Frank Zappa's mustache - Music is the Best

Esplorando Frank Zappa uomo, compositore, musicista, filosofo e genio della musica 

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  • Frank Zappa, Jones Crusher: meaning, review

    Frank Zappa, Jones Crusher: meaning, review

    Live al Palladium, New York, Halloween 1977
    Versione dell’album Joe’s Garage

    “Lei sta cercando di macinare i miei jones… Può spingere finché non si riduce a un nocciolo. E’ una jones crusher, mascelle mortali…”

    In un’intervista rilasciata in Svezia un paio d’anni dopo il massacro di Jonestown, Frank Zappa spiegò il significato di Jones Crusher.
    La giornalista gli chiese: “La tua canzone Jones Crusher si riferisce all’odio che provi per Jim Jones al punto da volerlo schiacciare”.
    Frank Zappa rispose: “No, in realtà quel brano racconta di una donna con muscoli vaginali estremamente forti”.

    Scritta nel 1976, Jones Crusher venne proposta regolarmente nei live di Frank Zappa dal gennaio 1977 al febbraio 1978 con Adrian Belew che cantava a ritmo frenetico.
    La trama è piuttosto semplice e chiara, si tratta di sesso: la ragazza del cantante ha muscoli vaginali molto forti – abbastanza da schiacciare i suoi “jones”.
    La caratteristica interessante della canzone è la parte di chitarra con feedback che è stata registrata sulle tracce live. A Zappa piaceva usare Jones Crusher come melodia semplice da proporre in netto contrasto dopo brani impegnativi come Pound for a Brown e The Black Page.
    Il brano è stato incluso nel film e nell’album Baby Snakes.

    “Ho sempre parlato di sesso da quando ho iniziato a fare canzoni. Non c’è motivo per cui nessuno debba parlarne. Fingere che il sesso non esista è sciocco” (Frank Zappa, 1985)

    Zappa è stato accusato ingiustamente di sessismo, eppure ha composto un vero e proprio inno all’orgasmo femminile con G-Spot Tornado mettendo in risalto la potenza orgasmica delle donne.
    G-Spot Tornado fu aspramente criticata da Tipper Gore nel 1985 per il suo titolo: la canzone strumentale si beccò il ‘parental advisory’.
    Zappa commentò: “E’ come eliminare la forfora con la decapitazione”.
    I brani di Zappa contenenti frasi e parole cosiddette ‘oscene’ si sprecano.
    In un concerto, Frank arrivò ad elencare tutti gli oggetti da utilizzare per la penetrazione.

    I testi di Frank Zappa sono stati spesso definiti puerili ma dei 1.200 titoli di Zappa, ce ne sono solo un centinaio che hanno un contenuto sessuale (presumibilmente). Quindi, togliendo quel centinaio di testi, resterebbero ancora 1.100 titoli che potrebbero plausibilmente essere mandati in onda.
    Zappa era convinto che “il sesso sembra sciocco. Quindi, se ci si sente bene, sembra sciocco”. Pensava fosse ridicolo che le nostre generazioni stessero ora cercando di impregnare le culture giovanili con ausili sessuali computerizzati, virtualmente realistici. “Ci deve essere materiale degno di un album da qualche parte”.
    In un’epoca in cui il sesso è schietto e va al punto, perché lo stesso non dovrebbe valere per i testi sessuali?
    (Sun Zoom Spark, gennaio 1994)

    Bestemmie, calunnie e immagini sessuali abbondano nelle canzoni di Zappa, ma non erano necessariamente il suo obiettivo principale. Sentiva sinceramente che alcuni argomenti dovevano soltanto essere discussi.
    Non sorprende che le risultanti “tette e birra” siano state ritenute inadatte al consumo radiofonico. Essere bandito e odiato da così tante persone probabilmente gli ha dato più ispirazione e materiale su cui scrivere. Come lui stesso ha detto: “È abbastanza facile odiarmi per qualunque cosa tu scelga di odiarmi, perché sono virtualmente impenitente. Semplicemente non mi interessa”.
    (Sun Zoom Spark, gennaio 1994)

    Idioti di ogni calibro hanno accusato Zappa di cantare solo di sesso o religione. Statisticamente parlando, le canzoni su questi argomenti sono forse il 10-20% del totale.
    (Jazz Forum, dicembre 1993)

    Il tema della risata è centrale nella vita di Zappa; secondo Nigey Lennon, chitarrista nei Mothers e amante di Zappa, “rideva sempre… non troppo sguaiatamente ma di gusto. Frank rideva anche quando faceva sesso”.
    Nigey ricorda che Zappa “adorava fare tutto ciò che non si può fare. L’energia di Frank era perversa”.
    (Filippo Marani Tassinari)

  • Frank Zappa, Outside Now, Live Munich, Germany, march 31, 1979: review, quotes

    Frank Zappa, Outside Now, Live Munich, Germany, march 31, 1979: review, quotes

    Live a Monaco (Germania), 31 marzo 1979, Rudi-Sedlmayer Sporthalle

    Immagine di copertina di Salvador Luna (Lunatico)

    “Outside Now” è una delle migliori composizioni di Joe’s Garage (1979). Rappresenta una rara occasione in cui Frank Zappa puntava su un contenuto emotivo anziché cinico, sia in termini di testi che di musica. Nell’album (e spesso anche sul palco) il brano è preceduto da Keep It Greasey.
    Tornato in cella, il chitarrista Joe frustrato sogna “note di chitarra immaginarie che irriterebbero un dirigente” in attesa del momento in cui potrà vedere “com’è là/fuori adesso”.
    La canzone è costruita su un singolo riff lento in 11/8: la melodia cambia tra strofa e ritornello ma la musica di sottofondo rimane la stessa. Il suo stato d’animo per metà depresso e per metà fantasioso è unico nel repertorio di Zappa.
    Nell’album in studio, gli assoli di chitarra che Joe sogna sono, in effetti, irreali. Il compositore li ha presi da registrazioni dal vivo preesistenti e non correlate e li ha incollati sulle tracce in studio di Outside Now con la tecnica della xenocronia, ampiamente utilizzata in Joe’s Garage, Acts II & III. Questo collegamento concettuale scompariva nelle esibizioni dal vivo, ma i “veri” assoli tendevano ad essere più efficaci (come si può ascoltare in You Can’t Do That on Stage Anymore, Vol. 4).
    Zappa rielaborò la canzone in Outside Now, Again, un pezzo per Synclavier incluso nell’album The Perfect Stranger (1984). Il motivo di 11 note è stato rallentato a passo d’uomo, creando un’atmosfera di disperazione che funziona come il momento più sorprendente dell’album.

    Ogni citazione che pubblico nel gruppo FB What’s Zappa, estratta da interviste, articoli e libri, è frutto di ore e ore di lettura, ricerche e traduzioni. A volte, leggo interviste molto lunghe soltanto per selezionare una frase che mi colpisce e che dice molto di Frank. Passione pura.

    Da un post di What’s Zappa del 29 agosto 2022
    “Mentre compongo, non mi baso su alcuna regola accademica. Se prendi un pezzo di carta bianco e una matita e inizi a disegnare, non deve essere per forza una casa, un albero e una mucca. Potrebbe essere solo una specie di scarabocchio; a volte quegli scarabocchi funzionano e sono la cosa giusta per quel pezzo di spazio vuoto, puoi goderteli oppure no. Puoi dire ‘funziona’ oppure no, nient’altro. Se vai oltre, diventi un critico. Chi ha bisogno di quegli stronzi?”.
    (Option, marzo-aprile 1987)

    Da un post di What’s Zappa del 31 luglio 2022
    “Cosa ti fa pensare che la mia musica sia strana? Devi liberarti dei tuoi preconcetti. Stai parlando con un essere umano che sembra essere piuttosto intelligente, che lavora sodo per fare quello che fa e non c’è niente di strano in questo. Ricorda, sono razionale. Penso che sia tu quello strano. Cosa c’è di strano nella mia musica? Ciò che rende la mia musica insolita è che le persone ascoltano sempre un solo tipo di musica alla radio. È lo sfondo delle loro vite, carta da parati acustica. C’è una battuta accettabile, ci sono tre progressioni di accordi accettabili e parole accettabili: piccola, amore, lacrime, yat yat. Solo perché non mi occupo di questi termini non significa che io sia strano. Quindi, dillo alla gente: non sono strano, sono razionale. Sono una persona che può scegliere di scrivere cose del genere oppure materiale che includa tutte le note del pianoforte suonate contemporaneamente, seguito da un camion di cemento che passa sopra al pianoforte e da una piccola esplosione atomica. Niente di strano in tutto questo finché lo fai in modo significativo”.
    (Oui, aprile 1979)

    Da un post di What’s Zappa del 18 novembre 2022
    “La mia musica è come una di quelle torture a base di privazione del sonno: quando non dormi per un lungo periodo di tempo, dopo un po’ cominci a vedere e a sentire cose che non esistono veramente, ma che sono comunque molto interessanti. Lo stesso può accadere nello spazio di una composizione, cercando di conoscere in anticipo le reazioni psicologiche a ciò che si scriverà ed incorporandole alla composizione stessa: tu sai quello che gli ascoltatori si aspettano di ascoltare e proprio negando ciò che si aspettano puoi riuscire a procurargli delle sensazioni che normalmente non avrebbero…”. (Frank Zappa)

  • Frank Zappa, The Panty Quilt: ladies underwear, Science

    Frank Zappa, The Panty Quilt: ladies underwear, Science

    Panty Rap (Chunga’s Revenge) Live Terrace Ballroom, Salt Lake City, UT, 3 dicembre 1980
    Panty Rap, Live Medley, Santa Monica, 1980

    Zappa ha raccolto indumenti intimi femminili dalle città del tour ed è in procinto di cucirli insieme per farne una coperta.
    Quando arriverà la trapunta di biancheria intima femminile?
    “L’ultima volta che l’ho vista, era realizzata per tre quarti. La ragazza che si è offerta volontaria per cucirla, quando ha iniziato, sembrava una tipa di Boulder (in Colorado), una di quelle ragazze conservatrici. L’ultima volta che l’ho vista, aveva delle ciocche blu sui capelli e indossava abiti punk. Era al concerto e la trapunta non era composta solo di biancheria intima, ma anche dildo e altre cose”.
    (Record Review, giugno 1982)

    Continuate a collezionare biancheria intima delle vostre fan: esponete uno stendibiancheria pieno di mutandine appese sul palco. Hai una sorta di feticcio segreto per le mutandine o cosa?
    “Io non sono feticista: avevamo due ragazzi nella band che erano feticisti delle mutandine. Era un modo per renderli felici e per rendere felici anche le ragazze del pubblico. Penso sia bello mostrare sul palco uno stendibiancheria pieno di biancheria intima da donna, penso che abbia un certo aroma, sai cosa intendo? Abbiamo anche un roadie in mutande, lo stesso ragazzo che si prende cura del Synclavier”.
    (Bat Chain Puller, 1990, da Frank Zappa di Kurt Loder, 1988)

    Frank Zappa ha commissionato una trapunta di mutandine ed altra biancheria intima femminile gettate sul palco e raccolte durante il suo tour del 1980-1981 (Tinseltown Rebellion). Non sono state lavate.
    Una volta terminato il tour, Zappa mantenne la parola data, consegnando le mutande non lavate all’artista Emily Alana James, che le trasformò in una trapunta ispirata alle carte da gioco in cui la cantante di “Valley Girl” interpretava il Re di Picche.
    Attualmente, la ‘trapunta delle mutandine’ si trova appesa a Biloxi Mississippi, all’Hard Rock Café.
    Tutte le mutandine nel bordo hanno l’orlo tenuto dritto con un cartoncino, su cui qualcuno da qualche parte negli Stati Uniti occidentali ha scritto un messaggio per i posteri.
    Il messaggio di Frank era “scienza”.

    Nota storica di FZ
    La faccenda delle mutande da usare per realizzare una trapunta beh… è stata realizzata davvero da un’artista di Lyons, Colorado, di nome Emily James… La signora James ha insistito affinché tutti quei deliziosi indumenti intimi donati ai concerti non venissero lavati per mantenere una sorta di squisito miasma organico in prossimità dell’opera d’arte finita. Stima che ci vorrà un anno per completarlo e, una volta terminato, prevede di esporre in gallerie negli Stati Uniti.

    Pur avendo una particolare attrazione per le attività erotiche, era anche consapevole di quando il sesso fosse ridicolo se visto oggettivamente. Era attratto dalla chimica, dalla conoscenza e sperimentazione, dalla scienza in genere ma aveva anche un sano disprezzo per la certezza scientifica.
    Anche senza suggerire tutto questo ripensare la conoscenza umana, dovremmo almeno considerare la possibilità che secoli di errori accumulati, valutazioni errate, osservazioni imprecise, ecc. avrebbero potuto emulsionarsi nei Cretini (dal libro Them or Us)
    Emily Alana James, l’artista che ha realizzato la trapunta su richiesta di Zappa per far fronte al crescente mucchio di biancheria intima che si accumulava dopo gli spettacoli, ha rivelato in un’intervista che aveva bisogno di riempire le mutandine lungo il bordo della trapunta con cartoncino per dar modo alle persone di scrivere e lasciare un messaggio ai posteri (da infilare nelle mutandine per nasconderlo alla vista).
    Il messaggio scritto da Zappa ha una sola parola: “Scienza”.

  • Frank Zappa, Zomby Woof: The Dark Side, review

    Frank Zappa, Zomby Woof: The Dark Side, review

    Zomby Woof Live al Parco Redecesio, Milano, 6 luglio 1982 (dall’album You Can Do That On Stage Anymore vol.1) con FZ, Ray White, Steve Vai, Tommy Mars, Bobby Martin, Ed Mann, Scott Thunes, Chad Wackerman

    Il brano Zomby Woof esplora il lato oscuro e animale della natura umana. Il protagonista è una creatura che infonde paura e cerca di seminare il caos.
    Inquietudine, insonnia, disagio, incubo, desideri, paura. ‘Lui’, il demone interiore di ognuno di noi, è un essere implacabile. Disturba il sonno, porta un senso di terrore al risveglio. E’ l’incarnazione delle nostre lotte interne e delle ansie che ci tormentano.
    Zomby Woof è una figura minacciosa, ha zanne affilate, il piede destro più grande dell’altro, simile a quello di un mostro o di una creatura mitica. Le sue azioni sono predatorie, anche e soprattutto sessuali (’potrei afferrarti urlando attraverso la finestra e farlo con te sul tetto’).
    Impulsi distruttivi o desideri oscuri, latenti negli esseri umani, possono emergere all’improvviso e scatenare caos e terrore.
    Il mostro non è soltanto un’entità fisica ma una rappresentazione simbolica potente di verità nascoste sulla natura umana. Ci ricorda che tutti abbiamo un lato oscuro e che reprimerlo, ignorarlo o negarlo potrebbe avere conseguenze negative.

    Pubblicata nell’album Over-Nite Sensation (1973), Zomby Woof racconta di un uomo che, svegliandosi, si ritrova trasformato in una sorta di zombie, un lupo mannaro. Questa ‘mutazione’ è ben illustrata nella versione originale in studio dal passaggio della voce calma di Zappa ai ruggiti di Ricky Lancelotti e all’energia del diavolo della Tasmania.
    La particolarità del brano riguarda la struttura musicale.
    La struttura base di una canzone rock in 4/4 viene allungata per accogliere un riff in 7/8 ed una pausa di 4 battute suonata in 5/4 (la caratteristica più identificabile della melodia).
    Zomby Woof fu eseguita dal vivo al momento della sua uscita nel 1973 ma anche durante i tour del 1982 e del 1988. Una versione dal vivo del 1982, decisamente più veloce della versione LP originale, si trova nell’album You Can’t Do That on Stage Anymore, Vol. 1 che ho scelto per questo video. E’ la versione che preferisco, soprattutto per il magico lavoro di chitarra di Zappa e Steve Vai.

    “Non credo che abbiamo una società. Quello che abbiamo è una colonia di animali. Non credo che ci siano esseri umani in giro. Noi semplicemente immaginiamo di aver raggiunto un livello umano di realizzazione. La bomba, la guerra, il pregiudizio sono, tuttavia, solo prodotti di sub-umani”. (Frank Zappa, 1967)

    “Non sono affatto convinto che ci siamo evoluti. Sono fiabe che ci sono state raccontate da altre persone di cui non mi fido, non nella misura in cui potrei fidarmi di un cane o di un gatto. Vedi, hai l’idea che siamo stati corrotti, che inizialmente eravamo puri. Non credo sia vero. Penso che siamo sempre stati ciò che siamo ora, un tipo di vita animale davvero inferiore. Penso che faccia parte del ‘progetto’. Siamo l’unica specie animale che mostra il tipo di arroganza e il tipo speciale di incredibile ignoranza tipica degli esseri umani. E’ incredibilmente ignorante fare la guerra. Gli altri animali uccidono, ma non fanno la guerra. E le rivoluzioni peggiorano sempre le cose. L’unica cosa che distingue gli esseri umani dagli altri animali è la loro pigrizia e stupidità così come la loro ignoranza e la loro arroganza. Abbiamo questo fantastico pacchetto di tutti i peggiori elementi dell’universo integrato in “ciò che sono le persone”. Ecco perché diventano avvocati, ministri e contabili. Penso che cani e gatti siano meravigliosi, ma puoi addestrarli a essere cattivi. Penso che le persone siano fondamentalmente schifose, ma potrebbe esserci la possibilità di migliorarle. Forse. È più facile rendere cattivo un cane che rendere buono un essere umano. E’ inevitabile che la specie umana compia il suo destino: distruggere tutto. Siamo destinati a distruggerci.
    Non c’è nessuno di cui valga la pena fidarsi, nessuno che sia mai abbastanza sicuro delle proprie convinzioni da fidarsi di se stesso. Non ho conosciuto nessuno che non fosse disposto a svendersi per un centesimo o ad essere un potenziale assassino per motivi religiosi o politici o per una sorta di bizzarra fantasia che ha nella mente perché pensa che il modo in cui vede le cose è superiore a quello degli altri. E’ questa la natura umana”.
    (Frank Zappa, Ecolibrium Interviews n. 19-1984)

  • Frank Zappa & Louis Armstrong On WC: Phi Zappa Krappa Vs Swiss Kriss

    Frank Zappa & Louis Armstrong On WC: Phi Zappa Krappa Vs Swiss Kriss

    Let’s Make The Water Turn Black – Live 1968 Germania – show televisivo tedesco Beat-Club

    Louis Armstrong ci aveva pensato un ventennio prima di Zappa! Comunque sia, due grandi! – Gianmichele Taormina

    Louis Armstrong siede sul WC mentre beve un lassativo alle erbe. Ha accettato di farlo per amore e genuina convinzione per un prodotto in cui credeva.
    Nella grande biografia jazz, “The Louis Armstrong Story” di Max Jones e John Chilton, il signor Armstrong è citato a pagina 220 così: “Prendo i miei Swiss Kriss, amico, ti tengono in movimento. Il vecchio Matusalemme sarebbe stato qui con noi se avesse saputo di loro!»
    È persino menzionato nella voce Wikipedia di Satchmo: “Armstrong era anche molto preoccupato per la sua salute e le sue funzioni corporee. Faceva un uso frequente di lassativi come mezzo per controllare il peso, una pratica che sosteneva sia tra i suoi conoscenti sia nei piani dietetici che pubblicava con il titolo Perdere peso con Satchmo. Il lassativo preferito da Armstrong in gioventù era l’Acqua di Plutone, ma poi ne divenne un entusiasta convertito quando scoprì il rimedio erboristico Swiss Kriss. Ne esaltava le virtù a chiunque lo ascoltasse e distribuiva pacchetti a chiunque incontrasse, compresi i membri della famiglia reale britannica. Armstrong è apparso anche in pubblicità umoristiche per Swiss Kriss; le pubblicità portavano una foto di lui seduto su un water – visto attraverso il buco della serratura – con lo slogan ” Satch dice: ‘Lascia tutto alle spalle!’ “
    – The Sound of Building Coffins di Louis Maistros, The Toby Press, 2009

    I simboli di Phi Zappa Krappa sulla maglietta di Frank.
    Eidon Veda decodifica i simboli sulla maglietta di Frank che si traducono in Phi Zappa Krappa. Che significa?
    Phi fa pensare ad un riferimento ironico alla Phi Kappa, società letteraria universitaria di tipo elitario degli Stati Uniti.
    Il fulmine si traduce in Zap!, termine inteso come scossa – Zappa.
    Poi abbiamo il simbolo del gabinetto, dove si fa la crap’pa, che rimanda alla lettera Kappa usata dalla società Phi Kappa.
    In sintesi, come ha intuito Eidon, la frase Phi Zappa Krappa decodificata dai simboli della maglietta rappresentano un ironico/autoironico modo di dire “Faccio parte della Honor Society di Zappa”.

    “Ho avuto problemi con la mia immagine la prima volta che sono andato in Inghilterra dove le leggi sul copyright sono diverse. La foto dove sono seduto su un gabinetto doveva essere utilizzata per un annuncio su International Times. Bene, si è trasformato in un poster perché a causa delle leggi lì il fotografo che possiede la mia immagine può farne quello che vuole, quindi ha realizzato un poster. Non ho mai posato per un poster, ho posato per una pubblicità per International Times. E così, da quel momento, il poster è stato contrabbandato e duplicato in milioni di copie, di cui non ho mai visto un nichelino”. – Digger,23 giugno 1973

    “I Shot Frank Zappa: My Life In Photography Hardcover” di Robert Davidson and John Elliott, 2022
    Il fotografo Robert Davidson è diventato famoso con la sua iconica fotografia di Frank Zappa sul WC Zappa Krappa.
    Il 16 agosto 1967, il 25enne Robert Davidson era al Royal Garden Hotel con il promotore della band Tony Secunda durante una conferenza stampa per il prossimo concerto di Frank Zappa.
    Faceva un caldo soffocante, la sala era piena di giornalisti. Zappa era sparito per andare in bagno. Girovagando per l’attico, alla ricerca di un’opportunità per scattare una foto, Robert trovò Zappa nudo, con i pantaloni intorno alle caviglie, seduto in bagno a chiacchierare al telefono con sua moglie Gail. La porta aperta ha inquadrato perfettamente lo scatto. Era un’immagine troppo bella per perderla.
    Robert chiese il permesso di scattare alcune foto. Zappa disse a sua moglie. “Un tizio vuole farmi una foto sul ‘John’”.
    Ha immortalato Frank Zappa seduto sul water. Le foto erano per un articolo sull’Independent Times.
    Nella sua autobiografia, Robert Davidson racconta che, nonostante una di quelle fotografie sia diventata uno dei poster più venduti al mondo nella storia del rock, lui non ha mai ricevuto alcuna royalty.
    Nel libro “I Shot Frank Zappa” Robert racconta gli sforzi nel corso degli anni per reclamare il copyright e la proprietà dei negativi. Circa 48 anni dopo aver scattato le foto, quei negativi sono tornati in suo possesso. Ha ripreso il controllo delle immagini nel 2015.

  • SATIEsfaction – xenocronia Frank Zappa, Erik Satie – xenochrony

    SATIEsfaction – xenocronia Frank Zappa, Erik Satie – xenochrony

    Xenocronia realizzata da Roxa con musiche di Frank Zappa & Erik Satie

    FAIR USE

    https://www.youtube.com/playlist?list=PLNIorVgbZlD1eJlE31TCypMf1eLhjcfBc

    Una xenocronia strana… Treacherous Cretins mi trasmette un’emozione particolare: il rimpianto. Ogni volta che l’ascolto, rimpiango di non aver potuto assistere neanche ad un concerto di Zappa. Lo cerco tra le pagine dei giornali… ho il rumore di una macchina da scrivere in testa, affascinante antenata della tastiera, che fa da ponte tra me e lui. La stessa che ha usato Erik Satie in una sua composizione. Questa xenocronia non vi piacerà ma la lascio così, random… è un bel gioco per me, che solo io conosco… un rimpianto dissonante.

    Erik Satie, nelle sue composizioni, usa molto umorismo, molti piccoli commenti verbali scherzosi per la sua musica. L’ha fatto come difesa, a causa della sua mancanza di fiducia in se stesso, e mi chiedevo se tu…
    “Non so nulla della vita di Satie e non credo che questo sia il motivo per cui ha messo dell’umorismo nella sua musica. Ci sono stati altri compositori che hanno messo l’umorismo nella loro musica in vari modi e, a dire il vero, non mi piacciono le idee sui meccanismi di difesa. In effetti, la cosa più coraggiosa che puoi fare è riuscire a divertire un pubblico che non ha senso dell’humour come, ad esempio, un pubblico di musica classica. Esistono tre audience con meno umorismo di un pubblico classico: il pubblico country/occidentale, rock and roll e jazz”. (Frank Zappa, Iconoclast, 15-22 marzo 1974)

    Zappa ha più volte sottolineato il suo apprezzamento per il dada e, in verità, del dada Frank ha mutuato procedimenti formali (collage, assemblage, gioco di parole, parodia) e modi di pensare (anarchismo, antiautoritarismo, valore eversivo del sesso, esortazione a non farsi infinocchiare dall’establishment, satira rivolta contro il filisteismo, il romanticume, l’intellettualismo, ecc.).
    Tra i musicisti ‘colti’ cui Frank ha guardato e da cui ha attinto, Erik Satie ha un posto di rilievo, non a caso vicino al dada. Satie, come Zappa, riempie la sua musica di citazioni ironiche di musiche popolari (in Satie sono quelle del circo e del luna-park, delle bande, delle danze di moda) usando in modo stilizzato modi del cabaret: l’uso del rumore, in Zappa come in Satie, è dissacratorio e ironico. (Ciao 2001, 3 luglio 1990)

    Frank Zappa e Erik Satie sono stati entrambi due autodidatti convinti che l’unico scopo delle regole sia superarle.

    Éric Alfred Leslie Satie (detto Erik), compositore e pianista francese, è stato un protagonista della musica e dell’ambiente artistico francese tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Il suo interesse artistico non si è limitato alla musica ma anche alla pittura, letteratura, teatro e cinema. Impressionismo, simbolismo, cubismo, dadaismo, neoclassicismo: nella sua arte è confluito tutto questo, ma ha mantenuto un’individualità netta e coerente in tutte le sue composizioni. Altri punti in comune con Zappa.
    Nel 1886, Satie compose le quattro Ogives per pianoforte nella cui partitura non compare alcun segno di misura. Sviluppò anche un proprio stile di annotazioni sul modo di interpretare le sue opere.
    Intorno agli anni ’20 compose ‘musica da tappezzeria’ (come la definì lo stesso Satie): rappresenta una satira contro la musica dotta e l’accademismo. La scrittura musicale di Satie era assolutamente originale: in Parade, ad esempio, usa suoni molto innovativi come sirene, macchine da scrivere e altri effetti sonori non tradizionalmente musicali; scrive brani difficilmente inquadrabili nei generi conosciuti come le celebri tre Gymnopédies e sette Gnossiennes. Sperimenta nuove forme del suono e inventa di fatto la tecnica del ‘piano preparato’ inserendo, per la prima volta, oggetti nella cassa armonica dello strumento nell’opera Le Piège de Méduse.

    Erik Satie fu un personaggio originale, stravagante, bizzarro.
    Visse in un appartamento da lui chiamato “l’Armadio”, composto da due stanze, di cui solo una utilizzata pienamente. L’altra stanza era chiusa a chiave ed il suo contenuto fu scoperto solo alla morte dell’artista: conteneva una collezione di ombrelli di vari generi a cui lui teneva così tanto che non li usava. Amava passeggiare sotto la pioggia e proteggeva l’ombrello sotto la giacca per non sciuparlo. Satie adorava i completi in velluto: ne possedeva tantissimi, tutti uguali. Quando suonava il pianoforte nei cabaret di Montmartre, indossava sempre un cappello a cilindro ed un’estrosa cravatta Lavallière. Lo scrittore Alphonse Allais lo definì “Esoterik Satie”.
    Il numero 3 era un chiodo fisso per lui, un’ossessione mistica, forse una reliquia del simbolismo trinitario associato all’Ordine cabalistico dei Rosacroce, di cui Satie aveva fatto parte in gioventù. Molte delle sue composizioni sono raggruppate in cicli di tre: tra queste, le Trois Gymnopédies del 1888.

  • Frank Zappa, Son of Orange County: something about, review

    Frank Zappa, Son of Orange County: something about, review

    Live 1974 (Roxy & Elsewhere)
    Live al KCET, Los Angeles, California, 27 agosto 1974 (A Token of His Extreme)

    “E nei tuoi sogni ti puoi vedere come un profeta che salva il mondo, con le parole che vengono dalle tue labbra: ‘Io non sono un truffatore’. Non posso credere che tu sia così stupido…”.

    Frank ha usato “Son of….” in molte canzoni o versioni di canzoni o titoli di album da lui realizzati.
    Ad esempio, “Return of the son of Monster Magnet”, “Son of Cheap Thrills”, “Son of Mr. Green Genes”, “Son of Suzy Creamcheese”. ‘Son of…’ è una parodia dei titoli dei film di mostri.
    In questo senso, Son of Orange County è una versione successiva di Orange Country Lumber Truck.
    Questo brano è stato inserito in due album: Roxy & Elsewhere e Bubble Cream Cheese (in Oh no/Son of Orange County). Il brano di Roxy & Elsewhere fu registrato all’Edinboro State College in Pannsylvania il 5 agosto 1974 in tandem con More Trouble Every Day.
    La canzone è composta da tre parti:
    – Versione riarrangiata di Oh no (testo incluso) tratta dall’album Lumpy Gravy (MGM, 1968);
    – Assolo di chitarra;
    – Tema di The Orange County Lumber Truck (dall’album Weasels Ripped My Flesh, Bizarre/Reprise, 1970).
    Il titolo è riferito a Richard Nixon, nato a Yorba Linda, Orange County, California. Zappa ha spostato il bersaglio polemico dai Beatles a Richard Nixon. Il testo cita anche l’affermazione di Nixon ” Non sono un truffatore ” in un’intervista televisiva del 18 novembre 1973.
    Son of Orange County e Dickie’s Such An Asshole sono le due canzoni che fanno riferimento a Richard Nixon e allo scandalo Watergate.
    Nixon pensava di poter salvare il mondo dal comunismo e dalla tirannia; in realtà, era corrotto e pronunciò la famigerata frase: “Non sono un truffatore”.
    “More Trouble Coming Everyday” o, successivamente, “More Trouble Everyday” è una risposta diretta di Zappa sulle rivolte che avevano avuto luogo nel quartiere Watts di Los Angeles dall’11 al 17 agosto 1965. Durarono 6 giorni provocando 34 morti, 1.032 feriti, 3.438 arresti e oltre 40 milioni di dollari di danni alla proprietà. Turbato da tutto questo, Zappa scrisse una delle sue più grandi canzoni di protesta, un vero e proprio anti-inno.

    https://www.youtube.com/watch?v=IuJsPBLsJac

    “Ho scritto una canzone su Nixon”.
    Son of Orange County?
    “No, un altro brano. Si chiama “Dickie’s Such An Asshole” o “The History of the San Clemente Magnetic Deviation”.
    Deviazione magnetica?
    “I piloti dell’aviazione stanno lontani dalla zona di San Clemente. C’è una deviazione dal normale campo magnetico terrestre intorno all’isola di San Clemente. In realtà non è lì che vive Nixon, ma è molto vicino”.
    Ci sono speculazioni complottistiche nella stanza 640 su invasori alieni seduti sull’isola di San Clemente.
    Quando i Grand Funk dicono che gli aerosol distruggeranno l’atmosfera, francamente la cosa non ti impressiona più di tanto. Quando Zappa inizia a parlare del campo magnetico terrestre, tendi a dargli un po’ più di credibilità. (New Musical Express, 26 aprile 1975)

    “Penso che tu debba provare il desiderio di essere là fuori ed avere la forza di affrontare le conseguenze nello scoprire quello che c’è là fuori. La maggior parte delle persone ha l’orribile sospetto – fondato, in realtà – che scoprire cosa c’è là fuori non piacerebbe. Una volta che vai oltre la tua esistenza quotidiana e inizi a realizzare fatti che non hai affrontato prima, il tuo rapporto con la tua esistenza precedente cambia. Se ti presentassi la prova assoluta che c’erano tre persone al mondo che gestivano tutto e pianificavano di farti gassare domani, pensi che potresti relazionarti con la tua vita di tutti i giorni? Il fatto di essere in grado di contemplare seriamente che tali atti sono proprio dietro l’angolo cambia il tuo rapporto con l’ambiente quotidiano. La maggior parte delle persone preferisce bere una birra, andare a una partita di calcio e dimenticarsene, perché è più divertente. Non è bello pensare ai tre tizi con il gas. Tutto ciò che diventa una suddivisione della sindrome dei tre ragazzi con il gas è minaccioso in vari gradi. Ciò di cui hai paura è scegliere qualsiasi fenomeno che sarebbe la rivelazione definitiva di quanto sia schifoso il mondo. Per sapere, nel profondo del tuo cuore, quanto tutto sia davvero schifoso e che non hai possibilità, non hai futuro. È tutto finito. SEI STATO COMPRATO E VENDUTO. SEI MORTO. OK? Questa sarebbe la cosa che nessuno vorrebbe sapere. Una cosa è sospettarlo. Ma saperlo! Questo ti rovina. Le persone hanno paura di tutto ciò che allude a questo. Non vogliono affrontarlo”. (Frank Zappa, Berkeley Barb, 27 marzo-2 aprile 1980)

  • Frank Zappa & Salvador Dalì: unclassifiable Art

    Frank Zappa & Salvador Dalì: unclassifiable Art

    The Grand Wazoo (Think It Over) (Live, dall’album Zappa Wazoo, 2007)

    In copertina: dipinto realizzato da Nick Twaalfhoven

    Salvador Dalì una volta definì Zappa “l’iconoclasta più intelligente e aspro della storia del pop”.
    (Foro Fono, dicembre 1978)

    Durante una breve visita alla East Coast, Eve Babitz (la ragazza che giocava a scacchi nuda con Duchamp) fece in tempo a presentare Frank Zappa a Salvador Dalí (“il mio gesto preferito”) al King Cole Bar del St. Regis, New York. Anche Alice Cooper conobbe Dalì. Questo aneddoto è riportato nel libro “Frank Zappa: A Biography” di Barry Miles. In quell’occasione, non fu permesso a Zappa di entrare senza cravatta ma Dalì gliene passò una. Zappa spiegò a Dalì chi erano i Mothers e lo informò che stavano per provare in studio. Salvador Dalì intendeva assistere alle loro prove e, così, decisero di incontrarsi al Ballon Farm. Sfortunatamente, Herb Cohen (manager di Zappa), non riuscì a convincere il manager del club a far entrare i Mothers, per cui Dalì e sua moglie Gala tornarono delusi in taxi al St. Regis.
    Eve Babitz è stata un’edonista impenitente, la party girl per eccellenza, prima di diventare disegnatrice, fotografa, artista e infine scrittrice di culto.

    La copertina di Zappa Wazoo utilizza il dipinto di Christopher Mark Brennan, ispirato a ”Slave Market with the Disappearing Bust of Voltaire” di Salvador Dali (1940).

    “Un giorno bisognerà ammettere ufficialmente che ciò che abbiamo battezzato realtà è un’illusione ancora più grande del mondo dei sogni”. (Salvador Dalì)
    “L’illusione della libertà continuerà finché risulterà vantaggioso. Nel momento in cui la libertà diventerà troppo costosa, tireranno giù la scenografia e il sipario, sposteranno i tavolini e le sedie e potrai vedere il muro di mattoni in fondo al teatro”. (Frank Zappa)
    C’è molto di Zappa e Dalì che risulta estremamente diverso. La loro vita privata e le inclinazioni politiche difficilmente potrebbero essere più distanti: Dali dalla sessualità deviante riservata, cattolico rinato e monarchico, Zappa che celebra apertamente il sesso, ‘pagano devoto’ e repubblicano (con la ‘r’ minuscola). In gran parte, questo dipende dalle tradizioni molto diverse in cui sono cresciuti.
    Sorprendono di più le notevoli somiglianze del loro approccio al lavoro, nonostante i diversi mezzi usati.
    Innanzitutto, erano entrambi uomini di spettacolo, coltivavano un’immagine di sé stessi altamente memorabile e distintamente strana. A dire il vero, Dalì ha lavorato sulla sua follia eccentrica con un gusto che Zappa non uguagliava ed a cui non aspirava. La stravaganza di Dalì era spesso fine a se stessa, mentre quella di Zappa era al servizio di qualche obiettivo importante.
    La loro produzione è notevole. Zappa ha più di 1200 composizioni protette da copyright e si suppone che Dalì abbia prodotto oltre 1500 dipinti. Ciò che sorprende è la loro ossessione per la qualità, la perfezione al servizio dell’assurdità.
    L’attenzione quasi fotografica, i dettagli iperreali nel creare assurde fantasie oniriche di Dalì. Anche Zappa trascorreva notti intere per ottenere i migliori dettagli sonori di una produzione senza soluzione di continuità.
    Entrambi erano professionisti, maestri della loro arte, pienamente consapevoli di ciò che realizzavano in anticipo sul loro tempo, spesso riferendosi al lavoro dei maestri del passato.
    Il talento di Dalì sarebbe stato riconosciuto più ampiamente se non avesse scelto di dipingere in modo così audace. Questo riconoscimento non gli interessava come non interessava a Zappa: il loro obiettivo erano le assurdità dietro questi preconcetti, dietro la cosiddetta normalità. Zappa e Dalì dimostrano che è la normalità ad essere assurda: una volta che ce ne liberiamo, tutto diventa possibile.
    Bisogna penetrare dietro la loro follia. Dalì è cosciente di sfruttare i sogni, come Zappa è cosciente del massimalismo del suo lavoro: entrambi hanno sfumature psichedeliche. Suggeriscono un uso massiccio di droghe ma né Dalì né Zappa le hanno mai usate (“Non mi drogo. Sono io la droga”).
    Peccato per l’occasione perduta al Ballon Farm di un incontro tra Dalì e i Mothers durante le prove. Col loro amore comune per il Dada (Dalì è menzionato nella lista delle influenze di Freak Out) sarebbe potuta nascere un’interessante collaborazione creativa. Il lavoro di Dalì e Zappa trascende i generi convenzionali. L’apparente follia era il frutto di un lavoro estremamente duro.
    (tratto dall’articolo “Taking themselves surrealiously: Paralloiac Worlds in FZ and Dalì” di Tom Demonay – The Rondo Hatton Report vol X, 21 marzo 2012)

    Il dipinto “Visage du Grand Masturbateur” simboleggia le ossessioni sessuali ed erotiche di Dalì, tanto che è stato definito da una parte della critica come un’opera a carattere autobiografico e citata nell’opera letteraria The Secret Life of Salvador Dalí (1942).

    Eve Babitz
    Eve Babitz gioca a scacchi nuda
    Due immagini con Eve Babitz mentre gioca a scacchi nuda.
    Alice Cooper e Salvador Dalì
    Alice Cooper e Salvador Dalì
  • Frank Zappa, Baby Snakes: ‘a movie about people who do stuff that is not normal’, review

    Frank Zappa, Baby Snakes: ‘a movie about people who do stuff that is not normal’, review

    Baby Snakes trailer
    Le animazioni di Bruce Bickford per Baby Snakes

    ‘Un film su persone che fanno cose anormali’. Con questo sottotitolo Frank Zappa ha presentato Baby Snakes, un crudo reportage sui suoi spettacoli al Palladium nella tradizione di Halloween, precisamente lo show del 30-31 ottobre 1977.

    Adrian Belew ha raccontato: “Ci siamo divertiti. Seguivo Frank come un cucciolo, non ne avevo mai abbastanza. Era pieno di informazioni, era divertentissimo e quando parlava ti incantava. Una volta, alle prove, stavo spostando la mia pedaliera per lo studio e lui disse: ‘Se hai finito di giocare al trasloco, ti spiacerebbe unirti a noi?’. La sua mente era sempre in movimento. Tirava fuori gli spartiti e iniziava a scrivere musica all’aeroporto o in aereo. L’editing del film Baby Snakes ha richiesto solo tre notti – due show di tre ore a notte senza intervalli tra i pezzi, qualcosa di incredibile. Registrava qualsiasi cosa, anche i soundcheck che potevano durare anche tre ore. Aveva creato un intero Zappaverso, un mondo diverso. Non esisteva nient’altro”.
    (Classic Rock, luglio 2015)

    Con Baby Snakes Zappa ha dimostrato, una volta di più, di frantumare con la partecipazione attiva del pubblico la classica divisione tra artista e spettatori.
    Il film è considerato dalla critica un’opera sociologica di prima mano. Cinema alla Zappa che non rispetta le convenzioni del film rock e neanche le innovazioni del surrealista 200 Motels. E’ ‘un’estensione della mia pratica musicale’ ha detto Zappa (Rock & Folk, 1980).
    E’ la fede incrollabile di Zappa in se stesso, l’oltraggioso senso dell’umorismo (come in “cose che non sono normali”) e la sua indiscutibile capacità di realizzare che gli ha permesso di completare contro ogni previsione progetti come Baby Snakes. Zappa ha fatto tutto da solo, anche il viraggio finale dei colori, tranne l’animazione di Bickford, realizzata sempre sotto la sua direzione.
    “È il tipo di film” ha spiegato Frank ridendo “in cui se ti alzi per fare una pisciata o per prendere dei popcorn, al tuo ritorno riprenderà. Ma non credo che ti alzerai per il Popcorn” (Circus, 19 febbraio 1980).
    Non c’è nessun montaggio cronologico: le sequenze concerto, backstage, prove, animazioni di argilla di Bruce Bickford, preparativi, sala, anomalie comportamentali presenti in ogni scena. Roy Estrada e la sua maschera antigas, il gioco sadico con la bambola gonfiabile Miss Pinky, le battute di Frank sulle mutandine che le signore del pubblico gettano sul palco, ecc.

    Baby Snakes è stato presentato in anteprima il 21 dicembre 1979 (il giorno del compleanno di Frank) al Victoria Theatre di New York City in Dolby Stereo. FZ ha installato uno speciale sistema PA nel teatro in modo che potesse suonare proprio come un vero concerto. Visto che era il suo compleanno, Frank decise di distribuire nell’atrio del locale fette di torta a forma di serpente: indossava un cappello da chef.
    Dopo l’ennesima difficoltà a trovare un distributore, Zappa decise di distribuire il film in modo indipendente attraverso la sua società di produzione Intercontinental Absurdities. Il film andò in onda 24 ore su 24 al Victoria Theatre di NYC e lui realizzò un ottimo profitto. Ha anche ricevuto un premio a Parigi nel 1981, il Premier Grand Prix per il genere ‘film musicale’.
    Il film è stato prodotto interamente da Zappa ed è costato 500.000 dollari. Per finanziarlo, ha lavorato sodo facendo più concerti. In un’intervista rilasciata a Michael Branton per Collage (dicembre 1977), Frank disse: “ci sono questi piccoli serpenti e c’è l’Universo e l’interconnessione tra loro”.
    Oltre alle registrazioni del 30-31 ottobre 1977 (Palladium), il film contiene anche le sessioni di sovraincisione di Sheik Yerbouti dell’estate 1978. L’intervista e il filmato dello shopping furono girati a Monaco (Germania) nel settembre 1978.
    Baby Snakes è stato pubblicato in VHS nel 1987 (versione originale lunga) ed è stato ristampato in DVD il 9 dicembre 2003 dalla Eagle Vision United States con un sonoro rimasterizzato in 5.1 Surround.
    L’album Baby Snakes, colonna sonora dell’omonimo film, è stato pubblicato nel 1983.

  • Stravinsky’s influence in Frank Zappa Music: the ‘stolen’ compositional techniques (part 2)

    Stravinsky’s influence in Frank Zappa Music: the ‘stolen’ compositional techniques (part 2)

    Echidna’s Arf (Of You) (Roxy & Elsewhere)
    Toad of the Short Forest (Weasels Ripped My Flesh)

    https://www.youtube.com/watch?v=O8c5D_PXE2I

    Tecnica compositiva n. 2: Stratificazione
    La seconda tecnica compositiva che Zappa prese in prestito da Stravinsky fu l’uso della Stratificazione, ovvero la separazione delle idee/aree musicali giustapposti nel tempo. Gran parte delle idee presentate sono solo brevi frammenti (che spesso non si risolvono) e questo provoca tensione. Stravinskij incorpora questa tecnica nelle Sinfonie di strumenti a fiato dando aspre dissonanze create dai legni alti e da un corale più bachiano della sezione degli ottoni. L’uso più diffuso della Stratificazione nel lavoro compositivo di Zappa proviene da Echidna’s Arf (Of You) e Don’t You Ever Wash That Thing? (Roxy & Elsewhere e You Can’t Do That On Stage Anymore Vol.2). Un altro esempio di Stratificazione è RDNZL (You Can’t Do That On Stage Anymore Vol. 2).

    Tecnica compositiva n. 3: Polimetro
    L’ultima tecnica compositiva che Zappa prende in prestito da Stravinsky è il Polimetro, caratterizzato da due o più indicazioni di tempo simultanee all’interno di un brano musicale. Stravinskij l’ha incorporato in gran parte
    della sua musica da balletto tra cui “Procession of the Oldest-and-Wisest’ da Rite of Spring.
    Un ottimo esempio di polimetria nella musica di Zappa viene dalla canzone Toad of the Short Forest (Weasels Ripped My Flesh): il brano è stato registrato in studio mentre la sezione del polimetro è stata registrata live e poi inserita nella versione in studio. Nell’introdurre la sezione del polimetro, Zappa spiega al pubblico: “In questo preciso momento sul palco abbiamo il batterista A che suona 7/8, il batterista B suona in 3/4, il basso in 3/4, l’organo in 5/8, il tamburello in 3/4, il sax alto si soffia il naso”.

    Con queste idee di Citazioni musicali, Isomelismo, Polimetro e Stratificazione, senza dubbio Zappa è stato influenzato da Igor Stravinsky nel corso di tutta la sua carriera musicale. Inserendo queste idee nella sua musica, ha dimostrato di rendere onore ad un compositore tanto importante che ha influenzato la sua vita, nella speranza che altre persone iniziassero ad appassionarsi a quella musica che l’ha ispirato.

    (estratto da ‘Stravinsky’s influence in Frank Zappa Music: part 2 & part 2 by John Anthony – The Rondo Hatton Report vol X 21 marzo 2012 e vol XI 21 giugno 2012)

    Hai mai incontrato Igor Stravinsky?
    “No, però ho incontrato il suo postino a Hollywood. In effetti, il suo postino era il mio insegnante di inglese al liceo. Dopo aver lasciato la scuola dove insegnava, ha scoperto che poteva fare più soldi come postino e Stravinsky era sulla sua strada”. (RockBill, novembre 1984)