dopo quasi 30 anni non ne è venuto fuori nulla.

    Nel 1996, tuttavia, 6 delle 7 registrazioni (Hyperprism, Octandre, Integrales, Ionisation, Deserts, Density) sono state pubblicate come campioni, della durata compresa tra 15 e 30 secondi, sul sito ufficiale di Zappa nei formati .wav, .aiff e .au (i file .wav sono di qualità migliore).

    L’ammirazione di Frank Zappa per Edgar Varese si è estesa alla registrazione dell’inedito The Rage And The Fury: The Music Of Edgard Varèse con il tedesco Ensemble Modern.

    Ci sono piani per pubblicare The Rage And The Fury?

    È un album molto personale e brillante. A Frank non importava se fosse rilasciato o meno. È stato un progetto realizzato quando la vita di Frank è durata più a lungo di quanto chiunque avrebbe potuto prevedere. Non gli importava se qualcuno l’avesse sentito o no – e io provo lo stesso. Era sufficiente che Frank lo sentisse. Nessuna somma di denaro potrebbe eguagliarlo.

    (Gail Zappa)

    (Record Collector, maggio 2009)

  • L’ultima grande produzione di Zappa

    You Can’t Do That on Stage Anymore

    All’inizio degli anni ’90, Zappa dedicò quasi tutte le sue energie al lavoro orchestrale e al Synclavier.

    Nel mese di aprile 1991, Zappa annunciò su una radio di Berkeley la sua candidatura alle elezioni presidenziali americane come partito indipendente.

    Poco dopo, sua figlia maggiore Moon Unit rivelò che Frank, a causa di un cancro alla prostata, non avrebbe potuto svolgere alcuna attività politica.

    La malattia gli causò la morte il 4 dicembre 1993, all’età di 52 anni. La sua ultima tournée accompagnata da una formazione rock si svolse nel 1988, con un ensemble di 12 musicisti a cui Frank chiese di conoscere oltre 800 composizioni, gran parte delle quali tratte dal repertorio di Zappa. Il tour, interrotto per disaccordo tra i membri della band, è stato immortalato negli album The Best Band You Never Heard in Your Life, Make a Jazz Noise Here e Broadway the Hard Way, più alcuni brani dell’album You Can’t Do That on Stage Anymore, Vol. 6.

    “You Can’t Do That on Stage Anymore” è l’ultima grande produzione di Frank Zappa, un progetto che riesce a malapena a portare a termine.

    I vol. 5 e 6 sono stati pubblicati nel 1992: su 6 doppi CD (circa 20 ore di ascolto) ha raccolto 3 decenni di spettacoli mescolando (a volte nella stessa canzone) tutti i suoi diversi gruppi senza alcun ordine cronologico.

    È un tuffo in quella che ha chiamato la ‘continuità concettuale’, che definisce la coerenza complessiva del suo lavoro.

    Qualche tempo prima della sua morte, Zappa si occupò ancora una volta della politica culturale ceca su richiesta di Václav Havel, presidente della Cecoslovacchia prima e della Repubblica Ceca poi. I due uomini si tenevano in grande considerazione.

  • Frank Zappa ha ammesso di non essere mai stato capace di…

    Frank Zappa cantante

    Frank Zappa ha ammesso di non essere mai stato capace sul palco di suonare la chitarra e cantare allo stesso tempo.