Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Categoria: Curiosities

  • Frank Zappa e Prince: i punti in comune

    Frank Zappa e Prince

    https://www.youtube.com/watch?v=lJbMEO38yXo

    È quasi impossibile trovare interviste di Frank Zappa in cui elogia un contemporaneo nel mondo pop. Prince è tra i pochi eletti che hanno conquistato Frank.

    In questa recensione Zappa descrive la visione unica di Prince, la sua arte ed il suo approccio al business. Ammira la capacità di Prince di tenere a distanza i dirigenti (Warner Brothers) mentre crea, modella e rielabora la sua immagine, il suo stile e la sua visione.

    Musicalmente, sia Prince sia Zappa erano abili nel combinare stili diversi. Entrambi hanno trovato un’ispirazione simile nel Soul e R&B degli anni ’60, hanno lavorato in home studio con gruppi di supporto in costante rotazione ed entrambi hanno realizzato una serie di 40 album in studio completi.

    Prince e Zappa erano entrambi compositori prolifici: potevano concepire intere partiture nella loro testa prima di suonare una nota.

  • Uno dei più famosi scherzi di Pomona in onore di Frank Zappa

    Lo scherzo a Pomona in onore di Frank Zappa

    In occasione di un concerto di Frank Zappa e dei Mothers of Invention al Bridges Auditorium di Pomona College (Università a Claremont, California), ignoti colpevoli hanno architettato e messo in atto uno dei più famosi scherzi di Pomona.

    Nell’aprile del 1975, hanno aggiunto temporaneamente il nome ed il volto di Frank Zappa al pantheon di grandi compositori scolpiti nel fregio in cima alla facciata dell’edificio. La formazione nel fregio, da sinistra a destra, è composta da Wagner, Chopin, Beethoven, Bach e Schubert con il ritratto di ciascun compositore a sinistra del suo nome ed un motivo decorativo a destra.

    Usando polistirolo su un telaio in alluminio per simulare la pietra dell’edificio, i ‘burloni’ hanno coperto il nome di Chopin con quello di Zappa posizionando il suo ritratto a sinistra ed una foglia di marijuana stilizzata a destra. Ok, Frank era contrario alle droghe, ma i burloni volevano rappresentare gli anni ’70 con quel simbolo.

    Per anni nessuno ha saputo chi aggiungesse il nome di Zappa lassù. Nel 2012, John Irvine e Greg Johnson, entrambi laureati in matematica, si sono fatti avanti per confessare di essere gli autori dello scherzo. Per provarlo, hanno mostrato delle foto presentando un dossier sul loro scherzo al Pomona College Magazine, che ha pubblicato i dettagli nel numero di novembre 2012. 

    Pur non essendo fan di Frank Zappa, quando seppero che si sarebbe esibito con i MOI al Bridges l’11 aprile 1975, i due decisero di mettere in atto lo scherzo. Hanno optato per la sostituzione di Chopin in quanto era il loro compositore meno preferito tra i cinque dell’edificio.

    Hanno realizzato un fregio di 15×5 piedi in polistirolo con un telaio in alluminio, del peso di 70 libbre. Il fregio mostrava il nome di Zappa, delimitato da un suo busto ad un’estremità ed una foglia di marijuana all’altra. Hanno agito tra le 2 e le 3 del mattino, momento in cui la sicurezza del campus aveva meno probabilità di passare davanti all’auditorium. Per accedere al tetto dell’auditorium, hanno esteso una scala da un edificio adiacente. Non sono, però, riusciti a finire il lavoro in tempo per il concerto di Zappa: erano in ritardo di una settimana.

  • David Clayton Thomas e Frank Zappa con la band Kristofferson

    Frank Zappa con David Clayton Thomas e la band Kristofferson

    David Clayton Thomas (Blood Sweat And Tears) e Frank Zappa suonano al Nickelodeon di Toronto con i membri della band Kristofferson (4 maggio 1973)

  • FZ con i Blackout e i Ramblers

    Frank Zappa alla batteria con i Blackout

    “Ehi, sai cosa? Non sono nero ma tante volte vorrei poter dire di non essere bianco”.

    Nel 1955, Frank Zappa formò una band multirazziale (i Blackout) nella sua high school molto “bianca”, dimostrandosi controculturale anche nella controcultura. Non amava gli hippy, che considerava in maggioranza conformisti e non andò a Woodstock.

    Con i Blackout esordì come batterista.

    Nel 1960, entrò a far parte dei Ramblers come chitarrista.

    Frank Zappa e i Ramblers
  • Cherry Bomb su Frank Zappa: “magnetismo animale”

    Frank Zappa e Cherry Bomb

    Frank Zappa compare nella foto di copertina di marzo 1979 della rivista Cherry Bomb.
    La star del cinema per adulti Cherry Bomb ottenne un’intervista con Frank impegnato in città per una serie di spettacoli al Palladium: Cherry l’ha raggiunto presso lo storico St. Regis Hotel.

    Ecco le prime impressioni di Cherry su un uomo per cui aveva una ‘quasi riverenza’:
    “Ed eccolo lì, accucciato e torvo sul divano. Sono rimasta sbalordita. Dimenticate Mick Jagger e Robert Plant: questo ragazzo è stupendo da vicino! Frank Zappa irradia un magnetismo animale, un fascino irregolare che le sue foto non hanno mai saputo ritrarre”.

    Durante l’intervista Frank racconta:
    “Sono stato buttato giù da quel palco a Londra nel 1971, ho passato un anno su una sedia a rotelle. Prima di allora, non avevo mai portato con me una guardia del corpo, ma ora lo faccio sempre. È nella stanza accanto in questo momento… I fan vogliono toccare…”.

    “Non ho mai fatto porno. Questa è la fantasia dell’immaginazione di un hippie impazzito dalla droga. Non ha nulla a che fare con la mia musica o il mondo reale. Ma i miei fan fanno delle cose strane, lo ammetto…”.

    Nell’intervista, Frank Zappa ha raccontato a Cherry del regalo più strano che abbia mai ricevuto da una fan.

    “Laurel, una ragazza di Chicago, ha vinto un concorso: il primo premio ero io, poteva venire nel backstage e incontrarmi. Mi ha fatto un regalo: un barattolo di vetro con dentro uno dei suoi stronzi, arrotolato a forma di palla di cannone. Non sapevo cosa fare. L’ho ringraziata e l’ho posato sul tavolo del camerino”.

    Zappa aveva scritto una canzone su una creatura umanoide chiamata Conehead. Nell’intervista ha detto: “The Conehead è uno stile di vita. Penso che gli americani stiano iniziando a rendersi conto che significa qualcosa di importante. Sfortunatamente, la TV non ha fatto il grande passo. Dovrebbero avere una serie Conehead sulla NBC, una commedia di situazioni ogni settimana. Sarebbe grandioso! Solo i Conehead, però”.

  • Matt Groening: “Frank Zappa era il mio Elvis…

    Una vignetta dei Simpson con un'immagine di Frank Zappa

    In parte, i fan dei Simpson devono ringraziare Frank Zappa, musicista rock d’avanguardia e compositore classico.

    Come ha spiegato il creatore dei Simpson Matt Groening, “Frank Zappa era il mio Elvis. Il suo esempio mi ha incoraggiato ad intraprendere la mia strada”.

  • FZ: l’incidente causò un ritardo, niente soundcheck

    Una registrazione del concerto al Circle Star Theatre, San Carlos, California, in occasione del 44° compleanno di Frank Zappa. Il giorno prima del concerto, il camion delle attrezzature fu coinvolto in un incidente causando un ritardo che non ha concesso alla band abbastanza tempo per un soundcheck.

  • Frank Zappa: Hand Signals (Hand Jive)

    Frank Zappa e i segnali della mano
    Frank Zappa e i segnali della mano

    Ognuno di questi 10 fotogrammi rappresenta un particolare anno della carriera di Frank Zappa. Immortala il suo marchio distintivo in termini di linguaggio del corpo.

    Ecco cosa significano i dieci segnali della mano;

    1. Saluto italiano

    2. Suonare in 7/8

    3. Smettere di suonare e muoversi sul palco

    4. Grattarsi la testa e guardare ad un lato quando si osserva questa foto

    5. Suonare in 5/8 o 5/16

    6. Produrre rumori predefiniti. Toccando i capelli ad entrambi i lati, suonare l’intera sequenza. Toccando la parte destra, suonare la prima sequenza. Toccando la parte sinistra, suonare la seconda sequenza. La sequenza è costituita da 12 bars divertenti chiamate “the works”

    7. La posizione di Claude Nobbs quando cerca di scoprire qualcosa

    8. Smettere di suonare e poggiarsi al più vicino microfono per dire ‘molto interessante’ facendo uno spelling perché è così che fa Bruce Fowler

    9. Fare un breve grugnito basso come un punto esclamativo durante un assolo

    10. Questo è un gesto oscuro. Frank l’ha usato in uno o due concerti. Ficcare un dito nell’orecchio destro durante un assolo significa essere pronti. Frank dà loro il downbeat per poi riprogrammare o le parole o l’azione fisica.

    (Creem, settembre 1974, foto di Emerson Loew)

  • FZ: “mi sorprende il lavoro di mix dei Queen”

    I Queen
    Frank Zappa sui Queen

    Negli ultimi 10 anni di musica rock, qualcuno ti ha davvero sorpreso come Hendrix per esempio?

    “No, Hendrix non mi ha sorpreso, ma ho sentito alcune cose di lui che mi sono piaciute. In realtà, mi sorprende di più ascoltare un album dei ‘Queen’ rispetto agli album di Jimi Hendrix”.

    Ti sorprende la loro musica?

    “La produzione. È una produzione molto buona. Alcune delle cose che stanno facendo i Queen per quanto riguarda il mix sono molto difficili”.

    Pensi che sia un suono tipicamente inglese?

    “Se avessi sentito quell’album e nessuno mi avesse detto cosa fosse, avrei pensato ad un album inglese. Non so perché direi così, ma ha quel tipo di suono”.

    (International Times, marzo 1977)

  • Frank Zappa, Tina Turner e le Ikettes

    Frank Zappa su Tina Turner e le Ikettes

    L’ironia e il cinismo di Zappa altro non erano che lo spettro entro cui osservare la realtà. Gelosissimo della sua privacy, per contro desiderava che la sua band vivesse insieme. Era solito chiedere molto ai suoi musicisti e li pagava bene per questo.

    Quando, nel 1973, ebbe la possibilità di assoldare le Ikettes di Ike e Tina Turner per registrare i cori di Montana e di altri brani inseriti in Over-Nite Sensation, rimase sconvolto dal divieto da parte di Ike e Tina Turner di pagare le ragazze (Tina compresa) non più di 25 dollari a canzone. “Fu scioccante – confessò Zappa – in Montana c’è una parte molto difficile, per la quale le ragazze dovettero provare per alcuni giorni prima di registrarla”. Per contro, anche se non accreditata, Tina cantò al primo take le parti di Dirty Love dopo averle sentite una sola volta e avendo affermato: “Ragazzi, potrei cantare questa roba bendata e con una scopa nel didietro!”.

    I Mothers of Invention, la sua band, pur con i continui cambi di formazione, potevano contare su un leader tanto esigente e pignolo quanto generoso. Una band che somigliava a una comune in cui, però, all’anarchia si preferiva il duro lavoro. Grazie a questa formula Zappa poté contare su registrazioni dal vivo su cui poi intervenire con tagli e sovraincisioni.

    Sul live “Weasel Ripped My Flesh” (1970) dichiarò che “circa l’80% della musica di quel disco è frutto di improvvisazione di gruppo. Non si tratta solo di accompagnamento e di assoli ma di un processo spontaneo di creazione all’interno di una composizione”.

    Il rock con Zappa non è mai stato più vicino al jazz: non è un caso che Hot Rats, album pubblicato nell’ottobre 1969, sia considerato da molti una sorta di anticipatore del jazz rock.

    (Classix n.21 – marzo aprile 2009)