Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa, Dirty Love: The Antithetical Love Song, review

    Frank Zappa, Dirty Love: The Antithetical Love Song, review

    Dirty Love (Live Philly ’76)

    Dirty Love fa parte dell’album Over-Nite Sensation (1973), è la terza traccia e risale al periodo in cui Zappa era affascinato dall’umorismo osceno.
    “Dammi il tuo sporco amore come nei tuoi sogni quando fai di tutto… una sporca donazione… non voglio le tue emozioni da quattro soldi, la tua devozione. Dammi la lozione del drago! Come le piccole riviste nel cassetto di tuo padre…”.
    L’aggressiva perversione di Dirty Love fotografa l’ipocrisia. E’ una malsana provocazione che serve a denigrare costumi malsani: non i pensieri immorali, ma il fatto di non volerli ammettere.
    Frank Zappa utilizza un diversivo di formule gergali americane. La ‘lozione del drago’ si rifà all’espressione dei tossicodipendenti riferita al fumo del narghilè. La menzione della rivista nascosta nel cassetto è un riferimento a “Brown Shoes Don’t Make It”, rivela desideri e segreti, paragona la ricerca dell’amore a qualcosa di intrigante tenuto lontano dalla vista.

    Zappa odiava le canzoni d’amore. Relegandole al “dipartimento di tutti gli altri”, le parodiava. I suoi pastiche musicali caricaturavano opportunamente i sentimenti cliché come forma di critica di genere. Il cinismo di Zappa nei confronti delle canzoni d’amore metteva alla berlina un’industria musicale che accettava la mentalità dei gusti della cultura di massa. Mentre altri artisti inondavano le radio di vacuo sentimentalismo, Frank Zappa rispose con toni opposti registrando brani come “Go Cry On Somebody Else’s Shoulder” (1966).

    Dirty Love scava nei tabù e nei rapporti non convenzionali. Esprime il desiderio di un amore ‘crudo’, proibito e non filtrato, che va oltre le regole sociali. Il ‘drago’ nei sogni rappresenta il desiderio di un amore intenso e primordiale, legato ad una creatura mitica, sganciato dai sentimenti. Il drago simboleggia potere e mistero. “Ti metterò in coma con un po’ di amore sporco”: una frase che sottolinea la ricerca di una passione travolgente. L’aggettivo ‘sporco’ non deve essere inteso come negativo ma ‘considerato sporco’ dagli standard sociali.
    Con questo brano, una volta di più, Frank Zappa invita gli ascoltatori a lasciarsi andare ai propri desideri e passioni autentiche, genuine, a dispetto delle norme sociali.

    Frank Zappa era solito chiedere molto ai suoi musicisti e li pagava bene per questo.
    Quando, nel 1973, ebbe la possibilità di assoldare le Ikettes di Ike e Tina Turner per registrare i cori di Montana e di altri brani inseriti in Over-Nite Sensation, rimase sconvolto dal divieto da parte di Ike e Tina Turner di pagare le ragazze (Tina compresa) non più di 25 dollari a canzone.
    “Fu scioccante – confessò Zappa – in Montana c’è una parte molto difficile, per la quale le ragazze dovettero provare per alcuni giorni prima di registrarla”. Per contro, anche se non accreditata, Tina cantò al primo take le parti di Dirty Love dopo averle sentite una sola volta e avendo affermato: “Ragazzi, potrei cantare questa roba bendata e con una scopa nel culo!”. (Classix n.21 – marzo aprile 2009)

  • Frank Zappa about Ugliness: FZ & Rondo Hatton, Smell My Beard 1974

    Frank Zappa about Ugliness: FZ & Rondo Hatton, Smell My Beard 1974

    Frank Zappa & The Mothers of Invention – Smell My Beard, Capitol Theater, Passaic, NJ, 8 novembre 1974

    Rondo Hatton – guitar, vocals Napoleon Murphy Brock – vocals George Duke – keyboards, vocals Ruth Underwood – percussion Tom Fowler – bass Chester Thompson – drums

    Negli anni ’70, Frank Zappa a volte si presentava sul palco come Rondo Hatton. Un bootleg di Zappa si intitola “The Rondo Hatton Band” e può essere ascoltato nel lato 5 del Mistery Box e in Beat The Boots III – Disc Five.
    Per pura coincidenza, Rondo Hatton e Frank Zappa nacquero entrambi nel Maryland (Hatton a Hagerstown e Zappa a Baltimora), vissero parte della loro vita in Florida e morirono in California.
    Un diario dei fan di Zappa è intitolato The Rondo Hatton Report.

    Zappa su Rondo Hatton

    Chi è Rondo Hatton? Ti sei presentato come Rondo.
    “Rondo Hatton era un attore caratteristico dei vecchi film che aveva una malattia chiamata acromegalia”.

    Non ne ho mai sentito parlare.
    “È come l’elefantite. Aveva una testa davvero grande e grottesca, era un caratterista in alcuni film horror dei vecchi tempi”.

    Uhmmm… perché dovresti presentarti come lui?
    “Perché no?” (ride)

    Era “The Creeper”?
    “Non so quale fosse il film. Era uno di questi… in un periodo della storia del cinema americano, era il classico ragazzo brutto. Qualcuno doveva portare avanti la tradizione”.
    (Frank Zappa intervistato da Den Simms, Society Pages, giugno 1990)

    Rondo Hatton (22 aprile 1894 – 2 febbraio 1946) fu un attore caratteristico americano che spesso interpretava il ruolo di ragazzo duro o cattivo in molti film di serie B di Hollywood. Era noto per i tratti brutali del suo viso dovuti all’acromegalia deturpante, un disturbo della ghiandola pituitaria.
    Il film “The Brute Man” (1946) con Rondo Hatton è stato proiettato nell’episodio 702 del Mystery Science Theatre 3000.

    LINGUA FRANKA PART II: A LITTLE UGLY ON THE SIDE di Arjun von CAEMMERER
    (estratto da The Rondo Hatton Report vol V, 21 dicembre 2010)

    I molteplici concetti di Zappa sulla bruttezza sono complessi e pungenti, curiosamente incoerenti.
    Di seguito, alcuni esempi:
    1) Them or Us: Questa bruttezza semplicemente polarizza. Essendo Altro, la loro bruttezza – a qualunque livello estetico – è ripugnante e più brutta delle nostre stesse bruttezze;
    2) The Mammy Nuns (Thing Fish): Siamo brutti come il peccato! (Noi siamo MAMMY NUNS!) / Stiamo facendo bella figura con il nakkin’ on! Abbiamo un brutto sorriso-n-n-n-n! (Noi siamo MAMMY NUNS!) Stiamo facendo bella figura con il nakkin’ on! (indicando HARRY) Dimostriamo che non siamo brutti come lui;
    1) Troppo brutto per lo Show Business. “A tutti i fichetti del mondo e a quelli carini voglio dire una cosa: ci sono più brutti figli di puttana come noi che persone come voi!”. Frank Zappa su Dance Contest (Tinsel Town Rebellion);
    2) La bruttezza è normale – Frank Zappa Them or Us (The Book). La bruttezza che Zappa celebra qui è quella della vita reale e si oppone alla finta copertura cerosa e gialla, all’esibizione del brio della bellezza. La bellezza è una bugia;
    3) Brutta bellezza. A loro non piaceva rendersi brutti, ma soprattutto non piaceva fare cose brutte. È difficile convincere un musicista a suonare male, contraddice tutta la sua formazione. È difficile fargli capire che tutta quella bruttezza messa insieme può risultare molto bella. (Zappa and the Mothers: Ugly Can Be Beautiful from The Age of Rock, Sounds of the American Cultural Revolution, 1968) Zappa si riferiva al Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Bartók, che inizialmente fu deriso come assoluta bruttezza a causa della dissonanza percepita. I commenti di Booker Little risuonano ancora: non riesco a pensare in termini di note sbagliate – in effetti non percepisco alcuna nota sbagliata. Si tratta di sapere come integrare gli appunti e, se necessario, come risolverli. Perché se insisti che questa o quella nota è sbagliata, credo che tu stia pensando in modo completamente convenzionale – tecnicamente, dimenticando le emozioni. Penso che nessuno negherebbe che si possa raggiungere ed esprimere più emozione al di fuori del modo di suonare diatonico convenzionale che consiste in note intere e mezze note. Può essere espressa più emozione dalle note suonate in bemolle. Diciamo che è un SI bemolle, ma lo suoni e non è un LA e non è un SI bemolle, è una via di mezzo e in alcuni punti puoi utilizzarlo. Penso che abbia un grande valore. (Intervista per Metronome con Robert Levin, 1961). Siamo realisti su questo punto, la chitarra può essere lo strumento più blasfemo sulla faccia della Terra. Ecco perché mi piace. Il puzzo disgustoso di una chitarra elettrica troppo rumorosa: ecco la mia idea di divertimento (Frank Zappa);
    4) La Bruttezza (e la Bellezza) vivono in definitiva nell’Io di chi guarda e, con la MUSICA, nell’apparato cocleare dell’ascoltatore…

    https://www.youtube.com/watch?v=UjPUIgcsRcQ

  • Frank Zappa: Ten (Zen) Commendments (part 2) – 4 songs – The Rondo Hatton Report

    Frank Zappa: Ten (Zen) Commendments (part 2) – 4 songs – The Rondo Hatton Report

    It Just Might Be A One-Shot Deal
    The Meek Shall Inherit Nothing
    Packard Goose
    Take your Clothes off when you dance

    TEN (ZEN) COMMENDMENTS by Simon Prentis
    (The Rondo Hatton Report vol III, june 21, 2010)

    https://www.youtube.com/watch?v=8UHneQD1aRg

    6) You should be diggin’ it while it’s happening (from “It just might be a one-shot deal”)

    Though you can be scared if it gets too real, with death valley days staring straight ahead, it’s best to celebrate the time left until you’re a cinder, doing “whatever you can that makes your particular life more beautiful, and you get involved in art. ‘Cause that’s what makes things beautiful.” In the face of collective collusion in the decision to choose cheese, Zappa’s suggestion for improving the quality of life is to “think of this matter in terms of how much of what we individually consider to be beautiful are we able to experience every day.” For even if time turns out to be a spherical constant, you’ve still “got X number of moments of your undead state to deal with whatever you’re going to deal with. And I think that the best way to do it is to deal with as much as you can deal with while you’re alive, not as little.”

    7) When you pay the bill, kindly leave a little tip / To help the next poor sucker on his one-way trip (from “The Meek shall inherit nothing”)

    Zappa’s remarks about the usefulness of what he might be able to say through his work indicate that he saw an educational value in ‘art’ aside from its intrinsic entertainment value. And in the particular context of football: “I think that if you had to choose between playing football or doing art, you’d probably be better off doing art, because if everything does disappear, the only thing that is going to be worth digging up later on is the art, not the footballs. To me that would be a better way of spending your waning hours, and that is what we’re talking about.”

    8) Music is the best (from “Packard Goose”)

    The culmination of the mini-manifesto, the ultimate tip is to tune in directly to whatever subdivision of the Big Note suits your factory rate. If, as Walter Pater said, “all art aspires to the condition of music” then the decoration of time through music is as good as it gets. And, as previously noted, anything can be music. Zappa’s working definition was “the organization of any data”. But there has to be active participation: “It doesn’t become music until someone wills it to be music, and the audience listening to it decides to perceive it as music.” A dialectical dance between subject and object. And speaking of dancing:

    9) There will come a time when you can even take your clothes off when you dance (from “Take your clothes off when you dance”)

    Once you figure out that it’s not only hair that not where it’s at, but everything else as well, you are finally free. Only if you want to be, of course, but it should be noted that this song, Zappa’s prescient prequel to Imagine, upstages John Lennon in advance by not only positing a world which has risen above all possible evils, including discrimination based on race, religion, gender and greed, but doing so without a po-faced PC agenda. Those still inclined to believe that this song is a parody of hippy banality might like to ponder the inverse square law that applies almost universally in Zappa’s music: the stupider the music the meatier the lyrics and vice versa. It’s his answer to the question ”Shall we take ourselves seriously?” and further proof that “despite all evidence to the contrary it is theoretically possible to be ‘heavy’ and still have a sense of humor.”

    10) One size fits all. (album title 1975)

    Free now from uniforms or shame at our new-found nakedness, the essential oneness of the universe is revealed. Snatching profundity from the jaws of banality, this phrase encodes the ultimate esemplastic vision, a Zen-like resolution of the many as one. The album offers a parody of partial perspectives of all persuasions, from spurious extraterrestrial speculations on the origins of life on earth to the more immediate concerns of those who can’t afford to buy no shoes, contrasting the poor-little-rich girl misery of the theoretically happy and advantaged Florentine Pogen with the unexpected lust for life of the supposedly unhappy and disadvantaged Bobby and his girl in trailer park heaven — before plunging in to Andy, the key song in what is, essentially, an album about religion. As a climax, the absurdities of the extraneous verbiage washing over Evelyn are shattered by the poodle’s sharp bark of enlightenment, a canine salutation Zappa once told me was “suitable for all festive occasions as it possesses a certain interspecial comprehensibility.”

  • Frank Zappa: Ten (Zen) Commendments (part 1) – 4 songs – The Rondo Hatton Report

    Frank Zappa: Ten (Zen) Commendments (part 1) – 4 songs – The Rondo Hatton Report

    What’s the Ugliest Part of Your Body
    You Are What You Is
    Wind Up Workin’ In A Gas Station
    A Token Of My Extreme

    TEN (ZEN) COMMENDMENTS by Simon Prentis
    (The Rondo Hatton Report vol III, june 21, 2010)

    This is an extract from a talk given at ICE-Z 2 in Rome back in June 2006. Since the transcripts from this conference seem never to have been published, I’m taking this opportunity to reach a wider audience with the core of the presentation, short comments on selected quotes from lyrics and interviews designed as a cut-out-and-keep guide to one of the great underlying themes in Zappa’s work, a therapeutic sort of ‘Po-Jama Person’s Progress’ toward the goal of ultimate enlightenment:

    1) Your mind is the ugliest part of your body (from “What’s the ugliest part of your body”)
    To point at the ugliness of the human mind may not be the most original of insights. The future Queen Elizabeth 1 even composed a poem in 1554 along these lines, “No crooked leg, no bleared eye, No part deformed out of kind, Nor yet so ugly half can be, As is the inward suspicious mind.” But Zappa’s lyric gets its punch from the implication that the mind is actually a part of the body, along with toes and noses, and equally deserving of critical attention. For not only are ‘cosmetic issues’ nothing compared to the reasons you think you have them in the first place, they are entirely secondary to the main business at hand, which is to un-feature your hurt and cease inflicting your personal problems either upon yourself or the rest of the world.

    2) You is what you am / A cow don’t make ham. (from “You are what you is”)
    Dealing with the incipient ugliness involves owning it. As Zappa told Oui Magazine in 1979, “If you’re going to deal with reality, you’re going to have to make one big discovery: Reality is something that belongs to you as an individual. If you want to grow up, which most people don’t, the thing to do is to take responsibility for your own reality and deal with it in your own terms. Don’t expect that because you pay some money to somebody else, or take a pledge, or join a club, or run down the street, or wear a special bunch of clothes, or play a certain sport or even drink Perrier water, it’s going to take care of everything for you. Because it all comes from inside. As a matter of fact, that’s where it stays.”

    3) You oughta know now all your education / Won’t help you no-how (from “Wind up workin’ in a gas station”)
    School was never going to be the answer. If you listen to anyone else telling you how to do your shit, don’t complain if you don’t like the results. Zappa’s recommended procedure, based on available technology at the time, was “If you want to get laid, go to school; if you want an education, go to the library”, but his own body of work was clearly intended to function as a public service announcement in this regard: “Everybody else writes songs about beautiful girls who make you fall in love, and groovy guys that are so wonderful, and heartbreak and all that shit – that’s everybody else’s department. I’m alternative information on specimen behaviour.”

    4) Whatever you can do to have a good time, let’s get on with it, so long as it doesn’t cause a murder (from “The Jazz Discharge Party Hats”)
    Taking responsibility for your own reality, of course, includes acknowledging and accepting what you are and what you need to do to work out your personal demons. Barring homicide, it’s clearly important to get into the paraphernalia of whatever it is that turns you on. “As long as you don’t do anything to damage anybody else’s body or mind in the procurement of your sexual gratification, then go on ahead. If you want to fuck a dog and the dog likes it, you’re in business; if you fuck a chicken and it dies, you’re naughty.”

    5) You might be surprised at what you find out when you go. (from “A Token of my Extreme”)
    The classic quote in this context is “There is no progress without deviation”, but Zappa’s penchant for pushing envelopes was much more of an active quest. As he told Playboy in 1993: “I like taking things to their most ridiculous extreme because out there on the fringe is where my kind of entertainment lies.” Entertainment, of course, being the name of the game. “The crux of the biscuit is: If it entertains you, fine. Enjoy it. If it doesn’t, then blow it out your ass.” And then move on, because…

    https://www.youtube.com/watch?v=WCdognAm0Xk

  • Frank Zappa & Consumerism: Poofter’s Froth Wyoming Plans Ahead, 200 Years Old, review

    Frank Zappa & Consumerism: Poofter’s Froth Wyoming Plans Ahead, 200 Years Old, review

    Poofter’s Froth Wyoming Plans Ahead (dall’album Bongo Fury, 1975)
    200 Years Old (dall’album Bongo Fury, 1975)

    L’album di Frank Zappa, “Bongo Fury”, è stato registrato live con Captain Beefheart all’Armadillo World Headquarters di Austin (“Non scelto per le sue proprietà acustiche, ma per l’atmosfera del pubblico”).
    Contiene le sue prime composizioni sull’imminente celebrazione del Bicentenario dell’America, “Poofter’s Froth Wyoming Plans Ahead” e “200 Years Old”.

    Cosa pensi di tutto il trambusto che circonda il Bicentenario di questo Paese?
    “Penso sia perfettamente logico in una nazione industriale ed è un bel risultato raggiungere questo stato di corruzione in 200 anni. Voglio dire, considera ciò che è stato realizzato: abbiamo rubato agli indiani, abbiamo soggiogato razza dopo razza nel nome di Dio senza contare l’immortale simbolo del dollaro. Gli Stati Uniti hanno una merce di esportazione con cui sfidare eoni. Non c’è mai stato un esempio migliore di una società fondata sul concetto di avidità. Ma attenzione, gli arabi stanno prendendo piede rapidamente”.
    “Consiglierei un inno nazionale alternativo” si offrì volontario Zappa (nel caso il vecchio inno si esaurisse) “Bisognerebbe adottare quella canzone di Chubby Checker sul limbo bar – how low can you go?’ (quanto in basso si può andare) – e suonarla tutto l’anno prossimo. In realtà non siamo affatto nei guai perché le persone che controllano la macchina non vogliono perdere il loro profitto”.
    Quelle persone, ha detto Zappa, sono “nell’industria del controllo della personalità, un’enorme industria con rami mascherati da chiesa, sistema educativo, governo e agenzie ufficiali, mafia e tutti coloro che traggono profitto dal controllo delle menti delle persone, giornali e TV – un pezzo del macchinario progettato per guidare i pensieri e le azioni di un gran numero di persone, equamente divise tra (i concetti di) produzione e consumo”.
    (The Dallas Times Herald, 19 ottobre 1975)

    Il testo di “Poofter’s Froth Wyoming Plans Ahead” è una critica di Zappa al consumismo e alla manipolazione delle masse. La canzone inizia con un’introduzione, dove Zappa prepara il terreno avvertendo gli ascoltatori che l’anno successivo ci sarebbe stato un assalto di saldi e pubblicità per invogliare le persone ad acquistare oggetti non necessari e ingannevoli.
    Termini come “Poofter’s Froth Wyoming” e “Merwyn, Minnesota” evidenziano l’assurdità della cultura del consumo. Il coro ripete la frase “Little rackets, little rackets” sottolineando la natura ingannevole e manipolatrice del mondo commerciale e del marketing.
    Nella seconda strofa, Zappa approfondisce la gamma di prodotti venduti, inclusi articoli come “Poofter-Cloth Appointments” e “Poofter’s Froth Anointments”. Tutte frasi umoristiche che continuano a mettere in luce l’aspetto frivolo del consumismo. In realtà, il termine ‘poofter’ viene tradotto dal dizionario Britannica in ‘gay’…
    Il verso finale assume un tono più critico, riferendosi all’ossessione della nazione per il materialismo e l’illusione del progresso. Termini come “compattatori di rifiuti, piccoli reattori” e “falciatrici, soffiatori, lanciatori e spettri” dipingono il quadro di una società profondamente radicata nella ricerca del possesso e dello status.
    La frase conclusiva (“Duecento anni sono passati ka-poot! Ah, ma siamo stati astuti!”) spinge il pubblico a riflettere sul vero costo del progresso e dello sviluppo, del capitalismo moderno e degli sprechi.
    FZ: “Questa canzone ti avverte in anticipo che l’anno prossimo tutti proveranno a venderti cose che forse non dovresti comprare, lo pianificano da anni”.
    “Poofter’s Froth, Wyoming, Plans Ahead”, canzone in stile country, è stata eseguita dal vivo poche volte nel 1975 durante un tour dei Mothers of Invention/Captain Beefheart. Su Bongo Fury è seguita dall’altro brano legato al Bicentenario: “200 Years Old”.

  • Frank Zappa & The Big Note: Quantum Wave, The Secrets of FZ’s Cosmology

    Frank Zappa & The Big Note: Quantum Wave, The Secrets of FZ’s Cosmology

    Frank Zappa – Guitar Solo – Live At Palais Des Sports “St Etienne” France May 1982 (estratto dal Video From Hell 1986 – filmato con una telecamera Hitachi da Thomas Nordegg durante il concerto)

    FAIR USE

    Il 15 giugno 2022, pubblicando un post nel gruppo What’s Zappa, mi sono chiesta:
    “L’interesse di Frank per Stephen Hawking… la quantistica… La Grande Nota si riferisce a ciò che oggi chiamiamo quantistica?”.
    Beh, ho appena letto questo articolo e ne ho avuto la conferma.
    Riporto un estratto dall’articolo “God Vibrations: The Secrets of FZ’s Cosmology di Homer Shiroy (The Rondo Hatton Report vol II, 21 marzo 2010)

    Hai mai sentito parlare dei piatti Chladni? Di Cimatica? Neanche io. Almeno finché un amico non me ne ha parlato di recente. La cosa straordinaria è che confermano gran parte di ciò in cui Frank Zappa credeva riguardo alla natura dell’universo, al modo in cui funzionano le cose.
    “Tutto – ha detto – inizia da una Grande Nota. È una vibrazione. Qualunque cosa, inclusa la luce, è una vibrazione, e una vibrazione è una nota”. Potremmo non essere in grado di ascoltarla, ma in qualunque diversa ottava o altra suddivisione della Grande Nota, alla fine siamo tutti vibrazioni. Potremmo non essere semplici come le onde sinusoidali (le stesse utilizzate per generare i Modelli di Chladni) ma, da quando Schrodinger ha risolto l’equazione delle onde quantistiche, risulta chiaro che tutta la materia è costituita da onde, compresi noi. Le nostre onde sono tutte diverse. I modelli Chladni ne offrono una dimostrazione pratica. Non si tratta di una forma migliore di un’altra o di complessità che aumenta con la frequenza. È semplicemente l’osservazione, tratta da un’altra famosa frase di FZ, secondo cui è il “quando” a determinare il “cosa”; “quando” in questo caso è la frequenza.
    La materia appare sotto forma di schemi particolari, è nella sua natura e nella misura in cui è guidata dalle vibrazioni, la natura è essenzialmente matematica, ritmica e, in definitiva, musicale. Le forme frattali dei modelli in natura che noi riconosciamo come belli sono di origine algoritmica.
    La caratteristica sorprendente delle migliori improvvisazioni di Zappa è che non c’è ripetizione, niente che potresti leggere in anticipo. Emergono semplicemente dalle linee di faglia del fondo armonico in modi che sono incredibilmente imprevedibili ma che hanno perfettamente senso una volta ascoltate, evidenziando brillantemente le tensioni e i contrasti della musica.
    Nella cosmologia di FZ l’idea di emergenza è essa stessa un’illusione. Nella sua visione del tempo – come disse a Bob Marshall – succede di tutto in continuazione. È un concetto difficile da comprendere. La sua idea del tempo è strutturata come una costante sferica sotto forma di vortice di Moebius: esprime il segreto della Grande Nota (come Dio?) cioè l’origine di tutte le cose. Gli antichi (chiunque fossero) parlavano della Musica delle Sfere. Si scopre che avrebbero potuto avere ragione, anche se avrebbero potuto avere torto riguardo al numero.

  • Frank Zappa & The Art of the Ballet: How did FZ dance?

    Frank Zappa & The Art of the Ballet: How did FZ dance?

    Some Ballet Music – The Ark, Boston (1969)
    Mothers of Invention ‘tis the season to be Jelly (1967)
    Bolero (Tour 1988)
    “The Mothers of Invention ” – film clip 1966
    Frank Zappa – Dance Fever – CBS – 24 maggio 1980

    La prima grande opera della musica del XX secolo, “Le Sacre du printemps” (La Sagra della primavera) di Igor Stravinskij, è stata presentata per la prima volta nel 2015. Ho avuto la sensazione che i ripetuti riferimenti di Zappa all’arte del balletto non fossero solo uno scherzo sull’idolo della sua giovinezza, ma anche un appassionato impegno per quella che potrebbe considerare la forma definitiva di musica seria e poco seria.
    Ho completato una strana tabella. Nessun commento, tranne il fatto che un titolo alternativo per questo pezzo avrebbe potuto essere: “Le Sacre du Printemps”.

    BALLET IS THE BEST

    FASE 1 (1966-1967)
    La prima composizione seria di Zappa viene presentata come un balletto, segretamente dedicata a Stravinskij
    La Sagra della Primavera – “The Return of the Son of Monster Magnet”
    Balletto incompiuto in due parti:
    I – Ritual Dance of the Child-Killer
    II: Nullus Pretii (NO commercial potential)
    registrato nella primavera del ’66, “Freak-Out”

    Citazione musicale de Le Sacre du printemps – “Amnesia Vivace”

    Nuova dedica a “”Dance of the Young Girls”, una scena inclusa nella Sacre du printemps
    “Invocation and Ritual Dance of the Young Pumpkin”
    registrato a novembre del ‘66, “Absolutely Free”

    Un piccolo omaggio ad un altro balletto di Stravinsky
    “Petrushka” live settembre ‘67 settembre, Stoccolma
    “’Tis the Season to Be Jelly” (BTB)

    FASE 2 (1968-1969)
    “Progress” live ottobre ‘68, Londra “Ahead of their time”
    membri del gruppo Mothers of Invention finta danza seria sul palco

    “Mozart Ballet” live giugno ’69, Londra “YCDTSOSA Vol.5”
    FZ introduce il pezzo come “una grottesca parodia dell’arte del balletto”

    Il primo segmento conosciuto di Greggery Peccary (“New Brown Clouds”) è presentato come musica da balletto: Some Ballet Music live luglio ‘69 luglio, Boston “The Ark” (BTB)

    FASE 3 (1972)
    Include “New Brown Clouds”
    For Calvin and his next two hitch-hikers registrato nell’aprile-maggio ’72 “The Grand Wazoo”

    Grandi citazioni di Bolero (M. Ravel)
    “The Adventures of Greggery Peccary” prima versione live settembre ’72, Boston “Wazoo” (ZFT)

    Prima apparizione del segmento GP “Steno Pool”
    “Farther O’Blivion” live tra ottobre e dicembre ’72 “Imaginary Diseases” (ZFT)

    L’originale musica da balletto si trasforma in musica da cartone animato:
    “The Adventures of Greggery Peccary” registrato nel gennaio 1975 “Studio Tan”

    FASE 4 (1979-1984)
    Il musical visto come l’equivalente americano pervertito del balletto
    “Joe’s Garage” registrato nell’aprile-giugno 1979
    “Thing-Fish” registrato nell’82-84

    FASE 5 (1988-1993)
    Eseguito su basi regolari per tutto il Tour ‘88
    Le Boléro (Maurice Ravel) live maggio ‘88, Rotterdam “The Best Band You Never Heard…”

    Coreografia live seria
    G-Spot Tornado live settembre ‘92, Germania “The Yellow Shark”

    Mix finale di “Civilization Phaze III” (1993)
    ultima opera seria presentata come “opera-pantomima con attività fisica coreografata”.
    (concepita come danza o altre forme di comunicazione sociofisica inspiegabile)”

    (estratto dall’articolo “The Art of the Ballet” di Didier Mervelet)

    “Una volta a New York (nel 1977) Frank comprò biglietti a tutto il gruppo per un concerto al Lincoln Center della suite dell’Uccello di fuoco di Stravinskij. Fu addirittura minaccioso: ci disse che, se quella settimana volevamo essere pagati, dovevamo andare a vedere quel concerto. Fummo obbligati. Era la prima volta che vedevo un balletto classico e mi piacque molto. Fu un’esperienza nuova, una grande esperienza per tutta la band. In seguito, cominciammo a fare le nostre versioni di quel tipo di roba sul palco, ma erano versioni trasformate, divertenti”.
    “Ho visto Frank danzare nei locali. Era un buffo ballerino, non sapeva ballare molto bene. Era talmente buffo che sembrava uno scherzo, infatti ballava solo per scherzare”.
    (Intervista a Jimmy Carl Black di Gianfranco Salvatore – Percussioni, gennaio 1994)

    Frank Zappa ha incontrato il sindaco di Madrid Juan Barranco per discutere della possibilità di creare quella che chiama “Orchestra Mondiale”, un equivalente della Bauhaus, una scuola laboratorio di tipo multidisciplinare attiva nella Repubblica di Weimar durante il periodo tra le due guerre. Sarebbe fondamentale, secondo Zappa, avere una serie di risorse, che comprenda lo studio di musica elettronica, centro di ricerca assistito al computer, studio di montaggio video, teatro sperimentale, centro di danza d’avanguardia e laboratorio di design industriale al computer.
    (La Prensa de Ibiza, 1° aprile 1989)

    “Ho una gamba più corta dell’altra e i miei piedi sono troppo lunghi. Come ballerino non ho un ritmo naturale. Sono un ballerino pazzo…” (Frank Zappa)
    Naturalmente ora, insieme a loro, non ho un ritmo naturale

  • Frank Zappa, Call any vegetable: meaning, review

    Frank Zappa, Call any vegetable: meaning, review

    Live at The Fillmore West 1970

    “Le persone inattive nella società, le persone che non sono all’altezza delle proprie responsabilità, sono verdure. Sento che queste persone, anche se inattive, apatiche o indifferenti, possono essere motivate verso un tipo di esistenza più utile. Credo che se chiami un vegetale questo ti risponderà”.
    (Frank Zappa, International Times, 1967)

    Nel 1967, i Mothers suonarono per sei mesi al Garrick Theatre di New York. Hanno realizzato una sorta di teatro di guerriglia: verdure marce calpestate sul palco, bambole smembrate, giraffe impagliate e fatte a pezzi con bombe di ciliegie. (The Sun Magazine, 3 maggio 1970)

    Il palcoscenico del Teatro Garrick è disseminato di verdure in decomposizione. L’effetto è apprezzato. Ma l’aria condizionata è rotta.
    Frank Zappa: “Il palco era coperto da un tappeto verdastro. Quando abbiamo girato ‘Mr Green Genes’ (uno dei tanti progetti in cantiere è un lungometraggio sulla vita della band), gli attori hanno calpestato un grosso mucchio di verdure e vi hanno versato sopra della panna montata. Non è mai stato ripulito nulla”. (l’autobiografia)

    La copertina dell’album “We’re Only In It For The Money” (pubblicato a marzo 1968) fa una parodia di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles sostituendo i fiori con le verdure.

    “Il tabacco è il mio vegetale preferito” (Frank Zappa).

    “Mi piace pensare che siamo stati i pionieri nel lancio di verdure non commestibili al nostro pubblico – ha detto la ‘madre capo’ Frank Zappa – Ci risulta sgradito quando il pubblico le respinge”.
    (Fabulous 208, 9 settembre 1967)

    Call any vegetable (dall’album Absolutely Free, 1967) affronta i temi del conformismo sociale, del consumismo, dell’ossessione per i beni materiali. Critica la superficialità della vita moderna e sottolinea l’importanza di connessioni ed esperienze autentiche. Zappa esorta gli ascoltatori a mettere in discussione il valore e lo scopo delle loro azioni, a liberarsi dal conformismo, a scegliere di essere diversi, ad abbracciare l’individualità e unicità con la stessa facilità con cui si raccoglie una verdura dallo scaffale di un supermercato, a pensare con la propria testa scegliendo in base ai propri desideri e valori. Le persone hanno il potere di comunicare e connettersi con qualsiasi cosa, anche con oggetti inanimati come le verdure. In un mondo pieno di possibilità di comunicazione, dovremmo sforzarci per stabilire un contatto con gli altri e con la natura.

    Gli ho chiesto se leggesse e lui ha scosso la testa, poi ha risposto: “L’ultimo libro che ho letto è stato La vita segreta delle piante “.
    Il libro mi ha fatto pensare che Frank Zappa fosse appassionato di giardinaggio o che trovasse intrigante l’idea dell’ESP (percezione extrasensoriale, telepatia).
    Gli ho chiesto se pensava di avere capacità psichiche. Ha risposto a bassa voce: “Nessun commento”.
    Sentivo che, forse, questa era la vita segreta di Frank Zappa. (BLAST, dicembre 1976)

    Le verdure rappresentano un tema ricorrente nel lavoro di Zappa. Vengono citate nei seguenti brani:
    Call any vegetable
    Champagne Lecture
    Church Chat (chiacchierata in chiesa con una zucchina)
    Invocation & Ritual Dance of the young pumpkin (zucca)
    Mr. Green Genes (“mangia le verdure, non dimenticare i fagioli e il sedano”)
    Panty Rap (“Bob Harris alle tastiere, voce, tromba e verdure”)
    Plastic People (“una prugna è un ortaggio… no, una prugna non è un ortaggio. Il cavolo è un ortaggio, fa bene…”)
    Soft-sell conclusion
    When the lie’s so big (“il ketchup è una verdura”: un riferimento ad una citazione sbagliata di Ronald Reagan)
    The Story of Uncle Meat (“certi suoni a determinate intensità hanno effetti sorprendenti su piante e verdure”)
    One Size Fits All: una delle costellazioni si chiama ‘Borscht’, che è una zuppa di verdure, un’altra costellazione si chiama ‘asparagi’ e un’altra ancora ‘legume’ (termine francese che corrisponde a vegetale).

  • Frank Zappa, Billy the Mountain: the story, review

    Frank Zappa, Billy the Mountain: the story, review

    The Story Of Billy The Mountain (Live Harrisburg, PA, 3 giugno 1971)
    Billy The Mountain (Live Harrisburg, PA, 3 giugno 1971 e Scranton, PA 1° giugno 1971)

    Billy the Mountain è un brano appartenente a un repertorio che Frank Zappa ha scritto appositamente per la formazione dei Mothers che includeva il duo Flo & Eddie, alias Mark Volman e Howard Kaylan, ex dei Turtles). Fonde frammenti di dialogo, commedia improvvisata, riff rock e sezioni musicali complesse in una trama di 25 minuti.
    Billy è una “pittoresca montagna da cartolina” parlante situata a Sud della California: la moglie Ethel è un albero che cresce sulle sue spalle. La montagna ha due caverne al posto degli occhi e un grande dirupo al posto della bocca.
    Un giorno, Billy riceve un assegno di royalty per la sua posa da cartolina e decide di portare la moglie in vacanza a New York, con tappa a Las Vegas. Sulla strada per New York, Billy distrugge gran parte dell’America (anche con un tornado) e alla fine incontra Studebaker Hoch (un eroe moderno vestito da dirigente che tenta di salvare ciò che resta della democrazia). Hoch cerca di convincere Billy a sottoporsi ad una visita per passare all’addestramento militare, ma la montagna ride di lui. Nel momento in cui Billy ride, l’eroe trovandosi all’angolo della sua bocca precipita da un’altezza di 200 piedi. Attraverso Hoch, Zappa fa satira sull’idolatria degli eroi e sulla tendenza a mitizzare gli individui.

    La canzone contiene una quantità impressionante di battute sulla storia locale della California meridionale (conduttori di notiziari televisivi, negozi locali, ristoranti, funzionari comunali, ecc.) e risulta non facile da seguire. I testi sono una miriade satirica di immagini monoculturali, la città di Los Angeles, la fine dell’America urbana, assurde giustapposizioni di situazioni, scandali politici, clientelismo, corruzione, degrado ambientale, questioni sociali. Il finale non è chiaro: la scena si dissolveva in un lungo pezzo strumentale. Il messaggio era aperto ad un’ampia interpretazione (fascismo contro comunismo? ecologia contro capitalismo?), ma questo non lo rendeva meno divertente.
    L’interazione tra Volman, Kaylan, il bassista Jim Pons e il resto della band è sbalorditiva. Ogni sera, nei concerti, circa la metà delle parole nel testo della canzone erano improvvisate come si può notare confrontando le due registrazioni pubblicate su Just Another Band From LA e Playground Psychotics (quest’ultima dura cinque minuti più a lungo). Qualche anno dopo, Zappa otterrà un risultato migliore, più completo e impressionante con “Le avventure di Greggary Peccary”.
    Billy the Mountain fu pubblicato per la prima volta nell’album Just Another Band from LA (1972): la registrazione originale proveniva da un live del 7 agosto 1971 a Los Angeles. Una versione alternativa è stata inclusa nell’album Playground Psychotics (1992) e una terza versione è stata pubblicata postuma nel 2011 nell’album Carnegie Hall (Zappa Family Trust).
    La canzone combina elementi di rock, jazz e persino teatro musicale.
    Billy ed Ethell incarnano la natura: Billy la montagna rappresenta la forza e la resilienza, mentre la moglie Ethell il nutrimento ed il sostegno della Terra.

  • Frank Zappa, Them or Us: the pagan response to censorship

    Frank Zappa, Them or Us: the pagan response to censorship

    Them or Us (versione remixata tratta dal CD Rykodisc del 1995)

    “Il nome di questo album è Them or Us e, in America, per quanto mi riguarda, significa NOI, i pagani, contro LORO, quegli orribili cristiani. E se vogliono avere una legge al Congresso che dice che non si può mettere nulla al contrario su un disco, beh, che ne dici di un disco che abbia tutto al contrario?”
    (Frank Zappa parla di “Ya Hozna”, intervistato da Andy Batten-Foster, BBC Radio 1, Regno Unito, settembre 1984.

    Them or Us è il brano omonimo dell’album di Frank Zappa pubblicato nell’ottobre 1984 dalla Barking Pumpkin Records. Questo album provocatorio contiene 14 brani, tra cui “Ya Hozna” che include voci in reverse tratte da “Sofa No. 2” (dall’album One Size Fits All, 1975), “Lonely Little Girl” (dall’album We’re Only in It for the Money, 1968) e outtakes inediti di “Valley Girl” (voce di Moon Zappa).
    “Planet of My Dreams” (con Bob Harris alla voce) è una registrazione in studio del 1981 tratta dalla partitura del musical teatrale non realizzato di Zappa del 1972 Hunchentoot. “Be In My Video” ironizza sui cliché dei video musicali di MTV (in particolare, Let’s Dance di David Bowie). Molte tracce provengono da registrazioni live: in seguito, sono state applicate sovraincisioni in studio.
    L’album contiene due cover in apertura e chiusura: The Closer You Are (brano R&B degli anni Cinquanta) e Whipping Post degli Allman Brothers. Include anche In France, Stevie’s Spanking, e Sinister Footwear II.
    La MCA Records si rifiutò di distribuire l’album Thing-Fish e, così, Zappa stipulò un accordo con la EMI Records che avrebbe permesso la distribuzione di Them Or Us e Thing-Fish tramite la Capitol Records negli USA.
    Zappa scrisse un “avvertimento” sulla copertina interna di questi album, sottolineando che gli album presentavano contenuti “che una società veramente libera non temerebbe né sopprimerebbe”, e una “garanzia” in cui affermava che il testo non avrebbe “causato tormento eterno nel luogo in cui il ragazzo con le corna e il bastone appuntito conduce i suoi affari”.

    La sceneggiatura di Hunchentoot, spettacolo teatrale mai prodotto da Zappa, è stata pubblicata nel libro Them or Us pubblicato lo stesso anno (1984). Frank Zappa autopubblicò questo libro di 352 pagine, un libretto preparato per il divertimento di chi apprezza la sua musica. E’ stato pensato per rispondere a una delle domande più preoccupanti legate alla continuità concettuale: “Come fanno tutte queste cose che non hanno nulla a che fare l’una con l’altra a combaciare, formando un’assurdità più ampia?”.
    Non si tratta di una biografia rock & roll, è un libro di storie. Quando pubblicò Them or Us, scrisse che si trattava dell’unico libro reale e ufficiale di Frank Zappa. “Tutti gli altri libri che tentano di commerciare con il mio nome non sono autorizzati e sono pieni di disinformazione. Questo libro è dedicato a tutti i fan che hanno reso possibili gli ultimi 20 anni di assurdità su larga scala. Questo libro si chiamava Christmas in New Jersey”. Il libro è scritto come una sceneggiatura, “è come una Teoria del Campo Unificato che lega insieme “Billy The Mountain”, “Greggery Peccary”, “Joe’s Garage” “Them Or Us”, “Thing-Fish”… tutte queste storie diverse. Ti mostra come lavorano insieme per creare una storia lunga e davvero complicata” (Frank Zappa).

    “Un giorno il concetto di ateismo sparirà. Ci saranno, invece, le persone normali e qualche buffo credente” (Frank Zappa).

    È sempre il libero flusso di informazioni la principale minaccia allo stile di vita americano. Per le persone di destra, non c’è niente di più pericoloso del libero accesso alle informazioni. Deriva dall’inizio della teologia cristiana, quando Adamo ed Eva erano nel giardino. Come ci siamo messi nei guai? Per la mela, il frutto dell’albero della conoscenza: quindi, l’essenza del cristianesimo si basa sul fatto che nessuno può essere più intelligente di Dio e l’accesso alla conoscenza e il possesso della conoscenza ti dannano. La conoscenza stessa è opera del diavolo. Non dobbiamo avere conoscenza e cosa porta alla conoscenza? Porta all’informazione, da stroncare sul nascere”.
    (Spin, luglio 1991)

    Nella tua musica hai fatto riferimento alla credenza comune in una divinità e che Dio è stupido.
    “Beh, qui abbiamo a che fare solo con la logica perché le religioni dicono che l’uomo è fatto a immagine di Dio. Se questo è esattamente vero, allora Dio è in pessime condizioni. Sono un devoto pagano. È l’unica religione che funziona”,
    Perché pensi che funzioni?
    “Ti restituisce quello che ci hai messo. Nessuna delle altre religioni lo fa”.
    (Ecolibrium Interviews n. 19 – 1984)