Frank Zappa's mustache - Music is the Best

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  • Frank Zappa, music quotes (part 4): jazz & self-quotes

    Be-Bop Tango (Of The Old Jazzmen’s Church) (Live At The Roxy, Hollywood, 1973)

    Citazioni jazz

    Le citazioni sfiorano anche altri territori come il jazz, anche se il rapporto è in questo caso ambiguo tenendo conto della maniacale pianificazione della musica di Zappa (sia in studio che live), molto lontana dall’improvvisazione jazzistica. Non si può negare, tuttavia, che dischi come Waka / Jawaka (Rycodisc, 1972) e The Grand Wazoo (Reprise, 1972) abbiano molti punti di contatto con il jazz e che suggestioni analoghe siano al centro della versione originale di Inca Roads (datata 1973 e compresa in The Lost Episodes, Rycodisc, 1996) come pure del duetto di basso e batteria in Rubber Shirt (Sheik Yerbouti, Zappa Records, 1979). Aggiungiamo qualche citazione jazz vera e propria.

    Roxy & Elsewhere (DiscReet, 1974)

    Be-Bop Tango: citazione di Straight No Chaser di Thelonious Monk.

    Apostrophe (’) (Rycodisc, 1974)

    Don’t Eat The Yellow Snow e Nanook Rubs It: citazioni di Midnight Sun di Lionel Hampton.

    Zappa in New York (DiscReet, 1978)

    The Purple Lagoon / Approximate: citazione di Blue Monk di Thelonious Monk.

    Oltre al jazz, ma ancor più episodicamente e spesso in chiave parodica, Zappa utilizza anche musica tradizionale o semi-tradizionale (Frère Jacques, la tarantella napoletana, la cucaracha, Jingle Bells), musica militare (La Marseillaise, Vjezd gladiátorů ovvero La marcia dei gladiatori del boemo Julius Fučík, From the Halls of Montezuma ovvero l’inno ufficiale del corpo dei marines), musica televisiva (la sigla del cartone animato Woody Woodpecker, quelle delle serie Perry Mason, The Twilight Zone e The Addams Family), musica cinematografica (Heigh-Ho ovvero la marcetta dei sette nani in Snow White and the Seven Dwarfs di Walt Disney, il tema di The Godfather).

    Autocitazioni

    Come spesso capita, l’impiego sistematico di citazioni non esclude quello dell’autocitazione, con numerose canzoni di Zappa riprese in tutto o in parte da un disco all’altro e nelle esibizioni live, spesso con modificazioni importanti. Esemplare è il caso di The Black Page, che ricompare in nove versioni (con titoli leggermente modificati) nel corso del tempo: pensiamo per esempio a The Black Page # 2 (in Baby Snakes, Barking Pumpkin, 1983), ben diverso dal più lento e jazzistico The Black Page. New Age Version (in Make a Jazz Noise Here, Barking Pumpkin, 1991); ed entrambi differiscono poi dalla versione compresa in You Can’t Do That On Stage Anymore Vol. 4 (Rycodisc, 1991), che contamina polka e reggae.

    Anche per questa variante presentiamo qualche esempio, senza pretendere l’esaustività.

    Burnt Weeny Sandwich (Bizarre, 1970)

    Overture to a Holiday in Berlin e Holiday in Berlin. Full-Blown: autoparodie di una canzone composta per la colonna sonora del film The World’s Greatest Sinner, diretto e prodotto da Timothy Carey (Frenzy Productions, 1962).

    Roxy & Elsewhere (DiscReet, 1974)

    More Trouble Ever Day: recupera Trouble Every Day già presente in Freak Out! (Verve / MGM, 1966), centrando il testo non più sui disordini razziali di Watts nel 1965, ma sul massacro di quattro studenti pacifisti a Kent da parte della polizia nel 1970.

    Son of Orange County: riprende Oh No di Lumpy Gravy (MGM, 1968) e The Orange County Lumber Truck di Weasels Ripped My Flesh (Bizarre / Reprise, 1970), spostando il bersaglio polemico dai Beatles a Richard Nixon alle prese con lo scandalo Watergate.

    Broadway the Hard Way (Barking Pumpkin, 1988)

    Why Don’t You Like Me?: recupera Tell me you love me già presente in Chunga’s Revenge (Rycodisc, 1970), trasformando il tema erotico precedente in una satira di Michael Jackson e della sua canzone Thriller.

    (estratto dalla rivista semestrale online “Parole rubate”, Fascicolo n. 24 dicembre 2021)

  • Frank Zappa, music quotes (part 3): pop rock quotes

    Plastic People (Absolutely Free, 1967)

    Inca Roads (The Best Band You Never Heard In Your Life, 1988)

    The Torture Never Stops (Zoot Allures, 1976)

    Nelle composizioni di Zappa i richiami classici si accompagnano a quelli pop-rock, anche se il compositore non ha mai proposto una musica commerciale e ha piuttosto ricercato provocatoriamente l’oltraggio, mescolato all’umorismo e ad una violenta carica satirica. La provocazione della volgarità e la ricerca insistita del cattivo gusto nei testi delle canzoni, così come il complesso gioco intertestuale e multi-generico della musica, lo mettono al riparo da ogni rischio di facile consumo. Zappa sottopone questa musica così diversa dalla sua ad una sistematica demistificazione: il pop-rock rappresenta infatti una forma di protesta illusoria, destinata a rientrare nel sistema economico-politico che si illude di combattere, soprattutto da quando le majors discografiche hanno monopolizzato la produzione e la distribuzione musicale. Da questo punto di vista per Zappa non c’è troppa differenza fra i grandi profeti della controcultura e i contemporanei esponenti di una musica commerciale, sempre più orientata verso la dance. Il discorso vale anche per Dylan, Stills & Nash, i Doors, Jimi Hendrix, gli Who, i Cream, gli Iron Butterfly e altri mostri sacri come i Beatles, bersaglio, questi ultimi, di varie parodie zappiane: pensiamo alla copertina del disco We’re Only in It for The Money che fa il verso alla famosa copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, pensiamo alle canzoni My Guitar Wants to Kill You Mama e Oh no (nel disco Weasels Ripped My Flesh) che irridono rispettivamente While My Guitar Gently Weeps e All You Need Is Love.

    Proponiamo una lista (incompleta e senza riscontri sulle battute precise) di allusioni o citazioni di brani pop-rock nelle canzoni di Frank Zappa.

    Freak out! (Verve / MGM, 1966)

    Hungry Freaks, Daddy: un richiamo esplicito, ironico e caricaturale, a Satisfaction dei Rolling Stones,

    Absolutely Free (Verve, 1967)

    Plastic People e Son of Susy Creamcheese: citazione esplicita di Louie Louie di Richard Berry.

    The Duke of Prunes: il titolo allude a Duke of Earl Gene Chandler e il testo fa la parodia delle canzoni d’amore popolari.

    We’re Only in It for The Money (Verve, 1968)

    Absolutely Free: parodia di Mellow Yellow di Donovan.

    Flower Punk: parodia di Hey Joe di Billy Roberts, con accelerazione del ritmo, deformazione del suono e sovrapposizione di due voci recitanti.

    Weasels Ripped My Flesh (Bizarre / Reprise, 1970)

    My Guitar Wants to Kill You Mama e Oh no: parodie dei Beatles citate sopra.

    Just Another Band from L. A. (Rycodisc, 1972)

    Billy the Mountain: citazioni di O Mein Papa (dello svizzero Paul Burkhard per il musical Der schwarze Hecht nel 1939), Over The Rainbow (di Harold Harlen e Edgar Yip Harburg, cantata da Judy Garland nel film The Wizard of Oz del 1939) e Suite: Judy Blue Eyes di Crosby, Stills & Nash.

    The Grand Wazoo (Reprise, 1972)

    The Grand Wazoo: un rimando a The Streets of Cairo or The Little Country Maid di James Thornton (1895).

    Apostrophe (’) (Rycodisc, 1974)

    Cosmic Debris: citazione di Who Knows di Hendrix.

    Bongo Fury (Rycodisc, 1975)

    Debra Kadabra: citazione di Mr. Tambourine Man di Dylan.

    Zoot Allures (Warner, 1976)

    The Torture Never Stops: parodia di Love to Love You Baby di Donna Summer (i sospiri e gli orgasmi simulati della cantante diventano i gemiti di dolore della protagonista torturata).

    Sheik Yerbouti (Zappa Records, 1979) Il titolo del disco fa il verso a quello di Shake Your Booty di KC & the Sunshine Band.

    I Have Been in You: parodia di I’m in You di Peter Frampton, che introduce nel testo esplicite allusioni sessuali.

    Tryin’ To Grow A Chin: citazione di Baba O’Riley degli Who.

    Tinseltown Rebellion (Rycodisc, 1981)

    The Blue Light: citazione di My Sharona di The Knack.

    Tinsel Town Rebellion: citazione di Sunshine of Your Love dei Cream.

    Baby Snakes (Barking Pumpkin, 1983)

    Titties & Beer: citazione di In-A-Gadda-Da-Vida degli Iron Butterfly.

    You Can’t Do That on Stage Anymore Vol. 2 (Rycodisc, 1988) e You Can’t Do That on Stage Anymore Vol. 6 (Rycodisc, 1992) La band esegue alcuni frammenti di Let’s Dance di David Bowie.

    You Can’t Do That on Stage Anymore Vol. 3 (Rycodisc, 1989)

    Bamboozled by Love: citazione di Owner of a Lonely Heart degli Yes.

    Thing-Fish (Barking Pumpkin, 1984)

    He’s So Gay: parodia di Do You Really Want to Hurt Me dei Culture Club.

    Does Humor Belong in Music? (EMI, 1986)

    Tinsel Town Rebellion: in questa versione si cita Light My Fire dei Doors.

    Penguin in Bondage: citazione di Self Control di Raf.

    Broadway the Hard Way (Barking Pumpkin, 1988)

    What Kind of Girl?: citazione di Strawberry Fields Forever dei Beatles.

    The Best Band You Never Heard in Your Life (Barking Pumpkin, 1991)

    Inca Roads: un richiamo a Stayin’ Alive dei Bee Gees.

    (estratto dalla rivista semestrale online “Parole rubate”, Fascicolo n. 24 dicembre 2021)

  • Frank Zappa, music quotes (part 2): classic quotes

    Latex Solar Beef (Live Fillmore East, 5 giugno 1971, Show 2)

    Invocation And Ritual Dance Of The Young Pumpkin (Absolutely Free, 1967)

    Amnesia Vivace (Absolutely Free, 1967)

    L’interesse di Zappa per la musica classica del Novecento è molto precoce, a partire da Varèse, Stravinsky e Webern. E’ significativo che Zappa, privo di un’istruzione musicale formale, metta provocatoriamente sullo stesso piano questa musica e il rhythm & blues “as a totally unified field theory”. Non a caso sono vicini alla musica classica d’avanguardia anche i suoi primi spettacoli pubblici: quello televisivo del 14 marzo 1963 per lo Steve Allen Show di Channel 5 con il Concerto for Two Bicycles e quello al Mount St. Mary’s College del 19 maggio 1963. Nel corso della sua carriera, del resto, Zappa impiega volentieri l’orchestra tradizionale anche in alcuni dischi rock e produce anche dei dischi appositamente concepiti per gruppi orchestrali: Orchestral Favorites con la Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra diretta da Michael Zearott, The Perfect Stranger con l’Ensemble InterContemporain diretto da Pierre Boulez, London Symphony Orchestra vol. 1 e vol. 2 con l’orchestra diretta da Kent Nagano, The Yellow Shark con l’Ensemble Modern diretto da Peter Rundel.

    Quella che segue è una lista (incompleta e senza riscontri sulle battute precise) di allusioni o citazioni musicali classiche nelle canzoni di Frank Zappa.

    Absolutely Free (Verve, 1967)

    Brown Shoes Don’t Make It: atonalità e Sprechstimme alla maniera del primo Schönberg.

    Amnesia Vivace: passaggi da Le Sacre du printemps, L’Oiseau de feu e Petrushka di Stravinsky.

    Invocation and Ritual Dance of the Young Pumpkin: un passaggio da Jupiter, The Bringer of Jollity compreso nella suite orchestrale The Planets (1914-1916) di Gustav Holst.

    Soft-Sell Conclusion: la marcia reale dell’Histoire du soldat di Stravinsky.

    Status Back Baby: passaggi dal primo quadro di Petrushka e dalle prime battute del preludio di Claude Debussy La fille au cheveux de lin, associati (con effetto stranante) alla storia di una giovane promessa del calcio che vive con ansia i modesti risultati scolastici.

    America Drinks: passaggio dalla ouverture dell’opera di Nikolai Rimsky-Korsakov Carskaja Nevesta (La fidanzata dello zar).

    Cruising with Ruben & the Jets (Bizarre / Verve,1968)

    Fountain of Love: il tema iniziale de Le Sacre du printemps.

    We’re Only in It for The Money (Verve, 1968)

    Nasal Retentive Calliope Music e The Idiot Bastard Son: impiego dell’elettronica nello stile di Kontakte di Stockhausen.

    The Chrome Plated Megaphone of Destiny: atonalità alla maniera dodecafonica.

    Lumpy Gravy (MGM, 1968) Il disco sfrutta principi di ripetizione e variazione presi a prestito da Stravinsky e per le parti orchestrali propongono soluzioni mutuate da Varèse.

    Burnt Weeny Sandwich (Bizarre, 1970)

    Igor’s Boogie Phase One e Igor’s Boogie Phase Two: un impianto armonico di ascendenza stravinskiana, ispirato in particolare alla Histoire du soldat.

    Overture to a Holiday in Berlin e Holiday in Berlin, Full-Blown: sonorità e impiego del sassofono vicini a Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny di Kurt Weill.

    Weasels Ripped My Flesh (Bizarre / Reprise, 1970)

    Prelude to the Afternoon of a Sexually Aroused Gas Mask: un passaggio dalla Sinfonia n. 6 in si minore Patetica di Pyotr Ilich Tchaikovsky.

    Fillmore East – June 1971 (Bizarre / Rycodisc, 1971)

    Latex Solar Beef: passaggio da Also sprach Zarathustra di Richard Strauss.

    Just Another Band from L. A. (Rycodisc, 1972)

    Billy the Mountain: passaggio dalla prima marcia di Pomp and Circumstance di Edward Elgar.

    Magdalena: passaggio dal Concerto per violino e orchestra di Stravinsky.

    Zoot Allures (Warner, 1976)

    The Torture Never Stops: il testo ricorda alcuni aspetti dell’opera A kékszakállú herceg vára (Il castello di Barbablù) di Béla Bartók.

    Zappa in New York (DiscReet, 1978)

    Titties & Beer: il testo cita il patto col diavolo della Histoire du soldat (citata anche in musica) e il titolo della Sinfonia n. 2 del compositore americano di origine armena Alan Hovhaness, Mysterious Mountain (1955).

    Sheik Yerbouti (Zappa Records, 1979)

    Rat Tomago: inserimento di due brevi frammenti di musica concreta, con dialoghi, effetti sonori e varie citazioni fra cui un’eco del Double Concerto for Harpsichord and Piano with two Chamber Orchestras di Elliot Carter.

    You Can’t Do That on Stage Anymore Vol. 1 (Rycodisc, 1988)

    Don’t Eat The Yellow Snow: un passaggio dall’allegretto grazioso Frühlingslied nel quinto libro dei Lieder ohne Worte di Felix Mendelssohn.

    You Can’t Do That on Stage Anymore Vol. 3 (Rycodisc, 1989)

    Keep It Greasey: un passaggio dalla ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini.

    Make A Jazz Noise Here (Barking Pumpkin, 1991)

    Big Swifty: passaggi dal Lohengrin di Richard Wagner, dalla Carmen di Georges Bizet, dalla Ouverture1812 di Tchaikovsky.

    (estratto dalla rivista semestrale online “Parole rubate”, Fascicolo n. 24 dicembre 2021)

  • Frank Zappa, music quotes (part 1): the treasure hunt

    Don’t Eat The Yellow Snow (Live In Chicago, 1978)

    Mozart Piano Sonata in Bb

    (la selezione dei brani è indicativa, si tratta di versioni diverse da quelle citate)

    Una delle caratteristiche più evidenti della produzione musicale di Frank Zappa (1940-1993) consiste nel suo stile del tutto anomalo nel panorama del rock compreso tra gli anni Sessanta e Novanta, basato sull’accostamento di materiali, stili, modelli eterogenei che comprendono la musica colta soprattutto atonale e dodecafonica, il jazz, il rhythm & blues, il pop, il doo-wop, il surf rock, il beat, la psichedelia, ma anche sigle di programmi televisivi, inni nazionali e motivi tradizionali connessi attraverso un gioco di citazioni spesso orientato in direzione della parodia e della satira. La sua musica è una brillante conferma della celebre affermazione di Theodor Wiesengrund Adorno secondo cui l’industria culturale avrebbe liquidato i confini che distinguevano in passato la musica colta e la musica popolare.

    L’esordio di Zappa, a metà degli anni Sessanta, coincide con un periodo segnato intensamente dal dialogo e dalle contaminazioni sperimentali fra le forme più diverse della musica, rock, pop, jazz, composizioni colte e d’avanguardia (un caso esemplare è quello di Stockhausen fino alla composizione di Stimmung nel 1968).

    In questo clima The Mothers of Invention introducono un nuovo gusto dissacratorio, non solo nei confronti dei modelli musicali ma anche (nei testi) contro i valori e il falso perbenismo dell’american way of life. Contestare ogni regola significa allora smontarla e citarla per metterla alla berlina, riproponendola “secondo un nuovo codice”; è in questa chiave che va compreso il meticoloso montaggio musicale di Zappa, con la sua miriade di riferimenti a musiche altrui (più o meno estesi) che propone una sorta di caccia al tesoro agli ascoltatori, non sempre in grado di riconoscere l’origine dei rimandi perché le fonti sono spesso deformate o parodiate.

    Non solo la musica entra in questo gioco provocatorio di satira e caricatura, che comprende anche la letteratura, il cinema e la pubblicità. Sono stati individuati echi di Geoffrey Chaucer in City of Tiny Lights (Sheik Yerbouti, Zappa Records, 1979) e di John Keats in Packard Goose (Joe’s Garage, Zappa Records,1979). Ma in diverse canzoni si trova anche il cinema, ad esempio nella parodia di The Wizard of Oz presente in Billy the mountain (Just Another Band from L. A., Rykodisc, 1972) o nella citazione di Nanook of the North di Robert J. Flaherty in Don’t Eat the Yellow Snow (Apostrophe (’), Rykodisc, 1974).

    Quello di Zappa è un rock che cita, smonta, deforma, scherza con le forme e i contenuti, i modelli e le ideologie, gli stili e i generi. Questa strategia compositiva ha fatto sì che la musica di Zappa sia stata assimilata ai parametri estetici di alcuni movimenti artistici d’avanguardia del Novecento come Dada o la pop art. Questa sistematica commistione di linguaggi, questo gioco di specchi intertestuale, si possono certo definire postmoderni ma ancor più correttamente neobarocchi, caratterizzati dalla ricorsività e dall’autoreferenzialità, dalla mutevolezza e dagli effetti di sorpresa. Neobarocchi sono anche il gusto per l’eccesso, lo spezzettamento e l’enfatizzazione dei dettagli, la struttura stessa delle canzoni spesso in contraddizione con singoli frammenti che le compongono. In Zappa l’impiego della citazione non è plagio, anche perché i frammenti citati sono sempre manipolati e spesso capovolti, con variazioni e opposizioni calcolate sul filo della parodia. In questo processo Zappa nobilita spesso ciò che è prosaico (come in certe esecuzioni orchestrali di certe sue canzoni) ma altrettanto spesso abbassa ciò che è sofisticato (come la musica colta adottata per testi volutamente volgari), inquadrando il tutto in una prospettiva giocosa e provocatoria. Pensiamo a Teen-Age Prostitute (Ship Arriving Too Late to Save a Drawning Witch, Barking Pumpkin, 1982), costruita sul conflitto fra un testo a dir poco licenzioso e la sua esecuzione affidata a un soprano. Un effetto analogo è generato in Brown Shoes Don’t Make It (Absolutely Free, Verve, 1967) da una bizzarra fantasia sessuale nel testo abbinata ad una musica eterea eseguita da un quartetto d’archi. Qualcosa di simile, ma spostando il gioco sul piano della performance teatrale, troviamo in Mozart Ballet (You Can’t Do That On Stage Anymore Vol. 5, Rykodisc, 1992), dove il primo movimento della Sonata per pianoforte n. 13 eseguito alla Royal Albert Hall di Londra nel 1969 è accompagnato da un’azione grottesca sul palcoscenico: un balletto nel quale Dick Barber strangola una gallina di gomma riempita di birra e schiuma da barba, dichiarando il proprio amore per i polli.

    (estratto dalla rivista semestrale online “Parole rubate”, Fascicolo n. 24 dicembre 2021)

  • Frank Zappa on the world’s roads: Street Art in memory of FZ

    Inca Roads – Live Helsinki, 22 settembre 1974 (dall’album You Can’t Do That On Stage Vol.2)

    Murales, graffiti, vie, sculture, locali nel mondo dedicati a Frank Zappa.

    1) Enorme murale di Frank Zappa sotto un ponte di Londra realizzato dagli artisti James Mayle e Leigh Drummond.

    2) Nel 1995, due anni dopo la sua morte, fu eretta a Vilnius la statua dedicata a Frank Zappa, nel quartiere di Uzupis. Una testa di bronzo dello scultore Konstantinas Bogdanas posta su un lungo palo in acciaio inox. L’opera è costata 50.000 dollari. Dopo la caduta del regime comunista, i cittadini guidati dal giovane sindaco Saulius Paukštys pensarono di installare il busto di Frank Zappa sopra ad una colonna che, fino ad allora, aveva sorretto la figura di Lenin. La statua di Zappa è il simbolo della libertà dopo decenni di comunismo e di dominazione sovietica in Lituania e l’amore per la sua musica geniale e trasgressiva. Dietro la statua c’è un murale.

    3) Via Frank Zappa – Agropoli (SA) con un graffito dedicato a lui. La via è stata inaugurata nel 1994.

    4) Chicago street art – Joseph Kayne photography.

    5) ACDC Lane al centro della città di Melbourne (Victoria, Australia) è nota per la sua street art e dipinti che rendono omaggio alla rock band ACDC. Tra tante opere, compare un superbo dipinto di Frank Zappa. Da notare il riferimento al capolavoro di The Wall, Pink Floyd.

    6) Una strada dedicata a Zappa – Ioannina (Grecia).

    7) Düsseldorf Frank-Zappa-Straße.

    8) Frank Zappa Way nel centro di Baltimora.

    9) Graffiti in Liguria: da sinistra Jaco Pastorius, Frank Zappa, Carlos Santana.

    10) Murale su Hippie Gypsy – Tucson, AZ.

    11) Via intitolata a Frank Zappa il 28 novembre 2012 a Partinico (Palermo), città di origine del genio. Disegno di Alessandro Bazan utilizzato per la lastra di via Frank Zappa.

    12) Ogni anno a Oświęcim (Polonia) viene organizzato il Festival della Musica LIFE. Nel 2017, è stato realizzato un enorme dipinto che ritrae Frank Zappa su un edificio.

    13) Murale in un parcheggio a 8000 Sunset Strip (Hollywood).

    14) Via Frank Zappa – Bologna.

    15) Il sito in inglese Slow Italy (insolita guida turistica dell’Italia) ha stilato una classifica sui muri più interessanti in Italia. Al 7° posto della classifica compare il muretto di Tocco da Casauria (Pescara) in pieno centro storico (via Guelfi). Questo muro di tufo calcareo, realizzato oltre un secolo fa, è stato valorizzato dipingendo i volti di famosi musicisti. Tra questi, Frank Zappa, John Lennon, Sid Vicious, Kurt Cobain, Jim Morrison, Bob Marley, Jimi Hendrix, Jeff Buckley, Janis Joplin, Lucio Battisti e Fabrizio De André. L’autore, che forse qualcuno conosce, vuole mantenere l’anonimato.

    16) Un’opera dedicata a Zappa in occasione del Festival Internazionale della Scultura di sabbia a Pêra (Portogallo, 2015).

    17) Scultura di Frank Zappa a Bad Doberan (Germania).

    18) Frank Zappa StraBe, Berlino, Germania.

    19) Murale a Glasgow (Scozia) 11 giugno 2015 presso i resti del Clutha Bar: tra i vari ritratti, spiccano Frank Zappa e Spike Milligan.

    20) Via intitolata a Frank Zappa a Tilburg, Olanda.

    21) Scultura in bronzo di 4 piedi (circa 1,2 mt) in memoria di Frank Zappa realizzata dall’artista americano Michael Keropian. E’ uno dei tributi di Keropian dedicati a personaggi americani unici. Per creare questo capolavoro, sono stati utilizzati un’armatura di filo metallico e tubazioni per sostenere l’argilla come uno scheletro. Sono stati posizionati punti alle articolazioni per regolare le proporzioni della figura lì dove necessario (struttura ossea, muscoli, anatomia). Alla fine, sono stati modellati i dettagli della testa, delle mani, dei vestiti, ecc.

    22) Statua di Frank Zappa a Baltimora, replica della statua eretta in Lituania.

    23) Murale in qualche parte del Brasile.

    24) Impronte delle mani di Frank Zappa, Rock walk Sunset Boulevard, Hollywood, Los Angeles, California.

    25) Frank Zappa StraBe – Berlino inaugurata nel luglio del 2007. Si trova nel quartiere di Marzahn-Hellersdorf, lunga 300 m.

    26) Street graffiti a Belgrado.

    27) Montclair (USA).

    28) Zappa Barka Nightclub Barge, Belgrado, Serbia.

    29) Hyannis MA.

    30) 13th Street Philadelphia.

    31) The Zappa Café”, Budapest, Hungary.

    32) Frank Zappa immortalato sul “Mad Club”. Nel mese di novembre 2017, lo street artist di Köflach, Werner Bauer, ha sfidato il freddo e ha dipinto la sagoma di Frank Zappa sul muro del “Mad Club” Kosir a Bärnbach in Austria. L’idea è venuta alla famiglia Kosir. L’opera ha un’altezza di circa sei metri: Frank ha in mano una birra e salsicce, il “menu unico per tutti” nel “Mad Club”. Il legame musicale tra Fritz Kosir e Frank Zappa è molto stretto.

    33) Joe’s Garage Queenstown.

    34) Brighton Street Art.

    35) A Budapest.

    36) Murale del Met di Boston.

    37) In Francia (St-Germain-en-Laye, 78).

  • Happy Birthday Frank Zappa! Dedicated to Frank by R. Martin, W. Cuccurullo, M. Keneally & S. Vai

    Robert Martin – Frank Zappa ain’t never gonna die! (live Zappa at the Whisky A Go Go, 17 agosto 2019)

    Warren Cuccurullo – Thanks 2 Frank (live allo Stone Pony, 1994)

    Mike Keneally – Ode to Frank (live 1988, Was A Million Years Ago)

    Steve Vai – Frank (live al Club Nokia di Los Angeles, ottobre 2012)

    Robert Martin

    “Mi è piaciuto molto il suo senso dell’umorismo. A quel tempo, tutti pensavano ‘Cavolo, dev’essere un maniaco della droga’, senza sapere che era decisamente contrario alla droga e che era uno dei capisaldi della nostra disciplina. Era semplicemente impossibile provare a fare musica senza essere completamente lucido e concentrato”.

    “Tutti hanno dovuto superare un’audizione con Frank e molte sono storie dell’orrore, ma la mia è stata molto divertente. Ho incontrato Frank nell’estate 1981… Mi ha dato un enorme libro con cose da imparare, tutti questi grafici, non solo per impararli e averli sotto le dita, ma per memorizzare tutto. È stato estenuante. Andavo alle prove per otto ore, ma prima mi alzavo e mi esercitavo per due ore, poi entravo e provavo per circa cinque o sei ore prima che arrivasse Frank. Alla fine della giornata, ero così stanco che riuscivo a malapena a vedere per tornare a casa. Sono stati i due mesi più difficili che abbia mai vissuto. La concentrazione è stata intensa e faticosa: scavare un fossato è facile al confronto. È stato comunque molto gratificante. Alla fine di quel primo tour, o alla fine di qualsiasi tour di Zappa, le capacità di tutti erano così elevate che avrei potuto cantare per sempre. Alla fine di un tour con Zappa sei proprio al culmine della tua musicalità”.

    Warren Cuccurullo

    “Frank può far emergere il lato serio o l’umorismo in un pezzo classico. Ha un suo modo di manipolare la musica per evocare emozioni diverse”. (Warren Cuccurullo, International Musician And Recording World, giugno 1985)

    “Sono stato presentato a Frank da uno dei suoi vecchi soundman. Gli ho dato una cassetta con alcune mie registrazioni: suonavo esclusivamente assoli con tempi in chiave dispari. Sembrava piuttosto impressionato. Poi ho suonato insieme a Frank nel backstage in uno spettacolo l’anno successivo e si è creata un’amicizia. Circa due mesi dopo, mi ha detto: ‘Preparati per l’audizione’. Aveva un tour europeo in arrivo, quindi ho pensato che intendesse tra sei mesi o giù di lì, ma mi ha chiamato la settimana successiva e mi ha detto di volare a Los Angeles il giorno dopo. Sono andato a casa sua e stava suonando la chitarra con tutte queste cose strane e atonali. Mi lanciava battute e diceva ‘Suona quella’ per vedere quanto velocemente riuscivo a rispondere alla richiesta. Ho superato l’audizione e sono entrato a far parte della band”.

    Mike Keneally

    “Quando c’ero io, socializzare con la band non era una grande priorità per Frank. Diceva sempre che non aveva amici, che era una delle sue linee di scorta. Posso immaginare che abbia vissuto senza essere coinvolto con molte persone a livello sociale, ma era abbastanza gentile, sensibile e comprensivo da rendersi conto che lui significava molto per le persone quando si impegnava con loro”.

    (Mike Keneally, Guitar World, febbraio 1999)

    “Frank ha sempre affermato di non essere amico dei membri della sua band. Ma considero la sua presenza nella mia vita molto calorosa. E’ stato molto gentile e generoso con me. Gli ho fatto ascoltare il mio primo album da solista “Hat” (1992). Dopo averlo ascoltato, mi teneva fermo in modo da potermi guardare negli occhi e mi ha detto ‘Il tuo disco è fantastico’ “. (Mike Keneally)

    “L’istinto di sopravvivenza supera lo stupore e la paura. Non c’è niente di peggio di quando Frank ti chiede di fare qualcosa e non sei in grado di farlo”. (Mike Keneally)

    Steve Vai

    “Le mie conclusioni sulla genialità di Frank le ho tratte dall’osservazione delle sue attività. Non ho mai visto una persona così dedita all’esecuzione delle sue idee. L’autodisciplina non è uno sforzo consapevole per Frank. C’è solo lavoro e per lui non è difficile, è divertente. Ha preteso molto dai membri della sua band, ma solo un quinto di quello che chiedeva a se stesso. Innovatività e originalità sono il risultato di una concentrazione incrollabile. Questo tipo di concentrazione è un dono, ma può anche essere sviluppato. Guardare Zappa mentre lavora è stimolante. La sua mente è completamente concentrata su ciò che sta facendo, senza distrazioni (dalle conversazioni alla lettura di un giornale o alla creazione di un fantastico pezzo orchestrale). Ogni evento per lui è come una meditazione. Ho imparato che il potere della concentrazione altamente sviluppato è ciò che costituisce il genio”.

    (Steve Vai, Guitar For The Practicing Musician, maggio 1986)

    “Frank scriveva musica per me, da suonare, che non aveva niente a che fare con la chitarra”. (Steve Vai, Total Guitar, winter 2013)

    CIAO, FRANK. SEI LA MIA FAMIGLIA (roxa)

  • Frank Zappa, London Stories (part 4): 1972-1983

    The Grand Wazoo (Think It Over), Live all’Oval Cricket Ground di Londra, 16 settembre 1972

    E’ stata una decisione difficile e amara per Frank Zappa quando ha accettato l’offerta per suonare di nuovo in Inghilterra – nove mesi e una settimana dopo essere stato spinto fuori dal palco al “Rainbow”. Ma è una buona notizia per tutti i fan di Zappa che lui e i suoi nuovi 20 Mothers (Grand Wazoo Orchestra) siano pronti a suonare all’Oval il 16 settembre. Prima dell’Oval, debutteranno all’Hollywood Bowl il 10 settembre, poi Berlino, Inghilterra, Olanda e Copenhagen.

    Durante la sua convalescenza, Zappa ha scritto circa tre ore di musica ed una sceneggiatura per un musical, ha organizzato la nuova band e ha imparato a dirigere correttamente.

    (Disc and Music Echo, 2 settembre 1972)

    Un anno dopo l’incidente al Rainbow, quando Frank tornò a Londra all’Oval Cricket Ground, salì sul palco con il suo nuovo assistente personale John Smothers, nero e completamente calvo.

    Smothers è stato presentato alla folla da Zappa come l’uomo ingaggiato per uccidere chiunque tra il pubblico volesse provare a ripetere l’incidente di Rainbow. Dieci anni dopo, Smothers rimane al fianco di Zappa, ovunque cammini, dorma o mangi. (Kerrang! 4-17 ottobre 1984)

    Frank Zappa e la sua band si esibirono all’Odeon Hammersmith di Londra negli anni 1977, 1978, 1979, 1982, 1984. Tra questi, il più famoso (pubblicato in un triplo album) è il concerto del 1978.

    Odeon Hammersmith, Live 1978

    Zappa arriva alle prove alle 21 e quasi subito il ritmo si fa più serrato. Per la maggior parte del tempo, quando non suona la chitarra, si siede su uno sgabello o si alza per dirigere.

    Zappa (il Maestro) cambiava i soliti arrangiamenti: a volte la notazione effettiva per adattarsi all’acustica di un particolare luogo. Lo spettacolo è un pezzo di lavoro di precisione. In gran parte dei concerti, lo show consisteva in 2 ore solide di musica senza banalità come intervalli o spazi durante i numeri in cui il pubblico può applaudire.

    Zappa ha seguito circa 20 numeri in un blocco continuo di musica. Una sera, alla scaletta sono seguiti 45 minuti di bis. La notte seguente si fermò dopo il primo numero dicendo al pubblico che avrebbe suonato del materiale che forse non gli piaceva perché voleva registrarlo su nastro (usando la Manor Mobile) e che se volevano uscire a bere qualcosa, poco dopo sarebbe iniziato lo spettacolo vero e proprio.

    Dweezil ha debuttato a 12 anni, all’Odeon Hammersmith di Londra, nel tour europeo di Frank Zappa. (Guitar Player, gennaio 1987)

    Frank Zappa è stato recentemente a Londra per supervisionare le prove e produrre le registrazioni di diversi brani per grande orchestra. Saranno eseguiti dalla London Symphony Orchestra al Barbican Center di Londra.

    Il concerto è costato a Zappa 500.000 dollari: sono serviti per preparare la musica, ci sono voluti circa cinque anni per preparare tutto il manoscritto. (Ritz, gennaio 1983)

    Kent Nagano, nel 1983, ha diretto la London Symphony Orchestra per un’opera di Frank Zappa.

    “L’orchestra stava reagendo male a causa dell’abbandono delle sue abitudini di lavoro. Non si trovavano in una sala da concerto, ma in uno studio polveroso con un’acustica pessima. Non avevano grandi microfoni grigi, solo una piccola bolla sul soffitto. Hanno visto scorrere piccoli cavi sottili invece di grandi cavi seri. L’intera faccenda li ha spaventati” (FZ).

    L’autorità e l’energia combinate di Zappa e Nagano hanno avuto la meglio sull’orchestra.

    “È stato un test per loro. Ma in tutta onestà, la scrittura era difficile, estremamente difficile. È stato un periodo doloroso e intenso. I musicisti, quando scelsero Zappa, non avevano idea della complessità delle opere. Posso dire che hanno lavorato così tanto che mi sono innamorato di questa orchestra. Hanno dato il 100% e hanno apprezzato la musica di Frank. Alla fine delle sessioni gli hanno tributato una standing ovation. È stato meraviglioso” (Kent Nagano).

    L’anno seguente (1984), Nagano ha diretto la Berkeley Symphony presentando allo Zellerbach Auditorium di Berkeley “A Zappa Affair”, quattro partiture orchestrali di Frank Zappa che includeranno ballerini e marionette a grandezza naturale realizzate da John Gilkerson, direttore artistico del San Francisco Miniature Theatre, e coreografate da Tandy Bea.

    “Non mi piacciono i britannici” dice Zappa magnanimamente “Le isole britanniche non figurano in cima alla mia lista di posti in cui mi sentirei a mio agio o desiderato. So di avere dei fan lì ma quello che ho subito come persona in quel paese… non ne ho bei ricordi. E’ qualcosa che probabilmente sentirò per il resto della mia vita”. (The Observer, 3 settembre 1989)

  • Frank Zappa, London Stories (part 3): 1971

    Frank Zappa talks about 200 Motels / The Old Grey Whistle Test (1971, BBC Archive)

    200 Motels movie trailer (1971)

    Nel febbraio 1971, prima dell’incidente al Rainbow Theatre, Zappa avrebbe dovuto presentare 200 Motels sul palco della Royal Albert Hall di Londra. Purtroppo, l’esibizione dal vivo della colonna sonora del film fu bandita, cancellata. Un avviso posto fuori dalla Royal Albert Hall annunciò: “Il concerto di stasera è stato annullato” (15 febbraio 1971). I testi erano considerati osceni. La prima di 200 Motels doveva includere la Royal Philharmonic Orchestra.

    La Bizarre Productions di Zappa intentò una causa contro la società che gestiva l’Albert Hall.

    Il primo giorno in cui Frank si è recato in tribunale per parlare, gli è stato negato l’accesso perché non indossava un abito. Frank uscì subito e comprò un classico abito di tweed marrone inglese ed espresse il desiderio di farsi fare una parrucca da giudice. Qualcuno cercò di dissuadere Frank dicendogli che le parrucche costavano 66 sterline (circa 165 dollari), ma lui voleva quella parrucca. Nel frattempo, a Greek Street, l’ufficio stampa si è lanciato in una caccia ai “versi immortali” per dimostrare che i testi di Frank non erano più offensivi di quelli dei suoi contemporanei. I visitatori della corte soffocarono le risate quando l’avvocato pronunciò assiduamente “dimensione del pene” e quando Herb Cohen di Bizarre affermò che una delle parole che tanto agitava la gente dell’Albert Hall era “reggiseno”. L’idea che si trattasse di un’oscenità era abbastanza divertente, ma l’episodio è stato reso più piccante da una sottile guerra di pronuncia: l’inglese “brossy-air” contro lo yankee “br-zeer”.

    Il momento di gloria di Frank arrivò quando un esaminatore scettico ha cercato di indurlo a dimostrare che Zappa non era in grado di cambiare i testi quasi all’istante. Fu consegnato a Frank un po’ di materiale e gli furono concessi dai 3 ai 5 minuti per modificarlo. Naturalmente, Frank ha prodotto una riscrittura assolutamente irresistibile, con grande gioia dei visitatori di corte e della sua stessa squadra.

    Ho chiesto a Frank se questo fosse un duello d’onore da parte sua o se fosse una questione di soldi. “Entrambi” fu la sua risposta immediata. (Circular, 28 aprile 1975)

    Nel 1977 Frank Zappa annunciò di aver perso la causa: gli costò 50.000 dollari.

    “Abbiamo presentato ricorso, ma i miei avvocati volevano altri 14.000 dollari, quindi ho rinunciato a tutto”.

    “Quando sono andato in Inghilterra per la prima volta ho pensato che fosse tutto carino. Avevano i Beatles, avevano quei piccoli edifici con il tetto a punta, impermeabili Aquascutum e quelle bombette e ombrelli ordinati. Poi, mi sono avvicinato e mi sono scontrato con la regina e la sua influenza pervasiva. Una volta, ho detto che non tornerò lì a meno che non ricevo le scuse dalla regina, ma i miei consiglieri mi hanno informato che questa è una posizione insostenibile. Aspettare che la regina dica “scusa, Frank” è impensabile. Non si scuserà per la violazione del contratto ed è di questo che si tratta: la causa non si concentrava sul fatto che 200 Motels fosse osceno o meno. Questo punto era molto chiaro nella dichiarazione finale del giudice. È stato un processo per violazione del contratto e non un processo per oscenità con noi contro l’Albert Hall, che è la regina per procura. Il giudice aveva ragione quando ha detto che c’era stata una violazione del contratto ed aveva ragione anche quando ha detto che 200 Motels non era osceno. Ma quando si è trattato di decidere se l’Albert Hall avrebbe pagato i danni, il giudice ha detto: “La Royal Albert Hall è un’istituzione reale e non possiamo andare in giro a dare soldi a questi americani’.

    “Probabilmente mi sarei sentito molto peggio se avessi portato a termine l’appello e speso molti più soldi, ho pensato che 50.000 dollari erano sufficienti. Inoltre, darò alla regina un pass per il backstage solo per dimostrare che non ci sono malumori da parte mia”.

    (Melody Maker, 1° gennaio 1977)

    “C’era una legge particolare; stabiliva che potevano esserci solo prove per concerti dal vivo e non per registrazioni. Il problema era che volevamo registrare un disco dal vivo. La responsabile del teatro Royal Albert Hall disse che, per far funzionare la cosa, avrei dovuto pagare di più per le prove. I biglietti erano esauriti, il pubblico stava arrivando, la band e il resto dell’orchestra aspettavano, la donna ha chiuso il teatro. L’ho portata in tribunale per violazione del contratto e lei mi ha accusato di pornografia. Le sciocchezze che provenivano dal tribunale stesso erano più pornografiche…”.

    (“Talking with Frank” by Fabio Massari, Los Angeles/Sao Paulo, 1991)

  • Frank Zappa, London Stories (part 2): 1969-1971

    The Mothers Of Invention (Live a Londra, 23 ottobre 1968, King Kong da Colour Me Pop)

    Nel 1969, Zappa si è seduto di fronte agli studenti della London School of Economics “È difficile sedersi di fronte a persone a cui non piace quello che dici. Ti rende un po’ nervoso. È inquietante vedere persone nei college colpite da così tanti dogmi. Se pensi che sia stato troppo condiscendente nelle mie risposte alle domande, direi che le domande erano idiote”. “Penso sia orribile che le persone possano parlare di una rivoluzione in termini carnevaleschi. Vogliono essere degli eroi e uscire e VINCERE. L’infiltrazione è la rivoluzione dura. Una rivoluzione violenta non cambia nulla. Non dimenticare che l’establishment è estremamente ben armato.”

    (FZ, Melody Maker, 7 giugno 1969)

    La scorsa settimana, Frank Zappa è arrivato a Londra con una maglietta arancione. Il suo obiettivo è quello di lanciare l’estremità britannica della sua etichetta discografica, la Straight, che sarà distribuita in questo paese dalla CBS.

    Con lui c’era il meraviglioso Captain Beefheart, protagonista di una delle prime uscite di Straight: il doppio album “Trout Mask Replica”.

    (Melody Maker, 8 novembre 1969)

    “Le Mothers of Invention sono state un fallimento perché ho sopravvalutato l’intelligenza del pubblico” ha spiegato Frank Zappa a Londra la scorsa settimana.

    “Per circa cinque anni, siamo stati impegnati in un esperimento per ampliare la concezione della musica da parte del pubblico, per mostrare che c’era qualcosa di più di canzoni blues con tre accordi e testi d’amore. Certo, ad alcune persone non è piaciuto. Mi piacciono anche quel tipo di canzoni, ma esiste altro. Suppongo che molte persone mi vedessero come una specie di ciarlatano perverso che produce suoni brutti con sfumature umoristiche. Ma ho solo cercato di dire come vedo le cose. Abbiamo affrontato le cose in modo diretto e le abbiamo portate il più lontano possibile”.

    (Frank Zappa, 8 novembre 1969, Disc And Music Echo)

    Il 1971 verrà ricordato come l’anno peggiore nella vita e nella carriera di Frank Zappa. Durante il concerto al Rainbow Theatre di Londra del 10 dicembre 1971, un tizio tra il pubblico ha attentato alla sua vita, Zappa ha sfiorato la morte.

    Le restanti 9 date del tour britannico di Frank Zappa e dei Mothers of Invention sono state cancellate in seguito all’incidente al Rainbow Theatre di Londra lo scorso venerdì, quando Zappa è caduto per 12 piedi, fuori dal palco, nella fossa dell’orchestra.

    Zappa ha subito una frattura composta alla caviglia e si ritrova con una gamba rotta. Dopo una notte al Royal Northern Hospital di Finsbury Park, è stato portato in una clinica privata nel West End di Londra. Resterà ingessato per tre settimane, dopodiché gli verranno tolti i punti di sutura. La caviglia verrà di nuovo ingessata per altre quattro o cinque settimane e zoppicherà per un altro mese.

    L’entourage di Zappa, inclusi i Mothers, è tornato a Los Angeles dopo l’incidente. Il manager Herb Cohen rimarrà tre settimane e riporterà Zappa con sé.

    I concerti britannici annullati sono: Three at the Rainbow (venerdì e due in programma per la notte successiva), Bristol Colston Hall (13), Birmingham City Hall (15), Newcastle City Hall (16), Glasgow Green’s Playhouse (17), Manchester Free Trade Hall (20) e Sheffield City Hall (21). The Rainbow rimborserà il denaro del biglietto.

    Diversi progetti di Zappa e dei Mothers saranno posticipati. Includono “Billy The Mountain”, un sequel di “200 Motels” programmato per le riprese in Gran Bretagna a marzo. Anche uno speciale pacchetto di nove album di materiale Zappa già esistente e un album “live” tratto da date britanniche.

    Solo il fine settimana precedente strumenti e attrezzature del gruppo, assicurati per $ 24.000, sono stati distrutti in un incendio che ha demolito il casinò svizzero di Montreux.

    I Mothers hanno perso tutto: valigie, giacche e spartiti musicali. L’incendio ha significato la cancellazione di tre concerti. Un’altra data europea è stata cancellata dopo che il motore di un camion noleggiato si è bloccato.

    Cohen ha detto: “Frank è in uno stato di shock. Solo oggi (lunedì) ha cominciato a rendersi conto di quello che è successo. Era soprattutto infastidito perché non poteva prendere il caffè e le sigarette. Niente del genere è successo in sei anni di tournée, nemmeno a Los Angeles o New York. Londra è l’ultimo posto in cui ci aspettavamo che accadesse”. (Disc and Music Echo, 18 dicembre 1971)

  • Frank Zappa, London Stories (part 1): 1967-1968

    Frank Zappa & Mothers (BBC Symphony Orchestra al Royal Festival Hall, Londra, 28 ottobre 1968 – dal film “Uncle Meat”)

    “Ho portato Freak Out! di Frank Zappa in Inghilterra e l’ho suonato ai Beatles. Mi hanno detto, ‘Wow! Da dove viene, amico? È incredibile!’ Non vedevano l’ora di incontrarlo. Quindi ho fatto un sacco di spedizioni avanti e indietro, cercando di coinvolgere le persone”. (Eric Burdon)

    Nel 1967, durante l’intero soggiorno a Londra, Zappa e la sua band si recarono in visita turistica. Posarono davanti a Buckingham Palace, Trafalgar Square… Zappa ha filmato la gente, i locali e i negozi. Il suo abbigliamento di strada era in linea con quello dei dandy di Piccadilly e Carnaby Street: bombetta, abito aderente e scarpe lucide con tacco; un’emanazione diretta della preziosa androginia della controcultura londinese – Oscar Wilde e Henry Purcell sono i nuovi apostoli.

    Il look londinese sfoggiato nel 1967 da Frank Zappa mi ricorda qualcos’altro…

    Mi fa venire in mente Charlie Chaplin, all’anagrafe Sir Charles Spencer Chaplin, attore, comico, regista, sceneggiatore, compositore e produttore cinematografico britannico, autore di oltre 90 film. La rivolta umanistica, comica e beffarda, contro le ingiustizie della società capitalistica moderna fece della maschera di Charlot il ‘vagabondo’ l’emblema dell’alienazione umana (in particolare delle classi sociali più emarginate) nell’era del progresso economico e industriale. Underground, pure lui, a modo suo…

    A causa delle sue idee politiche di forte stampo progressista, fu oggetto di adulazione e di critiche serrate. Fu contrastato da gran parte della stampa. Nel 1952, una notifica del procuratore generale degli Stati Uniti annullò il permesso di rientro negli USA di Chaplin, che visse il resto della sua vita in Svizzera.

    Con Il grande dittatore (1940) sfidò coraggiosamente il più potente dittatore dell’epoca, Adolf Hitler. Chaplin non era comunista né socialista, era un progressista e pacifista che ha messo in luce le contraddizioni della società statunitense. Benché vivesse negli Stati Uniti non ha mai chiesto la cittadinanza statunitense.

    Sì, Frank qui mi ricorda molto Charlot, dentro e fuori…

    Per un delizioso momento, la Royal Albert Hall sembrò risplendere di un sorriso avvolgente che univa tutti all’interno delle sue mura. Una follia.

    La sala è stata scossa da risate e applausi mentre goffi pinguini (presumibilmente membri della London Philharmonic Orchestra) in completo abito da sera barcollavano follemente sul palco come marionette controllate, ballando insieme. Secondo le parole di Frank Zappa, leader dei Mothers Of Invention, hanno persino arrotolato gli spartiti e suonato lamponi ad alto volume. Come disse freddamente Zappa “Anche la musica può essere divertente”.

    Senza dubbio questo debutto dei Mothers in Inghilterra, è stata una delle più grandi esibizioni dal vivo ad aver scosso per lungo tempo questa terra al di qua dell’Atlantico. Le otto Madri sul palco avevano una sala.

    Zappa alla chitarra elettrica è una mente simpatica e creativa dietro tutto ciò che fanno i Mothers. Ovviamente vuole portare i Mothers in cima. Il fatto che il gruppo provi per un’intera settimana solo per fare questo spettacolo è la prova che fa sul serio.

    “C’è il possente e maestoso organo a canne della Royal Albert Hall” disse freddamente Zappa mentre il pubblico si accalcava. Madre Don balzò dal palco e come una scimmia dispettosa si arrampicò e si sistemò nell’angolo dell’organo. Armeggiò nell’oscurità e ottenne una travolgente ovazione quando trovò l’interruttore della luce e si sistemò.

    Zappa si sollevò i calzoni e disse nel microfono: “Suona qualcosa per i ragazzi, Don, suona qualcosa che li entusiasmerà davvero come ‘Louie Louie!’ “.

    Ed ecco – fedele alla sua parola – il gigantesco organo a canne della Royal Albert Hall esplose di vita e “Louie Louie”.

    Durante la serata pochissime persone avrebbero potuto evitare la scure verbale o musicale di Zappa. I Supremes e “Baby Love” sono stati oggetto di molta ilarità, così anche i Doors e gran parte della società americana, il Flower Power.

    Come ha detto un collega: “Sono circa due anni in anticipo”.

    (Melody Maker, 30 settembre 1967)

    Il titolo di A Pound for a Brown fu ispirato da una scommessa fra Jimmy Carl Black e Bunk Gardner avvenuta a Londra nel 1968 sull’autobus che conduceva i Mothers dall’aeroporto all’hotel. La sfida consisteva nell’esibirsi per una sterlina in un ‘brown out’, cioè nel calarsi pantaloni e mutande e mostrare il sedere, affacciandolo per l’occasione da un finestrino del mezzo pubblico. Gardner, lo sfidato, puntualmente eseguì guadagnandosi la posta in valuta locale.