Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa su John Cage

    John Cage e Frank Zappa

    “Ogni volta che hai a che fare con l’improvvisazione, devi chinare la testa davanti a John Cage. E’ il maestro del non prendere nulla e farne qualcosa. Se hai intenzione di improvvisare, ti ritroverai nel suo territorio. C’è sempre quell’elemento speciale del caso con cui Cage ha sempre avuto a che fare”.

    (FZ, citazione tratta dalla conferenza stampa di Francoforte del 21 luglio 1992, intervista pubblicata su T’Mershi Duween n. 26, settembre 1992)

    “Senza Cage gran parte di ciò che accade nella musica e nell’arte moderna non sarebbe possibile”.

    (FZ, Los Angeles Times, 1° ottobre 1992)

  • Zappa riesce ad ottenere l’impossibile dai suoi musicisti

    I musicisti di Frank Zappa

    Uno dei ricordi più vivi che ho delle esibizioni zappiane è quello dell’atteggiamento che hanno i musicisti nei suoi confronti. L’impegno che spendono è pari alla paura che si legge negli occhi di chi suona con Dylan (con lui anche Petty e McGuinn si comportano come scolaretti ad un esame). Maledettamente serio, Zappa vuole e riesce ad ottenere l’impossibile dai suoi assistenti e tra il lavoro in studio e quello sul palco non c’è molta differenza.

    (Il Mucchio Selvaggio, ottobre 1992)

  • L’abilità di Zappa di passare da una scala all’altra nello stesso assolo

    Alcuni analisti affermano che Frank Zappa è in grado, su ciascuna delle sue tante chitarre, di passare indifferentemente da una scala temperata a una blues a una modale e di percorrerle in sequenza nel corso delle stesso assolo.

    (Il Mucchio Selvaggio novembre 1984)

  • Zappa: il maggior creatore di metalinguaggi in campo rock

    Zappa è tra i personaggi che più hanno fatto per superare l’elemento fondamentale del rock: l’immediatezza.

    Assieme a Wyatt, Fripp, Beefheart, Eno, Residents, ha costruito un rock strettamente gerarchico, cerebrale, che mentre insegue vette espressive tratte dalla tradizione classica occidentale non viene meno agli imperativi irrinunciabili del rock: piacere, fruibilità estesa, movimento.

    Le sue opere si sono via via ramificate con arrangiamenti sempre più ricchi e complessi. Al primitivo rock chitarristico si sono aggiunti dapprima i fiati, fino alle dimensioni di una big band, poi l’elettronica, infine le orchestre: quella, di 40 elementi, di Orchestral Favourites e quella, di ben 102, della London Symphony Orchestra.

    Zappa è, insomma, il maggior creatore di metalinguaggi in campo rock and roll; vale a dire, è il maggiore tra quanti si servono di linguaggi e stili accreditati del rock per condurre un discorso critico. Un discorso di secondo grado, che combatte la banalità con i suoi stessi strumenti.

    (Il Mucchio Selvaggio novembre 1984)

  • FZ: “America Drinks And Goes Home è una parodia sulla sindrome jazz II-VI…

    America Drinks And Goes Home di Frank Zappa

    “America Drinks And Goes Home” (Absolutely Free) ha un vero sapore jazz standard. L’hai scritto per rendere omaggio a quello stile musicale o è una parodia di quel genere?

    “È una parodia molto scientifica di quel genere. È così sottile che quasi non lo vedresti come una parodia. Non è una brutta melodia. L’intera essenza di quel tipo di musica è quella sindrome da idiota II-VI. È un esercizio di stupidità II-VI.

    Penso che il jazz giusto – e per i miei gusti non ce n’è molto – non sia basato sull’erudizione ma sulle palle”.

    (Pop & Rock, febbraio 1980)

  • La copertina di Lather (1996): una parodia della cover dei Pink Floyd?

    Copertina di Lather 1996

    “Atom Heart Mother” dei Pink Floyd è stato pubblicato nel 1970. La copertina è ispirata alla carta da parati con le mucche di Andy Warhol.

    “Lather” di Frank Zappa è stato prodotto tra il 1972 e il 1977. Frank non amava particolarmente Andy Warhol e non aveva bisogno di copiare sfacciatamente qualcuno fino a questo punto.

    Perché ha scelto la mucca che fa venire subito in mente l’album dei Pink Floyd?

    Quale messaggio provocatorio si nasconde dietro questa copertina?

    L’album Lather con questa copertina è stato pubblicato postumo.

    Dweezil concepì l’idea della copertina con la mucca per l’uscita ufficiale nel 1996, presumibilmente perché gran parte del cuoio (leather, pelle) è prodotto da bovini.

    Sulla pelle maculata della mucca si nota la mappa dell’Italia (inclusa Sicilia e Sardegna).

    Pare si tratti proprio di una parodia della copertina dei Pink Floyd.

  • FZ: Bobby Brown e il femminismo

    Frank Zappa Bobby Brown e il femminismo

    Sei stato definito un fascista di genere e accusato di spostare l’enfasi dai testi socialmente critici ai discorsi sul sesso in cui le ragazze sono viste come nient’altro che oggetti sessuali. Come reagisci a tali critiche?

    Le critiche ai miei testi sessuali spesso provengono da critiche di ispirazione femminista. Non mi interessa se piaccio o no, perché penso che le loro opinioni siano sbagliate e siano una perdita di tempo. Per quanto ne so, l’intero movimento femminista è una dannata farsa. Non penso che le portavoce del movimento intendano fare qualcosa di buono per le altre donne. La loro unica motivazione è mettersi in mostra.

    Una vera donna non ha bisogno di essere liberata, è già liberata. Non ha bisogno che nessuno si alzi e parli per lei.

    Le ragazze hanno una scelta da fare. Potrebbero crescere per essere “signore”, potrebbero diventare vere donne o non crescere affatto. Divido il genere femminile in tre categorie: ragazze, signore e donne. Le donne non hanno bisogno di alcun aiuto, non sono sicuro che trarranno qualcosa dall’”aiuto”, e le ragazze hanno ancora una scelta da fare.

    Alcune ragazze non supereranno mai il palcoscenico dello smalto verde metallizzato, dei capelli rosa, della spilla da balia nell’orecchio o di qualunque sia l’ultima moda. Alcune di queste ragazze decideranno di diventare signore, di indossare piccoli guanti bianchi e di essere molto corrette. Alcune diventeranno vere donne. E non credo che i discorsi dei rappresentanti del movimento delle donne influenzeranno la decisione che ogni ragazza dovrà prendere. Non mi baso su personali pregiudizi, ma lo dico dopo aver parlato con figure del movimento delle donne riconosciute a livello internazionale, non farò nomi. Il modo in cui parlano delle donne, cioè delle loro “sorelle”, è molto peggiore di quello che faccio io. Non penso che le motivazioni di questi leader siano così “pure” come si vorrebbe pensare. Dietro c’è molto di più che belle parole sull’aiuto alle donne di tutto il mondo.

    Ciò che trovo spaventoso è che così tanti uomini siano disposti a seguire molte delle argomentazioni delle femministe, solo per restarne dentro. Si demascolinizzano semplicemente. Sull’LP “Sheik yerbouti” c’è una canzone che parla di una cosa del genere: “Bobby Brown goes down”. È la storia di un povero idiota che fallisce perché accetta di conformarsi al movimento femminista. Porta a spasso la bambola e finisce per diventare qualcosa di un po’ strano. Non diventa solo omosessuale. Diventa qualcuno a cui piace essere incazzato. Se uno diventa omosessuale, va bene. Ma se vieni spazzato via al punto che diventa un piacere essere calpestato, allora è troppo. “Bobby Brown” non è un caso individuale specifico, ma una descrizione generale dell’influenza del movimento delle donne negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, gli uomini appaiono in TV e dicono quanto siano confusi. “Come dovrei relazionarmi con il movimento delle donne?” Ebbene, il motivo per cui sono confusi è semplicemente perché hanno preso la decisione sbagliata: hanno infastidito le femministe. È proprio come seguire un guru o un leader politico. Ti promette qualcosa, ma non consegna mai la “merce”.

    (Lyd & Bilde, maggio 1979 – rivista norvegese)

  • La qualità visiva della musica di Zappa

    La musica di Frank Zappa ha una qualità visiva, le sue immagini sono così forti che è quasi un fumettista che disegna con melodie e testi.

    (Nuggets, aprile 1977)

  • FZ: “non credo esista uno sponsor che possa sostenere un nostro tour…

    Frank Zappa sugli sponsor
    Di sicuro, Nike ha concesso a Zappa di rilasciare interviste

    “Non credo che esista un solo possibile sponsor, come una normale impresa, che possa prendere in considerazione di sostenere un nostro tour, perché a quella gente piacciono i gruppi che non rilasciano mai interviste o dichiarazioni polemiche.

    La cosa ha a che fare con la mia persona. Io non ho mai avuto contatti con quella gente, e la ragione per cui non proveranno nemmeno a telefonarmi è perché se io faccio un tour, rilascio interviste – la maggior parte dei grandi gruppi non ne fa proprio. Dovunque io vada, se qualcuno mi chiede un’intervista, se posso farla, la faccio. Ogni volta non ci si trova a parlare del mio ultimo hit, perché io di hit non ne ho. Si parla di politica, di istanze sociali, di ambiente, di qualunque cosa … e io dico sempre quello che penso. Se c’è uno sponsor che paga e garantisce per la tua tournée, queste cose non te le lascia fare: tu in quel momento stai rappresentando il suo prodotto e i dirigenti non saranno mai d’accordo con quello che dici. Questo è il problema”.

    (Intervista con Frank Zappa Hollywood, 11 agosto 1989 di Veniero Rizzardi, Mucchio Extra autunno 2004)

  • FZ: “tra 200 anni gli studiosi verranno eliminati…

    Frank Zappa e un futuro senza studiosi

    Tra 200 anni, tutto il tuo lavoro sarà esplorato dagli studiosi, alla ricerca di indizi su come si è sviluppata la cultura popolare.

    “Tra 200 anni non credo ci saranno studiosi: saranno eliminati gradualmente. E la curiosità? Sarà proibita. Lo scopo di ogni ricerca sarà l’intrattenimento”.

    Quindi andiamo verso il 1984 di Orwell?

    “Peggio”.

    Pensi che il popolo americano lo sopporterà?

    “Certo. Lo adoreranno! Anzi, lo chiederanno”.

    Hai visto diversi Presidenti andare e venire durante la tua carriera. Ce ne sono stati che ti sono piaciuti?

    “Ho ancora un posto nel mio cuore per Harry Truman – aveva qualcosa di speciale – e mi piaceva Kennedy, ma tutti gli altri sono stati un disastro”.

    Jimmy Carter?

    “Perdente. Nixon era un truffatore. Reagan un idiota. Bush una minaccia”.

    La tua visione cinica dei politici si è rafforzata nel corso degli anni?

    “Certo. La maggior parte di loro non pensa mai alle persone che dovrebbero rappresentare. In ogni Paese ci sono persone intelligenti; il guaio è che nessuna di queste persone intelligenti entra mai in politica. Le persone che finiscono nel pool genetico per i funzionari eletti del mondo sono un gruppo di esemplari davvero spaventoso. Soprattutto in questa stagione e soprattutto i politici statunitensi. Un gruppo di persone incredibilmente ignoranti”.

    (da un’intervista del 1991 pubblicata su Mojo novembre 2018)