Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa, Memorial Auditorium, Buffalo NY, November 15, 1974 – Disc 1

    Frank Zappa, Memorial Auditorium, Buffalo NY, November 15, 1974 – Disc 1

    Frank Zappa – chitarra, voce
    Napoleon Murphy Brock – sassofono, flauto, voce
    Tom Fowler – basso
    George Duke – tastiere, voce
    Ruth Underwood – percussioni
    Chester Thompson – batteria

    A dispetto dei brani più popolari tratti da album ufficiali noti ai più, le esibizioni live non ufficiali offrono performance stellari di Frank Zappa e della sua band, seppure tutt’altro che popolari.
    Uno di questi tesori è il concerto proposto in questo video, che ha avuto luogo al Memorial Auditorium, Buffalo NY, il 15 novembre 1974 ed è stato originariamente trasmesso da WNEW-FM.

    La registrazione stereo risulta incontaminata, ovvero senza fruscio del nastro.
    Nel 1974 Frank Zappa si esibì con la sua band in 122 concerti, in 105 città e 16 Paesi. Fu un anno particolarmente intenso per Zappa ed una delle sue migliori band, l’amatissima band Roxy con Napoleon Murphy Brock, Ruth Underwood, George Duke, Tom Fowler e Chester Thompson. Mancava, per un motivo sconosciuto, il secondo batterista, Ralph Humphrey.
    La musica presentata nel tour è tratta principalmente dalle due uscite contemporanee di Zappa, Over-nite Sensation (1973) e Apostrophe (1974).
    Il modo migliore per far conoscere la musica di Zappa, ancor prima dei suoi album ufficiali, è immergersi in spettacoli come questo.

    Tracklist Disco 1

    1. Tush Tush (A Token Of My Extreme)
    2. Stinkfoot
    3. RDNZL
    4. Village Of The Sun
    5. Echidna’s Arf
    6. Don’t You Ever Wash
    7. Penguin In Bondage
    8. T’Mershi Duween
    9. Dog Breath Variations
    10. Uncle Meat
    11. Building A Girl

    Il presente bootleg è composto da due dischi. In questo video pubblico soltanto il Disco 1, manca il Disco 2 che comprende Don’t Eat The Yellow Snow, Nanook Rubs It, St. Alphonzo’s Pancake Breakfast, Father O’Blivion, Tush Tush Outro, Camarillo Brillo e More Trouble Every Day.

  • Frank Zappa, For Sharleena – Olympic Auditorium, Los Angeles, CA 1970 03 07

    Frank Zappa, For Sharleena – Olympic Auditorium, Los Angeles, CA 1970 03 07

    con Frank Zappa, Ian Underwood, Aynsley Dunbar, Don “Sugar Cane” Harris e Max Bennett

    Il bootleg originale For Sharleena di Frank Zappa & Hot Rats contiene il Live svoltosi all’Olympic Auditorium di Los Angeles il 7 marzo 1970. Rilasciato tra il 1970 e il 1974 in formato LP/CD da Flashback Records con l’etichetta Quality Records, è stato uno dei primi bootleg in circolazione con musica di Zappa.
    In seguito, è stato ristampato su CD come Twinkle Tits e come 200 Motels Live with Zubin Mehta & the LA Philharmonic (2 LP, vinile nero/colorato). Quest’ultimo doppio LP è stato copiato su POD Records (con una copertina diversa) e ristampato in vinile (verde e arancione) dalle tavole TMOQ di K&S Records in 150 copie. Successivamente, è stato ristampato come Provocative Squats con copertina bianca e inserto rosso.

    Le tracce 2-3 compaiono anche su Apocrypha (stessa registrazione). In particolare, la traccia 3 è una cover zappiana del brano di Little Richard.
    Zappa annuncia TwinkleTits come “un valzer” e una “prima mondiale” (il pezzo è simile a Little House I Used to Live in).
    La traccia 4 è elencata come “The Clap” soltanto nell’originale, non nelle riedizioni. Alcuni riferiscono che fu stampato per la prima volta su vinile nero inserito in una copertina bianca stampata a mano, e che le edizioni successive presentano diverse copertine con stampe in vinile rosso e blu. Tuttavia, alcuni rapporti confermati riferiscono di una stampa in vinile arancione di TMOQ 71059 con copertina di cartone arancione, timbrata a mano.
    La copertina del CD prodotto e pubblicato da Flashback di For Sharleena (presentato in questo video) è di un giallo intenso con la scritta ZAPPA in grandi lettere fluenti.
    L’immagine di copertina è un disegno di Brigitte Kowalczyk

    Tracklist

    Sharleena
    Twinkle Tits
    Directly From My Heart to You
    Chunga’s Revenge

  • Frank Zappa Live: Sportpaleis Ahoy Rotterdam, The Netherlands 1979 02 27

    Frank Zappa Live: Sportpaleis Ahoy Rotterdam, The Netherlands 1979 02 27

    con FZ, Ike Willis, Denny Walley, Warren Cuccurullo, Arthur Barrow, Vinnie Colaiuta, Ed Mann, Tommy Mars, Peter Wolf

    Questo bootleg contiene la migliore registrazione del concerto di FZ allo Sportpaleis Ahoy di Rotterdam datato 27 febbraio 1979.
    Rientra nel tipico spettacolo del tour europeo del 1979 che, in genere, vantava assoli di chitarra notevoli. Per questa ragione, Frank Zappa decise di selezionare tutti gli assoli registrati live di questo tour da inserire su Joe’s Garage I, II & III.
    Sono tratti dal tour anche Shut Up ‘n Play Yer Guitar, Shut Up’n Play Yer Guitar Some More e Return of The Son of Shut Up ‘n Play Yer Guitar.
    Circolano alcuni ‘boots’ contenenti le registrazioni della tavola armonica del tour. “Any Way the Wind Blows” della serie “Beat the Boots” deriva dallo spettacolo tenutosi a Parigi il 24 febbraio.
    La qualità del suono di questa registrazione live è piuttosto buona anche se presenta alcuni tagli.
    L’ultima traccia del CD è una buona versione di Watermelon in Easter Hay.

    Tracklist:

    01 Intro [1:15]
    02 Treacherous Cretins [6:04]
    03 Band intros [0:50]
    04 Dead Girls Of London [2:37]
    05 I Ain’t Got No Heart [2:08]
    06 Brown Shoes Don’t Make It [7:12] °°° tf/Drew51 source patch {0:09 – 0:18}
    07 Cosmik Debris [4:13]
    08 Tryin’ To Grow A Chin [3:33]
    09 City Of Tiny Lights [8:34]
    10 Dancin’ Fool [3:30]
    11 Easy Meat [6:35]
    12 Jumbo Go Away [4:38] °°°cut 0:04 music missing
    13 Andy [5:27]
    14 Inca Roads [11:20]
    15 Florentine Pogen [5:22]
    16 Honey Don’t You Want A Man Like Me? [4:28]
    17 Keep It Greasey [3:40]
    18 The Meek Shall Inherit Nothing [3:20]
    19 For The Young Sophisticate [2:44]
    20 Wet T-shirt Nite [2:28]
    21 Why Does It Hurt When I Pee? [2:41]
    22 Peaches En Regalia [2:37] °°°cut 0:27 music missing
    23 Yellow Snow Suite [15:09]
    24 Audience and encore intro [0:23] °°°cut 0:02 applause
    25 Montana [5:06]
    26 Watermelon In Easter Hay [7:04]

  • Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 2 (review)

    Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 2 (review)

    con Frank Zappa, Adrian Belew, Patrick O’Hearn, Tommy Mars, Peter Wolf, Ed Mann e Terri Bozzio

    https://www.youtube.com/watch?v=LAVqnX1TSdo

    Uno dei bootleg migliori in circolazione è quello del concerto del 15 febbraio 1978 alla Deutschlandhalle di Berlino. Non importa se l’ordine del materiale dei due CD (bootleg) non segue il formato dello spettacolo.
    Il concerto si è svolto poco più di un anno prima dell’uscita di Sheik Yerbouti (1979): ascoltandolo è facile rendersi conto che lo spettacolo è quasi un’anteprima canzone per canzone di quell’album. Questo bootleg potrebbe in effetti essere quello di cui parla Zappa all’inizio di As An Am (serie Beat The Boots), quando si lamenta di un bootlegger che ha sostanzialmente registrato un intero album prima di poterlo pubblicare.

    Anche le “canzoni” che erano in realtà assoli di chitarra all’interno di brani suonati al concerto di Berlino si presentano come entità musicali separate con nuovi nomi nell’album Sheik Yerbouti. Ad esempio, l’assolo di chitarra di Berlino in The Torture Never Stops può suonare molto familiare e dovrebbe esserlo. Quell’assolo apparve più tardi nell’uscita ufficiale di Sheik Yerbouti con il titolo Rat Tomago. Un altro assolo di chitarra fantastico appare in Sheik Yerbouti: è tratto dalla lunga interpretazione berlinese d’avanguardia di Little House I Used to Live In. Questo assolo appare come The Sheik Yerbouti Tango.
    In sostanza, 11 delle 18 canzoni elencate in Sheik Yerbouti sono state suonate e bootlegate a Berlino un anno prima e, se si includono gli assoli di chitarra menzionati, 13 delle 18 composizioni di “Sheik Yerbouti” sono state registrate e bootlegate dallo show di Berlino.
    Nonostante il suono mediocre (trattandosi di un’uscita non ufficiale) si tratta della registrazione di un concerto superbo. Se questo bootleg fosse stato rimasterizzato e pubblicato ufficialmente, avrebbe potuto guadagnare 5 stelle.

    Circa due ore e mezza complessive di musica suonata con precisione, che include alcuni dei migliori assoli di chitarra dal vivo di Zappa. Ci sono anche delle tastiere davvero eccezionali, senza contare il basso funky e bizzarro di Patrick O’Hearn. Lo spettacolo passa facilmente dall’hard rock al jazz funk stiloso, con passaggi all’avanguardia, per poi tornare al rock da arena. Frank presenta la band mentre suonano un motivo di One Size Fits All, quindi si lanciano in Dancin’ Fool, la prima delle 11 tracce che questo concerto ha ripreso da Sheik Yerbouti.
    Si passa poi ad una versione molto cool di Peaches En Regalia. Il pubblico è ormai ‘caldo’, il momento giusto per passare a The Torture Never Stops in cui prevale la chitarra di Frank. Il suo assolo di chitarra killer dura circa 6 minuti: è stato ridotto a 5:15 per Rat Tomago incluso in Sheik Yerbouti. Un momento speciale per il pubblico; questo assolo di chitarra si distingue come una delle composizioni musicali per chitarra di Zappa più autonome.
    Lo spettacolo prosegue con tre canzoni di Sheik Yerbouti suonate in modo impeccabile. La voce di Bozzio in Tryin’ to Grow a Chin visceralmente ridicola si sposa alla perfezione con l’isteria stridente del brano.
    La voce di Adrian Belew lancia City of Tiny Lights, che presenta un altro assolo di chitarra di Frank. Il lavoro di percussioni di Ed Mann si fa notare non poco.
    Dopo “Baby Snakes”, la band passa al brano jazz-funk “Pound for a Brown”.

    Il tempo di King Kong risulta molto più veloce rispetto ad altre versioni, che normalmente vedevano Ian Underwood al sassofono. In questo concerto, il protagonista è Ed Mann con un’eccezionale esecuzione di vibrafono.
    Per la prima volta, in questo spettacolo berlinese, viene suonata Yo Mama.
    L’assolo di chitarra di Wild Love è di Adrian Belew.
    Il secondo CD include brani (come Titties ‘n Beer e Black Page #2) ufficialmente pubblicati un mese dopo il concerto nell’album Zappa in New York.
    Dong Work for Yuda fu pubblicata in seguito su Joe’s Garage.
    Envelopes, brano eseguito in questo concerto, fu pubblicato su vinile due anni dopo con A Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch (1980) ed eseguito anche nella versione della London Symphony Orchestra.
    Lo spettacolo si conclude con materiale tratto da Zoot Allures e Over-Nite Sensation.

    (estratto da un articolo di Richard Harrold)

    Seconda parte (tracklist)

    1. Wild Love
    2. [“Wild Love” solo by Adrian Belew]
    3. Yo Mama
    4. Titties & Beer
    5. The Black Page #2
    6. Jones Crusher
    7. Little House I Used to Live In [intro]
    8. The Sheik Yerbouti Tango [!]
    9. Little House I Used to Live In [finale]
    10. Dong Work for Yuda
    11. Bobby Brown
    12. Envelopes
    13. Drum Solo
    14. Disco Boy
    15. Dinah-Moe Humm
    16. Camarillo Brillo
    17. Muffin Man

  • Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 1 (review)

    Frank Zappa, Live at Deutschlandhalle, Berlin 15.2.78 – Part 1 (review)

    con Frank Zappa, Adrian Belew, Patrick O’Hearn, Tommy Mars, Peter Wolf, Ed Mann e Terri Bozzio

    https://www.youtube.com/watch?v=72ollbNIRHI

    Uno dei bootleg migliori in circolazione è quello del concerto del 15 febbraio 1978 alla Deutschlandhalle di Berlino. Non importa se l’ordine del materiale dei due CD (bootleg) non segue il formato dello spettacolo.
    Il concerto si è svolto poco più di un anno prima dell’uscita di Sheik Yerbouti (1979): ascoltandolo è facile rendersi conto che lo spettacolo è quasi un’anteprima canzone per canzone di quell’album. Questo bootleg potrebbe in effetti essere quello di cui parla Zappa all’inizio di As An Am (serie Beat The Boots), quando si lamenta di un bootlegger che ha sostanzialmente registrato un intero album prima di poterlo pubblicare.

    Anche le “canzoni” che erano in realtà assoli di chitarra all’interno di brani suonati al concerto di Berlino si presentano come entità musicali separate con nuovi nomi nell’album Sheik Yerbouti. Ad esempio, l’assolo di chitarra di Berlino in The Torture Never Stops può suonare molto familiare e dovrebbe esserlo. Quell’assolo apparve più tardi nell’uscita ufficiale di Sheik Yerbouti con il titolo Rat Tomago. Un altro assolo di chitarra fantastico appare in Sheik Yerbouti: è tratto dalla lunga interpretazione berlinese d’avanguardia di Little House I Used to Live In. Questo assolo appare come The Sheik Yerbouti Tango.
    In sostanza, 11 delle 18 canzoni elencate in Sheik Yerbouti sono state suonate e bootlegate a Berlino un anno prima e, se si includono gli assoli di chitarra menzionati, 13 delle 18 composizioni di “Sheik Yerbouti” sono state registrate e bootlegate dallo show di Berlino.
    Nonostante il suono mediocre (trattandosi di un’uscita non ufficiale) si tratta della registrazione di un concerto superbo. Se questo bootleg fosse stato rimasterizzato e pubblicato ufficialmente, avrebbe potuto guadagnare 5 stelle.

    Circa due ore e mezza complessive di musica suonata con precisione, che include alcuni dei migliori assoli di chitarra dal vivo di Zappa. Ci sono anche delle tastiere davvero eccezionali, senza contare il basso funky e bizzarro di Patrick O’Hearn. Lo spettacolo passa facilmente dall’hard rock al jazz funk stiloso, con passaggi all’avanguardia, per poi tornare al rock da arena. Frank presenta la band mentre suonano un motivo di One Size Fits All, quindi si lanciano in Dancin’ Fool, la prima delle 11 tracce che questo concerto ha ripreso da Sheik Yerbouti.
    Si passa poi ad una versione molto cool di Peaches En Regalia. Il pubblico è ormai ‘caldo’, il momento giusto per passare a The Torture Never Stops in cui prevale la chitarra di Frank. Il suo assolo di chitarra killer dura circa 6 minuti: è stato ridotto a 5:15 per Rat Tomago incluso in Sheik Yerbouti. Un momento speciale per il pubblico; questo assolo di chitarra si distingue come una delle composizioni musicali per chitarra di Zappa più autonome.
    Lo spettacolo prosegue con tre canzoni di Sheik Yerbouti suonate in modo impeccabile. La voce di Bozzio in Tryin’ to Grow a Chin visceralmente ridicola si sposa alla perfezione con l’isteria stridente del brano.
    La voce di Adrian Belew lancia City of Tiny Lights, che presenta un altro assolo di chitarra di Frank. Il lavoro di percussioni di Ed Mann si fa notare non poco.
    Dopo “Baby Snakes”, la band passa al brano jazz-funk “Pound for a Brown”.

    Il tempo di King Kong risulta molto più veloce rispetto ad altre versioni, che normalmente vedevano Ian Underwood al sassofono. In questo concerto, il protagonista è Ed Mann con un’eccezionale esecuzione di vibrafono.
    Per la prima volta, in questo spettacolo berlinese, viene suonata Yo Mama.
    L’assolo di chitarra di Wild Love è di Adrian Belew.
    Il secondo CD include brani (come Titties ‘n Beer e Black Page #2) ufficialmente pubblicati un mese dopo il concerto nell’album Zappa in New York.
    Dong Work for Yuda fu pubblicata in seguito su Joe’s Garage.
    Envelopes, brano eseguito in questo concerto, fu pubblicato su vinile due anni dopo con A Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch (1980) ed eseguito anche nella versione della London Symphony Orchestra.
    Lo spettacolo si conclude con materiale tratto da Zoot Allures e Over-Nite Sensation.

    (estratto da un articolo di Richard Harrold)

    Prima parte (tracklist)

    1. Intro [“The Purple Lagoon”] (01:21)
    2. Dancin’ Fool (03:33)
    3. Peaches en Regalia (02:27)
    4. The Torture Never Stops (13.50)
    5. Tryin’ to Grow a Chin (03:27)
    6. City of Tiny Lites (07:13)
    7. Baby Snakes (01:49)
    8. A Pound for a Brown on the Bus (05:50)
    9. Boutique Girl [“Is This Guy Kidding or What?”] (04:46)
    10. I Have Been in You (05:08)
    11. Flakes (07:23)
    12. Broken Hearts Are for Assholes (03:46)
    13. Instrumental [“King Kong”] (08:46)

  • Zapped (full album): anthology of Frank Zappa artists in 3 versions – the story

    Zapped (full album): anthology of Frank Zappa artists in 3 versions – the story

    FAIR USE

    L’album “Zapped” (Warner Bros, 1970) è un’antologia degli artisti che Zappa fece incidere con il label Straight/Bizarre. L’etichetta di Zappa pubblicò un album campione promozionale del suo ‘prodotto’ nello stesso periodo in cui uscirono gli album Uncle Meat e Lenny Bruce (aprile 1969 o febbraio 1970?). Il sample portava il titolo di “Zapped” ed era disponibile solo per corrispondenza presso la Warner Brothers negli USA al prezzo di un solo dollaro. Questa antologia contiene brani tratti da album di Frank Zappa, The Mothers of Invention, Wild Man Fischer, GTOs, Tim Buckley, Tim Dawe, Jeff Simmons, Lord Buckley, Alice Cooper e Captain Beefheart.

    Esistevano 3 versioni di questo vecchio sample che presentavano copertine diverse. La prima riportava una foto di Zappa in bianco e nero (apparsa poi anche su Hot Rats). La seconda aveva un collage di foto di tutti gli artisti presenti nell’album. La terza versione ‘photo cover’ è apparsa anche con i brani della versione ‘collage cover’.

    C’è anche una versione australiana con la Photo Cover di Hot Rats (citata nel n. 14 di The Australian Record Collectors Magazine, giugno-luglio-agosto 1995) che, stranamente, apparì nel 1972 come una vera e propria uscita commerciale.
    La versione Oz di Zappéd (Reprise) fu pubblicata ad un prezzo medio e pare abbia venduto abbastanza bene. Copie di questa versione non sono particolarmente difficili da trovare, ma il fatto che l’Australia sembri essere l’unico Paese al mondo che abbia pubblicato commercialmente l’album aumenta il fattore di appetibilità.

    Tracklist

    Lato A

    1. Alice Cooper: Titanic Overture (01:09)
    2. Captain Beefheart & His Magic Band: The Blimp (mousetrapreplica) (02:04)
    3. Judy Henske & Jerry Yester: Horses on a Stick (02:10)
    4. Tim Buckley: I Must Have Been Blind (03:40)
    5. Wild Man Fischer: Merry-Go-Round (01:56)
    6. Alice Cooper: Reflected (03:10)
    7. Tim Dawe: Little Boy Blue (02:15)
    8. Lord Buckley: The Train (02:24)

    Lato B

    9. Jeff Simmons: Lucille Has Messed My Mind Up (03:14) (con Zappa alla chitarra)
    10. Captain Beefheart & His Magic Band: Old Fart at Play (01:54)
    11. The Mothers of Invention: Valarie (02:15)
    12. GTOs: Do Me In Once And I’ll Be Sad, Do Me In Twice And I’ll Know Better (Circular Circulation) (02:19)
    13. Frank Zappa: Willie the Pimp (09:25)

  • Frank Zappa’s Style 11: orchestral project, rhythm, guitar technique, use of the synthesizer, more

    Frank Zappa’s Style 11: orchestral project, rhythm, guitar technique, use of the synthesizer, more

    Mo’s Vacation (Live a Monaco, 31 agosto 1978)

    In copertina un disegno di Jim Mahfood

    Oltre alla sua copiosa produzione rock ‘n’ roll, Zappa ha completato un gruppo di ambiziose opere orchestrali che avrebbero dovuto essere presentate in anteprima mondiale a Vienna fino a quando il principale finanziatore del progetto (la rete televisiva austriaca) si è ritirato all’ultimo minuto. Cinque anni di lavoro, le opere sono state composte per un’orchestra di 120 elementi, rendendo necessario l’impiego di cinque copisti, due dei quali erano stati coinvolti nel processo per cinque anni con un investimento totale di cinquantamila dollari. Altri cinquantamila dollari sono stati spesi per telefonate dagli Stati Uniti all’Austria. Rilegato in marocchino nero, “Mo And Herb’s Vacation”, che Zappa ha descritto come “un pezzo drammatico e dissonante”, comprende 83 pagine di musica.
    Una delle massime priorità di Zappa è vedere le sue opere orchestrali eseguite correttamente. “Non ho intenzione di sedermi e spendere migliaia di dollari per produrre risme di carta da parati. Voglio sentire la musica eseguita correttamente. Non voglio andare al concerto, sedermi lì ed essere imbarazzato da 120 persone che lo suonano in modo sbagliato. Non importa cosa ne pensi il pubblico e se il concerto piace da morire: se l’orchestra lo suonasse male, sarei molto arrabbiato”.
    (FZ, Gold Coast Free Press, 29 settembre 1979)

    “Molti hanno un’idea sbagliata del ritmo. Possiamo suonare in 4/4 e fare stronzate terribilmente strane in 4/4. Allo stesso modo, puoi suonare in 9/16 e suonare in modo noioso come succede a molti gruppi jazz rock. La cosa da fare è sovrapporre cose interessanti su una base ritmica costante anziché avere un’intera band che suona un mucchio di riff all’unisono da 8 o 16 note”.
    (FZ, Guitar, maggio-giugno 1979)

    “Mi considero un compositore che ha la chitarra come strumento principale. La maggior parte dei compositori suona il pianoforte. Beh, non sono un pianista: a causa dei limiti tecnici della chitarra rispetto al pianoforte (in termini di note multiple, ecc.) ciò che scrivo è determinato dal mio interesse per la chitarra. Di conseguenza, crea difficoltà per altri strumenti. Se sento qualcosa nella mia testa basato sulla chitarra – mix e cose del genere – molte volte, queste cose non possono essere eseguite con altri strumenti e questo mi provoca frustrazione”.
    (FZ, Down Beat, 18 maggio 1978)

    La tua tecnica chitarristica è abbastanza ortodossa o hai delle idiosincrasie particolari?
    “Ho imparato a suonare nel modo in cui era comodo per la mia mano. Le mie dita sono praticamente a doppia giuntura, si piegano in posizioni strane”.

    Qual è l’aspetto più distintivo del tuo modo di suonare la chitarra?
    “La tecnica della mano sinistra perché probabilmente digito cinque note per tutte le note che scelgo”.

    Quando fai un assolo, pensi in termini di pattern visivi sulla tastiera o pensi ad ogni nota che stai suonando?
    “No, non penso ad ogni nota che sto suonando; in effetti, non penso affatto alle note. Penso alle possibilità”.

    Lavori mai fuori scala?
    “Non penso alle scale e non penso agli accordi. Per esperienza, sai che se c’è un certo clima armonico in corso, un certo tipo di evento audio rispetto a quel clima genererà un terzo evento. Questo è ciò che faccio”.

    Quindi lavori ancora con posizioni blues, scale pentatoniche, ecc.?
    “Giusto. Tutto quello che devo fare è riarmonizzare la linea”.

    Componi anche al pianoforte?
    “Sì e anche solo sulla carta. Scrivo schizzi”.

    Componi la maggior parte della tua musica di notte, vero?
    “Mi piace lavorare di notte perché il suono è diverso rispetto al giorno. Per me, suona meglio. Di giorno, l’aria è agitata da tutta la luce del sole ed ogni cosa è in uno stato generale di agitazione”.
    (FZ, M.I., novembre 1979)

    Alcuni ritengono che il sintetizzatore e gli strumenti elettrici in generale sminuiscano in qualche modo l’umanità della musica suonata. Che ne pensi?

    “Le persone che si preoccupano di questo in realtà sono preoccupate della propria immagine, del loro ego: lo strumento è soltanto un mezzo per comunicare al pubblico la loro ‘grandezza’ personale. Questo per me è un disservizio alla musica come forma d’arte. Umanità? Chi se ne frega. La musica è importante. Chi pensa che il sintetizzatore e gli strumenti elettrici rendono la musica meno umana si preoccupano soltanto del fatto che questo possa ostacolare il pubblico nel comprendere quanto lui sia ‘grande’ e ‘bello’. Vuole solo mettere in mostra il proprio ego. Beh, chi se ne frega. In un live non voglio ascoltare la ‘profonda ferita interiore’ di qualcuno. Mi interessa la musica. Le persone vedono e sentono ciò che vogliono vedere e ascoltare”.
    (FZ, Down Beat, 18 maggio 1978)

    La musica di Frank Zappa ha una qualità visiva, le sue immagini sono così forti che è quasi un fumettista che disegna con melodie e testi. (Nuggets, aprile 1977)

  • Frank Zappa, Rat Tomago (official & original versions): looking for errors for new creative paths

    Frank Zappa, Rat Tomago (official & original versions): looking for errors for new creative paths

    Versione ufficiale dall’album Sheik Yerbouti
    Versione live originale 15 febbraio 1978 (Deutschlandhalle, Berlino)

    In copertina un disegno di Maroonbeard

    FAIR USE

    Frank Zappa aveva perfettamente chiaro il potenziale dell’errore e sapeva sfruttare gli imprevisti in modo magistrale. Per Zappa, naturalmente, visto il livello ultraterreno dei musicisti coinvolti nelle sue band, l’errore non era considerato come pressappochismo o incapacità tecnica, ma come un’accidentale opportunità per far evolvere la musica in direzioni impreviste. Anche per questo Zappa registrava ogni prova e performance della sua band, convinto che ogni imprevisto sonoro potesse aprire nuove strade creative. Le sue registrazioni non erano solo archiviazione, ma un modo per documentare ogni possibile variazione e mutamento, anche inatteso, che arricchiva i brani.
    Una delle sue tecniche più innovative, la xenocronia, prevedeva la sovrapposizione di parti musicali registrate in momenti e su canzoni diverse. In parole povere, Zappa creava dei Frankenstein sovrapponendo – per esempio – alla parte di batteria di una canzone, la linea vocale o di chitarra di un’altra. Questo metodo portava ad errori consapevoli di sincronizzazione ritmica o armonica, che però spesso generavano nuove idee musicali. Zappa credeva che queste incongruenze potessero accendere ispirazioni creative, trasformando l’errore in uno stimolo per l’esplorazione musicale più ardita. Questa arte di estrarre il suono di uno strumento da un brano per piazzarlo in un altro era un procedimento molto amato e usato da Zappa. Quanto Zappa fosse in questo un vero maestro si può sentire per esempio in “Rat Tomago” (Sheik Yerbouti,1979): cinque minuti di puro delirio sonoro, in cui il compositore ci delizia con uno strepitoso assolo di chitarra, preso da una sua esecuzione live del brano “The Torture Never Stops” (registrata durante un concerto del 1978 e tratta dal capolavoro Zoot Allures, 1976) e incollato su una nuova base!
    (dall’articolo “Quando un errore crea un capolavoro nel rock” di RadioFreccia, 15 ottobre 2024)

    “Ogni stecca ripetuta due volte è l’inizio di un arrangiamento” (FZ).

    In ambito scientifico, gli errori hanno portato a scoperte sorprendenti. In fondo, la Musica è Scienza. Scienza significa ‘risultato delle operazioni del pensiero in quanto oggetto di codificazione sul piano teorico e di applicazione sul piano pratico. E’ progresso che ha bisogno di ‘deviazione dalle norme’.

    “Non è possibile alcun progresso senza deviare dalla norma. Ma per farlo con successo, occorre almeno un minimo di familiarità con ogni norma dalla quale contiamo di allontanarci” (FZ).

    “Nel regno delle arti, hai sempre la possibilità di pensare creativo, il che significa deviazione dalla norma, la norma politica prescritta che cercano di imporre. Se riescono a fermare il pensiero creativo, allora hanno maggiori possibilità di mantenere la morsa della stupidità sull’intera popolazione. Il pensiero creativo può, e spesso lo fa, iniziare in tenera età. Quindi se riescono a stroncarlo sul nascere, a scuola, allora è un bene per loro. Vorrebbero sostituire ogni singolo programma artistico con una sorta di sport o altro solo per impedire alle persone di pensare”. (FZ, Best of Guitar Player, 1994)

    Per Frank l’arte non è altro che il prodotto alienante di standard artistici, soggetti alla volontà e ai capricci di chi pagava (re, papi, nobili). “Oggi abbiamo le emittenti, i programmatori, DJ e manager di case discografiche: reincarnazione comune di stronzi che hanno plasmato la musica del passato”.
    L’arte stessa è diventata norma. Per trascendere questa norma, bisogna negare l’arte e ripiegare su una volontà creativa percepita solo come intrattenimento. “Il ‘manuale dell’armonia’ contemporaneo è l’incarnazione dei canoni estetici vigenti, di questi mali elencati sotto forma di catalogazione”.
    (Frank Zappa, 1989)

    Fare arte è tracciare una linea tra il buon gusto e il cattivo gusto, tra il serio e il popolare, secondo criteri definiti; è imporre un limite alla nostra stessa capacità di immaginazione. L’apprendistato musicale di Zappa non considerava i confini tracciati dall’arte, lui si escludeva dai canoni estetici vigenti progettando opere secondo il proprio gusto. Poiché la norma stabilita lo rifiuta, Frank rifiuta la norma stabilita. Se la sua musica non può essere considerata arte è perché l’arte è limitata, pretenziosa (per la sua pretesa di buon gusto). Se la sua musica non è abbastanza seria per essere ritenuta arte, peccato; ‘Lei’ sarà intrattenimento. Così, il compositore arriva a respingere qualsiasi limite normativo alla sua creazione e ci riuscirà tenendo fede al sacro motto della fantasia: “mai prendersi sul serio!”.
    Per Zappa, la musica è una creazione personale che si inserisce nel mondo; è uno spazio di libertà cristallizzata. Il compositore non ha altra scelta che diventare ribelle alle norme della società.

  • FZ Connection 7 (CC – Trouble Every Day) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    FZ Connection 7 (CC – Trouble Every Day) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/watch?v=XoFRL0ot64A

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    La serie FZ Connection dedicata alla Continuità Concettuale (o Progetto/Oggetto) di Frank Zappa prosegue con una xenocronia basata sul brano Trouble Every Day, che fa parte del primo LP dei Mothers of Invention, Freak Out (1966).
    Anche stavolta, ho esplorato la mappa interattiva di Cameron Piko che fornisce i vari collegamenti (connections) tra i diversi brani secondo la CC (Conceptual Continuity) definita ed applicata da Zappa.

    Le ‘connections’ e ‘continuity elaboration’ di Trouble Every Day elencate da Cameron Piko sono:
    – More Trouble Every Day (Roxy & Elsewhere);
    – No Waiting for the Peanuts to Dissolve (You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 5): assolo di Trouble Every Day.

    “Blow your harmonica son!” è una particolare citazione inclusa in Trouble Every Day come pure in altri brani di Frank Zappa (The Downtown Talent Scout, In France, Prelude to the afternoon of a sexually aroused gas mask). La citazione ha origine dal cantante/chitarrista blues Lightnin’ Slim che compare nell’elenco delle influenze stampato sulla copertina dell’album di debutto di Zappa Freak Out! (1966).

    La tua canzone Trouble Coming Every Day sulle rivolte di Watts potrebbe essere stata scritta sul più recente sconvolgimento di Los Angeles.
    “L’unica parte non corretta è stata quella dell’autista donna colpita a metà da una mitragliatrice perché ha attraversato un segnale di stop”.

    Cosa stavi facendo durante i disordini?
    “Li ho registrati dall’alto verso il basso mentre scorrevo i canali. L’ho capito da ogni angolazione possibile, cose straordinarie, cose che non sono state riportate a livello nazionale”.

    Per esempio?
    “Inquadrature di un gruppo di soldati in una caserma di Orange County che indossavano indumenti con gas nervino Desert Storm. Sia i Crips che i Bloods avevano gas nervino, faceva parte dei piani per trattare severamente con i rivoltosi”.

    Cosa hai fatto con le registrazioni?
    “Quando mi sono esibito in Germania, avevamo dei televisori al bar durante l’intervallo che trasmettevano il meglio dell’intrattenimento culturale americano. Su un set, c’era la rivolta senza sosta. In un altro set, tele-evangelisti senza sosta. Su un altro, C-SPAN. In un altro, Desert Storm. Devi bere la tua birra leggera e guardare i media americani al meglio”.
    (Frank Zappa, Playboy aprile 1993)

    I disordini che devastarono il quartiere afroamericano di Watts, a Los Angeles, nell’agosto del 1965, provocarono la morte di trentaquattro persone, di cui trentuno uccise dalla polizia. Zappa menziona nel suo “Trouble Everyday” i “poliziotti che lanciano pietre”, che gli valsero un regolare controllo da parte dell’FBI. Il brano fu pubblicato nel giugno 1966 nel doppio album Freak Out. (Revue du crieur, febbraio 2017)

    https://www.youtube.com/watch?v=IuJsPBLsJac

    Inizialmente, Zappa scrisse “Trouble Every Day” come semplice canzone rock il cui messaggio era più importante del suo valore musicale. L’ha scritta dopo le rivolte razziali, è un’accusa contro il razzismo, la violenza della folla e il modo in cui i media trattano questo tipo di “notizie”. Musicalmente parlando, la canzone era in 4/4 e alternava strofe e brevi assoli di chitarra.
    Nel 1974, la canzone aveva subito una trasformazione: era stata rallentata e aveva ricevuto un tocco leggermente blues. Era stato aggiunto un gancio della sezione fiati e alcune strofe erano state eliminate per far posto a un assolo di chitarra esteso. È apparsa in questa forma nell’album Roxy & Elsewhere (1974) con il titolo “More Trouble Every Day”. Da questo punto in poi, Zappa userà entrambi i titoli ma suonerà solo questa seconda versione. I testi venivano spesso aggiornati per adattarsi agli eventi contemporanei, come nella “Swaggart Version” (The Best Band You Never Heard in Your Life).
    La versione Freak Out di “Trouble Every Day” fu pubblicata come singolo per soli DJ da Verve nel 1966 (intitolata erroneamente “Trouble Comin’ Every Day”), anche se non venne trasmessa in radio. Nel corso della sua carriera, Zappa eseguì più volte questo brano che fu pubblicato in 5 diverse registrazioni ufficiali (Freak Out, Roxy & Elsewhere, Does Humor Belong in Music?, The Best Band You Never Heard in Your Life e You Can’t Do That on Stage Anymore, Vol. 5). Trouble Every Day si può definire il più vecchio successo di Zappa.

    “Ehi, sai cosa? Non sono nero ma tante volte vorrei poter dire di non essere bianco” canta Frank in Trouble Every Day.
    Nel 1955, Frank Zappa formò una band multirazziale nella sua high school molto “bianca”, dimostrandosi controculturale anche nella controcultura. Non amava gli hippy, che considerava in maggioranza conformisti e non andò a Woodstock.
    Frank Zappa iniziò suonando la batteria, ancora prima della chitarra. Esordì come batterista con una band scolastica di R&B nel 1956, i Ramblers.

  • FZ Connection 6 (CC – Approximate) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    FZ Connection 6 (CC – Approximate) – xenocronia con musiche di Frank Zappa xenochrony

    xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/watch?v=XoFRL0ot64A

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    Per il numero 6 della serie FZ Connection, ho deciso di ‘pescare’ dalla mappa interattiva di Cameron Piko il brano Approximate.
    Scritto nel 1972, nello stesso periodo del Grand Wazoo, “Approximate” è uno dei rari pezzi che Zappa ha eseguito per molti anni ma che non ha registrato ufficialmente fino alla serie di live di fine anni ’80/inizio anni ’90. La melodia effettiva dura circa 35 secondi, una melodia follemente complessa su un ritmo ritmicamente dislessico. Approximate è stata eseguita per la prima volta il 24 settembre 1972 a Boston (MA): questa prima versione fa parte dell’album Waka/Wazoo. Il pezzo è stato presentato durante il tour del 1974, arricchito da un’improvvisazione che sfociava in un assolo e, talvolta, utilizzata per gare di ballo con la partecipazione del pubblico. La versione documentata su You Can’t Do That on Stage Anymore, Vol. 2 presenta la band del 1974 con il brano a cappella: la band tenta di riprodurla solo con i piedi.
    Nel dicembre 1976, Zappa eseguì “Approximate” con “The Purple Lagoon” solo in due occasioni. Una di queste finì nell’album Zappa in New York del 1977. La breve melodia fu usata anche nel 1978 come apertura di uno spettacolo. Nel 1982 aveva raggiunto i 90 secondi, arricchita con pezzi estrapolati da “Florentine Pogen” e “Inca Roads”.
    Approximate si colloca in alto nella scala di complessità di Zappa, in cima con “The Black Page” e “Be-Bop Tango”.

    “Si chiama “Approximate – annuncia Frank Zappa nel suo stile più pedagogico – perché mentre il ritmo è specificato, le note non lo sono. Sarà eseguito in tre sezioni. Il primo con gli strumenti, il secondo con la voce umana e il terzo con il piede umano”. (New Musical Express, 5 ottobre 1974)

    “In questa selezione, ogni musicista ha la possibilità di scegliere la tonalità in cui suonare. Ci sono solo poche battute in tutto il brano in cui viene indicata l’intonazione – e sono indicate come contrasto. Il resto dello spartito è pieno di terzine e ottave, collegate da piccole x, che per la loro posizione indicano il registro approssimativo dello strumento a cui si riferiscono. I musicisti devono attenersi agli schemi ritmici che organizzano i periodi tra due gruppi di x. Questo brano può essere eseguito da un numero qualsiasi di musicisti, da quattro in su. Il modello generale indica un’unica parte replicata per tutti gli strumenti in DO e FA (incluse le percussioni), che si intreccia con un’altra singola parte duplicata per tutti gli strumenti in Sib o Mib. Il basso e la batteria hanno voci separate, che combinano i ritmi delle altre due parti”. (1972)

    Cameron Piko ha analizzato 63 album di Frank Zappa (1966-1996) per realizzare la sua mappa interattiva allo scopo di fornire i vari collegamenti (connections) tra i diversi brani secondo la Conceptual Continuity (CC) definita ed applicata dal genio di Baltimora.
    Per ogni canzone, Cameron Piko ha tracciato una rappresentazione grafica della continuità concettuale di FZ (o Progetto/Oggetto) secondo cui tutto è sonoramente collegato. In base alla teoria della Big Note (citata per la prima volta nell’album Lumpy Gravy del 1967), l’universo è stato creato con una nota iniziale. Tutto ciò che vediamo e sentiamo è l’insieme delle vibrazioni sonore derivanti da questa nota iniziale.

    Le ‘connections’ e ‘continuity elaboration’ di Approximate elencate da Cameron Piko sono:

    Inca Roads (One Size Fits All): il tema Approximate appare al 57° secondo.

    https://www.youtube.com/watch?v=CbQjHb8iaMc

    The Purple Lagoon/Approximate (Zappa in New York): è la prima versione di Approximate pubblicata ufficialmente in un album.

    https://www.youtube.com/watch?v=69NF3NipNkY

    Approximate (YCDTOSA – You Can’t Do That On Stage Anymore, Vol. 2): gloriosa versione della band del 1974.

    https://www.youtube.com/watch?v=Gz2MePmmL4I

    Approximate (YCDTOSA vol 4)
    https://www.youtube.com/watch?v=C2wZy8fq9oc

    Village of the Sun (YCDTOSA vol 2): il brano Approximate viene citato all’inizio (intorno al 22° secondo) e poi ancora intorno ai 3’ e 2’’

    https://www.youtube.com/watch?v=QhoaGhuTN04

    Eric Dolphy Memorial Barbecue

    https://www.youtube.com/watch?v=-Oz2sqWhdOk

    It Just Might Be A One-Shot Deal (Waka/Wazoo)

    https://www.youtube.com/watch?v=92qV6243PXU

    La parte finale della xenocronia è un delirio nu jazz.