Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Tag: Frank Zappa

  • FZ: “Tony Palmer critica 200 Motels per farsi pubblicità…

    Frank Zappa su Tony Palmer

    Frank Zappa è abbastanza soddisfatto del suo primo film, “200 Motels”.

    “Penso sia andata abbastanza bene” commenta lui.

    L’esperto di pop britannico Tony Palmer, che ha lavorato al film, pensa sia il peggior film pop che abbia mai visto. Zappa risponde: “E’ un piccolo mascalzone controverso”.

    Perchè Palmer descrive il film in quel modo?

    “Per farsi pubblicità” risponde Frank. La sua non è arroganza, ma una forte convinzione in quello che fa. Realizza cose per far divertire le persone, non per far scrivere i critici.

    Anche lui si diverte. Gli è piaciuto realizzare quel film e gli piace guardarlo.

    Certo, è un po’ complicato da capire, la prima volta.

    “E’ un po’ difficile. Ricordo la prima volta che l’ho visto, quando è stato completato; l’ho guardato per mesi e mesi in varie fasi di sviluppo, ma quando è tornata per la prima volta la stampa a colori finale, sono andato a una proiezione, mi sono seduto lì e non l’ho nemmeno ascoltato – l’ho solo guardato, perché non riuscivo a credere a come fosse” racconta Frank.

    “Non stavo nemmeno collegando i dialoghi o la musica con le immagini appese al muro, era un film muto per quanto mi riguardava. Dopo la terza o quarta volta, ho iniziato ad assimilare tutto”.

    Ha ripreso la frase “film pop”.

    “Non sono un fan accanito dei film pop, ma vieni classificato in quella categoria perché il film ruota attorno a un gruppo di musicisti. Penso che userei le stesse persone indipendentemente dal fatto che siano musicisti o meno. Mi interessava fare un film musicale, ma gran parte della musica in esso contenuta non è pop. In un certo senso, è un peccato perché non è come uno di quei normali film rock and roll”.

    “Sono state tralasciate un sacco di cose interessanti, non sono state girate. Avevamo in programma solo 7 giorni di riprese: un terzo della sceneggiatura (lungo 320 pagine) non è stato girato affatto. Abbiamo dovuto modificare mentre realizzavamo il film. Mi sarebbe piaciuto anche avere la colonna sonora in stereo, ma non avevo il budget neanche per quello”.

    (Sounds, 27 novembre 1971)

  • Zappa: testi di canzoni diffusi attraverso libri segreti nei Paesi Bassi

    Libri segreti nei Paesi Bassi con testi di canzoni di Frank Zappa

    Negli anni ’70 e ’80, all’interno dei negozi di dischi dei Paesi Bassi, si potevano trovare libri di canzoni realizzati privatamente, digitati con la macchina da scrivere, fogli duplicati e pinzati.

    A metà degli anni Settanta nei Paesi Bassi fu pubblicata una rara serie di libri di testi di gruppi rock. Le copie sono state vendute in librerie alternative, negozi di dischi indipendenti e negozi di moda. I libri contengono i testi originali di tutti i dischi di alcuni artisti. Non viene menzionata nessuna casa editrice. Chi c’era dietro questa serie? Resta un segreto…

    Tra i vari artisti, non poteva mancare Frank Zappa. Ecco alcune copertine di libri a lui dedicati.

  • FZ: “Sono malvagio? Sono strano?”

    Frank Zappa citazione

    “Penso che in termini di aspetto fisico sia facile scegliermi per il ruolo di malvagio. In generale, agli scrittori rock piace fare categorizzazioni di diversi stili musicali e amano inserire varie cose in quelle categorie. Hai il soft rock, l’hard rock, il rock d’avanguardia e poi hai i ragazzi sporchi e cattivi, i freak e la sorpresa! Lascia che ti faccia una domanda: sono strano?”

    (Melody Maker, 23 ottobre 1971)

  • Zappa: ti chiedi sempre cosa succede nella sua testa…

    Frank Zappa impenetrabile
    foto di Greg Cristman

    L’aria di enorme autorità di Zappa, di non sbagliare mai, l’effetto quasi ipnotico che ha sulle persone intorno a lui (musicisti o giornalisti) contribuiscono al sentimento di infallibilità che circonda Frank.

    I musicisti hanno un enorme rispetto per Zappa, ma è difficile dire se questo si estenda all’affetto. Zappa non è il tipo di uomo con cui puoi essere troppo amico. Ti chiedi sempre cosa sta succedendo nella sua testa.

    (Melody Maker, 23 ottobre 1971)

  • Ognuno di noi inventa il proprio Frank Zappa

    Frank Zappa è il nostro specchio

    Ognuno di noi inventa il proprio Frank Zappa personale.

    Ciascuno dei nostri ‘kit fai-da-te Zappa’ rivela ciò in cui vogliamo credere.

    È lo specchio deformante con cui guardiamo il nostro io contorto e la società stravagante e ingiusta che abbiamo costruito.

    (pensieri… mentre ascolto Filthy Habits…)

  • Zappawood: “tela bianca ideale per una tenuta senza precedenti di Hollywood Hills”

    Zappawood di Frank Zappa venduto

    Da agosto 2020 il leggendario sito Zappawood di Frank Zappa è stato messo in vendita per 999.000 dollari.

    Situato nelle colline di Hollywood nel sud della California, il terreno di 2,4 acri può essere suddiviso in 10 appezzamenti separati. L’elenco ufficiale rileva che la proprietà è “ricca di storia e potenziale di sviluppo”, descrivendo Zappawood come “la tela bianca ideale per una tenuta senza precedenti di Hollywood Hills”.

    Anche se la proprietà è attualmente non edificata, rimangono alcuni resti di precedenti edificazioni. Questi includono finte grotte rocciose, tre ingressi di proprietà separati, “percorsi e gradini in pietra impreziositi da piastrelle colorate che conducono ad angoli con posti a sedere costruiti sul fianco della collina”.

    (Ultimate Classic Rock)

  • Frank Zappa su John Cage

    John Cage e Frank Zappa

    “Ogni volta che hai a che fare con l’improvvisazione, devi chinare la testa davanti a John Cage. E’ il maestro del non prendere nulla e farne qualcosa. Se hai intenzione di improvvisare, ti ritroverai nel suo territorio. C’è sempre quell’elemento speciale del caso con cui Cage ha sempre avuto a che fare”.

    (FZ, citazione tratta dalla conferenza stampa di Francoforte del 21 luglio 1992, intervista pubblicata su T’Mershi Duween n. 26, settembre 1992)

    “Senza Cage gran parte di ciò che accade nella musica e nell’arte moderna non sarebbe possibile”.

    (FZ, Los Angeles Times, 1° ottobre 1992)

  • Zappa riesce ad ottenere l’impossibile dai suoi musicisti

    I musicisti di Frank Zappa

    Uno dei ricordi più vivi che ho delle esibizioni zappiane è quello dell’atteggiamento che hanno i musicisti nei suoi confronti. L’impegno che spendono è pari alla paura che si legge negli occhi di chi suona con Dylan (con lui anche Petty e McGuinn si comportano come scolaretti ad un esame). Maledettamente serio, Zappa vuole e riesce ad ottenere l’impossibile dai suoi assistenti e tra il lavoro in studio e quello sul palco non c’è molta differenza.

    (Il Mucchio Selvaggio, ottobre 1992)

  • L’abilità di Zappa di passare da una scala all’altra nello stesso assolo

    Alcuni analisti affermano che Frank Zappa è in grado, su ciascuna delle sue tante chitarre, di passare indifferentemente da una scala temperata a una blues a una modale e di percorrerle in sequenza nel corso delle stesso assolo.

    (Il Mucchio Selvaggio novembre 1984)

  • Zappa: il maggior creatore di metalinguaggi in campo rock

    Zappa è tra i personaggi che più hanno fatto per superare l’elemento fondamentale del rock: l’immediatezza.

    Assieme a Wyatt, Fripp, Beefheart, Eno, Residents, ha costruito un rock strettamente gerarchico, cerebrale, che mentre insegue vette espressive tratte dalla tradizione classica occidentale non viene meno agli imperativi irrinunciabili del rock: piacere, fruibilità estesa, movimento.

    Le sue opere si sono via via ramificate con arrangiamenti sempre più ricchi e complessi. Al primitivo rock chitarristico si sono aggiunti dapprima i fiati, fino alle dimensioni di una big band, poi l’elettronica, infine le orchestre: quella, di 40 elementi, di Orchestral Favourites e quella, di ben 102, della London Symphony Orchestra.

    Zappa è, insomma, il maggior creatore di metalinguaggi in campo rock and roll; vale a dire, è il maggiore tra quanti si servono di linguaggi e stili accreditati del rock per condurre un discorso critico. Un discorso di secondo grado, che combatte la banalità con i suoi stessi strumenti.

    (Il Mucchio Selvaggio novembre 1984)