Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Categoria: Deep Inside FZ

  • FZ: “senza arte la società dovrebbe semplicemente morire…

    Frank Zappa sull'arte nella società

    “Stiamo tornando ai secoli bui. Qualsiasi Paese che decide che l’economia è più importante dell’arte è in grossi guai. Non c’è motivo per cui quel Paese debba continuare ad esistere. Sono solo la musica, l’arte e le cose belle realizzate che contraddistinguono un Paese e gli conferiscono un’identità nel corso degli eoni”.

    “L’antica Grecia è sopravvissuta grazie alle opere d’arte e alle cose belle – anche se viene divorata dall’acido solforico nell’aria – ma chi se ne fotte dell’economia dell’antica Grecia? A nessuno importa. In un modo o nell’altro sono riusciti a realizzare bellissime statue, bei templi, cose che sono durate, cose che contano ed anche cose che riguardavano la musica”.

    “La vita è una merda senza arte, senza musica. Senza qualcosa di bello, non c’è motivo di essere qui, una società del genere dovrebbe semplicemente morire. Dovrebbe semplicemente decadere, andare in fumo. Non c’è alcuna ragione estetica per continuare, se non vuoi vivere una bella vita, allora non dovresti essere qui. Hai una possibilità, sai? Prova a cercare qualcosa di bello”.

    (Music Exchange, settembre-ottobre 1982)

  • FZ: “a nessuno frega un cazzo dei musicisti…

    Frank Zappa sui musicisti

    “Se hai deciso di diventare un musicista, devi avere la consapevolezza in anticipo che sulla scala evolutiva (la scala dell’accettazione sociale), negli Stati Uniti d’America, sei tanto necessario per la sopravvivenza della specie quanto una specie di fungo. A nessuno frega un cazzo dei musicisti, sei fuori dal mondo reale”.

    “Se i musicisti si portassero via tutta la musica, sarebbe un posto molto noioso in cui vivere. Le persone che lo consumano (non i musicisti) potrebbero scoprire che manca molto la musica quando non c’è. Eppure non trattano molto bene i musicisti”.

    “Se sei un musicista e vai in banca per ottenere un prestito, se dici loro che sei un musicista non otterrai il prestito. Nessuno si fida di te, non piaci a nessuno, nessuno ha bisogno di te. Non sei amato. La tua è considerata una professione che ha una vita molto breve e nessuno vuole che tu faccia il musicista. Nessuna madre, nessun padre direbbe: “Fantastico, voglio che mio figlio sia un musicista rock ‘n’ roll!”. Nessuno vuole che i propri figli crescano così. Mio padre voleva che facessi l’ingegnere. Voleva che trovassi un vero lavoro e guadagnassi soldi veri”.

    (Music Exchange, settembre-ottobre 1982)

  • FZ: “la gente mi chiama quando è in cerca di musicisti, io so dove cercare…

    Frank Zappa talent scout

    Hai scoperto diversi grandi musicisti. Un caso? Riescono a crescere di livello con te oppure è l’ambiente che promuovi che stimola quel tipo di creatività?

    “Vado in giro, esco per strada e la maggior parte delle persone rock ‘n’ roll famose non lo fa. Non vado nei bar solo per comprare dei musicisti: so cosa mi piace e posso individuare un talento. Se lo incontro, prendo il nome del ragazzo perché se non lo scelgo per la mia band posso sempre consigliarlo a qualcun altro. La gente mi chiama quando è in cerca di musicisti. Molti gruppi non escono, vanno in giro con persone normali, in piccoli bar di merda e cose del genere. Io vado nei posti giusti, è lì che si trovano, là fuori mentre lavorano o si azzuffano. Se entrano a far parte della mia band hanno la possibilità di lavorare con attrezzature migliori, ottengono un po’ di disciplina, hanno la possibilità di essere visti da centinaia di migliaia di persone per un certo periodo di tempo, vengono menzionati nelle interviste e cose del genere. Non credo che alcune delle persone scoperte da me sarebbero mai state scoperte da nessuna delle persone per cui alla fine sono andate a lavorare perché quelle persone non sanno dove cercare”.

    (Musician, aprile 1982)

  • Frank Zappa: la stoffa dell’intrattenitore

    Frank Zappa intrattenitore

    Quando hai iniziato a considerarti un intrattenitore?

    “Ho sempre sentito di essere un intrattenitore, dai tempi del liceo”.

    Cosa facevi al liceo?

    “Ho capito di avere la stoffa dell’intrattenitore, per la prima volta, quando sono stato costretto a tenere una lezione in un corso di scienze sulle felci. Tutto ciò che dovevo fare era parlare di felci e raccontare i fatti a modo mio. La gente rideva e mi sono fatto un sacco di risate anch’io. E’ stata una bella esperienza, tutto è nato da lì…”.

    (WLIR Free Flight, estate 1981)

  • FZ: “a 14 anni non avevo mai visto la musica su carta, poi…

    Frank Zappa sceglie di fare il compositore a 14 anni

    “Ho annunciato che avrei fatto il compositore a 14 anni. Sono sempre stato interessato all’arte. Mi esercitavo, da bambino, a disegnare banconote da un dollaro. Cal Schenkel, che realizzava le copertine dei nostri primi album, era così bravo che una volta ha disegnato una banconota da cinque dollari e l’ha passata; ci ha comprato il pranzo del liceo”.

    “Non avevo mai visto la musica su carta. Quello che avevo visto erano parti d’orchestra che ti danno al liceo, roba per principianti. Poi ho visto una partitura. Sembrava così meravigliosa l’idea stessa che questa rappresentazione grafica si sarebbe trasformata in musica. Ho detto ehi, devo farlo! Così ho preso un righello, sono uscito e ho comprato della carta da musica e ho iniziato a disegnare. Non so cosa cazzo stavo facendo, ma potevo guardarlo. Poi ho cercato persone in grado di suonarlo per scoprirne l’effetto. È così che ho iniziato”.

    (Trouser Press, febbraio 1980)

  • Frank Zappa: “potrei essere un uomo d’affari ma…

    Frank Zappa un uomo d'affari mancato

    Nel valutare la sua carriera, Zappa ha concluso: “Potrei essere un grande uomo d’affari. Potrei vendere molte assicurazioni se volessi … Ma chi ha bisogno di quella merda? Se puoi guadagnarti da vivere e mantenerti facendo qualcosa in cui credi, che ami fare e che sai fare, allora è una sfida ben vinta”.     

    (Gold Coast Free Press, 29 settembre 1979)

  • FZ: “l’immagine di me è confusa e contraddittoria…

    Opinioni su Frank Zappa

    “C’è sicuramente un’immagine di me. È molto confusa e contraddittoria a causa di ciò che è stato scritto su di me nei giornali. Ma penso che se qualcuno dovesse mai rivelare sui giornali il tipo di persona che sono veramente non credo che la gente se ne preoccuperebbe. Cosa c’è di eccitante in un ragazzo che si alza la mattina e si siede al pianoforte e scrive piccoli appunti con penna a sfera su un pezzo di carta e poi va a letto? Sai cosa farò quando te ne andrai? Tornerò al pianoforte finché non sarà ora di andare a letto. Non c’è niente di eccitante in questo. È meglio che le persone pensino che sono completamente pazzo perché è eccitante”.

    (Musician, agosto 1979)

  • FZ: “il liceo non rappresentava una grande sfida intellettuale…

    Frank Zappa al liceo

    Come sei stato visto dai tuoi compagni di liceo?

    “In modo piuttosto strano. Mi rifiutavo di cantare l’inno della scuola e di salutare la bandiera. Indossavo abiti strani, mi mettevo sempre nei guai e venivo buttato fuori dalla scuola. Sono stato buttato fuori dalla scuola così tante volte che ho perso molte unità; quando è arrivato il momento di diplomarmi, ero fuori gioco di circa 20 unità. Hanno pensato che invece di tenermi in giro per un altro anno avrebbero fatto meglio a sbarazzarsi di me. Voglio dire, il liceo non rappresentava una grande sfida intellettuale”.

    All’epoca pensavi già che la musica fosse la cosa più importante?

    “Sì, più o meno. Al liceo facevo parte della banda musicale; suonavo il rullante. Mi hanno buttato fuori anche perché mi hanno beccato a fumare sotto le gradinate con la mia uniforme marrone”.

    (Musician, agosto 1979)

  • FZ: come sarebbe stato il rock senza di lui?

    Il rock senza Frank Zappa

    “O lo ami o lo odi. E’ difficile immaginare come sarebbe stato il rock senza di lui”.

    (Sound International, aprile-maggio 1979)

  • FZ: “la realtà è qualcosa che ti appartiene come individuo…

    Frank Zappa sulla realtà da affrontare

    Pensi ci siano vere religioni?

    “Le religioni organizzate per loro stessa natura sono fuorvianti. La linea di fondo è sempre il denaro. Quello che ha a che fare con il tuo benessere spirituale mi sfugge ancora. Sono sempre i soldi, non importa come lo nascondano. Se hai bisogno di quel tipo di assistenza potresti pagare una tariffa più alta ad una falsa religione anziché pagare uno psicoterapeuta. Il che non vuol dire nemmeno che uno psicoterapeuta ti darà un miglior rapporto qualità-prezzo. Se hai a che fare con la realtà, dovrai fare una grande scoperta: la realtà è qualcosa che ti appartiene come individuo. Se vuoi crescere, cosa che la maggior parte delle persone non fa, la cosa da fare è assumerti la responsabilità della tua realtà e affrontarla alle tue condizioni. Non aspettarti che, pagando qualcuno o iscrivendoti ad un club, gli altri possano sostituirti ed occuparsi di ogni cosa al tuo posto. Perché tutto viene da dentro”.

    Quanti anni avevi quando l’hai scoperto?

    “Circa diciotto anni”.

    Come?

    “Continuavo a cercare risultati. Quando sei un bambino, i tuoi genitori ti danno consigli su cosa dovresti fare nella tua vita e ti guidano al meglio delle loro capacità. Danno suggerimenti e, se sei intelligente, metti alla prova i risultati rispetto alle cose che suggeriscono. Se continui a disegnare spazi vuoti, è meglio che tu faccia qualcos’altro. Mio padre voleva che mi iscrivessi alla facoltà di ingegneria. Mia madre voleva solo che fossi lontano dai guai. Abbastanza normale. È quello che succede alla maggior parte dei bambini”.

    Ti interessa cosa pensano ora?

    “Mio padre è morto e non so cosa ne pensa mia madre. È una brava persona: anche se odiava completamente quello che stavo facendo non farebbe alcuna differenza. Perché non lo faccio per lei”.

    Non è così facile per alcune persone.

    “Non puoi passare il resto della tua vita ad aspettare che i tuoi genitori dicano ‘che bravo ragazzo’. Cosa faranno, ti daranno un biscotto in più? Mentre avanziamo nell’era dei robot, chi può dire che i valori dei genitori che hanno sfornato generazione dopo generazione di piccole persone infelici … chi può dire che i loro valori siano qualcosa a cui aspirare, comunque?

    Anche se avessi tutte le certificazioni del mondo, farebbe la differenza? La certificazione da una fonte o dall’altra sembra essere la cosa più importante per le persone in tutto il mondo. Un pezzo di carta di una scuola che dice che sei intelligente, una pacca sulla testa dei tuoi genitori per dirti che sei bravo o conferme da parte dei tuoi coetanei che ti fanno pensare che valga la pena fare ciò che stai facendo. L’unico obiettivo delle persone è ottenere la certificazione”.

    Cosa manca alle persone che hanno bisogno della certificazione?

    “Lo stile di vita che ho probabilmente non è né desiderabile né utile per la maggior parte delle persone. Gran parte delle persone forse farebbe meglio ad ottenere la certificazione che desidera ed a sprecare la propria vita. Non credo che a loro piacerebbe vivere in un altro modo. Ci sono milioni di persone che acquisiscono ogni sorta di sensazioni meravigliose guardando una partita di calcio e bevendo una bottiglia di birra. Li rende davvero felici. A me non fa nessun effetto, ma per loro è la vita stessa. Finché possono credere nella birra e nel calcio, allora hanno davvero qualcosa: probabilmente, per loro è più utile della religione. Perché dovrebbero rinunciarci? Perché informarli di cosa sta succedendo davvero? Che siano felici…”.

    (Oui, aprile 1979)