Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa reveals his Plan in a presskit (1971)

    Frank Zappa reveals his Plan in a presskit (1971)

    Latex Solar Beef, Willie the Pimp pt 1 e 2 (Live al Fillmore East, giugno 1971)

    Il 1971, per Frank Zappa, è stato un anno di fuoco in bene e in male (l’incendio di Montreux e l’attentato al Rainbow di Londra).
    Voglio ricordare un momento positivo di quell’anno: il Live al Fillmore East. Di quel concerto ho scelto Latex Solar e le due parti di Willie the Pimp.
    Nel 1971, in un presskit completo, Zappa ha svelato il suo Piano descrivendolo nei minimi dettagli.
    Eccolo:
    “Forse l’aspetto più singolare del lavoro dei Mothers è il contesto previsto nella macrostruttura del lavoro del gruppo. C’è e c‘è sempre stato un controllo consapevole sugli elementi tematici e strutturali che si estende attraverso ogni album, concerto e intervista…
    I progetti di base sono stati eseguiti nel 1962-63. Sperimentazione preparatoria all’inizio e alla metà del 1964. La costruzione del Progetto/Oggetto iniziò alla fine del 1964. I lavori sono ancora in corso…
    E‘ facile capire che il controllo totale non è né possibile né desiderabile (toglie il divertimento).
    Il Progetto/Oggetto contiene piani e non piani, anche strutture di eventi calcolate con precisione, progettate per accogliere il meccanismo del destino e le improbabilità … Include qualsiasi mezzo visivo accessibile, consapevolezza di ciascun partecipante (pubblico incluso), eventuali carenze percettive, Dio (inteso come energia), la grande argilla (come materiale da costruzione di base universale) e altre cose.
    Facciamo un’arte speciale in un ambiente ostile ai sogni…
    Quello che sto cercando di descrivere è il tipo di attenzione che diamo ad ogni testo, ogni melodia, arrangiamento, improvvisazione, sequenza di quegli elementi in un album, l’arte da imprimere sulla copertina (che è un’estensione del materiale musicale), la selezione di ciò che viene registrato, pubblicato e/o eseguito durante un concerto, il contesto o il contrasto del materiale da album ad album, ecc.
    Tutti questi aspetti dettagliati fanno parte della struttura della fabbrica. I dettagli più piccoli non solo racchiudono i contenuti della struttura dell’opera, ma danno all’opera una ‘forma’, in senso astratto, a causa dell’esecuzione cronologica…
    Vorrei attirare la vostra attenzione su uno dei più importanti principi della filosofia del nostro gruppo al momento:

    NONOSTANTE TUTTE LE DICHIARAZIONI CONTRARIE, E‘ TEORICAMENTE POSSIBILE ESSERE “PESANTI” PUR AVENDO SENSO DELL’HUMOR.

    Un’altra regola che guida il nostro lavoro è:

    QUALCUNO LÀ FUORI TRA IL PUBBLICO SA COSA FACCIAMO, LO STA SEGUENDO ANDANDO BEN OLTRE LA SUA COMPRENSIONE PIÙ SELVAGGIA.

    Per poter fare tutto questo, Zappa ha preparato un arsenale di strumenti con cui compone/crea ed esegue meglio di quanto l’elettronica possa mai sognare:
    – penna (con cui scrive testi, note ecc.);
    – rasoio lama (per tagliare e rimontare registrazioni su nastro);
    – segnali manuali (con cui può dirigere l’orchestra, provocare ogni possibile cambiamento, designare parti o melodie, suggerire assoli e portare movimento coreografico all’insieme);
    – antenne istantanee (con cui può catturare carisma, esperienze e situazioni implementandole e incorporandole immediatamente);
    – strumento musicale (il che significa non solo ciò che suona lui stesso, ma anche i suoi rispettivi membri della band). In questo modo può costantemente controllare, cambiare, creare la sua opera d’arte totale. Non è limitato ad una sua forma scritta una volta: questo gli permette di comporre direttamente dal vivo!
    Naturalmente, ciò richiede una band che sia in grado di apprendere l’intero repertorio, di conoscere tutti i gesti manuali, di affrontare senza difficoltà i cambi di tempo e di metro più complicati, di leggere gli spartiti se possibile e anche di contribuire con abilità musicali personali – qualcosa che possa rendere i Mothers l’ensemble più versatile e capace di tutta la musica contemporanea.
    (Jazz, novembre/dicembre 1974, rivista svizzera)

  • Frank Zappa: The Big Note & The Cosmic Microwave Background (CMB)

    Frank Zappa: The Big Note & The Cosmic Microwave Background (CMB)

    Lumpy Gravy, Pt. 2 (1984 UMRK Remix, The Lumpy Money Project/Object)

    FAIR USE

    Come le “Nozze di Figaro” di Mozart, la musica di Zappa è stata spesso ritenuta troppo rumorosa e con troppe note. A causa della loro densità e complessità, le ‘sculture sonore’ di Zappa hanno alternativamente entusiasmato e alienato diverse generazioni di critici e ascoltatori…
    Zappa è uno degli artisti più prolifici del 20° secolo, un compositore la cui produzione potrebbe essere definita di eccesso massimalista. I suoi tentativi di abbracciare diversi generi e pratiche creative (rock, jazz, blues, musica orchestrale, film, opera, ecc.) sono stati interpretati come un desiderio bulimico di esplorare la totalità delle modalità e degli stili passati e presenti per creare collage musicali fortemente contrastanti ed affermare la sua reputazione di outsider sia nella comunità rock che in quella della musica artistica.
    “Zappa apprezzava chiaramente le immagini contrastanti che proiettava come musicista rock e osservatore esperto o praticante della musica colta. Questa posizione gli ha permesso di rimanere un outsider in entrambi i campi (musicista rock che ha utilizzato il linguaggio della musica colta e praticante di musica artistica che suonava rock) sfruttando al tempo stesso l’egemonia culturale della musica colta per creare una distanza ironica tra lui e gli altri musicisti rock ed affermare la superiorità della sua raffinatezza culturale e della sua musicalità”. (James Grier)
    Tuttavia, la poetica massimalista di Zappa – così come il suo disprezzo generale per i confini di genere – va ben oltre il livellamento alla moda delle dicotomie alto/basso associato all’arte postmoderna. Zappa ha più volte spiegato come tutti i diversi aspetti della sua produzione musicale dovessero essere percepiti come parte di un unico Progetto/Oggetto. Ogni progetto (in qualunque ambito) o intervista ad esso collegata fa parte di un oggetto più grande, per il quale non esiste un “nome tecnico”.
    La poetica olistica di Zappa indica anche il suo desiderio di sperimentare il mondo intero come estensione materiale di un’unica vibrazione primordiale che chiama la ‘Grande Nota’ (”Tutto nell’universo è fatto di un unico elemento, di una singola nota. Gli atomi sono in realtà vibrazioni, estensioni della Grande Nota, tutto è una nota”). Il suggerimento che l’universo abbia avuto inizio con un suono primordiale può essere correlato alle teorie degli astronomi e premi Nobel Arno Penzias e Robert Wilson che, nel 1965, scoprirono casualmente l’esistenza di Radiazione cosmica di fondo, vibrazione residua del Big Bang che ci arriva da tutte le direzioni con la stessa intensità e ad un tono leggermente più basso del SI, come definito dall’accordatura standard. Tradotto in termini estetici, il sibilo primordiale di Penzias e Wilson nato all’inizio dei tempi può essere visto come la giustificazione cosmologica di varie forme di “continuità concettuali” (intenzionali e non) che incorporano le opere di Zappa in una “struttura di eventi” in continua evoluzione, in bilico tra calcolo accurato e operazioni casuali:
    “Il progetto/oggetto contiene piani e non-piani, anch’essi calcolati con precisione, strutture-evento progettate per accogliere i meccanismi del destino e tutto il resto, improbabilità statistiche e bonus connessi. Il progetto incorpora qualsiasi mezzo visivo disponibile, la coscienza di tutti i partecipanti (pubblico incluso), tutte le carenze percettive, Dio (come energia), la nota importante (materiale da costruzione di base universale) e altre cose” (FZ).
    La concezione di Zappa del suo lavoro come una struttura-evento-organica-in espansione è indicativa della sua decisione di lasciare che sia il materiale stesso a suggerire modi di connettere oggetti musicali apparentemente non correlati e idiosincrasie vive che sono suscettibili di essere montate insieme e sincronizzate in ulteriori costruzioni di studi…
    Il processo di riciclaggio concettuale, che Zappa definì “xenocronia” (o “strana sincronizzazione”), evoca l’estetica di James Joyce, un altro artista massimalista, le cui “epifanie” furono riciclate nelle sue più lunghe ed ambiziose opere di narrativa.
    La “Big Note” di Zappa equivale a ciò che David Walley chiama “un dipinto del tempo nel tempo, il lavoro mirato con la coincidenza”, una struttura sulla quale il compositore a volte ha solo un controllo limitato.
    (dal libro “Frank Zappa, Captain Beefheart and the Secret History of Maximalism” di Michel Delville e Andrew Norris, 2005, Salt Publishing)

  • Frank Zappa, XMas 2024: Yellow Snow Suite (Garden City, NYC, 31/12/1974), The Rare Tape Broadcast

    Frank Zappa, XMas 2024: Yellow Snow Suite (Garden City, NYC, 31/12/1974), The Rare Tape Broadcast

    Yellow Snow Suite (Remastered) Garden City, NYC, 31 dicembre 1974, WLIR-FM Broadcast (2019, Arcturus)

    Data e luogo (Garden City, New York, 31 dicembre 1974) si riferiscono alla trasmissione di un nastro contenente vari concerti che Frank Zappa aveva compilato, da trasmettere alle stazioni radio (1973 o 1974 – “UN-Concert”). Questo nastro proviene da WLIR-FM: in precedenza, è stato presentato come WXRT, 8 novembre 1974.

    Il 22 marzo 1974, Frank Zappa pubblicò il suo sesto album solista, Apostrophe (‘). Come l’album precedente, Over-Nite Sensation, Apostrophe (‘) fu pubblicato sia in mix stereo che in mix quadrifonico (a 4 tracce).
    Con il singolo Don’t Eat The Yellow Snow – compilation delle prime 3 canzoni dell’album – Zappa guadagnò il primo ingresso nella classifica top 100 (raggiungendo la posizione n. 86). L’album ha raggiunto la decima posizione nelle classifiche americane e la sesta in Norvegia. Nessun altro album avrebbe avuto lo stesso successo di Apostrophe (‘), certificato disco d’oro negli Stati Uniti il 7 aprile 1976, primo disco d’oro di Frank Zappa. Questo album resta il suo lavoro di maggior successo commerciale.
    Come Over-Nite Sensation, Apostrophe (‘) è una compilation di registrazioni risalenti a diversi periodi della carriera di Zappa. I testi sono più bizzarri e meno sessuali, soprattutto le prime quattro canzoni che costituiscono la Yellow Snow Suite: Don’t Eat The Yellow Snow, Nanook Rubs It, St. Alfonzo’s Pancake Breakfast e Father O’Blivion. La suite, incentrata sulla lotta degli eschimesi contro i cacciatori di pellicce, racconta di un sogno: narra le gesta di un ragazzo (Nanook) che sogna di essere un eschimese. Sua madre lo mette in guardia: “attento a dove vanno gli husky, non mangiare la neve gialla” su cui gli husky urinano.
    Nanook sorprende un cacciatore di pellicce mentre prende a calci la sua foca preferita con una scarpa piena di piombo. Si vendica strofinando neve gialla negli occhi del cacciatore accecandolo temporaneamente. Per risolvere la questione, entrambi devono attraversare la tundra fino alla parrocchia di Sant’Alfonzo, patrono dei pescatori di smelt di origine portoghese, dove Padre O’Blivion prepara i pancake. Un suggerimento satirico, che prende in giro le sfumature religiose spesso associate alla risoluzione dei conflitti o alla ricerca della salvezza.
    La storia è ispirata al film documentario “Nanook of the North” diretto da Robert J. Flaherty (1922), che descriveva la vita degli Inuit nell’Artico canadese e le loro lotte con l’ambiente.
    Zappa si concentra sullo sfruttamento e sul commercio delle pellicce, sul maltrattamento storico delle culture indigene. Evidenzia l’impatto del colonialismo e dello sfruttamento economico delle popolazioni autoctone. La storia di Nanook Rubs può essere vista come un commento sull’appropriazione culturale e sulla mercificazione delle culture indigene. Molti hanno definito questa suite un profondo attacco alla società capitalista.

    Oltre alla suite Yellow Snow, l’album Apostrophe (‘) comprende Cosmik Debris, Excentrifugal Forz, Apostrophe’, Uncle Remus e Stink-Foot.

    La band è composta da:

    Frank Zappa – voce, chitarra, basso, bouzouki
    Sal Marquez – tromba
    Ian Underwood, Napoleon Murphy Brock – sassofono
    Bruce Fowler – trombone
    Tom Fowler, Harper May, Erroneous (Alex Dmochowski) – basso
    Don “Sugarcane” Harris, Jean-Luc Ponty – violino
    Ruth Underwood – percussioni, vibrafono
    George Duke – tastiere
    Ralph Humphrey – batteria
    Johnny Guerin – batteria su Excentrifugal Forz
    Tony Duran – chitarra su Apostrophe’
    Jack Bruce – basso su Apostrophe’
    Jim Gordon – batteria su Apostrophe’
    Aynsley Dunbar – batteria in Uncle Remus e Stink-Foot

  • Frank Zappa, Freedom & Anarchy quotes (part 2)

    Frank Zappa, Freedom & Anarchy quotes (part 2)

    Absolutely Free (1984 UMRK Remix, The Lumpy Money Project/Object)

    Copertina di Salvador Luna (Lunatico)

    https://www.youtube.com/watch?v=U-afN9ulVpA

    “Nella tua vita, ogni giorno, ti trovi di fronte a un dato. Non limitarti a ‘mangiarlo’. Pensaci solo per un minuto. Hai il diritto di elaborare le tue informazioni in base ai mezzi con cui sei nato. E’ un tuo diritto. Questa è la vera libertà. Hai il diritto di prendere una decisione. Ora, se scegli di intorpidirti e di essere ingannato, hai il diritto di essere ingannato. Ma nel tuo stato di confusione, non hai il diritto di essere un peso, a causa della tua ignoranza autoimposta, nei confronti di altre persone che potrebbero voler fare le cose nel modo giusto. Se scegli volontariamente di essere un idiota, qualunque sia il motivo per cui lo hai scelto, va bene. Hai il diritto di essere stupido, ma non hai il diritto di danneggiare altre persone a causa della tua stupidità. E non hai il diritto di imporre per legge la tua stupidità all’esistenza, di imporla ad altre persone che hanno una visione più chiara delle cose”.
    “La maggior parte dei mali della società può essere curata attraverso l’informazione. Abbiamo una società che è stata disinformata e sulla base della disinformazione ha fatto scelte irrazionali. Ed è questo che intendo per “ignoranza”. Le persone, che normalmente potrebbero essere intelligenti, sono private dei dati con cui prendere una decisione razionale, non hanno i dati per farlo. Nessuno ha più controllo o accesso ai media dell’ufficio stampa della Casa Bianca. L’abbiamo visto. Hanno letteralmente rimodellato la storia americana per i loro fini. È davvero il 1984: “Il nero è bianco, il bianco è nero, 2 e 2 fa undici”, qualunque cosa vogliano dirti. “George Bush è un sostenitore dell’ecologia. Ronald Reagan è un grande patriota”.
    “Devi essere sospettoso delle informazioni. Ecco perché dico: “L’informazione non è conoscenza e la conoscenza non è saggezza”.
    (Frank Zappa, dall’intervista di Bob Marshall durata 7 ore del 21-22 ottobre 1988, celebrata come la più grande intervista di Zappa dell’epoca. Le domande s

    La Freedom to Read Foundation nel giugno 1994 ha assegnato a Frank Zappa un certificato incorniciato.
    Recita in parte “Grazie, Frank Zappa, per la tua posizione di principio intransigente in nome dei diritti del Primo Emendamento” riferendosi al diritto di libertà di espressione.

    Logica alla base del pensiero libero di Frank Zappa
    “Il nostro sistema scolastico cresce ragazzi ignoranti e lo fa con stile: ignorantoni funzionali. Non forniscono loro gli elementi per studiare la logica e non danno alcun criterio per giudicare la differenza tra il bene e il male in qualsiasi prodotto o situazione. Vengono preparati per funzionare come macchine acquirenti senza testa, a favore dei prodotti e dei concetti di un complesso multinazionale che per sopravvivere ha bisogno di un mondo di fessi.”

    SULL’ANARCHIA
    “Vorrei una società senza governo. Penso che questo sarebbe il mio ideale, ma nei prossimi cinquecento anni non saremo maturi per questa esperienza”.
    “A casa, nei miei momenti liberi, nei miei pensieri segreti sono anarchico, ma sono anche pratico e so che questo non funzionerebbe. L’anarchia può funzionare solo se le persone sono perfettamente colte e civili. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto. La gente non è civilizzata, molte persone sono ancora affamate. Se non hanno fame di cibo, avranno fame di qualche aiuto emotivo che non stanno ricevendo. Per affrontare la società non basta dire ‘Qui hai tutta la tua libertà. Puoi fare quello che vuoi. Non c’è più il governo’. Questo atteggiamento è impossibile perché le persone non saprebbero cosa fare, si sbranerebbero e si mangerebbero a vicenda, proprio come le bestie, quindi le persone devono essere preparate”.
    (Vibraciones, ottobre 1975)

    Frank adottò la massima di Edgar Varèse all’International Composers Guild: “Morire è il privilegio di chi è esausto. I compositori di oggi si rifiutano di morire”. Si identificò con quella che il biografo di Varèse Harry Halbreich definì “opposizione a tutti i sistemi consolidati, a tutti i dogmi, una costante richiesta di libertà totale, di messa in discussione permanente, una garanzia di giovinezza, ma anche un rifiuto di ogni anarchia, di ogni rassegnazione come creatore, di ogni soluzione facile”.
    La più grande ‘missione’ di Varèse coincise con la sua ricerca di ‘liberazione del suono’ e della libertà artistica, distante da tradizioni e dogmatismo della musica classica.

  • Frank Zappa, Freedom & Anarchy: quotes (part 1)

    Frank Zappa, Freedom & Anarchy: quotes (part 1)

    Hungry Freaks, Daddy (Live At Whisky a Go Go/1968)

    Copertina di Salvador Luna (Lunatico)

    Frank Zappa incarna l’autodeterminazione, la libertà, la lotta alla censura e alla manipolazione, quanto basta per considerarlo ‘sempreverde’.
    Per Zappa, la musica è una creazione personale che si inserisce nel mondo; è uno spazio di libertà cristallizzata. Il compositore non ha altra scelta che diventare ribelle alle norme della società, inclusa l’idea stessa di arte come norma.

    “Le persone possono provare una sensazione di libertà quando si trovano in un grande spazio. Per quello che mi riguarda, la libertà è nella mia testa”. (FZ, Best, febbraio 1971)

    “Suoniamo la nuova musica libera; musica in totale libertà, non condizionata dalla repressione della cultura americana. Stiamo sistematicamente cercando di abbattere le barriere create dal sistema educativo americano obbligatorio, creato per assicurarsi che nulla di creativo si diffonda a un pubblico popolare”. (FZ)

    “L’illusione della libertà continuerà finché non sarà vantaggioso. Nel momento in cui la libertà diventerà troppo costosa, tireranno giù la scenografia e il sipario, toglieranno i tavolini e le sedie e potrai vedere il muro di mattoni in fondo al teatro”. (Frank Zappa)

    “Quando parliamo di libertà artistica in questo Paese, talvolta ci dimentichiamo del fatto che la libertà dipende spesso da finanziamenti adeguati”. (Frank Zappa)

    Il succo della libertà:
    “Qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, per un motivo qualsiasi”. (Frank Zappa)

    Una delle frasi ricorrenti di Zappa è “Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile”, intendendo per progresso un viaggio costante verso una maggiore libertà. E’ qui che Zappa supera se stesso: nel “genocidio delle norme”. (Frank Zappa: un intellectuel “spécifique” di Marc-André Gagnon)

    “Freak Out significa praticare la libertà di espressione su base individuale o collettiva”. (Frank Zappa)

    “La cosa più importante da fare nella propria vita è non interferire con quella degli altri”. (Frank Zappa)

    “Libera la tua mente. Non c’è tempo per leccare i tuoi francobolli e incollarli. Sarai assolutamente libero solo se vorrai esserlo”. (FZ)

    “Ricordi il vecchio proverbio? – chiede Zappa – Conosci la verità e la verità ti renderà libero? Alcune persone non credono che conoscere la verità ti renderà libero. Preferirebbero conoscere la paura e le insidie. Queste cose spaventano gli americani, sono i tabù della cultura americana”.
    Cosa ti rende libero?
    “Penso che le persone abbiano un potenziale infinito per il male. Penso che, da un momento all’altro, il tuo migliore amico possa deluderti. Se prendi coscienza di questo, puoi conviverci e superare la delusione, il dispiacere, l’odio. A quel punto, puoi metterti al lavoro e divertirti. La musica è la mia religione. Ho trovato qualcosa che mi piace davvero. Finché l’inquinamento dalle radiazioni e tutte le altre cose negative in questa società non mi costringeranno a smettere di lavorare, dedicherò tutto a ciò che considero positivo”.
    (Berkeley Barb, 27 marzo-2 aprile 1980)

    “Il vostro diritto di pensare con la vostra testa non è ancora stato cancellato. Potete continuare a farlo ed è un bene per voi. È un bene anche per l’America. La formula per il controllo di una forza lavoro totalmente remissiva, così come viene utilizzata oggi, è una soluzione miope a problemi antropomorfici complessi. L’uniformità non è né desiderabile, né applicabile, e non è un obiettivo a cui aspirare, soprattutto nel caso di una “società libera”.
    (Dichiarazione di Zappa, in favore delle libertà di espressione, che fece pubblicare sul numero di gennaio 1984 del periodico “Hustler”, fondato nel 1974 da Larry Flint, il quale subì varie denunce e processi per oscenità)

    “Ciò che rende bella la tua vita è il fatto che puoi esprimerti come individuo. Ci sono persone che rinunciano volentieri al loro diritto individuale e lo barattano per una sicurezza immaginaria. Se si fermassero a riflettere scoprirebbero che la cosa più preziosa che hai è la tua libertà personale. Censurare quello che dici è uno dei modi per sottrarre agli individui la propria libertà personale. Non dovresti essere disposto a rinunciare ad un solo briciolo di libertà. Hai una garanzia costituzionale su di essa. Per come la vedo io, è un contratto tra il popolo e un gruppo di persone stipendiate dalla gente attraverso le tasse. Dovremmo sfruttare appieno il fatto che abbiamo questo contratto con il nostro governo”. (High Times, dicembre 1989)

    “Penso che non ci dovrebbe essere una politica fissa finché il 100% della popolazione non sarà ben istruito. Non può esistere un’anarchia praticabile, una condizione in cui non c’è governo ma le cose continuano a girare perché le persone hanno senso di responsabilità. Sarebbe un bel traguardo…”. (Frank Zappa)

    https://www.youtube.com/watch?v=ZQZsksSD4hQ

  • In memory of Frank Zappa (december 21, 1940): curiosities about his birth and first single recorded

    In memory of Frank Zappa (december 21, 1940): curiosities about his birth and first single recorded

    Frank Vincent Zappa (Baltimora, 21 dicembre 1940 – Los Angeles, 4 dicembre 1993)

    Oggi, Frank Zappa avrebbe compiuto 84 anni. Ricordando la nascita di un genio (compositore, chitarrista, arrangiatore, cantante, direttore d’orchestra, produttore discografico e cinematografico, regista, sceneggiatore, attore, commentatore sociale), pubblico il primo singolo in assoluto in cui è apparso il suo nome: Breaktime (maggio 1961), registrato al Pal Recording Studio di Paul Buff per la sua etichetta indipendente Emmy.
    “Breaktime” è stato scritto da Ronnie Williams, Paul Buff e Frank Zappa. Williams suona la batteria e il basso, Zappa la chitarra e Buff il piano.
    Questo è il primo singolo in assoluto in cui è apparso Frank Zappa. “Abbiamo fatto dischi che sapevamo di non poter vendere a nessuno, ma ci passavamo giorni sopra. Era tutto così assurdo” dichiarò Frank.
    Zappa si trasferì a Cucamonga nel 1960 ed iniziò ad apprendere le tecniche di registrazione di base al Pal Recording Studio di Paul Buff. A Cucamonga, Frank Zappa non è mai stato ufficialmente riconosciuto, neanche con una targa in sua memoria.
    Il doppio album in vinile “Masked Turnip” contiene 25 tracce (tra brani e melodie) in cui Frank Zappa fu coinvolto al Pal Recording Studio, prima che formasse i Mothers of Invention. Il contributo di Frank a queste tracce fu come musicista, cantante, autore o produttore o una combinazione di alcuni o tutti questi ruoli.

    La frase preferita di Zappa era del compositore Edgar Varèse:
    “The present day composer refuse to die”.
    E’ ‘partito per il suo ultimo tour’ 31 anni fa e si rifiuta di morire.

    Quando muore un musicista? Quando diventa rassicurante. Quando lo ascolti, ti piace, ti dà emozioni, ma non ti sorprende più. Sai già cosa arriverà e sei gratificato dal soddisfacimento delle tue aspettative.
    I musicisti morti ti accarezzano, quelli vivi ti danno calci negli stinchi. Ti fanno saltare sulla sedia. Ogni volta trovi qualcosa di nuovo in quello che hai già ascoltato mille volte.
    In questo, FZ è ancora vivissimo (e tanti musicisti vivi sono già morti). E’ lo zombie che ti prende, ti porta sul tetto e, con un ghigno, ti fa un servizietto.
    (Ferdinando Boero)

    “Il mio nome è Frank Vincent Zappa, sono nato il 21 dicembre 1940 a Baltimora (Maryland) e quando saltai fuori ero tutto nero, tanto che credevano fossi morto. Adesso sto bene” (FZ)

    Curiosità sul bambino nato podalico
    “Frank probabilmente non lo sa nemmeno, ma alla sua nascita quasi non ce l’ha fatta” ha detto zia Mary Cimino, la sorella di 85 anni di Rose Marie Zappa (la madre di Frank di 74 anni).
    Zia Mary è seduta al tavolo della sala da pranzo del suo appartamento accanto alla Seton High School in North Charles Street. Sparse sul tavolo ci sono vecchie foto di famiglia e ritagli di giornale sul suo famoso nipote, i primi da quando vinse un concorso di poster per la prevenzione degli incendi in prima media.
    “Il dottore aveva partorito circa nove bambini quel giorno e non voleva farne altri, quindi ha dato a Rose Marie una specie di farmaco per ritardare il suo travaglio” ha continuato zia Mary, notando che aveva un posto in prima fila al Mercy Hospital per l’intero episodio del 21 dicembre 1940.
    “Il bambino è nato podalico e stava andando di male in peggio – dice – Ad un certo punto, sembrava che potessero perdere madre e figlio, Rose Marie aveva bisogno di una trasfusione di sangue”.
    “Quando finalmente l’infermiera lo ha portato fuori era inerte e la sua pelle sembrava nera. Il marito di Rose Marie piangeva temendo che il bambino non sarebbe sopravvissuto, ma Frankie lo ha ingannato: ce l’ha fatta”.
    (The Baltimore Sun Magazine, 12 ottobre 1986)

    Curiosità sulla mitologia del bambino podalico
    Nascere in piedi ha sempre rappresentato in tutte le culture un qualcosa di strano, anormale, pericoloso ma a suo modo affascinante. Che rendesse maghi o portasse sfortuna, segnava comunque un destino o una strada…
    Il rivolgimento manuale del podalico era già in uso nel 1500a.C. in Egitto, dove era praticato dai sacerdoti perché ritenuto una manovra sacra.
    Nel 460 a. C il parto di bambino podalico era considerato da Ippocrate impossibile.
    In certe culture, ad alcuni bambini podalici viene attribuito il potere, la percezione extrasensoriale o la telepatia e, solitamente, si tratta degli indovini più intelligenti del gruppo. I bambini nati podalici vengono accolti nella comunità con riti di rispetto e timore.
    In alcune tradizioni spirituali, i bambini podalici sono visti come leader naturali. Si ritiene che la loro posizione di nascita unica dia loro uno speciale senso di determinazione e resilienza e sono spesso visti come in grado di ispirare e guidare gli altri.

  • Frank Zappa in Vienna from 1968 to 1992: review, Live on the 8th of May, 1988 (audio)

    Frank Zappa in Vienna from 1968 to 1992: review, Live on the 8th of May, 1988 (audio)

    Vienna Airport 1971, Frank Zappa & The Mothers
    Live in Vienna, 8 maggio 1988 (ultimo tour “The Best Band You Never Heard In Your Life”) con FZ, Ike Willis, Mike Keneally, Robert Martin, Ed Mann, Scott Thunes, Chad Wackerman, Walt Fowler, Bruce Fowler, Paul Carman, Albert Wing, Kurt McGettrick.
    Pubblico solo l’audio, il video potete vederlo a questo link

    https://www.youtube.com/watch?v=p1DKKLfxraQ

    “Ricordo un locale storico di Vienna chiamato Havelka. È una caffetteria che esiste dai tempi di Schubert, immagino: l’intrattenimento principale sono i giornali su un bastoncino e un po’ di musica classica in sottofondo. Questo posto è così bizzarro perché non c’è molta conversazione, solo persone che leggono i giornali su un bastoncino. È di proprietà di un’anziana signora di nome Mrs. Havelka che lo gestisce dalla nascita, credo, e le pareti sono ricoperte di cose di famosi compositori e autori che hanno pagato il conto scrivendo “valuta grafica”. A quanto pare Wagner ha soggiornato all’Hotel Imperial una volta e, per pagare il conto, ha consegnato alcune pagine tratte da Parsifal che sono ancora sulla parete del bar.
    Il ragazzo che è stato il promotore del primo concerto dei Mothers Of Invention a Vienna era Joachim Lieben – altrimenti noto come Joey Love, il ragazzo con l’abbronzatura perpetua. Joey non era solo l’unico promotore del rock and roll in città, era anche nel consiglio di amministrazione della Universal Editions. Nei negozi di musica a Vienna ci sono spartiti in vetrina, andavo fuori di testa! Puoi camminare per strada e all’improvviso ecco un negozietto con gli spartiti di Webern in vetrina”. (FZ)
    (Best of Guitar Player, 1994)

    In una delle prime foto nel video Zappa saluta con una stretta di mano il Dr. Erhard Busek.

    “Penso che la fonte del disegno “Cat Cow” firmato da EMH riguardi la foto scattata il 12 ottobre 1968, quando i Mothers si esibirono al Konzerthaus di Vienna, in Austria. Il viso e i capelli di FZ sono molto simili al disegno” (Javier Marcote).

    “Circa 5 anni fa i promotori dei nostri concerti rock a Vienna mi proposero di fare un concerto con la Vienna Symphony. Ho accettato e, dopo 2-3 anni spesi per i dettagli dell’accordo, sono iniziati I lavori per gli ultimi preparativi. Il concerto sarebbe stato finanziato dalla città di Vienna, dalla radio e televisione austriaca ORF e da un sostanziale investimento da parte mia (tra cui il costo degli spartiti). Quando il concerto è stato annunciato ufficialmente (giugno o luglio), non c’era nessun contratto scritto con nessuno dei suddetti enti. Il rappresentante della TV austriaca che aveva promesso 300.000 dollari non aveva, di fatto, l’autorità per fare tutto questo ed era stato informato dal suo capo che quell’importo era già stato impegnato per altri progetti televisivi. I restanti sponsor avevano ancora a disposizione i loro fondi e volevano andare avanti, quindi bisognava compensare i 300.000 dollari mancanti usando altre fonti.
    A quel punto, Bennett Glotzer (il mio manager) è salito su un aereo per l’Europa trascorrendo quasi un mese per cercare di reperire i soldi mancanti, invano però. Quando il concerto è stato cancellato, avevo già speso in contanti (tra copisteria, viaggi, pasti, alberghi, telefonate intercontinentali, ecc.) circa 135.000 dollari”.
    (FZ, Musician – ottobre 1981)

    Gli otto concerti previsti nel 1992 per The Yellow Shark con Ensemble Modern si sono svolti a Francoforte (Alte Oper,17-18-19 settembre), Berlino (PhilHarmonie, 22 e 23 settembre) e Vienna (Konzerthaus, 26-27 e 28 settembre).

    Tutti i Live a Vienna (Austria)
    12/10/1968 (Konzerthaus 2 show)
    12/12/1970 (Konzerthaus)
    02/12/1971 (Konzerthaus)
    11/09/1974 (Kurhalle)
    13/02/1976 (Kurhalle)
    03/02/1978 (Stadthalle e Pressehaus)
    27/06/1980 (Stadthalle)
    28/06/1982 (Stadthalle)
    04/10/1984 (Stadthalle)
    08/05/1988 (Stadthalle)
    26-28/09/1992 (Ensemble Modern, Wiener Konzerthaus)

    Il documentario austriaco “Ein Leben Als Extravaganza – Das Genie Frank Zappa” diretto da Rudi Dolezal e Hannes Rossacher è stato trasmesso sul canale televisivo pubblico tedesco ZDF nel dicembre 1994. Questo documentario analizza la vita e il lavoro di Frank Zappa, la sua musica attraverso filmati d’archivio, tra cui estratti video esclusivi dagli archivi televisivi austriaci. Include scene di backstage anni ’70 ’80, interviste a Zappa, Chad Wackerman, Brian May, Don Preston, Jean-Luc Ponty, Jimmy Carl Black, George Duke, Warren Cuccurullo, Nicolas Slonimsky, Steve Vai, Neil Jordan, Peter Wolf, Keith Richards, Andy Summers, Dweezil e Ahmet Zappa.

    https://www.youtube.com/watch?v=il3gEdWnthQ

  • Frank Zappa’s Style 18: ‘alla Zappa’ (?), crazy auditions, ‘visual’ power of music, sound collages

    Frank Zappa’s Style 18: ‘alla Zappa’ (?), crazy auditions, ‘visual’ power of music, sound collages

    Magic Fingers (200 Motels)

    Cosa significa ‘Alla Zappa’? (stile Zappa)
    “Termine per indicare un ritmo che utilizza una breve nota sul tempo, seguita da una nota tre volte più lunga. Sinonimo di “Scotch Snap” (Theodore Karp, Dictionary of Music)
    oppure
    “Ritmi e tempi in continua evoluzione in un brano musicale pianificato su larga scala e a lungo termine, concepito come un’opera d’arte totale assoluta che può essere smontata in parti e rimontata in modi diversi. Sinonimo di “Gypsy Stile mutante” (Tremendo Zark. Dictionary of Musical Freakery)
    (Jazz, novembre/dicembre 1974)

    “A me piace una musica complessa e ritmicamente sostenuta”.
    (FZ, Muzak, novembre 1973)

    “Mi piace l’idea di una musica in cui sia possibile battere il piede a tempo e ascoltare contemporaneamente cose che si muovono in irritante contrasto con il ritmo di base”. (FZ)

    “Quando sono andato più a fondo nella musica di Zappa, ho sempre trovato grossi motivi di interesse. Mi piace molto, ad esempio, il suo atteggiamento ritmico. Usa moltissimi elementi jazzistici ma adattati ad un contesto sinfonico o rockettaro; per capirci meglio, li usa tutti in battere e non in levare, una caratteristica molto bizzarra. E poi un uso timbrico molto interessante, insieme alla grande scioltezza nel mettere insieme diversi generi”.
    (Eugenio Colombo, jazzista – Mangiare Musica, giugno 1994)

    Dopo la pubblicazione di un cd intitolato “The Best Band You Never Heard In Your Life” venni a sapere che le selezioni per entrare a far parte delle formazioni stabili di Zappa erano qualcosa di folle: solo i migliori strumentisti in circolazione potevano avere qualche speranza di accedervi, ovviamente dopo ore e ore di prove. Solo per il tour mondiale del 1982, che durò la bellezza di 6 mesi, ogni musicista del suo ottetto doveva sapere assolutamente a memoria ogni battuta di 165 composizioni; partiture di una difficoltà pazzesca, infarcite di rivoluzioni ritmiche, di tempi forsennati e di arditi esperimenti ‘analogici’ di ciò che, di lì a poco, Zappa avrebbe poi messo in opera su computer componendo elaborazioni di musica informatizzata, rifacendosi alle composizioni di Edgar Varèse. Una volta, sul nostro palco, per provare il suono dell’impianto, Frank disse solo un numero di pagina, un numero di battuta e contò fino a 4. Tutti iniziarono a suonare all’unisono da un punto qualsiasi nel bel mezzo di una composizione di oltre 15 minuti. Lui si girò compiaciuto, come ogni volta che la band iniziava esattamente da dove voleva lui. Quel concerto bolzanino fu per me un’autentica illuminazione.
    (Vittorio Albani, Musica Jazz, dicembre 2020)

    La musica di Zappa ha un potere ‘visivo’ comprovato dall’amore di Frank per il cinema. Il suo delirante film 200 Motels è forse la prova più calzante. Alla base del film, la vita e le disavventure di una rock band on the road: niente di più vivido e reale.
    “I dialoghi del film sono tratti da cose che ho sentito dire agli altri nel corso degli anni, fin dagli inizi” (FZ). Era, infatti, pratica consolidata di Frank quella di registrare le conversazioni dei suoi musicisti per poi considerarle materiale su cui lavorare. E’ forse questa la magia della musica di Zappa: un fluire continuo e disciplinato di elementi raccolti dalla realtà e cuciti insieme, proprio come fa un montatore di film. I vari take, le voci e le parole di altri vengono uniti insieme, in modo artificiale, dando origine a qualcosa di nuovo. E’ per questo che la musica di Zappa, nella sua apparente follia, è in realtà quanto di più calcolato e studiato si possa concepire nel rock.
    (Classix n.21 – marzo-aprile 2009)

    Strutturalmente, i Mothers of Invention sono più vicini al cinema di qualsiasi altra forma d’arte, in particolare il cinema di Jean-Luc Godard. La musica dei Mothers è un collage sonoro, proprio come i film di Godard sono collage visivi e sonori.
    Il collage è l’unica forma d’arte “moderna” praticabile; i Mothers e Godard sono gli unici artisti popolari di una qualche pertinenza che lo utilizzano correttamente. L’era elettronica è un’era di collage. Le nostre prospettive non sono più unilaterali ma caleidoscopiche. Il nostro ambiente è più complesso, più totale. Siamo costantemente alimentati da informazioni sensoriali ed extrasensoriali da tutte le parti.
    Frank Zappa ha rivoluzionato il popolare collage sonoro. Monta i suoi pezzi esattamente come si farebbe con un film: cioè, non montando immagini o suoni ma il tempo. Il montaggio di un nastro audio o di un film è l’atto del montaggio del tempo. Pochi musicisti o cineasti lo capiscono.
    Gli assemblaggi sonori di Zappa sono ritmati e orchestrati. Lo stile di Zappa può affinare la nostra percezione, renderci ascoltatori migliori ed il suo uso del linguaggio colloquiale è ispirato.
    (Los Angeles Free Press, 21 giugno 1968 by Gene Youngblood)

    “Frank è probabilmente la persona più creativa del pianeta; scrive cose per strumenti che neanche sono stati ancora inventati”.
    (Captain Beefheart, Jam, settembre 2005)

  • Frank Zappa in Finland, Helsinki 1973-1974: funny stories (All Skate-Dun-Dun-Dun, Approximate)

    Frank Zappa in Finland, Helsinki 1973-1974: funny stories (All Skate-Dun-Dun-Dun, Approximate)

    All Skate-Dun-Dun-Dun (Helsinki, agosto 1973, Road Tapes Venue #2)
    Approximate (Helsinki, settembre 1974, YCDTOSA vol. 2)

    In copertina: caricatura di Dave Russo

    Zappa ha dichiarato che gli piaceva la Finlandia perché era l’unico posto al mondo dove ai suoi concerti c’erano giovani fan urlanti davanti al palco.
    In un’intervista, affermò che “i finlandesi sono pazzi. Ballano persino al ritmo della marcia”. Questa affermazione potrebbe avere origine nella prima visita di Zappa in Finlandia nel 1973. A quel tempo, fu portato in un ristorante (con un gruppo da ballo) chiamato “Vanha maestro” a Helsinki. La musica suonata lì era in gran parte “humppa” (una sorta di fox trot veloce), una miscela finlandese molto curiosa di una marcia militare tedesca e una canzone pop. La cosa che a Frank piacque particolarmente era il fatto che quella fosse una serata tra donne. Durante le serate tra donne, agli uomini era proibito invitare le donne a ballare. Disse che questo tipo di comportamento sarebbe stato fuori discussione negli Stati Uniti (si chiama ballo di Sady Hawkins).
    A settembre del 1973 Zappa si esibì in due concerti a Helsinki (Finlandia). Tornò a Helsinki nell’autunno del 1974 per organizzare i suoi concerti insieme a Dick Barber. Suzi Quatro era là e pare che Frank l’abbia contattata dicendole: “Facciamo una festa stasera, vieni!”.

    Le date del secondo concerto nel 1974 diedero il via alla Zappa Mythology, per quanto riguarda la Finlandia.
    Gli eventi iniziarono il 17 settembre, quando Zappa arrivò per conferenze stampa ed eventi sociali. Soggiornarono all’Hotel Hesperia, dove alcuni giorni dopo il direttore delle luci di Zappa, Featherstone, fu preso a mazzate in faccia dall’uomo della porta (“portsari”), presumibilmente al ristorante o al night club dell’hotel. Non c’è nessuno, a parte gli ubriaconi finlandesi, che eviterei di più durante la visita del buttafuori del ristorante finlandese, il cui compito è tenere fuori i clienti che sembrano troppo felici. Sono una razza a parte…

    Il 17 settembre Frank fu impegnato esclusivamente in PR: conferenza stampa e diverse interviste per stampa, tv e radio. Nell’hotel Hesperia si è tenuto un cocktail party, durante il quale FZ ha incontrato molti dei più importanti musicisti e artisti finlandesi, oltre a persone del ministero dell’istruzione locale. Potrebbe anche aver incontrato i rappresentanti di un’orchestra sinfonica locale per organizzare esecuzioni della sua musica classica. Un direttore d’orchestra sinfonica commentò che le partiture di Zappa erano così difficili da suonare che avrebbero avuto bisogno di molto tempo per le prove.

    In quei giorni, mentre l’entourage di Zappa stava finendo di mangiare in un ristorante russo a Shashlik, entrò un gruppo di otto giovani donne finlandesi. Stavano organizzando una festa “polterabend” (addio al nubilato) di una certa Eeva Helkama che si sarebbe sposata il sabato seguente. È abbastanza comune in Finlandia il fatto che non solo i futuri mariti ma anche le future mogli festeggino pesantemente i loro ultimi giorni da single. Eeva indossava mutande di pizzo molto antiquate della nonna e una maglietta Black Jack (una marca di preservativi). Ha offerto una mela ad ogni uomo del ristorante (2 mele a Frank Zappa). Zappa fu invitato a partecipare alla festa di matrimonio con gli sposi Eva e Christian von Alfthan.
    Frank, Gail e la band sono arrivati a Helsinki il 21 settembre 1974. Hanno partecipato al ricevimento di nozze di Eva Helkama e Christian von Alftan nell’hotel Hesperia. Come regalo di nozze, Frank Zappa e i Mothers hanno eseguito a cappella un’improvvisazione di Approximate con parole che raccontavano di Eva e della mela (versione di Approximate in YCDTOSA 2).

    Merita di essere menzionato un aneddoto divertente.
    Il giorno libero per i membri del gruppo (27 settembre), Roy Estrada decise di andare in un club chiamato “Vanha ylioppilastalo” (vecchia casa dello studente) per assistere ad un concerto di Jukka Tolonen (il chitarrista più importante della Finlandia a quei tempi). Il club aveva un limite di età di 18 anni e c’era un portiere che i clienti abituali chiamavano “il becchino”. Si è rifiutato di far entrare Roy perché non aveva il passaporto per dimostrare la sua età. Gli amici finlandesi che accompagnavano Roy cercarono di convincere il portiere dicendo che Roy era una famosa celebrità americana. Il suo commento fu: “Non mi interessano le celebrità!”. Quindi, Roy non ha potuto assistere al concerto dei Tolonen quella notte.

    Copertina della rivista finlandese Intro, ottobre 1973

    Road Tapes, Venue #2 è un album postumo di Frank Zappa pubblicato nell’ottobre 2013, composto da canzoni di 3 concerti tenuti nell’agosto 1973 alla Finlandia Hall (Helsinki): gli spettacoli di inizio e fine del 23 agosto e lo spettacolo del 24 agosto. Con una durata di oltre due ore, questa raccolta offre l’esperienza di un concerto completo.

    La band è composta da

    Frank Zappa – lead vocals, guitar

    Ruth Underwood – percussion

    Ralph Humprey – drums, cowbells

    George Duke – keyboards, vocals

    Tom Fowler – electric bass

    Jean-Luc Ponty – violin

    Bruce Fowler – trombone

    Ian Underwood – bass clarinet, synthesizer

  • Frank Zappa, Piquantique (Soliden, Stockholm, Sweden, 21/08/1973) bootleg Beat The Boots! #8

    Frank Zappa, Piquantique (Soliden, Stockholm, Sweden, 21/08/1973) bootleg Beat The Boots! #8

    Live a Soliden, Skansen, Stoccolma, Svezia (21 agosto 1973) CD bootleg pubblicato nel 1991 (Beat The Boots! #8)

    Tracklist
    Kung fu
    Redunzl
    Dupree’s Paradise
    T’Mershi Duween
    Father O’blivion

    Band
    Frank Zappa / chitarra, voce
    Jean-Luc Ponty / violino
    George Duke / tastiere
    Ian Underwood / fiati, sintetizzatore
    Ruth Underwood / percussioni
    Bruce Fowler / trombone
    Tom Fowler / basso
    Ralph Humphrey / batteria

    L’album Piqantique fu pubblicato per la prima volta come bootleg non autorizzato. Per contrastare la pirateria, Frank Zappa lo ripubblicò inserendolo tra le uscite ufficiali nella serie “Beat the Boots”. Nel suo tentativo di dare una bella lezione al mercato musicale illegale, non effettuò alcuna pulizia estetica.

    https://www.youtube.com/watch?v=cr5XEVF-XsM&t=2702s

    La registrazione (in mono) è trascritta da uno show televisivo/radiofonico svedese (Skansen, Stoccolma). Tutti i brani sono strumentali ad eccezione di alcuni commenti di FZ al pubblico.
    Questo concerto storico è incluso nella collezione della biblioteca musicale di Tikkurila in Finlandia.
    L’orchestra di 8 elementi (incluso Jean-Luc Ponty) crea un enorme muro di fusion jazz rock, caotico e divertente. Molto buona la versione di Redunzl (RDNZL).
    Dupree’s Paradise è più lunga di 11 minuti, Father O’Blivion dura 21 minuti. In realtà, quest’ultimo brano è un mix dell’arrangiamento musicale di Big Swifty usato in The Adventures of Greggary Peccary e The Be-Bop Tango.
    T’Mershi Duween è un brano registrato nello stesso periodo ma in un’altra occasione, probabilmente al Roxy di Los Angeles (dicembre 1973) ad un volume più basso rispetto al resto della registrazione.
    La qualità del suono è al di sotto della media ma l’esecuzione di una delle migliori e più talentuose band di Zappa merita l’ascolto.

    Il concerto completo (Opopoppa ’73) lo trovate qui

    https://www.youtube.com/watch?v=zF7FmK2ti68&t=3009s