Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Categoria: Curiosities

  • Gli iconici baffi di Frank Zappa: curiosità

    I baffi di Frank Zappa

    Hai intenzione di raderti i baffi?

    La risposta a questa domanda è no!

    Come mantieni i baffi?

    Non è molto difficile. La cosa più efficace per far crescere questi baffi è il “succo naturale del corpo”. Prima di venire in Giappone, ho dato un sacco di succo per il corpo in Australia, quindi i baffi mi sono quasi cresciuti su tutta la faccia. Ieri sera ho avuto di nuovo lo stesso problema, ma stamattina li ho rasati con il rasoio, uno strumento con due lame che può radere in modo pulito. L’ho usato poco prima di venire qui. Spero che questa spiegazione ti aiuti.

    (New Music Magazine, aprile 1976)

    I baffi da tricheco con la mosca di Frank Zappa

    Quei baffi da tricheco con la mosca che sono diventati il simbolo Zappa… la storia di quei baffi è mai stata raccontata?

    “Nessuno me l’ha mai chiesto. Ho pensato che potessero stare bene al bluesman Johnny Otis e così li ho fatti crescere”.

    (FZ, Trouser Press, febbraio 1980)

    Quando ti sei fatto crescere i baffi e – come chiami questo [indica i peli sotto il labbro di Frank]?

    “In realtà, li ho fatti crescere quando ero al liceo, ma li ho rasati dopo aver finito il liceo. Avevo dei baffi più sottili e un “Genghis” qua”.

    (Best of Guitar Player, 1994)

    Timothy Carey, regista e protagonista di The World’s Greatest Sinner (film di cui Frank Zappa firmò la colonna sonora nel 1962), in una scena si applica la mosca sul mento che Frank, all’epoca, ancora non aveva.

    Nel film, il protagonista da impiegato diventa una rockstar che si crede Dio.

    (Blow Up 247, dicembre 2018)

    “La cultura americana ha un sacco di baffi fantastici nella sua storia. Mark Twain aveva baffi fantastici, Charlie Chaplin, Ben Turpin… ma Zappa ha i migliori baffi della storia americana. Ha i baffi e quella piccola cosa sul mento, credo si chiami ‘imperiale’, la cosa più bella. È una delle grandi icone del ventesimo secolo.”

    (Matt Groening, omaggio a Zappa della BBC Television)

  • US Navy Band: un bel pesce d’aprile per Frank Zappa

    La US Navy Band sorprende Frank Zappa

    Il 1° aprile 1980, Frank Zappa fu accolto con una visita a sorpresa della US Navy Band all’aeroporto di San Francisco.

    L’istinto del ‘maestro’ spinse Frank a dirigere l’orchestra mentre si esibiva in “Joe’s Garage”, primo estratto con la nota “Catholic Girls”.

    A fine esibizione, Frank si fermò a congratularsi con i musicisti per la rilettura di quella che lui definì “una stupida storiella su come il governo sta svendendo la musica”.

  • Frank Zappa: “The Secret Word For Tonight is…”

    La parola segreta nelle improvvisazioni di Frank Zappa

    “The Secret Word For Tonight is…” era un gioco.

    Frank Zappa (a volte, il pubblico) poteva pronunciare quella ‘parola segreta’ in qualsiasi momento durante lo spettacolo. Era una sfida speciale per la band e divertimento assicurato per il pubblico.

    “Grazie per essere venuti, qual è la parola segreta di stasera?”.

    I membri della band cambiavano regolarmente I testi dei brani inserendo parole segrete per rendere lo spettacolo unico.

  • Brani e album preferiti da Frank Zappa

    Brani e album preferiti da Frank Zappa

    Nel 1980, durante un’intervista per la BBC Radio 1, Frank Zappa ha stilato una speciale classifica delle sue 30 canzoni preferite spaziando dal rock all’heavy metal, dal pop al post punk ed alla musica classica.

    Ecco quali sono:

    1. ‘I’m In The Music Business’ – Jeff Simmons

    2. ‘Straight Lines’ – New Musik

    3. ‘The Closer You Are’ – The Channels

    4. Hyperprism’ – Edgard Varese

    5. ‘Jesus Just Left Chicago’ – ZZ Top

    6. ‘Golden Birdies’ – Captain Beefheart

    7. ‘I Live In A Car’ – UK Subs

    8. ‘Soul Motion’ – Don Harris

    9. ‘All Tomorrow’s Parties’ – The Velvet Underground

    10. ‘Royal March’ – Igor Stravinsky

    11. ‘Iron Man’ – Black Sabbath

    12. ‘Lucky Number’ – Lena Lovitch

    13. ‘Eureka Springs Garbage Lady’ – GTO’s

    14. ‘Killer Queen’ – Queen

    15. ‘Mannish Boy’ – Muddy Waters & Johnny Winter

    16. ‘Jerry and the Holograms’ – Jerry and the Holograms

    17. ‘Sweet Home Alabama’ – Lynyrd Skynyrd

    18. ‘Robot’ – Plastics

    19. ‘Desiree’ – The Charts

    20. ‘I Am The Walrus’ – The Beatles

    21. ‘Soldier Soldier’ – Spizz Energy

    22. ‘Heaven Is In Your Mind’ – Traffic

    23. ‘I’m Working For The Federal Bureau Of Narcotics’ – Wild Man Fischer

    24. ‘Paint It Black’ – The Rolling Stones

    25. ‘Caravan Man’ – Lew Lewis

    26. ‘Psycle Sluts’ – John Cooper Clarke

    27. ‘I Asked Her For Water And She Brought Me Gasoline’ – Howlin’ Wolf

    28. ‘Summertime Blues’ – The Flying Lizards

    29. ‘My White Bicycle’ – Tomorrow

    30. ‘Grease’ – Franki Valli

    BRANI E ALBUM PREFERITI DI FRANK ZAPPA

    (lista pubblicata dalla rivista Let It Rock, giugno 1975)

    1. Supernaut: Black Sabbath. Credo provenga da Paranoid. Mi piace perché penso sia il prototipo di un certo stile musicale ed è ben fatto. Mi piace anche il lick di chitarra che viene suonato in sottofondo.

    2. After The Gold Rush: Neil Young. L’intero album perché è molto diretto, molto melodico e suona come un mucchio di demo.

    3. Between The Buttons: Rolling Stones (la versione americana). Non mi piace molto la versione inglese perché contiene una serie di brani completamente diversi. Rappresenta un pezzo importante di commento sociale del momento. Ricordo di aver visto Brian Jones molto ubriaco allo Speakeasy una notte e di avergli detto che mi piaceva e che lo ritenevo superiore a Sergeant Pepper… dopodiché ruttò discretamente e si voltò.

    4. La versione americana di Abbey Road che non ha nulla a che fare con il materiale dell’album. Penso sia probabilmente il disco rock’n’roll meglio masterizzato ed ingegnerizzato che abbia mai sentito.

    5. Il primo album di Muddy Waters perché è meraviglioso.

    6. The Devils Of Loudon: Krzysztof Penderecki. E’ un album ben prodotto e penso sia un eccellente brano di musica drammatica. Tatiana Troyanos, che interpreta la suora principale, suona in modo assolutamente meraviglioso durante la scena del clistere. La storia racconta di una suora gobba che è posseduta dal diavolo e deve essere sottoposta ad un esorcismo. L’esorcismo prevede che alla suora venga somministrato un clistere caldo alle erbe. Nelle esibizioni dal vivo l’esorcismo si svolge dietro uno schermo e si sente Tatiana cantare e strillare mentre un’orchestra suona musica per clistere. Si sente anche il diavolo ridacchiare dall’interno delle viscere della suora.

    7. Le opere complete di Edgar Varèse vol. 1. E’ stato il primo album che ho ascoltato di Varèse e mi ha aperto gli occhi su molte possibilità.

    8. Three Hours Past Midnight: Johnny ‘Guitar’ Watson. E’ uno dei migliori assoli di chitarra su un vecchio disco R&B.

    9. Story Of My Life: Guitar Slim. Un altro dei migliori assoli di chitarra su un vecchio disco R&B.

    10. Who Will Be Next?: Howlin’ Wolf. E’ musicalmente molto grave, basso.

    Da non dimenticare… (altre preferenze di Zappa secondo le dichiarazioni seguenti)

    Recentemente ho ascoltato Mott The Hoople dei Mott The Hoople; mi piacciono tutti i tagli tranne ‘The Golden Age Of Rock ‘n’Roll’.

    Newly Wed degli Orchids è uno dei miei brani R&B vocali di gruppo preferiti.

    My White Bicycle – Tomorrow è stato uno dei singoli migliori dell’epoca e probabilmente ha anticipato un po’ i tempi. Mi piace anche l’altro lato, Claramount Lake (l’assolo di chitarra di Steve Howe).

    Can I Come Over Tonight dei Velours. Qualsiasi musicologo che riesce a trovare quel disco può ascoltare i quintupli e sette gemelli del cantante. Considerando da dove viene e quando è stato realizzato (l’etichetta era East Coast Onyx), è fantastico.

    Let’s Start All Over Again – The Paragons, un altro prototipo. E’ audace, ha la sezione di pianoforte più idiota che abbia mai sentito su qualsiasi disco e lo ripete abbastanza spesso da convincermi che è intenzionale.

    Qualsiasi cosa abbia fatto Richard Berry. Ha reso possibile ciò che è successo nel R&B: tante persone non sarebbero state lì senza di lui. Era una delle più importanti fonti segrete dietro l’R&B della West Coast negli anni Cinquanta e ora va in giro cercando di ottenere un contratto. L’ho intervistato quando ho scritto un pezzo per la rivista Life e mi ha detto che ha venduto i diritti di Louie Louie per 5.000 dollari. Stava lavorando con una band latina in un posto chiamato Harmony Park Ballroom e la band aveva uno strumentale: ha scarabocchiato il testo di Louie Louie su un tovagliolo di carta nel camerino.

    (Let It Rock, giugno 1975)

  • FZ: “mi sembra che l’Europa sia un po’ malata…

    Frank Zappa sull'Europa

    “Non ho intenzione di venire in Europa. Di certo non con una rock band.”

    Beh, non puoi farci questo!!! Se non con una rock band, allora con chi?

    “Forse con un’orchestra sinfonica. Mi sembra che l’Europa sia un po’ malata. La gente vuole solo vedere le teste blu sul palco e poche persone capiscono la musica vera di questi tempi. Che Europa! Ad esempio, ho incontrato un nuovo organizzazione in Germania. Il loro slogan è “Ausländer raus” /stranieri fuori. È incomprensibile per me, dopotutto, la cultura di ogni nazione è arricchita dall’afflusso di stranieri e naturalmente lo stato che resiste a questo afflusso degenera. Qui non lo so. In America siamo tutti stranieri.”

    Quindi pensi che il Nuovo Mondo sia migliore e più ricco di possibilità dell’Europa?

    “Sì.”

    (Paternoster n. 2 – 1983 Cecoslovacchia)

  • Le band djent sono state influenzate da Frank Zappa?

    Le band djent (genere metal moderno) sono state direttamente influenzate da Frank Zappa?

    Band come Rush, Voivod, King Crimson, Dream Theater, Porcupine Tree, Tool, Mastodon, Persefone, Native Construct, Yes, Traffic, ecc.

    Domanda più diretta: FRANK ZAPPA HA INVENTATO I RIFF DJENT?

    Steve Vai, diventato famoso grazie a Zappa, ha potuto permettersi il lusso di chiedere a Ibanez di realizzare alcune idee di chitarra non convenzionali, tra cui la 7 corde che Korn, Messugah, LB e molto NuMetal hanno ripreso.

    In un certo strano modo, dobbiamo ringraziare Frank Zappa per i riff Djent. Tutte le band Djent sono state influenzate da Zappa anche se non lo sanno.

    Zappa è andato oltre.

    Le parti ritmiche del metal moderno (djent) hanno la particolare caratteristica del ritmo incrociato o spostamento ritmico.

    Il termine ‘poliritmo’ viene spesso associato al ritmo incrociato ma esistono delle differenze che hanno a che fare con la suddivisione del ritmo.

    La musica di Frank Zappa è caratterizzata da una forte poliritmia: ha impiegato gruppi irregolari all’interno di un tempo usato come chiave comune (vedi Black Page 2).

    La poliritmia non viene usata abitualmente dalle moderne band metal.

  • FZ: un singolo per il Batman più pazzo del mondo

    La musica di Frank Zappa per Batman

    Il Batman più pazzo di sempre è quello interpretato da Adam West e dal suo inseparabile compagno Robin (impersonato da Burt Ward), il ragazzo meraviglia.

    Il serial TV andò in onda negli USA dal 1966 al 1968 per 3 stagioni, più uno spin-off per il cinema (Batman, del 1966) e un corto televisivo (Batgirl, del 1967).

    Avventure strampalate, situazioni paradossali, trovate visive pacchiane, dialoghi demenziali ed esclamazioni esilaranti del giovane Robin tipo “Per tutti i popcorn!”, “Per tutti i retrorazzi!”, “Per tutte le paraffine!”, “Santa ossessione!”, “Santo a momenti!”.

    Nel 1966, al culmine della popolarità della serie TV, Burt Ward incise un singolo che si rivelerà una vera chicca con ciliegina sulla torta: composizione e arrangiamento dei due brani affidati ai Mothers of Invention, la band di Frank Zappa.

    Il lato A del singolo, “Boy Wonder, I Love You”, è stato scritto interamente da Frank Zappa, che approfittò per giocare sui presunti atteggiamenti omosessuali della celebre coppia in calzamaglia più amata della TV americana.

  • Frank Zappa saluta il pubblico: “Ciao, maiali”

    Frank Zappa il provocatore

    Frank Zappa sale sul palco. Indossa un cardigan viola del liceo, pantaloni di maglia e scarpe color caramello con punte risvoltate. Il suo viso è fatto di piani e angoli come un castello di carte ed è incorniciato da un manto di riccioli neri ondulati. I baffi e il pizzetto brusco formano un’ancora capovolta. È come un eremita selvaggio e boscoso, molto benigno o molto feroce.

    Zappa non ha ancora nemmeno guardato il pubblico. Ha regolato i quadranti e accordato la sua chitarra. Ha chiacchierato in modo impercettibile con Don, ha sorseggiato un caffè pallido da una tazza di vetro. La sua noncuranza è, di per sé, una specie di frenesia. Alla fine, si avvicina al microfono centrale e scruta oltre le luci, esaminando le file come un geometra.

    “Ciao, maiali”. Alcune persone ridacchiano brevemente.

    Zappa parla pesantemente, deliberatamente, come un disco a 45 giri suonato a 33-1/3. Lo fa sembrare estremamente spassionato.

    “Vi metteremo addosso alcuni ‘suoni spessi e neri’” dice citando una frase da una recensione del New York Times di un’esibizione dei Mothers.

    Inizia con un medley di My Boyfriend’s Back (“una canzone rock-and-roll di cui alcune di voi potrebbero essere rimaste incinte”), seguito da I’m Gonna Bust His Head e Ninety-Six Tears.

    Ray canta e fa gesti letterali e illustrativi. Incurva le spalle e avanza a grandi passi. Si mette una mano sul fianco e agita l’aria mentre canta: “Gli darò un tale schiaffo“.

    Tutte le Madri sono imitazioni fameliche: la fonte di ispirazione non è sempre rilevabile.

    Tra un numero e l’altro, alcune madri vagano per il palco. Altri intrattengono conversazioni pantomime tra loro o si scambiano battute. Zappa parla spesso al pubblico. “Il New York Times ha detto che mostriamo disprezzo per il nostro pubblico. Vedi…” dice, alzando la sua tazza di caffè “con disprezzo lo bevo.”

    Sputa un boccone verso il pubblico. La maggior parte arriva alla fine del palco. Ray, quasi sorridendo, spazza via il casino con una scopa. Hanno fatto della stupidità un’arte.

    Nel bel mezzo dello spettacolo, Zappa introduce “questa strana personcina nei suoi abiti mod” che si chiama Uncle Meat. È una ragazza molto giovane, inespressiva, dai capelli setosi, che canta, a volte in duetto con Ray. Stanno con le braccia l’una intorno all’altra strofinandosi il petto e sembrando teneri e tristi. Ballano persino tra loro, separati da un secolo di stile. Anche Uncle Meat guarda attraverso un caleidoscopio o fa vibrare un ritmo ipnotico sul tamburello o para la spada di carota di Ray usando una foglia di lattuga come scudo.

    Sono molto più divertenti da guardare che da ascoltare, tanto che verso la fine, quando cominciano a stancarsi e il canto diventa sporadico e gli scherzi perdono di fervore, la musica diventa implacabile. Va avanti all’infinito, il volume e l’insistenza rendono l’ascolto come una giornata al mare: dopo, non si vedono altro che onde.

    Quando tutto finisce molto bruscamente (Zappa dice “Buonanotte” e tutti e sette lasciano il palco), la musica sembra continuare senza di loro, un ritmo avvolgente e indipendente come un’immagine complementare dello spettacolo.

    (Cheetah, ottobre 1967)

  • Giornata tipo di Frank Zappa nel 1988

    Frank Zappa tour 1988

    Nel 1988 (periodo immediatamente precedente alla partenza per il tour mondiale), era questa la giornata tipo di Frank Zappa.

    SVEGLIA E COLAZIONE – Menu: caffè, sigarette.

    MATTINA – Riunione con gli avvocati per dirimere questioni legate alle cause intentate a questa o quella major. Verifica dettagli relativi all’imminente tour intercontinentale (trasporti, sistemazioni in albergo, catering, strutture tecniche, personale coinvolto, promoter locali, dettagli vari, costi generali e specifici). Preascolto del rough mix di alcuni pezzi in corso di lavorazione. Stesura e controllo testi dei booklet inclusi nei prossimi album in uscita. Incontro con gli illustratori al lavoro sulle copertine dei suddetti album. Appuntamento telefonico con stazioni radiofoniche americane per interviste.

    PAUSA PRANZO – Menu: toast con prosciutto, caffè, sigarette.

    POMERIGGIO – Seduta con giornalista di un magazine per intervista e sessione fotografica (incluso incontro con la stilista per preparazione abiti da indossare e oggetti bizzarri da esibire, dai serpenti di plastica ai guanti da cucina al capello a tuba). Supervisione tecnica attività di editing. Montaggio e/o remastering brani vari. Registrazione/mix nuove parti strumentali da inserire. Ascolto nastri live. Serie di telefonate ai vari magazzini di strumenti musicali per ordinare nuova roba in base alle indicazioni dei musicisti della band. Riunione fugace con la responsabile del merchandising e del catalogo venduto per corrispondenza.

    MERENDA/APERITIVO – Menu: toast con burro di arachidi, caffè, sigarette. Chiacchierata con i figli. Dopo la merenda, incontro con i tecnici di palco (mixer, luci) assunti per il tour. Piccolo scambio di pareri e considerazioni con Scott, il cinico e schivo bassista della band che ha il compito ingrato nonché la responsabilità di fare le veci di Zappa e seguire in qualità di luogotenente le prove pomeridiane (con inizio, ogni giorno, alle 13) del repertorio di 90/100 pezzi all’interno del quale pescare i brani da suonare di volta in volta in concerto. E per capire cosa faceva un luogotenente di Zappa, ecco le domande tipiche che si sentiva rivolgere dal Maestro: “Allora Scott, come sta andando il lavoro? Ci sono casini? Quel coglione del sassofonista si è fatto sentire o lo diamo per disperso? A Bob si aggrovigliano ancora le dita durante il solo di Inca Roads? Bruce ha dato i numeri perché non riesce a suonare quella parte in 31/16? Ah, Chad ha perso il suo ombrello, e allora? Tommy dice che se ne vuole andare perché ne ha le palle piene di prendere ordini da un primitivo come te? Cazzo significa che di questo passo ti verrà un esaurimento nervoso? Ok, ok, beh, c’è dell’altro?”.

    SERA – Cena al volo (ricco menu: toast con prosciutto e burro di arachidi, caffè, sigarette). Incontro con la band e prove (dalle 20 alle 2 circa). Riunione post prove per considerare margini di miglioramento ed inclusione di nuovi temi/contenuti verbali/parti musicali. Scrittura nuove pagine da inserire nell’autobiografia in corso di lavorazione. Zapping televisivo alla ricerca di personaggi politici poco raccomandabili, predicatori con problemi ormonali, pellicole di fantascienza di quarta categoria. Trascrittura di un paio di idee per nuovi brani.

    ALBA – A letto per dormire almeno 5 ore e poi ricominciare un’altra fantastica giornata.

    (Maurizio Principato, Jam, settembre 2005)

  • Vita da roadie con Zappa

    I roadie di Frank Zappa

    Pochi roadie, almeno con Zappa, riescono a mantenere il ritmo frenetico per più di un anno o due. Alla fine soccombono a problemi fisici o di testa o entrambi.

    Un roadie che lavora da quattro anni ritiene che la solitudine e l’insicurezza siano un problema tanto grande quanto l’effettiva diminuzione della capacità di lavorare sodo.

    I ‘roadies’ non sono gli unici dietro le quinte. Ci sono anche camionisti, macchinisti, addetti alla promozione locale e un road manager.

    Paul Hoff, che viaggia da quattro anni con Zappa, è il capo ufficioso dei Mother Roadies.

    Anche Coy Featherston si è trovato “nel posto giusto al momento giusto”. Il fratello maggiore di Coy era un roadie di Zappa fino a quando lo spettacolo non è arrivato ad Austin, in Texas, tre mesi fa. Il fratello di Coy ha deciso di lasciare il tour e rimanere in città. Coy stava lavorando all’Armadillo World Headquarters, la mecca della musica hip di Austin, quando ha scoperto che Zappa aveva bisogno di due uomini dell’attrezzatura. Coy ha parlato con Marty Perellis (il road manager di Zappa) di domenica e ha iniziato a lavorare di lunedì.

    I roadie impiegano circa tre ore per scaricare e allestire le 11 tonnellate di equipaggiamento per Zappa e per le nove Madri.

    Jim e Coy affermano che il lavoro fisico di carico e scarico del camion e la mancanza di sonno sono i maggiori ostacoli. Altri motivi di tensione sono i problemi di feedback o i microfoni che si spengono: in questi casi, la pressione inizia a crescere sul serio.

    Essere un roadie con un gruppo è come essere nella band. Se la tua personalità si scontra con qualcuno nella band non durerai a lungo.

    Per le groupie, in genere, un roadie è un buon trampolino di lancio per arrivare alla star.

    “Se le ragazze vogliono vedere o incontrare qualcuno nella band” riferisce Coy “di solito prendono di mira prima i roadie. Prendiamo gli avanzi, ma va bene”.

    La band è stata arrestata un paio di volte per volgarità, ma non per droga. Un tour Zappa, secondo Paul, implica zero droghe. “Per quanto ne so, Zappa non ha mai usato nient’altro che il caffè che per me è una droga. Beve circa 30 tazze al giorno”.

    I roadie con gruppi come i Led Zeppelin sono “molto più sciolti, più orientati alla droga e fanno sempre festa” dice Paul “Con Zappa è più professionale. Se fai il tuo lavoro non hai proprio tempo per le altre cose”.

    “Mi piace lavorare per Zappa” ha dichiarato Paul “A molte persone che hanno provato il lavoro non piace perché non è il solito gruppo rock and roll. Mi piace perché cambia di continuo, non devo fare lo stesso set-up. Il personale è in continua evoluzione, quindi conosco nuove persone e Frank è un bravo ragazzo. È davvero interessante e creativo”.

    Il triumvirato di promozione dei concerti di Milwaukee composto da Charley Fain, Randy McElrath e Allen Dulberger forma le produzioni Daydream, l’unica organizzazione promozionale coerente della città.

    “Ci sono due tipi di gruppi” ha detto Dulberger “C’è un gruppo che si comporta come una macchina. Vanno lassù e fanno esattamente la loro ora e cinque minuti stretti e forse fanno un bis che sarà esattamente di sette minuti. Poi ci sono gruppi come Zappa, che vorrebbero suonare tutta la notte”. La troupe di Zappa ha fatto un’energica esibizione di due ore, si è presa un’ora di pausa e poi ha fatto uno spettacolo alle 10:30 che probabilmente ha superato il primo in uscita. “Questa è una cosa fenomenale” ammette Dulberger “Dimostra che la band è davvero presa dalla sua musica”.

    “Dai roadie al manager fino allo stesso Frank Zappa, sono le persone più collaborative che puoi incontrare. Non sono drogati né alcolizzati. Sono felici, non sono rigidi o frustrati”.

    Il camionista dei Mothers, Bill Romero, sa che “i roadie si fanno il culo. Guadagnano davvero i loro soldi”.

    “Senza i roadie” conclude Paul Hoff “il rock and roll semplicemente non funzionerebbe”.

    (Bugle American, 2-8 maggio 1974)